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Castello, Ponte e ritorno dal molino Scodellino

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Mai tante persone ad una camminata organizzata dagli Amici del Senio come il 21 ottobre 2017. Siamo davvero contenti. Come minimo vuole dire che siamo credibili, che il format è buono, che camminare a piedi piace e che il nostro fiume – con la sua storia – è un valore aggiunto. Descrivo il percorso per aiutare chi volesse ripercorrerlo in futuro.

Partiti alle 14,30 da piazza Bernardi (nuova fontana spenta, dispiace che i tanti ospiti da fuori non abbiano potuto vederla: zampilla dalle 15). Erano con noi un gruppo di Nordic Walking, intere famiglie con bimbi, tante persone che sul percorso avevano ricordi. E Paolo Grandi, storico e ricercatore che ci ha aiutato a leggere il territorio.

Seguendo la ciclabile dell’Emilia e imboccata via Burano (di fronte alle Cupole), in poco tempo si raggiunge la riva del fiume. Vedendoci in tanti, il contadino (signor Liverani) che gentilmente concede di passare dal suo cortile, ci ha offerto di aiutarlo a raccogliere i cachi, senza però avere fortuna. In fondo al primo tratto si possono ammirare orti condotti con maestria e passione. A seguire una ricca vegetazione ripariale con alcune betulle secolari. La riva è pulita, grazie ai contadini che se ne fanno gratuitamente carico.

Poco prima del Ponte del Castello, Paolo ci ha indicato il punto dove esisteva fino agli anni settanta una delle tre “passerelle” nel territorio Castellano, fino a Biancanigo. Passerelle a pelo d’acqua, fatte da semplici binari e traversine ferroviarie, ma tanto utili perchè consentivano in poco tempo di giungere a Casale. Certo, in quegli anni le auto erano poche e si viaggiava prevalentemente a piedi o in bici. Oggi le cose sono cambiate, ma senza ombra di dubbio, se alcune di quelle passerelle simil-guado fossero riattivate sarebbero molto gradite a tante persone amanti del cammino e della natura.  Come Associazione ci impegneremo su questo tema.

In quel punto Floriana ci ha ricordato come nel passato fossero presenti in acqua le cozze di fiume, che venivano raccolte e mangiate.

Giunti al Ponte, dopo le prime case, si scende in un prato che funge da percorso demaniale e si arriva sulla via Emilia, che si attraversa protetti da un semaforo a chiamata per i pedoni. Poi il percorso prosegue lungo via Gradasso fin dopo il sottopasso della ferrovia, passato il quale si risale sulla riva. Al Ponte del Castello segnaliamo un problema: per cause non tutte nobili, che hanno come riferimento i confinanti e l’Autorità del fiume, la riva del Senio, dalle prime case, fin dopo il ponte della ferrovia, non è transitabile. Crediamo che questo non sia giusto e che quindi, chi di dovere si attivi per sanare quella situazione.

Arrivati al Ponte, Paolo ha reso notizia delle tante battaglie che lì si sono svolte nei secoli. In prevalenza fra bolognesi e faentini, fra guelfi e ghibellini, fra napoleonici e papalini, fino all’ultima guerra, con la linea Gotica eretta dai nazi-fascisti e lo storico fronte del Senio. Nell’antichità, lungo la Consolare, sul Senio, il borgo si chiamava San Proculo, era poco distante dalla riva destra e si raccoglieva attorno alla chiesa sorta accanto al cimitero che ora potete vedere in via Sant’Orsola, a poche centinaia di metri dalla via Emilia. In occasione di una delle cruente guerre del dodicesimo secolo (maggio 1171) al termine della quale il guerriero ferrarese Guglielmo di Marchesella compose le diatribe fra i faentini e i bolognesi,  la pace venne firmata sulla riva sinistra del Senio. Sul luogo venne eretta una chiesa che venne chiamata Santa Maria della Pace; sorgeva accanto all’attuale cimitero della Pace. Con l’ultima guerra poi, le due chiese vennero abbattute e dopo furono edificate: quella della Pace, di fronte al cimitero e quella di San Proculo al Borgo dei Marziani (pieve Ponte).

Ripreso il nostro cammino e giunti sulla riva, camminando sullo stradello ai suoi piedi, si può ammirare uno dei tratti più belli del Senio, costituito da una grande ansa, ricca di vegetazione ben curata, di attività sportive non impattanti e da una serie di magnifici orti, forse i più belli di Castel Bolognese. Quando lo stradello ha ripreso la cima della riva ci siamo soffermati brevemente a parlare dei Budelli del Senio. Si tratta del tentativo dell’uomo di rettificare gli argini allo scopo di velocizzare il corso dell’acqua togliendo la sinuosità del letto del fiume. Poi qualcuno pensò che così facendo avrebbero creato pericoli di rotte a Cotignola (dove gli argini si stringono) e allora (per fortuna) non se ne fece nulla. Rimasero i vecchi argini che continuarono a seguire la tortuosità del fiume e i nuovi, più alti e rettilinei. Nelle anse che così si formarono si crearono dei laghetti che ben presto divennero importanti siti naturalistici, tali da far ritenere logica la loro valorizzazione.

Proseguendo per strade comunali e vicinali siamo giunti al Molino Scodellino che abbiamo potuto visitare, ammirando anche il funzionamento delle sue macine di pietra. Dopo il ristoro, abbiamo ripreso il cammino che in venti minuti ci ha riportati in piazza Bernardi, da dove eravamo partiti.

DESCRIZIONE IN BREVE DEL PERCORSO. Piazza Bernardi, piazza Fanti, viale Roma ciclabile della via Emilia, via Burano, argine del Senio fino al Ponte. Attraversamento dell’Emilia al semaforo, via Gradasso fin subito dopo il sottopasso della ferrovia, da dove si risale subito la riva. Si percorre la stradina ai suoi piedi all’interno; quando questa vi riporta sull’argine, scendere per via Rezza, riprendere via Gradasso, poi via Farosi fin dopo la ferrovia da dove si imbocca via Pignattina. Via Canale, Molino, via Canale, via S.Croce (dopo il sottopasso), viale Cairoli (Stazione), via Costa e piazza Bernardi. Avete percorso 10,5 km e consumato circa 630 calorie. Di passo normale e qualche sosta, si impiegano circa due ore e mezzo.

E adesso un caleidoscopio di foto (Ivano Fagnocchi)

Al molino ci si infarina

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La camminata di sabato prossimo, 21 ottobre, vista in unione con quella dell’1 scorso, disegna un percorso ad anello di circa 20 chilometri che potrebbe rappresentare la futura offerta di qualità del comune di Castel Bolognese a coloro che piace andare a piedi e bicicletta. Un percorso ideale che, partendo dalla stazione – la quale nell’ambito della ristrutturazione in corso può diventare intermodale per le bici – tocca lo storico Molino di Scodellino, arriva al Senio dalle parti dei budelli e da qui, percorrendo la riva di sinistra giunge fino alla diga steccaia e alla presa del Canale dei Molini a Tebano. Per poi ritornare lungo il canale, fino ad attraversare il Rio Cupa e percorrere la Marchesina vecchia fino alla zona sportiva di Castel Bolognese. Da qui giungere al Museo all’aperto delle opere di Angelo Biancini e alla piazza, appena rimessa a nuovo.

Tornando alla Camminata in programma, arriveremo sulla riva del Senio da via Burano. Percorrendo la riva, approderemo al Ponte del Castello dove il ricercatore storico Paolo Grandi illustrerà brevemente le famose battaglie di San Procolo e del Fronte del Senio nel ’44. Dopo il sottopasso di via Gradasso, riprenderemo la riva del fiume, giusto nel punto da ammirare il bel ponte della ferrovia e i famosi orti di Castello. Illustreremo la storia dei budelli del Senio, uno dei siti naturalistici più belli della Provincia che attende di essere valorizzato. All’altezza della via Rezza, gireremo verso il Molino di Scodellino, dove ci attenderà la visita guidata al manufatti e le macine a pietra fatte funzionare per noi dagli Amici del Molino di Scodellino (che ringraziamo per la collaborazione). Poi, in circa un quarto d’ora torneremo alla piazza da dove siamo partiti.

Sono certo di essere vicino al vero dicendo che questo tratto del Senio è uno dei più interessanti e belli. Particolarmente per il paesaggio che incontra e per la storia vissuta. La campagna, sapientemente lavorata, la centuriazione romana, i campi delle storiche battaglie fra Guelfi e Ghibellini, fra napoleonici e papalini, fra nazi-fascisti e i soldati alleati di 32 nazioni che ci hanno liberato, fanno si che il fiume Senio possa essere considerato fiume sacro alla memoria.

La camminata – di 10,5 chilometri -,  ci permetterà di conoscere e di parlare con il territorio. Ci lascerà quindi addosso, non solo un poco di fatica, ma anche il buon senso di appagamento che deriva dall’avere accresciuto il nostro bagaglio di conoscenze. Nella foto il programma (clic sulla crocetta in alto a destra per ingrandire).

Film al molino di Scodellino

Nel 1486, tre miglia sopra Castel Bolognese, i bolognesi (Giovanni Bentivogli), col permesso dei faentini (Galeotto Manfredi), dopo avere eretto la Chiusa, aprirono il Canale del Molino per dare acqua a Castello (cit. dal libro Storia di Lugo ed annessi del lughese Girolamo Bonoli, edito nel 1732) e successivamente ad altri comuni, verso le valli (Solarolo, Lugo, Fusignano…).

Fin dal suo passaggio il canale rinvigorì di acqua al Molino di Scodellino, poco sotto Castel Bolognese, costruito circa un secolo prima. La caratteristica dello Scodellino è che nei secoli ha mantenuto intatta la sua struttura principale. In secondo luogo che è di proprietà pubblica, in terzo luogo che è stato restaurato con un progetto di lavoro partecipato da volontari castellani.

Siccome gli Amici del Senio si sentono buoni amici anche del Canale dei Molini e del Molino Scodellino, abbiamo pensato di aderire all’invito di alcune altre Associazioni di svolgere nella corte del Molino una Rassegna di cinema d’autore dedicata quest’anno al Cinema muto. Un comune associato – Lucio Sportelli, appassionato di cinema – ha redatto il programma che, per altro, gestisce con bravura.

Dopo THE GENERAL di Buster Keaton, proiettato lunedì scorso ad oltre 60 spettatori, lunedì prossimo – 17 luglio – proietteremo LA CORAZZATA POTEMKIN (Urss 1926 – 75′). Che non è la cagata pazzesca del compianto, bravissimo, Paolo Villaggio, ma un capolavoro della filmografia mondiale. Una pietra miliare da non perdere, sia per l’intensa forza che riesce a trasmettere, sia per l’elevato valore visivo.

Ultima proiezione, 24 luglio: THE GOLD RUSH (Usa 1925 – 81′), titolo italiano “La febbre dell’oro” del grande Charlie Chaplin. Non esiste rassegna che tratti il Cinema muto senza prendere in considerazione Charlie Chaplin.

Se non avete di meglio da fare, veniteci a trovare. Lo Scodellino è nel mezzo della campagna, fresca anche in estate. Al massimo il gracchiare di qualche rana ed il canto dei grilli. E poi siamo nella storia. Una storia bellissima che vi racconteranno gli Amici del Mulino. Infatti, ogni lunedì, dalle ore 18, è prevista la visita guidata.

Dalle 19 potrete gustare l’ape-ristoro con piadina romagnola e salumi, vino e birra. Alle 21,30 si proietta.

Al Molino si arriva a piedi o in bici lungo via Canale, oppure parcheggiando l’auto presso la chiesa di Casalecchio.

La serata è gratuita (eccetto l’ape-ristoro). Se vorrete potrete fare una piccola offerta libera a favore del lavoro delle Associazioni che, lo ricordiamo, sono: gli Amici del Molino, la Pietro Costa e gli amici del Senio. L’iniziativa si avvale del patrocinio del comune di Castel Bolognese.

Arena, Scodellino, notte di San Lorenzo sono cose di fiume

Palazzuolo - Cascata sul Senio

Palazzuolo – Cascata sul Senio

Dopo il grande successo dell’Arena delle Balle di Paglia di Cotignola ottenuto anche quest’anno, “là dove il Senio incontra il Canale Emiliano-romagnolo”, ancora una partecipatissima iniziativa di fiume.

Mercoledì sera, a Castel Bolognese, sotto gli alberi secolari della corte del Mulino di Scodellino, unico manufatto medievale conservato intatto nella nostra Regione, centinaia di cittadini si sono ritrovati per ascoltare, nel silenzio della bella campagna di Casalecchio, un concerto di musica Klezmer del Quartetto K. proposto da Emilia-Romagna Festival.

Tante persone, tante famiglie, hanno trovato piacevole arrivare al Molino a piedi o in bici, sedere nel prato, ascoltare musica classica, immergersi in un contesto fatto di tranquillità, campagna, ambiente e paesaggio. Godere dell’assaggio dei prodotti di stagione della buona campagna del luogo.

Davvero una bella iniziativa, questa degli Amici del Mulino Scodellino e dei tanti che l’hanno sostenuta, che ci dice ancora una volta come l’ambito del fiume Senio e del suo Canale dei Mulini, siano attraenti per i cittadini e quindi come meritino di essere valorizzati.

Il prossimo grande appuntamento di fiume sarà per la notte di San Lorenzo (10 agosto prossimo) con Passeggiando sotto le stelle, nel Parco fluviale di Castel Bolognese, per contare le stelle cadenti, con la smielatura, i fuochi d’artificio e altro proposto dalla Pro Loco castellana – una buona amica del nostro fiume. Anche lì saremo tantissimi (ecco il programma Passeggiando sotto le stelle ) .

Storia, ambiente, arte, cultura e paesaggio sono le caratteristiche del nostro fiume e del suo Canale principe. Caratteristiche peculiari, che altri non hanno e che quindi debbono spronarci a proporre la valle del Senio come territorio del ben e del bel vivere, attraente per gli amanti del turismo lento, della qualità dei prodotti di una terra generosa e dell’ospitalità della propria gente.

I motori di questo cambiamento saranno la realizzazione di un percorso ciclo-pedonale sul Senio dalla sorgente alla foce e un Contratto di fiume che unisca le forze del pubblico e del privato nella manutenzione e nella gestione del fiume e del suo canale.