Martedì scorso, a Roma, il Ministero per l’Ambiente ha promosso un evento per parlare della partecipazione pubblica nella gestione dei fiumi. Nella sostanza, si è parlato dei contratti di fiume. Ringrazio la nostra Regione per averci invitato come Associazione a partecipare, in quanto portatori di interesse.

Avessimo avuto qualche giorno di tempo in più, si poteva anche andare, ma poi con quale presupposti? Sono stati presenti i comitati del Lamone e dei Fiumi Uniti, i quali possono vantare un percorso già definito per il Contratto di fiume. Un percorso sostenuto in prima persona dai comuni bagnati da quei fiumi. Noi del Senio, purtroppo non siamo ancora in quella condizione.

Allora la domanda è sempre la stessa: perchè i comuni bagnati dal Senio, a differenza dei Fiumi Uniti, del Lamone e anche del Santerno, non affrontano con coerenza il tema della valorizzazione e della gestione del loro fiume?

Il nostro lavoro partecipativo di cinque anni ha dimostrato che le potenzialità dei Senio sono almeno pari a quelle degli altri fiumi. Confidiamo che le nuove amministrazioni comunali vogliano affrontare questo tema ascrivibile al capitolo della tutela dei beni comuni e dell’economia sostenibile. Se ci saranno i presupposti lo vedremo già dai programmi elettorali in corso di elaborazione da parte delle varie forze politiche. Speriamo che tutto possa andare nella giusta direzione.

 

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