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Tebano (Faenza) - Il paesaggio e la pittura

Tebano (Faenza) – Il paesaggio e la pittura

Stasera alle diciannove, ci troviamo a Tebano presso le vecchie scuole elementari, per organizzare una iniziativa che vorrebbe coinvolgere quel piccolo territorio.

A promuoverla sono gli Amici del Senio, il Polo di Tebano e la Parrocchia di S. Pietro. Sono state invitate tutte le famiglie della frazione.

Tebano è una bella località della valle del Senio. Assieme al suo fiume, vorremmo valorizzarla. Vorremmo metterne in primo piano il paesaggio che la circonda e il suo valore ambientale, gli aspetti storici, culturali e le sue pregiate produzioni agricole.

Ci piacerebbe che Tebano diventasse una stazione importante del percorso ciclo-pedo-equestre che vorremmo realizzare lungo il Senio, dalla collina al mare.

Allora, l’idea è quella di promuovere il 16 e 17 maggio due giorni di iniziative che invitino tante persone a recarsi a Tebano per conoscere i suoi “valori” e per parlarne.

Speriamo che i tebanesi vogliano darci una mano per l’individuazione delle iniziative e per la gestione nel Tebano day.

Da Tebano a Solarolo, lungo il fiume della storia, dell’arte, della cultura e del paesaggio.

Gita Solarolo (22)Ieri, per il fiume Senio, è stata una magnifica giornata, con tanti eventi sulle sue rive.
Al mattino ho visitato nello splendido scenario di Tebano il Vendemmia day promosso dal Polo di Tebano (nei prossimi giorni vi dirò cosa è questo Polo). Ebbene, hanno pensato di organizzare un concorso per pittura ad acquerello, ponendo gli artisti al cospetto dello splendido scenario naturale che coccola Tebano.
Vedendo gli artisti all’opera, mi sono ricordato quando, a metà degli anni cinquanta, nella campagna di Lugo dove abitavo, vedevo passare persone con sulla bicicletta il cavalletto, le tele e una cassetta. Dopo poco le cercavo. A volte trovavo qualcuno di loro col pennello in mano, davanti ad un albero, ad un campo di grano con i papaveri, ad un canale ed era grande la sorpresa quando li vedevo, non più in abiti normali, ma con sopra una fluente tonaca ed un grande cappello mosso in testa. Come i pittori dei secoli passati. Chissà quale significato aveva per loro quella finzione.
Chiuso l’angolo dei ricordi, debbo dire che questa iniziativa e tutte quelle di contorno nella giornata, mi hanno ancora un volta convinto che quel “luogo” a cavallo del Senio, è uno dei più belli della Romagna.

Nel pomeriggio ho partecipato alla Gita al fiume a Solarolo. Organizzata dal gruppo locale dell’Associazione degli Amici del Senio. D’accordo, era una splendida giornata di sole, ma mai mi sarei aspettato tante persone. Giovani famiglie con tanti bambini, persone anziane ammaliate dai ricordi del loro fiume, tutti i contadini che confinano col fiume e i titolari delle piccole attività poste nelle vicinanze (un birrificio, una cantina di vini pregiati, un Agriturismo). Amici di Cotignola e altre persone curiose di riscoprire un contatto con la natura che stiamo perdendo.

Nel corso del lento peregrinare sopra l’argine e in golena, abbiamo visto le tane dell’istrice, l’airone cinerino; abbiamo saputo della presenza dei caprioli e dei cinghiali. Siamo stati a contatto con una natura selvaggia, certamente da disboscare, ma non da fare sparire. Abbiamo visto i bambini scorazzare e divertirsi; chiedere di questo e di quello. Abbiamo sentito mamme proporsi di celebrare il quei luoghi il prossimo compleanno del loro figlio. Al termine ci siamo fermati in una golena, dove, piccoli eventi, ci hanno fatto rivivere le feste nelle aie contadine di alcuni decenni fa.

E allora:
– assaporare la salsiccia arrostita in una “tasca” di piadina romagnola – tutto acquistato sul posto – (una pietanza buona in se, ma con valore doppio, al solo ricordo di una famosa, allusiva, poesia dialettale di Tonino Guerra);
– assaggiare gli splendidi vini prodotti nelle “Terre” di Mazzolano, a Riolo Terme, con vendita diretta dall’azienda agricola Graziani, in via Benedetta, 1 – a Solarolo, proprio sotto l’argine del Senio (sito www.poderetorremazzolano.it);
– bere a garganella la Braghira, ottima birra artigianale della campagna romagnola, offerta da Marco Tamba del birrificio Mata (sito www.birrificiolamata.it), operativo a poche centinaia di metri di distanza;
– sorridere con la musica, le cante e le stornellate degli amici dei Traccia Verde;
– sentire i ricordi di com’era il fiume e di come con l’ausilio di una “passerella” si raggiungesse in un baleno la Palaza;
– ascoltare un signore che sa tutto, ma proprio tutto, della seconda guerra mondiale;
– essere in gentile compagnia dei gestori di un Agriturismo del luogo (La Compagnia (sito www.lacompagniabb.it) che, anche il solo fatto di essere attratti e presenti alla Gita sul fiume, li rende distinguibile e dà un senso particolare alla loro bella attività;
ci ha reso felici, fino ad accorgerci che, nel frattempo s’era fatto quasi buio.

Ma non è tutto. Certamente contenti del bel pomeriggio trascorso, senza la nevrosi dei tempi moderni, questi nostri concittadini, hanno riconosciuto il lavoro dell’Associazione Amici del Senio, donando volontariamente alcune centinaia di euro, che ci consentiranno di andare avanti con le iniziative. Ventidue di loro hanno anche pensato di iscriversi all’Associazione, per dargli peso ed autorevolezza. Grazie di tutto.

Concludo dicendo che questa bella giornata, consumatasi in poche ore, è stata preparata da lungo tempo. Da giugno, il gruppo di Solarolo degli amici del Senio, ha lavorato agli aspetti organizzativi. Ruth, Carlotta e Andrea sono stati i motori, alimentati dal carburante dei loro familiari e da altre persone. Grazie anche alla Pro Loco, per la collaborazione.

Per ultimo, un ringraziamento non formale all’amministrazione comunale di Solarolo, che ha tenuto a battesimo la nostra associazione e che ci ha sostenuto fin dal primo momento. Sa già quello che gli chiederemo: un percorso ciclopedonale fino alla chiesa di Felisio. Pensate, come sarebbe bello andare in bici (o a piedi) fino a Felisio e incamminarsi lungo l’argine del fiume, per poi tornare a Solarolo per le stradine di campagna. Certo, non oggi – conosciamo le difficoltà economiche – ma lasciateci coltivare il sogno della speranza. E chissà che… .