Tantissimi amici del Senio alla fonte della Pocca

La Pressapoco Band al concertino della Pocca

La Pressapoco Band al concertino della Pocca

Ieri pomeriggio, è stato veramente bello vedere scorrazzare, accompagnati dai genitori, tanti bambini lungo l’argine del fiume Senio. Poi attorno al tempietto della vecchia fonte della Pocca e ancora, nel cortile di Cà san Giovanni.

Tante persone, almeno centocinquanta, quelle coinvolte. Una giornata di puro divertimento all’insegna della semplicità e del contatto con la natura e il paesaggio. Quello delle nostre belle colline, che vorremmo tanto fosse conservato e valorizzato. E’ stato poi un vero piacere constatare la presenza di tanti amici non di Castel Bolognese, a testimonianza di come esista una attrattiva del fiume e del suo ambiente.

Oggi della vecchia fonte della Pocca rimane poco: un piccolo manufatto in cemento, circondato e coperto da una folta vegetazione. Si nota la piccola discesa che portava alla cannella dell’acqua, purtroppo da tempo scomparsa causa i lavori di una cava. Di lato il fiume, però senza la “passerella”, davanti parte della vecchia collina con la sua vegetazione autoctona.

Molti cittadini hanno partecipato per ritrovare un “loro luogo”, un ambiente ricco di ricordi e a loro caro.  Ascoltando le loro conversazioni, si è capito come quel luogo rappresenti parte dell’identità di Castel Bolognese e di tanti suoi abitanti. Allora in diversi ci siamo chiesti perchè disperdere questo valore, alla prova dei fatti non dimenticato? Metterlo irrimediabilmente fra le cose perse. Non abbiamo trovato una risposta, ma dovremo parlarne, certamente allargando la partecipazione alle istituzioni della nostra città.

Realisticamente cosa si può fare? Almeno due cose: collocare l’antica fonte della Pocca nel quadro delle cose belle e visitabili presenti nella zona Tebano – Biancanigo – Vernelli, un’area di grande valore ambientale e paesaggistico. Penso alle due chiese parrocchiali, al Parco fluviale di Castello, alla Diga steccaia, alla derivazione del Canale dei Mulini, al Polo tecnologico, alla fonte della Pocca, al Parco geologico della ex cava Falcona. Poi offrirle alla fruizione del pubblico con un progetto unitario, tenuto assieme da un percorso turistico ciclo pedonale.

Riguardo la Fonte, intanto si potrebbe decidere di fermare il decadimento. Curando con lavoro volontario la vegetazione che la circonda e il piccolo manufatto. Poi sognare di rimettere la “passerella” per attraversare il fiume e di ricercare nuovamente la piccola falda dell’acqua solfurea. E chissà che i sogni non diventino realtà.

 

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