Cosa bolle nella pentola del Senio

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Nella colonna di destra della prima pagina del nostro sito compare l’elenco dei prossimi appuntamenti. Sono tanti e impegnativi. La loro preparazione ci sta impegnando molto. E altri sono in corsia di lancio: pensiamo a due uscite per conoscere le “erbe di fiume” (aspettiamo che qualche località manifesti interesse); pensiamo a due giornate in bici fra Senio e Lamone; pensiamo poi ad un format che ci porti a conoscere le cose più belle e i fatti più significativi di tutte le città e cittadine del Senio.

Ma come va la preparazione degli eventi programmati?

18 Febbraio. A Tebano, il Profumo dell’olio, il gusto dell’aceto. E’ tutto pronto, visitate il programma nel sito o nella pagina Fb degli Amici del Senio.

3 Marzo. Saremo nella campagna del Senio a Cotignola – a “Cà ad giod”, in via Marchetti, 1 – a “sfer e porc” al lume di marzo. Impareremo a fare salami e salsicce come si faceva una volta. Posti limitati, occorre prenotarsi. Fra pochi giorni il programma della serata.

15 Marzo. A Castel Bolognese, presso il circolo Arci alle 19,30 Cena di autofinanziamento dell’Associazione (per noi fondamentale). Contributo euro 18. Occorre prenotarsi. In anteprima il menù: Bresaola con misticanza di erbe di fiume; cappelletti alla robiola, rotoli in arrosto con le erbe, funghi trifolati alla nepitella, dolci di casa. La sera del 7 marzo, sempre all’Arci di Castel Bolognese, confezioneremo i cappelletti. Ci serve aiuto. Chi è disponibile ci telefoni (3400532380).

24 Marzo. Faenza, al MOMEVI Fiera dell’Agricoltura, proporremo una conferenza per parlare di: fiumi, paesaggio, prodotti e cucina. La storia cambia: buona campagna in libero stato. A noi piace pensare che i produttori locali, a partire dal territorio collinare e montano, producono anche “paesaggio” e presidio del nostro territorio. Sarà con noi Silverio Cineri, cuoco stellato faentino. E forse anche il ministro della Cultura Dario Franceschini.

30 Marzo. A Cotignola, al teatro Binario – Primola e gli Amici del Senio proporranno: Progetti di fiume. Il Senio, storie di acqua, di piene, di feste, di guerre, di giochi, di grano fino alla Golena dei morti felici. Un’idea a più menti per realizzare una nuova via di paesaggio e di storia, a piedi e in bicicletta lungo il Senio di Cotignola.

14 Aprile. Camminata della Liberazione. Alle ore 14, partiremo contemporaneamente dal Ponte del Castello e dal Ponte di Felisio. Renderemo omaggio ai monumenti che ricordano la Liberazione. Al ritorno, quando i due gruppi si incontreranno ascolteremo lungo l’argine del Senio la musica e le cante di Enrico Farnedi.

18 Aprile. Solarolo, ore 20,30 presso la Camera del Lavoro: Assemblea generale dei soci Amici del Senio.

12 e 13 Maggio. Solarolo, saremo all’Ascensione con nostre iniziative.

19 e 20 Maggio – Prima SenioRenoMareBike. Da Riolo Terme al mare in due giorni in bici, sopra e sotto l’argine, per scoprire i dintorni del Senio. Sarà il battesimo di quella che vorremmo diventasse una classica del ciclismo della salute e della cultura. Una sorta di Eroica in do minore. Uniremo idealmente Alfredo Oriani e Olindo Guerrini – gli antesignani del turismo in bici; uniremo il parco della Vena del gesso al parco del del Delta del Pò, uniremo la collina al mare. Due giorni con pernottamento a Bagnacavallo. Con soste, ristori e visite alle tante cose belle che ci sono lungo il percorso. Il pacchetto, promosso da IF, costerà meno di 100 euro e potrà anche essere frazionato. Se il colpo ci riesce ci sarà da divertirsi.

2 e 3 Giugno. Saremo a Palazzuolo sul Senio con: “Buongiorno, Palazzuolo”. Vogliamo rendere omaggio al Senio, lassù dove nasce. Troveremo il luogo? (Conferenza, rimembri, mostra, camminate e altro). Ci piacerebbe che tutti i palazzuolesi scesi a valle, ci seguissero.

9 e 10 Luglio. Il clou. A Tebano, 2° edizione di Acque e miracoli a Tebano, ancora anteprima dell’Arena delle balle di paglia di Cotignola. Con tante novità.

Vi ricordiamo che per ognuno di questi appuntamenti conoscerete a tempo debito il programma dettagliato.

Sarà la Saint-Gobain a dovere togliere quella legna sotto il ponte

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Avevamo desunto male, quella legna da sotto il ponte del Senio sopra Borgo Rivola dovrà essere tolta dalla multinazionale francese, proprietaria della cava e della via di accesso, compreso il ponte sul fiume. Quella strada e quel ponte non sono comunali. Il piccolo equivoco è stato causato dalla non comprensione su quale fosse il ponte di cui si parlava.

Forse sarà complicato fare capire ai francesi gli arzigogoli della nostra legislazione, ma dovranno farsene una ragione. E agire in fretta, perchè quella situazione è veramente pericolosa. Seguiremo la vicenda.

Una legge del 1904 (Statuto Albertino) dice che il comune deve togliere quella legna

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Nel mese di dicembre avevamo segnalato questo ammassamento di legno nelle pile del ponte che conduce alla cava del gesso di Borgo Rivola.

Oggi il Servizio Area Reno e Po di Volano ci comunica che non è sua competenza e che lo sgombero deve essere effettuato dal gestore o proprietario del ponte stesso “come previsto dall’art. 12 del Regio Decreto 523/1904”. La risposta è stata inviata anche al comune di Riolo Terme, quindi desumiamo che sia il comune a dovere risolvere l’incombenza.

Vedremo. Resta da segnalare il fatto che le norme che riguardano la sicurezza dei fiumi facciano ancora riferimento ad una legge – riferita allo Statuto Albertino – di 113 anni fa. Credo si tratti di una situazione veramente scandalosa, al solo pensiero di quanto sia cambiata la realtà in questo secolo.

Fra poco voteremo per il nostro Parlamento. Ci sarà un partito o un movimento che metterà nel suo programma l’obbiettivo di una nuova legislazione sul governo dei fiumi?

Sicurezza del Senio, lettera ai Sindaci

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Sul delicato tema della manutenzione e della sicurezza del Senio, stamattina abbiamo inviato una lettera ai Sindaci dei comuni interessati ai prossimi interventi di manutenzione del Senio. La rendiamo pubblica alle persone che seguono il nostro lavoro.

“Cari sindaci, il Carlino di giovedì 28 dicembre – cronaca di Lugo – riportava la notizia di interventi (straordinari) di rimozione degli alberi in alcune zone del Senio.

Premesso che il tema della sicurezza del Senio – e quindi della sua corretta funzione idraulica – è al primo punto delle finalità della nostra Associazione, facciamo presente quanto segue:

  • Il tema della manutenzione del fiume – che deve essere corretta e costante nel tempo – è opportuno sia affidata alla pletora degli interventi ordinari e debitamente finanziata nel tempo;
  • Circa l’intervento ipotizzato alla foce del Senio, si ricorda che siamo nel pre parco della stazione valli di Comacchio del Parco Regionale del Delta del Po e che le norme del piano Territoriale – se non andiamo errati – prevedono che il boschetto rimanga. Siamo inoltre in area SIC/ZPS, soggetti quindi al coinvolgimento dell’Ente Parco;
  • Per quanto riguarda l’intervento previsto fra Cotignola e la Chiusaccia, siamo in area SIC/ARE, soggetti quindi al coinvolgimento di Regione che deve fare la valutazione di incidenza, sentiti il Comune per il versante ARE e l’Ente Parco per il versante SIC;
  • Rispetto all’intervento ipotizzato in zona Ponte di Felisio – Ponte del Castello, pur non trovandoci in aree soggette (al momento) a particolari normative pubbliche, ci troviamo di fronte ad una zona di grande interesse ambientale e naturalistico – i così detti “budelli del Senio”;
  • Rispetto agli interventi ipotizzati ci permettiamo di sottoporvi l’opportunità di rendervi garanti che gli interventi siano compiuti nel rispetto delle norme, e con scienza e coscienza;
  • Riguardo al taglio – necessario-opportuno – delle alberature, pensiamo che i criteri di valutazione debbano sì, in primo luogo, garantire la funzione idraulica del fiume, ma anche che laddove non sia strettamente necessario, il taglio debba essere calibrato sulle esigenze effettive e non indiscriminato a prescindere;
  • Rileviamo positivamente come il tema della funzione degli alberi, contro l’inquinamento e per la tutela del territorio, sia stato oggetto di intervento da parte del Governo con l’ultima legge di Bilancio;
  • Infine, circa il tema della sicurezza del Senio, esprimiamo soddisfazione per quanto comunicato dal Dirigente del Servizio tecnico area Reno e Po di Volano il 30 novembre a Rossetta:
    • “A dicembre (2017) il Governo firmerà il decreto per il finanziamento (8,5 milioni per le casse di Cuffiano);
    • A gennaio (2018) la C/Conti validerà il finanziamento e potrà così partire subito il Bando europeo per l’affidamento dei lavori (un anno);
    • Fra un anno potranno partire i lavori, della durata di 18 mesi;
    • Il mantenimento di questa tempistica sarà possibile perché la Regione Emilia-Romagna si è impegnata a farsi carico della realizzazione in proprio delle seconda cassa di espansione (i cui lavori sono attualmente affidati al privato e soggetti ai tempi di un mercato in crisi)”.

Circa il tema delle Casse di espansione rileviamo però che a dicembre (2017) il Governo non ha affatto firmato il decreto del finanziamento dell’opera, rinviandolo a gennaio-febbraio (2018), ma soprattutto non abbiamo conferme circa la scelta della Regione di farsi carico della realizzazione della seconda cassa, intervento necessario per poi potere procedere all’opera soggetta al finanziamento degli 8,5 milioni.

Sul tema delle Casse di espansione, certamente non secondario agli altri di cui si parla per la sicurezza del nostro fiume, ci permettiamo di chiedervi – quella che sicuramente è nei vostri propositi – ovvero, una funzione costante di stimolo perché gli impegni da anni espressi, trovino finalmente giusta soddisfazione.

Con l’occasione, gradite i nostri migliori saluti e Auguri di un felice e prospero Nuovo Anno.

Firma Domenico Sportelli, a nome Associazione Amici del fiume Senio

 

Senio, sicurezza e manutenzione

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Cari amici del fiume Senio, qualche considerazione di fine anno su due temi ai quali la nostra Associazione dedica particolare attenzione fin da quando è sorta: la sicurezza e la manutenzione.
SICUREZZA. Casse di espansione di Cuffiano: forse ci siamo, ma manca ancora la certezza.
A noi risulta questo. Il 30 novembre, a Rossetta, nel corso di una affollata conferenza pubblica, l’ingegnere Claudio Miccoli – responsabile della gestione del bacino idrografico di cui fa parte il Senio, facendo riferimento ad incontri avvenuti in Regione, ci disse che:
– Il Governo avrebbe firmato a dicembre l’impegno di spesa di 8,5 milioni per le casse del Senio e che a gennaio la somma sarebbe stata esigibile;
– L’autorità di Bacino è pronta con il progetto, quindi a seguito dell’avvenuto finanziamento, partirà immediatamente il bando (europeo) per l’aggiudicazione dei lavori;
– Dopo un anno – quindi ad inizio 2019 – potranno partire i lavori, della durata massima di diciotto mesi. Quindi, fra il 2020 e il 2021 le Casse saranno pronte per il loro funzionamento (trattenere milioni di metri cubi di acqua a seguito delle piene invernali, per poi rilasciali (almeno la metà) gradatamente in estate;
– I lavori potranno partire nel 2019, perché la Regione ha deciso di assumere in proprio le attività per realizzare la seconda cassa (da anni i lavori sono praticamente fermi perché il privato che attualmente gestisce la cava non ha mercato per il materiale che fornisce).
Le persone presenti a quell’incontro, ne uscirono molto soddisfatte, perché, finalmente, sembrava si fosse trovata la quadra. Così riassunta: il Governo mette effettivamente i soldi; la Regione assume l’onere di completare subito la seconda cassa; il progetto tecnico è pronto; i tempi di realizzazione sono accettabili.
Nei giorni successivi cercammo conferme sul piano della politica e delle amministrazioni. Conferme che non trovammo.
Pochi giorni fa, il Bollettino della regione Emilia e Romagna ci ha informato di un protocollo (accordo complessivo) sulla sicurezza firmato martedì (12 dicembre ndr.) da Regione e Governo (Bonaccini e Galletti). Il protocollo cita la cifra complessiva stanziata (85 milioni, se non erriamo) e l’elenco degli interventi oggetto del finanziamento deliberato, provincia per provincia. Ebbene: l’intervento sul Senio non è in elenco. E’ scritto che Bonaccini e Galletti hanno garantito che altri interventi – non in elenco – fra i quali quello per il Senio – verranno assicurati fra gennaio e febbraio.
Ieri mattina (21 dicembre) il Corriere di Romagna ha pubblicato un articolo a tutta pagina nel quale veniva invece detto che l’opera del Senio è compresa nell’accordo complessivo sulla sicurezza firmato martedì (12 dicembre ndr) scorso a Roma.
Con tutta evidenza, le notizie riferite dalla Regione e dal Corriere in riferimento al Senio sono discordanti. Ancora una volta a noi pare mancare la chiarezza necessaria. Quella chiarezza che continueremo a cercare e a richiedere. A questo si aggiunge la mancata conferma ufficiale del fatto che la Regione abbia deciso – come riferito dall’ingegnere Miccoli – di assumere in proprio l’onere della realizzazione della seconda cassa. Fatto non secondario, anzi decisivo.
MANUTENZIONE. Nel corso degli ultimi anni la manutenzione del Senio ha fatto qualche passo in avanti. Particolarmente nel tratto fra Cotignola e la foce. Poco si è fatto invece fra Cotignola e Tebano, con qualche esagerazione, purtroppo, nel taglio degli alberi. Anche di quelli messi a dimora alcuni decenni fa dalla stessa Autorità di gestione del fiume (Biancanigo). Assai scarsi (a nostro parere, molto insufficienti) gli interventi realizzati poi nel tratto collinare e montano e negli affluenti. Mancano notizie poi circa le frane in zona Castel Bolognese e Casola Valsenio (quella del campo sportivo che provocò uno sbarramento e un lago).
Su questi temi, come sugli altri compresi nella petizione per il Senio, firmata fino ad oggi da oltre 1200 cittadini, continuerà il nostro impegno.
Questo è il nostro fioretto per il 2018, un Anno che auguriamo sia a noi amico.
Auguri a tutti di serene e Buone Feste.

Rio Cupa, chiuse le tane degli istrici

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Esiste un rio, il rio Cupa, che porta l’acqua che potrebbe cadere in eccesso dalla Serra di Castel Bolognese al fiume Senio in località Biancanigo. Fino agli anni settanta era fonte di guai per gli abitanti di Biancanigo che spesso venivano allagati dall’acqua che da esso tracimava. Poi l’amministrazione Gaglio/Franzoni, con il contributo del Genio Civile riuscì a canalizzare l’acqua con un’opera che supera il canale dei Mulini e che arriva senza intoppi nel Senio.

Ultimamente i biancanighesi hanno rischiato di bagnarsi nuovamente per colpa di alcuni istrici e forse di un tasso che avevano scavato larghe tane nell’argine pensile del rio. Il caso ha voluto che nel corso della camminata degli Amici del Senio dell’uno ottobre queste tane siano state viste e segnalate alle autorità competenti (ex Genio Civile che fa parte della struttura che si occupa anche del Senio).

La scorsa settimana c’è stato l’intervento per la messa in sicurezza consistito nella cattura degli istrici e nel rifacimento completo di due tratti di riva. Ora i cittadini di Biancanigo potranno tornare a dormire sogni tranquilli. Siamo contenti che il senso civico dei mostri associati sia servito a qualcosa di utile.

Lungo il Senio, fino a Casola

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Continua la risalita a piedi lungo il Senio, verso la sorgente. Lo scopo è quello di documentare le cose belle e quelle brutte del nostro fiume e dimostrare la fattibilità di un percorso ciclo naturalistico e della memoria dalla sorgente al mare.

Ieri abbiamo percorso il tratto da Borgo Rivola fino a Casola Valsenio. Bello e interessante. E che ci sta suggerendo tante idee da proporre a chi si occupa della (non) manutenzione del fiume e a chi amministra il territorio.

Siamo partiti dal ponte della cava del gesso e arrivati alla chiesa maestra di Casola Valsenio, risalendo nell’ultimo tratto il bel parco fluviale della cittadina. Il percorso è di circa 8 km, compreso la visita all’Abbazia benedettina. Una camminata di tre ore che può allungarsi di mezz’ora se nel cammino si include anche la visita al Cardello di Oriani. Si procede in prevalenza lungo carraie, poco sentiero, qualche stradello e un km di asfalto (zona industriale). E’ questo il primo tratto, salendo a monte, dove il fiume Senio – a dispetto dei detrattori informo di avere visto ai Musei vaticani la carta geografica del XV secolo che già allora veniva definito “fiume” – nel corso dei suoi millenni ha eroso la montagna. Capita allora per lunghi tratti di camminare ai bordi di un baratro di 50 metri e più, con il fiume che scorre rumorosamente sotto. La vegetazione al bordo copre il senso di pericolo, anche se ovunque dovrebbe essere garantita una fascia di rispetto e non, come in qualche caso, coltivare il terreno proprio fin sul ciglio del baratro.

Le cose belle. Subito dopo Rivola si incontra una casa ex mulino; in quel punto il paesaggio del fiume è splendido. Si apprezzano qualche elemento del vecchio mulino e, volgendo lo sguardo in alto, il “grande” ponte dei Montroni che si staglia verso la vena del gesso.

Quello che più ci ha colpito però sono gli antichi casolari. Più grandi di quelli appenninici di montagna, sintomo forse di un miglior benessere già oltre un secolo fa. Generalmente hanno una composizione e una architettura complesse, ben studiata per le esigenze del tempo. Esprimono i bisogni e la cultura di allora. In quei casolari, in quei cortili tutto è storia. Storia contadina, storia di genti temprate, dedite al lavoro, generose e che guardavano al futuro. Oggi questo monumenti al lavoro e alla famiglia sono in cattivo stato. Ancora in piedi, ma per quanto? Nella migliore delle ipotesi sono abitati da una persona anziana. E quando verrà a mancare, cosa succederà di quei tesori?

Abbiamo incontrato alcuni orti o giardini con i fiori di un tempo (mi dispiace non conoscere i nomi). E un amico della compagnia che ci ha detto che quelle coltivazioni erano legate a metodi antichi di coltivazione, che sarebbero ancora validi, se non si fosse stati stregati dalla logica dei concimi e degli antiparassitari.

E ancora, due antichi pozzi con impressi i segni del tempo; il gabinetto fuori casa di una volta, col buco, le impronte per i piedi messe per non sbagliarlo e il vecchio, consunto, impolverato scopino di saggina per pulire. E che dire di un pergolato creato con una vite con foglie strane che copre un grande tavolato di lastre di porfido di fiume?

Poi le alberature. In alcune aie si notano alberi possenti – forse sequoie del Canada – e altri enormi, i cui rami sono stati “invitati” verso forme artistiche che, ricoperte di edera, conferiscono l’aspetto di grandi opere di land art naturali. E ancora le tante madonnine – in genere addolorate – sparse lungo il percorso, nei crocicchi e nelle pareti della case, li a segnalare devozione e speranza per grazie ricevute o attese. Infine la sorpresa di una grande vasca in cemento che, vista la forma, deve essere stata utilizzata come macero per la canapa e come lavatoio.

Infine il bel Parco fluviale di Casola Valsenio, da cui prossimamente partiremo per continuare l’esplorazione verso Palazzuolo (sempre sul Senio).

Le cose brutte. Il senso di abbandono di troppe abitazioni storiche. Quel disordine, in alcuni punti, che denota una certa incomprensione per il bello che la natura e il paesaggio offrono da quelle parti (fortunate). Poi la pretesa di alcuni di coltivare il terreno fin sul ciglio degli orridi del Senio e la propensione a spingere le ramaglie dentro i rii, creando i guai che ben si possono prevedere.

L’ultima cosa brutta è il camion di legna che preme nei piloni del ponte della cava e che copre completamente il letto del fiume. Sicuramente un pericolo. Segnaleremo il fatto alle autorità del fiume.

Alla fine la domanda vera è se esiste una qualche istituzione che voglia salvaguardare il patrimonio storico e culturale esistente in questo tratto lungo il Senio. Ad esempio: alcuni dei luoghi visti starebbero bene compresi nella lista delle location cinematografiche. In Romagna si sta promuovendo questa aggregazione, si vorrà tentare di cogliere questa possibilità?

Pubblico ora alcune foto (ma non quelle che potrebbero incuriosire troppo).

 

 

 

 

Concorso fotografico, si premiano i vincitori

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Domenica 12 novembre, nella bella cornice del chiostro di palazzo Mengoni, sede del Municipio di Castel Bolognese, avverrà l’esposizione delle opere vincitrici e la premiazione degli autori che hanno partecipato al concorso fotografico Il percorso del Senio tra storia e natura. L’appuntamento è per le ore 11 del mattino. Le foto resteranno esposte fino alle ore 18.

Nella primavera scorsa gli Amici del Senio lanciarono il concorso nella previsione di editare una nuova mostra itinerante del Senio e per illustrare la prima guida del Senio di prossima pubblicazione. Sono pervenute opere da 47 autori per un totale di 443 scatti. Esse riguardano: la storia del fiume e vallata, la natura, il paesaggio, le attività economiche, i prodotti tipici, le manifestazioni e gli eventi.

Tutte le foto faranno parte della documentazione relativa al Senio e saranno conservate presso la sede operativa dell’Associazione. Le foto ammesse sono di buona qualità, tuttavia si evidenziano alcune lacune in taluni settori che colmeremo. Consideriamo il lavoro svolto un work in progress. Invitiamo pertanto coloro che volessero collaborare alla nostra ricerca a continuare ad inviarci foto.

Le foto premiate saranno diciotto. I premi, in natura, sono frutto di contributi degli sponsor, che ringraziamo. A premiare i vincitori saranno amministratori e personalità della vallata. Al tavolo degli Amici del Senio troverete materiale relativo alle nostre attività, potrete firmare la petizione per il percorso ciclabile del Senio e aderire, o rinnovare l’adesione per il 2018, all’associazione Amici del Senio.

Se non avete di meglio da fare veniteci a trovare. Siamo ospiti all’interno della Festa del Brazadel e del Vino novello, organizzata dalla Pro Loco, potrete quindi partecipare alle iniziative in programma che prevedono anche la possibilità di pranzare e cenare alla festa.

 

Castello, Ponte e ritorno dal molino Scodellino

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Mai tante persone ad una camminata organizzata dagli Amici del Senio come il 21 ottobre 2017. Siamo davvero contenti. Come minimo vuole dire che siamo credibili, che il format è buono, che camminare a piedi piace e che il nostro fiume – con la sua storia – è un valore aggiunto. Descrivo il percorso per aiutare chi volesse ripercorrerlo in futuro.

Partiti alle 14,30 da piazza Bernardi (nuova fontana spenta, dispiace che i tanti ospiti da fuori non abbiano potuto vederla: zampilla dalle 15). Erano con noi un gruppo di Nordic Walking, intere famiglie con bimbi, tante persone che sul percorso avevano ricordi. E Paolo Grandi, storico e ricercatore che ci ha aiutato a leggere il territorio.

Seguendo la ciclabile dell’Emilia e imboccata via Burano (di fronte alle Cupole), in poco tempo si raggiunge la riva del fiume. Vedendoci in tanti, il contadino (signor Liverani) che gentilmente concede di passare dal suo cortile, ci ha offerto di aiutarlo a raccogliere i cachi, senza però avere fortuna. In fondo al primo tratto si possono ammirare orti condotti con maestria e passione. A seguire una ricca vegetazione ripariale con alcune betulle secolari. La riva è pulita, grazie ai contadini che se ne fanno gratuitamente carico.

Poco prima del Ponte del Castello, Paolo ci ha indicato il punto dove esisteva fino agli anni settanta una delle tre “passerelle” nel territorio Castellano, fino a Biancanigo. Passerelle a pelo d’acqua, fatte da semplici binari e traversine ferroviarie, ma tanto utili perchè consentivano in poco tempo di giungere a Casale. Certo, in quegli anni le auto erano poche e si viaggiava prevalentemente a piedi o in bici. Oggi le cose sono cambiate, ma senza ombra di dubbio, se alcune di quelle passerelle simil-guado fossero riattivate sarebbero molto gradite a tante persone amanti del cammino e della natura.  Come Associazione ci impegneremo su questo tema.

In quel punto Floriana ci ha ricordato come nel passato fossero presenti in acqua le cozze di fiume, che venivano raccolte e mangiate.

Giunti al Ponte, dopo le prime case, si scende in un prato che funge da percorso demaniale e si arriva sulla via Emilia, che si attraversa protetti da un semaforo a chiamata per i pedoni. Poi il percorso prosegue lungo via Gradasso fin dopo il sottopasso della ferrovia, passato il quale si risale sulla riva. Al Ponte del Castello segnaliamo un problema: per cause non tutte nobili, che hanno come riferimento i confinanti e l’Autorità del fiume, la riva del Senio, dalle prime case, fin dopo il ponte della ferrovia, non è transitabile. Crediamo che questo non sia giusto e che quindi, chi di dovere si attivi per sanare quella situazione.

Arrivati al Ponte, Paolo ha reso notizia delle tante battaglie che lì si sono svolte nei secoli. In prevalenza fra bolognesi e faentini, fra guelfi e ghibellini, fra napoleonici e papalini, fino all’ultima guerra, con la linea Gotica eretta dai nazi-fascisti e lo storico fronte del Senio. Nell’antichità, lungo la Consolare, sul Senio, il borgo si chiamava San Proculo, era poco distante dalla riva destra e si raccoglieva attorno alla chiesa sorta accanto al cimitero che ora potete vedere in via Sant’Orsola, a poche centinaia di metri dalla via Emilia. In occasione di una delle cruente guerre del dodicesimo secolo (maggio 1171) al termine della quale il guerriero ferrarese Guglielmo di Marchesella compose le diatribe fra i faentini e i bolognesi,  la pace venne firmata sulla riva sinistra del Senio. Sul luogo venne eretta una chiesa che venne chiamata Santa Maria della Pace; sorgeva accanto all’attuale cimitero della Pace. Con l’ultima guerra poi, le due chiese vennero abbattute e dopo furono edificate: quella della Pace, di fronte al cimitero e quella di San Proculo al Borgo dei Marziani (pieve Ponte).

Ripreso il nostro cammino e giunti sulla riva, camminando sullo stradello ai suoi piedi, si può ammirare uno dei tratti più belli del Senio, costituito da una grande ansa, ricca di vegetazione ben curata, di attività sportive non impattanti e da una serie di magnifici orti, forse i più belli di Castel Bolognese. Quando lo stradello ha ripreso la cima della riva ci siamo soffermati brevemente a parlare dei Budelli del Senio. Si tratta del tentativo dell’uomo di rettificare gli argini allo scopo di velocizzare il corso dell’acqua togliendo la sinuosità del letto del fiume. Poi qualcuno pensò che così facendo avrebbero creato pericoli di rotte a Cotignola (dove gli argini si stringono) e allora (per fortuna) non se ne fece nulla. Rimasero i vecchi argini che continuarono a seguire la tortuosità del fiume e i nuovi, più alti e rettilinei. Nelle anse che così si formarono si crearono dei laghetti che ben presto divennero importanti siti naturalistici, tali da far ritenere logica la loro valorizzazione.

Proseguendo per strade comunali e vicinali siamo giunti al Molino Scodellino che abbiamo potuto visitare, ammirando anche il funzionamento delle sue macine di pietra. Dopo il ristoro, abbiamo ripreso il cammino che in venti minuti ci ha riportati in piazza Bernardi, da dove eravamo partiti.

DESCRIZIONE IN BREVE DEL PERCORSO. Piazza Bernardi, piazza Fanti, viale Roma ciclabile della via Emilia, via Burano, argine del Senio fino al Ponte. Attraversamento dell’Emilia al semaforo, via Gradasso fin subito dopo il sottopasso della ferrovia, da dove si risale subito la riva. Si percorre la stradina ai suoi piedi all’interno; quando questa vi riporta sull’argine, scendere per via Rezza, riprendere via Gradasso, poi via Farosi fin dopo la ferrovia da dove si imbocca via Pignattina. Via Canale, Molino, via Canale, via S.Croce (dopo il sottopasso), viale Cairoli (Stazione), via Costa e piazza Bernardi. Avete percorso 10,5 km e consumato circa 630 calorie. Di passo normale e qualche sosta, si impiegano circa due ore e mezzo.

E adesso un caleidoscopio di foto (Ivano Fagnocchi)

Nata l’associazione del fiume Santerno. Pesca, ma non solo.

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Siamo contenti sia nata una nuova associazione di fiume. Questa volta sul Santerno con epicentro Castel del Rio. La scintilla per loro è stata la pesca, ma nella sostanza i promotori pongono i temi della valorizzazione del loro fiume, considerando aspetti plurimi e obbiettivi più generali che partono dallo sviluppo del così detto turismo lento.

Siamo contenti e siamo disponibili a sviluppare iniziative comuni e a ragionare sulla creazione di una rete delle associazioni dei fiumi romagnoli ed emiliani che abbiano i medesimi interessi di fondo.

L’articolo ci informa (dichiarazione del Sindaco) del fatto che immediatamente, fin dalla costituzione, il comune – in questo caso Castel del Rio – ha messo a disposizione dell’Associazione il locale per potere svolgere la propria attività. Ovviamente, condividendone le finalità e nella speranza che queste non vadano in futuro deluse.

Anche noi, Associazione Amici del Senio, dopo quattro anni di attività, abbiamo chiesto ad una Azienda, emanazione del comune di Faenza, di offrirci un piccolo spazio che ci consenta di avere una sede operativa e di potere creare il primo Info Point del Senio. Ne stiamo discutendo, confidando in una soluzione positiva.