Dall’Arena delle balle di paglia, all’arena del Senio

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Arena balleIn questi giorni il fiume Senio culla la sua più bella esperienza dell’anno. L’Arena delle balle di paglia di Cotignola. L’Arena vive dal ponte della Chiusaccia al ponte di Cotignola. Con l’Arena prende corpo il sogno di trasformare il nostro Senio in una grande palestra di arte, cultura e divertimento lento. Dal Reno, dove sfocia, alla Sambuca, dove nasce.

Se l’Arena delle balle vive qualche mese, l’Arena del Senio dovrà vivere tutto l’anno. L’Arena del Senio dovranno essere le centinaia e centinaia di iniziative che una moltitudine di attori sapranno mettere insieme per creare un evento di teatro, arte e cultura unico al mondo. Un sogno? No, un obbiettivo al quale tante persone stanno lavorando con impegno e passione.

L’Arena della balle di paglia è un evento visitato ogni anno da diverse migliaia di persone. Chi la scopre per la prima volta, rimane stupito e si chiede come possa essere possibile.

Voi avete mai visitato l’Arena? Se decidete di farlo, ne vale veramente la pena, vi offro qualche consiglio.

L’Arena è come il buon vino, va centellinato, scoperta piano piano. Per la visita potete partire dal parcheggio del nuovo campo Sportivo di Cotignola e arrivare a piedi per la campagna (illuminata), oppure potete percorrere la cima dell’argine di sinistra dal ponte di Cotignola o da quello della Chiusaccia. Il percorso è perfettamente agibile a piedi e in bici, grazie al taglio dell’erba offerto volontariamente da Franco, un contadino del luogo che apprezza il “gioco”.

Se vi incamminate lungo l’argine dal ponte di Cotignola, incontrerete la Golena dei poeti, ricavata dentro al Senio, poi la grande Arena delle balle di paglia con davanti il muro delle acacie del vecchio canale e  alle spalle la riva del fiume, il Ridotto balle, l’Arena dei bambini, la Casa della fotografia di paglia. Potrete risalire il canale attiguo al fiume, dentro al tunnel delle acacie, visitando gli allestimenti inventati dai creativi dell’Arena. Troverete l’Area pic-nic di via Cenacchio, per chiacchiere e spuntini, sede dei racconti della gente comune; a pochi metri il Casone teatro Ercolani, un vecchio ripostiglio di attrezzi agricoli trasformato nel più bel teatro si sempre. Proseguendo sull’argine, verso la Chiusaccia, dopo il sipario sull’argine, vi imbatterete nella Golena dei morti felici, teatro di surreali evocazioni, sempre legate ai fatti del popolo e alla sua cultura.

Lungo il tragitto sarete attratti da decine di opere d’arte create sul posto con i materiali del luogo. Di queste fanno parte i getti d’acqua sul Canale Emiliano Romagnolo.

L’ora migliore per la visita è quella fra il “lume e lo scuro”, potendo così vedere prima gli allestimenti alla luce del giorno e dopo, illuminati dagli artisti del led. Questo luogo incanta e coinvolge i bambini. Quindi nessuna preoccupazione per loro, se li portate vi saranno grati. Se arrivate presto, potete ristorarvi col cibo da passeggio ammannito al Bar delle acacie, dove anche si raccontano cose. Se siete vegetariani, vegani o celiaci, niente paura, si è pensato anche a voi. Poi la birra. E qui mi fermo. L’Arena vi aspetta. Il programma completo  è qui http://www.primolacotignola.it/public/file/1t000570.pdf

 

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