ads-volantini_unfiumediricordi_3-webSabato 15 ottobre, camminando lungo il Senio, faremo visita ad un’opera straordinaria per quei tempi: un acquedotto che doveva portare acqua potabile a Cotignola, Granarolo e Bagnacavallo.

Siamo all’inizio del Novecento. Da secoli Tebano è conosciuto come luogo d’acqua. La montagna la raccoglie, le sabbie gialle e la ghiaia la filtrano e la contengono, uno spesso strato di argilla la trattiene dieci metri sopra il livello del Senio.

Nel 1906 tre ingegneri faentini vengono incaricati di redigere il progetto. Le acque sono potabili, indipendenti dal fluire del fiume, il giacimento appare perenne. Dopo numerose ricerche durate non meno di un lustro, iniziano i lavori con la costruzione della galleria di raccolta. Poi i lavori si interrompono, senza che ancora se ne conosca la ragione.

Di ciò che allora fu costruito resta ancora aggi una tangibile testimonianza, sotto otto metri di terra. Si tratta del primo tratto della galleria di raccolta che ancora oggi versa un rigagnolo di acqua per il Senio. Lasciando traccia nel muricciolo, sotto la chiesa, dove era posta una fontanella, dove, fino a pochi anni fa hanno trovato ristoro i ciclisti di mezza Romagna.

Sabato, giunti sul posto, un amico speleo, in sicurezza si calerà nel pozzo e filmerà la galleria che, se le condizione tecniche saranno buone, potremo vedere in diretta su Facebook. Oppure vederla in breve differita.

Siamo a Tebano sul Senio, paese di acque, ma anche di vino. Non a caso, dopo la galleria, visiteremo le cantine Astra del Polo di Tebano. Renderemo così omaggio ad uno dei centri di ricerca vitivinicolo più apprezzati della Regione.

Sullo sfondo il bel libro “Tebano, una piccola località delle colline faentine viva oggi come ieri – Carta Bianca editore -” e la sua autrice Patrizia Capitanio. E’ stata la lettura di questa interessante pubblicazione che ha ispirato questa iniziativa degli Amici del Senio. Il libro sarà presentato a Castel Bolognese – nella sala lettura della biblioteca – sabato 12 novembre.

Cliccando la foto, potrete leggere il programma dettagliato dell’iniziativa.

 

2015-09-27-14-29-26Prima di rendere conto della riunione di lunedì scorso con i consiglieri regionali eletti nei territori del Senio – lo farò domani – desidero rivolgere un breve appello a tutti coloro che ci seguono con simpatia e che sperano che otteniamo qualche risultato.

Abbiamo bisogno di qualche euro. Il finanziamento della nostra associazione è dato dai 5 euro che versano coloro che si iscrivono. E dai modesti avanzi delle piccole donazione volontarie che una parte di voi ci offre quando partecipate alle iniziative che proponiamo in cambio di qualcosa di concreto che mettiamo a disposizione (ristoro, ecc.).

Debbo dire che fino ad oggi questo ci è bastato e di questo vi ringraziamo. Ci è bastato perchè ad esso si è aggiunta la generosità dei membri del Consiglio dell’Associazione e di alcune altre persone che ci stanno vicino. E grazie ad alcuni comuni che con i patrocini ci offrono gratuitamente le sale per le iniziative e la stampa di un ridotto numero di volantini per propagandare le medesime.

Il fatto è che le spese fisse di gestione di un’Associazione di volontariato che segue la legge, per il solo fatto di esistere e di farlo sapere stanno superando quanto incassiamo dalle tessere (da 350 a 500 euro anno). E quindi nulla possiamo fare di concreto (iniziative) se non cresceranno le nostre entrate.

Di cose ne vorremmo fare ancora tante, se ci aiuterete.

Ci piacerebbe, ad esempio, replicare in ogni comune bagnato dal Senio la Conferenza che abbiamo fatto a Castel Bolognese sul tema del Percorso ciclo-naturalistico dalla collina al mare.

Vorremmo creare piccoli eventi artistici e culturali sul fiume, oltre a sviluppare le tradizionali iniziative.

Ci alletta l’idea di creare un punto di raccolta di tutte le pubblicazioni sul Senio e di informazione di tutti gli eventi che si creano attorno al fiume per promuovere la nostra splendida valle e le sue creative e laboriose attività.

E altro ancora. Certo, mantenendo ben saldi i piedi in terra e in amicizia con tutti.

Potete aiutarci, iscrivendovi all’Associazione (5 euro ogni anno). E se proprio non vi va la parola Tessera, potete scegliere semplicemente di donarci 5 euro.

Potete farlo contattando i dirigenti dell’Associazione, oppure tramite BOLLETTINO DI CONTO CORRENTE POSTALE scrivendo il numero di C/C 001029941547, intestandolo ad ASSOCIAZIONE AMICI DEL SENIO e indicando come Causale TESSERAMENTO 2016, oppure Donazione. Se versate per più persone, indicate nella causale i vari nomi a cui si riferisce il versamento.

Ho finito. Mi scuso per la venalità dell’argomento trattato. Sappiate che mi costa e che non lo ripeterò certamente a breve. Daremo conto del risultato ottenuto.

DOMENICO SPORTELLI Presidente Associazione Amici del fiume Senio.

 

Rubiera (RE) - Manufatto regolatore delle casse di espansione del fiume Secchia

Rubiera (RE) – Manufatto regolatore delle casse di espansione del fiume Secchia

Abbiamo visitato le casse di espansione del fiume Secchia ai confini delle provincie di Modena e Reggio Emilia. E avuto occasione di parlare con dipendenti del Consorzio parchi che conoscono bene la materia e che ringraziamo per l’accoglienza.

Anche sul Secchia la vicenda delle casse è intrecciata alle cave per inerti. Poi, anni fa decisero di riorganizzare il territorio in modo che il fiume, in caso di piena, potesse espandersi all’interno di un’area arginata e controllata. Decisero anche di trasformare l’area in zona naturalistica per i cittadini, affidandole l’etichetta di Riserva Naturale Orientata.

A seguito di queste decisioni politiche degli amministratori locali e della Regione, furono stanziati investimenti che servirono per creare percorsi ciclo pedonali e aree di avvistamento, istallare tabelle illustrative e segnaletica. L’area complessiva è di circa 120 ettari con alcuni laghetti permanenti ad uso ricreativo ed altri gestiti per il recupero di acqua da potabilizzare. Il resto è composto da vegetazione, terreno incolto e cave di ghiaia.

Abbiamo percorso con le bici il tratto dei laghetti. Abbiamo avuto qualche difficoltà nell’orientarci, ma tutto sommato la visita è stata interessante. Abbiamo incontrato pensionati in bicicletta e ragazzi in escursione. Qualche pescatore e un gruppetto di ricercatori. Abbiamo anche registrato una scarsa manutenzione delle strutture della Riserva Naturale. Inerbimento delle piste ciclabili e sentieri, segnali fuori posto o fatiscenti, rifiuti nelle zone dei pescatori, tavoli e panche divelte.

Quello che abbiamo visto, bello e interessante dal punto di vista naturalistico, ripropone il problema della manutenzione delle strutture ad uso dei cittadini per i loro scopi dentro le aree protette. Parlandone con i tecnici del Consorzio, il problema è stato confermato. La mancanza di adeguate risorse finanziarie fa si che in generale la manutenzione ambientale venga posta in secondo piano e che nemmeno venga svolta in modo adeguato quella primaria necessaria alla sicurezza dei fiumi.

Questo non vuol dire che si debba rinunciare alle riserve naturali, al salutismo, alla vita all’aria aperta, eccetera. Quegli obbiettivi vanno certamente mantenuti, le opere vanno fatte, ma occorre contestualmente affrontare il tema della manutenzione. Sapendo però che i soldi sono pochi, occorre che entrino in campo i cittadini i quali devono iniziare a pensare di prendersi in carico – in forma associata, se possibile – determinati compiti di piccola manutenzione degli arredi e di altri servizi minori, indispensabili però al mantenimento e alla fruizione delle aree. Saremo capaci di questo? Alcune foto dell’area.

 

 

 

parco-fluviale-2I lavori di manutenzione nel tratto del Senio interessato da una frana a Castel Bolognese, all’apparenza sono terminati. Sono consistiti – per un tratto di 700 metri – nel taglio dell’erba in golena (di proprietà privata); nel taglio degli alberi pericolanti, di quelli sulla riva o vicini ad essa; nella riprofilutara di brevi tratti della riva di sinistra e nell’apertura di un varco a destra per agevolare la discesa dell’acqua dalla collina.

Si è trattato di un lavoro certamente utile, ma non sappiamo se svolto proprio a regola d’arte. Alcuni cittadini dicono che con 100 mila euro di doveva fare di più. Ma ciò che più sorprende sono tre cose:

  • sono state lasciate sul posto tante ramaglie che la prima fiumana porterà a valle;
  • non è stato ripulito il letto del fiume dai vecchi tronchi e radici che ostruiscono col loro effetto diga il passaggio dell’acqua. Anche in questo caso si pensa che la prima fiumana li porterà nel Reno, che li porterà in mare, che li spiaggerà a Casal Borsetti o a Marina Romea dove dovremo per forza raccoglierli;
  • non è stato compiuto alcun intervento rivolto alla frana, ovvero al tema di maggiore preoccupazione per i cittadini e che credevamo avesse originato l’investimento.

Va riconosciuto che sono stati salvati gli alberi presenti nell’argine e in golena e qualcosa anche sulla riva. Così come va detto che avere segato alla base gli alberi, non svellendoli o scossi come in altri casi, consentirà un rapido ricaccio – già in atto – dei getti, quindi, la rinaturalizzazione dell’ambiente e la sicurezza. Passi in avanti che crediamo siano da porre in relazione alle nuove linee guida della Regione per la manutenzione dei fiumi, all’impegno preciso del comune di Castel Bolognese e, forse, anche all’azione degli Amici del Senio.

E’ del tutto evidente che resta da chiarire l’aspetto della frana e di chi deve fare cosa, e in quali tempi, per rimuovere quel pericolo. Attendiamo che qualcuno spieghi questa vicenda.

Conoscere il vino

Conoscere il vino

Ieri alla camminata di Solarolo, centellinando un’ottima Albana del 2009 del podere Mazzolano di Roberto Graziani, Mario ci ha raccontato di quando Galla Placidia – in giro per le colline di Forlì – dopo avere assaggiato questo vino e averne constato il suo splendido colore giallo, esclamasse di come avrebbe voluto “berti in una coppa d’oro”. Si dice fosse da quella esortazione che il paesino prese il nome di Bertinoro.  L’imperatrice poi lungo la via del ritorno, poco prima di Ravenna, si racconta finisse col suo destriero gambe all’aria e pare che proprio da quell’inconveniente, forse dovuto all’ebrezza, i cittadini del posto chiamassero la località: Gambellara.

Vero o no che sia questa storia, di certo l’albana fa del suo colore giallo dorato una delle sue caratteristiche di base e quella di Roberto conferma la regola. Sempre in tema di assaggi, prima dell’albana (14 gradi), eravamo passati da un allegro Chardonnay (11,5 gradi) e da un ben strutturato Sangiovese di 13 gradi. Tutti ottimi vini delle terre di collina (Riolo Terme) del nostro Senio.

Con l’iniziativa di ieri, dopo le erbe, il pane, i trebbi abbiamo continuato il cammino lungo il fiume, alla scoperta delle tradizioni, delle storie e dei prodotti della sua valle. La prossima tappa sarà forse alla scoperta degli acquedotti sotterranei di Tebano e del nasturzio, una pianta molto rara che a Tebano ha trovato un habitat ideale.

Dicevo di ieri e dell’abbinamento camminata sul fiume e legame col territorio. Va detto che, nonostante fosse un caldo fuori dal normale, un folto gruppo di cittadini – particolarmente donne e bambini – ci ha seguito.  Dopo avere ricordato i Martiri di Felisio e deposto un mazzo di fiori di fiume sul loro Monumento, ci siamo incamminati verso il passo di Lungaia, seguendo il sentiero segnato da amici contadini con il loro “trincia”. Nonostante il secco abbiamo potuto apprezzare i profumi intensi di alcune erbe pestate fra le quali la mentuccia e la ruccola. Poi la scoperta di alcune rigogliose piante di luppolo in fiore.

Va detto che in quel tratto il Senio è messo poco bene. Serve di accurata manutenzione, di riprofilatura di tratti di riva crollati, di controllo sugli emungimenti che ormai gli hanno tolto anche le lacrime. Speriamo di essere ascoltati.

Concludo ringraziando l’amministrazione comunale di Solarolo che sempre ci sostiene e tutti coloro che con il loro impegno hanno reso possibile questa iniziativa degli Amici del Senio.

 

 

FelisioCari amici del Senio, avrete capito che le iniziative della nostra associazione sono più frequenti e partecipate dove incontrano gruppi di cittadini interessati e che danno una mano. E questo è logico per un’Associazione di volontariato che, per sua natura, antepone il fare al dire.

In questi giorni abbiamo ricevuto uno stimolo dagli Amici di Felisio di Solarolo, sul Senio. Ci hanno chiesto di essere presenti alla loro sagra con una nostra iniziativa. E noi ci saremo, con una mostra che rappresenti metaforicamente un dialogo con il Senio che corra lungo il filo di queste parole: Caro Senio, un fiume di ….. ti vogliamo…. .

Gli Amici di Felisio, partendo dalla Comunità parrocchiale, fanno da anni una bella Sagra. Inutile dire come il loro pezzo forte sia la cucina romagnola. E’, quella di Felisio, una comunità che odora di terra e di campagna, fortemente legata al territorio. Siccome sono persone che non perdono di vista i contenuti e il bene comune, inseriscono nel contesto della loro iniziativa temi di carattere sociale e questo gli fa onore.

Vi invitiamo a visitare questa Festa e a venirci a trovare nello spazio della mostra dedicata al Senio. Il programma è quello che potete vedere nella foto.

 

 

 

ADS_v6_Solarolo_SN2Dopo una estate torrida sotto molti punti di vista, durante la quale però non ci siamo mai dimenticati del nostro amico Senio, riprendiamo con le iniziative autunnali. Come di consueto il primo appuntamento è con la camminata di Solarolo. Come vedete dal programma, quest’anno partiamo da Felisio. Sarà appena passato qualche giorno dal ricordo del terribile eccidio nazi-fascista avvenuto il 5 settembre del 1944. Prima di avviarci, metteremo un mazzo di fiori nel monumento che ricorda quei martiri uccisi da coloro che volevano mantenere l’Italia soggiogata dalla dittatura.

Come sapete, da tempo culliamo l’idea di valorizzare i prodotti e i produttori della valle dove il Senio scorre. Oltre che i tanti esercizi del buon e del bel vivere come i B&B, gli Agriturismo, i tanti ristorantini e gli stessi contadini che vendono a Km zero. Domenica 11 partiamo con un omaggio al nostro vino. Un amico, che produce a Riolo Terme, in quella collina di marna così pregiata per la qualità di alcuni vini, metterà a disposizione due suoi prodotti che saranno centellinati dal pubblico, guidato da un amico che di vino se ne intende.

A metà percorso ci fermeremo sotto i grandi alberi di Casa Dalmonte, dove – oltre al rito del vino – faremo una merenda con piadina e salsiccia. Parleremo brevemente del fiume e delle iniziative che vogliamo mettere in campo per realizzare i nostri obbiettivi. Chiederemo come al solito un piccolo contributo economico che ci consente di fare vivere l’Associazione. Chi lo vorrà, potrà iscriversi agli Amici del Senio (costa 5 euro) e firmare la petizione per il Senio che ha già raggiunto le 800 firme.

 

 

 

 

IMG_1033Entro alcuni giorni dovrebbero concludersi i lavori di taglio degli alberi nel tratto del fiume Senio interessato alla frana a Castel Bolognese. Poi si darà luogo ai lavori di profilatura delle rive e di messa in sicurezza dalla frana.

Al momento rileviamo come i lavori siano stati svolti con una certa cura. Sono rimasti in piedi:

  • gli alberi nell’argine di sinistra;
  • quelli in golena, eccetto uno secco e altri potati;
  • per un piccolo tratto, anche quelli vicino alla riva dell’alveo.

Sono stati rimossi tutti gli alberi caduti nel letto, quelli in piedi, ma a contatto con l’acqua.

Quelli sulla riva dell’alveo, ma a rischio di erosione a breve, sono stati segati (e non strappati) a terra, lasciando quindi intatta la funzione delle radici che ricacceranno getti a breve.

Per quanto riguarda la parte desta, ci risulta saranno abbattuti solo gli alberi pendenti.

Sono certo che se qualcuno potrà pensare e dire che potevano essere salvati più alberi, tante altre persone penseranno e diranno che dovevano essere tolti anche quelli lasciati.

A mio parere si sta facendo un lavoro migliore di quelli che ho visto fare gli scorsi anni in altri tratti del Senio (Cotignola, Solarolo, Riolo Terme). Speriamo che anche nei lavori di pulizia che fra poco saranno iniziati nei comuni di Fusignano ed Alfonsine si seguano – e se possibile si migliorino – i criteri adottati a Castel Bolognese. Sopratutto nel tratto finale del Senio, prima di entrare nel Reno, è possibile e doveroso un taglio selezionato e naturalmente il rispetto delle normative del Parco del Delta.

Adesso per il tratto castellano ci preme fare presente l’esigenza di ripulire anche il tratto fino a Tebano e – sopra tutto – quelli a monte e a valle di Ponte del Castello dove una vera giungla impedisce da anni il passeggio sulle rive. Risulta che se ne stia parlando, ci farebbe piacere che si arrivasse quanto prima ad un risultato positivo.

Restano infine da risolvere i temi:

  • del risanamento del terreno privato dove origina l’attuale frana;
  • della pulizia delle golene ancora proprietà dei privati cittadini;
  • della rimozione della sbarra al Boccaccio, dopo che due sentenze del Tribunale hanno detto che non deve starci e che i cittadini sono liberi di transitare.

In un futuro prossimo proponiamo si apra un ragionamento sul tratto di fiume da Ponte del Castello a Solarolo che riveste – oltre al tema della sicurezza – anche un grande interesse dal punto di vista naturalistico.

 

 

La golena dei ciliegi

La golena dei ciliegi

I lavori per riparare la frana sul Senio a Castel Bolognese, che pare essere stata aiutata da un confinante sul lato faentino, sono partiti. L’Autorità del fiume ha pulito la golena corrispondente al Parco fluviale di Castel Bolognese, di proprietà di un privato cittadino, che sarà teatro dei lavori. Ad inizio agosto entreranno in funzione le macchine pesanti per ripulire l’alveo dai tronchi e per risagomare le sponde.

Quando si lavora per prevenire danni futuri, si tratta senz’altro di una buona cosa. E’ giusto riconoscerlo. Sappiamo a tal proposito degli importanti interventi che si stanno facendo anche nella Bassa.

Quello di cui parliamo adesso è un intervento di 700 metri. Occorre riconoscere però che il problema nel tratto del territorio di Castel Bolognese è ben più vasto. Il tratto a monte, fino a Tebano. è egualmente ostruito da tronchi e ramaglie e quello del ponte del Castello si presenta oramai come una giungla inestricabile, ben visibile a chiunque transiti sulla via Emilia. Pare evidente come il prossimo passo debba riguardare anche queste porzioni di fiume.

I lavori che partiranno il primo agosto, riguardano il tratto del Parco fluviale di Castel Bolognese, frequentato ogni anno da decine di migliaia di cittadini e cartina di torna sole di come noi, Amici del Senio, vorremmo che in futuro diventasse tutto il tragitto del Senio, da Palazzuolo ad Alfonsine. E’ quindi importante che i lavori siano fatti per la sicurezza e anche nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Così come previsto dalle linee guida di recente emanazione dalla nostra Regione, sulla manutenzione dei fiumi.

Il fiume deve essere sicuro e contemporaneamente attraente per chi vuole camminarci sopra. Sarà così una autostrada naturale che collegherà tutto quello che di bello c’è da vedere attorno ad esso, favorendo una migliore qualità della vita e lavoro e reddito per tanti cittadini.

E’ previsto che i lavori durino tre mesi. Penso che faranno molto prima. Ci sarà qualche disagio, ma non credo si debba interdire il passeggio dei cittadini, sopra l’argine. Se sarà necessario, si potrà forse chiedere la presenza in alcune fasi del volontari per la sicurezza e di quelli della protezione civile.

Una volta tanto vogliamo essere ottimisti. Notiamo interesse e partecipazione da parte dei cittadini, un buon lavoro da parte dell’Amministrazione comunale e una valida interlocuzione da parte di chi sovra intende alla gestione del fiume. Allora, se tutto andrà bene, alla fine dei lavori, faremo una bella festa. Se troviamo consenso, la promuoveremo come Amici del Senio, con la collaborazione di altre associazioni – se lo vorranno – e con la presenza di tutti coloro che avranno contribuito a questa piccola opera. Potrebbe essere la festa della gioia di stare insieme. Perchè, come dicono Josè Mujica e Liga, siamo nati per vivere.

Arena balleIn questi giorni il fiume Senio culla la sua più bella esperienza dell’anno. L’Arena delle balle di paglia di Cotignola. L’Arena vive dal ponte della Chiusaccia al ponte di Cotignola. Con l’Arena prende corpo il sogno di trasformare il nostro Senio in una grande palestra di arte, cultura e divertimento lento. Dal Reno, dove sfocia, alla Sambuca, dove nasce.

Se l’Arena delle balle vive qualche mese, l’Arena del Senio dovrà vivere tutto l’anno. L’Arena del Senio dovranno essere le centinaia e centinaia di iniziative che una moltitudine di attori sapranno mettere insieme per creare un evento di teatro, arte e cultura unico al mondo. Un sogno? No, un obbiettivo al quale tante persone stanno lavorando con impegno e passione.

L’Arena della balle di paglia è un evento visitato ogni anno da diverse migliaia di persone. Chi la scopre per la prima volta, rimane stupito e si chiede come possa essere possibile.

Voi avete mai visitato l’Arena? Se decidete di farlo, ne vale veramente la pena, vi offro qualche consiglio.

L’Arena è come il buon vino, va centellinato, scoperta piano piano. Per la visita potete partire dal parcheggio del nuovo campo Sportivo di Cotignola e arrivare a piedi per la campagna (illuminata), oppure potete percorrere la cima dell’argine di sinistra dal ponte di Cotignola o da quello della Chiusaccia. Il percorso è perfettamente agibile a piedi e in bici, grazie al taglio dell’erba offerto volontariamente da Franco, un contadino del luogo che apprezza il “gioco”.

Se vi incamminate lungo l’argine dal ponte di Cotignola, incontrerete la Golena dei poeti, ricavata dentro al Senio, poi la grande Arena delle balle di paglia con davanti il muro delle acacie del vecchio canale e  alle spalle la riva del fiume, il Ridotto balle, l’Arena dei bambini, la Casa della fotografia di paglia. Potrete risalire il canale attiguo al fiume, dentro al tunnel delle acacie, visitando gli allestimenti inventati dai creativi dell’Arena. Troverete l’Area pic-nic di via Cenacchio, per chiacchiere e spuntini, sede dei racconti della gente comune; a pochi metri il Casone teatro Ercolani, un vecchio ripostiglio di attrezzi agricoli trasformato nel più bel teatro si sempre. Proseguendo sull’argine, verso la Chiusaccia, dopo il sipario sull’argine, vi imbatterete nella Golena dei morti felici, teatro di surreali evocazioni, sempre legate ai fatti del popolo e alla sua cultura.

Lungo il tragitto sarete attratti da decine di opere d’arte create sul posto con i materiali del luogo. Di queste fanno parte i getti d’acqua sul Canale Emiliano Romagnolo.

L’ora migliore per la visita è quella fra il “lume e lo scuro”, potendo così vedere prima gli allestimenti alla luce del giorno e dopo, illuminati dagli artisti del led. Questo luogo incanta e coinvolge i bambini. Quindi nessuna preoccupazione per loro, se li portate vi saranno grati. Se arrivate presto, potete ristorarvi col cibo da passeggio ammannito al Bar delle acacie, dove anche si raccontano cose. Se siete vegetariani, vegani o celiaci, niente paura, si è pensato anche a voi. Poi la birra. E qui mi fermo. L’Arena vi aspetta. Il programma completo  è qui http://www.primolacotignola.it/public/file/1t000570.pdf