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Lungo il Senio a vedere i pittori che dipingono la vendemmia

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Pre scrittum: quando cliccate sulla foto per leggere il programma, per ampliare l’immagine cliccate il bottoncino in alto a destra.

Per il 10 settembre, l’idea è quella di visitare la scena del concorso di pittura estemporanea che si tiene a Tebano sul Senio. Promuovono la rassegna, l’associazione degli acquerellisti di Faenza – quella del compianto Silvano Drei – assieme agli esponenti del Polo tecnologico di Tebano (che vuol dire il comune di Faenza). Nella stessa giornata si celebra la Madonna della Fognana, che gode di venerazione fra i fedeli per meriti conquistati (miracoli).

Una manifestazione che mette assieme l’arte, il paesaggio, il lavoro contadino, la tecnologia, la ricerca, la devozione, è qualcosa di veramente originale e bello. Ed è per questo che abbiamo deciso di sostenerla con una nostra iniziativa che la avvicini ad una platea più estesa di persone.

L’idea è stata quella di proporre un CAMMINO DEL SENIO che si concluda in quel luogo: nel campo dove i pittori acquerellisti dipingono la vendemmia. Ed ecco che quando i camminatori – o ciclisti – arriveranno, dopo essersi rifocillati, potranno prendere contatto con i pittori al lavoro e con il territorio (bello) nel suo insieme. Potranno visitare il Santuario, la diga steccaia leonardesca, ammirare la foto gigante dell’acquedotto sotterraneo, e altro.

Gli Amici del Senio sosterranno i camminatori e visitatori, facendo loro da ciceroni, in un luogo che considerano fra i più belli del Senio e dove vorrebbero mettere su casa e aprire il primo info point della vallata.

Per arrivare ognuno potrà partire dal punto in cui crede, da Palazzuolo ad Alfonsine. Potrà percorrere l’argine che abbiamo chiesto ai Presidenti delle Unioni dei comuni della Romagna faentina e della Bassa Romagna di darci una mano affinchè l’erba sia tagliata. Al momento non abbiamo alcuna risposta (forse un disguido feriale), ma quel che conta è la concretezza: abbiamo visto macchinari all’opera nel cotignolese, speriamo arrivino almeno fino a Tebano. Con tutto il rispetto (mi raccomando), se le cose non vanno bene, in questo caso, potremo pensare di appellarci alla Madonna miracolosa?

Fuor di metafora, l’argine di sinistra è tutto percorribile, all’infuori di una tratto al Ponte del Castello dovuto all’incuria oltre la media e al “possesso” del medesimo vantato da alcuni confinanti. Il problema si risolve in questo modo: giunti al ponte della ferrovia, scendete l’argine a destra; incontrerete subito una stradina asfaltata (via Gradasso) che percorrerete in direzione della via Emilia. In meno di un chilometro giungerete alla consolare che attraverserete con l’ausilio del semaforo pedonale a chiamata (prima potrete rifocillarvi al bar). Prendete la ciclabile verso Castello e dopo poche decine di metri vedrete un buco nella rete e l’argine. Tranquilli, quello è il passaggio dei mezzi dell’Autorità del fiume e nessuno vi dirà nulla.

Ripreso l’argine, arriverete a Tebano. Come Amici abbiamo promosso due appuntamenti: da Solarolo (ponte di Felisio) alle ore 8,30 e da Castel Bolognese (Biancanigo via Rossi, 307) alle 10,30 ai quali ognuno potrà aggregarsi liberamente.

Vedo che mi sto allungando e mi fermo. Seguiteci nei prossimi giorni nella pagina Facebook degli Amici del Senio (e mettete “mi piace” altrimenti siamo nessuno) per essere informati meglio circa il programma di domenica a Tebano (in itinere). A proposito, se farà cattivo tempo tutta la manifestazione sarà spostata alla domenica successiva (17 settembre). Vi aspettiamo.

 

Gli stradelli del Senio per le bici

Foto - Articolo da Settesere

Foto – Articolo da Settesere

Segnaliamo e salutiamo con piacere da Settesere settimanale questa bella iniziativa dei comuni di Fusignano ed Alfonsine. Hanno pensato di riservare alle biciclette una rete di piccole strade di campagna che uniscono due comuni e diversi punti di interesse del territorio. Oggi l’inaugurazione.

Si tratta di una iniziativa che si sposa molto bene con l’idea che gli Amici del Senio sostengono, di un percorso ciclopedonale sull’argine del fiume, dalla Collina al Mare. Un domani, transitando in bici sull’argine, i turisti – giunti a Fusignano e Alfonsine – avranno a loro disposizione percorsi dedicati per addentrarsi a visitare il territorio. E’ esattamente quello che vorremmo.

Confidiamo che altri comuni vorranno seguire questa impostazione. Ci aspettiamo qualcosa di concreto, ad esempio, da parte dei comuni di Lugo e Bagnacavallo i cui centri storici saranno molto appetibili ai turisti “lenti” che transiteranno sul Senio.

Contemporaneamente ci aspettiamo che tutti i comuni del Senio si uniscano per dotarsi, a breve, di un progetto di valorizzazione del Senio che comprenda almeno il “preliminare” del percorso ciclabile che unisca i parchi della Vena del Gesso e del Delta del Pò e che si completi con il coinvolgimento del Lamone, o/e del Santerno.

Progetto preliminare che possa consentire di partecipare ai bandi di finanziamento e di avere le carte in regola per potere essere inserito nell’Atlante nazionale dei percorsi ciclabili.

 

Ad Alfonsine nei luoghi dell’Agnese

A4-SN3-1Le iniziative di fine primavera degli Amici del Senio iniziano MARTEDI’ 17 maggio ad Alfonsine. Lo spunto ci è stato dato dalla proiezione del film L’Agnese va a morire nei luoghi dove è stato girato 40 anni fa. Il casolare di campagna è il medesimo, opportunamente conservato. Il film, del regista Giuliano Montaldo, è fra quelli che meglio hanno raccontato la presenza delle donne nella lotta di liberazione.

Questa è la prima iniziativa che organizziamo ad Alfonsine, una città che ha sempre avuto un rapporto molto stretto e significativo col Senio. Ci piacerebbe fosse accolta con favore ed essere in tanti. La vita degli abitanti della città, spesso si è intrecciata col fiume, testimone di tanti avvenimenti in tempi di pace e di guerra. Sarà interessante ascoltare i racconti degli amici di Alfonsine che ci guideranno alle varie iniziative in programma, riportate nel volantino che vedete a corredo di questo articolo.

Si cerca un comune capofila

IMG_1547Ieri sera abbiamo presentato ad Alfonsine l’associazione Amici del fiume Senio e il suo programma. Hanno accolto l’invito una trentina di persone rappresentanti di Enti, Associazioni e cittadini. Fra tutte le gradite presenze quelle del sindaco Mauro Venturi e di Giuseppe Masetti, direttore dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea.

Ancora una volta abbiamo avuto la prova di quanto sia vasto l’interesse dei cittadini verso il nostro fiume.

La discussione è stata ricca di spunti. Si è passati dal tema della sicurezza per la funzione idraulica del Senio a quello della sua piena agibilità per le attività di svago dei cittadini. Con al centro sempre l’aspetto della sua valorizzazione come risorsa ambientale, con possibili effetti benefici per l’economia dei territori.

Giuseppe Masetti ha posto l’accento sulla caratteristica principale del fiume Senio, che lo rende diverso dagli altri fiumi: l’aspetto storico. Le gravi vicissitudini dell’ultima fase della seconda Guerra mondiale, hanno visto il Senio testimone di una lotta cruenta che investì i soldati di venti nazioni, i combattenti partigiani e centinaia di migliaia di civili che pagarono un altissimo tributo.

Il tema della raccolta della memoria che ruota attorno al Senio e alla sua valle, diventa quindi centrale, assieme al compito di preservarla e tramandarla. Ma perché essa resti indelebile, occorre collegarla ai territori ove i fatti si sono svolti. Da qui l’esigenza di rendere visibili e fruibili i luoghi di quella storia, attraverso una serie di misure come un percorso ciclo-pedonale sull’argine, apposita segnaletica indicativa e rievocativa e altre misure.

Per rendere organica l’iniziativa di valorizzazione del Senio, occorre che un dei dodici comuni toccati dal fiume, assuma il ruolo di capofila per la definizione dei progetti. E’ questo l’obbiettivo immediato che come associazione ci poniamo.

Mauro Venturi non si è sottratto a questo interrogativo, riconoscendolo giusto e opportuno, rimandandone – crediamo giustamente – la risposta, al confronto con gli altri comuni. Che però sarebbe necessario – per molte ragioni – avvenisse in tempi molto brevi. Il Sindaco ha poi ricordato la funzione positiva dell’Associazione e in generale della partecipazione su questi temi, assieme all’auspicio che anche l’Autorità di Bacino si apra ulteriormente al confronto con tutti.

A scuola di fiumi

La conferenza di Martedì 10 febbraio.

La conferenza di Martedì 10 febbraio.

Martedì sera si è chiuso ad Alfonsine, all’Università degli Adulti, un ciclo di conferenze sui nostri fiumi: dal Pò  al Reno, dal Santerno al Senio e al Lamone.

Animatore delle serate, organizzate da Ilario Rasini, è stato Massimiliano Costa, il responsabile dell’Ente di gestione dei Parchi della Romagna. Hanno portato contributi l’ing. Mancusi del Servizio di Bacino del Reno, Enzo Valbonesi del Servizio Parchi della Regione, Giacomo Buganè di GeoLab e Domenico Sportelli dell’Associazione Amici del fiume Senio.

Le serate sono state molto interessanti; la sala sempre colma con persone in piedi, a testimonianza del grande interesse dei cittadini verso i nostri fiumi.

Dalle relazioni esposte abbiamo capito alcune cose. Innanzitutto che i nostri fiumi sono malati. La loro cura sarebbe riprendere una manutenzione corretta e costante, uscendo dalla logica degli interventi in emergenza.

In secondo luogo abbiamo avuto conferma della loro valenza ecologica, ambientale e paesaggistica, quindi del fatto che la loro manutenzione debba sempre tenere conto della loro complessità.

Il terzo aspetto ha riguardato la denuncia fatta circa lo stato di abbandono in cui versano, ormai da molti anni, le zone umide della nostra Provincia, a partire da Punta Alberete e dalla valle della Canna. Quasi tutti i presenti non conoscevano questa situazione e lo sdegno è stato unanime.

Non sono mancate amare considerazioni sui negativi effetti della subsidenza del suolo, aggravata dagli emungimenti di gas e acqua e della inefficienza della rete scolante minore, quella che dovrebbe scaricare sui canali (anch’essi bisognosi di cure).

Ancora una volta abbiamo avuto conferma di quanto sia precario l’assetto del nostro territorio e quanto siano relegate in fondo le tematiche ambientali e la tutela dei beni comuni.

Tutto questo però non ci deve scoraggiare. Ci sono tante persone disponibili ad impegnarsi perchè le cose cambino. Diamo loro voce, moltiplicando le iniziative e la discussione su questi temi. Alla fine qualcuno dovrà ascoltarci.

L’Università insegna i nostri fiumi

Alfonsine - La casa dell'"Agnese va a morire"

Alfonsine – La casa dell'”Agnese va a morire”

Segnalo un interessante corso dell’Università degli Adulti di Alfonsine. Si parla dei nostri fiumi, della loro storia, dell’ambiente che li circonda e di progetti che li riguardano.
Sono tre serate a Casa Monti, in via Passetto, 3. Le lezioni iniziano alle 20,30. Questo il programma:

Lunedì 26 gennaio: il Po’ e il suo delta. Relatori Massimiliano Costa dell’Ente parchi della Romagna ed Enzo Valbonesi, responsabile dell’Ente parchi della Regione.
Lunedì 2 febbraio: Il Reno dall’Appennino al mare Adriatico. Relatore Massimiliano Costa.
Martedì 10 febbraio: Santerno, Senio e Lamone. Relatori Massimiliano Costa, Domenico Sportelli (Associazione Amici del fiume Senio) e Giacomo Buganè (Associazione GeoLab).

Iscriversi al corso costa 8 euro. E’ gratuito per i soci dell’Università. Per iscriversi telefonare entro giovedì 22 al 0544-84983, oppure inviare una mail a universitalfonsine@racine.ra.it

Nel corso delle serate si parlerà delle due anime dei nostri fiumi: quella di collettori di acqua verso il mare e quella di risorsa ambientale. Si cercherà di capire se le due anime sono veramente antitetiche oppure se possono razionalmente convivere e aggiungere così risorse e valore alle comunità.