1 – L’Autorità del fiume “… ha già dato indicazioni all’impresa appaltatrice che i lavori si spostino nelle aree oggetto della segnalazione per rimuovere gli alberi riversi in alveo, riprofilare la sponda e procedere al taglio piante”. Questa è la risposta – positiva – giuntaci nei giorni scorsi alla segnalazione fatta da un cittadino di Biancanigo, relativa ad alberi caduti in alveo e ad una discreta voragine creatasi nella sponda. Da segnalare il fatto che a seguito dei ritardi negli interventi i cittadini stessi – preoccupati della situazione – hanno provveduto nei giorni scorsi a rimuovere l’albero caduto, ripristinando almeno il corretto defluire dell’acqua in quel punto.

Adesso ci si aspetta che i lavori inizino presto, che giungano almeno fino al ponte di Tebano e che sopratutto siano svolti con scienza e coscienza. Nel senso che siano adeguatamente rispettate le linee guida della Regione a tutela del verde. Il che comporta una gestione accorta dei tagli che salvaguardi gli alberi non pericolosi cresciuti non vicino il defluire dell’acqua. Significa anche asportare correttamente tutto il cippato e la ramatura prodotta. Infine si pone il tema di un rapporto corretto con le famiglie di confinanti proprietarie delle golene.

Confidiamo che, come ha già fatto in passato, l’Amministrazione comunale vigilerà questa situazione, contattando in anticipo l’Autorità per garantirsi che anche in quella porzione di fiume non si faccia il deserto.

2 – Mercoledì scorso Amici del fiume Senio e Primola di Cotignola – quelli dell’Arena delle balle – si sono incontrati a Tebano per visitare le cose belle che la natura e la storia offrono in quel luogo a cavallo del Senio. Abbiamo incontrato persone del Polo di Tebano, contadini del luogo, amici interessati con i quali abbiamo scambiato idee per valorizzare ulteriormente quei luoghi. Al termine dell’incontro gli amici di Primola hanno convenuto sull’idea di realizzare in quel sito la tradizionale anteprima dell’edizione dell’Arena delle balle del 2017. Se non ci saranno ostacoli tecnici insormontabili.

Chi conosce l’esperienza dell’Arena delle balle di Cotignola capisce senz’altro il valore di questa scelta e il significato di contaminazione che assume. Si sviluppa l’idea che, a partire dall’esperienza di Cotignola, il nostro Senio assuma sempre più i connotati di fiume di arte e di cultura, affiancando in quel modo il decisivo aspetto storico della Memoria che già rappresenta per il mondo intero.

3 – Avrete sicuramente notato che sono stati ripuliti completamente gli argini che vanno dal Ponte del Castello al ponte di Felisio. Ora chiunque può tranquillamente transitare a piedi e in bicicletta (mettendo però in conto che si può anche forare). Invitiamo i cittadini a farlo. Quel tratto di fiume è molto bello, anche se con troppa vegetazione. Incontrerete il manufatto interessante del ponte della ferrovia, i laghetti, orti ben coltivati. Lo sguardo correrà lungo i segni storici della centuriazione romana ancora ben evidenti, oltre che sopra una campagna ben coltivata dai contadini.

Adesso ci aspettiamo che sia ripulito adeguatamente l’argine anche a monte del Ponte del Castello e che anche quel tratto possa essere normalmente frequentato da chi ama passeggiare.

A nome del Consiglio dell’Associazione Amici del Senio auguro ai soci, ai simpatizzanti e a tutti i cittadini i migliori auguri di Buone Feste e di un sereno nuovo Anno.

Quello oramai passato è stato l’anno del consolidamento della nostra associazione. Siamo ottanta iscritti, abbiamo raccolto 850 firme in calce alla petizione per la valorizzazione del Senio. Possiamo contare su una ventina di persone che contribuiscono alla discussione e alla organizzazione delle varie iniziative.

Abbiamo promosso tante iniziative e collaborato attivamente ad alcune promosse da altri soggetti. Se avete voglia potete sfogliare le pagine del nostro sito e rendervi conto dell’attività svolta.

Abbiamo coinvolto non meno di mille persone, portandole ad incontrare il nostro fiume con piccoli eventi che hanno cercato di tenere insieme il divertimento, la salute, la cultura, l’ambiente e il paesaggio, la storia e la tradizione.

Abbiamo coinvolto con decine di incontri le Amministrazioni comunali, partiti e movimenti, Associazioni, la Regione, personalità importanti, attività economiche. Con questi soggetti abbiamo tessuto la tela della buona politica, quella che mette al centro i beni comuni e li declina a favore del progresso e della civile convivenza fra tutte le persone.

L’evento più importante dell’anno è stato certamente la Conferenza del 28 maggio, a Castel Bolognese, dove abbiamo presentato un progetto di massima e le gambe sulle quali si sostanzia, per un percorso ciclo-naturalistico dalla collina al mare che veda Senio e Lamone collegare il parco della Vena del gesso e il parco del Delta del Po.

In secondo luogo vorremmo ricordare la richiesta e le proposte messe in campo per il recupero ambientale della zona interessata dalle casse di espansione. Un progetto di notevole portata visto nell’ottica di una sinergia funzionale con il parco dei Gessi.

L’anno che verrà potrà essere il tempo in cui queste idee basilari trovano cittadinanza, si radicano nel territorio e fanno qualche passo sostanziale in avanti. Chiederemo con forza di essere ascoltati.

Poi ci sono in cantiere altre idee, molto importanti, che presto sveleremo. Continuate a seguirci, sosteneteci e aiutateci.

 

Riolo Terme

Riolo Terme

Ieri mattina, in una splendida giornata di sole, con temperatura mite e terreno asciutto, siamo andati a piedi da Tebano a Riolo Terme, risalendo la riva di sinistra del Senio.

Eravamo curiosi, per tante ragioni. Ma cosa abbiamo incontrato?

La parola che mi sento di mettere in cima alla piramide è: incuria. Innanzitutto da parte delle autorità del fiume, poi da parte di diversi privati confinanti e anche da parte di chi utilizza il fiume per il proprio passatempo.

Spesso ci siamo trovati davanti ad una giungla quasi inestricabile, sia nei tratti di argine, che in quelli dove è la campagna ad incontrare il fiume. Le golene, piccole o grandi che siano hanno la medesima caratteristica, mentre le rive appaiono quasi ovunque in buono stato, sostenute come sono da una vegetazione fitta, ma di piccolo taglio. Per lunghi tratti, dove non c’è argine, la campagna confinante è divisa in piccoli appezzamenti, per lo più incolti, o mal coltivati. Forse perchè non danno reddito.

Va detto che abbiamo incontrato pure lunghi tratti – direi oltre la metà del percorso – con carraie e stradelli perfettamente agibili. Esistono anche luoghi dove i contadini – o altre persone di buona volontà – tengono ben pulito l’argine oppure, con il trincia, consentono un comodo passaggio.

I pochi rii che scendono dalla collina, sono ben superabili. In quello più impegnativo – vicino a Riolo – è intervenuto una buon’anima che, nella previsione del nostro passaggio, ha gettato un piccolo ponte. Lo ringraziamo.

Nei tratti con maggiore vegetazione, non è stato difficile crearsi il passaggio grazie al fatto che non ci sono rovi. E questa è una gran bella notizia. Lungo l’intero percorso il punto più problematico e che occorre studiare bene è in corrispondenza del così detto “taglio del fiume”. Nel punto dove ad inizio novecento il fiume venne “drizzato” per consentire il passaggio della ferrovia Castel Bolognese – Riolo Bagni.

Detto dei problemi, veniamo al resto. Già dicevo che alveo e rive sono in buono stato. Non serve una manutenzione feroce; occorre una gestione intelligente della vegetazione arborea che non deve crescere troppo e il taglio costante dell’erba negli argini e nelle golene. L’acqua è scorrevole e bella; appare pulita; c’è pesce. In un’unico punto, poco oltre Cuffiano, abbiamo trovato una importante diga di piccoli tronchi nel letto del fiume. La segnaleremo a chi di competenza perchè intervenga.

La vegetazione che fa da contorno è caratterizzata sostanzialmente da querce, robinie, pioppi, salici, sambuco, canne e da arbusti che non conosco. Abbiamo incontrato anche canne indiane diverse da quelle più conosciute.

Per quanto riguarda la fauna, in un ambiente così ruspante, potete bene immaginare. Nonostante Pippo, che ci anticipava, abbiamo visto, scoiattoli, branchi di caprioli, le tracce dei cinghiali, le tane degli istrici, alcune nutrie. E tanti volatili particolarmente nella zona delle casse di espansione. Cormorani, gabbiani, germani reali, anatre, aironi, fagiani.

La vista della zona delle casse di espansione merita una riflessione a parte. La cassa già realizzata – quella che attende da anni di essere collegata al fiume per fare il proprio lavoro – è in totale stato di abbandono. Gli argini non sono stati ripuliti; l’erba è alta e sicuro rifugio di animali di ogni tipo. Compreso quelli che ne potrebbero minarne la stabilità.

Non so se il fatto che fosse domenica abbia inciso, ma l’impressione che ho avuto, relativamente ad una opera che si considera fondamentale per la sicurezza dei comuni della vallata, è stata quella dell’abbandono. Tale da chiedersi se la volontà della politica è ancora veramente quella di volerla realizzare. Alimenta il dubbio anche il fatto che il ponticello che supera il Senio in quella zona – una ardita opera del dopoguerra costituita da una unica campata in ferro – venga fatto morire. Il fatto che non si faccia adeguata manutenzione ad una opera che potrebbe essere molto utile nella futura prospettiva di un’area naturalistica di pregio, cosa significa? Pensiamoci.

Le difficoltà e i pensieri non ci hanno impedito di vedere le cose belle. Le tante querce secolari – anch’esse bisognose manutenzione perchè attaccate dall’edera; un vecchio mulino, le tracce di un altro e le loro secolari opere di adduzione; scorci di una campagna bella e rigogliosa e la bellezza di un paesaggio collinare incomparabile.

In conclusione, quanto visto, mi porta a dire che il tratto di Senio, da Riolo fino a Tebano – da dove inizia l’arginatura continua – potrà essere un domani perfettamente percorribile a piedi, col cavallo e anche con la mountain bike. Occorrono un progetto, idee chiare, determinazione e qualche modesta risorsa economica.

Il primo appello lo rivolgiamo ai vicini di fiume. A loro diciamo: dateci una mano. Aiutateci a mantenere pulito i tratti di argine e le carraie vicine. Nessuno vi disturberà. Le vostre proprietà saranno valorizzate da un ambiente più bello e vivibile. A coloro che passeranno potrete proporre i vostri prodotti. Vi faranno compagnia e vi sentirete anche più sicuri.

Agli Amici del Senio propongo di dare una mano offrendo disponibilità per qualche attività, sul modello del lavoro partecipato che ha visto i volontari recuperare il Mulino di Scodellino. Sarebbe bello pulire sotto le querce secolari, recuperare i manufatti delle opere di adduzione ai mulini, togliere sterpaglie, potare alberi. Pensateci. Aspettiamo di sentirvi.

A coloro che governano su mandato dei cittadini il territorio spetta il compito – se lo vorranno – di cogliere questi contributi, relazionarli al contesto più generale e realizzare l’opera.

Ultimissima: il percorso da Tebano a Riolo Terme – lungo il fiume – è  lungo 9 chilometri e 700 metri.

Di seguito un collage di foto scattate ieri.

 

 

 

 

documentoUna gentile signora – Patrizia Capitanio – ha scritto un bel libro su Tebano, una piccola località delle colline faentine a cavallo del Senio. Noi, che intendiamo valorizzare tutto ciò che vive attorno al Senio, in collaborazione con il Polo di Tebano, abbiamo pensato di presentarlo a Castel Bolognese

La ragione è che Tebano, pur essendo una frazione del comune di Faenza, data la sua collocazione, vive da sempre in simbiosi con Castel Bolognese.

Il bel libro di Patrizia Capitanio testimonia questo intreccio con tanti racconti e informazioni. Ad esempio ci ricorda che la Chiesa di Tebano, oggi Santuario, racchiude numerose opere di Angelo Biancini fra le quali l’Annunciazione che costituisce lo studio preliminare del bassorilievo che lo scultore ha realizzato per la facciata della Basilica di Nazaret.

Ricordando questo legame, abbiamo pensato di anticipare la presentazione del libro, che avverrà sabato 3 dicembre alle ore 16,30 presso la sala lettura della biblioteca di Castel Bolognese, con una visita al Museo all’aperto di Angelo Biancini. Sarà la stessa Patrizia Capitanio a guidarci lungo le vie del paese alla ricerca di alcune fra le più significative opere che il grande maestro scultore ha donato alla città.

L’appuntamento è per le ore 15 al Bar Capriccio in via Roma 1/b.

Informiamo che le iniziative previste a Castel Bolognese per SABATO 12 novembre:

  • Visita al Museo all’aperto Angelo Biancini
  • Presentazione del libro “TEBANO. Una piccola località delle colline faentine, viva oggi come ieri”

SONO RINVIATE A DATA DA DESTINARSI PER MOTIVI DI FORZA MAGGIORE.

invitovolantino-jpg-coloriUn fine settimana per la cultura e il territorio. Ecco i prossimi appuntamenti degli Amici del Senio.

Sabato 12 novembre. Siamo nell’ambito della valorizzazione del Senio, un fiume non solo carico di storia – e in futuro vedremo quanta – ma un riferimento per le popolazioni che hanno vissuto attorno ad esso nei secoli.

Una gentile signora – Patrizia Capitanio – ha scritto un bel libro su Tebano, una piccola località delle colline faentine a cavallo del Senio. E noi che intendiamo valorizzare tutto ciò che vive attorno al Senio, abbiamo pensato di presentarlo a Castel Bolognese.

La ragione è che Tebano, pur essendo una frazione del comune di Faenza, data la sua collocazione, vive da sempre in simbiosi con Castel Bolognese.

Il bel libro di Patrizia Capitanio testimonia questo intreccio con tanti racconti e informazioni. Ad esempio ci ricorda che la Chiesa di Tebano, oggi Santuario, racchiude numerose opere di Angelo Biancini fra le quali l’Annunciazione che costituisce lo studio preliminare del bassorilievo che lo scultore ha realizzato per la facciata della Basilica di Nazaret.

Ricordando questo legame, abbiamo pensato di anticipare la presentazione del libro, che avverrà sabato 12 novembre alle ore 16,30 presso la sala lettura della biblioteca di Castel Bolognese, con una visita al Museo all’aperto di Angelo Biancini. Sarà la stessa Patrizia Capitanio a guidarci lungo le vie del paese alla ricerca di alcune fra le più significative opere che il grande maestro scultore ha donato alla città. L’appuntamento è per le ore 15 al Bar Capriccio in via Roma 1/b.

Domenica 13 novembre. A seguito del gradito invito della Pro Loco, presenteremo, in occasione della Sagra del BRACCIATELLO e del VINO NOVELLO, nel bel chiostro del Palazzo comunale, IL SENIO SI MOSTRA. Si tratta due mostre (una inedita) sul nostro fiume: IL PERCORSO DEL SENIO TRA MEMORIA E NATURA e CARO SENIO. Le mostre saranno visitabili dalle ore 9 alle 19. Nell’occasione sarà presentata l’idea di un percorso ciclo-naturalistico e della memoria dalla collina al mare.

Vi invitiamo tutti.

E sosteneteci.

Iscriversi agli Amici del Senio costa 5 euro all’anno.

 

ads-volantini_unfiumediricordi_3-webSabato 15 ottobre, camminando lungo il Senio, faremo visita ad un’opera straordinaria per quei tempi: un acquedotto che doveva portare acqua potabile a Cotignola, Granarolo e Bagnacavallo.

Siamo all’inizio del Novecento. Da secoli Tebano è conosciuto come luogo d’acqua. La montagna la raccoglie, le sabbie gialle e la ghiaia la filtrano e la contengono, uno spesso strato di argilla la trattiene dieci metri sopra il livello del Senio.

Nel 1906 tre ingegneri faentini vengono incaricati di redigere il progetto. Le acque sono potabili, indipendenti dal fluire del fiume, il giacimento appare perenne. Dopo numerose ricerche durate non meno di un lustro, iniziano i lavori con la costruzione della galleria di raccolta. Poi i lavori si interrompono, senza che ancora se ne conosca la ragione.

Di ciò che allora fu costruito resta ancora aggi una tangibile testimonianza, sotto otto metri di terra. Si tratta del primo tratto della galleria di raccolta che ancora oggi versa un rigagnolo di acqua per il Senio. Lasciando traccia nel muricciolo, sotto la chiesa, dove era posta una fontanella, dove, fino a pochi anni fa hanno trovato ristoro i ciclisti di mezza Romagna.

Sabato, giunti sul posto, un amico speleo, in sicurezza si calerà nel pozzo e filmerà la galleria che, se le condizione tecniche saranno buone, potremo vedere in diretta su Facebook. Oppure vederla in breve differita.

Siamo a Tebano sul Senio, paese di acque, ma anche di vino. Non a caso, dopo la galleria, visiteremo le cantine Astra del Polo di Tebano. Renderemo così omaggio ad uno dei centri di ricerca vitivinicolo più apprezzati della Regione.

Sullo sfondo il bel libro “Tebano, una piccola località delle colline faentine viva oggi come ieri – Carta Bianca editore -” e la sua autrice Patrizia Capitanio. E’ stata la lettura di questa interessante pubblicazione che ha ispirato questa iniziativa degli Amici del Senio. Il libro sarà presentato a Castel Bolognese – nella sala lettura della biblioteca – sabato 12 novembre.

Cliccando la foto, potrete leggere il programma dettagliato dell’iniziativa.

 

2015-09-27-14-29-26Prima di rendere conto della riunione di lunedì scorso con i consiglieri regionali eletti nei territori del Senio – lo farò domani – desidero rivolgere un breve appello a tutti coloro che ci seguono con simpatia e che sperano che otteniamo qualche risultato.

Abbiamo bisogno di qualche euro. Il finanziamento della nostra associazione è dato dai 5 euro che versano coloro che si iscrivono. E dai modesti avanzi delle piccole donazione volontarie che una parte di voi ci offre quando partecipate alle iniziative che proponiamo in cambio di qualcosa di concreto che mettiamo a disposizione (ristoro, ecc.).

Debbo dire che fino ad oggi questo ci è bastato e di questo vi ringraziamo. Ci è bastato perchè ad esso si è aggiunta la generosità dei membri del Consiglio dell’Associazione e di alcune altre persone che ci stanno vicino. E grazie ad alcuni comuni che con i patrocini ci offrono gratuitamente le sale per le iniziative e la stampa di un ridotto numero di volantini per propagandare le medesime.

Il fatto è che le spese fisse di gestione di un’Associazione di volontariato che segue la legge, per il solo fatto di esistere e di farlo sapere stanno superando quanto incassiamo dalle tessere (da 350 a 500 euro anno). E quindi nulla possiamo fare di concreto (iniziative) se non cresceranno le nostre entrate.

Di cose ne vorremmo fare ancora tante, se ci aiuterete.

Ci piacerebbe, ad esempio, replicare in ogni comune bagnato dal Senio la Conferenza che abbiamo fatto a Castel Bolognese sul tema del Percorso ciclo-naturalistico dalla collina al mare.

Vorremmo creare piccoli eventi artistici e culturali sul fiume, oltre a sviluppare le tradizionali iniziative.

Ci alletta l’idea di creare un punto di raccolta di tutte le pubblicazioni sul Senio e di informazione di tutti gli eventi che si creano attorno al fiume per promuovere la nostra splendida valle e le sue creative e laboriose attività.

E altro ancora. Certo, mantenendo ben saldi i piedi in terra e in amicizia con tutti.

Potete aiutarci, iscrivendovi all’Associazione (5 euro ogni anno). E se proprio non vi va la parola Tessera, potete scegliere semplicemente di donarci 5 euro.

Potete farlo contattando i dirigenti dell’Associazione, oppure tramite BOLLETTINO DI CONTO CORRENTE POSTALE scrivendo il numero di C/C 001029941547, intestandolo ad ASSOCIAZIONE AMICI DEL SENIO e indicando come Causale TESSERAMENTO 2016, oppure Donazione. Se versate per più persone, indicate nella causale i vari nomi a cui si riferisce il versamento.

Ho finito. Mi scuso per la venalità dell’argomento trattato. Sappiate che mi costa e che non lo ripeterò certamente a breve. Daremo conto del risultato ottenuto.

DOMENICO SPORTELLI Presidente Associazione Amici del fiume Senio.

 

Rubiera (RE) - Manufatto regolatore delle casse di espansione del fiume Secchia

Rubiera (RE) – Manufatto regolatore delle casse di espansione del fiume Secchia

Abbiamo visitato le casse di espansione del fiume Secchia ai confini delle provincie di Modena e Reggio Emilia. E avuto occasione di parlare con dipendenti del Consorzio parchi che conoscono bene la materia e che ringraziamo per l’accoglienza.

Anche sul Secchia la vicenda delle casse è intrecciata alle cave per inerti. Poi, anni fa decisero di riorganizzare il territorio in modo che il fiume, in caso di piena, potesse espandersi all’interno di un’area arginata e controllata. Decisero anche di trasformare l’area in zona naturalistica per i cittadini, affidandole l’etichetta di Riserva Naturale Orientata.

A seguito di queste decisioni politiche degli amministratori locali e della Regione, furono stanziati investimenti che servirono per creare percorsi ciclo pedonali e aree di avvistamento, istallare tabelle illustrative e segnaletica. L’area complessiva è di circa 120 ettari con alcuni laghetti permanenti ad uso ricreativo ed altri gestiti per il recupero di acqua da potabilizzare. Il resto è composto da vegetazione, terreno incolto e cave di ghiaia.

Abbiamo percorso con le bici il tratto dei laghetti. Abbiamo avuto qualche difficoltà nell’orientarci, ma tutto sommato la visita è stata interessante. Abbiamo incontrato pensionati in bicicletta e ragazzi in escursione. Qualche pescatore e un gruppetto di ricercatori. Abbiamo anche registrato una scarsa manutenzione delle strutture della Riserva Naturale. Inerbimento delle piste ciclabili e sentieri, segnali fuori posto o fatiscenti, rifiuti nelle zone dei pescatori, tavoli e panche divelte.

Quello che abbiamo visto, bello e interessante dal punto di vista naturalistico, ripropone il problema della manutenzione delle strutture ad uso dei cittadini per i loro scopi dentro le aree protette. Parlandone con i tecnici del Consorzio, il problema è stato confermato. La mancanza di adeguate risorse finanziarie fa si che in generale la manutenzione ambientale venga posta in secondo piano e che nemmeno venga svolta in modo adeguato quella primaria necessaria alla sicurezza dei fiumi.

Questo non vuol dire che si debba rinunciare alle riserve naturali, al salutismo, alla vita all’aria aperta, eccetera. Quegli obbiettivi vanno certamente mantenuti, le opere vanno fatte, ma occorre contestualmente affrontare il tema della manutenzione. Sapendo però che i soldi sono pochi, occorre che entrino in campo i cittadini i quali devono iniziare a pensare di prendersi in carico – in forma associata, se possibile – determinati compiti di piccola manutenzione degli arredi e di altri servizi minori, indispensabili però al mantenimento e alla fruizione delle aree. Saremo capaci di questo? Alcune foto dell’area.

 

 

 

parco-fluviale-2I lavori di manutenzione nel tratto del Senio interessato da una frana a Castel Bolognese, all’apparenza sono terminati. Sono consistiti – per un tratto di 700 metri – nel taglio dell’erba in golena (di proprietà privata); nel taglio degli alberi pericolanti, di quelli sulla riva o vicini ad essa; nella riprofilutara di brevi tratti della riva di sinistra e nell’apertura di un varco a destra per agevolare la discesa dell’acqua dalla collina.

Si è trattato di un lavoro certamente utile, ma non sappiamo se svolto proprio a regola d’arte. Alcuni cittadini dicono che con 100 mila euro di doveva fare di più. Ma ciò che più sorprende sono tre cose:

  • sono state lasciate sul posto tante ramaglie che la prima fiumana porterà a valle;
  • non è stato ripulito il letto del fiume dai vecchi tronchi e radici che ostruiscono col loro effetto diga il passaggio dell’acqua. Anche in questo caso si pensa che la prima fiumana li porterà nel Reno, che li porterà in mare, che li spiaggerà a Casal Borsetti o a Marina Romea dove dovremo per forza raccoglierli;
  • non è stato compiuto alcun intervento rivolto alla frana, ovvero al tema di maggiore preoccupazione per i cittadini e che credevamo avesse originato l’investimento.

Va riconosciuto che sono stati salvati gli alberi presenti nell’argine e in golena e qualcosa anche sulla riva. Così come va detto che avere segato alla base gli alberi, non svellendoli o scossi come in altri casi, consentirà un rapido ricaccio – già in atto – dei getti, quindi, la rinaturalizzazione dell’ambiente e la sicurezza. Passi in avanti che crediamo siano da porre in relazione alle nuove linee guida della Regione per la manutenzione dei fiumi, all’impegno preciso del comune di Castel Bolognese e, forse, anche all’azione degli Amici del Senio.

E’ del tutto evidente che resta da chiarire l’aspetto della frana e di chi deve fare cosa, e in quali tempi, per rimuovere quel pericolo. Attendiamo che qualcuno spieghi questa vicenda.