Continua la risalita a piedi lungo il Senio, verso la sorgente. Lo scopo è quello di documentare le cose belle e quelle brutte del nostro fiume e dimostrare la fattibilità di un percorso ciclo naturalistico e della memoria dalla sorgente al mare.

Ieri abbiamo percorso il tratto da Borgo Rivola fino a Casola Valsenio. Bello e interessante. E che ci sta suggerendo tante idee da proporre a chi si occupa della (non) manutenzione del fiume e a chi amministra il territorio.

Siamo partiti dal ponte della cava del gesso e arrivati alla chiesa maestra di Casola Valsenio, risalendo nell’ultimo tratto il bel parco fluviale della cittadina. Il percorso è di circa 8 km, compreso la visita all’Abbazia benedettina. Una camminata di tre ore che può allungarsi di mezz’ora se nel cammino si include anche la visita al Cardello di Oriani. Si procede in prevalenza lungo carraie, poco sentiero, qualche stradello e un km di asfalto (zona industriale). E’ questo il primo tratto, salendo a monte, dove il fiume Senio – a dispetto dei detrattori informo di avere visto ai Musei vaticani la carta geografica del XV secolo che già allora veniva definito “fiume” – nel corso dei suoi millenni ha eroso la montagna. Capita allora per lunghi tratti di camminare ai bordi di un baratro di 50 metri e più, con il fiume che scorre rumorosamente sotto. La vegetazione al bordo copre il senso di pericolo, anche se ovunque dovrebbe essere garantita una fascia di rispetto e non, come in qualche caso, coltivare il terreno proprio fin sul ciglio del baratro.

Le cose belle. Subito dopo Rivola si incontra una casa ex mulino; in quel punto il paesaggio del fiume è splendido. Si apprezzano qualche elemento del vecchio mulino e, volgendo lo sguardo in alto, il “grande” ponte dei Montroni che si staglia verso la vena del gesso.

Quello che più ci ha colpito però sono gli antichi casolari. Più grandi di quelli appenninici di montagna, sintomo forse di un miglior benessere già oltre un secolo fa. Generalmente hanno una composizione e una architettura complesse, ben studiata per le esigenze del tempo. Esprimono i bisogni e la cultura di allora. In quei casolari, in quei cortili tutto è storia. Storia contadina, storia di genti temprate, dedite al lavoro, generose e che guardavano al futuro. Oggi questo monumenti al lavoro e alla famiglia sono in cattivo stato. Ancora in piedi, ma per quanto? Nella migliore delle ipotesi sono abitati da una persona anziana. E quando verrà a mancare, cosa succederà di quei tesori?

Abbiamo incontrato alcuni orti o giardini con i fiori di un tempo (mi dispiace non conoscere i nomi). E un amico della compagnia che ci ha detto che quelle coltivazioni erano legate a metodi antichi di coltivazione, che sarebbero ancora validi, se non si fosse stati stregati dalla logica dei concimi e degli antiparassitari.

E ancora, due antichi pozzi con impressi i segni del tempo; il gabinetto fuori casa di una volta, col buco, le impronte per i piedi messe per non sbagliarlo e il vecchio, consunto, impolverato scopino di saggina per pulire. E che dire di un pergolato creato con una vite con foglie strane che copre un grande tavolato di lastre di porfido di fiume?

Poi le alberature. In alcune aie si notano alberi possenti – forse sequoie del Canada – e altri enormi, i cui rami sono stati “invitati” verso forme artistiche che, ricoperte di edera, conferiscono l’aspetto di grandi opere di land art naturali. E ancora le tante madonnine – in genere addolorate – sparse lungo il percorso, nei crocicchi e nelle pareti della case, li a segnalare devozione e speranza per grazie ricevute o attese. Infine la sorpresa di una grande vasca in cemento che, vista la forma, deve essere stata utilizzata come macero per la canapa e come lavatoio.

Infine il bel Parco fluviale di Casola Valsenio, da cui prossimamente partiremo per continuare l’esplorazione verso Palazzuolo (sempre sul Senio).

Le cose brutte. Il senso di abbandono di troppe abitazioni storiche. Quel disordine, in alcuni punti, che denota una certa incomprensione per il bello che la natura e il paesaggio offrono da quelle parti (fortunate). Poi la pretesa di alcuni di coltivare il terreno fin sul ciglio degli orridi del Senio e la propensione a spingere le ramaglie dentro i rii, creando i guai che ben si possono prevedere.

L’ultima cosa brutta è il camion di legna che preme nei piloni del ponte della cava e che copre completamente il letto del fiume. Sicuramente un pericolo. Segnaleremo il fatto alle autorità del fiume.

Alla fine la domanda vera è se esiste una qualche istituzione che voglia salvaguardare il patrimonio storico e culturale esistente in questo tratto lungo il Senio. Ad esempio: alcuni dei luoghi visti starebbero bene compresi nella lista delle location cinematografiche. In Romagna si sta promuovendo questa aggregazione, si vorrà tentare di cogliere questa possibilità?

Pubblico ora alcune foto (ma non quelle che potrebbero incuriosire troppo).

 

 

 

 

Domenica 12 novembre, nella bella cornice del chiostro di palazzo Mengoni, sede del Municipio di Castel Bolognese, avverrà l’esposizione delle opere vincitrici e la premiazione degli autori che hanno partecipato al concorso fotografico Il percorso del Senio tra storia e natura. L’appuntamento è per le ore 11 del mattino. Le foto resteranno esposte fino alle ore 18.

Nella primavera scorsa gli Amici del Senio lanciarono il concorso nella previsione di editare una nuova mostra itinerante del Senio e per illustrare la prima guida del Senio di prossima pubblicazione. Sono pervenute opere da 47 autori per un totale di 443 scatti. Esse riguardano: la storia del fiume e vallata, la natura, il paesaggio, le attività economiche, i prodotti tipici, le manifestazioni e gli eventi.

Tutte le foto faranno parte della documentazione relativa al Senio e saranno conservate presso la sede operativa dell’Associazione. Le foto ammesse sono di buona qualità, tuttavia si evidenziano alcune lacune in taluni settori che colmeremo. Consideriamo il lavoro svolto un work in progress. Invitiamo pertanto coloro che volessero collaborare alla nostra ricerca a continuare ad inviarci foto.

Le foto premiate saranno diciotto. I premi, in natura, sono frutto di contributi degli sponsor, che ringraziamo. A premiare i vincitori saranno amministratori e personalità della vallata. Al tavolo degli Amici del Senio troverete materiale relativo alle nostre attività, potrete firmare la petizione per il percorso ciclabile del Senio e aderire, o rinnovare l’adesione per il 2018, all’associazione Amici del Senio.

Se non avete di meglio da fare veniteci a trovare. Siamo ospiti all’interno della Festa del Brazadel e del Vino novello, organizzata dalla Pro Loco, potrete quindi partecipare alle iniziative in programma che prevedono anche la possibilità di pranzare e cenare alla festa.

 

Mai tante persone ad una camminata organizzata dagli Amici del Senio come il 21 ottobre 2017. Siamo davvero contenti. Come minimo vuole dire che siamo credibili, che il format è buono, che camminare a piedi piace e che il nostro fiume – con la sua storia – è un valore aggiunto. Descrivo il percorso per aiutare chi volesse ripercorrerlo in futuro.

Partiti alle 14,30 da piazza Bernardi (nuova fontana spenta, dispiace che i tanti ospiti da fuori non abbiano potuto vederla: zampilla dalle 15). Erano con noi un gruppo di Nordic Walking, intere famiglie con bimbi, tante persone che sul percorso avevano ricordi. E Paolo Grandi, storico e ricercatore che ci ha aiutato a leggere il territorio.

Seguendo la ciclabile dell’Emilia e imboccata via Burano (di fronte alle Cupole), in poco tempo si raggiunge la riva del fiume. Vedendoci in tanti, il contadino (signor Liverani) che gentilmente concede di passare dal suo cortile, ci ha offerto di aiutarlo a raccogliere i cachi, senza però avere fortuna. In fondo al primo tratto si possono ammirare orti condotti con maestria e passione. A seguire una ricca vegetazione ripariale con alcune betulle secolari. La riva è pulita, grazie ai contadini che se ne fanno gratuitamente carico.

Poco prima del Ponte del Castello, Paolo ci ha indicato il punto dove esisteva fino agli anni settanta una delle tre “passerelle” nel territorio Castellano, fino a Biancanigo. Passerelle a pelo d’acqua, fatte da semplici binari e traversine ferroviarie, ma tanto utili perchè consentivano in poco tempo di giungere a Casale. Certo, in quegli anni le auto erano poche e si viaggiava prevalentemente a piedi o in bici. Oggi le cose sono cambiate, ma senza ombra di dubbio, se alcune di quelle passerelle simil-guado fossero riattivate sarebbero molto gradite a tante persone amanti del cammino e della natura.  Come Associazione ci impegneremo su questo tema.

In quel punto Floriana ci ha ricordato come nel passato fossero presenti in acqua le cozze di fiume, che venivano raccolte e mangiate.

Giunti al Ponte, dopo le prime case, si scende in un prato che funge da percorso demaniale e si arriva sulla via Emilia, che si attraversa protetti da un semaforo a chiamata per i pedoni. Poi il percorso prosegue lungo via Gradasso fin dopo il sottopasso della ferrovia, passato il quale si risale sulla riva. Al Ponte del Castello segnaliamo un problema: per cause non tutte nobili, che hanno come riferimento i confinanti e l’Autorità del fiume, la riva del Senio, dalle prime case, fin dopo il ponte della ferrovia, non è transitabile. Crediamo che questo non sia giusto e che quindi, chi di dovere si attivi per sanare quella situazione.

Arrivati al Ponte, Paolo ha reso notizia delle tante battaglie che lì si sono svolte nei secoli. In prevalenza fra bolognesi e faentini, fra guelfi e ghibellini, fra napoleonici e papalini, fino all’ultima guerra, con la linea Gotica eretta dai nazi-fascisti e lo storico fronte del Senio. Nell’antichità, lungo la Consolare, sul Senio, il borgo si chiamava San Proculo, era poco distante dalla riva destra e si raccoglieva attorno alla chiesa sorta accanto al cimitero che ora potete vedere in via Sant’Orsola, a poche centinaia di metri dalla via Emilia. In occasione di una delle cruente guerre del dodicesimo secolo (maggio 1171) al termine della quale il guerriero ferrarese Guglielmo di Marchesella compose le diatribe fra i faentini e i bolognesi,  la pace venne firmata sulla riva sinistra del Senio. Sul luogo venne eretta una chiesa che venne chiamata Santa Maria della Pace; sorgeva accanto all’attuale cimitero della Pace. Con l’ultima guerra poi, le due chiese vennero abbattute e dopo furono edificate: quella della Pace, di fronte al cimitero e quella di San Proculo al Borgo dei Marziani (pieve Ponte).

Ripreso il nostro cammino e giunti sulla riva, camminando sullo stradello ai suoi piedi, si può ammirare uno dei tratti più belli del Senio, costituito da una grande ansa, ricca di vegetazione ben curata, di attività sportive non impattanti e da una serie di magnifici orti, forse i più belli di Castel Bolognese. Quando lo stradello ha ripreso la cima della riva ci siamo soffermati brevemente a parlare dei Budelli del Senio. Si tratta del tentativo dell’uomo di rettificare gli argini allo scopo di velocizzare il corso dell’acqua togliendo la sinuosità del letto del fiume. Poi qualcuno pensò che così facendo avrebbero creato pericoli di rotte a Cotignola (dove gli argini si stringono) e allora (per fortuna) non se ne fece nulla. Rimasero i vecchi argini che continuarono a seguire la tortuosità del fiume e i nuovi, più alti e rettilinei. Nelle anse che così si formarono si crearono dei laghetti che ben presto divennero importanti siti naturalistici, tali da far ritenere logica la loro valorizzazione.

Proseguendo per strade comunali e vicinali siamo giunti al Molino Scodellino che abbiamo potuto visitare, ammirando anche il funzionamento delle sue macine di pietra. Dopo il ristoro, abbiamo ripreso il cammino che in venti minuti ci ha riportati in piazza Bernardi, da dove eravamo partiti.

DESCRIZIONE IN BREVE DEL PERCORSO. Piazza Bernardi, piazza Fanti, viale Roma ciclabile della via Emilia, via Burano, argine del Senio fino al Ponte. Attraversamento dell’Emilia al semaforo, via Gradasso fin subito dopo il sottopasso della ferrovia, da dove si risale subito la riva. Si percorre la stradina ai suoi piedi all’interno; quando questa vi riporta sull’argine, scendere per via Rezza, riprendere via Gradasso, poi via Farosi fin dopo la ferrovia da dove si imbocca via Pignattina. Via Canale, Molino, via Canale, via S.Croce (dopo il sottopasso), viale Cairoli (Stazione), via Costa e piazza Bernardi. Avete percorso 10,5 km e consumato circa 630 calorie. Di passo normale e qualche sosta, si impiegano circa due ore e mezzo.

E adesso un caleidoscopio di foto (Ivano Fagnocchi)

 

Siamo contenti sia nata una nuova associazione di fiume. Questa volta sul Santerno con epicentro Castel del Rio. La scintilla per loro è stata la pesca, ma nella sostanza i promotori pongono i temi della valorizzazione del loro fiume, considerando aspetti plurimi e obbiettivi più generali che partono dallo sviluppo del così detto turismo lento.

Siamo contenti e siamo disponibili a sviluppare iniziative comuni e a ragionare sulla creazione di una rete delle associazioni dei fiumi romagnoli ed emiliani che abbiano i medesimi interessi di fondo.

L’articolo ci informa (dichiarazione del Sindaco) del fatto che immediatamente, fin dalla costituzione, il comune – in questo caso Castel del Rio – ha messo a disposizione dell’Associazione il locale per potere svolgere la propria attività. Ovviamente, condividendone le finalità e nella speranza che queste non vadano in futuro deluse.

Anche noi, Associazione Amici del Senio, dopo quattro anni di attività, abbiamo chiesto ad una Azienda, emanazione del comune di Faenza, di offrirci un piccolo spazio che ci consenta di avere una sede operativa e di potere creare il primo Info Point del Senio. Ne stiamo discutendo, confidando in una soluzione positiva.

 

 

 

 

 

 

La camminata di sabato prossimo, 21 ottobre, vista in unione con quella dell’1 scorso, disegna un percorso ad anello di circa 20 chilometri che potrebbe rappresentare la futura offerta di qualità del comune di Castel Bolognese a coloro che piace andare a piedi e bicicletta. Un percorso ideale che, partendo dalla stazione – la quale nell’ambito della ristrutturazione in corso può diventare intermodale per le bici – tocca lo storico Molino di Scodellino, arriva al Senio dalle parti dei budelli e da qui, percorrendo la riva di sinistra giunge fino alla diga steccaia e alla presa del Canale dei Molini a Tebano. Per poi ritornare lungo il canale, fino ad attraversare il Rio Cupa e percorrere la Marchesina vecchia fino alla zona sportiva di Castel Bolognese. Da qui giungere al Museo all’aperto delle opere di Angelo Biancini e alla piazza, appena rimessa a nuovo.

Tornando alla Camminata in programma, arriveremo sulla riva del Senio da via Burano. Percorrendo la riva, approderemo al Ponte del Castello dove il ricercatore storico Paolo Grandi illustrerà brevemente le famose battaglie di San Procolo e del Fronte del Senio nel ’44. Dopo il sottopasso di via Gradasso, riprenderemo la riva del fiume, giusto nel punto da ammirare il bel ponte della ferrovia e i famosi orti di Castello. Illustreremo la storia dei budelli del Senio, uno dei siti naturalistici più belli della Provincia che attende di essere valorizzato. All’altezza della via Rezza, gireremo verso il Molino di Scodellino, dove ci attenderà la visita guidata al manufatti e le macine a pietra fatte funzionare per noi dagli Amici del Molino di Scodellino (che ringraziamo per la collaborazione). Poi, in circa un quarto d’ora torneremo alla piazza da dove siamo partiti.

Sono certo di essere vicino al vero dicendo che questo tratto del Senio è uno dei più interessanti e belli. Particolarmente per il paesaggio che incontra e per la storia vissuta. La campagna, sapientemente lavorata, la centuriazione romana, i campi delle storiche battaglie fra Guelfi e Ghibellini, fra napoleonici e papalini, fra nazi-fascisti e i soldati alleati di 32 nazioni che ci hanno liberato, fanno si che il fiume Senio possa essere considerato fiume sacro alla memoria.

La camminata – di 10,5 chilometri -,  ci permetterà di conoscere e di parlare con il territorio. Ci lascerà quindi addosso, non solo un poco di fatica, ma anche il buon senso di appagamento che deriva dall’avere accresciuto il nostro bagaglio di conoscenze. Nella foto il programma (clic sulla crocetta in alto a destra per ingrandire).

E’ di questi giorni la (bella) notizia di stampa che sul Santerno si sta progettando e attuando quello che da 4 anni chiediamo (sostanzialmente inascoltati, salvo qualche lodevole eccezione) per il Senio

Se avete la pazienza di leggere l’intervista apparsa su SABATO SERA potrà sembrarvi che la persona intervistata abbia studiato sul nostro libro. Senz’altro non è così, ma le motivazione con cui sostiene pista ciclabile e Contratto di Fiume sono quelle che da molto tempo noi, Amici del Senio, sosteniamo. Questo speriamo voglia almeno dire che non eravamo e che non siamo dei visionari.

Vi prego di porre l’attenzione anche sul tema del Contratto di fiume (una modalità partecipata ed efficace di gestione dei fiumi). Sappiate che il Lamone è in dirittura di arrivo e il Santerno ha preso la sua ruota. Mentre il Senio deve ancora partire.

Oramai noi non abbiamo più parole. In mancanza di interlocutori, cosa dobbiamo fare? Aiutateci a decidere.

 

 

 

Pre scrittum: quando cliccate sulla foto per leggere il programma, per ampliare l’immagine cliccate il bottoncino in alto a destra.

Per il 10 settembre, l’idea è quella di visitare la scena del concorso di pittura estemporanea che si tiene a Tebano sul Senio. Promuovono la rassegna, l’associazione degli acquerellisti di Faenza – quella del compianto Silvano Drei – assieme agli esponenti del Polo tecnologico di Tebano (che vuol dire il comune di Faenza). Nella stessa giornata si celebra la Madonna della Fognana, che gode di venerazione fra i fedeli per meriti conquistati (miracoli).

Una manifestazione che mette assieme l’arte, il paesaggio, il lavoro contadino, la tecnologia, la ricerca, la devozione, è qualcosa di veramente originale e bello. Ed è per questo che abbiamo deciso di sostenerla con una nostra iniziativa che la avvicini ad una platea più estesa di persone.

L’idea è stata quella di proporre un CAMMINO DEL SENIO che si concluda in quel luogo: nel campo dove i pittori acquerellisti dipingono la vendemmia. Ed ecco che quando i camminatori – o ciclisti – arriveranno, dopo essersi rifocillati, potranno prendere contatto con i pittori al lavoro e con il territorio (bello) nel suo insieme. Potranno visitare il Santuario, la diga steccaia leonardesca, ammirare la foto gigante dell’acquedotto sotterraneo, e altro.

Gli Amici del Senio sosterranno i camminatori e visitatori, facendo loro da ciceroni, in un luogo che considerano fra i più belli del Senio e dove vorrebbero mettere su casa e aprire il primo info point della vallata.

Per arrivare ognuno potrà partire dal punto in cui crede, da Palazzuolo ad Alfonsine. Potrà percorrere l’argine che abbiamo chiesto ai Presidenti delle Unioni dei comuni della Romagna faentina e della Bassa Romagna di darci una mano affinchè l’erba sia tagliata. Al momento non abbiamo alcuna risposta (forse un disguido feriale), ma quel che conta è la concretezza: abbiamo visto macchinari all’opera nel cotignolese, speriamo arrivino almeno fino a Tebano. Con tutto il rispetto (mi raccomando), se le cose non vanno bene, in questo caso, potremo pensare di appellarci alla Madonna miracolosa?

Fuor di metafora, l’argine di sinistra è tutto percorribile, all’infuori di una tratto al Ponte del Castello dovuto all’incuria oltre la media e al “possesso” del medesimo vantato da alcuni confinanti. Il problema si risolve in questo modo: giunti al ponte della ferrovia, scendete l’argine a destra; incontrerete subito una stradina asfaltata (via Gradasso) che percorrerete in direzione della via Emilia. In meno di un chilometro giungerete alla consolare che attraverserete con l’ausilio del semaforo pedonale a chiamata (prima potrete rifocillarvi al bar). Prendete la ciclabile verso Castello e dopo poche decine di metri vedrete un buco nella rete e l’argine. Tranquilli, quello è il passaggio dei mezzi dell’Autorità del fiume e nessuno vi dirà nulla.

Ripreso l’argine, arriverete a Tebano. Come Amici abbiamo promosso due appuntamenti: da Solarolo (ponte di Felisio) alle ore 8,30 e da Castel Bolognese (Biancanigo via Rossi, 307) alle 10,30 ai quali ognuno potrà aggregarsi liberamente.

Vedo che mi sto allungando e mi fermo. Seguiteci nei prossimi giorni nella pagina Facebook degli Amici del Senio (e mettete “mi piace” altrimenti siamo nessuno) per essere informati meglio circa il programma di domenica a Tebano (in itinere). A proposito, se farà cattivo tempo tutta la manifestazione sarà spostata alla domenica successiva (17 settembre). Vi aspettiamo.

 

 

Ieri abbiamo riunito il Consiglio e deciso le iniziative dei prossimi mesi. Le richiamo per titolo. Le date saranno indicate man mano procederemo con l’organizzazione.

  • COTIGNOLA – Conferenza sul percorso ciclabile del Senio, aggiornando il format, introducendo l’argomento “Prodotti del territorio – Km 0”. L’iniziativa dovrebbe occupare una intera giornata (sabato) con conferenza al mattino e una festa-mercatino di frutta e verdura nel pomeriggio.
  • TEBANO – Il 10 SETTEMBRE in occasione della mostra di pittura ad acquerello dedicata alla vendemmia, promozione del primo CAMMINO DEL SENIO.
  • PALAZZUOLO – CAMMINATA alle “Sorgenti del Senio”.
  • CONFERENZA sul tema della manutenzione dei fiumi.
  • RIOLO TERME – Dopo la sperimentazione dello scorso anno, promuovere (assieme al CAI, se possibile) il sentiero Riolo – Grotta di Re Tiberio.
  • RIOLO TERME – Conferenza sul tema del rapporto carsismo-fiume, assieme al Gruppo speleologico e al Parco.
  • CASTEL BOLOGNESE – Collaborare con proposte all’ipotesi (Smart City) di un percorso ciclopedonale che, facendo perno sulla possibile intermodalità della Stazione ferroviaria (in fase di ristrutturazione), colleghi la piazza (appena ristrutturata), la diga steccaia leonardesca, un tratto importante di argine del fiume e il molino di Scodellino.
  • CASTEL BOLOGNESE – In occasione della Sagra del Bracciatello, premiazione del Concorso fotografico “Il percorso del Senio fra storia e natura: un fiume di ricordi” promosso dagli Amici del Senio e dal Nuovo Circolo fotografico di Fusignano.
  • FUSIGNANO – Camminata: fiume, fornace, mulino, bosco.
  • FELISIO – Saremo presenti alla Sagra con programma da definire.
  • SOLAROLO/CASTEL BOLOGNESE – Stiamo pensando ad una camminata con partenza simultanea da Ponte del Castello e da Felisio con incontro e iniziative a metà percorso (birrificio?). Con omaggio ai cippi dei due ponti e individuazione dei luoghi storici di quel tratto di fiume (iniziativa complessa, da preparare bene).
  • SAN POTITO, LUGO, ALFONSINE – Prenderemo contatto con i nostri sostenitori locali per decidere assieme a loro cosa fare in loco.

Abbiamo registrato le proposte che ci sono pervenute da parte del Comitato organizzatore dell’Ascensione di Solarolo e (ancora) del Momevi Fiera dell’Agricoltura di Faenza, di essere attivi e presenti come Amici del Senio a questi eventi, il prossimo anno. Di questo interesse, siamo molto contenti. Faremo il possibile per esserci e per inventarci qualcosa che dia ancora maggiore lustro a questi eventi.

Altre problematiche per le quali ci stiamo impegnando, ma che ancora non vedono un percorso definito sono:

  • Apertura di un info point del Senio;
  • Edizione della prima Guida del Senio;
  • Una nuova Mostra del Senio;
  • Una App informativa del Senio;
  • Il percorso romano fra Senio e Lamone;
  • Salvare l’Oratorio di Tebano e riattivare fontanella e Pocca;
  • Produrre una T-shirt degli Amici del Senio;
  • Cena di autofinanziamento;
  • Documento alle forze politiche per illustrare le nostre proposte per la valorizzazione del Senio;
  • Apertura di contatti con IF, Con-Ami, aziende a attività che possono avere interesse al percorso ciclabile del Senio.

In agosto si pensa volentieri al programma delle attività autunnali. Nel corso dell’assemblea associativa del mese di maggio abbiamo confermato che l’obbiettivo al centro della nostra attenzione resta il percorso ciclo-pedonale sulle rive del Senio. Per allargare l’interesse, abbiamo deciso di coinvolgere nella discussione, oltre alle Amministrazioni comunali, tutte le forze politiche variamente identificate e presenti nel territorio.

Al momento, dopo oltre tre anni di iniziative e di contatti con le amministrazioni comunali, registriamo questi impegni concreti:

  • Il comune di Castel Bolognese sta lavorando per un percorso della memoria ad anello che unisca stazione fs, piazza, canale dei Molini, diga steccaia, argine del fiume e molino Scodellino con sette nuovi chilometri di percorso ciclabile sul fiume;
  • I comuni dell’Unione della Bassa propongono di estendere ad altri eventi il modello di convenzione con l’Autorità del fiume che adottano il 25 Aprile, che comprende lo sfalcio dell’erba nella sommità degli argini. Potremmo avere in tal modo gli argini con l’erba rasata presso che tutto l’anno;
  • Il comune di Riolo Terme si è impegnato alla realizzazione del sentiero lungo il Senio, fino alla grotta del re Tiberio.

Gli Amici del Senio incoraggeranno queste scelte e saranno disponibili a collaborare per la loro attuazione.

Le iniziative del prossimo autunno penso si collegheranno a questi argomenti e, allora, una prima idea potrebbe essere questa.

Promuovere un Cammino del Senio, a tappe, che corrobori le belle manifestazioni che già avvengono sul fiume e quelle che in futuro potranno sorgere. Fra quelle in essere ricordo: l’Arena delle balle di Cotignola, la mostra di pittura estemporanea di Tebano, la manifestazione del 25 aprile nella Bassa.

Il lavoro da fare non è poi tanto. Individuare i posti tappa, ovvero località con strutture minimamente adatte ad ospitare i viandanti. Che possono viaggiare a piedi, a cavallo o in bici; che possono volere dormire in tenda o nel letto; che vorranno autogestire il ristoro o che vorranno andare al ristorante; che avranno bisogno di alcuni servizi essenziali per lavarsi e per gli atti consueti.

Estendere lungo tutto il corso del fiume la convenzione che la Bassa Romagna fa per il 25 Aprile e applicarla diverse volte l’anno per fare in modo che la sommità dell’argine sia sempre libera e percorribile.

La proposta che avanzo, innanzitutto agli Amici del Senio e alle Amministrazioni comunali, è di promuovere Il cammino della pittura che, nella sua versione sperimentale del primo anno, si concluda il 10 settembre a Tebano in occasione della mostra di pittura estemporanea ad acquerello dedicata alla vendemmia.

Potrebbe assumere il significato di una prima tappa nella direzione di qualcosa che poi, anno dopo anno, potrebbe diventare strutturale.

 

Ieri, tre luglio duemiladiciassette. Bellissima serata a Tebano. Famiglie, bambini, pubblico con il sorriso sul volto ad ammirare il paesaggio, l’ambiente, le opere d’arte create con ciò che la natura offre. Ad ascoltare musica, discutere, divertirsi con rispetto per tutti e tutto.

Il primo grazie va ai ragazzi che vengono dall’Africa che con la loro preziosa manualità hanno intrecciato le canne del piccolo bar. Grazie ai tebanesi, ai comuni di Faenza, Castel Bolognese, Cotignola e all’azienda Terre Naldi che ci sono sempre stati vicini e sostenuto. Grazie a Primola di Cotignola – che ci ha ispirati e guidati – e alle decine di volontari e sostenitori degli Amici del Senio che hanno lavorato, duramente, per l’organizzazione. Infine grazie al tanto pubblico che ha frequentato l’evento e che ci ha manifestato molti elogi, tanto graditi e che speriamo di confermare in futuro.

Rifletteremo sul senso che questa iniziativa ha avuto per trarne conforto e insegnamenti che ci aiutino a progredire nel bene comune, nell’armonia, nella cultura e nella civiltà.

Siamo già al domani con nuovi appuntamenti. I prossimi tre lunedì di luglio saremo, con altre associazioni, al Mulino Scodellino con Muti d’autore. Tre film, in uno scenario incomparabile. Anche esso, come Tebano, figlio del Senio. Anche lì cultura, paesaggio, ambiente e divertimento. Vi aspettiamo.

Breve rassegna di foto del socio Roberto Torricelli sulla serata del tre luglio.