Tebano premia il gruppo e la qualità.

Tebano – Acquedotto sotterraneo, finestra della camera di raccolta dell’acqua.

Non mi era mai capitato di ricevere tanti complimenti per una iniziativa alla quale ho lavorato. E dire che pensavo di avere fatto diverse cose buone in quaranta e più anni di lavoro (come operaio, sindacalista, amministratore e poi volontario quasi a tempo pieno).
Da martedì, per tre giorni, il mio telefono ha squillato e persone che conosco e che non conosco si sono rallegrati per la bella serata del 3 luglio a Tebano e per il successo che ha avuto, riconoscendolo meritato.
Il rilievo raccolto sui social e sulla stampa è stato anch’esso di notevoli proporzioni, e tutti hanno potuto constatarlo.

Ad essere sincero, tutto questo affetto, mi ha fatto piacere. So di avere dei limiti, ma anche qualche pregio. In questo caso la tenacia, la perseveranza, la passione e il senso dei contenuti e del bene comune che metto nelle cose che faccio, credo siano state premiate.

Detto questo – e non parlerò più di me – va detto che il successo dell’evento lo si deve principalmente alla coralità del gruppo di persone che ha lavorato. Un gruppo vasto ed eterogeneo, culture diverse in cui ognuno ha messo del suo ed ha rinunciato a qualcosa per il bene comune. Fra queste ricordo con ammirazione Patrizia Capitanio, l’autrice del libro “Tebano, una piccola località delle colline faentine, viva oggi come ieri” che ha rappresentato il filo conduttore dell’iniziativa.

Laura – l’anima del Polo tecnologico – è stata brava e tenace coordinatrice di questo gruppo, ma siccome alle parole debbono sempre seguire la costanza del duro lavoro del braccio guidato dalla mente, dobbiamo ricordare Mario e la sua opera davvero instancabile. Al loro fianco il gruppo storico degli Amici del Senio.

I tebanesi hanno risposto bene. Non era scontato, visto il taglio innovativo che proponevamo per l’evento. Un ringraziamento non formale va poi rivolto all’Amministrazione comunale di Faenza – abbiamo utilizzato suoi spazi – e a quelle di Castel Bolognese e Cotignola che ci hanno sempre sostenuto.

Infine dobbiamo riconoscere il ruolo fondamentale di alcune persone: Mario Baldini – l’inventore dell’Arena delle balle di paglia di Cotignola – regista di Tebano 1; Luigi Franzoni – l’ideatore delle varie istallazioni – che ha mostrato il talento di un vero artista di land art; i ragazzi delle luci – ditta Luxonix – cito per tutti Lele Ghermandi, per la maestria e la disponibilità che hanno mostrato nel giocare con la luce.

Con Tebano gli Amici del Senio realizzano un loro obbiettivo: dimostrare che è possibile espandere l’esperienza dell’Arena delle balle di paglia di Cotignola lungo tutto il percorso del Senio e nell’arco dei mesi dell’anno e dare ulteriore credito all’idea del percorso ciclo-pedonale mare–collina sopra gli argini del Senio. Con queste esperienze il Senio può candidarsi a primo fiume di land art d’Italia. Un fiume di arte e di cultura che si aggiungono alla sua storia.

Come si suole dire, domani è un altro giorno. Lavoreremo per Tebano 2 il prossimo anno e cercheremo altre Tebano sul Senio con altre storie ed altri personaggi della nostra cultura e tradizione da scoprire e raccontare. Continueremo a ricercare cultura, leggerezza, il bello e il sorriso delle persone, nella semplicità e fuori dagli schemi del divertirsi a tutti i costi e senza valori.

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