Oggi abbiamo accompagnato un gruppo di camminatori di Ravenna, dal Molino di Scodellino alla diga steccaia di Tebano. Erano dalle nostre parti per vino e hanno continuato fino alla Casetta di Campiano.

Ho proposto loro di passare dal centro di Castel Bolognese per mostrare loro alcune cose belle di questa “città d’arte” del Senio. L’amico Valentino Donati, cultore della storia locale, ci ha gentilmente accompagnati. Abbiamo visto i torrioni, resti delle mura, alcune statue all’aperto di Angelo Biancini e il Museo Civico.

La visita, non essendo stata preventivata, è stata sommaria e incompleta. Eppure ha interessato i presenti, tant’è che ci siamo dati un futuro appuntamento per una ricognizione più approfondita. Debbo dire che erano con noi alcuni castellani, rimasti incuriositi di conoscere cose che nemmeno loro sapevano.

La piccola esperienza di oggi dimostra che ogni nostra cittadina ha cose da mostrare e che esiste un pubblico che può apprezzarle. Allora perchè non promuovere iniziative in tal senso? Come associazione Amici del fiume Senio ci proporremo senz’altro di visitare le località bagnate dal Senio. E’ opportuno però che si creino le opportune sinergie con gli storici, i conoscitori dei luoghi e con le Pro Loco alle quali spetta per dovere d’ufficio, si potrebbe dire, promuovere la conoscenza delle città.

E’ altrettanto necessario che i luoghi si offrano però nella loro veste migliore. Occorre allora che sia generalmente posta la massima cura possibile a temi ineludibili di decoro come i rifiuti sparsi, la non cura delle aiuole, le merde dei cani e altro. Questo abbiamo visto anche oggi a Castel Bolognese. E questo, al cospetto dei visitatori che avevo invitato, mi ha dato dispiacere.

 

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