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Sabato scorso al bar Quadalto di Palazzuolo sul Senio ci siamo divertiti. Molte persone hanno partecipato alla discussione sulla sorgente del Senio.

Il tema si è subito presentato complicato perchè nei secoli le indicazioni sono mutate. Gli storici, i geografi, i cartografi e poi le tradizioni, la religiosità, gli eventi fino ad arrivare ai popolani, di volta in volta hanno dato indicazioni diverse. La fonte dell’Esploratore, la fonte del Soldato, le fontane delle Benedette, la confluenza del rio Aghezzola con quello di Campanara, la confluenza del Rio di Lozzole con quello dell’Aghezzola, sono state le sedi individuate nei tempi passati come sorgenti del fiume Senio.

Negli ultimi decenni, a complicare le cose, sono intervenuti i cambiamenti climatici che hanno abbassato, anche da quelle parti, le falde acquifere e mutato la loro portata nelle diverse stagioni.

A ben pensare non è certamente di vitale importanza stabilire dove il Senio abbia inizio. Ma è importante: il senso sta a mio modo di vedere nel fatto che così se ne rafforza l’identità. Rafforzarne l’identità significa dare un senso ulteriore all’idea di valorizzarlo come fiume di storia, probabilmente fra i più importanti d’Italia. Non solo per la Linea Gotica, ma per tanto altro che tratteremo in altra occasione.

Torniamo a sabato mattina per dire che il bello è consistito nei racconti e nei ricordi delle persone presenti. Ho ascoltato parole che non avevo mai sentito come “il paradosso” e “le posate”, ma anche l’eco del duro, durissimo lavoro dei montanari che si svolgeva lungo un fitto reticolo di mulattiere e sentieri che vergavano i piccoli campi, lambivano le case e si inerpicavano a scavalcare crinali, dopo i quali c’erano altre forre e altri crinali.

Nel merito della sorgente del Senio, abbiamo ragionato in questo modo. Trovare un compromesso fra la storia e la tradizione che non si vogliono disconoscere e la realtà quale si presenta oggi. Allora è stato detto che la sorgente va individuata lungo il rio dell’Aghezzola e che il criterio più opportuno per individuarla è quello della polla più in alto, ma che dà acqua tutto l’anno.

A seguito di questo ragionamento gli Amici esploratori di Palazzuolo hanno convenuto che la polla con le caratteristiche sopra esposte sia quella di Cà di Burraccia. L’idea sarebbe quindi quella di battezzare quel luogo come l’attuale sorgente del fiume Senio. Gipo ha accettato di scrivere un breve epitaffio da scolpire in una lastra da allocare sul posto. Quello sarà il luogo da dove probabilmente mercoledì 5 giugno partirà il Cammino dell’Acqua e del Senio, per arrivare a mare.

La storia però non finisce qui. Intanto perchè questa idea va validata. E per questo dovrà avere un supporto più vasto. Vedremo come fare. Ma non solo. Si è manifestato anche il desiderio di riattivare alcuni vecchi sentieri, come quello percorso negli anni cinquanta dagli operai che costruivano la Statale della Sambuca per procurarsi l’acqua da bere alle fontane delle Benedette. Da quel punto proseguire, scendendo, fino alla nostra polla di Cà di Burraccia. In questo modo avremmo una bella camminata che, partendo da Piedimonte e seguendo il rio fino a Cà di Burraccia, potrebbe proseguire fino alle Benedette, salire alla Statale, prendere il sentiero sotto i Ronchi di Berna fino ad incrociare il crinale di Lozzole e chiudere l’escursione a Palazzuolo.

Un’altra idea manifestata è stato quella di salire dalla nostra Polla fino al rudere di Cà di Burraccia e riaprire la vecchia mulattiera che portava a Piedimonte, creando così un’altra escursione ad anello.

Concludo dicendo che potrò avere compiuto qualche errore nella descrizione. Se del caso fatemelo notare e provvederò alle rettifiche. Resta sicuramente il fatto di un bell’incontro che ha creato nuove amicizie e che sicuramente porterà a qualcosa di positivo per la comunità di Palazzuolo e per la vallata del Senio.

 

 

V10_AmiciDelSenio_SN2-1I montanari di Palazzuolo narrano che un soldato – di non si sa quale guerra e di quale secolo – giunto alla fonte del Senio si abbeverò con la limpidissima acqua che sgorgava dal terreno. Ne bevve tanta che fu colto da malore e morì. Da allora quella è diventata per tutti la Fonte del soldato.

Domenica prossima saliremo per tentare di riscoprire quella sorgente. Il programma è confermato e potete vederlo nella foto. Il nostro proposito è di trovare quel punto, confermarlo con l’approvazione dell’IGM (Istituto Geografico Militare), indicarlo visivamente e aprire almeno due sentieri indicati – uno dal basso e uno in quota – per consentire agli escursionisti di arrivare a quel punto.

Non faremo da soli. Una volta appurato il punto, prenderemo contatto con il CAI per sottoporgli le nostre idee e per chiedere la sua collaborazione.