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Lunedì scorso il Consiglio comunale di Castel Bolognese ha approvato un progetto per lo sviluppo della ciclabilità urbana che comprende la percorrenza di circa 10 chilometri di argine del fiume Senio. Il progetto ha il pregio, fra altro, di collegare la diga steccaia leonardesca di Tebano, dalla quale origina il Canale dei mulini, al Molino di Scodellino. Diga steccaia e Molino di Scodellino sono coevi alla fondazione di Castel Bolognese e conservati nelle loro caratteristiche originarie. Si può dire siano monumenti di valore nazionale.

La foto che pubblichiamo mostra altri  importanti aspetti del progetto: quello di unire i tratti di piste ciclabili già esistenti, di comprendere tutti i percorsi del Piedibus, di mettere in sicurezza diversi attraversamenti pedonali. Al termine Castel Bolognese avrà una rete ciclabile integrata, collegata con la Stazione (intermodale per le bici) e con il suo centro storico di Città d’arte.

Per l’opera sono stati stanziati 640.000 euro, 380.000 dei quali messi dalla regione Emilia-Romagna. Per dovere di informazione va detto che il progetto presentato da Castel Bolognese al bando della Regione per essere finanziato, è arrivato terzo su circa 90 domande e unico finanziato in provincia di Ravenna. Un risultato che dà valore all’impegno dell’Amministrazione nell’approccio al tema, nel crederci e nel coinvolgere chi ha potuto portare professionalità, idee ed esperienze.

Noi, Amici del Senio, siamo contenti per diverse ragione. Innanzitutto per avere sostenuto, fino dall’udienza conoscitiva in Regione, la possibilità che anche gli argini dei fiumi possano essere considerati sedi di ciclo vie; in secondo luogo per avere potuto fare valere il risultato della partecipazione popolare che abbiamo promosso negli anni con le nostre iniziative di fiume. Se il progetto del comune di Castel Bolognese, comprende anche il fiume Senio, significa anche che siamo stati ascoltati e coinvolti, prima dalla Regione, poi dal Comune.

Adesso l’auspicio è che tutti i comuni del Senio (Palazzuolo, Casola Valsenio, Riolo Terme, Castel Bolognese, Faenza, Solarolo, Cotignola, Lugo, Bagnacavallo, Fusignano, Alfonsine) diano il loro contributo all’idea di ciclabile del Senio, dalla collina al mare. Le forme di intervento possono essere diverse, ma siamo quasi certi che alla fine la considerazione del valore aggiunto che l’opera può portare all’economia del territorio consentirà di superare tutti gli ostacoli.

In conclusione pare utile riportare la dichiarazione fatta sui social da Luca Della Godenza, il giovane assessore di Castel Bolognese che, assieme al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale, ha promosso e sostenuto il progetto.

“Una splendida notizia per la nostra comunità!
Nel Consiglio Comunale di ieri sera (ndr – 19 novembre) abbiamo approvato a larghissima maggioranza lo stanziamento di 640.000 € per le ciclabili di Castel Bolognese. La Regione Emilia Romagna ha infatti finanziato per 380.000 € il progetto che prevede il collegamento in argine dalla Diga steccaia al Mulino Scodellino, la sistemazione e la realizzazione ex novo di molte delle ciclabili del centro urbano (in particolare i percorsi Piedibus) e la messa in sicurezza di tutti gli attraversamenti pedonali della Via Emilia. Il nostro progetto è arrivato terzo in Emilia Romagna e unico finanziato in Provincia di Ravenna.
Questo risultato arriva perchè dallo scorso anno ci siamo dotati di un piano generale sulle smart city che ci consente di avere una visione e una strategia chiara per il futuro di Castel Bolognese.
Ringrazio Domenico Sportelli che da sempre ha creduto in questo progetto e con cui da sempre ci confrontiamo in maniera proficua. Ringrazio Mirco Bagnari e il personale della Regione che mi hanno accompagnato nella fase di presentazione del progetto dandomi indicazioni preziosissime. Ringrazio infine l’ingegnere Felice Calzolaio (capo ufficio tecnico Comune) l’Università di Ferrara e Gea progetti, in particolare Martina Massari, che durante le vacanze estive hanno lavorato intensamente per presentare la domanda.
Ora avanti con il progetto esecutivo e con tutto l’iter burocratico per fare i lavori dalla prossima primavera .

Grazie alla Pro Loco di Castel Bolognese che ci ospita alla Festa del Brazdel e all’Amministrazione comunale che ci ha concesso il patrocinio, domenica 11 novembre saremo presenti con belle iniziative nel chiostro del comune, in piazza Bernardi. Crediamo interessino a tanti Amici del Senio.

Nella foto volantino potete vedere il programma, io cerco di descriverne il significato.

Saremo nel chiostro dalle 9 del mattino alle 18 di sera. Ricordo che siamo dentro ad una sagra che offre, sia a mezzogiorno che alla sera, tante buone cose da mangiare per chi eventualmente volesse stare a Castello tutta la giornata.

Camminata al parco fluviale. La dedichiamo a tutti coloro che vorrebbero potere camminare comodamente sopra le rive del Senio. Il senso è quello di dimostrare che, se si vuole, si può fare. Venite con noi e vedrete come il comune di Castel Bolognese, per mezzo di una convenzione con l’Ente che gestisce il fiume, ha realizzato da oltre 10 anni un comodo percorso sopra la riva che ha avuto un grande successo fra la popolazione. E’ l’esempio di come vorremmo diventasse tutta la riva del Senio da Tebano al Reno.

Visita al Museo Civico. E’ un piccolo scrigno di opere d’arte e di reperti archeologici di valore. E uno dei più interessanti che abbia visto nelle piccole località. Contiene reperti di valore assoluto. Noi castellani siamo orgogliosi di farlo vedere. Nel breve tratto di strada che percorreremo verso il Museo, visiteremo un cortile che confina con le mura medievali – delle quali vedremo un piccolo tratto – dove sono esposti diversi grandi pannelli, opera dello scultore Angelo Biancini.

Fotografie del Senio. Curata da Alberto Torricelli. Quest’anno mostreremo bellissime e curiose foto scattate da nostri concittadini. Parte relative agli uccelli del Senio, particolarmente di quelli che hanno iniziato a soggiornare nell’area delle casse di espansione. Altre invece ritraggono il ricco micromondo delle rive del Senio.

Presentazione del libro Tebano, viva oggi come ieri. Patrizia Capitanio, autrice, presenterà un lavoro che si distingue per completezza e qualità.

Il tavolo e il tesseramento. Saremo presenti con il nostro tavolo dove potrete essere informati sui nostri progetti futuri e aderire all’Associazione Amici del Senio per il 2019 (costa 5 euro).

Per la visita al Museo e la camminata, ricordate di prenotare. Vi aspettiamo in tanti.

 

 

 

Il comune di Castel Bolognese ha presentato alla Regione il progetto per concorrere al finanziamento di un sistema di ciclovie integrato. Uno dei punti di forza del progetto complessivo è l’idea di una ciclovia che partendo dalla stazione Fs, attraversando la piazza di Castello, giunga per argine del Senio fino alla diga steccaia di Tebano, ridiscenda poi lungo l’argine e prosegua fino al Ponte del Castello. Da qui, prosegua sempre in argine, fino all’altezza di via Gradasso e si indirizzi poi verso il molino Scodellino e la stazione, a completare il giro. Un anello di circa 20 chilometri.

Questo progetto aspira ad ottenere i finanziamenti previsti dal bando regionale scaduto il 7 settembre scorso (Bando regionale). Per la sua elaborazione l’amministrazione castellana, tramite l’Assessore Luca Della Godenza, ha coinvolto in ogni passaggio la nostra Associazione in quanto portatrice di interesse, almeno per quanto riguarda il tratto di pista che riguarda il fiume Senio.

Abbiamo apprezzato molto questo atteggiamento costruttivo e abbiamo contribuito al meglio del possibile sia per quanto riguarda l’individuazione dell’ipotesi di percorso, che nella fase di stesura della documentazione di ammissione al bando, potendo fare valere in quella sede il grande lavoro partecipativo svolto negli anni dagli Amici del Senio.

La soluzione tecnica che si propone è mista. Si pensa ad un prolungamento dell’attuale percorso del parco fluviale – con fondo in stabilizzato – fino al ponte di Tebano, mentre verso il Ponte del Castello si vorrebbe utilizzare la sommità dell’argine così come oggi si presenta, ma con l’erba rasata adeguatamente nel corso dell’anno. Poi si pensa a tratti promiscui lungo stradelli di campagna e a sfruttare tratti ciclabili già esistenti.

Adesso la speranza è che il progetto abbia i requisiti indispensabili per andare a punto sul piano regionale. I suoi maggiori pregi sono la credibilità derivata da una progettazione elaborata da lungo tempo e la partecipazione di migliaia di persone ad iniziative sviluppate da anni nel territorio che hanno visto al fondo l’idea di valorizzazione del fiume Senio e del Canale dei mulini.

Cliccando sulla foto sotto al titolo, potete avere una visione dettagliata del piano del progetto.

 

 

Stamane sfogliando Settesere, un articolo di Birgul Goker ci informa del pensiero degli amministratori di Castel Bolognese circa l’idea di un itinerario ciclo-naturalistico sul Senio. Lo riporto in foto e vi invito a leggerlo con attenzione.

La nostra associazione che da anni si batte per realizzare quell’obbiettivo, esprime soddisfazione per le parole e i propositi degli amministratori castellani. Parole e propositi che fanno il paio con quanto affermato dall’assessore ad Ambiente e Agricoltura del comune di Faenza, Antonio Bandini, quando nel corso della conferenza su agricoltura e paesaggio al Momevi di Faenza, ebbe a dire che il tema dei fiumi, declinato anche come risorsa per una nuova mobilità e per nuove forme di turismo, è oramai all’ordine del giorno e che va governato. Come segnale importante non sottovalutiamo poi il fatto che i Presidenti delle due Unioni comunali – faentina e Bassa romagna – si siano impegnati a tagliare l’erba sopra gli argini per lasciarvi scorrere una passeggiata in bicicletta.

Dichiarazioni, impegni, segnali. Tutto questo ci fa ritenere che sia oramai matura la condizione per promuovere un tavolo dei fiumi che, a partire dall’obbiettivo del contratto di fiume – che potrebbe essere unico fra Lamone e Senio – affronti il tema della ciclabilità dei loro argini.

 

Oggi abbiamo accompagnato un gruppo di camminatori di Ravenna, dal Molino di Scodellino alla diga steccaia di Tebano. Erano dalle nostre parti per vino e hanno continuato fino alla Casetta di Campiano.

Ho proposto loro di passare dal centro di Castel Bolognese per mostrare loro alcune cose belle di questa “città d’arte” del Senio. L’amico Valentino Donati, cultore della storia locale, ci ha gentilmente accompagnati. Abbiamo visto i torrioni, resti delle mura, alcune statue all’aperto di Angelo Biancini e il Museo Civico.

La visita, non essendo stata preventivata, è stata sommaria e incompleta. Eppure ha interessato i presenti, tant’è che ci siamo dati un futuro appuntamento per una ricognizione più approfondita. Debbo dire che erano con noi alcuni castellani, rimasti incuriositi di conoscere cose che nemmeno loro sapevano.

La piccola esperienza di oggi dimostra che ogni nostra cittadina ha cose da mostrare e che esiste un pubblico che può apprezzarle. Allora perchè non promuovere iniziative in tal senso? Come associazione Amici del fiume Senio ci proporremo senz’altro di visitare le località bagnate dal Senio. E’ opportuno però che si creino le opportune sinergie con gli storici, i conoscitori dei luoghi e con le Pro Loco alle quali spetta per dovere d’ufficio, si potrebbe dire, promuovere la conoscenza delle città.

E’ altrettanto necessario che i luoghi si offrano però nella loro veste migliore. Occorre allora che sia generalmente posta la massima cura possibile a temi ineludibili di decoro come i rifiuti sparsi, la non cura delle aiuole, le merde dei cani e altro. Questo abbiamo visto anche oggi a Castel Bolognese. E questo, al cospetto dei visitatori che avevo invitato, mi ha dato dispiacere.

 

IMG_1033Entro alcuni giorni dovrebbero concludersi i lavori di taglio degli alberi nel tratto del fiume Senio interessato alla frana a Castel Bolognese. Poi si darà luogo ai lavori di profilatura delle rive e di messa in sicurezza dalla frana.

Al momento rileviamo come i lavori siano stati svolti con una certa cura. Sono rimasti in piedi:

  • gli alberi nell’argine di sinistra;
  • quelli in golena, eccetto uno secco e altri potati;
  • per un piccolo tratto, anche quelli vicino alla riva dell’alveo.

Sono stati rimossi tutti gli alberi caduti nel letto, quelli in piedi, ma a contatto con l’acqua.

Quelli sulla riva dell’alveo, ma a rischio di erosione a breve, sono stati segati (e non strappati) a terra, lasciando quindi intatta la funzione delle radici che ricacceranno getti a breve.

Per quanto riguarda la parte desta, ci risulta saranno abbattuti solo gli alberi pendenti.

Sono certo che se qualcuno potrà pensare e dire che potevano essere salvati più alberi, tante altre persone penseranno e diranno che dovevano essere tolti anche quelli lasciati.

A mio parere si sta facendo un lavoro migliore di quelli che ho visto fare gli scorsi anni in altri tratti del Senio (Cotignola, Solarolo, Riolo Terme). Speriamo che anche nei lavori di pulizia che fra poco saranno iniziati nei comuni di Fusignano ed Alfonsine si seguano – e se possibile si migliorino – i criteri adottati a Castel Bolognese. Sopratutto nel tratto finale del Senio, prima di entrare nel Reno, è possibile e doveroso un taglio selezionato e naturalmente il rispetto delle normative del Parco del Delta.

Adesso per il tratto castellano ci preme fare presente l’esigenza di ripulire anche il tratto fino a Tebano e – sopra tutto – quelli a monte e a valle di Ponte del Castello dove una vera giungla impedisce da anni il passeggio sulle rive. Risulta che se ne stia parlando, ci farebbe piacere che si arrivasse quanto prima ad un risultato positivo.

Restano infine da risolvere i temi:

  • del risanamento del terreno privato dove origina l’attuale frana;
  • della pulizia delle golene ancora proprietà dei privati cittadini;
  • della rimozione della sbarra al Boccaccio, dopo che due sentenze del Tribunale hanno detto che non deve starci e che i cittadini sono liberi di transitare.

In un futuro prossimo proponiamo si apra un ragionamento sul tratto di fiume da Ponte del Castello a Solarolo che riveste – oltre al tema della sicurezza – anche un grande interesse dal punto di vista naturalistico.

 

 

Cotignola-Film_sn2-web-1

Si concretizza mercoledì 22 aprile la terza iniziativa proposta dagli Amici del Senio per Cotignola, assieme a Primola e all’Amministrazione comunale. Dopo la Mostra del Senio esposta durante la sagra della Segavecchia, dopo “Andare per erbe e pic nic lungo il Senio”, ora la proiezione del documentario “Al di qua del fiume: Castel Bolognese nella bufera della guerra 1944/45”.

Non appaia strano che si proietti a Cotignola un film che parla di Castel Bolognese. Il film è si dedicato a Castel Bolognese durante la seconda guerra mondiale, ma in realtà la chiave di lettura è rivolta alle immani tragedie provocate dalla grande guerra e da tutte le guerre, di tutti i tempi e in ogni luogo.

Penso sia molto positivo che le diverse comunità si incontrino e che i sentimenti si mescolino. Un motivo, come in questo caso, può essere la celebrazione della fine di una guerra atroce. Un domani questo potrà certamente avvenire anche per altri scopi comuni come, ad esempio, la valorizzazione del fiume che le unisce. A questo gli Amici del Senio puntano, per questo continueranno a battersi.

Ricordo infine che, quasi a consolidare un rapporto di stima reciproca e di collaborazione fattiva, il 15 maggio sarà proiettato a Castel Bolognese il film: Cotignola città dei Giusti.

Vi aspettiamo tutti il 22 aprile – alle ore 20,30 – alla chiesa del Suffragio di Cotignola.

Frana 009Finalmente stamane un giornale locale strilla in prima pagina il pericolo che una grande frana, oltre 300 metri di fonte, otturi il Senio sopra Castel Bolognese. Un tecnico del comune di Faenza, che ospita la frana, dichiara la sua preoccupazione nel silenzio dell’Autorità di Bacino, che non credo non sia stata informata e interpellata. Casomai non c’è da allarmarsi, ma se può essere che scende sul letto del fiume un campo di calcio, si deve per forza essere preoccupati.

La notizia che viene doverosamente data e che corrisponde ad una preoccupazione reale di tanti cittadini e autorità di Castel Bolognese che da tempo segnalano il problema, perfino al Prefetto, tralascia di affrontare il tema ancora più cruciale della mancata manutenzione dell’alveo de fiume e delle sue sponde, posto che la golena e le rive dello stesso sono in quella zona ben curate dal comune e dai privati. Non credo si tratti di una scelta del giornalista, bensì di una contingenza redazionale. Mi aspetto quindi che questo tema sia presto ripreso e sviluppato.

Il problema è quello degli alberi che, se da un lato fanno parte del paesaggio da conservare per la sua bellezza, dall’altro possono, in determinate situazioni, entrare in conflitto con la sicurezza e la funzione idraulica  del fiume.  Quello che si può conoscere dalla letteratura specialistica è che quando gli alberi vengono a trovarsi a contatto con l’acqua in regime di corso normale, possono essere scalzati dal vortice dell’acqua nei momenti di piena tumultuosa e diventare pericolosi perchè, inclinandosi, possono favorire l’erosione delle golene, poi delle rive.

In quel tratto di fiume, da decenni non viene fatta una accurata manutenzione degli alberi, tant’è che tanti sono a contatto con l’acqua, molti sono stesi sul letto, altri sono di dimensioni troppo elevate. Una situazione questa che certamente ha incentivato il pericoloso franare delle rive dell’alveo in molti punti. Ci si chiede cosa aspetti l’Autorità di Bacino ad affrontare anche questo problema. Certamente con raziocinio e lungimiranza. In modo intelligente e rispettoso della natura complessa del fiume.

Con questo vorrei dire che, ove possibile, la scelta non deve essere quella di sradicare tutto, triturando ogni essenza vegetale con possenti macchinari che rischiano di minare la naturale delicatezza delle rive, delle golene e delle sponde del fiume. Penso occorra tagliare gli alberi pericolosi, senza minare l’apparato radicale; programmare in un tempo limitato il taglio di quelli troppo grandi; lasciare alla bellezza del paesaggio gli altri. Occorrerà poi ragionare su come conservare e rafforzare il cortico delle rive e delle sponde ove scorre l’acqua, sapendo che quella cura è decisiva per contenere l’erosione. Poi altre cose, ma non voglio dilungarmi.

Aspettiamo risposte. Mi auguro che non si dica che non ci sono soldi. Per questa naturale opera di prevenzione i soldi devono essere trovati. Il tema dell’erosione dei fiumi, del dissesto delle colline deve avere pari dignità con quello del dissesto delle coste marine. Se al mare si destina ics, ai fiumi e alla collina va destinato, contemporaneamente, ics più ipsilon. Non può esistere altro criterio.

FranaSiamo nel pieno delle celebrazioni del 70° anniversario della fine della seconda guerra mondiale e della lotta per liberare l’Italia dal nazi-fascismo.

In queste settimane ricordiamo settanta anni di pace in Europa. Non era mai accaduto nella storia del nostro continente che, per un periodo così lungo, non ci fossero guerre.

Questo è stato possibile perché le comunità di cittadini hanno preso coscienza delle immani atrocità accadute in quel conflitto, lo hanno fissato con chiarezza nella loro memoria, lo hanno ricordato nel tempo e nel tempo ci hanno detto che non deve più ripetersi.

Oggi, dopo settant’anni, quelle persone sono un numero sempre minore. Le stiamo perdendo, e con esse stiamo perdendo la memoria del loro vissuto.

Dobbiamo allora pensare a cosa fare per rendere indelebile quel ricordo e fare in modo che non si perda.

Una risposta possibile è quella di sedimentare quei ricordi nei territori che ne furono teatro e fare in modo che questi ci parlino. Quando non potranno più farlo i protagonisti della storia.

La nostra vallata e il fiume Senio, sono stati testimoni silenti degli ultimi lunghi mesi della seconda guerra mondiale.

Qui, nelle nostre campagne e nelle nostre città, hanno combattuto i soldati di venti Nazioni, entrando in contatto stretto con la popolazione civile. In moltissimi casi si sono sedimentati rapporti che nel bene e nel male hanno toccato e inciso nella mente di centinaia di migliaia di persone.

Tutto questo è evidente dal momento in cui, a settant’anni di distanza, i combattenti di allora e i loro eredi giungono ancora nella nostra valle alla ricerca del ricordo di quel tempo. A volte lo trovano, altre nò. E quando non lo trovano, qualcosa si spegne.

Spetta a noi, oggi, fare in modo che quelle fiammelle restino accese.

E’ di questo che parleremo stasera a Castel Bolognese nel Teatrino del vecchio mercato, aiutati dagli studi dello storico Gabriele Ronchetti e dalle immagini del giornalista della Rai Antonio Graziani.

Spero siano presenti tante persone e fra queste, coloro che hanno il compito di interloquire per la soluzione di queste questioni. Per una volta mi sento ottimista.

StampaIl Senio, fiume della memoria. Per lunghi mesi invernali fra il 44′ e il 45′ il Senio fu testimone delle atrocità della guerra nazi-fascista, della lotta di liberazione promossa dai partigiani e dell’azione decisiva degli Alleati. Migliaia di soldati e civili morirono, tante città furono distrutte.

Nei quattro mesi del fronte sul Senio tedeschi, partigiani e soldati Alleati – uomini di venti Nazioni – entrarono in contatto fra loro e con le popolazioni locali. Le atrocità della guerra, in molti casi lasciarono spazio ad una interlocuzione personale fra popolazione civile e i belligeranti, in fondo frutto della comune ripulsa di una guerra che certamente loro non avevano voluto. Si sedimentò un ricordo indelebile che ha fatto si che oggi, dopo settant’anni, soldati di allora o eredi tornino sul Senio per cercare la loro storia. A volte la trovano, altre no. E nella misura in cui non la trovano, essa, nel tempo, tenderà sempre più a perdersi.

Corriamo allora il rischio che, se in questi mesi celebriamo il 70° anniversario della Liberazione con la presenza sempre più labile di testimonianze dirette, forse non celebreremo l’80°.  E’ ragionando su questo tema che gli Amici del Senio hanno pensato di approfondire l’argomento, trovando subito una fertile sponda nell’Amministrazione comunale e nell’Unione dei comuni della Romagna faentina.

La conseguenza è stata l’intesa per promuovere, la sera del prossimo 4 marzo, nel Teatrino del Vecchio mercato a Castel Bolognese, una conferenza affidata al giornalista e storico, Gabriele Ronchetti attivo da anni nelle ricerche sulla Linea Gotica e la Resistenza, autore di Una analisi storico-territoriale del Fronte del Senio e studioso di Una ipotesi di sviluppo del turismo della memoria.

L’iniziativa, inserita nel calendario delle celebrazioni del 70° della Liberazione promosso dal comune di Castel Bolognese, si propone di creare il presupposto per cementare nei luoghi la memoria storica di quei dolorosi avvenimenti e di farne elemento di cultura collettiva. Il Senio, testimone silente di quei tempi, è posto al centro del progetto per la sua valorizzazione come fiume della storia, capace di conservare il ricordo e di renderlo visibile, con scelte di carattere culturale e strutturale, agli occhi di quanti non vorranno dimenticare.

La conferenza sarà seguita dalla proiezione del video-documentario Lo sfondamento della Linea Gotica, curato dal giornalista della Rai Antonio Graziani che sarà presente alla serata. Esso mostra scene originali degli eserciti inglese e americano conservate negli archivi dell’Istituto Luce di Roma e dell’Imperial War Museum di Londra. Le immagini ci fanno vedere i momenti più drammatici del conflitto con gli attacchi alla Linea Gotica e le giornate che portarono alla Liberazione di tante città nell’aprile del 1945.