Tre luglio a Tebano, ci siete?

Con l’impegno e la partecipazione di tanti associati e simpatizzanti, stiamo costruendo una comunità di fiume. Tante persone, unite dagli stessi desideri, nel nostro caso la valorizzazione del nostro fiume. Da tre anni ci battiamo per il percorso ciclopedonale collina mare, sopra l’argine. Adesso il re è nudo, non ci sono più scuse. La legge regionale sulla ciclabilità, recentemente approvata, consente di potere usare anche gli argini come pista. Non solo, finanzia anche le proposte maggiormente sensate che gli giungeranno da parte dei comuni, o loro unioni. Siamo in attesa di vedere come i nostri comuni affronteranno questo tema.

Valorizzare il Senio, per noi vuole dire anche fargli assumere la caratteristica di fiume di arte e di cultura. Per questo lavoriamo perchè la bellissima esperienza dell’Arena della balle di Cotignola si estenda, nelle forme possibili, durante tutto l’anno e lungo tutto il corso del fiume: da Alfonsine a Palazzuolo.

In questo ambito il 3 luglio prossimo avremo a Tebano sul Senio, l’anteprima dell’Arena della balle 2017. Sarà una serata intensa, nel corso della quale un territorio si racconterà. Visiteremo luoghi, dialogheremo, vedremo rappresentazioni di arte varia. Potremo mangiare e assaggiare i migliori vini della zona. Sarà vietato fumare e chi guida non potrà bere.

Non sarà “una sagra”, che rispettiamo e alle quali vogliamo bene. Sarà il tentativo di fare qualcosa di diverso. Lontano dai canoni e dagli stereotipi del “già visto”. Non culleremo forme pubblicitarie, non lasceremo traccia del nostro passaggio; per costruire le scene useremo i materiali che la natura ci offre (e che si riprenderà), a partire dalla paglia con tutto il suo carico di senso della vita, tradizione, ricordi e leggerezza.

La prossima settimana avremo il programma della serata. Avremo pubblico, avremo bisogno di tante persone per gestirla. Ad iniziare dai prossimi giorni per costruire la capanna di acacie e canne dove fare il ristoro.

Chiediamo, a chi ha tempo e voglia, di darci una mano. Anche un’ora di lavoro è importante. E la sera del 3 luglio – ad iniziare dalle ore 17 – abbiamo bisogno di almeno 30 persone in servizio. Alcuni dicono che lavorare per una bella causa non stanchi. Non è vero: lavorare stanca. Ma nel nostro caso la naturale rigenerazione del cuore e della mente che deriverà dal senso di appartenenza ad una comunità che lotta per il senso del bene comune, ci darà quel lieve senso di felicità che saprà aiutarci a scalare la montagna della vita.

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