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Il pane piace

2016-01-31 09.26.48Nonostante la pioggia anche la seconda domenica dedicata al pane ha visto un buon successo. Siamo contenti di avere constatato come iniziative, anche modeste nella loro portata, ma con qualche contenuto culturale, riscuotano ancora l’interesse di diversi cittadini. Famiglie e giovani compresi.

Abbiamo registrato 52 presenze. Raccolto 20 firme in  calce alla nostra petizione per la sicurezza e la valorizzazione del Senio. Consegnato 15 tessere (rinnovi e nuove adesione), a 5 euro l’una, a persone che desiderano fare parte della nostra Associazione. La proposta rivolta agli intervenuti di una offerta libera e volontaria, ci ha consentito di pagare le spese vive (141 euro) e di registrare un piccolo attivo di 61 euro che ci servirà per le prossime iniziative.

Il prossimo inverno ripeteremo l’esperienza. migliorandola, se ne saremo capaci, sotto i diversi aspetti.

Buona la prima

2016-01-31 12.18.18Lievitato, lavorato, cotto e mangiato. Dirlo è semplice, ma il lavoro è iniziato mercoledì con la prima lavorazione del “lievito madre”. Quattro giorni di cura e stamattina quell’impasto in fermentazione ha contaminato il resto della farina per la fase finale del lavoro: impasto, gramatura, lievitazione, confezione delle pagnotte, ulteriore lievitazione, cottura… .

Abbiamo deciso per un pane naturale e semplice. Un pane “vecchio” per un sapore particolare, molto distante da quello che maggiormente si confeziona oggi. Intanto il “lievito madre”, poi farina bio di grano tipo 2 macinata a pietra in un forno del forlivese, acqua di falda. Niente sale e niente di altro.

La cottura è avvenuta in un vecchio forno – forse con oltre un secolo di vita – di quelli col pollaio sopra e il maiale sotto. Riscaldato per 6 ore, fino al completo imbiancamento della volta, poi svuotato delle braci. Il pane si è cotto in una mezz’oretta, in modo assolutamente uniforme, a testimonianza della perfezione con la quale fu costruito.

Davvero una bella esperienza, che ha coinvolto tutti i partecipanti, a partire dai ragazzini ai quali certamente rimarrà impresso qualcosa nella mente.

La scena si è svolta a Cà San Giovanni di Alberto Montanari e della sua famiglia. Cà San Giovanni è una vecchia casa, forse un tempo un piccolo luogo per il culto religioso, posta in una piccola altura, a Tebano, di fianco al fiume Senio. Alberto l’ha trasformata in struttura per l’Agriturismo. E’ circondata da terreno coltivato in base alle regole del biologico, con la produzione di beni completamente trasformati e venduti dalla famiglia.

Ad Alberto e alla sua famiglia va il grande ringraziamento degli Amici del fiume Senio per essersi prestato a questa esperienza. Grazie poi a Gigi Franzoni per la “grama”, attrezzo fondamentale, a Gigliola, a Maria, a Marisa e a tutte le persone che hanno aiutato in qualche modo.

Si replica il 14 febbraio.

Poi ci dedicheremo alla cultura delle erbe di fiume.

 

 

 

Profumo di pane

Foto Mauro Bacci

Foto Mauro Bacci

Soci e simpatizzanti dell’associazione Amici del fume Senio. Avete presente il profumo del pane fresco? Domenica 31 gennaio apriamo per un giorno un FORNO COMUNITARIO DI CAMPAGNA E DI FIUME.

Che significato può assumere oggi imparare e farsi insieme il pane? Proviamo a pensarci.

Si riscopre il matrimonio con la madre terra

Si perpetua un gesto basilare di sopravvivenza

Si rinnova il valore etico dell’autoproduzione

Si richiamano i temi della sostenibilità e della sovranità alimentare

Si crea un luogo di aggregazione sociale e di condivisione dei saperi

Si fa didattica, si crea cibo sano, a chilometri zero e si contiene il carovita

Si ripropone l’uso comunitario di un bene collettivo come il forno. Eccetera

NOI VOGLIAMO PROVARCI. Vogliamo provare a gettare i semi della manualità, della qualità, della lotta allo spreco, dell’economia minore, della gioia e della serenità che possono darci valori e simboli che la pratica spinta del consumismo vuole portarci via.

L’APPUNTAMENTO E’ PER DOMENICA 31 GENNAIO ALLE ORE 9 A CA’ SAN GIOVANNI A TEBANO di Faenza, a casa del nostro socio Alberto Montanari (arrivando da Castel Bolognese, subito dopo il ponte sul Senio, a sinistra).

Dato il carattere didattico e sperimentale di questa prima esperienza, provvediamo noi alla farina e al lievito. Voi – se volete – portate generi di conforto (ognuno per se e famiglia) per assaggiare il pane, quando cotto.

A mezzogiorno, mangeremo un piatto di pasta (pensiamo noi agli acquisti), poi potremo parlare, giocare, raccontare fatti, in attesa che il pane esca, fragrante, dal forno a legna.

Tenete conto che prevediamo l’impiego di gran parte della giornata – ore 9/16 – (accendere il forno, impastare, gramare, fare lievitare l’impasto, confezionare le pagnotte e cuocerle).

Siete invitati. Con i vostri bambini. Sarà per tutti una domenica diversa anche perché siamo nei “giorni della merla” e speriamo faccia finalmente il giusto freddo.

Vi chiediamo solo di comunicarci la presenza – entro MERCOLEDI’ 27 gennaio – tenendo conto che il numero di posti disponibili non è molto elevato.

Se l’iniziativa sarà gradita, potrà essere sviluppata con laboratori didattici sui vari “pani” che si possono confezionare.

Adesso la parola passa a voi.