Ieri mattina, mentre arrivavo in bicicletta in Piazza Bernardi a Castel Bolognese, ho visto per caso due persone che hanno attirato la mia attenzione. Un uomo e una donna di circa 50 anni, con zaino in spalla, bastone in mano e tenuta  da trekking, che si aggiravano nei pressi del bar Commercio. Incuriosito, mi sono avvicinato e ho chiesto loro se erano dei camminatori e da dove venivano. Molto gentilmente, la donna, in un discreto italiano, ma con accento straniero, mi ha risposto che erano svizzeri del cantone tedesco e che provenivano da Riolo Terme.

Dopo essermi presentato come membro dell’associazione Amici del fiume Senio e aver spiegato brevemente la nostra attività, avendo loro manifestato un certo interesse per tale informazione, abbiamo proseguito la conversazione, in parte con la donna e in parte con l’uomo.

Flavia e Frank – questi i loro nomi – mi hanno detto che stavano facendo da 18 giorni a piedi il percorso della Linea Gotica.

Partiti l’1 settembre da Massa Carrara, avevano attraversato le Alpi Apuane, erano arrivati nella nostra Regione, avevano visitato Monte Sole, erano passati da Borgo Tossignano, avevano pernottato a Riolo Terme e stavano proseguendo in direzione di Ravenna.

Molto particolare anche la motivazione di questa camminata: il padre di lei, originario di Bergamo, trasferitosi da giovane in Svizzera e morto circa 6 mesi fa, aveva frequentato per tanti anni la nostra riviera e aveva chiesto, prima di morire, che le sue ceneri venissero sparse nel nostro mare. Inoltre, il padre aveva uno spirito libero e, pur non avendo fatto la guerra, si era sempre sentito “un’anima da partigiano”, motivo per cui ricordarlo percorrendo la Linea Gotica era sembrata alla figlia la scelta più appropriata.

Chiedendo io qualche informazione in più sul percorso fatto e su quello ancora da fare, dopo avermi riferito che molti dei tratti percorsi erano stati difficili, soprattutto l’attraversamento delle Alpi Apuane, mi hanno fatto vedere un libretto informativo dal titolo “Il Trakking della Linea Gotica” e soprattutto una cartina che comprendeva il territorio da Casola Valsenio a Ravenna, con segnato il percorso della Linea Gotica lungo il fiume Senio fino a Cotignola – dove hanno fatto tappa ieri sera – e oltre. Ho chiesto loro se avevano visto la diga steccaia di Tebano e se conoscevano il Mulino Scodellino, ma la risposta è stata negativa.

Farli tornare a Tebano mi è sembrato improponibile, ma ho pensato di proporgli una visita al Mulino, anche se il loro percorso li avrebbe portati al Ponte del Castello, a visitare il monumento al Corpo Polacco. Per caso  – quando si dice i casi della vita – passava in quel momento Rosanna Pasi, la presidente dell’associazione Amici del Mulino Scodellino), la quale, sentito il loro racconto e manifestando molto piacere di far loro visitare il Mulino, ha telefonato a “Pino” Merenda, il factotum del Mulino, che (altro caso fortunato) si trovava proprio lì e ha accettato ben volentieri di riceverli per una visita.

A quel punto, mi sono offerto di accompagnarli, portando a mano la mia bicicletta, e dopo circa 10 minuti siamo arrivati al Mulino, dove Pino ha fatto da cicerone e, alla fine, ha regalato loro un piccolo sacchetto di farina. Nel frattempo, avendomi riferito Flavia e Frank che non sempre erano riusciti a trovare posti dove pernottare a prezzi accettabili e non avendo ancora un posto dove farlo quella sera, mi ero messo in contatto con Domenico Sportelli, il presidente della nostra Associazione, che mi aveva fornito informazioni su un B&B di Cotignola. Tornati su via Farosi, ho comunicato loro il recapito telefonico del B&B, ho indicato in quale direzione  andare per ritrovare il fiume, ci siamo scambiati il numero di telefono e ci siamo salutati, con tanti ringraziamenti reciproci.

Considerazione finali: quante persone, italiane e straniere, informate adeguatamente e agevolate da un percorso ben tracciato e accessibile e con disponibilità di strutture di ospitalità a prezzi accettabili, potrebbero essere interessate al percorso della Linea Gotica, incrementando così, anche nel nostro territorio,  quella parte di “turismo lento”, che molti dicono essere il turismo del futuro?

(Silvio Marchi).

Flavia e Frank si avviano verso il Ponte del Castello in visita al Monumento ai polacchi.

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