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Acque e Miracoli a Tebano

Quest’anno Acque e Miracoli a Tebano raddoppia. Le giornate saranno due, il 9 e il 10 di luglio. Sarà ancora Anteprima dell’Arena delle balle, manifestazione a cui si ispira. La collaborazione con Primola di Cotignola si conferma anche quest’anno molto importante e agli amici di questo sodalizio va il nostro plauso.

Il filo conduttore della manifestazione è il nostro fiume e il territorio che lo circonda. Cerchiamo di valorizzare il lavoro dei contadini e il paesaggio che creano con il loro lavoro, guardando al tema della sostenibilità. E’ questo il senso delle diverse camminate e incontri che vogliono narrare il territorio, cogliendone le suggestioni significative.

Il nostro impegno è tentare di fare cultura, con leggerezza. Unire il divertimento alla consapevolezza e al futuro che vorremmo creare. Quest’anno dedichiamo l’evento alla Luna e alla Terra.

Il programma è quello esposto nella foto a corredo di questo articolo. Di seguito cercherò di illustrare meglio alcuni eventi.

Lunedì 9 luglio. Vado a piedi fino a Tebano, dove i pozzi fanno i miracoli. La camminata dura praticamente tutta la giornata. Il ritrovo è a Cotignola, alle 7.30 presso il parcheggio del Campo sportivo Dalmonte. Solitamente quando si fanno camminate in linea, per il ritorno si ha l’avvertenza di portare prima un’auto nel punto di arrivo. Chi non potesse fare questo ci avvisi che provvederemo ad organizzargli il rientro al termine della serata. I chilometri da percorrere sono circa 20. Il programma prevede una lunga sosta (almeno 3 ore al Molino di Scodellino a cavallo del mezzogiorno con visita al manufatto, pranzo al sacco e riposo all’ombra di alberi secolari). E’ molto probabile la presenza di un gruppo di persone di una comunità sciamanica che daranno con i loro suoni e balli, vita, colore e sostanza alla camminata. Arrivati a Tebano i camminatori si uniranno alla festa. Chi vorrà unirsi a Molino di Scodellino e fare solo la parte pomeridiana, potrà farlo (si parcheggia alla chiesa di Casalecchio. Alle ore 16 circa è previsto che il gruppo transiti dalla piazza di Castel Bolognese, dove gli sciamani renderanno omaggio all’acqua delle fontane. Chi vorrà, potrà unirsi al gruppo anche dalla piazza di Castel Bolognese.

Vi saremo grati se vorrete segnalare la vostra presenza scrivendo a: amicifiumesenio@gmail.com oppure telefonando al 3400532380 ore 12-14 e 18-20.

Ore 21. Al Santuario di santa Caterina di Tebano avremo un Concerto di musica barocca (Domenico Gabrielli e Johann Sebastian Bach) con due artisti di eccezione. Con questo desideriamo rendere omaggio ad un piccolo scrigno di preziose opere d’arte e di devozione contadina rappresentati da questa bella chiesa di campagna. Un sincero ringraziamento alla Diocesi di Faenza che ci ha accolti con favore.

Martedì 10 luglio. Dedicate alla terra, due rappresentazioni. Alle 20.15 Alessandro Ungarelli, fautore dell’agricoltura sinergica, ci illustrerà una esperienza di rapporto con la terra che ha cambiato lo schema dei valori della sua vita. Siamo alle frontiere dell’ambientalismo e della sostenibilità, temi a noi Amici del Senio, molto cari. Farà da spalla ad Alessandro, Silvia Lanconelli. Ringraziamo entrambi.

Alle ore 21, Mario Gurioli, racconterà i fatti e misfatti della luna in campagna. Mario ama il nostro dialetto ed è un cultore della civiltà contadina. Ci parlerà del rapporto che tutt’ora esiste nella credenza popolare fra la luna e i lavori di campagna. Mario è anche attore, quindi lo farà con la leggerezza che punta alla meditazione e al sorriso. Oltre a tutto, Mario Gurioli è scrittore e divulgatore. Avrà con se i suoi libri a cui ognuno potrà accostarsi.

Ristoro. Chi volesse potrà mangiare. La nostra non è una sagra, con una cucina tradizionale. Offriamo cibo da passeggio con seduta sulle balle di paglia. I prodotti con cui prepareremo le varie pietanze sono per quanto possibile dei nostri contadini e di attività che operano vicino al nostro fiume. Le ricette sono quelle delle nostre Amiche e Amici del Senio. Avremo un’insalata di farro alle verdure di stagione. Un composto di verdure di campagna condito con olio di Brisighella fornito da un produttore locale. Una macedonia di frutta di giornata. Le nostre care piadine romagnole (un tipo anche con olio per andare incontro ai vegetariani) condite con salumi, formaggi e verdure. Un piccolo hamburger con patatine. E altro che adesso dimentico. Ma non dimentico la Piada e la Ciambella del Senio, due ricette inventate da noi e che per la prima volta presentiamo al pubblico.

Da bere offriremo assaggi di vini di Tebano, 6 delle migliori etichette proposte da Mario Cavina. E birra artigianale di un produttore del Senio.

Ingresso. L’ingresso non sarà libero, ma ad offerta libera. Si è detto che con la cultura si mangia ed è vero. Ma sapete anche che fare cultura costa. Vi chiediamo quindi di essere generosi, per quanto vi sarà possibile, naturalmente.

Ancora alcune cose. La buona riuscita degli eventi è affidata al buon senso, alla cura e alla partecipazione di tutti coloro che verranno a trovarci. Ricordiamo che all’interno delle aree e nel corso degli eventi è VIETATO FUMARE. Bere deve essere un piacere, quindi avanti a tutto la moderazione. E chi guida NON BEVE alcol.

Vi chiediamo di aiutarci a fare una raccolta differenziata dei rifiuti. Da parte nostra abbiamo scelto posateria biodegradabile (eccetto per vino e birra per i quali useremo ancora la plastica).

Ricordo che lo sponsor principale dell’evento è il Polo Tecnologico di Tebano, che ringraziamo per la preziosa collaborazione che fornisce. Abbiamo il piacere di essere patrocinati dalla Regione Emilia-Romagna e dai comuni di Faenza, Castel Bolognese e Cotignola.

Per altre informazioni e per le prenotazioni indicate scrivere a amicifiumesenio@gmail.com oppure telefonate al 3400532380 ore 12-14 e 18-20. Vi aspettiamo.

Acqua e Miracoli a Tebano, partito il cantiere

Siccome lo scorso anno ci siamo divertiti, ci riproviamo. Ieri sera ci siamo ritrovati, assieme agli amici di Primola dell’Arena delle balle di Cotignola, e abbiamo iniziato a mettere idee sul tappeto.

Abbiamo stabilito che, siccome Acque e Miracoli a Tebano nasce da un seme dell’Arena delle balle, gli amici dell’Arena saranno i garanti della verosimiglianza dei due appuntamenti. Che non vuol dire fotocopia, bensì ricerca di una comune ispirazione culturale che ricerca terreni da dissodare fuori dagli stereotipi popolareschi di moda.

Quest’anno l’evento durerà due giornate, il 9 e il 10 di luglio. I luoghi saranno gli stessi, ma avremo diverse novità nei programmi. Il tema saranno la terra, la luna e le stelle. Continuerà il giro nel territorio alla scoperta di Tebano fra miracoli, pignatte di monete, e una singolare collezione di attrezzi. Daremo luce al fiume e dintorni e faremo galoppare l’immaginazione con nuove opere di arte povera.

Nei prossimi giorni affronteremo il tema dei costi e delle risorse da reperire. Posta l’intenzione di garantire un livello alto di contenuto per ogni iniziativa che proporremo e che quindi ci prefiggiamo di proporre scelte culturali di livello, abbiamo bisogno di essere aiutati. La cultura è una risorsa, ma produrla costa. Questa iniziativa è parte di una idea oramai consolidata in tutte le componenti interessate, che vuole valorizzare la bellezza di un territorio operoso e sede di importanti strutture nel campo della ricerca e della sperimentazione in agricoltura.

Tutto questo ci indirizza, nella ricerca di un contributo economico che ci consenta di chiudere l’iniziativa almeno con un pareggio di bilancio, verso i comuni maggiormente beneficiati dall’evento e verso le aziende del luogo. Cosa che faremo nei prossimi giorni e che è condizione indispensabile per potere definire il programma.

Concludiamo con un appello. Vorremmo condividere l’organizzazione e la gestione di questo evento con il numero più elevato possibile di persone. Non solo per aderire ad un concetto di bene comune a noi tanto caro, ma anche perchè abbiamo bisogno di lavoro volontario. Chiediamo pertanto a chi ci legge di avvicinarsi a noi per dare una mano. Abbiamo tante cose da fare. Contattateci  (cell 3400532380 Domenico Sportelli).

Tre luglio a Tebano, ci siamo

L’impegno è di quelli importanti, la fatica e le difficoltà sono state tante. Speriamo che l’iniziativa sia gradita e che tante persone vi partecipino con senso di responsabilità e pieno rispetto di tutti e di tutto. La stagione è quella estiva. Saremo all’aperto, in campagna, in luoghi pubblici e privati. In un ambito di per se fragile. L’evento sarà l’anteprima dell’Arena delle balle di Cotignola e avremo come arredo diverse balle di paglia. Il primo obbligo per tutti sarà quindi quello di NON FUMARE.

Coloro che avranno fame potranno mangiare. Prepareremo cibo di strada (farro alle verdure, insalata contadina, piadine con affettati e formaggio, spiedini di caprese, mini hamburger, patatine, cantucci, macedonia di frutta). Da bere avremo acqua, due birre artigianali di La Mata – un produttore del Senio – e cinque etichette di vini dei contadini di Tebano. Il vino lo proponiamo “da assaggio” secondo la nostra filosofia del “bere”, contraria alle esagerazioni. Chiediamo inoltre che chi guida non beva vino. Non vorremmo mai essere concausa, seppure involontaria, di incidenti e di danni.

Dopo avere accennato al senso di responsabilità che deve sempre  essere presente in noi tutti, sia organizzatori che partecipanti di manifestazioni popolari, qualche riga per illustrarvi il programma.

L’idea che ci guida è quella di fare cultura, con leggerezza, puntando su elementi valoriali come il mondo contadino, l’arte del racconto, il paesaggio. Non sarà una sagra, non avremo pubblicità, non sarà una vetrina. Lasceremo spazio all’ascolto, alla riflessione, alla contemplazione del bello che ci sta intorno. Ascolteremo musica folk, giocheremo con la luna.

L’incipit dell’evento sarà dato dalla presentazione di un bel libro su Tebano, la piccola località che ci ospita. Alle 19,20 in punto, Patrizia Capitanio – l’autrice – con l’arredo di alcune balle di paglia, parlandoci brevemente della località Tebano e della sua storia, darà il senso a tutta la serata.

Alle 19,45 Mario Baldini condurrà i partecipanti (max 20-30, occorre prenotarsi – 3400532380) a spasso per la campagna alla scoperta di luoghi, storie e persone.

Alle 20,45 – attorno ad un grande tavolo – un caro amico enologo del Senio discuterà dei vini che poi potrete assaggiare.

Alle 22 – se tutto va bene – si accenderanno le luci sul fiume e sulla diga di pali e fascine pensata da Leonardo.

Poi le FemmeFolk ci parleranno con la loro musica trascinante. Contemporaneamente – sempre se non ci saranno intoppi – potrete giocare con la luna e con le idee del contadino Gigi.

Non c’è biglietto d’ingresso, ma ci sono i costi. Avremo un aiuto da parte dei comuni di Faenza e di Castel Bolognese, di Terre Naldi. Ma ci servirà anche il vostro contributo economico. Vi chiederemo un’offerta libera e volontaria che ci consenta almeno di fare pari e patta. Come condizione per potere rifare l’esperienza il prossimo anno. Se potete, siate generosi.

Tre luglio a Tebano, un territorio si racconta

La nostra intenzione non è quella di offrire uno spettacolo pubblico, bensì quella di mettere in piedi una iniziativa culturale, divertente e con un senso. La cornice formata dal territorio che ci ospita e dalle persone che lo vivono. La tela colorata dalla natura e dal paesaggio, ordita dalle storie e dai ricordi.

Il lume che ci guida è l’esperienza e la collaborazione dell’Arena delle balle di paglia di Cotignola. Uno degli eventi culturali e sociali di maggior rilievo degli ultimi 10 anni nella nostra Regione.

Per definire il teatro dell’evento impiegheremo ciò che la natura e il territorio offrono. Palchi naturali, canne, tronchi, balle, stecchi. E poi luci tenui, che lascino spazio all’immaginario. Che consentano non di vedere, bensì di scrutare quello che ci sta intorno. Vorremmo rendere omaggio ad un ambiente di fiume nell’ottica che le persone se ne innamorino, lentamente.
Ci muoveremo nelle due aree attorno alla diga e all’area della ex pesa. Forse, chi lo desidera, potrà arrivarci con una camminata lungo il fiume e sotto la luna.

Il cuore della serata pensiamo sia l’obbiettivo di produrre coltura ed arte attraverso un territorio che si racconta con diversi strumenti. Immaginiamo una serata che si svolga dalle 18 alle 24, con una organizzazione logistica improntata al criterio della mobilità attiva e contemplativa, quindi: le attività, le istallazioni, la somministrazione dei generi di conforto, le dislocheremo lungo l’intera area.

Al momento, le iniziative ipotizzate sono: “IL PAESAGGIO CI RICORDA… E CI DICE”, una visita guidata da “attori narranti” del luogo con la propensione di mischiare realtà, paradosso, ironia e divertimento. Che tocchi luoghi veri e immaginari, come: Il Santuario con tutto, che abbraccia e accoglie tutti; l’acquedotto partito e mai arrivato; le terme progettate e mai realizzate; la Pocca degli amori, delle feste e … degli affari; la diga di fascine e pali ispirata a studi di Leonardo; la presa del canale della farina e del pane.

Pensiamo anche ad una o più istallazioni che ci raccontino la campagna e ad una rappresentazione musicale o teatrale di qualità e in tema.

Coloro che verranno a trovarci potranno avere (speriamo) sete e fame. Proporremo come bevanda ufficiale il vino. Le etichette da assaggiare saranno di fiume (Tebano e valle). Il cibo ammannito e proposto sarà “da strada”. Nell’area della festa proporremo il divieto di fumare e di ubriacarsi (e anche bere vino, se si guida).

Che senso ha tutto questo? Qualcuno ha detto che con la “cultura non si mangia”. Noi pensiamo che, intanto, nutra l’intelletto. E già questo non è poco ai giorni in cui viviamo. Pensiamo anche che cultura, ambiente e territorio siano volani di sviluppo economico compatibile. Ecco quindi come questa vorremmo fosse riconosciuta una iniziativa del “bene comune”.

Questa proposta ha bisogno di tante persone che ci credano e che si impegnino nella creazione e nel lavoro della sua gestione. Poi occorre qualche denaro. Avremo spese per la sicurezza. Non chiederemo mai ad un artista che vive del suo lavoro di venire da noi a lavorare gratis. Non è dignitoso. E non vogliamo fare pagare biglietti di ingresso. Siamo in piena campagna.

E’ indispensabile che i comuni interessati (Faenza e Castel Bolognese), ma anche le attività economiche e produttive del luogo e anche oltre, si sentano protagonisti. Pensiamo debbano quindi collaborare ed aiutarci in determinati aspetti organizzativi e nella formazione del budget di spesa.

Riusciremo in tutto questo? Con la simpatia, il consenso e la spinta di tutti, pensiamo di potercela fare.

Il Senio, la cultura, il territorio

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invitovolantino-jpg-coloriUn fine settimana per la cultura e il territorio. Ecco i prossimi appuntamenti degli Amici del Senio.

Sabato 12 novembre. Siamo nell’ambito della valorizzazione del Senio, un fiume non solo carico di storia – e in futuro vedremo quanta – ma un riferimento per le popolazioni che hanno vissuto attorno ad esso nei secoli.

Una gentile signora – Patrizia Capitanio – ha scritto un bel libro su Tebano, una piccola località delle colline faentine a cavallo del Senio. E noi che intendiamo valorizzare tutto ciò che vive attorno al Senio, abbiamo pensato di presentarlo a Castel Bolognese.

La ragione è che Tebano, pur essendo una frazione del comune di Faenza, data la sua collocazione, vive da sempre in simbiosi con Castel Bolognese.

Il bel libro di Patrizia Capitanio testimonia questo intreccio con tanti racconti e informazioni. Ad esempio ci ricorda che la Chiesa di Tebano, oggi Santuario, racchiude numerose opere di Angelo Biancini fra le quali l’Annunciazione che costituisce lo studio preliminare del bassorilievo che lo scultore ha realizzato per la facciata della Basilica di Nazaret.

Ricordando questo legame, abbiamo pensato di anticipare la presentazione del libro, che avverrà sabato 12 novembre alle ore 16,30 presso la sala lettura della biblioteca di Castel Bolognese, con una visita al Museo all’aperto di Angelo Biancini. Sarà la stessa Patrizia Capitanio a guidarci lungo le vie del paese alla ricerca di alcune fra le più significative opere che il grande maestro scultore ha donato alla città. L’appuntamento è per le ore 15 al Bar Capriccio in via Roma 1/b.

Domenica 13 novembre. A seguito del gradito invito della Pro Loco, presenteremo, in occasione della Sagra del BRACCIATELLO e del VINO NOVELLO, nel bel chiostro del Palazzo comunale, IL SENIO SI MOSTRA. Si tratta due mostre (una inedita) sul nostro fiume: IL PERCORSO DEL SENIO TRA MEMORIA E NATURA e CARO SENIO. Le mostre saranno visitabili dalle ore 9 alle 19. Nell’occasione sarà presentata l’idea di un percorso ciclo-naturalistico e della memoria dalla collina al mare.

Vi invitiamo tutti.

E sosteneteci.

Iscriversi agli Amici del Senio costa 5 euro all’anno.

 

Ambiente, tecnologia e sicurezza

La barricaia delle cantine Astra

La barricaia delle cantine Astra

Eravamo una ventina di persone alla camminata di sabato verso Tebano. Non quante speravamo. Avevamo lavorato con impegno a quell’appuntamento, ma evidentemente non siamo stati abbastanza bravi. E dire che l’iniziativa è stata molto interessante.

La riva del fiume era comodamente percorribile e ringraziamo quei contadini che la tengono rasata. La grande ansa che il Senio disegna fino a lambire la Pocca è suggestiva e bella ad ogni stagione. La temperatura clemente mantiene tante erbe che abbiamo cominciato a riconoscere. E più di un partecipante ne ha raccolte.

Giunti a Tebano, l’esplorazione della galleria che avrebbe dovuto originare l’acquedotto è avvenuta in sicurezza ed ha soddisfatto la curiosità dei presenti. Ci sono mancate foto chiare e una ripresa efficace, ma rimedieremo presto.

Dopo il pozzo, la visita alla cantina Astra. Il Direttore ci ha accompagnati fra i tini e le botti. Abbiamo imparato che a dispetto di un’ambientazione non alla moda, quella cantina svolge un’opera di ricerca nel campo vinicolo molto importante e che si pone al servizio dei piccoli produttori che vengono così sostenuti e condotti ad una completa valorizzazione del loro prodotto. Man mano che scopro le tante attività del Polo tecnologico di Tebano, mi stupisco di quanto poco se ne parli.

Per quel poco che posso capire, vedo una cittadella della ricerca in crescita. Ma bisognosa di stimoli per decollare a più vasto raggio. Non conosco le strategie dei proprietari – il comune di Faenza – ne la discussione in Unione dei comuni. Posso intuire che occorrano investimenti e che forse una migliore integrazione con il privato possa dare risultati migliori.

Ringraziamo Astra e il Polo per l’ospitalità e per la collaborazione che forniscono alle attività degli Amici del Senio. Per quanto ci riguarda continueremo a sostenerli perchè diventino un punto di eccellenza nei loro campi di intervento e perchè si consolidi il loro rapporto con la bellezza del territorio che li ospita.

Dopo Astra abbiamo visitato il Santuario. Una chiesa che unisce spiritualità ed arte. Contiene opere di artisti assai significative che si mischiano con la devozione della Madonna miracolosa. Si tratta di uno scrigno che don Gigino cura con affetto, ma che spero di non essere blasfemo se dico che meriterebbe maggiore attenzione.

Al termine della visita al Santuario, ci siamo soffermati presso la fontanella che non c’è più. Lungo la strada, davanti alla chiesa, fino a due decenni fa c’era una fontanella che dissetava i viandanti. Essa traeva acqua dalla famosa galleria dell’acquedotto che le passava di fianco. Ebbene, ci siamo ripromessi di tentare di riportarla alla luce, liberandola dai detriti che la stanno soffocando. Se gli abitanti di Tebano ci aiuteranno, quest’inverno ci proveremo.

Concludo con un appello. In quella zona, costituita dalla chiesa, dalle attività del Polo, dalla scuolina – sede universitaria – e da alcune abitazioni, non vi abita più nessuno. Non sto a dire perchè, tanto è intuibile, ma in quel punto occorrerebbe istallare rapidamente un numero adeguato di telecamere di sorveglianza. Non dovrebbe essere tecnicamente difficile e nemmeno tanto costoso. Bisognerebbe affrontare il problema. Si batta un colpo.

Ed ora alcune foto.

Alla scoperta dell’acquedotto sotterraneo di Tebano

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ads-volantini_unfiumediricordi_3-webSabato 15 ottobre, camminando lungo il Senio, faremo visita ad un’opera straordinaria per quei tempi: un acquedotto che doveva portare acqua potabile a Cotignola, Granarolo e Bagnacavallo.

Siamo all’inizio del Novecento. Da secoli Tebano è conosciuto come luogo d’acqua. La montagna la raccoglie, le sabbie gialle e la ghiaia la filtrano e la contengono, uno spesso strato di argilla la trattiene dieci metri sopra il livello del Senio.

Nel 1906 tre ingegneri faentini vengono incaricati di redigere il progetto. Le acque sono potabili, indipendenti dal fluire del fiume, il giacimento appare perenne. Dopo numerose ricerche durate non meno di un lustro, iniziano i lavori con la costruzione della galleria di raccolta. Poi i lavori si interrompono, senza che ancora se ne conosca la ragione.

Di ciò che allora fu costruito resta ancora aggi una tangibile testimonianza, sotto otto metri di terra. Si tratta del primo tratto della galleria di raccolta che ancora oggi versa un rigagnolo di acqua per il Senio. Lasciando traccia nel muricciolo, sotto la chiesa, dove era posta una fontanella, dove, fino a pochi anni fa hanno trovato ristoro i ciclisti di mezza Romagna.

Sabato, giunti sul posto, un amico speleo, in sicurezza si calerà nel pozzo e filmerà la galleria che, se le condizione tecniche saranno buone, potremo vedere in diretta su Facebook. Oppure vederla in breve differita.

Siamo a Tebano sul Senio, paese di acque, ma anche di vino. Non a caso, dopo la galleria, visiteremo le cantine Astra del Polo di Tebano. Renderemo così omaggio ad uno dei centri di ricerca vitivinicolo più apprezzati della Regione.

Sullo sfondo il bel libro “Tebano, una piccola località delle colline faentine viva oggi come ieri – Carta Bianca editore -” e la sua autrice Patrizia Capitanio. E’ stata la lettura di questa interessante pubblicazione che ha ispirato questa iniziativa degli Amici del Senio. Il libro sarà presentato a Castel Bolognese – nella sala lettura della biblioteca – sabato 12 novembre.

Cliccando la foto, potrete leggere il programma dettagliato dell’iniziativa.

 

Tebano sempre piu’ visitata, una sconfitta che può valere una vittoria

Acquerellisti all'opera al Concorso di Tebano

Acquerellisti all’opera al Concorso di Tebano

E’ vero che la lingua batte dove il dente duole.

IERI

Mi torna alla mente Tebano days dell’anno scorso, una iniziativa alla quale avevamo creduto molto e che non abbiamo trovato la forza di riproporla quest’anno.

Certo, fu una scommessa. Pensammo di potere coinvolgere i tebanesi – e sotto sotto anche il comune di Faenza – in una iniziativa che puntasse a valorizzare il territorio, a partire dal suo valore storico, ambientale e paesaggistico fino ad arrivare al pregio dei suoi prodotti, coinvolgendo l’arte del lavoro contadino e tutte le sue derivazioni.

Nonostante che nessuno scommettesse un’euro mettendolo sul piatto, quindi con un budget uguale a zero, furono coinvolte diverse centinaia di persone in iniziative (questo il programma di allora) non solo di svago, ma che richiamavano alcuni valori. Mi riferisco anche alla “benedizione” del fiume, che non so se almeno quella quest’anno sarà riproposta. Va riconosciuto che diverse famiglie tebanesi – e alcune persone in modo particolare – dettero un forte contributo organizzativo. Ci credettero.

Pur tuttavia, al momento di tirare le somme e di decidere sul futuro di Tebano days, i tebanesi, nella loro dimensione macro, sono mancati. Per me, che li ricordavo molto combattivi quando negli anni ottanta decidemmo, insieme, di lottare contro la discarica dei rifiuti, è stato motivo di delusione.

OGGI

Come Amici del Senio non ci siamo però dimenticati di quel contesto. Ne è la prova il fatto che poche settimane fa abbiamo presentato idee e richieste per la valorizzazione naturalistica dell’area interessata alle Casse di espansione del Senio (con queste proposte). Poi abbiamo collaborato con la Pro Loco di Faenza, che ha messo fra le sue iniziative per meglio conoscere il territorio faentino anche Tebano e suoi dintorni. Quasi cento cittadini, guidati da una signora davvero brava – presidentessa del sodalizio – hanno visitato in un pomeriggio molto intenso la cantina del Polo, la diga steccaia, la presa del canale dei mulini, la Pocca. Poi il Santuario della madonna della Fognana, il Museo contadino di campagna, finendo in un casolare, accolti da assaggi di vino del luogo. Alla fine tutti stanchi, ma felici, per avere visto cose belle del loro territorio, che non conoscevano. Dai commenti è risultato chiaro quanto sarebbe importante riuscire a legare tutti questi luoghi con un percorso appena accennato nel territorio del quale facesse parte anche una “passerella” che legasse Castel Bolognese alle colline faentine, passando per la Pocca e dentro il Museo geologico derivato dalla cava Falcona.

E se cento vi sembrano pochi, oltre cinquecento sono state le persone che hanno partecipato giovedì scorso alla Prima podistica di Tebano, su e giù fra le colline, il fiume e la campagna. Iniziativa, alla quale come Amici del Senio abbiamo collaborato proponendo i percorsi, che si è potuta realizzare anche grazie all’impegno sostanziale del Polo tecnologico e di una importante azienda romagnola come la Caviro. Alle fine i partecipanti hanno tessuto le lodi per i percorsi, per il paesaggio, per l’organizzazione e per l’evento nel suo complesso. Impreziosito dalla presenza di un agriturismo della zona con i suoi prodotti e dalla gradita sorpresa di assaggi di vini locali inseriti nel la catena Tavernello.

DOMANI

Confesso un sogno. Per ora se ne parla a bassa voce. L’idea è quella di promuovere uno spettacolo musicale o di narrazione nello scenario attiguo alla diga steccaia e alla presa del Canale dei Mulini. Potrebbe essere, è la proposta che faccio agli amici di Primola, come una sorta di anteprima dell’Arena della balle di Cotignola. Sarebbe straordinario. Certo, occorre qualche soldo che Polo, Comune e privati potrebbero considerare di mettere a disposizione. Vedremo.

 

Il Senio a piedi da Felisio a Tebano

Felisio_La Casetta (9)Con la descrizione di questo percorso inauguriamo la categoria del blog dedicata agli ITINERARI del Senio. L’idea è quella di descrivere a tappe tutto il percorso del Senio visto dalle due sponde. Se il lavoro sarà gradito si potrà decidere di stampare una guida riassuntiva. Con questo viaggio vogliamo incoraggiare l’attività motoria e il contatto con la natura; promuovere i ricordi della storia e la conoscenza dell’architettura rurale del territorio; valorizzare le attività economiche produttive e di servizio sorte vicino al fiume. Se gruppi di escursionisti vorranno percorrere gli itinerari che descriveremo, come associazione Amici del fiume Senio saremo ben lieti di poterli accompagnare, fornendo le conoscenze di cui disponiamo.

Gli itinerari del Senio

Da Felisio a Tebano (riva sinistra).

Chilometri 18 – Ore 4,30

Percorso fra i più interessanti del Senio. Si caratterizza per la vista della campagna ben coltivata dalla quale emergono i tratti della centuriazione romana. Per le ampie golene disegnate dalla sinuosità del corso dell’acqua rese interessanti dalla relazione fra la floridezza della natura e l’intervento dell’uomo. Per la mutevolezza del paesaggio, andando incontro alle prime colline della vallata. Per i segni della storia che vanno dalle disfide fra guelfi e ghibellini del XII secolo a San Procolo, allo scontro fra l’esercito napoleonico e i papalini del XVII secolo ancora a San Procolo, fino al terribile ricordo della Linea Gotica e della sosta del fronte per tutto l’inverno del 1944.

Partenza dal Ponte di Felisio (Solarolo). Parcheggio auto nel cortile della chiesa (ringraziamo gli Amici di Felisio per la disponibilità).

Davanti alla Chiesa lo sguardo e il pensiero calano sul Monumento ai Caduti dell’eccidio di Felisio, avvenuto il 2 settembre 1944, quando per rappresaglia, i tedeschi uccisero e seviziarono nove contadini rastrellati nei dintorni. Per saperne di più cliccate L’eccidio di Felisio.

Sopra la riva, solitamente si cammina bene. Alla vista del ponte dell’Autostrada, si scende in golena, oltrepassando così il manufatto lungo una scia di erba spesso rasata dai contadini del luogo (che ringraziamo). Si può così osservare il letto del fiume e l’acqua che scorre.

Si risale poi sull’argine da dove l’alveo del fiume si stacca per disegnare ampie curve. Questa è la caratteristica più interessante di questo tratto di fiume. Gli anziani ricordano che l’opera di arginatura del fiume aveva lasciato lo spazio a laghetti, diventati poi luogo per il divertimento dei giovani fino ad essere definito “la spiaggia di Solarolo“.

Ora, nelle zone dei laghetti, ha preso il sopravvento la vegetazione, ma una leggera e accurata manutenzione potrebbe offrire nuovamente ai cittadini luoghi di ritrovo e di passeggio davvero molto interessanti e belli.

Proseguendo si incontra un grande apiario (non disturbare) e una zona boscosa dove i ragazzini hanno attivato una rudimentale ma certamente divertente pista da cross.

Un sentiero che sale da destra sulla riva ci segnala il passo di lungaia, luogo dove il fiume era attraversato per mezzo di una passerella che consentiva di arrivare in poco tempo a La Palaza di San Pier Laguna e a Faenza. I contadini del luogo hanno manutentato quel ponte, che spesso veniva travolto dalle piene, fino agli anni sessanta. Periodo in cui le autorità hanno deciso di fare sparire quella struttura utile, ma anche pericolosa.

Nel corso del tragitto, secondo la stagione, è facile incontrare cacciatori e tartufai. Una battuta e un saluto segnano il rispetto dovuto ai diversi interessi delle persone. E’ facile scorgere falchi pellegrino in esplorazione, caprioli e i segni del “lavoro” degli istrici sugli argini.

Proseguendo verso la via Emilia, ad un certo punto la sommità della riva diventa impraticabile non essendo stata manutentata chissà da quanti anni. Una carraia però scende e si snoda lungo la golena. Qui si incontrano bellissimi orti, un maneggio, piccole abitazioni. E’ tutto molto bello, con erba ben rasata e vegetazione curata.

Si arriva così al ponte della ferrovia, una bella opera completamente in pietra che si sotto passa comodamente. Siamo a poche centinaia di metri dalla via Emilia e qui la vegetazione impedisce completamente il passaggio. Si risale sulla riva da dove una stradina sulla destra ci porta in via Gradasso; pochi minuti e giungiamo al Ponte del Castello.

Al Ponte ci si può ristorare al bar e compiere una visita al monumento che ricorda quando la mattina del 12 aprile del ’44 i Fucilieri carpatici della divisione Polacca attraversarono il Senio e liberarono Castel Bolognese.

Un semaforo a chiamata ci accompagna dall’altro lato della strada dove una comoda ciclabile ci indirizza verso Castel Bolognese. Dopo qualche centinaio di metri, prima del distributore Repsol, si gira a sinistra in un cortile di una casa di Amici del fiume, tinteggiata di verde.

Siamo di nuovo sulla riva del Senio, a ridosso delle prime colline, e il paesaggio muta. La riva è pulita. In golena un enorme pioppo nero e tanti altri alberi. Poi orti e ancora piante fra le quali un grande albero con baccelli simile ad un carrubo. Dopo un bel canneto di bambù, forse testimone di una passata traccia di economia di fiume, si scorge l’abitato di Castel Bolognese.

Proseguendo sempre in argine, si entra nel parco fluviale della cittadina. Un percorso ciclo-pedonale attrezzato molto gradito e frequentato dai castellani. L’esempio di come vorremmo fosse tutto l’argine del Senio, dalla collina al mare. Un desiderio che non abbandoneremo.

Dopo circa due chilometri, sulla destra ammiriamo la bella chiesa parrocchiale di Biancanigo dedicata a San Pietro Apostolo. Sulla destra in concomitanza con una carraia che scende verso una stradina, si nota una  piccola costruzione. Si tratta di un Oratorio che ospita alcuni defunti dei proprietari di Villa Rossi. La villa fu minata e fatta saltare dai tedeschi nel dicembre del 1944. Persero la vita ventun persone sfollate. Accanto alla costruzione si può ammirare un monumento eretto a ricordo di quella strage.

Poco oltre, passiamo dietro le case del vecchio borgo di Biancanigo con la vista dei caratteristici “casetti“. Poi una grande ansa del fiume ci porta sotto la collina dove fino agli anni settanta c’era una passerella che portava alla sorgente di acqua solfurea della Pocca, tanto cara ai castellani, seccata poi dai lavori della cava Falcona. Ancora un chilometro di comodo argine e compare la vista del Santuario della Beata Vergine della Fognana. Siamo a Tebano, antica zona di acque, con sullo sfondo le gobbe di monte Mauro.

Attraversata la strada provinciale, ancora cento metri sull’argine e siamo alla diga steccaia leonardesca, coeva della fondazione di Castel Bolognese avvenuta nel 1389. La piccola diga, formata da una fitta rete di pali di legno intrecciati con fascine, fu costruita sulla base di un progetto di Leonardo. Ancora oggi la manutenzione che periodicamente avviene per opera del Consorzio di Bonifica, rispetta i materiali e il disegno originario.

La diga servì per consentire la presa d’acqua del Canale dei Mulini, opera del XIV secolo servita fino alla fine del secolo scorso per dare energia a tutti i mulini lungo il suo percorso, fino ad Alfonsine. L’area della diga e della presa del canale è molto bella e si presterebbe ad essere valorizzata.

Alcune foto scattate lungo il percorso (inverno).

Tebano nights

Tebano days 045

Tebano days – Visita alle cantine

Ricordate Tebano days? Fu il volenteroso tentativo di mettere al centro dell’attenzione uno dei paesaggi più belli delle colline romagnole. L’iniziativa svolta a costi zero riusci abbastanza bene. I vari eventi toccarono alcune centinaia di persone, alcune famiglie tebanesi si sentirono interessate e coinvolte.

Nei giorni scorsi abbiamo invitato i cittadini di Tebano per esprimersi rispetto alla possibilità di ripetere l’esperienza e il risultato è stato la presenza di una sola famiglia. Quindi, un bel pollice verso quell’esperienza, che si sarebbe voluto rilanciare e consolidare. Non si farà.

Nulla di preoccupante, ma un certo rammarico resta. Ad onore del vero ricordavo i tebanesi maggiormente partecipi come, ad esempio, quando nei primi anni ottanta mi contattarono – allora ero segretario della Camera del Lavoro territoriale – per essere sostenuti nella loro richiesta di chiusura della discarica dei rifiuti da tempo operante nei loro campi. Li sostenemmo, fino a guidarli in Piazza del Popolo con i loro trattori in una domenica di marzo. Quella vertenza fu vinta.

Cito quell’episodio perchè in qualche modo si collega a Tebano days. Allora i tebanesi, con la loro lotta, volevano tutelare l’ambiente, le loro terre, il lavoro e il proprio futuro. In qualche modo, oggi hanno lo stesso problema al solo pensiero della devastazione da anni in atto nella loro valle per le cave in corso e quelle che potrebbero ancora nascere.

Con tebano days si pensò ad una proposta culturale volta a legare l’arte del lavoro dei contadini fatto di cantine, vivai, un maneggio, un museo e tanto altro, al paesaggio e porre entrambi in un rapporto con la storia del luogo e con quanto di interessante c’è da vedere e scoprire. Si pensi alla basilica della Fognana, alla diga steccaia leonardesca e alla presa del medievale canale dei Mulini, alla Pocca, al parco geologico (rimasto fino ad ora nella penna di chi lo ha progettato) e si pensi al valore ambientale che potrebbe acquisire una zona umida pensata attorno alle casse di laminazione collocate sul Senio, fiume di storia che attende di essere valorizzato.

Furono partner dell’iniziativa il Polo tecnologico di Tebano e la comunità parrocchiale. Non può sfuggire il significato che ebbe la presenza attiva del Polo, l’università del mondo agricolo dove ricerca, sperimentazione e formazione traggono e donano linfa vitale al territorio agricolo circostante.

Che dire. I contadini ci insegnano che i frutti si raccolgono quando sono maturi. Questo, evidentemente non lo era. Spero che quanto prima questo dialogo possa essere ripreso e che gli abitanti di quella porzione di valle del Senio battano un colpo. Ad esempio, potrebbero dire la loro sul tema delle casse e potrebbero pensare di sostenere la richiesta degli Amici del Senio di un proficuo risanamento ambientale dell’intera area interessata per farne una zona pubblica per l’attività fisica, l’osservazione e la cultura. Tutti potremmo trarne vantaggi.