Conoscere il vino

Conoscere il vino

Ieri alla camminata di Solarolo, centellinando un’ottima Albana del 2009 del podere Mazzolano di Roberto Graziani, Mario ci ha raccontato di quando Galla Placidia – in giro per le colline di Forlì – dopo avere assaggiato questo vino e averne constato il suo splendido colore giallo, esclamasse di come avrebbe voluto “berti in una coppa d’oro”. Si dice fosse da quella esortazione che il paesino prese il nome di Bertinoro.  L’imperatrice poi lungo la via del ritorno, poco prima di Ravenna, si racconta finisse col suo destriero gambe all’aria e pare che proprio da quell’inconveniente, forse dovuto all’ebrezza, i cittadini del posto chiamassero la località: Gambellara.

Vero o no che sia questa storia, di certo l’albana fa del suo colore giallo dorato una delle sue caratteristiche di base e quella di Roberto conferma la regola. Sempre in tema di assaggi, prima dell’albana (14 gradi), eravamo passati da un allegro Chardonnay (11,5 gradi) e da un ben strutturato Sangiovese di 13 gradi. Tutti ottimi vini delle terre di collina (Riolo Terme) del nostro Senio.

Con l’iniziativa di ieri, dopo le erbe, il pane, i trebbi abbiamo continuato il cammino lungo il fiume, alla scoperta delle tradizioni, delle storie e dei prodotti della sua valle. La prossima tappa sarà forse alla scoperta degli acquedotti sotterranei di Tebano e del nasturzio, una pianta molto rara che a Tebano ha trovato un habitat ideale.

Dicevo di ieri e dell’abbinamento camminata sul fiume e legame col territorio. Va detto che, nonostante fosse un caldo fuori dal normale, un folto gruppo di cittadini – particolarmente donne e bambini – ci ha seguito.  Dopo avere ricordato i Martiri di Felisio e deposto un mazzo di fiori di fiume sul loro Monumento, ci siamo incamminati verso il passo di Lungaia, seguendo il sentiero segnato da amici contadini con il loro “trincia”. Nonostante il secco abbiamo potuto apprezzare i profumi intensi di alcune erbe pestate fra le quali la mentuccia e la ruccola. Poi la scoperta di alcune rigogliose piante di luppolo in fiore.

Va detto che in quel tratto il Senio è messo poco bene. Serve di accurata manutenzione, di riprofilatura di tratti di riva crollati, di controllo sugli emungimenti che ormai gli hanno tolto anche le lacrime. Speriamo di essere ascoltati.

Concludo ringraziando l’amministrazione comunale di Solarolo che sempre ci sostiene e tutti coloro che con il loro impegno hanno reso possibile questa iniziativa degli Amici del Senio.

 

 

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