Conoscere il vino

Conoscere il vino

Ieri alla camminata di Solarolo, centellinando un’ottima Albana del 2009 del podere Mazzolano di Roberto Graziani, Mario ci ha raccontato di quando Galla Placidia – in giro per le colline di Forlì – dopo avere assaggiato questo vino e averne constato il suo splendido colore giallo, esclamasse di come avrebbe voluto “berti in una coppa d’oro”. Si dice fosse da quella esortazione che il paesino prese il nome di Bertinoro.  L’imperatrice poi lungo la via del ritorno, poco prima di Ravenna, si racconta finisse col suo destriero gambe all’aria e pare che proprio da quell’inconveniente, forse dovuto all’ebrezza, i cittadini del posto chiamassero la località: Gambellara.

Vero o no che sia questa storia, di certo l’albana fa del suo colore giallo dorato una delle sue caratteristiche di base e quella di Roberto conferma la regola. Sempre in tema di assaggi, prima dell’albana (14 gradi), eravamo passati da un allegro Chardonnay (11,5 gradi) e da un ben strutturato Sangiovese di 13 gradi. Tutti ottimi vini delle terre di collina (Riolo Terme) del nostro Senio.

Con l’iniziativa di ieri, dopo le erbe, il pane, i trebbi abbiamo continuato il cammino lungo il fiume, alla scoperta delle tradizioni, delle storie e dei prodotti della sua valle. La prossima tappa sarà forse alla scoperta degli acquedotti sotterranei di Tebano e del nasturzio, una pianta molto rara che a Tebano ha trovato un habitat ideale.

Dicevo di ieri e dell’abbinamento camminata sul fiume e legame col territorio. Va detto che, nonostante fosse un caldo fuori dal normale, un folto gruppo di cittadini – particolarmente donne e bambini – ci ha seguito.  Dopo avere ricordato i Martiri di Felisio e deposto un mazzo di fiori di fiume sul loro Monumento, ci siamo incamminati verso il passo di Lungaia, seguendo il sentiero segnato da amici contadini con il loro “trincia”. Nonostante il secco abbiamo potuto apprezzare i profumi intensi di alcune erbe pestate fra le quali la mentuccia e la ruccola. Poi la scoperta di alcune rigogliose piante di luppolo in fiore.

Va detto che in quel tratto il Senio è messo poco bene. Serve di accurata manutenzione, di riprofilatura di tratti di riva crollati, di controllo sugli emungimenti che ormai gli hanno tolto anche le lacrime. Speriamo di essere ascoltati.

Concludo ringraziando l’amministrazione comunale di Solarolo che sempre ci sostiene e tutti coloro che con il loro impegno hanno reso possibile questa iniziativa degli Amici del Senio.

 

 

FelisioCari amici del Senio, avrete capito che le iniziative della nostra associazione sono più frequenti e partecipate dove incontrano gruppi di cittadini interessati e che danno una mano. E questo è logico per un’Associazione di volontariato che, per sua natura, antepone il fare al dire.

In questi giorni abbiamo ricevuto uno stimolo dagli Amici di Felisio di Solarolo, sul Senio. Ci hanno chiesto di essere presenti alla loro sagra con una nostra iniziativa. E noi ci saremo, con una mostra che rappresenti metaforicamente un dialogo con il Senio che corra lungo il filo di queste parole: Caro Senio, un fiume di ….. ti vogliamo…. .

Gli Amici di Felisio, partendo dalla Comunità parrocchiale, fanno da anni una bella Sagra. Inutile dire come il loro pezzo forte sia la cucina romagnola. E’, quella di Felisio, una comunità che odora di terra e di campagna, fortemente legata al territorio. Siccome sono persone che non perdono di vista i contenuti e il bene comune, inseriscono nel contesto della loro iniziativa temi di carattere sociale e questo gli fa onore.

Vi invitiamo a visitare questa Festa e a venirci a trovare nello spazio della mostra dedicata al Senio. Il programma è quello che potete vedere nella foto.

 

 

 

ADS_v6_Solarolo_SN2Dopo una estate torrida sotto molti punti di vista, durante la quale però non ci siamo mai dimenticati del nostro amico Senio, riprendiamo con le iniziative autunnali. Come di consueto il primo appuntamento è con la camminata di Solarolo. Come vedete dal programma, quest’anno partiamo da Felisio. Sarà appena passato qualche giorno dal ricordo del terribile eccidio nazi-fascista avvenuto il 5 settembre del 1944. Prima di avviarci, metteremo un mazzo di fiori nel monumento che ricorda quei martiri uccisi da coloro che volevano mantenere l’Italia soggiogata dalla dittatura.

Come sapete, da tempo culliamo l’idea di valorizzare i prodotti e i produttori della valle dove il Senio scorre. Oltre che i tanti esercizi del buon e del bel vivere come i B&B, gli Agriturismo, i tanti ristorantini e gli stessi contadini che vendono a Km zero. Domenica 11 partiamo con un omaggio al nostro vino. Un amico, che produce a Riolo Terme, in quella collina di marna così pregiata per la qualità di alcuni vini, metterà a disposizione due suoi prodotti che saranno centellinati dal pubblico, guidato da un amico che di vino se ne intende.

A metà percorso ci fermeremo sotto i grandi alberi di Casa Dalmonte, dove – oltre al rito del vino – faremo una merenda con piadina e salsiccia. Parleremo brevemente del fiume e delle iniziative che vogliamo mettere in campo per realizzare i nostri obbiettivi. Chiederemo come al solito un piccolo contributo economico che ci consente di fare vivere l’Associazione. Chi lo vorrà, potrà iscriversi agli Amici del Senio (costa 5 euro) e firmare la petizione per il Senio che ha già raggiunto le 800 firme.

 

 

 

 

IMG_1033Entro alcuni giorni dovrebbero concludersi i lavori di taglio degli alberi nel tratto del fiume Senio interessato alla frana a Castel Bolognese. Poi si darà luogo ai lavori di profilatura delle rive e di messa in sicurezza dalla frana.

Al momento rileviamo come i lavori siano stati svolti con una certa cura. Sono rimasti in piedi:

  • gli alberi nell’argine di sinistra;
  • quelli in golena, eccetto uno secco e altri potati;
  • per un piccolo tratto, anche quelli vicino alla riva dell’alveo.

Sono stati rimossi tutti gli alberi caduti nel letto, quelli in piedi, ma a contatto con l’acqua.

Quelli sulla riva dell’alveo, ma a rischio di erosione a breve, sono stati segati (e non strappati) a terra, lasciando quindi intatta la funzione delle radici che ricacceranno getti a breve.

Per quanto riguarda la parte desta, ci risulta saranno abbattuti solo gli alberi pendenti.

Sono certo che se qualcuno potrà pensare e dire che potevano essere salvati più alberi, tante altre persone penseranno e diranno che dovevano essere tolti anche quelli lasciati.

A mio parere si sta facendo un lavoro migliore di quelli che ho visto fare gli scorsi anni in altri tratti del Senio (Cotignola, Solarolo, Riolo Terme). Speriamo che anche nei lavori di pulizia che fra poco saranno iniziati nei comuni di Fusignano ed Alfonsine si seguano – e se possibile si migliorino – i criteri adottati a Castel Bolognese. Sopratutto nel tratto finale del Senio, prima di entrare nel Reno, è possibile e doveroso un taglio selezionato e naturalmente il rispetto delle normative del Parco del Delta.

Adesso per il tratto castellano ci preme fare presente l’esigenza di ripulire anche il tratto fino a Tebano e – sopra tutto – quelli a monte e a valle di Ponte del Castello dove una vera giungla impedisce da anni il passeggio sulle rive. Risulta che se ne stia parlando, ci farebbe piacere che si arrivasse quanto prima ad un risultato positivo.

Restano infine da risolvere i temi:

  • del risanamento del terreno privato dove origina l’attuale frana;
  • della pulizia delle golene ancora proprietà dei privati cittadini;
  • della rimozione della sbarra al Boccaccio, dopo che due sentenze del Tribunale hanno detto che non deve starci e che i cittadini sono liberi di transitare.

In un futuro prossimo proponiamo si apra un ragionamento sul tratto di fiume da Ponte del Castello a Solarolo che riveste – oltre al tema della sicurezza – anche un grande interesse dal punto di vista naturalistico.

 

 

La golena dei ciliegi

La golena dei ciliegi

I lavori per riparare la frana sul Senio a Castel Bolognese, che pare essere stata aiutata da un confinante sul lato faentino, sono partiti. L’Autorità del fiume ha pulito la golena corrispondente al Parco fluviale di Castel Bolognese, di proprietà di un privato cittadino, che sarà teatro dei lavori. Ad inizio agosto entreranno in funzione le macchine pesanti per ripulire l’alveo dai tronchi e per risagomare le sponde.

Quando si lavora per prevenire danni futuri, si tratta senz’altro di una buona cosa. E’ giusto riconoscerlo. Sappiamo a tal proposito degli importanti interventi che si stanno facendo anche nella Bassa.

Quello di cui parliamo adesso è un intervento di 700 metri. Occorre riconoscere però che il problema nel tratto del territorio di Castel Bolognese è ben più vasto. Il tratto a monte, fino a Tebano. è egualmente ostruito da tronchi e ramaglie e quello del ponte del Castello si presenta oramai come una giungla inestricabile, ben visibile a chiunque transiti sulla via Emilia. Pare evidente come il prossimo passo debba riguardare anche queste porzioni di fiume.

I lavori che partiranno il primo agosto, riguardano il tratto del Parco fluviale di Castel Bolognese, frequentato ogni anno da decine di migliaia di cittadini e cartina di torna sole di come noi, Amici del Senio, vorremmo che in futuro diventasse tutto il tragitto del Senio, da Palazzuolo ad Alfonsine. E’ quindi importante che i lavori siano fatti per la sicurezza e anche nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Così come previsto dalle linee guida di recente emanazione dalla nostra Regione, sulla manutenzione dei fiumi.

Il fiume deve essere sicuro e contemporaneamente attraente per chi vuole camminarci sopra. Sarà così una autostrada naturale che collegherà tutto quello che di bello c’è da vedere attorno ad esso, favorendo una migliore qualità della vita e lavoro e reddito per tanti cittadini.

E’ previsto che i lavori durino tre mesi. Penso che faranno molto prima. Ci sarà qualche disagio, ma non credo si debba interdire il passeggio dei cittadini, sopra l’argine. Se sarà necessario, si potrà forse chiedere la presenza in alcune fasi del volontari per la sicurezza e di quelli della protezione civile.

Una volta tanto vogliamo essere ottimisti. Notiamo interesse e partecipazione da parte dei cittadini, un buon lavoro da parte dell’Amministrazione comunale e una valida interlocuzione da parte di chi sovra intende alla gestione del fiume. Allora, se tutto andrà bene, alla fine dei lavori, faremo una bella festa. Se troviamo consenso, la promuoveremo come Amici del Senio, con la collaborazione di altre associazioni – se lo vorranno – e con la presenza di tutti coloro che avranno contribuito a questa piccola opera. Potrebbe essere la festa della gioia di stare insieme. Perchè, come dicono Josè Mujica e Liga, siamo nati per vivere.

Arena balleIn questi giorni il fiume Senio culla la sua più bella esperienza dell’anno. L’Arena delle balle di paglia di Cotignola. L’Arena vive dal ponte della Chiusaccia al ponte di Cotignola. Con l’Arena prende corpo il sogno di trasformare il nostro Senio in una grande palestra di arte, cultura e divertimento lento. Dal Reno, dove sfocia, alla Sambuca, dove nasce.

Se l’Arena delle balle vive qualche mese, l’Arena del Senio dovrà vivere tutto l’anno. L’Arena del Senio dovranno essere le centinaia e centinaia di iniziative che una moltitudine di attori sapranno mettere insieme per creare un evento di teatro, arte e cultura unico al mondo. Un sogno? No, un obbiettivo al quale tante persone stanno lavorando con impegno e passione.

L’Arena della balle di paglia è un evento visitato ogni anno da diverse migliaia di persone. Chi la scopre per la prima volta, rimane stupito e si chiede come possa essere possibile.

Voi avete mai visitato l’Arena? Se decidete di farlo, ne vale veramente la pena, vi offro qualche consiglio.

L’Arena è come il buon vino, va centellinato, scoperta piano piano. Per la visita potete partire dal parcheggio del nuovo campo Sportivo di Cotignola e arrivare a piedi per la campagna (illuminata), oppure potete percorrere la cima dell’argine di sinistra dal ponte di Cotignola o da quello della Chiusaccia. Il percorso è perfettamente agibile a piedi e in bici, grazie al taglio dell’erba offerto volontariamente da Franco, un contadino del luogo che apprezza il “gioco”.

Se vi incamminate lungo l’argine dal ponte di Cotignola, incontrerete la Golena dei poeti, ricavata dentro al Senio, poi la grande Arena delle balle di paglia con davanti il muro delle acacie del vecchio canale e  alle spalle la riva del fiume, il Ridotto balle, l’Arena dei bambini, la Casa della fotografia di paglia. Potrete risalire il canale attiguo al fiume, dentro al tunnel delle acacie, visitando gli allestimenti inventati dai creativi dell’Arena. Troverete l’Area pic-nic di via Cenacchio, per chiacchiere e spuntini, sede dei racconti della gente comune; a pochi metri il Casone teatro Ercolani, un vecchio ripostiglio di attrezzi agricoli trasformato nel più bel teatro si sempre. Proseguendo sull’argine, verso la Chiusaccia, dopo il sipario sull’argine, vi imbatterete nella Golena dei morti felici, teatro di surreali evocazioni, sempre legate ai fatti del popolo e alla sua cultura.

Lungo il tragitto sarete attratti da decine di opere d’arte create sul posto con i materiali del luogo. Di queste fanno parte i getti d’acqua sul Canale Emiliano Romagnolo.

L’ora migliore per la visita è quella fra il “lume e lo scuro”, potendo così vedere prima gli allestimenti alla luce del giorno e dopo, illuminati dagli artisti del led. Questo luogo incanta e coinvolge i bambini. Quindi nessuna preoccupazione per loro, se li portate vi saranno grati. Se arrivate presto, potete ristorarvi col cibo da passeggio ammannito al Bar delle acacie, dove anche si raccontano cose. Se siete vegetariani, vegani o celiaci, niente paura, si è pensato anche a voi. Poi la birra. E qui mi fermo. L’Arena vi aspetta. Il programma completo  è qui http://www.primolacotignola.it/public/file/1t000570.pdf

 

Ponte Castello - Passo Lungaia (16)Abbiamo appreso in questi giorni dalla stampa la notizia di investimenti messi in campo per la manutenzione del fiume Senio. Si tratta, se ho ben capito, di tratti nel percorso di pianura, verso la foce. A questi dovrebbero aggiungersi quelli stanziati per la zona della frana in quel di Castel Bolognese.

Gli Amici del Senio, visto lo stato in cui versa la manutenzione del fiume, sono contenti che questo doveroso intervento avvenga. Segnalano l’opportunità che la manutenzione del Senio esca dalla emergenzialità e diventi un elemento naturale e costante della programmazione. Chiedono che la manutenzione tenga conto della complessità del fiume e che siano rispettate le (cliccare per leggere il testo integrale) LINEE GUIDA REGIONALI PER LA RIQUALIFICAZIONE INTEGRATA DEI CORSI D’ACQUA NATURALI DELL’EMILIA ROMAGNA. Data la ponderosità, di seguito riportiamo integralmente alcune scelte che ci stanno a cuore, fra le tante espresse.

Chiediamo naturalmente che chi di dovere svolga gli opportuni controlli.

“Gli interventi in materia di difesa del suolo devono essere progettati e realizzati anche in funzione della salvaguardia e della promozione della qualità dell’ambiente. Quando
l’intervento prevede la costruzione di opere, è necessario adottare metodi di realizzazione tali da non compromettere in modo irreversibile le funzioni biologiche dell’ecosistema in cui vengono inserite e da arrecare il minimo danno possibile alle comunità vegetali ed animali presenti, rispettando contestualmente i valori
paesaggistici dell’ambiente fluviale, vallivo e litoraneo.
Nel momento della progettazione preliminare, devono essere esaminate diverse soluzioni, tenendo conto nella valutazione costi-benefici anche dei costi e dei benefici
di tipo ambientale, ed optando per la soluzione che realizza il miglior grado di integrazione tra i diversi obiettivi.
La progettazione degli interventi dovrà assumere quali aspetti vincolanti la conservazione delle caratteristiche di naturalità dell’alveo fluviale ed il rispetto delle
aree di naturale espansione e relative zone umide collegate.

Le associazioni vegetali ripariali, oltre a costituire un importante valore ecologico e fungere da agenti di una notevole attività di depurazione delle acque, possono essere
considerate come la più naturale delle difese idrauliche, efficaci per la limitazione dell’erosione e per il rallentamento della corrente nelle zone d’alveo non soggette ad
invaso permanente.
Risulta quindi evidente la necessità di mantenere, al di fuori dell’alveo normalmente attivo, la vegetazione esistente, limitando gli abbattimenti agli esemplari di alto fusto
morti, pericolanti, debolmente radicati, che potrebbero essere facilmente scalzati ed asportati in caso di piena. La necessità di abbattere le piante di maggior diametro
deve essere valutata nelle diverse zone d’intervento, in funzione delle sezioni idrauliche disponibili, sulla base di opportune verifiche documentate, che facciano
riferimento a precise condizioni di piena con prefissati tempi di ritorno.
Le devegetazioni spinte vanno assolutamente evitate, mentre deve essere avviata una manutenzione regolare, che preveda in generale un trattamento della vegetazione
presente, tale da renderla non pericolosa dal punto di vista della sicurezza idraulica; ciò si ottiene di norma con tagli selettivi e diradamenti mirati, mantenendo le
associazioni vegetali in condizioni “giovanili”, con massima tendenza alla flessibilità ed alla resistenza alle sollecitazioni della corrente, limitando in sintesi la crescita di
tronchi di diametro rilevante e favorendo invece le formazioni arbustive a macchia irregolare.”

Ipotesi di percorso

Ipotesi di percorso

La conferenza di sabato scorso a Castel Bolognese, promossa dall’Amministrazione comunale e dagli Amici del Senio, ha detto che la via ciclabile ad anello Senio-Lamone- parchi dei Gessi e del Delta, SI PUO’ FARE. Sarebbe un CAMMINO di oltre 150 chilometri che potrebbe avere la possibilità di entrare nell’Atlante d’Italia dei cammini e assumere così un rilievo europeo. Sappiamo che il 2016 è stato decretato dal ministro Franceschini l’anno dei Cammini che vede come uno dei risultati possibili, la stesura dell’Atlante.

La presenza degli amministratori è stata significativa e non formale. L’interesse per il progetto è risultato tangibile. Di rilievo, fra gli altri, l’intervento dei rappresentanti dei GAL (gruppi di Azione Locale) dell’Appennino romagnolo e del Delta che hanno il compito di gestire le risorse europee indirizzate verso il rurale. E’ parso chiaro come le idee esposte stiano all’interno delle loro finalità e come nel prossimo quinquennio risorse consistenti possano andare in quella direzione. Bisogna però fare presto. Accelerare il tempo delle scelte e della progettazione per essere pronti per i bandi del 2017.

La  credibilità dell’idea esposta – un percorso ciclo-naturalistico e della memoria del Senio, integrato con quello del Lamone, uniti dai parchi dei Gessi e del Delta, con sbocco al mare – è stata accreditata da quattro relazioni che gli hanno dato solide gambe motivazionali. La storia, la natura e il paesaggio, l’arte e la cultura, l’economia rurale rappresentano i puntelli al progetto. Progetto, infine, tracciato sulla carta da un esperto nazionale del settore che ne ha dimostrato la concreta fattibilità.

Adesso a nostro parere quello che serve al Senio è un comune capo fila che si interfacci con il comune di Bagnacavallo, capofila del Lamone. Occorre poi che nell’ambito del Senio si dispieghi la partecipazione, il confronto, l’elaborazione e gli approfondimenti propedeutici alla realizzazione di una progettazione esecutiva.

Pubblichiamo una foto tratta dall’ipotesi preliminare di ciclabile presentata sabato scorso al convegno. Rende molto evidente ciò di cui si parla. E’ solo un tratto di riga di diversi colori corroborato da alcune decine di parole. Ma si capisce dove si potrebbe andare a parare. Adesso, se si crede che si possa aprire la pagina del turismo motivazionale, lento, della cultura, della salute e del benessere, da affiancare a quello tradizionale della nostra provincia, bisogna aprire le porte dell’unità, della concretezza e della determinazione.

L’iniziativa di sabato scorso ha riscosso il Patrocinio della nostra Regione e delle Unioni dei comuni della Bassa Romagna e della Romagna faentina. Consideriamo questo dato assai significativo. Non siamo certamente ingenui da pensare che sia già maturato un consenso pieno. Siamo sicuri però che si tratta di una manifestazione certa di interesse. E questo a chi, come tanti di noi, crede ancora nel valore della politica di servizio, ci fa ben sperare.

Le idee che sono in campo hanno i colori dell’arcobaleno. Sono al servizio di un bene comune, quindi di tutti. Tutte le forze politiche, i movimenti, le Associazioni economiche e sociali, debbono sentirsi in campo e collaborare. Può sembrare un sogno, ma potrebbe diventare una realtà.

Noi saremo al fianco di chi si impegna in questa direzione. Daremo corpo alla partecipazione, per quanto ci compete e saremo capaci. Con spirito aperto, costruttivo e collaborativo.

 

 

“I fiumi mi han sempre attirato. Il fascino è forse in quel loro continuo passare rimanendo immutati, in quell’andarsene restando, in quel loro essere una sorta di rappresentazione fisica della storia, che è, in quanto passa. I fiumi sono la Storia.”
TIZIANO TERZANI

 

Felisio_La Casetta (50)Bella escursione, quella di sabato mattina da Felisio a Tebano. Sedici chilometri di argine del Senio, comodamente percorsi, eccetto due brevi tratti, inspiegabilmente preclusi da vegetazione e reti, al Ponte del Castello. Dove non è stato possibile passare nemmeno nei quattro metri di pertinenza che la legge prevede per il transito dei mezzi di manutenzione e soccorso.

Sono stati gli escursionisti Forrest Gump di Ravenna a proporla, indirizzati verso gli Amici del Senio da persone che ci conoscono. Volevano arrivare alla Casetta dopo una bella scarpinata sopra gli argini del Senio. Ci siamo offerti di organizzarla. Alla partenza, assieme ai Forrest Gump c’era anche un gruppo delle Volpi di Savignano. Eravamo in venticinque. E, se nessun amico del Senio ha accolto l’invito all’escursione – cosa che deve indurci a qualche riflessione – va detto che il Consiglio direttivo invece si è impegnato molto, allestendo un bel ristoro a metà percorso.

L’accoglienza riservata agli ospiti è stata molto gradita e questo ci ha fatto piacere. Sono stati simpatici anche nel dimostrare interesse verso il nostro approccio alle tematiche del fiume, tant’è che hanno firmato tutti la nostra petizione per la valorizzazione del Senio. Sono certo che con molti di loro ci incontreremo ancora in futuro.

Siamo partiti con la brina e una tenue nebbia. Ma tutti felici perchè la gioia che danno il camminare lesti e il contatto con la natura, vengono prima delle condizioni atmosferiche. Sono valori in se da godere nelle condizioni date. E’ questo uno spirito che sarebbe bello potesse estendersi a tanti associati e persone che ci seguono con interesse.

Dicevo che la sommità dell’argine è ben sgombra e percorribile, con il solo buco nero del Ponte del Castello. Credo che il merito di questo sia per buona parte dei confinanti del fiume. Fatto che testimonia la potenzialità dell’idea dei Contratti di fiume. In questo tratto il Senio è particolarmente bello, grazie alle ampie golene lavorate e vissute dalle persone. Abbiamo incontrato un simil campo da cross, un maneggio, bellissimi orti, una florida vegetazione, tanti animali. Ricordo esemplari di falco pellegrino, un gruppo di scalpitanti caprioli, il lavoro di una numerosa famiglia di istrici che hanno traforato da dentro e da fuori un lungo tratto di argine.

Abbiamo visto anche cose brutte. La riva esterna usata come deposito di grandi quantità di materiale di campagna e di cataste di legna, bidoni, botti e cose strane nella golena, tanti alberi abbattuti sul letto del fiume, tratti di riva del greto eroso dall’acqua. Ma questo è un altro discorso. E’ un tema che dovrebbe innanzitutto interessare al Servizio di Bacino che ci pare si caratterizzi per una certa latitanza. Ci piacerebbe interloquire con loro per poterli informare delle cose viste. Se lo vorranno – fino ad oggi hanno inspiegabilmente rifiutato questo approccio – siamo a loro disposizione.

Domani descriveremo l’itinerario – con corredo di foto – per facilitarne la conoscenza a coloro che vorranno in futuro percorrerlo.