Argini sedi naturali di percorsi ciclo pedonali

La regione Emilia e Romagna punta a fare in modo che le persone vadano di più in bicicletta. Questa è una bella notizia. A breve, pensiamo a giugno – sarà approvata una proposta di legge che stanzia in 10 anni, 25 milioni di euro. Un milione sarà già disponibile dal 2017. Noi siamo molto interessati a questa proposta perchè, come ben sapete, il nostro secondo obbiettivo (dopo quello della sicurezza) è che si realizzi un percorso ciclo pedonale sull’argine del Senio, dalla collina al mare e la proposta di legge prevede che gli argini possano essere sedi per andare anche in bicicletta. D’altra parte come già accade per tantissimi fiumi.

Vorremmo quindi sostenere questa legge e fare in modo che il suo percorso arrivi al termine nel migliore dei modi possibili, perchè sia veramente efficace. Creare le condizione per usare maggiormente la bicicletta vuole dire innanzitutto contenere l’inquinamento veicolare, giunto oramai ad uno stato di assoluta non sopportabilità. Vuole dire però anche offrire una sponda assai efficace al cosi detto turismo lento, esperienziale, a contatto con la natura.

La nostra Regione è solcata da tanti fiumi che, storicamente, hanno avuto una funzione di collegamento e di incontro fra la montagna e la valle. I fiumi rappresentano per i cittadini una vera e propria identità. Moltitudini di persone hanno “vissuto” i fiumi come parte importante della loro vita. Gli argini dei fiumi rappresentano oggi ciclovie naturali che attendono solo di entrare in gioco per mezzo di leggere ristrutturazioni. Migliaia di persone in bici e a piedi in movimento sopra gli argini dei fiumi potranno facilmente impattare tutto ciò che di bello, di interessante e di buono sta loro attorno. La bici può quindi essere un buon traino per le nostre economie di vallata fatta di cultura, di paesaggi, di prodotti, di commerci e di ambienti piccoli, che vanno cercati minuziosamente, ma di pregio.

Diventa quindi decisivo che legge risolva possibili intoppi sul campo come la soluzione della diatriba che, secondo alcune autorità di fiume, gli argini non potrebbero essere transitati nemmeno a piedi. Una vera e propria assurdità, quando migliaia di persone, di fatto, ogni giorno, percorre queste vie.

Di particolare importanza poi il tema della manutenzione delle ciclabili. La legge prevede che i comuni che riceveranno i finanziamenti debbano impegnarsi sul tema della manutenzione. Giusto. Ci chiediamo però se non si potesse valutare anche la possibilità che, ad esempio per gli argini dei fiumi – che sono del demanio e la cui gestione è affidata a Enti regionali -, l’infrastruttura venisse realizzata in proprio dalla Regione stessa e affidata ai comuni con il vincolo coercitivo della manutenzione. Il ragionamento è grezzo, ma si potrebbe tentare di affinarlo?

Comunque la pensiate, se parteciperete all’iniziativa, ci farà piacere.

 

 

 

 

 

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