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Articolo di sabato 26 settembre RdC

Articolo di sabato 26 settembre RdC

Non si sa più veramente a cosa pensare. Sabato uno ottobre abbiamo riportato la notizia di alcuni giorni prima – cliccate qui per vedere: Iniziano le piogge, torna il tema della sicurezza –  che i lavori di manutenzione sul Senio a Castel Bolognese sarebbero iniziati verso la fine del mese di ottobre. Ad affermarlo l’Autorità di Bacino ad una giornalista del Carlino che aveva chiesto notizie a seguito del comunicato stampa della nostra Associazione che paventava ritardi.

Domenica quattro ottobre, alla Camminata sul Senio a Castel Bolognese, il Sindaco informa i convenuti di un colloquio avuto martedì 29 settembre con la stessa Autorità che il 26 settembre aveva detto al Carlino che i lavori sarebbero iniziati ad ottobre. Ebbene, al Sindaco viene detto che i lavori potranno iniziare non prima dell’1 luglio 2016. Si è poi compreso che ciò sarebbe dovuto al fatto che l’intervento è stato derubricato da somma urgenza a normale manutenzione. Situazione questa per altro già presente e segnalata il 26 settembre quando fu detto invece che si sarebbe partiti ad ottobre. Ad ogni passaggio della vicenda poi traspare che l’attenzione verso la frana scema fino ad annunciare – se ho ben capito – che ora non riveste più alcun pericolo.

Evidentemente il giudizio sulla frana è legato alla derubricazione dell’evento da somma urgenza a normale manutenzione. Ci si chiede ora quali studi siano stati fatti per valutare il teatro della frana. Una zona che, lo ricordo, i vecchi contadini dicono essere da sempre paludosa.

Come vedete, dopo il quadro che si tende sempre più a confermare dei ritardi nel collegamento della Cassa di colmata di Cuffiano e dal timore sempre più forte che oltre a mancare ancora del progetto definitivo, quell’opera – così essenziale per la sicurezza dei cittadini della pianura – non sia più ai primi posti delle priorità regionali e tanto meno finanziata, ora si aggiunge questo ritardo a monte di Castel Bolognese su un intervento, inizialmente classificato di somma urgenza. Intervento sul quale resta poi da capire da chi e perchè sia stato derubricato.

Davanti a tutti questi interrogativi irrisolti, pensiamo che ora la parola debba passare alla Regione, che amministra i fiumi e al Governo che si occupa di riassetto del territorio e che deve garantire le risorse.

Ps – Circa lo slittamento dei tempi per l’intervento su Castel Bolognese derivato da fattori tecnici, si può presumere che la ditta che ha vinto la gara – Deltambiente di Ravenna – possa a sua volta sub appaltare il lavoro (le legge lo consente). Siccome questo si dice sia probabile, occorrono almeno tre mesi per le varie verifiche anti mafia. Arriviamo così a dicembre e con gli argini e le sponde fradice d’acqua, certamente non potranno operare i pesanti mezzi meccanici che occorreranno per svellere i grandi alberi (lasciati crescere troppo?). Arriveremo così alla primavera quando scatta la protezione della nidificazione degli uccelli in atto fino al 30 giugno (se non erro). Ecco quindi come si potrà arrivare a Luglio.

Alla luce degli interventi di pulizia degli argini in corso di realizzazione nel tratto del fiume Senio che scorre tra Fusignano e Cotignola, e che presto potrebbe interessare gran parte dell’asta fluviale, l’associazione “Amici del fiume Senio” ha ribadito con un comunicato stampa la propria posizione in merito a quella che dovrebbe essere una più equilibrata gestione degli habitat fluviali. Riporto il testo del comunicato.

L’associazione Amici del fiume Senio è nata e opera per valorizzare il nostro fiume e riaffidarlo alle comunità. La burocrazia e l’incuria degli ultimi decenni hanno ridotto la sua funzione idraulica, rendendolo meno sicuro, e lo hanno spogliato di ogni identità storicamente tanto cara alle popolazioni dei suoi luoghi.

È necessario disboscare la burocrazia con una legge regionale che ridefinisca ruoli, attribuzioni e competenze e riavviare il naturale processo di manutenzione, nel rispetto di tutte le componenti dei fiumi.

Il fiume, per definizione, è un ecosistema aperto. È quindi parte di un ambiente complesso, con tante funzioni integrate tra loro. La qualità della manutenzione deve quindi poter garantire un equilibrio tra tutte le componenti del fiume stesso. Da questo deriva che gli aspetti idraulici debbano essere valutati assieme a quelli ambientali di contesto, sapendo che interagiscono e che si sostengono a vicenda.

Sulla base di queste considerazioni, l’associazione esprime la propria perplessità sulla qualità della manutenzione in corso caratterizzata dalla completa rasatura di ogni forma arborea degli alvei e della parte interna delle sponde.

Negli ultimi mesi le amministrazioni locali hanno dimostrato la massima disponibilità al confronto sul tema della valorizzazione del fiume e si sta lavorando per lo sviluppo di un progetto partecipato. Opereremo affinché il tema della manutenzione entri nel confronto aperto, sostenendo come Associazione i seguenti punti:

1) La manutenzione del fiume dovrebbe essere il risultato di uno studio sufficientemente articolato e approfondito di tutto il suo bacino. Lo scopo principale di ogni intervento dovrebbe essere quello di “trattenere” quanto più possibile l’acqua in ambito montano e pedemontano per poi rilasciarla gradatamente. Agli effetti del trattenimento dell’acqua e al suo lento defluire non è secondario il ruolo che assumono gli alberi in golena e in riva e il manto erboso.
2) Occorre distinguere fra falciatura dell’erba, sempre necessaria (almeno una volta all’anno), e il taglio degli alberi.
3) L’esigenza di taglio degli alberi deve essere scientificamente dimostrata da dati precisi relativi alla loro influenza sulla sezione relativa alla portata del fiume. In altre parole, il taglio degli alberi dovrebbe essere “selezionato” con giusti criteri e compreso in una armonica visione del fiume e di tutte le sue componenti (idriche, ambientali, paesaggistiche, eccetera).
4) Tutte le operazioni devono essere svolte con strumenti che non alterino la delicatezza del fiume e tutto il materiale ricavato deve essere asportato fuori dalla portata delle acque di piena, per ovvie e comprensibili ragioni.

Riguardo al tema della carenza di risorse economiche, l’associazione ritiene che sia necessario riaffidare il fiume alle comunità, le quali possono contribuire a contenere i costi, dal momento in cui le comunità stesse verrebbero toccate da una funzione di controllo alla quale potrebbe aggiungersi una fattiva collaborazione nelle operazioni di taglio dell’erba e di taglio selettivo degli alberi. Le risorse statali per la manutenzione devono essere rapportate alle giuste esigenze, e questo è un compito della politica: crediamo che la corretta manutenzione del territorio nazionale debba essere una scelta imprescindibile per il Governo.

La partecipazione e la condivisione sono fondamentali per trattare questa materia: pertanto, l’associazione Amici del fiume Senio chiede al Prefetto e ai Sindaci di essere coinvolta nel Tavolo di Coordinamento sull’assetto idrogeologico dei fiumi, con il ruolo inerente la propria funzione sociale.