La chiusa di Tebano

La chiusa di Tebano

Domenica andremo a visitare la chiusa sul Senio a Tebano (o diga steccaia leonardesca). A noi castellani che, vediamo da sempre quel piccolo salto dell’acqua, quasi non ci facciamo caso. Eppure dietro quella piccola cosa c’è una storia di quasi sette secoli.

“Fu il Senato bolognese ad ordinare la costruzione di una prima Chiusa con relativo canale, allo scopo di alimentare le fosse di Castel Bolognese e fornire energia idraulica ai mulini della Comunità.

La nostra storia inizia nel 1388 quando Astorgio I Manfredi, Signore di Faenza, concesse al comune di Bologna la licenza per costruire un Chiusa nel Senio…” ai confini fra Faenza e Castel Bolognese.

“La storia della Chiusa è costellata da ricorrenti rotture dovute a piene; la più eclatante è quella del 1539, “rotta” dai faentini a “mano armata”. Non capisco cosa vuol dire e domenica ce lo faremo spiegare.

Sapevate che “A seguito di questo evento, il Preside della Romagna li obbligò a tollerare la Chiusa e istituì la corresponsione di una risarcimento in natura a Faenza da parte della comunità di Castel Bolognese”.

Questo è solo l’incipit del progetto di ristrutturazione della Chiusa avvenuto nel 2006 (se ho ben capito). Ma non finisce qui.

Sapevate che da anni esiste un progetto del Consorzio di Bonifica per fare in quella storica zona un Parco fluviale? Abito da oltre quarant’anni a Castel Bolognese e non ne sapevo nulla. Ma quanti sono i castellani a conoscere questo progetto?

Tante domande che meritano un approfondimento. E noi, Amici del Senio, ci impegneremo per questo.

Allora, se l’argomento vi interessa, se siete curiosi di conoscere qualcosa di interessante di questa zona, ci vediamo domenica, 17 maggio – alle 14,30 – a Biancanigo, via Rossi 307. Percorreremo a piedi l’argine fino alla Chiusa di Tebano dove un amico del Consorzio ci spiegherà diverse cose su quell’opera. Così, tanto per sapere.

Chissà che dopo avere nutrito il cervello di conoscenza storica e di paesaggio, non troviamo le idee giuste per valorizzare una delle più belle zone della vallata del Senio (e di tutta la Romagna).

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