Stamane un nostro socio mi ha inviato un filmatino che testimonia lo sversamento di camion di rifiuti nel tratto di argine sinistro del Senio che, a Tebano, dal ponte va alla diga steccaia leonardesca. E’ l’ennesimo episodio del genere che accade in quel luogo, senza che nessuno abbia pensato di porvi rimedio.

Chi porta rifiuti nel fiume, contravvenendo la legge, è persona certamente di poco conto che andrebbe severamente perseguita, ma trova sponda nel fatto che quella piccola area è una selva inestricabile nella quale ci si nasconde bene. Quindi, protetto dall’incuria, si sente forte e intoccabile.

Quello che dovrebbe essere un tratto di argine sempre pulito per accogliere i turisti o semplici visitatori che vogliono andare a vedere la storica diga steccaia leonardesca – un vero e proprio monumento nazionale, perchè di quello si tratta – si trova in uno stato di pietoso abbandono. Solo un abitante del luogo, ogni tanto tosa l’erba e noi volontari che talvolta disboschiamo quel tanto che basta per passare a piedi.

Chi ha una cosa bella da mostrare, solitamente ne è fiero e si adopera per condividerla. Sono spesso in Francia dove queste cose vengono curate in modo direi maniacale e spesso anche oltre al merito, e presentate con metodo nel circuito del turismo. Ricevendone un vantaggio economico. Possibile che noi italiani – romagnoli, non della costa, non dobbiamo capire queste cose?

In quel luogo, così bello e pieno di storia, andrebbe organizzato un piccolo parcheggio, segnalate con adeguata cartellonistica le cose interessante da vedere, tenuto curato l’argine che costituisce la via d’accesso dalla strada. Non ci vorrebbe molto, sono solo cento metri. Si potrebbe coinvolgere il volontariato. Ma cosa si aspetta ancora?

Noi non amiamo puntare il dito contro qualcuno, quindi ognuno si faccia una idea di chi dovrebbe rispondere a queste domande. Dobbiamo dire però che chi fa per intero il proprio dovere è il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale con sede a Lugo. Loro, che hanno il compito di gestire la diga – solo quella – lo fanno costantemente e mantenendone in atto le proprie caratteristiche storiche. Pali, fascine, tecnologia e materiali come dalle sue origine quattrocentesche. Anche in questi giorni stanno intervenendo per la manutenzione del caso.

Tornando al punto di partenza. Ancora una volta segnaleremo a Carabinieri e Autorità lo sversamento dei rifiuti, qualcuno ripulirà e siamo da capo. La nostra speranza è che le autorità competenti decidano di risanare quel piccolo tratto di argine e offrirlo come servizio ai cittadini visitatori. Noi, Associazione del fare, siamo disponibili a dare una mano. Certo, se richiesta.

 

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *