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Periodicamente, solitamente una volta all’anno, la stampa ci informa che per le casse di espansione del Senio – l’opera che deve salvare la pianura dalla “furia” del Senio – va tutto bene, ma che l’inizio dei lavori slitterà di un altro anno.

Sabato 4 agosto il Resto del Carlino ci ha informato che i soldi ci sono, e che l’avvio dei lavori potrà avvenire all’inizio del 2020. Nel novembre del 2017 il Dirigente della Regione che sovrintende al bacino idrografico di cui fa parte il Senio aveva pubblicamente detto che tutto andava bene e che i lavori sarebbero potuti partire ad inizio 2019, mentre il 2018 sarebbe servito per il bando (europeo).

L’articolo di cui parlo contiene anche alcune stranezze, per chi segue da tempo la vicenda. Parla di realizzazione della cassa di Tebano, mentre risulta che gli 8,5 milioni servano non per realizzare, ma per collegare fra loro le due casse – quella nel territorio di Riolo Terme, pronta da 5 anni, e quella in corso di escavazione nel territorio di Faenza, e per collegarle entrambe al fiume.

Si afferma poi che adesso i vari enti interessati potranno sedersi attorno ad un tavolo per definire il progetto… . Ci chiediamo: ma il progetto non è quello deciso oltre 20 anni fa, realizzato sulla carta e depositato agli atti dei comuni di Riolo Terme e Faenza nei primi anni del duemila? Progetto poi partito con la realizzazione della prima cassa (Cuffiano) e proseguito con la seconda cassa in escavazione (Tebano)? Progetto che nella VIA, fra altro, prevede la rinaturalizzazione dell’intera area e la sua fruizione pubblica.

Sedersi attorno ad un tavolo, comunque, non è mai male. Anzi. Noi auspichiamo che nelle forme giuste, di questo tavolo possano fare parte anche i vari portatori di interesse. Compreso la nostra Associazione che fa della sicurezza e della valorizzazione del fiume Senio i propri cavalli di battaglia. Noi pensiamo che occorra fare in modo che il progetto definitivo di collegamento delle casse (quello di cui, razionalmente si dovrebbe parlare) debba comprendere tutte le scelte di tipo ambientale che possano permettere di fare dell’intera area un grande polmone umido e verde per la salute, l’economia e l’ambiente, da collegarsi con un progetto complessivo e con un percorso ciclopedonale al Parco dei Gessi, alla bella area verde di Cotignola, alle stazioni ecologiche di Alfonsine e ad altri punti di interesse che possono essere definiti verso la sorgente.

Speriamo che qualcuno nell’ambito della Regione o delle Unioni comunali ci spieghi qualcosa. Se così non sarà attiveremo le forze per una nuova iniziativa pubblica in autunno.

NdR – Alcuni ragazzi di Faenza, il sette aprile scorso, hanno camminato lungo gli argini del Senio, da Felisio a Casal Borsetti. Avendo avuto notizia dell’evento, abbiamo chiesto loro di fornirci una breve nota tecnica del percorso, perchè possa essere utile ad altre persone. Lo hanno fatto ed ora pubblichiamo le informazioni. Ringraziamo Stefano per la gentile collaborazione.

Raggiungiamo il fiume Senio a Ponte Felisio partendo dalla Stazione FS di Solarolo, distante un paio di km. Chi volesse partire dalla Via Emilia, da Ponte di Castello a Ponte Felisio consideri un’ora e mezzo di cammino.

Noi abbiamo percorso prevalentemente l’argine dx, ad eccezione del tratto dalla Chiusaccia alla strada San Vitale, (per costeggiare l’Arena delle Balle di Paglia e visitare il Giardino dei Giusti a Cotignola) e di quello sulle Valli di Comacchio. Dai vari sopralluoghi abbiamo comunque potuto constatare che l’intero corso del fiume, dalla Via Emilia alla confluenza col Reno è interamente percorribile su entrambi gli argini.

Il nostro viaggio si è sviluppato in due tappe con sosta intermedia ad Alfonsine, posizionata quasi a metà percorso. La prima tappa è dal punto di vista logistico più agevole in quanto il Senio costeggia vari centri abitati. La seconda, leggermente più impegnativa, è più interessante dal punto di vista paesaggistico.

INFORMAZIONI PRATICHE DETTAGLIATE

1° giorno

La prima fontana si incontra presso il ponte della Chiusaccia, dopo meno di un’ora di cammino. Segue l’abitato di Cotignola che offre ampie possibilità di ristoro.

Superato il ponte sulla San Vitale – fra Lugo e Bagnacavallo – si transita da S. Potito dove a circa trecento metri dal fiume c’è un bar (Casa del Popolo) e poco oltre una fontana presso il locale campo sportivo (luogo consigliabile per una sosta lunga). Per riguadagnare l’argine occorre percorrere la stessa strada a ritroso.

Segue il ponte tra Fusignano e Masiera. Anche in questo caso ci sono possibilità di ristoro su entrambi i lati.

Si transita poi a breve distanza dalla Piscina Intercomunale della Rossetta e dopo poco si raggiunge il paese di Alfonsine. Noi abbiamo dormito in un B&B adiacente all’argine destro. L’abitato offre varie possibilità di ristoro e di rifornimento (compresi due supermercati aperti anche la domenica) senza deviare troppo dal percorso (perché chi è partito come noi da Solarolo a questo punto avrà camminato almeno sei ore.

2° giorno

Lasciamo Alfonsine sempre sulla riva destra. Oltrepassata la strada Reale, il primo km è l’unico tratto in cui abbiamo trovato l’erba un po’ alta. In alternativa è possibile percorrere la strada asfaltata che corre parallelamente. Poi l’argine ritorna curato e il paesaggio si fa sempre più suggestivo.

Nei pressi della confluenza col fiume Reno si lascia l’argine per un breve tratto e si imbocca una strada ghiaiata ben visibile che dopo qualche centinaio di metri ritorna sulla riva. ATTENZIONE, non si sottovaluti l’effetto che potrebbe avere sui piedi meno allenati il passaggio dall’erba alla ghiaia (superficie che da qui al mare sarà prevalente). In questo tratto l’unica possibilità di ristoro/rifornimento acqua è presso il paese di S. Alberto, ad oltre mezzo km dal mitico traghetto, unica possibilità di attraversamento del fiume Reno, per poi costeggiare le magnifiche Valli di Comacchio.

Giunti sulla Romea segnaliamo la Trattoria Primaro (ammesso che la troviate aperta), ultima possibilità di ristoro prima dell’arrivo.

Attraversata la statale si ritorna sul lato dx (l’unico percorribile nel tratto finale). L’atmosfera è ormai marittima ma, se come noi volete raggiungere la spiaggia, non illudetevi di essere arrivati. Dovendo aggirare il poligono militare di Foce Reno, dopo 1,8 km occorre svoltare a destra lungo una strada ghiaiata, proseguire a sinistra lungo via della Cooperazione e continuare lungo via Spallazzi fino al cartello “Casal Borsetti”, dove finalmente troverete il primo accesso al mare. Dalla Romea son più di 4 km… COMPLIMENTI !!

Ieri sera l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio consuntivo del 2017, chiuso con un leggero utile. I sindaci revisori, che avevano constatato la correttezza del bilancio, alla luce del fatto che con il 2018 siamo stati autorizzati dalla Regione a raccogliere le donazioni del 5 per mille, hanno proposto che dal 2018 la gestione del bilancio sia affidata all’associazione “Per gli altri”, struttura specializzata che fa capo al sistema associativo del territorio faentino: l’assemblea ha approvato.

Pur constatando l’aumento dei costi fissi di gestione, si è deciso di mantenere il contributo legato alla tessera di adesione a 5 euro all’anno, puntando su un numero più elevato di soci.

La relazione ha girato attorno ad un interrogativo che il presidente stesso ha ritenuto dovere porre: VALE LA PENA CONTINUARE? L’interrogativo, non retorico o fuorviante, deriva dalla constatazione degli scarsi risultati ottenuti, relativamente agli obbiettivi fondanti dell’Associazione.

Dopo cinque anni di iniziative per la valorizzazione del Senio, declinata sui temi della sicurezza; della manutenzione adeguata e costante; per la possibilità di tornare a camminare e andare in bici sugli argini; per tutelare il valore ambientale e paesaggistico; per un filo di acqua anche in estate; per sviluppare la vocazione di fiume di storia e quella recente di fiume di cultura e di arte, i risultati ottenuti non paiono essere in linea con l’impegno profuso, con le energie sviluppate, con il consenso ottenuto da parte di migliaia di cittadini.

Alla nostra idea di portare migliaia di persone a vivere il fiume e ad entrare in contatto con la ricchezza del tessuto culturale ed economico che gli sta intorno, il risultato è che oggi, in questa stagione, se una persona vuole camminare sugli argini, nel tratto fra Tebano e Cotignola, si trova in difficoltà causa l’erba e ogni tipo di vegetazione troppo cresciuta. Tutto questo mentre ai fiumi a noi vicini, il Lamone e il Santerno, viene dedicata ben altra attenzione. Tant’è che stanno velocemente marciando verso il Contratto di fiume e le piste ciclabili.

A questi interrogativi, condivisi ampiamente, l’assemblea ha rilanciato proponendo una iniziativa verso il mondo della politica, che il prossimo anno rinnoverà quasi tutti i Consigli comunali dei dodici comuni del Senio (eccetto Faenza e Riolo). Pertanto, nel corso del mese di luglio elaboreremo, con la partecipazione di tutti gli iscritti, le nostre proposte che presenteremo pubblicamente ad una conferenza nel corso del mese di settembre. Avvieremo poi subito gli incontri con tutte le liste (civiche, di partito, di movimento) che si presenteranno alle elezioni comunali (quelle che riusciremo ad individuare e conoscere) per chiedere che le tematiche del Senio siano considerate al momento della stesura dei programmi di governo delle città sui quali verrà poi chiesto il voto dei cittadini.

Stamane sfogliando Settesere, un articolo di Birgul Goker ci informa del pensiero degli amministratori di Castel Bolognese circa l’idea di un itinerario ciclo-naturalistico sul Senio. Lo riporto in foto e vi invito a leggerlo con attenzione.

La nostra associazione che da anni si batte per realizzare quell’obbiettivo, esprime soddisfazione per le parole e i propositi degli amministratori castellani. Parole e propositi che fanno il paio con quanto affermato dall’assessore ad Ambiente e Agricoltura del comune di Faenza, Antonio Bandini, quando nel corso della conferenza su agricoltura e paesaggio al Momevi di Faenza, ebbe a dire che il tema dei fiumi, declinato anche come risorsa per una nuova mobilità e per nuove forme di turismo, è oramai all’ordine del giorno e che va governato. Come segnale importante non sottovalutiamo poi il fatto che i Presidenti delle due Unioni comunali – faentina e Bassa romagna – si siano impegnati a tagliare l’erba sopra gli argini per lasciarvi scorrere una passeggiata in bicicletta.

Dichiarazioni, impegni, segnali. Tutto questo ci fa ritenere che sia oramai matura la condizione per promuovere un tavolo dei fiumi che, a partire dall’obbiettivo del contratto di fiume – che potrebbe essere unico fra Lamone e Senio – affronti il tema della ciclabilità dei loro argini.

 

Parlano del Senio e anche degli Amici del Senio. Su Settesere  di venerdì scorso, Alice Lancioli ha sintetizzato gli obbiettivi attuali della nostra associazione, ponendone in risalto la valenza turistica. Certamente, quella dell’interesse anche economico della vallata, è una delle gambe che sostiene la nostra proposta di percorso ciclo-naturalistico del Senio, dalla collina al mare. L’idea di una guida e di un info point del Senio sono due strumenti che la corroborano, che la rendono plausibile.

Il nostro interesse non è quello di gestire un punto di promozione turistica. Noi, poggiando sul volontariato, vorremmo solo avviare qualcosa che poi in futuro potesse essere gestito da giovani che potessero anche trarne beneficio economico. A fianco di questo servizio sarebbe bello potervi collocare la nostra sede operativa. Domattina ne parleremo con l’Amministrazione comunale di Faenza. Nei prossimi giorni ne parleremo con il direttore di IF, la società d’area Imola-Faenza chiamata a promuovere le attività turistiche.

Il Corriere Romagna di sabato 25 novembre, dedica al Senio addirittura una pagina intera. In questo caso l’articolista pone l’accento sul tema delle casse di espansione e della sicurezza ad esse legata. La vicenda comincia ad assumere i toni dell’incomprensione. Servirebbe chiarezza. Da anni si dice che quell’opera è indispensabile per la sicurezza dei cittadini della valle, che il Governo ha stanziato 8,5 milioni di euro (sono tanti soldi) per attuarne il funzionamento e che è tutto pronto, ma l’avvio dei lavori, promessi e puntualmente rinviati da anni, non comincia mai.

L’unico lavoro svolto nella cassa già pronta e che attende da anni di essere collegata al Senio, è la recinzione di questa con rete e filo spinato alti tre metri, sostenuti da una fitta rete di pali, di cui non si capisce lo scopo, che sicuramente satrà costata una ingente cifra, ma che certamente non corrisponde alle indicazioni della VIA (valutazione di impatto ambientale) coerenti con l’opera.

L’articolo chiama in ballo – a ragione – l’assessore regionale competente, titolare della materia. Anche noi nei prossimi giorni lo faremo invitando la signora Paola Gazzolo a venire in Romagna per un sopralluogo del sito in cui si deve realizzare l’investimento.

La pagina che il Corriere dedica all’argomento contiene poi alcuni piccoli refusi. Ad esempio, il virgolettato sotto al titolo va attribuito a Sportelli (Amici del Senio) e quando si cita Domenico Rambelli deve intendersi Domenico Sportelli. Mentre l’incontro di stasera a Rossetta, in cui si parlerà di sicurezza del Senio e di percorso ciclo-naturalistico, è promosso dalla Polisportiva Rossetta, con il patrocinio del Consiglio di zona.

Ecco gli articoli di cui si parla

 

 

 

Domenica 12 novembre, nella bella cornice del chiostro di palazzo Mengoni, sede del Municipio di Castel Bolognese, avverrà l’esposizione delle opere vincitrici e la premiazione degli autori che hanno partecipato al concorso fotografico Il percorso del Senio tra storia e natura. L’appuntamento è per le ore 11 del mattino. Le foto resteranno esposte fino alle ore 18.

Nella primavera scorsa gli Amici del Senio lanciarono il concorso nella previsione di editare una nuova mostra itinerante del Senio e per illustrare la prima guida del Senio di prossima pubblicazione. Sono pervenute opere da 47 autori per un totale di 443 scatti. Esse riguardano: la storia del fiume e vallata, la natura, il paesaggio, le attività economiche, i prodotti tipici, le manifestazioni e gli eventi.

Tutte le foto faranno parte della documentazione relativa al Senio e saranno conservate presso la sede operativa dell’Associazione. Le foto ammesse sono di buona qualità, tuttavia si evidenziano alcune lacune in taluni settori che colmeremo. Consideriamo il lavoro svolto un work in progress. Invitiamo pertanto coloro che volessero collaborare alla nostra ricerca a continuare ad inviarci foto.

Le foto premiate saranno diciotto. I premi, in natura, sono frutto di contributi degli sponsor, che ringraziamo. A premiare i vincitori saranno amministratori e personalità della vallata. Al tavolo degli Amici del Senio troverete materiale relativo alle nostre attività, potrete firmare la petizione per il percorso ciclabile del Senio e aderire, o rinnovare l’adesione per il 2018, all’associazione Amici del Senio.

Se non avete di meglio da fare veniteci a trovare. Siamo ospiti all’interno della Festa del Brazadel e del Vino novello, organizzata dalla Pro Loco, potrete quindi partecipare alle iniziative in programma che prevedono anche la possibilità di pranzare e cenare alla festa.

 

Alla fine dello scorso mese di marzo, lanciammo, assieme al Nuovo Circolo Fotografico di Fusignano, l’iniziativa di un Concorso fotografico del Senio. Lo scopo era, e rimane, quello di realizzare una guida  e una nuova mostra itinerante della vallata del Senio.

Giunti alla fine di Agosto è ora di tirare le fila. Quello che vi chiediamo è di contribuire a realizzare questi nostri obbiettivi, quindi di inviarci le vostre foto (entro il 17 settembre). Sappiamo che tante persone sono appassionate di fotografia e che non disdegnano mostrarle. Questa è una occasione. Prendetevi un’ora di tempo e dateci una mano.

Il volantino in fotografia vi ricorda l’impostazione del concorso. Per altre informazioni e per scaricare il modulo di partecipazione potete:

  • consultare la pagina FB  di NCF – Nuovo Circolo Fotografico o chiedere con mail a circolo.ncf@gmail.com;
  • oppure rivolgersi a Roberto Torricelli, sia telefonicamente al n 335 7403312 o tramite e-mail r.torricelli@libero.it

Buone foto a tutti.

 

Ieri abbiamo inviato alle associazioni ambientaliste l’esposto che riportiamo in calce. Speriamo che almeno loro sappiano dirci qualcosa di preciso sulla mattanza di alberi ad alto fusto che si sta perpetrando nel Senio in territorio di Castelbolognese. Dopo l’esposto, riportiamo tre pagine delle LINEE GUIDA REGIONALI PER LA RIQUALIFICAZIONE INTEGRATA DEI CORSI D’ACQUA NATURALI DELL’EMILIA-ROMAGNA. Riqualificazione morfologica per la mitigazione del rischio di alluvione e il miglioramento dello stato ecologico. Ci chiediamo – e chiediamo – se può esistere che gli organi regionali facciano le leggi e i propri organismi tecnici le disconoscano?

L’Associazione Amici del Fiume Senio con la presente espone alle Associazioni di tutela dell’ambiente un supposto grave danno all’ambiente fluviale che le amministrazioni tenute alla tutela del fiume Senio stanno perpetrando nel Comune di Castelbolognese. I lavori di ripristino di una frana nella zona del parco fluviale si sono trasformati nell’occasione di fare scempio di tutto ciò che esisteva lungo gli argini del fiume, con totale abbattimento degli alberi presenti lungo il fiume da Castelbolognese verso Tebano e totale distruzione dell’ habitat di animali ed uccelli per chilometri lungo il fiume.
Dalla documentazione fotografica e video che vi inviamo si evince con chiarezza quanto tale intervento sia indiscriminato e distruttivo dell’intero habitat del fiume per chilometri e la totale indifferenza dei responsabili dei lavori per interventi che possano essere funzionali e conservativi dell’ambiente.
Come associazione di volontariato, portatrice di interessi, che da anni si batte per la valorizzazione del Senio, chiediamo il vostro intervento e la predisposizione di tutte le misure a tutela dell’ambiente. L’associazione Amici del Fiume Senio si rende disponibile a collaborare con le iniziative che intenderete intraprendere.
Segnaliamo l’urgenza della mobilitazione perchè i lavori lungo il fiume stanno procedendo velocemente con distruzione di habitat ora dopo ora.
Vi saremo grati del sostegno che potrete offrire e poniamo distinti saluti.

L’Associazione degli Amici del Fiume Senio, nella persona del presidente Domenico Sportelli

 

parco-fluviale-2I lavori di manutenzione nel tratto del Senio interessato da una frana a Castel Bolognese, all’apparenza sono terminati. Sono consistiti – per un tratto di 700 metri – nel taglio dell’erba in golena (di proprietà privata); nel taglio degli alberi pericolanti, di quelli sulla riva o vicini ad essa; nella riprofilutara di brevi tratti della riva di sinistra e nell’apertura di un varco a destra per agevolare la discesa dell’acqua dalla collina.

Si è trattato di un lavoro certamente utile, ma non sappiamo se svolto proprio a regola d’arte. Alcuni cittadini dicono che con 100 mila euro di doveva fare di più. Ma ciò che più sorprende sono tre cose:

  • sono state lasciate sul posto tante ramaglie che la prima fiumana porterà a valle;
  • non è stato ripulito il letto del fiume dai vecchi tronchi e radici che ostruiscono col loro effetto diga il passaggio dell’acqua. Anche in questo caso si pensa che la prima fiumana li porterà nel Reno, che li porterà in mare, che li spiaggerà a Casal Borsetti o a Marina Romea dove dovremo per forza raccoglierli;
  • non è stato compiuto alcun intervento rivolto alla frana, ovvero al tema di maggiore preoccupazione per i cittadini e che credevamo avesse originato l’investimento.

Va riconosciuto che sono stati salvati gli alberi presenti nell’argine e in golena e qualcosa anche sulla riva. Così come va detto che avere segato alla base gli alberi, non svellendoli o scossi come in altri casi, consentirà un rapido ricaccio – già in atto – dei getti, quindi, la rinaturalizzazione dell’ambiente e la sicurezza. Passi in avanti che crediamo siano da porre in relazione alle nuove linee guida della Regione per la manutenzione dei fiumi, all’impegno preciso del comune di Castel Bolognese e, forse, anche all’azione degli Amici del Senio.

E’ del tutto evidente che resta da chiarire l’aspetto della frana e di chi deve fare cosa, e in quali tempi, per rimuovere quel pericolo. Attendiamo che qualcuno spieghi questa vicenda.

Foto - Articolo da Settesere

Foto – Articolo da Settesere

Segnaliamo e salutiamo con piacere da Settesere settimanale questa bella iniziativa dei comuni di Fusignano ed Alfonsine. Hanno pensato di riservare alle biciclette una rete di piccole strade di campagna che uniscono due comuni e diversi punti di interesse del territorio. Oggi l’inaugurazione.

Si tratta di una iniziativa che si sposa molto bene con l’idea che gli Amici del Senio sostengono, di un percorso ciclopedonale sull’argine del fiume, dalla Collina al Mare. Un domani, transitando in bici sull’argine, i turisti – giunti a Fusignano e Alfonsine – avranno a loro disposizione percorsi dedicati per addentrarsi a visitare il territorio. E’ esattamente quello che vorremmo.

Confidiamo che altri comuni vorranno seguire questa impostazione. Ci aspettiamo qualcosa di concreto, ad esempio, da parte dei comuni di Lugo e Bagnacavallo i cui centri storici saranno molto appetibili ai turisti “lenti” che transiteranno sul Senio.

Contemporaneamente ci aspettiamo che tutti i comuni del Senio si uniscano per dotarsi, a breve, di un progetto di valorizzazione del Senio che comprenda almeno il “preliminare” del percorso ciclabile che unisca i parchi della Vena del Gesso e del Delta del Pò e che si completi con il coinvolgimento del Lamone, o/e del Santerno.

Progetto preliminare che possa consentire di partecipare ai bandi di finanziamento e di avere le carte in regola per potere essere inserito nell’Atlante nazionale dei percorsi ciclabili.