In agosto si pensa volentieri al programma delle attività autunnali. Nel corso dell’assemblea associativa del mese di maggio abbiamo confermato che l’obbiettivo al centro della nostra attenzione resta il percorso ciclo-pedonale sulle rive del Senio. Per allargare l’interesse, abbiamo deciso di coinvolgere nella discussione, oltre alle Amministrazioni comunali, tutte le forze politiche variamente identificate e presenti nel territorio.

Al momento, dopo oltre tre anni di iniziative e di contatti con le amministrazioni comunali, registriamo questi impegni concreti:

  • Il comune di Castel Bolognese sta lavorando per un percorso della memoria ad anello che unisca stazione fs, piazza, canale dei Molini, diga steccaia, argine del fiume e molino Scodellino con sette nuovi chilometri di percorso ciclabile sul fiume;
  • I comuni dell’Unione della Bassa propongono di estendere ad altri eventi il modello di convenzione con l’Autorità del fiume che adottano il 25 Aprile, che comprende lo sfalcio dell’erba nella sommità degli argini. Potremmo avere in tal modo gli argini con l’erba rasata presso che tutto l’anno;
  • Il comune di Riolo Terme si è impegnato alla realizzazione del sentiero lungo il Senio, fino alla grotta del re Tiberio.

Gli Amici del Senio incoraggeranno queste scelte e saranno disponibili a collaborare per la loro attuazione.

Le iniziative del prossimo autunno penso si collegheranno a questi argomenti e, allora, una prima idea potrebbe essere questa.

Promuovere un Cammino del Senio, a tappe, che corrobori le belle manifestazioni che già avvengono sul fiume e quelle che in futuro potranno sorgere. Fra quelle in essere ricordo: l’Arena delle balle di Cotignola, la mostra di pittura estemporanea di Tebano, la manifestazione del 25 aprile nella Bassa.

Il lavoro da fare non è poi tanto. Individuare i posti tappa, ovvero località con strutture minimamente adatte ad ospitare i viandanti. Che possono viaggiare a piedi, a cavallo o in bici; che possono volere dormire in tenda o nel letto; che vorranno autogestire il ristoro o che vorranno andare al ristorante; che avranno bisogno di alcuni servizi essenziali per lavarsi e per gli atti consueti.

Estendere lungo tutto il corso del fiume la convenzione che la Bassa Romagna fa per il 25 Aprile e applicarla diverse volte l’anno per fare in modo che la sommità dell’argine sia sempre libera e percorribile.

La proposta che avanzo, innanzitutto agli Amici del Senio e alle Amministrazioni comunali, è di promuovere Il cammino della pittura che, nella sua versione sperimentale del primo anno, si concluda il 10 settembre a Tebano in occasione della mostra di pittura estemporanea ad acquerello dedicata alla vendemmia.

Potrebbe assumere il significato di una prima tappa nella direzione di qualcosa che poi, anno dopo anno, potrebbe diventare strutturale.

 

Ieri, tre luglio duemiladiciassette. Bellissima serata a Tebano. Famiglie, bambini, pubblico con il sorriso sul volto ad ammirare il paesaggio, l’ambiente, le opere d’arte create con ciò che la natura offre. Ad ascoltare musica, discutere, divertirsi con rispetto per tutti e tutto.

Il primo grazie va ai ragazzi che vengono dall’Africa che con la loro preziosa manualità hanno intrecciato le canne del piccolo bar. Grazie ai tebanesi, ai comuni di Faenza, Castel Bolognese, Cotignola e all’azienda Terre Naldi che ci sono sempre stati vicini e sostenuto. Grazie a Primola di Cotignola – che ci ha ispirati e guidati – e alle decine di volontari e sostenitori degli Amici del Senio che hanno lavorato, duramente, per l’organizzazione. Infine grazie al tanto pubblico che ha frequentato l’evento e che ci ha manifestato molti elogi, tanto graditi e che speriamo di confermare in futuro.

Rifletteremo sul senso che questa iniziativa ha avuto per trarne conforto e insegnamenti che ci aiutino a progredire nel bene comune, nell’armonia, nella cultura e nella civiltà.

Siamo già al domani con nuovi appuntamenti. I prossimi tre lunedì di luglio saremo, con altre associazioni, al Mulino Scodellino con Muti d’autore. Tre film, in uno scenario incomparabile. Anche esso, come Tebano, figlio del Senio. Anche lì cultura, paesaggio, ambiente e divertimento. Vi aspettiamo.

Breve rassegna di foto del socio Roberto Torricelli sulla serata del tre luglio.

La settimana scorsa, nel salone Estense di Lugo, Cichino Zoli, dichiarando il suo sviscerato amore per il ciclismo, ci ha detto che lui, in bici, l’argine del fiume lo percorre anche col “canarello” alto un metro.

Il fatto è che quello spirito pionieristico a cui si deve la bellezza e la fortuna della bici, va scomparendo. Se si vuole che i percorsi ciclabili siano frequentati in modo significativo, la sede deve consentire un adeguato drenaggio una buona scorrevolezza. E’ questo uno dei temi che abbiamo posto come Associazioni promotrici, pensando al possibile sviluppo di percorsi ciclo-pedonali lungo gli argini dei fiumi.

Ma andiamo con ordine. Nella sostanza i temi che abbiamo toccato come contributo ai contenuti della legge sono stati questi:

  • fare in modo che ispiri misure per la riorganizzazione del traffico nelle città (ampliamento aree pedonali e Ztl, zone 30, sensi unici;
  • l’incentivazione dell’uso della bici promosso dalla contrattazione sindacale;
  • favorire l’azione di raccordo degli attuali percorsi esistenti e la garanzia di adeguata manutenzione;
  • prevedere l’utilizzo degli argini di fiumi come sedi di possibile sviluppo della ciclabilità;
  • che la legge risolva i temi della proprietà degli argini e del loro libero accesso, rimuovendo ogni condizione ostativa tutt’ora presente.

Al Convegno, in una sala con una folta partecipazione di pubblico, erano presenti tre sindaci (Alfonsine, Fusignano, Castel Bolognese) e molti assessori e consiglieri comunali, particolarmente della Bassa Romagna. Oltre che a diversi rappresentati di associazioni sportive ed economiche.  Sono stati parte integrante del convegno stesso i consiglieri regionali Mirco Bagnari – relatore della legge – e Manuela Rontini – presidente della commissione regionale Territorio, Ambiente e Mobilità.

In generale il dibattito ha apprezzato l’iniziativa della Regione che metterà in tre-quattro anni 25 milioni per la ciclabilità. Cinque per il percorso Bologna – Verona; dieci per le città capoluogo; gli altri dieci per il resto. Lugo ha fatto presente cose fatte e un progetto concordato con Faenza nell’ambito delle città capoluogo. Fusignano ci ha detto di come abbia promosso il declassamento a favore delle bici di strade minori che lo collegano ad Alfonsine. L’Unione della Bassa Romagna ha poi proposto un metodo di lavoro che possa consentire di sfalciare gli argini del Senio alcune volte l’anno.

Molti interventi del pubblico hanno contribuito ad arricchire il dibattito e le proposte, dimostrando attenzione e disponibilità. In particolare si è fatta rilevare la valenza turistica dello sviluppo dei percorsi ciclopedonali e quindi l’interesse economico del mondo della produzione e dei servizi. Mirco Bagnari – che aveva illustrato i contenuti della proposta di legge – e Manuela Rontini che ha chiuso il dibattito, dopo avere chiarito i vari punti, si sono impegnati ad elaborare alcune delle proposte avanzate e a sostenerle nel prossimo dibattito nell’aula del Consiglio Regionale.

Che dire? Entro giugno averemo la legge e dopo il re sarà nudo. Avremo amministrazioni comunali già pronte con i progetti che avranno maggiori probabilità di ottenere finanziamenti; altre che si daranno da fare celermente per andare a punto in occasione dei prossimi bandi. Altre ancora che resteranno al palo. La cosa certa è che se, come si prevede, la legge riconoscerà gli argini dei fiumi come sedi da potere percorrere a piedi e in bici, la nostra proposta di ciclopedonale sull’argine del Senio (e Lamone, se si vorrà), che così tanti consensi ha suscitato, potrà allora essere effettivamente realizzata. Dipenderà dalle volontà e dalle condizioni che le Amministrazioni comunali sapranno/vorranno realizzare.

 

 

 

 

Nasturzio (varietà – foto V.Costa)

Cari associati, vi ricordo che venerdì sera – 19 maggio, con inizio alle ore 20,30 – avrà luogo l’assemblea generale di tutti noi componenti dell’Associazione Amici del Senio. Come al solito per questo appuntamento, saremo ospiti della Camera del Lavoro di Solarolo, che ringrazio.

Giunto alla scadenza naturale del suo mandato (due anni) dovremo eleggere il Consiglio direttivo e il Collegio dei Sindaci revisori dei prossimi due anni. Vi ricordo che potete leggere lo Statuto della nostra Associazione nel nostro sito cliccando qui Statuto Amici del Senio.

Sono stati, quelli passati, due anni, non so se produttivi, ma certamente intensi. Abbiamo lavorato molto, certo, con i limiti naturali di ognuno, per valorizzare il nostro fiume. Abbiamo incontrato tantissime persone che hanno condiviso i nostri sforzi e che sperano che possano essere coronati da successo.

L’obbiettivo di un percorso ciclo-pedonale naturalistico e della memoria sull’argine del Senio (e Lamone) dalla collina al mare è oramai entrato nelle considerazioni di tante persone, associazioni e amministrazioni comunali. Con il sostegno, dobbiamo dirlo, anche della Regione i cui rappresentanti del nostro territorio ci stanno vicino.

Consiglio e Collegio hanno lavorato costantemente assieme e tutti i componenti hanno contribuito, con sacrificio e spirito di dedizione, a portare avanti i lavori. Come loro presidente, esprimo la più viva soddisfazione e li ringrazio di cuore.

Adesso dobbiamo guardare avanti. Fermo restando il fatto che l’Assemblea è sovrana, permettetemi un proposta preliminare, così per consentirvi di pensarci. Il Consiglio attuale è stato di 5 componenti. Lo Statuto consente di essere fino a 9 membri. La mia proposta all’Assemblea sarà di arrivare a 9, quindi di inserire nuove forze che vogliano dare una mano. Sono certo che non mancheranno.

In questi anni abbiamo conosciuto tante persone che ci hanno dato una mano con passione. Abbiamo conosciuto competenze importanti, giovani volenterosi. Ebbene, manifestatevi e venite ad aiutarci.

Ci vediamo venerdì sera, mi raccomando.

Ieri abbiamo inviato alle associazioni ambientaliste l’esposto che riportiamo in calce. Speriamo che almeno loro sappiano dirci qualcosa di preciso sulla mattanza di alberi ad alto fusto che si sta perpetrando nel Senio in territorio di Castelbolognese. Dopo l’esposto, riportiamo tre pagine delle LINEE GUIDA REGIONALI PER LA RIQUALIFICAZIONE INTEGRATA DEI CORSI D’ACQUA NATURALI DELL’EMILIA-ROMAGNA. Riqualificazione morfologica per la mitigazione del rischio di alluvione e il miglioramento dello stato ecologico. Ci chiediamo – e chiediamo – se può esistere che gli organi regionali facciano le leggi e i propri organismi tecnici le disconoscano?

L’Associazione Amici del Fiume Senio con la presente espone alle Associazioni di tutela dell’ambiente un supposto grave danno all’ambiente fluviale che le amministrazioni tenute alla tutela del fiume Senio stanno perpetrando nel Comune di Castelbolognese. I lavori di ripristino di una frana nella zona del parco fluviale si sono trasformati nell’occasione di fare scempio di tutto ciò che esisteva lungo gli argini del fiume, con totale abbattimento degli alberi presenti lungo il fiume da Castelbolognese verso Tebano e totale distruzione dell’ habitat di animali ed uccelli per chilometri lungo il fiume.
Dalla documentazione fotografica e video che vi inviamo si evince con chiarezza quanto tale intervento sia indiscriminato e distruttivo dell’intero habitat del fiume per chilometri e la totale indifferenza dei responsabili dei lavori per interventi che possano essere funzionali e conservativi dell’ambiente.
Come associazione di volontariato, portatrice di interessi, che da anni si batte per la valorizzazione del Senio, chiediamo il vostro intervento e la predisposizione di tutte le misure a tutela dell’ambiente. L’associazione Amici del Fiume Senio si rende disponibile a collaborare con le iniziative che intenderete intraprendere.
Segnaliamo l’urgenza della mobilitazione perchè i lavori lungo il fiume stanno procedendo velocemente con distruzione di habitat ora dopo ora.
Vi saremo grati del sostegno che potrete offrire e poniamo distinti saluti.

L’Associazione degli Amici del Fiume Senio, nella persona del presidente Domenico Sportelli

 

Sabato prossimo la prima uscita. Ci troviamo a Felisio. Percorreremo la riva sinistra fino alle betulle del picchio. In questi giorni la campagna si offre con pochi pudori; forse fa vedere il meglio di se. Per qualche assaggio, ci fermeremo sotto una quercia monumentale, molto bella, che vorremmo adottare.

Se per qualcuno prevarrà la voglia di camminare, potrà arrivare fino al ponte della Ciusaccia di Cotignola, casomai scendendo sulla riva di destra. Al ritorno potrà incontrare gli altri sotto la grande quercia per un brindisi collettivo.

Ricordo che le iniziative degli Amici del Senio, sono aperte a tutti coloro che vorranno partecipare. Essere soci è importante, ma venga chi vuole. Poi se qualcuno vorrà sostenerci, potrà farlo.

 

Ricordate la vicenda della sbarra sulla riva del Senio, a Castel Bolognese? Ebbene, a quattro anni di distanza è ancora in piedi, nel senso che, nonostante chi l’aveva illegalmente posta abbia perso processo e appello, nessuno ha ancora provveduto a rimuoverla. Di seguito pubblichiamo il sintetico commento di un’ Amica avvocatessa e sotto la sentenza (interessante).

Commento. Si tratta di un ricorso possessorio fatto dal Comune di Castelbolognese contro la signora che ha apposto le sbarre. La signora ha perso in primo grado nel 2014 e in reclamo, che corrisponde all’appello, nel 2015.  Vi è ordine di rimozione immediata delle sbarre. Il Tribunale ha riconosciuto l’uso pubblico del bene. Quanto al regio decreto del 1904 che la signora ha portato come sua difesa per dire che la gente non può passeggiare sull’argine, il Tribunale lo ha ritenuto irrilevante. Penso che se non ha proposto ricorso per cassazione, la decisione è ormai definitiva. Il comune può provvedere a rimuovere le sbarre, se la signora non lo fa spontaneamente.

Al momento sono tre gli appuntamenti fissati “ad andar per erbe” sul Senio (doppio clic sulla foto). Partiremo con Solarolo, poi Fusignano e San Potito, due nuove località dove gli Amici del Senio stanno mettendo radici. Al centro sempre il fiume, la sua valorizzazione, con occhi aperti su ciò che di bello sta intorno ad esso.

Venite a trovarci. Il gusto di imparare a riconoscere le erbe spontanee sa di quasi magico. Ci avvicina alla natura, alla madre terra e al suo miracolo di donare vita a moltissime piante, ciascuna delle quali ha il suo posto nella complessità del pianeta. Pensare poi di cibarsene, è straordinario. Noi legheremo i due aspetti: riconoscerle e assaporarle.

Se avrete pazienza e un buon rapporto con la vita all’aria aperta, molti di voi continueranno le raccolte per intercalare i gusti, oramai standardizzati, delle verdure di bottega. Il vostro palato recepirà sapori nuovi, spesso, più marcati e veri. Mai banali. Il vostro olfatto si affinerà di odori sconosciuti.

Solitamente, al termine delle nostre raccolte, ci fermiamo sotto un albero o in un’aia. Allestiamo un banchetto e assaggiamo il raccolto. Semplicemente lavato e condito, oppure ammannito con formaggi, uova, o altro. Sarà un bel pomeriggio. Vi aspettiamo. E ricordatevi di prenotare.

E’ esattamente quello che si potrebbe fare sul Senio. Con la differenza che nel nostro caso penseremmo ad un percorso sulla sommità dell’argine e non nel “saletto”. Nell’articolo (Corriere di Romagna del 23-1) si parla di un investimento di 200.000 euro, per un secondo tratto. Non informa su chi mette i soldi. Sarebbe interessante esserne a conoscenza.

In queste settimane, dalle nostre parti si rilancia dell’idea del percorso turistico della Linea Gotica. Un progetto di cui si parla da parecchio tempo. Se la storia è storia, dovrebbe essere interessato anche il fiume Senio. Vedremo.

Gli alberi – salici – che vedete nella foto ci risulta essere stati messi a dimora decenni fa dall’Autorità del fiume Senio nel tentativo di contenere l’erosione della riva in una curva del fiume a Biancanigo. Per decenni hanno fatto il loro lavoro, confermando che anche nei fiumi gli alberi (controllati e coltivati) hanno una funzione. Ai tempi nostri, sempre più spesso vengono trucidati, quasi come per vendetta, perchè si ritiene siano un danno insopportabile.

Allo stesso tempo altre Autorità ci dicono che stiamo morendo sempre più di inquinamento atmosferico. Quello prodotto dalle polvere “sottili” dei motori a scoppio. Quelle polveri che le foglie degli alberi catturano per donarci – tramite il processo di sintesi clorofilliana – aria pulita.

La stessa Regione ci dice che nelle città dovremo creare nuovamente dei boschi (se vogliamo salvarci). E là dove ci sono, vengono distrutti. Mi riferisco alle zone boscate dei fiumi che non impediscono il defluire delle acque e che, invece spesso, lo regolano. C’e’ qualcosa che non va e che andrebbe chiarito in fretta.