Quelle sbarre vanno tolte, ledono un diritto dei cittadini

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Ricordate la vicenda della sbarra sulla riva del Senio, a Castel Bolognese? Ebbene, a quattro anni di distanza è ancora in piedi, nel senso che, nonostante chi l’aveva illegalmente posta abbia perso processo e appello, nessuno ha ancora provveduto a rimuoverla. Di seguito pubblichiamo il sintetico commento di un’ Amica avvocatessa e sotto la sentenza (interessante).

Commento. Si tratta di un ricorso possessorio fatto dal Comune di Castelbolognese contro la signora che ha apposto le sbarre. La signora ha perso in primo grado nel 2014 e in reclamo, che corrisponde all’appello, nel 2015.  Vi è ordine di rimozione immediata delle sbarre. Il Tribunale ha riconosciuto l’uso pubblico del bene. Quanto al regio decreto del 1904 che la signora ha portato come sua difesa per dire che la gente non può passeggiare sull’argine, il Tribunale lo ha ritenuto irrilevante. Penso che se non ha proposto ricorso per cassazione, la decisione è ormai definitiva. Il comune può provvedere a rimuovere le sbarre, se la signora non lo fa spontaneamente.

Le buone erbe del nostro fiume, riconoscerle e gustarle

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Al momento sono tre gli appuntamenti fissati “ad andar per erbe” sul Senio (doppio clic sulla foto). Partiremo con Solarolo, poi Fusignano e San Potito, due nuove località dove gli Amici del Senio stanno mettendo radici. Al centro sempre il fiume, la sua valorizzazione, con occhi aperti su ciò che di bello sta intorno ad esso.

Venite a trovarci. Il gusto di imparare a riconoscere le erbe spontanee sa di quasi magico. Ci avvicina alla natura, alla madre terra e al suo miracolo di donare vita a moltissime piante, ciascuna delle quali ha il suo posto nella complessità del pianeta. Pensare poi di cibarsene, è straordinario. Noi legheremo i due aspetti: riconoscerle e assaporarle.

Se avrete pazienza e un buon rapporto con la vita all’aria aperta, molti di voi continueranno le raccolte per intercalare i gusti, oramai standardizzati, delle verdure di bottega. Il vostro palato recepirà sapori nuovi, spesso, più marcati e veri. Mai banali. Il vostro olfatto si affinerà di odori sconosciuti.

Solitamente, al termine delle nostre raccolte, ci fermiamo sotto un albero o in un’aia. Allestiamo un banchetto e assaggiamo il raccolto. Semplicemente lavato e condito, oppure ammannito con formaggi, uova, o altro. Sarà un bel pomeriggio. Vi aspettiamo. E ricordatevi di prenotare.

Procede la ciclovia del Savio

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E’ esattamente quello che si potrebbe fare sul Senio. Con la differenza che nel nostro caso penseremmo ad un percorso sulla sommità dell’argine e non nel “saletto”. Nell’articolo (Corriere di Romagna del 23-1) si parla di un investimento di 200.000 euro, per un secondo tratto. Non informa su chi mette i soldi. Sarebbe interessante esserne a conoscenza.

In queste settimane, dalle nostre parti si rilancia dell’idea del percorso turistico della Linea Gotica. Un progetto di cui si parla da parecchio tempo. Se la storia è storia, dovrebbe essere interessato anche il fiume Senio. Vedremo.

Quando l’Autorità del fiume piantava gli alberi

Gli alberi – salici – che vedete nella foto ci risulta essere stati messi a dimora decenni fa dall’Autorità del fiume Senio nel tentativo di contenere l’erosione della riva in una curva del fiume a Biancanigo. Per decenni hanno fatto il loro lavoro, confermando che anche nei fiumi gli alberi (controllati e coltivati) hanno una funzione. Ai tempi nostri, sempre più spesso vengono trucidati, quasi come per vendetta, perchè si ritiene siano un danno insopportabile.

Allo stesso tempo altre Autorità ci dicono che stiamo morendo sempre più di inquinamento atmosferico. Quello prodotto dalle polvere “sottili” dei motori a scoppio. Quelle polveri che le foglie degli alberi catturano per donarci – tramite il processo di sintesi clorofilliana – aria pulita.

La stessa Regione ci dice che nelle città dovremo creare nuovamente dei boschi (se vogliamo salvarci). E là dove ci sono, vengono distrutti. Mi riferisco alle zone boscate dei fiumi che non impediscono il defluire delle acque e che, invece spesso, lo regolano. C’e’ qualcosa che non va e che andrebbe chiarito in fretta.

 

 

Da Riolo Terme alla grotta di Re Tiberio

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Continuiamo l’esplorazione del Senio verso la sua sorgente. Domenica 12 febbraio percorreremo il tratto da Riolo Terme, fino oltre la stretta di Borgo Rivola: là dove il Senio nei millenni ha tagliato la vena del gesso. L’iniziativa ha lo scopo di promuovere l’idea di un percorso ciclo-pedonale e della memoria lungo il nostro fiume, dalla sua sorgente al mare.

Abbiamo pensato di inserire nella camminata anche la visita alla grotta di Re Tiberio. La visita alla grotta sarà guidata da persona esperta del Parco. Ci fornirà del casco e ci spiegherà la sua storia. Nessuna difficoltà tecnica. In base alle regole del Parco, dovremo pagare un biglietto di ingresso (6 euro).

“Conosciuta per il suo altissimo valore archeologico-testimoniale, come vestigia fra le più interessanti di una lunga frequentazione umana a scopo cultuale collegata alla presenza di acque salutari, la cavità è nota nella letteratura archeologica italiana ed internazionale da dopo la metà dell’Ottocento. Nei circa 140 anni trascorsi dalla sua scoperta, numerose ricerche hanno via via messo in rilievo la stretta interconnessione fra le sue caratteristiche ambientali e l’interesse da parte di gruppi umani che, a partire dalla tarda età del Rame e sino all’età imperiale romana ne hanno utilizzato le concamerazioni a diversi scopi. In primo luogo per ragioni religiose, ma anche per utilizzi insediamentali e sepolcrali. Fra le numerose tracce legate alla presenza dell’uomo, la Grotta costituisce di gran lunga una delle testimonianze storico-culturali più interessanti e significative”.

Speriamo che l’iniziativa vi interessi, nel qual caso leggete con attenzione il volantino. Per il ritorno a Riolo da Borgo Rivola, porteremo su un’auto per poi recuperare quelle lasciate in partenza. Naturalmente chi lo vorrà potrà tornare a piedi per il sentiero percorso all’andata.

Nel corso della giornata troveremo l’occasione per fare due chiacchiere sulle iniziative dell’Associazione. Per sostenerci, potrete anche iscrivervi (5 euro) e firmare la nostra petizione per la valorizzazione del Senio.

Per essere informati sulle future iniziative – la prossima sarà Profumo di pane – seguiteci nel sito e nella pagina Facebook “Amici del Senio”. E mettete “mi piace”, altrimenti – secondo i moderni canoni – siamo nulla.

Pubblico e interesse a Lugo per la conferenza e la mostra sul Senio

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Veduta del pubblico

Sala colma e persone in piedi alla conferenza di sabato scorso a Lugo sul tema del percorso ciclo-pedonale e della memoria del Senio. Anche venerdì sera all’inaugurazione della mostra sul Senio – sala Baracca, presso Rocca – sala gremita.

E’ come avessimo di-svelato dall’animo di molti cittadini lughesi qualcosa di latente. Qualcosa che attendeva solo uno spunto per farsi vedere. Il soggetto è stato il loro fiume principale, il Senio; le motivazioni sono (forse) l’attaccamento alla loro storia, il ricordo di un passato felice che temono di avere perso, la grande passione per le biciclette e l’andare a piedi.

Lo strumento che ha permesso questa fioritura siamo stati noi, gli Amici del Senio, con la nostra volontà di fare qualcosa per il bene comune. E per questo, con la voglia di lottare con tenacia, senza alzare ostacoli, con le sole armi del confronto, della mobilitazione e della partecipazione dei cittadini.

Assieme a tanto pubblico erano presenti i due consiglieri regionali del Senio – Manuela Rontini e Mirco Bagnari – i sindaci di Alfonsine e Castel Bolognese, assessori e consiglieri comunali di Lugo e di tanti altri comuni. Oltre a rappresentati si società sportive, del tessuto economico e sociale, del GAL Delta Po e di associazioni ambientaliste.

Queste presenze hanno significato certamente disponibilità all’ascolto e interesse. I nostri punti restano quelli posti nel corso della conferenza:

  • che ci sia un comune – o meglio una Unione – che assuma la funzione di capofila del Senio e che apra il fascicolo del percorso ciclo-pedonale e della memoria sul Senio, dalla collina al mare;
  • che si rediga un progetto preliminare di questa infrastruttura con le caratteristiche formali per potere accedere ai bandi di finanziamento nazionali, regionali ed europei;
  • che si attivi da subito un tavolo per l’adozione di una convenzione fra comuni e Autorità di Bacino, per mantenere pulita la sommità dell’argine e fare si che si possa transitarvi a piedi e in bike (sul modello già adottato da altri comuni, esempio Bagnacavallo e Castel Bolognese).

Non ci aspettavamo risposte cogenti fin da sabato scorso. Abbiamo a breve altri appuntamenti di confronto. Siamo consapevoli che il tempo passa, ma siamo speranzosi. Le voci che ci giungono dal mondo ci dicono che la politica deve tornare ad ascoltare e interpretare i cittadini. Noi, con le nostre iniziative offriamo una ghiotta opportunità.

Contemporaneamente siamo disponibili a partecipare e contribuire ai percorsi legislativi che a livello nazionale e regionale sono partiti sul grande tema della mobilità ciclabile e del percorso della linea gotica.

Ringraziamo infine l’Amministrazione comunale di Lugo per il patrocinio delle due iniziative e per averci concesso di essere ospitati in due fra le sale più prestigiose della città.

Notizie di fiume

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1 – L’Autorità del fiume “… ha già dato indicazioni all’impresa appaltatrice che i lavori si spostino nelle aree oggetto della segnalazione per rimuovere gli alberi riversi in alveo, riprofilare la sponda e procedere al taglio piante”. Questa è la risposta – positiva – giuntaci nei giorni scorsi alla segnalazione fatta da un cittadino di Biancanigo, relativa ad alberi caduti in alveo e ad una discreta voragine creatasi nella sponda. Da segnalare il fatto che a seguito dei ritardi negli interventi i cittadini stessi – preoccupati della situazione – hanno provveduto nei giorni scorsi a rimuovere l’albero caduto, ripristinando almeno il corretto defluire dell’acqua in quel punto.

Adesso ci si aspetta che i lavori inizino presto, che giungano almeno fino al ponte di Tebano e che sopratutto siano svolti con scienza e coscienza. Nel senso che siano adeguatamente rispettate le linee guida della Regione a tutela del verde. Il che comporta una gestione accorta dei tagli che salvaguardi gli alberi non pericolosi cresciuti non vicino il defluire dell’acqua. Significa anche asportare correttamente tutto il cippato e la ramatura prodotta. Infine si pone il tema di un rapporto corretto con le famiglie di confinanti proprietarie delle golene.

Confidiamo che, come ha già fatto in passato, l’Amministrazione comunale vigilerà questa situazione, contattando in anticipo l’Autorità per garantirsi che anche in quella porzione di fiume non si faccia il deserto.

2 – Mercoledì scorso Amici del fiume Senio e Primola di Cotignola – quelli dell’Arena delle balle – si sono incontrati a Tebano per visitare le cose belle che la natura e la storia offrono in quel luogo a cavallo del Senio. Abbiamo incontrato persone del Polo di Tebano, contadini del luogo, amici interessati con i quali abbiamo scambiato idee per valorizzare ulteriormente quei luoghi. Al termine dell’incontro gli amici di Primola hanno convenuto sull’idea di realizzare in quel sito la tradizionale anteprima dell’edizione dell’Arena delle balle del 2017. Se non ci saranno ostacoli tecnici insormontabili.

Chi conosce l’esperienza dell’Arena delle balle di Cotignola capisce senz’altro il valore di questa scelta e il significato di contaminazione che assume. Si sviluppa l’idea che, a partire dall’esperienza di Cotignola, il nostro Senio assuma sempre più i connotati di fiume di arte e di cultura, affiancando in quel modo il decisivo aspetto storico della Memoria che già rappresenta per il mondo intero.

3 – Avrete sicuramente notato che sono stati ripuliti completamente gli argini che vanno dal Ponte del Castello al ponte di Felisio. Ora chiunque può tranquillamente transitare a piedi e in bicicletta (mettendo però in conto che si può anche forare). Invitiamo i cittadini a farlo. Quel tratto di fiume è molto bello, anche se con troppa vegetazione. Incontrerete il manufatto interessante del ponte della ferrovia, i laghetti, orti ben coltivati. Lo sguardo correrà lungo i segni storici della centuriazione romana ancora ben evidenti, oltre che sopra una campagna ben coltivata dai contadini.

Adesso ci aspettiamo che sia ripulito adeguatamente l’argine anche a monte del Ponte del Castello e che anche quel tratto possa essere normalmente frequentato da chi ama passeggiare.

Auguri

A nome del Consiglio dell’Associazione Amici del Senio auguro ai soci, ai simpatizzanti e a tutti i cittadini i migliori auguri di Buone Feste e di un sereno nuovo Anno.

Quello oramai passato è stato l’anno del consolidamento della nostra associazione. Siamo ottanta iscritti, abbiamo raccolto 850 firme in calce alla petizione per la valorizzazione del Senio. Possiamo contare su una ventina di persone che contribuiscono alla discussione e alla organizzazione delle varie iniziative.

Abbiamo promosso tante iniziative e collaborato attivamente ad alcune promosse da altri soggetti. Se avete voglia potete sfogliare le pagine del nostro sito e rendervi conto dell’attività svolta.

Abbiamo coinvolto non meno di mille persone, portandole ad incontrare il nostro fiume con piccoli eventi che hanno cercato di tenere insieme il divertimento, la salute, la cultura, l’ambiente e il paesaggio, la storia e la tradizione.

Abbiamo coinvolto con decine di incontri le Amministrazioni comunali, partiti e movimenti, Associazioni, la Regione, personalità importanti, attività economiche. Con questi soggetti abbiamo tessuto la tela della buona politica, quella che mette al centro i beni comuni e li declina a favore del progresso e della civile convivenza fra tutte le persone.

L’evento più importante dell’anno è stato certamente la Conferenza del 28 maggio, a Castel Bolognese, dove abbiamo presentato un progetto di massima e le gambe sulle quali si sostanzia, per un percorso ciclo-naturalistico dalla collina al mare che veda Senio e Lamone collegare il parco della Vena del gesso e il parco del Delta del Po.

In secondo luogo vorremmo ricordare la richiesta e le proposte messe in campo per il recupero ambientale della zona interessata dalle casse di espansione. Un progetto di notevole portata visto nell’ottica di una sinergia funzionale con il parco dei Gessi.

L’anno che verrà potrà essere il tempo in cui queste idee basilari trovano cittadinanza, si radicano nel territorio e fanno qualche passo sostanziale in avanti. Chiederemo con forza di essere ascoltati.

Poi ci sono in cantiere altre idee, molto importanti, che presto sveleremo. Continuate a seguirci, sosteneteci e aiutateci.

 

Tanta incuria, ma si può rimediare

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Riolo Terme

Riolo Terme

Ieri mattina, in una splendida giornata di sole, con temperatura mite e terreno asciutto, siamo andati a piedi da Tebano a Riolo Terme, risalendo la riva di sinistra del Senio.

Eravamo curiosi, per tante ragioni. Ma cosa abbiamo incontrato?

La parola che mi sento di mettere in cima alla piramide è: incuria. Innanzitutto da parte delle autorità del fiume, poi da parte di diversi privati confinanti e anche da parte di chi utilizza il fiume per il proprio passatempo.

Spesso ci siamo trovati davanti ad una giungla quasi inestricabile, sia nei tratti di argine, che in quelli dove è la campagna ad incontrare il fiume. Le golene, piccole o grandi che siano hanno la medesima caratteristica, mentre le rive appaiono quasi ovunque in buono stato, sostenute come sono da una vegetazione fitta, ma di piccolo taglio. Per lunghi tratti, dove non c’è argine, la campagna confinante è divisa in piccoli appezzamenti, per lo più incolti, o mal coltivati. Forse perchè non danno reddito.

Va detto che abbiamo incontrato pure lunghi tratti – direi oltre la metà del percorso – con carraie e stradelli perfettamente agibili. Esistono anche luoghi dove i contadini – o altre persone di buona volontà – tengono ben pulito l’argine oppure, con il trincia, consentono un comodo passaggio.

I pochi rii che scendono dalla collina, sono ben superabili. In quello più impegnativo – vicino a Riolo – è intervenuto una buon’anima che, nella previsione del nostro passaggio, ha gettato un piccolo ponte. Lo ringraziamo.

Nei tratti con maggiore vegetazione, non è stato difficile crearsi il passaggio grazie al fatto che non ci sono rovi. E questa è una gran bella notizia. Lungo l’intero percorso il punto più problematico e che occorre studiare bene è in corrispondenza del così detto “taglio del fiume”. Nel punto dove ad inizio novecento il fiume venne “drizzato” per consentire il passaggio della ferrovia Castel Bolognese – Riolo Bagni.

Detto dei problemi, veniamo al resto. Già dicevo che alveo e rive sono in buono stato. Non serve una manutenzione feroce; occorre una gestione intelligente della vegetazione arborea che non deve crescere troppo e il taglio costante dell’erba negli argini e nelle golene. L’acqua è scorrevole e bella; appare pulita; c’è pesce. In un’unico punto, poco oltre Cuffiano, abbiamo trovato una importante diga di piccoli tronchi nel letto del fiume. La segnaleremo a chi di competenza perchè intervenga.

La vegetazione che fa da contorno è caratterizzata sostanzialmente da querce, robinie, pioppi, salici, sambuco, canne e da arbusti che non conosco. Abbiamo incontrato anche canne indiane diverse da quelle più conosciute.

Per quanto riguarda la fauna, in un ambiente così ruspante, potete bene immaginare. Nonostante Pippo, che ci anticipava, abbiamo visto, scoiattoli, branchi di caprioli, le tracce dei cinghiali, le tane degli istrici, alcune nutrie. E tanti volatili particolarmente nella zona delle casse di espansione. Cormorani, gabbiani, germani reali, anatre, aironi, fagiani.

La vista della zona delle casse di espansione merita una riflessione a parte. La cassa già realizzata – quella che attende da anni di essere collegata al fiume per fare il proprio lavoro – è in totale stato di abbandono. Gli argini non sono stati ripuliti; l’erba è alta e sicuro rifugio di animali di ogni tipo. Compreso quelli che ne potrebbero minarne la stabilità.

Non so se il fatto che fosse domenica abbia inciso, ma l’impressione che ho avuto, relativamente ad una opera che si considera fondamentale per la sicurezza dei comuni della vallata, è stata quella dell’abbandono. Tale da chiedersi se la volontà della politica è ancora veramente quella di volerla realizzare. Alimenta il dubbio anche il fatto che il ponticello che supera il Senio in quella zona – una ardita opera del dopoguerra costituita da una unica campata in ferro – venga fatto morire. Il fatto che non si faccia adeguata manutenzione ad una opera che potrebbe essere molto utile nella futura prospettiva di un’area naturalistica di pregio, cosa significa? Pensiamoci.

Le difficoltà e i pensieri non ci hanno impedito di vedere le cose belle. Le tante querce secolari – anch’esse bisognose manutenzione perchè attaccate dall’edera; un vecchio mulino, le tracce di un altro e le loro secolari opere di adduzione; scorci di una campagna bella e rigogliosa e la bellezza di un paesaggio collinare incomparabile.

In conclusione, quanto visto, mi porta a dire che il tratto di Senio, da Riolo fino a Tebano – da dove inizia l’arginatura continua – potrà essere un domani perfettamente percorribile a piedi, col cavallo e anche con la mountain bike. Occorrono un progetto, idee chiare, determinazione e qualche modesta risorsa economica.

Il primo appello lo rivolgiamo ai vicini di fiume. A loro diciamo: dateci una mano. Aiutateci a mantenere pulito i tratti di argine e le carraie vicine. Nessuno vi disturberà. Le vostre proprietà saranno valorizzate da un ambiente più bello e vivibile. A coloro che passeranno potrete proporre i vostri prodotti. Vi faranno compagnia e vi sentirete anche più sicuri.

Agli Amici del Senio propongo di dare una mano offrendo disponibilità per qualche attività, sul modello del lavoro partecipato che ha visto i volontari recuperare il Mulino di Scodellino. Sarebbe bello pulire sotto le querce secolari, recuperare i manufatti delle opere di adduzione ai mulini, togliere sterpaglie, potare alberi. Pensateci. Aspettiamo di sentirvi.

A coloro che governano su mandato dei cittadini il territorio spetta il compito – se lo vorranno – di cogliere questi contributi, relazionarli al contesto più generale e realizzare l’opera.

Ultimissima: il percorso da Tebano a Riolo Terme – lungo il fiume – è  lungo 9 chilometri e 700 metri.

Di seguito un collage di foto scattate ieri.

 

 

 

 

Museo all’aperto Angelo Biancini e libro su Tebano

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documentoUna gentile signora – Patrizia Capitanio – ha scritto un bel libro su Tebano, una piccola località delle colline faentine a cavallo del Senio. Noi, che intendiamo valorizzare tutto ciò che vive attorno al Senio, in collaborazione con il Polo di Tebano, abbiamo pensato di presentarlo a Castel Bolognese

La ragione è che Tebano, pur essendo una frazione del comune di Faenza, data la sua collocazione, vive da sempre in simbiosi con Castel Bolognese.

Il bel libro di Patrizia Capitanio testimonia questo intreccio con tanti racconti e informazioni. Ad esempio ci ricorda che la Chiesa di Tebano, oggi Santuario, racchiude numerose opere di Angelo Biancini fra le quali l’Annunciazione che costituisce lo studio preliminare del bassorilievo che lo scultore ha realizzato per la facciata della Basilica di Nazaret.

Ricordando questo legame, abbiamo pensato di anticipare la presentazione del libro, che avverrà sabato 3 dicembre alle ore 16,30 presso la sala lettura della biblioteca di Castel Bolognese, con una visita al Museo all’aperto di Angelo Biancini. Sarà la stessa Patrizia Capitanio a guidarci lungo le vie del paese alla ricerca di alcune fra le più significative opere che il grande maestro scultore ha donato alla città.

L’appuntamento è per le ore 15 al Bar Capriccio in via Roma 1/b.