In questi tiepidi giorni di primavera viene la voglia di andare in bici. Allora ci piace riprendere l’idea del “Itinerario ciclabile della linea gotica sul Senio”. Ricordate? Ne abbiamo parlato in una partecipata conferenza con Gabriele Ronchetti a Castel Bolognese nel 2015 “Un’analisi storico-territoriale del Fronte del Senio e una ipotesi di sviluppo del turismo della memoria“. Argomento poi ripreso, sempre a Castel Bolognese, in un’altra partecipata conferenza nel 2016 “Fiume Senio, un percorso ciclo-naturalistico e della memoria dalla collina al mare“. Per comodità dei lettori ho linkato i due eventi, così potete consultarli.

Visto che fino ad ora, siamo nel 2019, l’argomento non è ancora stato preso in considerazione come ipotesi unitaria del territorio, nonostante anche in Italia sia esponenziale l’incremento nell’uso della bicicletta per fini sportivi, riprendiamo gli argomenti di interesse turistico che potrebbero sostanziare l’ipotesi della ciclabile, o percorso naturalistico che dir si voglia .

La storia. La seconda guerra mondiale ferma per lungo tempo nel 1944 sulle rive del Senio, caratterizza il fiume come museo diffuso dei luoghi e delle vicende della Liena gotica dove i soldati di 36 nazioni si fronteggiarono. Un vero e proprio ecomuseo della memoria che sostiene e valorizza il museo della Battaglia del Senio di Alfonsine.

La cultura. Il Senio collega Casola e Sant’Alberto, i paesi di Olindo Guerrini e Alfredo Oriani, gli antesignani del cicloturismo nazionale. Lungo l’itinerario ciclabile che proponiamo potrebbe collocarsi un Museo della bicicletta e del cicloturismo e un Museo della bicicletta e lavoro, raccolta ed esposizione di bici da lavoro in una sede da definire lungo il percorso, con collegamento all’ecomuseo delle Erbe Palustri.

Il paesaggio. Il percorso si presenta come un ponte tra il parco della vena dei gessi e il parco del delta del Pò che, per mezzo di reti ciclabili locali, potrebbe collegarsi agli ecosistemi locali, come il Podere Pantaleone, i bacini e le cave di argilla, gli alberi monumentali e tanto altro.

L’enogastronomia. Sarebbe promossa la valorizzazione e la promozione dei prodotti del territorio per mezzo della creazione attorno al sistema ciclistico di una rete di aziende, prodotti, ospitalità e servizi adeguati.

Il benessere. Un unico circuito ciclopedonale di fruizione e collegamento, darebbe corpo ad un itinerario del benessere con la messa in rete delle tante strutture già esistenti (Terme, ecc.).

L’arte e il teatro. l’itinenario ciclabile ipotizzato potrebbe valorizzare i fiumi Senio e Lamone come teatri all’aperto e luoghi di lend art, come l’esperienza dell’arena delle balle di paglia di Cotignola  e Acque e Miracoli a Tebano dimostrano.

In questi giorni cresce l’attesa per le prossime elezioni per il rinnovo delle nostre amministrazioni comunali. Tutte le forze politiche sono in campo per conoscere le proposte delle persone chiamate al voto e delle varie associazioni che compongono la vita sociale e civile delle nostre città. Bene, la principale proposta degli Amici del Senio, il nostro contributo partecipativo, è rappresentato da questa proposta. Speriamo di essere ascoltati.

Martedì scorso, a Roma, il Ministero per l’Ambiente ha promosso un evento per parlare della partecipazione pubblica nella gestione dei fiumi. Nella sostanza, si è parlato dei contratti di fiume. Ringrazio la nostra Regione per averci invitato come Associazione a partecipare, in quanto portatori di interesse.

Avessimo avuto qualche giorno di tempo in più, si poteva anche andare, ma poi con quale presupposti? Sono stati presenti i comitati del Lamone e dei Fiumi Uniti, i quali possono vantare un percorso già definito per il Contratto di fiume. Un percorso sostenuto in prima persona dai comuni bagnati da quei fiumi. Noi del Senio, purtroppo non siamo ancora in quella condizione.

Allora la domanda è sempre la stessa: perchè i comuni bagnati dal Senio, a differenza dei Fiumi Uniti, del Lamone e anche del Santerno, non affrontano con coerenza il tema della valorizzazione e della gestione del loro fiume?

Il nostro lavoro partecipativo di cinque anni ha dimostrato che le potenzialità dei Senio sono almeno pari a quelle degli altri fiumi. Confidiamo che le nuove amministrazioni comunali vogliano affrontare questo tema ascrivibile al capitolo della tutela dei beni comuni e dell’economia sostenibile. Se ci saranno i presupposti lo vedremo già dai programmi elettorali in corso di elaborazione da parte delle varie forze politiche. Speriamo che tutto possa andare nella giusta direzione.

 

Dallo scorso anno, a seguito dell’iscrizione all’Albo regionale delle Associazioni, ogni cittadino può donare il 5 PER MILLE  anche all’associazione di volontariato Amici del fiume Senio.

A noi fa piacere avere ottenuto questo risultato, significa che operiamo con serietà. Come sapete, la donazione si fa con la compilazione del Mod. 730. Non comporta per voi alcun aggravio di costi, essendo una piccola parte delle tasse che siete chiamati a pagare. Chi farà questa donazione ci aiuterà a sostenere le nostre iniziative.

Quello che facciamo potete vederlo consultando il nostro sito e la nostra pagina FB. Possiamo dire che il nostro lavoro va nella direzione della tutela dei beni comuni e dello sviluppo economico compatibile.

Sappiamo che sono tante le associazioni che aspirano a questo contributo. E tante certamente più meritevoli di noi. Essendo però anche noi in campo, ci proponiamo. Voi, nella vostra autonomia, sceglierete.

Per donare il 5 PER MILLE agli Amici del Senio, dovete scrivere nel Mod.730 (apposito spazio) il numero di Codice Fiscale della nostra associazione che è il seguente: CF 90033300394

Grazie a chi vorrà farlo.

Domenico Sportelli – Presidente Associazione di volontariato Amici del fiume Senio

mail: amicifiumesenio@gmail.com

cell. 3400532380

 

Anche i lughesi ricordano il Senio. Sabato circa trenta di loro hanno partecipato al riconoscimento delle buone erbe del nostro fiume. A questi si sono aggiunte molte persone da altri comuni. Gigliola, la nostra esperta, li ha condotti sulla riva destra, da Villa Magenta, verso San Potito. Al termine abbiamo offerto qualche assaggio di prodotti confezionati con le erbe.

La camminata è stata per noi l’occasione per parlare del Senio e dei nostri obbiettivi per la sua valorizzazione. L’idea di una ciclabile del Senio che colleghi la collina alla valle e al mare è fortemente condivisa. Quindici cittadini hanno firmato la petizione rivolta ai Sindaci, petizione che ha superato le 1200 firme, cinque si sono iscritti all’Associazione e molti hanno lasciato la loro mail per continuare ad avere informazione delle nostre iniziative.

Pur non avendone parlato nello specifico, molti hanno condiviso l’idea di chiedere alla politica risposte precise per la valorizzazione e la sicurezza del Senio. Altri hanno posto l’accento sulla scarsa manutenzione del fiume.

Naturalmente la maggiore attenzione è stata posta sulle erbe. Ancora una volta abbiamo avuto la prova che tante persone sono legate alla natura, molto più di quanto comunemente si pensi. Questo ci incoraggia a proseguire le nostre iniziative, affidando a loro con coerenza anche una funzione di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali.

 

L’ottima riuscita delle iniziative di sabato e domenica scorsi, testimoniano che c’è del giusto in quanto andiamo dicendo da anni. Il concetto di fondo ruota attorno all’idea che il fiume sia uno strumento insostituibile per uno stile di vita sano e che rappresenti il vettore naturale per una economia sostenibile. In tempi in cui cresce l’angoscia per la sorte del pianeta – sconvolgimenti climatici, fame, rifiuti, l’acqua che sta mancando – nel nostro piccolo le iniziative che promuoviamo, nascono nel solco di dare risposte a quei temi. Penso sia questa una delle chiavi del loro gradimento.

Questa volta abbiamo parlato delle buone erbe e dei buoni frutti che sono fuori dall’attuale mercato dei consumi, ma che per millenni hanno rappresentato risorse insostituibili per il genere umano. Ci siamo chiesti se non sia il caso di recuperare conoscenze, valori, modalità di vita e di consumo da affiancare e competere con quelli in vigore oggi. Abbiamo posto il tema e ci siamo accorti che tante persone sono apparse interessate. Sono stati con noi in questi giorni operatori della salute, produttori agricoli, esercenti di attività che vivono in simbiosi con questi argomenti come i B&B e gli Agriturismi, produttori innovativi delle nostre campagne che già hanno sviluppato sensibilità verso questi argomenti e che ci chiedono di andare avanti. Si complimentano e ci incoraggiano.

Fra le diverse cose di cui abbiamo avuto conferma sì è ancora evidenziato il tema della mobilità lungo il fiume. Creare le condizioni affinchè migliaia di persone possano comodamente passeggiare o andare in bici sopra gli argini del fiume è una richiesta che si coglie sempre più chiaramente e che attende risposte, oramai non più eludibili da parte dei nostri comuni e dalla Regione. Le sommità degli argini sono strade naturali già esistenti, solo da impiegare. Basta solo mantenerle pulite e scorrevoli quanto serve. E’ facile capire che se portiamo migliaia di persone sopra gli argini queste saranno inevitabilmente attratte da quanto di interessante e di bello c’è attorno, a partire dal lavoro dei contadini che crea paesaggio. E se sono attratte è facile anche pensare come questo possa originare una ricaduta economica da ascrivere al concetto di sviluppo di una economia sostenibile.

Ecco dove sta la risposta a quell’operatore B&B di Faenza che sabato, dopo avermi detto di avere accolto giovani toscani a passeggio sul Senio, lungo la via Gotica, ed essersi molto meravigliato del loro interesse, mi chiedeva perchè quel tipo di turismo non fosse maggiormente promosso e incentivato dai nostri comuni.

Gli ostacoli che si frappongono a questa visione delle cose sono tanti, troppi. In genere si tratta di piccoli interessi categoriali di parte, della preoccupazione di pararsi le terga in ogni modo, di problemi burocratici non risolti nei decenni, spesso per pigrizia o inavvedutezza. Oramai li conosciamo bene. Quello che bisogna fare è assumerli, valutarli e risolverli, senza dovere patire altri ritardi. Tutto il resto, come diceva il “Califfo”, è noia.

 

Fa sempre piacere quando arrivano piogge di finanziamenti. Ancor di più se questi sono destinati al Parco della vena del Gesso, memore dei decenni lungo i quali si è sostenuto tale obbiettivo (sperando che le cave non lo deturpino in modo irreparabile).

Le scelte espresse nell’articolo di cui pubblico la foto sono tutte valide e speriamo siano realizzate a breve. Molto importante il ponticello sul Senio, sul nostro caro amico fiume Senio. L’unica perplessità, ma che deriva senz’altro da ignoranza, è il costo. Considerato che di attraversamenti del Senio ne servirebbero altri – zona casse di espansione, zona Castel Bolognese, passo di Lungaia – e tutti con le motivazioni di quello di Borgo Rivola – sarebbe bene costasse meno. E casomai con quell’importo, poterne realizzare più di uno.

Tornando per un attimo ai finanziamenti, ci chiediamo se si è pensato, oppure se invece sono previsti, alla sistemazione del sentiero lungo il Senio, dal ponticello di cui si parla al ponte della cava. Il “sentiero della stretta di Borgo Rivola”, aperto dagli Amici del Senio e molto considerato dagli escursionisti a piedi e dai bikers. Rammento che prima delle ultime elezioni comunali, l’Amministrazione comunale si impegnò a realizzare quel piccolo intervento.

Concludo esprimendo un sentimento che da tempo cova nel mio animo, quando parlo di Senio: un certo senso di amarezza. Mi spiego. Sono più di cinque anni che guido un’Associazione di volontariato che vuole valorizzare il Senio, avendo come riferimento l’idea del bene comune. Ebbene, a giudizio di quasi tutti coloro che si occupano del Senio, non siamo ancora meritevoli di essere inseriti nelle loro mailing list per essere informati, dico informati, sulle cose che riguardano il fiume. Speriamo che a questo si voglia porre rimedio.

Sabato scorso al bar Quadalto di Palazzuolo sul Senio ci siamo divertiti. Molte persone hanno partecipato alla discussione sulla sorgente del Senio.

Il tema si è subito presentato complicato perchè nei secoli le indicazioni sono mutate. Gli storici, i geografi, i cartografi e poi le tradizioni, la religiosità, gli eventi fino ad arrivare ai popolani, di volta in volta hanno dato indicazioni diverse. La fonte dell’Esploratore, la fonte del Soldato, le fontane delle Benedette, la confluenza del rio Aghezzola con quello di Campanara, la confluenza del Rio di Lozzole con quello dell’Aghezzola, sono state le sedi individuate nei tempi passati come sorgenti del fiume Senio.

Negli ultimi decenni, a complicare le cose, sono intervenuti i cambiamenti climatici che hanno abbassato, anche da quelle parti, le falde acquifere e mutato la loro portata nelle diverse stagioni.

A ben pensare non è certamente di vitale importanza stabilire dove il Senio abbia inizio. Ma è importante: il senso sta a mio modo di vedere nel fatto che così se ne rafforza l’identità. Rafforzarne l’identità significa dare un senso ulteriore all’idea di valorizzarlo come fiume di storia, probabilmente fra i più importanti d’Italia. Non solo per la Linea Gotica, ma per tanto altro che tratteremo in altra occasione.

Torniamo a sabato mattina per dire che il bello è consistito nei racconti e nei ricordi delle persone presenti. Ho ascoltato parole che non avevo mai sentito come “il paradosso” e “le posate”, ma anche l’eco del duro, durissimo lavoro dei montanari che si svolgeva lungo un fitto reticolo di mulattiere e sentieri che vergavano i piccoli campi, lambivano le case e si inerpicavano a scavalcare crinali, dopo i quali c’erano altre forre e altri crinali.

Nel merito della sorgente del Senio, abbiamo ragionato in questo modo. Trovare un compromesso fra la storia e la tradizione che non si vogliono disconoscere e la realtà quale si presenta oggi. Allora è stato detto che la sorgente va individuata lungo il rio dell’Aghezzola e che il criterio più opportuno per individuarla è quello della polla più in alto, ma che dà acqua tutto l’anno.

A seguito di questo ragionamento gli Amici esploratori di Palazzuolo hanno convenuto che la polla con le caratteristiche sopra esposte sia quella di Cà di Burraccia. L’idea sarebbe quindi quella di battezzare quel luogo come l’attuale sorgente del fiume Senio. Gipo ha accettato di scrivere un breve epitaffio da scolpire in una lastra da allocare sul posto. Quello sarà il luogo da dove probabilmente mercoledì 5 giugno partirà il Cammino dell’Acqua e del Senio, per arrivare a mare.

La storia però non finisce qui. Intanto perchè questa idea va validata. E per questo dovrà avere un supporto più vasto. Vedremo come fare. Ma non solo. Si è manifestato anche il desiderio di riattivare alcuni vecchi sentieri, come quello percorso negli anni cinquanta dagli operai che costruivano la Statale della Sambuca per procurarsi l’acqua da bere alle fontane delle Benedette. Da quel punto proseguire, scendendo, fino alla nostra polla di Cà di Burraccia. In questo modo avremmo una bella camminata che, partendo da Piedimonte e seguendo il rio fino a Cà di Burraccia, potrebbe proseguire fino alle Benedette, salire alla Statale, prendere il sentiero sotto i Ronchi di Berna fino ad incrociare il crinale di Lozzole e chiudere l’escursione a Palazzuolo.

Un’altra idea manifestata è stato quella di salire dalla nostra Polla fino al rudere di Cà di Burraccia e riaprire la vecchia mulattiera che portava a Piedimonte, creando così un’altra escursione ad anello.

Concludo dicendo che potrò avere compiuto qualche errore nella descrizione. Se del caso fatemelo notare e provvederò alle rettifiche. Resta sicuramente il fatto di un bell’incontro che ha creato nuove amicizie e che sicuramente porterà a qualcosa di positivo per la comunità di Palazzuolo e per la vallata del Senio.

 

 

Eravamo più di 30 persone ieri a Tebano, presso Cà san Giovanni, per celebrare il pane. Nel nostro caso un pane prodotto da un grano antico che si chiama Terminillo. Recuperato agli inizi del ‘900 da N. Strampelli e che porta la caratteristica di avere nel suo dna della segale. Alberto, il contadino che lo coltiva, lo macina a pietra; in questo modo la farina mantiene il germe e parte della crusca, facendo si che da un punto di vista nutrizionale sia molto valido.

Il lavoro era iniziato mercoledì, mettendo a lievitare qualche grammo di lievito madre, fornito da Maria, che lo conserva gelosamente nel suo frigo. Ogni giorno alla pallina iniziale è stato aggiunto il giusto quantitativo di farina, per fare in modo che ieri mattina il mastro panettiere avesse una bella palla lievitata, alla quale ha poi aggiunto farina ed acqua per avere il giusto quantitativo di pane che si voleva.

Dopo averlo ben amalgamato, a mano e con la grama, l’impasto è stato messo a lievitare per circa due ore, dopo di chè ogni convenuto ha confezionato le proprie pagnotte. Un’altra ora di lievitazione, poi nel forno per la cottura. Il forno, separato dall’abitazione principale e ricavato in un vecchio manufatto dell’ottocento, era stato precedentemente riscaldato con spino di “maruga” e altre fascine di legna non toccata da veleni. Dopo circa mezz’ora le pagnotte sono state sfornate, giusto in tempo per accompagnare i generi di conforto usciti dalle sporte di ogni convenuto. Il pranzo era iniziato con un buon risotto al radicchio.

Al mattino, in attesa del compiersi della lievitazione, la compagnia ha avuto il modo di sgranchirsi le gambe visitando alcune cose belle di Tebano, a partire dalla diga steccaia leonardesca e dalla presa del canale dei Molini.

Erano con noi tante persone che non conoscevamo e questo ci ha fatto molto piacere. Una delle cose più belle di queste iniziative è costituito dal clima colloquiale che si stabilisce fra le persone. Questo crea amicizia, conoscenza e cultura. In mezzo a tante cose, abbiamo avuto modo di parlare delle nostre idee di fiume e degli obbiettivi che ci proponiamo: accesso agli argini, sicurezza, manutenzione, la ciclabile del Senio. Il risultato colto è stato di 21 iscrizioni agli Amici del Senio, fra i quali 9 nuovi aderenti, e 10 firme alla petizione per la valorizzazione del nostro fiume.

Mi piace anche sottolineare che ieri siamo andati avanti con l’idea di bandire la plastica da tutte le nostre iniziative e tutte le persone sono state contente. Fra il ridere e lo scherzare, come si conviene quando si è in compagnia, questo piccolo gesto ha consentito una riflessione seppur minima circa un tema ambientale di grande interesse ed urgenza.

Concludo questa cronaca col dire che ieri abbiamo reso omaggio ad una vera azienda agrituristica. A Cà san Giovanni tutto il campo viene lavorato col disciplinare biologico. Si coltivano vino, grano e altri prodotti. Molte delle persone presenti ieri, hanno avuto modo di acquistare beni di consumo con determinate caratteristiche di salubrità.

Ieri, abbiamo confermato il legame che tutte le nostre iniziative cercano di avere col territorio solcato dal fiume a cui ci riferiamo. Abbiamo dimostrato ancora una volta, come il fiume, e ciò che sta intorno ad esso, possa catalizzate l’interesse di tante persone, le quali, percorrendone gli argini, saranno sicuramente attratte da quanto di bello e di buono vedono attorno. Ecco allora come può crescere un’economia che si lega ai dettami del turismo salutare, lento, delle esperienze e della conoscenza e che possiamo chiamare nuova economia di fiume.

Cari Amici del Senio, Buon Anno a tutti. L’augurio è per un anno da potere trascorrere serenamente. Per questo occorre operare per l’eguaglianza, disinnescare i conflitti, mettere al bando la cattiveria. Ci siano di guida illuminata le parole del nostro Presidente Sergio Mattarella e di Papa Francesco.

Per noi Amici del Senio, avere un buon anno significa fare dei passi in avanti sui temi cari, che riguardano la valorizzazione del nostro fiume. In particolare pensiamo alla ciclabile del Senio, dalla collina al mare. Speriamo di essere ascoltati nella richiesta che avanziamo alle forze politiche di inserire questa tematica nei programmi delle future Amministrazioni comunali che voteremo la prossima primavera.

Siamo al lavoro per le iniziative del prossimo anno. Le idee sono tante, vedremo quelle che riusciremo a portare a termine. Ve le espongo.

In un momento in cui chiudono i forni, vorremmo promuovere una giornata del pane. Il pane è ben dentro la cultura della nostra valle. Imparare a fare il pane ha un significato che va molto oltre l’aspetto ludico. L’appuntamento è per domenica 27 gennaio a Cà san Giovanni.

Faremo almeno tre uscite per conoscere le buone erbe del fiume che assoceremo a come possono essere cucinate. Una di queste si avvarrà della presenza di Adolfo Rosati, un esperto nazionale di erbe. Ci guiderà in una uscita e ci parlerà, in una conferenza che terremo al Momevi – la fiera dell’Agricoltura di Faenza, su come integrare orto ed erbe spontanee.

Abbiamo in animo di fare una camminata per istallare una targa che ricordi il punto dell’argine dove, durante la guerra, cadde l’aereo di Victor Phelps.

Stiamo collaborando all’organizzazione di un Cammino del Senio, dedicato all’acqua. Dalla sorgente al mare, con la tenda sulle spalle. L’appuntamento è dal 5 al 9 di giugno. Sarà una iniziativa curiosa, bella e che coinvolgerà tante persone.

Pensiamo poi di portare le biciclette sugli argini del Senio e del Lamone con quattro appuntamenti che uniscano i due fiumi.

Metteremo su, in collaborazione con Primola e l’Arena delle balle di Cotignola, la terza edizione di Acqua e Miracoli a Tebano, quest’anno dedicata ai pesci. Ai pesci che escono dall’acqua, ai pesci che scendono dal cielo.

Saremo a Palazzuolo per dare continuità all’idea di Buongiorno Palazzuolo con nuove iniziative, sempre legate al territorio. E a San Potito per una camminata che ricordi i maceri della canapa.

Infine ricorderemo la storica rotta del Senio del novembre del 1949 a Fusignano. Ci piacerebbe raccogliere – poi conservare – le testimonianze di quei terribili giorni e, se ci riusciremo, riprodurre il clima dei minuti in cui avvenne la rottura dell’argine.

Queste le intenzioni di massima alle quali potranno aggiungersi altre idee. Dipenderà dalle forze che avremo a disposizione. Quindi anche dalla vostra volontà di darci una mano. La nostra porta è sempre aperta e la casa, accogliente.

 

 

 

Oggi, 28 dicembre, saremo a Palazzuolo sul Senio per salutare Luciano Ridolfi. Ci ha lasciati, in silenzio, poco prima di Natale.

Quando nel giugno scorso organizzammo iniziative di fiume a Palazzuolo e chiedemmo collaborazione sul posto, Luciano fu il primo a rispondere e a collaborare. Nel corso di una partecipata escursione, ci accompagnò nella ricerca delle radici del borgo, svelandoci scorci e storie che non conoscevamo e che nemmeno lontanamente potevamo immaginare. Luoghi che, dopo il suo dire, hanno assunto ai nostri occhi un significato diverso e più profondo.

Luciano, per come lo abbiamo conosciuto, era un cultore ed un profondo conoscitore della storia della sua terra. Amava scavare nel profondo, riusciva ad attualizzare col fascino della sua loquela, fatti così lontani nel tempo e tanto diversi nei contenuti. Era come se i suoi racconti ispessissero le mura delle case del piccolo borgo, così ricco di storia e di vicissitudini. Un borgo, caratterizzato da un’anima inquieta e combattiva dei suoi abitanti, ma sempre legata a valori di pace e libertà.

Ricordo come nel corso dei nostri colloqui, parlando del recupero della storia, della cultura e del paesaggio della vallata intorno al fiume Senio, abbia lanciato l’idea di un Museo dell’arte Sacra minore della montagna intorno al fiume, indicando come possibile sede il Convento di Quadalto. Questa persona, che pareva un nobile di tempi remoti, profondamente legata al suo territorio, pensava al patrimonio culturale, sociale e architettonico costituito dalle tante chiese disseminate nel vasto territorio palazzuolese ed ai suoi tanti cimiteri, oramai dimenticati.

La sua famiglia e i palazzuolesi hanno perso tanto. Anche noi mancherà un interlocutore ed un punto di riferimento che ci piaceva. Chi vorrà impugnare il suo scettro sappia che noi Amici del Senio, anche per onorare la memoria di Luciano e il suo insegnamento, ci saremo.