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Grazie Palazzuolo sul Senio

Le iniziative degli Amici del Senio promosse a Palazzuolo sul Senio, sono state gradite ed hanno raccolto un buon pubblico. Eravamo moderatamente ottimisti, anche per avere lavorato tanto. Ci aspettavamo buoni frutti e sono arrivati.

Abbiamo contato circa trenta persone alla camminata per erbe; trentasei al pranzo all’aperto – al cospetto di una bellissima scena del Senio – all’albergo Europa; circa ottanta persone hanno partecipato alla presentazione dell’Associazione e all’inaugurazione delle mostre sul Senio di sabato pomeriggio; una trentina, o forse più, le persone che hanno partecipato domenica mattina alla camminata in paese per scoprirne la storia, i segreti e gli scorci che nessuno vede, se non ci va apposta. Diverse decine i visitatori delle mostre nella giornata di domenica.

Quello che possiamo dire è la conferma del fatto che il fiume attrae, così come attraggono le storie dei paesi che gli stanno attorno. Abbiamo avuto conferma del fatto che c’è spazio per fare cultura in modo intelligente e a basso costo. Che c’è tanta disponibilità per un turismo che si lega all’ambiente, al paesaggio, alla vita serena dei luoghi minori. Un turismo della salute, della leggerezza, con il sorriso sulle labbra. Un turismo che coglie la narrazione della storia e che si nutre di piccole e grandi suggestioni.

Cari amministratori dei comuni del Senio, coraggio. Avete un piccolo tesoro sotto casa, fatene buon uso.

Fra le tante cose recepite, quelle che più ci hanno fatto piacere sono state le idee e le proposte di tante altre cose da fare. Chi si è offerto di farci da guida per le montagne; l’idea di portare le canoe sui salti del Senio a Palazzuolo; la proposta di lavorare per un Museo di Arte sacra della valle del Senio che raccolga il patrimonio culturale di tante chiesette e cimiteri oramai abbandonati.

Ci hanno poi fatto piacere l’accoglienza e la disponibilità, alla fine manifestata dai palazzuolesi. Non solo del Comune che ci ha concesso il Patrocinio e della pro Loco che ha collaborato e che si è detta disponibile per future iniziative, ma anche da parte di esercenti e di singole persone.

Non possiamo nominare tutti coloro che ci hanno aiutati e che ringraziamo. Un nome però dobbiamo farlo, quello del professore Luciano Ridolfi, un matematico grande esperto di storia locale, che, raccontandocelo a più riprese, ci ha fatto innamorare di Palazzuolo sul Senio.

Ricordo che il paniere delle iniziative a Palazzuolo proseguirà con la Conferenza di sabato prossimo – chiesa di Sant’Antonio – ore 16,30) che si prefigge di raccogliere le residue testimonianze locali dell’ultima guerra (a proposito chi ha ricordi, o conosce persone che ricordano venga a raccontarli).

Le Mostre sul Senio chiuderanno, invece, domenica 10 giugno.

 

Palazzuolo sul Senio, domani le mostre

Domattina saremo a Palazzuolo per montare le due mostre. Siamo contenti, ma anche trepidanti. Non sappiamo se le nostre iniziative potranno interessare. Non abbiamo barzellette, lustrini, spettacoli da offrire, casomai gratis.

Quelle che proponiamo sono iniziative, modeste, realizzate col lavoro volontario nostro e di qualche amico impegnato nel sociale di Palazzuolo. E grazie all’Amministrazione comunale che ci ha concesso il patrocinio.

In una fase storica in cui tutti gridano come gli ossessi, noi cerchiamo di proporre qualcosa che si avvicini alle parole cultura, ambiente, leggerezza. Ci guida il Senio, il nostro fiume. Un solco di acqua che scorre da millenni e che ne ha viste di tutti i colori. Saranno interessati gli abitanti di Palazzuolo?

Siamo una Associazione di volontariato che vive del contributo dei propri iscritti – la tessera costa 5 euro all’anno – e delle piccole offerte che riceviamo da chi partecipa ai nostri eventi. Come nostro solito, anche nel corso delle iniziative di Palazzuolo avremo il nostro tavolo.

Avvicinandovi, troverete informazioni sulla nostra attività, potrete iscrivervi agli Amici del Senio, potrete firmare la petizione per la valorizzazione del Senio e potrete lasciarci una piccola offerta per le spese sostenute.

Dimenticavo: per darci una mano potete anche donarci il 5 per mille del vostro Mod. 730, scrivendo CF 90033300394 – Ve ne saremo grati.

Vi aspettiamo a Palazzuolo sul Senio

Il prossimo weekend saremo a Palazzuolo sul Senio, dove abbiamo promosso diverse iniziative, alcune delle quali si protrarranno fino a domenica dieci giugno. Lo scopo è quello per il quale è nata l’associazione Amici del Senio: valorizzare il nostro fiume e tutto ciò che gli gira attorno.

Palazzuolo è una bella località del nostro Appennino, dove i ritmi del tempo sono quasi come quelli di un a volta. Un paese tranquillo, immerso nel verde, ospitale, dove si mangia bene. Camminando nelle sue viuzze o lungo i suoi sentieri ti perdi nella leggerezza del sogno di una vita meno nervosa e meno competitiva.

Il Borgo, nel dopo guerra, si è spopolato. Tante famiglie, mosse per fame, sono scese a valle, spesso seguendo il Senio e oggi le troviamo nei paesi di pianura. Ebbene, ci piacerebbe che almeno per due giorni tornassero al loro paese, accarezzando il sogno di rivedere le loro radici. I luoghi e le persone, care alla loro infanzia.

Abbiamo chiamato l’iniziativa Buongiorno Palazzuolo sul Senio, proprio a significare incontro, amicizia ed accoglienza. Ma cosa faremo? Poche cose, semplici, ancorate ai temi della cultura, della storia, del paesaggio, ma trattate sempre con leggerezza, senza macigni nel cuore.

Inizieremo col conoscere le erbe e i fiori del territorio. La nostra amica Gigliola Bandini, studiosa ed esperta della materia, ci condurrà in una comoda camminata vicino al fiume. La speranza è che siano con noi tante nonne di Palazzuolo, che ben conoscono le erbe. Così, sarà bello lo scambio delle conoscenze circa l’uso e le tradizioni ad esse legate.

A mezzogiorno, chi lo vorrà, potrà venire a pranzo con noi all’albergo Europa. Se la stagione sarà buona, occuperemo il cortile sopra il fiume, potendo così godere della sua bellezza in quel punto.

Nel pomeriggio ci trasferiremo nella bella chiesa di Sant’Antonio, la cartolina della città. Qui inaugureremo due mostre sul Senio. La prima, dal titolo “Il percorso del Senio tra memoria e natura”, da noi completata con due pannelli – originariamente non previsti – che riguardano il territorio di Palazzuolo, illustrati da alcune foto di grande effetto, scattate dall’alto. La seconda invece è dedicata al “fiume Senio tra storia, paesaggio, natura, attività ed eventi” ed è alla sua prima esposizione pubblica. E’ formata da trenta foto molto belle, recenti, che partono dai marroni di Palazzuolo, per arrivare alle anguille di S.Alberto.

Domenica tre giugno, al mattino, abbiamo promosso “Palazzuolo si scopre”, una camminata per le stradine del paese che segue il filo della narrazione degli eventi che hanno fatto la storia della comunità. Sarà bello ri-scoprire la piazzetta del grano, le vie dell’Ora e Mezzo-Originario, il ghetto, il primo mercatale. Ascoltare come potrebbe essere nato il toponimo America e la storia dei bizantini e dei longobardi che “dove arrivavano, mettevano i loro Santi”. Ci condurrà lungo questo giro nella storia, che potrà riservarci anche qualche bella sorpresa, il professore Luciano Ridolfi, una appassionato storico conosciuto da molti.

Infine, sabato nove giugno, nella chiesa di Sant’Antonio, metteremo in onda “La memoria del Senio”. Cercheremo contatti e testimonianze di protagonisti e testimoni dell’ultima guerra. Sarà con noi il professore Giuseppe Masetti, direttore dell’Istituto Storico della Resistenza di Ravenna che ci presenterà il filmato della “Battaglia del Senio”.

Con queste iniziative a Palazzuolo, gli Amici del Senio proseguono il lavoro alla scoperta delle radici dello storico fiume. L’idea è quella di recuperare la memoria delle sue comunità per realizzare una mappa dei sentimenti, dei cibi, del lavoro, delle storie vive, segrete e vitali che rischiano di andare perdute. E di consegnarle al futuro, che non deve dimenticare le sue radici.

Questo il programma delle iniziative (quella del nove giugno, inizialmente non era prevista). Cliccate sulla foto.

Buongiorno Palazzuolo sul Senio

Alla scoperta delle radici del Senio e della sua gente

Palazzuolo sul Senio. Alla scoperta delle radici del Senio e della sua gente

La prossima iniziativa fa parte dell’idea di recuperare la memoria delle comunità del Senio. Fino a realizzarne una mappa.

Siamo partiti con Tebano lo scorso anno, il 2 e 3 giugno prossimi continueremo a Palazzuolo sul Senio. A settembre saremo a Fusignano/Masiera.

Per noi Palazzuolo è importante perchè dalla Sambuca nasce il Senio che, lo ripetiamo, è uno dei maggiori fiumi di storia d’Italia. Ma Palazzuolo non è solo questo. Come il Senio è stato nei secoli un crocevia di storia – vedremo nella camminata del 3 giugno – fino all’epilogo della seconda guerra mondiale quando ebbe un ruolo di primo piano nella lotta di Liberazione.

Dopo la guerra, Palazzuolo ha visto un forte periodo di decadenza con lo spopolamento delle sue campagna e la conseguente emigrazione. Buona parte della quale avvenuta seguendo il corso dell’acqua del Senio, quindi verso la pianura romagnola e le valli. A cavallo degli anni settanta ha imboccato la strada del turismo dei luoghi, strada che negli ultimi anni pare essersi accidentata. Continua a leggere

Il Senio interessa a tante persone, non deludiamole

Desidero ricordare agli agnostici del Senio, ovvero a coloro che non vedono l’utilità di facilitare le persone a percorrere gli argini del fiume – o le carraie vicine – a piedi o in bicicletta -, le richieste di informazioni ricevute nell’ultimo mese da parte di gruppi di cittadini interessati.

Un gruppo di Faenza, vorrebbe andare a piedi lungo l’argine da Felisio al mare.

Un gruppo di Modena vorrebbe arrivare in treno con le bici a Castel Bolognese, percorrere la riva del Senio fino a Cotignola, passare suo Lamone e tornare a Faenza per riprendere il treno.

Un gruppo di – non so dove – vorrebbe risalire il corso del Senio da Palazzuolo alla sua sorgente.

Un gruppo di camminatori di Forlì e Ravenna vorranno andare, domenica prossima, dal Molino Scodellino alla diga steccaia – poi per vino alla Casetta – seguendo il percorso del Canale dei Mulini e visitando Castel Bolognese.

Non dico altro, se non, che attendiamo di conoscere con fiducia la progettazione circa lo sviluppo della ciclabilità da parte delle amministrazioni comunali del Senio. Progetti possibili anche grazie ad una particolare legislazione regionale che finanzia i percorsi ciclo naturalistici e il turismo lento.

Al momento abbiamo notizie di progetti concreti che toccano il Senio da parte dei comuni di Castel Bolognese, Bagnacavallo, Fusignano ed Alfonsine. Attendiamo con fiducia le scelte che vorranno fare altri comuni, a partire da Lugo e Faenza e dai comuni della collina.

Aggiungo che in queste settimane, nel corso degli innumerevoli contatti che continuamente abbiamo con personalità di rilievo dalle quali poter trarre notizie e collaborazione per la nostra idea di fiume, abbiamo colto aspetti di grande rilievo.

Siamo andati a Gaiole in Chianti per incontrare il patron di Eroica, la mitica “Strade bianche”, avendo conferma del fatto che il nostro approccio al fiume ha molti punti di contatto con la filosofia di Eroica. Giancarlo Brocci ci ha confortati e si è detto disponibile a venirci a trovare sul Senio.

Ho incontrato Paolo Belletti, profondo conoscitore di Olindo Guerrini (Sant’Alberto) dal quale ho potuto apprendere della grande importanza che la bici ha avuto per il nostro Stecchetti. Guerrini era coetaneo di Alfredo Oriani da Casola Valsenio, anch’esso antesignano della bici. Ebbene, il fiume Senio, unendo Casola a Sant’Alberto unisce in qualche modo anche i due illustri romagnoli. Un altro punto a favore del Senio lungo il quale percorso e in omaggio a questi due grandi personaggi – assieme al percorso sull’argine -, si potrebbe promuovere un grande Museo della bicicletta. Casomai in una delle case del demanio abitate dai vecchi guardiani del fiume, oggi disabitate e domani forse collabenti.

Per ultimo abbiamo incontrato una gentilissima assessora di Palazzuolo sul Senio, la quale ci ha spalancato le porte a fronte della possibilità di promuovere iniziative centrate sul Senio. A seguito di ciò, con ogni probabilità, nel corso del primo trikend di Giugno, promuoveremo “Buongiorno, Palazzuolo sul Senio”. Un “rimembri” e un ritorno ai luoghi d’origine per tanti cittadini palazzuolesi scesi, negli anni della penuria per la gente di montagna, in pianura, lungo il Senio.

A chi ci legge chiediamo di dialogare con noi e di sostenerci, divulgando queste informazioni e operando una discreta e ferma azione di convincimento verso i nostri interlocutori.

 

 

 

Lungo il Senio, fino a Casola

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Continua la risalita a piedi lungo il Senio, verso la sorgente. Lo scopo è quello di documentare le cose belle e quelle brutte del nostro fiume e dimostrare la fattibilità di un percorso ciclo naturalistico e della memoria dalla sorgente al mare.

Ieri abbiamo percorso il tratto da Borgo Rivola fino a Casola Valsenio. Bello e interessante. E che ci sta suggerendo tante idee da proporre a chi si occupa della (non) manutenzione del fiume e a chi amministra il territorio.

Siamo partiti dal ponte della cava del gesso e arrivati alla chiesa maestra di Casola Valsenio, risalendo nell’ultimo tratto il bel parco fluviale della cittadina. Il percorso è di circa 8 km, compreso la visita all’Abbazia benedettina. Una camminata di tre ore che può allungarsi di mezz’ora se nel cammino si include anche la visita al Cardello di Oriani. Si procede in prevalenza lungo carraie, poco sentiero, qualche stradello e un km di asfalto (zona industriale). E’ questo il primo tratto, salendo a monte, dove il fiume Senio – a dispetto dei detrattori informo di avere visto ai Musei vaticani la carta geografica del XV secolo che già allora veniva definito “fiume” – nel corso dei suoi millenni ha eroso la montagna. Capita allora per lunghi tratti di camminare ai bordi di un baratro di 50 metri e più, con il fiume che scorre rumorosamente sotto. La vegetazione al bordo copre il senso di pericolo, anche se ovunque dovrebbe essere garantita una fascia di rispetto e non, come in qualche caso, coltivare il terreno proprio fin sul ciglio del baratro.

Le cose belle. Subito dopo Rivola si incontra una casa ex mulino; in quel punto il paesaggio del fiume è splendido. Si apprezzano qualche elemento del vecchio mulino e, volgendo lo sguardo in alto, il “grande” ponte dei Montroni che si staglia verso la vena del gesso.

Quello che più ci ha colpito però sono gli antichi casolari. Più grandi di quelli appenninici di montagna, sintomo forse di un miglior benessere già oltre un secolo fa. Generalmente hanno una composizione e una architettura complesse, ben studiata per le esigenze del tempo. Esprimono i bisogni e la cultura di allora. In quei casolari, in quei cortili tutto è storia. Storia contadina, storia di genti temprate, dedite al lavoro, generose e che guardavano al futuro. Oggi questo monumenti al lavoro e alla famiglia sono in cattivo stato. Ancora in piedi, ma per quanto? Nella migliore delle ipotesi sono abitati da una persona anziana. E quando verrà a mancare, cosa succederà di quei tesori?

Abbiamo incontrato alcuni orti o giardini con i fiori di un tempo (mi dispiace non conoscere i nomi). E un amico della compagnia che ci ha detto che quelle coltivazioni erano legate a metodi antichi di coltivazione, che sarebbero ancora validi, se non si fosse stati stregati dalla logica dei concimi e degli antiparassitari.

E ancora, due antichi pozzi con impressi i segni del tempo; il gabinetto fuori casa di una volta, col buco, le impronte per i piedi messe per non sbagliarlo e il vecchio, consunto, impolverato scopino di saggina per pulire. E che dire di un pergolato creato con una vite con foglie strane che copre un grande tavolato di lastre di porfido di fiume?

Poi le alberature. In alcune aie si notano alberi possenti – forse sequoie del Canada – e altri enormi, i cui rami sono stati “invitati” verso forme artistiche che, ricoperte di edera, conferiscono l’aspetto di grandi opere di land art naturali. E ancora le tante madonnine – in genere addolorate – sparse lungo il percorso, nei crocicchi e nelle pareti della case, li a segnalare devozione e speranza per grazie ricevute o attese. Infine la sorpresa di una grande vasca in cemento che, vista la forma, deve essere stata utilizzata come macero per la canapa e come lavatoio.

Infine il bel Parco fluviale di Casola Valsenio, da cui prossimamente partiremo per continuare l’esplorazione verso Palazzuolo (sempre sul Senio).

Le cose brutte. Il senso di abbandono di troppe abitazioni storiche. Quel disordine, in alcuni punti, che denota una certa incomprensione per il bello che la natura e il paesaggio offrono da quelle parti (fortunate). Poi la pretesa di alcuni di coltivare il terreno fin sul ciglio degli orridi del Senio e la propensione a spingere le ramaglie dentro i rii, creando i guai che ben si possono prevedere.

L’ultima cosa brutta è il camion di legna che preme nei piloni del ponte della cava e che copre completamente il letto del fiume. Sicuramente un pericolo. Segnaleremo il fatto alle autorità del fiume.

Alla fine la domanda vera è se esiste una qualche istituzione che voglia salvaguardare il patrimonio storico e culturale esistente in questo tratto lungo il Senio. Ad esempio: alcuni dei luoghi visti starebbero bene compresi nella lista delle location cinematografiche. In Romagna si sta promuovendo questa aggregazione, si vorrà tentare di cogliere questa possibilità?

Pubblico ora alcune foto (ma non quelle che potrebbero incuriosire troppo).

 

 

 

 

Lungo il Senio a vedere i pittori che dipingono la vendemmia

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Pre scrittum: quando cliccate sulla foto per leggere il programma, per ampliare l’immagine cliccate il bottoncino in alto a destra.

Per il 10 settembre, l’idea è quella di visitare la scena del concorso di pittura estemporanea che si tiene a Tebano sul Senio. Promuovono la rassegna, l’associazione degli acquerellisti di Faenza – quella del compianto Silvano Drei – assieme agli esponenti del Polo tecnologico di Tebano (che vuol dire il comune di Faenza). Nella stessa giornata si celebra la Madonna della Fognana, che gode di venerazione fra i fedeli per meriti conquistati (miracoli).

Una manifestazione che mette assieme l’arte, il paesaggio, il lavoro contadino, la tecnologia, la ricerca, la devozione, è qualcosa di veramente originale e bello. Ed è per questo che abbiamo deciso di sostenerla con una nostra iniziativa che la avvicini ad una platea più estesa di persone.

L’idea è stata quella di proporre un CAMMINO DEL SENIO che si concluda in quel luogo: nel campo dove i pittori acquerellisti dipingono la vendemmia. Ed ecco che quando i camminatori – o ciclisti – arriveranno, dopo essersi rifocillati, potranno prendere contatto con i pittori al lavoro e con il territorio (bello) nel suo insieme. Potranno visitare il Santuario, la diga steccaia leonardesca, ammirare la foto gigante dell’acquedotto sotterraneo, e altro.

Gli Amici del Senio sosterranno i camminatori e visitatori, facendo loro da ciceroni, in un luogo che considerano fra i più belli del Senio e dove vorrebbero mettere su casa e aprire il primo info point della vallata.

Per arrivare ognuno potrà partire dal punto in cui crede, da Palazzuolo ad Alfonsine. Potrà percorrere l’argine che abbiamo chiesto ai Presidenti delle Unioni dei comuni della Romagna faentina e della Bassa Romagna di darci una mano affinchè l’erba sia tagliata. Al momento non abbiamo alcuna risposta (forse un disguido feriale), ma quel che conta è la concretezza: abbiamo visto macchinari all’opera nel cotignolese, speriamo arrivino almeno fino a Tebano. Con tutto il rispetto (mi raccomando), se le cose non vanno bene, in questo caso, potremo pensare di appellarci alla Madonna miracolosa?

Fuor di metafora, l’argine di sinistra è tutto percorribile, all’infuori di una tratto al Ponte del Castello dovuto all’incuria oltre la media e al “possesso” del medesimo vantato da alcuni confinanti. Il problema si risolve in questo modo: giunti al ponte della ferrovia, scendete l’argine a destra; incontrerete subito una stradina asfaltata (via Gradasso) che percorrerete in direzione della via Emilia. In meno di un chilometro giungerete alla consolare che attraverserete con l’ausilio del semaforo pedonale a chiamata (prima potrete rifocillarvi al bar). Prendete la ciclabile verso Castello e dopo poche decine di metri vedrete un buco nella rete e l’argine. Tranquilli, quello è il passaggio dei mezzi dell’Autorità del fiume e nessuno vi dirà nulla.

Ripreso l’argine, arriverete a Tebano. Come Amici abbiamo promosso due appuntamenti: da Solarolo (ponte di Felisio) alle ore 8,30 e da Castel Bolognese (Biancanigo via Rossi, 307) alle 10,30 ai quali ognuno potrà aggregarsi liberamente.

Vedo che mi sto allungando e mi fermo. Seguiteci nei prossimi giorni nella pagina Facebook degli Amici del Senio (e mettete “mi piace” altrimenti siamo nessuno) per essere informati meglio circa il programma di domenica a Tebano (in itinere). A proposito, se farà cattivo tempo tutta la manifestazione sarà spostata alla domenica successiva (17 settembre). Vi aspettiamo.