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parco-fluviale-2I lavori di manutenzione nel tratto del Senio interessato da una frana a Castel Bolognese, all’apparenza sono terminati. Sono consistiti – per un tratto di 700 metri – nel taglio dell’erba in golena (di proprietà privata); nel taglio degli alberi pericolanti, di quelli sulla riva o vicini ad essa; nella riprofilutara di brevi tratti della riva di sinistra e nell’apertura di un varco a destra per agevolare la discesa dell’acqua dalla collina.

Si è trattato di un lavoro certamente utile, ma non sappiamo se svolto proprio a regola d’arte. Alcuni cittadini dicono che con 100 mila euro di doveva fare di più. Ma ciò che più sorprende sono tre cose:

  • sono state lasciate sul posto tante ramaglie che la prima fiumana porterà a valle;
  • non è stato ripulito il letto del fiume dai vecchi tronchi e radici che ostruiscono col loro effetto diga il passaggio dell’acqua. Anche in questo caso si pensa che la prima fiumana li porterà nel Reno, che li porterà in mare, che li spiaggerà a Casal Borsetti o a Marina Romea dove dovremo per forza raccoglierli;
  • non è stato compiuto alcun intervento rivolto alla frana, ovvero al tema di maggiore preoccupazione per i cittadini e che credevamo avesse originato l’investimento.

Va riconosciuto che sono stati salvati gli alberi presenti nell’argine e in golena e qualcosa anche sulla riva. Così come va detto che avere segato alla base gli alberi, non svellendoli o scossi come in altri casi, consentirà un rapido ricaccio – già in atto – dei getti, quindi, la rinaturalizzazione dell’ambiente e la sicurezza. Passi in avanti che crediamo siano da porre in relazione alle nuove linee guida della Regione per la manutenzione dei fiumi, all’impegno preciso del comune di Castel Bolognese e, forse, anche all’azione degli Amici del Senio.

E’ del tutto evidente che resta da chiarire l’aspetto della frana e di chi deve fare cosa, e in quali tempi, per rimuovere quel pericolo. Attendiamo che qualcuno spieghi questa vicenda.

Foto - Articolo da Settesere

Foto – Articolo da Settesere

Segnaliamo e salutiamo con piacere da Settesere settimanale questa bella iniziativa dei comuni di Fusignano ed Alfonsine. Hanno pensato di riservare alle biciclette una rete di piccole strade di campagna che uniscono due comuni e diversi punti di interesse del territorio. Oggi l’inaugurazione.

Si tratta di una iniziativa che si sposa molto bene con l’idea che gli Amici del Senio sostengono, di un percorso ciclopedonale sull’argine del fiume, dalla Collina al Mare. Un domani, transitando in bici sull’argine, i turisti – giunti a Fusignano e Alfonsine – avranno a loro disposizione percorsi dedicati per addentrarsi a visitare il territorio. E’ esattamente quello che vorremmo.

Confidiamo che altri comuni vorranno seguire questa impostazione. Ci aspettiamo qualcosa di concreto, ad esempio, da parte dei comuni di Lugo e Bagnacavallo i cui centri storici saranno molto appetibili ai turisti “lenti” che transiteranno sul Senio.

Contemporaneamente ci aspettiamo che tutti i comuni del Senio si uniscano per dotarsi, a breve, di un progetto di valorizzazione del Senio che comprenda almeno il “preliminare” del percorso ciclabile che unisca i parchi della Vena del Gesso e del Delta del Pò e che si completi con il coinvolgimento del Lamone, o/e del Santerno.

Progetto preliminare che possa consentire di partecipare ai bandi di finanziamento e di avere le carte in regola per potere essere inserito nell’Atlante nazionale dei percorsi ciclabili.

 

Le targhe di cui si parla

Le targhe di cui si parla

L’amico Ilario Rasini ci ha inviato una nota che parla dell’opera degli scariolanti nel fiume Senio. Pone un problema che facciamo nostro e che sosterremo fino a quando sarà risolto.

All’intersezione tra il Canale in destra di Reno ed il fiume Senio, nel prospetto di valle della botte a sifone, è posizionata un’epigrafe in marmo dedicata ai costruttori di questa importante opera idraulica inaugurata nel lontano 1912, che simboleggia quella separazione delle acque alte da quelle basse che fu alla base della bonifica della bassa pianura ravennate. Il testo così recita: “I lavoratori della provincia di Ravenna riuniti in cooperative costruirono negli anni 1908-1912. Ripristinata nell’anno 1955 a cura del Consorzio di Bonifica B.P.R.”

Si tratta della più significativa delle quattro epigrafi posizionate a monte e a valle della botte: le altre sono dedicate al Genio Civile di Ravenna, ai Consorzi romagnoli di scolo ed al Ministro dei Lavori Pubblici Ettore Sacchi presente all’inaugurazione.

Com’è inevitabile, il logorio del tempo ha lasciato un segno su quelle testimonianze marmoree: in particolare l’epigrafe dedicata agli scarriolanti ed ai muratori riuniti nelle loro cooperative, allora dirette da Nullo Baldini, risulta ormai illeggibile a distanza e meriterebbe un’accurata manutenzione. La Lega delle Cooperative, erede di quei pionieri della cooperazione, potrebbe farsi carico di finanziare e dare attuazione a questo restauro, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica “Romagna Occidentale”.

Ricordo che nella costruzione del Canale in destra di Reno lavorarono giornalmente 2.000 braccianti e terrazzieri, con punte fino a 5.500, e furono impiegate 510.000 giornate di lavoro; lo spostamento con carriola interessò oltre due milioni di metri cubi di terra. La botte del Senio fu costruita dal 1908 al 1912 ed inaugurata il 5 luglio 1912, anche se i lavori non erano completamente ultimati. Dunque, la smania di inaugurare alla presenza delle autorità, prima della conclusione dei lavori, è un antico vizio italico!

Ilario Rasini

Un’epigrafe ormai illeggibile

AdS-vol3_web - CopiaSabato 28 maggio, l’Associazione Amici del Senio è partner dell’Amministrazione comunale di Castel Bolognese per una importante iniziativa pubblica. Assieme abbiamo promosso una conferenza dal titolo: FIUME SENIO, UN PERCORSO CICLO-NATURALISTICO E DELLA MEMORIA DALLA COLLINA AL MARE.

L’idea è quella di dare corso ad un confronto e di lanciare con forza la proposta della valorizzazione del fiume Senio come elemento di attrattiva per il turismo lento, salutistico e di approfondimento.

Da anni i comuni del Lamone sostengono lo stesso obbiettivo. La nostra scommessa è quella di collocare al loro fianco anche il Senio, di fare rete, e di prospettare una unica infrastruttura che, sfruttando la sommità degli argini dei due fiumi e gli stradelli vicini, colleghi i due principali parchi della nostra provincia, la Vena del gesso e il Delta del Po’, fino ad arrivare al mare.

Prenderebbe corpo un percorso ciclopedonale ad anello di oltre 100 chilometri, percorribile a piedi in 5-6 giorni e con la bike in 2-3 giorni. Una opera di questa natura sarebbe sicuramente affine agli intenti della nuova legge regionale sul turismo che vorrebbe puntare alla valorizzare i luoghi.

Il filo conduttore del percorso sarebbe costituito: dalla storia e dai luoghi della memoria; dall’ambiente e dal paesaggio; dall’arte e dall’architettura; dai prodotti delle terre del Lamone e del Senio e dalle molteplici attività legate alla loro trasformazione; dalle centinaia di esercizi dediti alla ricettività e accoglienza.

Una direttiva del ministro Franceschini stabilisce che il 2016 sia l’anno nazionale dei cammini. Si giungerà alla realizzazione dell’Atlante d’Italia dei cammini, per dare a quegli itinerari un rilievo internazionale. Potrebbe essere questa un’occasione da non perdere e che giustificherebbe uno studio serio e ragionato del progetto che proponiamo.

Sabato mattina vedremo se queste proposte avranno la possibilità di fare breccia, fino ad essere assunte come un obbiettivo di sviluppo eco compatibile dell’economia locale.

Villa Vezzano - Agriturismo Rio Manzolo

Villa Vezzano – Agriturismo Rio Manzolo

Nel corso dell’ultima riunione del consiglio dell’Associazione abbiamo deciso di volgere maggiormente lo sguardo verso le attività economiche che gravitano attorno al Senio e che, da una valorizzazione del Senio, potrebbero essere gratificate.

L’iniziativa, come potete intuire, ha lo scopo di ampliare ancor più i consensi attorno alle nostre proposte, quelle indicate nella petizione che ha già raccolto circa 800 firme.

Non partiamo da zero. Abbiamo già notato l’interesse di molte aziende. Ogni qual volta ne coinvolgiamo una o più attorno a qualche evento, notiamo che si stabilisce un rapporto molto positivo fra le persone che portiamo e l’azienda stessa. Questo significa che c’è un terreno fertile da dissodare.

Il fatto è che il Senio, per la sua storia e per il territorio che solca, piace. Piace l’ambiente montano e collinare che lo culla, vive in simbiosi con almeno 8 comuni della provincia molto laboriosi ed effervescenti, divide la Vena del gesso da cui riceve limpide e pure acque che porta verso il delta del fiume maestro e verso il nostro mare.

Pensando alle attività produttive vicine al Senio, ieri abbiamo incontrati i ragazzi che gestiscono l’Agriturismo Rio Manzolo a Villa Vezzano. Anna e Alberto, che vengono dalla bassa, hanno ben intuito l’utilità della valorizzazione del fiume che gli passa accanto. Loro, specialisti in tagliatelle, hanno ben compreso che da essa può derivare un buon contributo al loro lavoro.

Con Anna e Alberto ci incontreremo ancora. Il nostro sforzo sarà quello di coinvolgerli nella ideazione del percorso più utile per potere andare a piedi e in bici da Riolo Terme a Tebano. Siamo nella zona delle future casse di espansione del Senio, di quella che potrà essere una futura area umida e verde di grande pregio ambientale e paesaggistico. Con tutto ciò che potrà conseguirne per lo sviluppo di una economia eco compatibile alla quale il questo territorio si presta in modo particolare.

A4-SN3-1Le iniziative di fine primavera degli Amici del Senio iniziano MARTEDI’ 17 maggio ad Alfonsine. Lo spunto ci è stato dato dalla proiezione del film L’Agnese va a morire nei luoghi dove è stato girato 40 anni fa. Il casolare di campagna è il medesimo, opportunamente conservato. Il film, del regista Giuliano Montaldo, è fra quelli che meglio hanno raccontato la presenza delle donne nella lotta di liberazione.

Questa è la prima iniziativa che organizziamo ad Alfonsine, una città che ha sempre avuto un rapporto molto stretto e significativo col Senio. Ci piacerebbe fosse accolta con favore ed essere in tanti. La vita degli abitanti della città, spesso si è intrecciata col fiume, testimone di tanti avvenimenti in tempi di pace e di guerra. Sarà interessante ascoltare i racconti degli amici di Alfonsine che ci guideranno alle varie iniziative in programma, riportate nel volantino che vedete a corredo di questo articolo.

Felisio_La Casetta (50)Bella escursione, quella di sabato mattina da Felisio a Tebano. Sedici chilometri di argine del Senio, comodamente percorsi, eccetto due brevi tratti, inspiegabilmente preclusi da vegetazione e reti, al Ponte del Castello. Dove non è stato possibile passare nemmeno nei quattro metri di pertinenza che la legge prevede per il transito dei mezzi di manutenzione e soccorso.

Sono stati gli escursionisti Forrest Gump di Ravenna a proporla, indirizzati verso gli Amici del Senio da persone che ci conoscono. Volevano arrivare alla Casetta dopo una bella scarpinata sopra gli argini del Senio. Ci siamo offerti di organizzarla. Alla partenza, assieme ai Forrest Gump c’era anche un gruppo delle Volpi di Savignano. Eravamo in venticinque. E, se nessun amico del Senio ha accolto l’invito all’escursione – cosa che deve indurci a qualche riflessione – va detto che il Consiglio direttivo invece si è impegnato molto, allestendo un bel ristoro a metà percorso.

L’accoglienza riservata agli ospiti è stata molto gradita e questo ci ha fatto piacere. Sono stati simpatici anche nel dimostrare interesse verso il nostro approccio alle tematiche del fiume, tant’è che hanno firmato tutti la nostra petizione per la valorizzazione del Senio. Sono certo che con molti di loro ci incontreremo ancora in futuro.

Siamo partiti con la brina e una tenue nebbia. Ma tutti felici perchè la gioia che danno il camminare lesti e il contatto con la natura, vengono prima delle condizioni atmosferiche. Sono valori in se da godere nelle condizioni date. E’ questo uno spirito che sarebbe bello potesse estendersi a tanti associati e persone che ci seguono con interesse.

Dicevo che la sommità dell’argine è ben sgombra e percorribile, con il solo buco nero del Ponte del Castello. Credo che il merito di questo sia per buona parte dei confinanti del fiume. Fatto che testimonia la potenzialità dell’idea dei Contratti di fiume. In questo tratto il Senio è particolarmente bello, grazie alle ampie golene lavorate e vissute dalle persone. Abbiamo incontrato un simil campo da cross, un maneggio, bellissimi orti, una florida vegetazione, tanti animali. Ricordo esemplari di falco pellegrino, un gruppo di scalpitanti caprioli, il lavoro di una numerosa famiglia di istrici che hanno traforato da dentro e da fuori un lungo tratto di argine.

Abbiamo visto anche cose brutte. La riva esterna usata come deposito di grandi quantità di materiale di campagna e di cataste di legna, bidoni, botti e cose strane nella golena, tanti alberi abbattuti sul letto del fiume, tratti di riva del greto eroso dall’acqua. Ma questo è un altro discorso. E’ un tema che dovrebbe innanzitutto interessare al Servizio di Bacino che ci pare si caratterizzi per una certa latitanza. Ci piacerebbe interloquire con loro per poterli informare delle cose viste. Se lo vorranno – fino ad oggi hanno inspiegabilmente rifiutato questo approccio – siamo a loro disposizione.

Domani descriveremo l’itinerario – con corredo di foto – per facilitarne la conoscenza a coloro che vorranno in futuro percorrerlo.

Tebano days 045

Tebano days – Visita alle cantine

Ricordate Tebano days? Fu il volenteroso tentativo di mettere al centro dell’attenzione uno dei paesaggi più belli delle colline romagnole. L’iniziativa svolta a costi zero riusci abbastanza bene. I vari eventi toccarono alcune centinaia di persone, alcune famiglie tebanesi si sentirono interessate e coinvolte.

Nei giorni scorsi abbiamo invitato i cittadini di Tebano per esprimersi rispetto alla possibilità di ripetere l’esperienza e il risultato è stato la presenza di una sola famiglia. Quindi, un bel pollice verso quell’esperienza, che si sarebbe voluto rilanciare e consolidare. Non si farà.

Nulla di preoccupante, ma un certo rammarico resta. Ad onore del vero ricordavo i tebanesi maggiormente partecipi come, ad esempio, quando nei primi anni ottanta mi contattarono – allora ero segretario della Camera del Lavoro territoriale – per essere sostenuti nella loro richiesta di chiusura della discarica dei rifiuti da tempo operante nei loro campi. Li sostenemmo, fino a guidarli in Piazza del Popolo con i loro trattori in una domenica di marzo. Quella vertenza fu vinta.

Cito quell’episodio perchè in qualche modo si collega a Tebano days. Allora i tebanesi, con la loro lotta, volevano tutelare l’ambiente, le loro terre, il lavoro e il proprio futuro. In qualche modo, oggi hanno lo stesso problema al solo pensiero della devastazione da anni in atto nella loro valle per le cave in corso e quelle che potrebbero ancora nascere.

Con tebano days si pensò ad una proposta culturale volta a legare l’arte del lavoro dei contadini fatto di cantine, vivai, un maneggio, un museo e tanto altro, al paesaggio e porre entrambi in un rapporto con la storia del luogo e con quanto di interessante c’è da vedere e scoprire. Si pensi alla basilica della Fognana, alla diga steccaia leonardesca e alla presa del medievale canale dei Mulini, alla Pocca, al parco geologico (rimasto fino ad ora nella penna di chi lo ha progettato) e si pensi al valore ambientale che potrebbe acquisire una zona umida pensata attorno alle casse di laminazione collocate sul Senio, fiume di storia che attende di essere valorizzato.

Furono partner dell’iniziativa il Polo tecnologico di Tebano e la comunità parrocchiale. Non può sfuggire il significato che ebbe la presenza attiva del Polo, l’università del mondo agricolo dove ricerca, sperimentazione e formazione traggono e donano linfa vitale al territorio agricolo circostante.

Che dire. I contadini ci insegnano che i frutti si raccolgono quando sono maturi. Questo, evidentemente non lo era. Spero che quanto prima questo dialogo possa essere ripreso e che gli abitanti di quella porzione di valle del Senio battano un colpo. Ad esempio, potrebbero dire la loro sul tema delle casse e potrebbero pensare di sostenere la richiesta degli Amici del Senio di un proficuo risanamento ambientale dell’intera area interessata per farne una zona pubblica per l’attività fisica, l’osservazione e la cultura. Tutti potremmo trarne vantaggi.

Cotignola - Senio in piena

Cotignola – Senio in piena

Abbiamo appena ricevuto un comunicato stampa dell’Unione dei comuni della Bassa Romagna che ci aggiorna circa il tema delle casse di espansione del Senio. Lo riportiamo integralmente. Informiamo che la nostra associazione, molto sensibile al tema trattato, domani sera esaminerà l’argomento nella riunione del proprio consiglio.

UNIONE: IN ARRIVO DAL GOVERNO 8,5 MILIONI DI EURO PER COMPLETARE LE CASSE DI ESPANSIONE DEL SENIO
La Regione sarà in grado di mettere a gara l’esecuzione delle opere appena arriveranno i fondi.

Martedì 3 novembre, nella giornata inaugurale della fiera Ecomondo di Rimini, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e il presidente della Regione Stefano Bonaccini hanno firmato l’accordo di programma che destina all’Emilia-Romagna oltre 100 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio.

La firma dell’Accordo conferma l’impegno del Governo a finanziare anche il completamento della case di laminazione del Senio, a salvaguardia del territorio della Bassa Romagna e della Romagna faentina; l’accordo di programma prevede infatti che dei 100 milioni di euro previsti, 8,5 siano destinati nel 2016 al completamento degli interventi sul fiume Senio.

Nei giorni scorsi, il sindaco di Castel Bolognese con delega all’Ambiente per l’Unione della Romagna faentina, Daniele Meluzzi, e il sindaco di Cotignola e presidente dell’Unione della Bassa Romagna, Luca Piovaccari, hanno incontrato a Castel Bolognese il responsabile del progetto sulle casse di laminazione del Senio, Claudio Miccoli, il responsabile del Servizio tecnico di bacino Reno della Regione Emilia-Romagna, Ferdinando Petri, e alcuni tecnici regionali per fare il punto sullo stato dell’arte del progetto.

La progettazione delle casse è a uno stadio molto avanzato e non appena il Governo destinerà i fondi, la Regione sarà in grado di mettere a gara l’esecuzione delle opere la cui durata prevista si aggirerà sui 18 mesi.

“La notizia della sottoscrizione dell’accordo tra il Ministero e la Regione conferma l’attenzione verso un tema così strategico per i nostri territori come è quello della sicurezza idrogeologica – ha sottolineato il presidente dell’Unione, Luca Piovaccari – . Adesso aspettiamo con fiducia che si completino in tempi rapidi gli atti necessari all’avvio di questa importante opera”.

Notizia di venerdì 25 settembre RdC.

Notizia di venerdì 25 settembre RdC.

Le timide risposte fornite alla stampa da qualche tecnico, a seguito delle preoccupazioni espresse dagli Amici del Senio, riguardanti l’entrata in funzione delle casse di laminazione del Senio, sono per nulla rassicuranti. Anzi, confermano i nostri dubbi e non chiariscono lo stato dell’arte.

Alcune scarne dichiarazioni rilasciate al Carlino da parte del Servizio di Bacino della Romagna, che annovera la competenza sulle casse in quanto il progetto partì quando il Senio faceva parte della loro egida (almeno questo aspetto si è potuto chiarire), ci dicono che:

– manca ancora il progetto definitivo dell’opera;

– si sta aspettando il finanziamento (8,5 milioni) che tarda ad arrivare;

– la cassa di mezzo è pronta;

– la seconda cassa (a valle) sarà pronta a partire da fra due anni;

– per la terza (a monte) il progetto è stato messo da parte.

– prevale un netto scetticismo sulla richiesta di valorizzazione ambientale dell’area delle casse per finalità di interesse pubblico e ludico culturale.

Quelle esposte sono espressioni che non si capisce bene quanto siano collimanti con le dichiarazioni di fonte regionale di alcuni mesi fa che, se non andiamo errati, ponevano il collegamento delle casse nelle priorità assolute della Regione; assicuravano che il finanziamento era stato deliberato nell’ambito del primo stralcio degli interventi del Governo per il riassetto del territorio; che i lavori sarebbero iniziati nel 2015.

Resta poi da chiarire se il completamento dell’opera e la sua funzionalità siano collegati al fatto che entrambe le casse siano ultimate in quanto interagenti fra loro. Se così fosse – come parrebbe di capire – posto che la seconda cassa sarà pronta non prima del 2018, quando sarà conclusa l’opera? Forse nel 2020, o anche oltre. (A noi castellani potrebbe sorgere il dubbio che questa opera – essenziale a detta di tutti – possa prendere la piega della circonvallazione, della quale si parla fin dal 1953, senza avere ancora visto – appunto – nemmeno il progetto definitivo.

Pensiamo che al momento parole di delucidazione debbano arrivare dalle Istituzioni – Regione in testa – e dalle forze rappresentative che le governano. Da parte nostra rilanceremo la raccolta popolare di firme in calce alla petizione che pone la sicurezza del Senio al primo posto.

Sul tema della valorizzazione ambientale dell’area delle casse torneremo presto, avendo fra l’altro scoperto che l’idea era già contenuta e ben motivata nel progetto originario delle casse realizzato per conto della Provincia dall’Università di Bologna.