Felisio_La Casetta (50)Bella escursione, quella di sabato mattina da Felisio a Tebano. Sedici chilometri di argine del Senio, comodamente percorsi, eccetto due brevi tratti, inspiegabilmente preclusi da vegetazione e reti, al Ponte del Castello. Dove non è stato possibile passare nemmeno nei quattro metri di pertinenza che la legge prevede per il transito dei mezzi di manutenzione e soccorso.

Sono stati gli escursionisti Forrest Gump di Ravenna a proporla, indirizzati verso gli Amici del Senio da persone che ci conoscono. Volevano arrivare alla Casetta dopo una bella scarpinata sopra gli argini del Senio. Ci siamo offerti di organizzarla. Alla partenza, assieme ai Forrest Gump c’era anche un gruppo delle Volpi di Savignano. Eravamo in venticinque. E, se nessun amico del Senio ha accolto l’invito all’escursione – cosa che deve indurci a qualche riflessione – va detto che il Consiglio direttivo invece si è impegnato molto, allestendo un bel ristoro a metà percorso.

L’accoglienza riservata agli ospiti è stata molto gradita e questo ci ha fatto piacere. Sono stati simpatici anche nel dimostrare interesse verso il nostro approccio alle tematiche del fiume, tant’è che hanno firmato tutti la nostra petizione per la valorizzazione del Senio. Sono certo che con molti di loro ci incontreremo ancora in futuro.

Siamo partiti con la brina e una tenue nebbia. Ma tutti felici perchè la gioia che danno il camminare lesti e il contatto con la natura, vengono prima delle condizioni atmosferiche. Sono valori in se da godere nelle condizioni date. E’ questo uno spirito che sarebbe bello potesse estendersi a tanti associati e persone che ci seguono con interesse.

Dicevo che la sommità dell’argine è ben sgombra e percorribile, con il solo buco nero del Ponte del Castello. Credo che il merito di questo sia per buona parte dei confinanti del fiume. Fatto che testimonia la potenzialità dell’idea dei Contratti di fiume. In questo tratto il Senio è particolarmente bello, grazie alle ampie golene lavorate e vissute dalle persone. Abbiamo incontrato un simil campo da cross, un maneggio, bellissimi orti, una florida vegetazione, tanti animali. Ricordo esemplari di falco pellegrino, un gruppo di scalpitanti caprioli, il lavoro di una numerosa famiglia di istrici che hanno traforato da dentro e da fuori un lungo tratto di argine.

Abbiamo visto anche cose brutte. La riva esterna usata come deposito di grandi quantità di materiale di campagna e di cataste di legna, bidoni, botti e cose strane nella golena, tanti alberi abbattuti sul letto del fiume, tratti di riva del greto eroso dall’acqua. Ma questo è un altro discorso. E’ un tema che dovrebbe innanzitutto interessare al Servizio di Bacino che ci pare si caratterizzi per una certa latitanza. Ci piacerebbe interloquire con loro per poterli informare delle cose viste. Se lo vorranno – fino ad oggi hanno inspiegabilmente rifiutato questo approccio – siamo a loro disposizione.

Domani descriveremo l’itinerario – con corredo di foto – per facilitarne la conoscenza a coloro che vorranno in futuro percorrerlo.

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