Sabato scorso al bar Quadalto di Palazzuolo sul Senio ci siamo divertiti. Molte persone hanno partecipato alla discussione sulla sorgente del Senio.

Il tema si è subito presentato complicato perchè nei secoli le indicazioni sono mutate. Gli storici, i geografi, i cartografi e poi le tradizioni, la religiosità, gli eventi fino ad arrivare ai popolani, di volta in volta hanno dato indicazioni diverse. La fonte dell’Esploratore, la fonte del Soldato, le fontane delle Benedette, la confluenza del rio Aghezzola con quello di Campanara, la confluenza del Rio di Lozzole con quello dell’Aghezzola, sono state le sedi individuate nei tempi passati come sorgenti del fiume Senio.

Negli ultimi decenni, a complicare le cose, sono intervenuti i cambiamenti climatici che hanno abbassato, anche da quelle parti, le falde acquifere e mutato la loro portata nelle diverse stagioni.

A ben pensare non è certamente di vitale importanza stabilire dove il Senio abbia inizio. Ma è importante: il senso sta a mio modo di vedere nel fatto che così se ne rafforza l’identità. Rafforzarne l’identità significa dare un senso ulteriore all’idea di valorizzarlo come fiume di storia, probabilmente fra i più importanti d’Italia. Non solo per la Linea Gotica, ma per tanto altro che tratteremo in altra occasione.

Torniamo a sabato mattina per dire che il bello è consistito nei racconti e nei ricordi delle persone presenti. Ho ascoltato parole che non avevo mai sentito come “il paradosso” e “le posate”, ma anche l’eco del duro, durissimo lavoro dei montanari che si svolgeva lungo un fitto reticolo di mulattiere e sentieri che vergavano i piccoli campi, lambivano le case e si inerpicavano a scavalcare crinali, dopo i quali c’erano altre forre e altri crinali.

Nel merito della sorgente del Senio, abbiamo ragionato in questo modo. Trovare un compromesso fra la storia e la tradizione che non si vogliono disconoscere e la realtà quale si presenta oggi. Allora è stato detto che la sorgente va individuata lungo il rio dell’Aghezzola e che il criterio più opportuno per individuarla è quello della polla più in alto, ma che dà acqua tutto l’anno.

A seguito di questo ragionamento gli Amici esploratori di Palazzuolo hanno convenuto che la polla con le caratteristiche sopra esposte sia quella di Cà di Burraccia. L’idea sarebbe quindi quella di battezzare quel luogo come l’attuale sorgente del fiume Senio. Gipo ha accettato di scrivere un breve epitaffio da scolpire in una lastra da allocare sul posto. Quello sarà il luogo da dove probabilmente mercoledì 5 giugno partirà il Cammino dell’Acqua e del Senio, per arrivare a mare.

La storia però non finisce qui. Intanto perchè questa idea va validata. E per questo dovrà avere un supporto più vasto. Vedremo come fare. Ma non solo. Si è manifestato anche il desiderio di riattivare alcuni vecchi sentieri, come quello percorso negli anni cinquanta dagli operai che costruivano la Statale della Sambuca per procurarsi l’acqua da bere alle fontane delle Benedette. Da quel punto proseguire, scendendo, fino alla nostra polla di Cà di Burraccia. In questo modo avremmo una bella camminata che, partendo da Piedimonte e seguendo il rio fino a Cà di Burraccia, potrebbe proseguire fino alle Benedette, salire alla Statale, prendere il sentiero sotto i Ronchi di Berna fino ad incrociare il crinale di Lozzole e chiudere l’escursione a Palazzuolo.

Un’altra idea manifestata è stato quella di salire dalla nostra Polla fino al rudere di Cà di Burraccia e riaprire la vecchia mulattiera che portava a Piedimonte, creando così un’altra escursione ad anello.

Concludo dicendo che potrò avere compiuto qualche errore nella descrizione. Se del caso fatemelo notare e provvederò alle rettifiche. Resta sicuramente il fatto di un bell’incontro che ha creato nuove amicizie e che sicuramente porterà a qualcosa di positivo per la comunità di Palazzuolo e per la vallata del Senio.

 

 

Eravamo più di 30 persone ieri a Tebano, presso Cà san Giovanni, per celebrare il pane. Nel nostro caso un pane prodotto da un grano antico che si chiama Terminillo. Recuperato agli inizi del ‘900 da N. Strampelli e che porta la caratteristica di avere nel suo dna della segale. Alberto, il contadino che lo coltiva, lo macina a pietra; in questo modo la farina mantiene il germe e parte della crusca, facendo si che da un punto di vista nutrizionale sia molto valido.

Il lavoro era iniziato mercoledì, mettendo a lievitare qualche grammo di lievito madre, fornito da Maria, che lo conserva gelosamente nel suo frigo. Ogni giorno alla pallina iniziale è stato aggiunto il giusto quantitativo di farina, per fare in modo che ieri mattina il mastro panettiere avesse una bella palla lievitata, alla quale ha poi aggiunto farina ed acqua per avere il giusto quantitativo di pane che si voleva.

Dopo averlo ben amalgamato, a mano e con la grama, l’impasto è stato messo a lievitare per circa due ore, dopo di chè ogni convenuto ha confezionato le proprie pagnotte. Un’altra ora di lievitazione, poi nel forno per la cottura. Il forno, separato dall’abitazione principale e ricavato in un vecchio manufatto dell’ottocento, era stato precedentemente riscaldato con spino di “maruga” e altre fascine di legna non toccata da veleni. Dopo circa mezz’ora le pagnotte sono state sfornate, giusto in tempo per accompagnare i generi di conforto usciti dalle sporte di ogni convenuto. Il pranzo era iniziato con un buon risotto al radicchio.

Al mattino, in attesa del compiersi della lievitazione, la compagnia ha avuto il modo di sgranchirsi le gambe visitando alcune cose belle di Tebano, a partire dalla diga steccaia leonardesca e dalla presa del canale dei Molini.

Erano con noi tante persone che non conoscevamo e questo ci ha fatto molto piacere. Una delle cose più belle di queste iniziative è costituito dal clima colloquiale che si stabilisce fra le persone. Questo crea amicizia, conoscenza e cultura. In mezzo a tante cose, abbiamo avuto modo di parlare delle nostre idee di fiume e degli obbiettivi che ci proponiamo: accesso agli argini, sicurezza, manutenzione, la ciclabile del Senio. Il risultato colto è stato di 21 iscrizioni agli Amici del Senio, fra i quali 9 nuovi aderenti, e 10 firme alla petizione per la valorizzazione del nostro fiume.

Mi piace anche sottolineare che ieri siamo andati avanti con l’idea di bandire la plastica da tutte le nostre iniziative e tutte le persone sono state contente. Fra il ridere e lo scherzare, come si conviene quando si è in compagnia, questo piccolo gesto ha consentito una riflessione seppur minima circa un tema ambientale di grande interesse ed urgenza.

Concludo questa cronaca col dire che ieri abbiamo reso omaggio ad una vera azienda agrituristica. A Cà san Giovanni tutto il campo viene lavorato col disciplinare biologico. Si coltivano vino, grano e altri prodotti. Molte delle persone presenti ieri, hanno avuto modo di acquistare beni di consumo con determinate caratteristiche di salubrità.

Ieri, abbiamo confermato il legame che tutte le nostre iniziative cercano di avere col territorio solcato dal fiume a cui ci riferiamo. Abbiamo dimostrato ancora una volta, come il fiume, e ciò che sta intorno ad esso, possa catalizzate l’interesse di tante persone, le quali, percorrendone gli argini, saranno sicuramente attratte da quanto di bello e di buono vedono attorno. Ecco allora come può crescere un’economia che si lega ai dettami del turismo salutare, lento, delle esperienze e della conoscenza e che possiamo chiamare nuova economia di fiume.

Cari Amici del Senio, Buon Anno a tutti. L’augurio è per un anno da potere trascorrere serenamente. Per questo occorre operare per l’eguaglianza, disinnescare i conflitti, mettere al bando la cattiveria. Ci siano di guida illuminata le parole del nostro Presidente Sergio Mattarella e di Papa Francesco.

Per noi Amici del Senio, avere un buon anno significa fare dei passi in avanti sui temi cari, che riguardano la valorizzazione del nostro fiume. In particolare pensiamo alla ciclabile del Senio, dalla collina al mare. Speriamo di essere ascoltati nella richiesta che avanziamo alle forze politiche di inserire questa tematica nei programmi delle future Amministrazioni comunali che voteremo la prossima primavera.

Siamo al lavoro per le iniziative del prossimo anno. Le idee sono tante, vedremo quelle che riusciremo a portare a termine. Ve le espongo.

In un momento in cui chiudono i forni, vorremmo promuovere una giornata del pane. Il pane è ben dentro la cultura della nostra valle. Imparare a fare il pane ha un significato che va molto oltre l’aspetto ludico. L’appuntamento è per domenica 27 gennaio a Cà san Giovanni.

Faremo almeno tre uscite per conoscere le buone erbe del fiume che assoceremo a come possono essere cucinate. Una di queste si avvarrà della presenza di Adolfo Rosati, un esperto nazionale di erbe. Ci guiderà in una uscita e ci parlerà, in una conferenza che terremo al Momevi – la fiera dell’Agricoltura di Faenza, su come integrare orto ed erbe spontanee.

Abbiamo in animo di fare una camminata per istallare una targa che ricordi il punto dell’argine dove, durante la guerra, cadde l’aereo di Victor Phelps.

Stiamo collaborando all’organizzazione di un Cammino del Senio, dedicato all’acqua. Dalla sorgente al mare, con la tenda sulle spalle. L’appuntamento è dal 5 al 9 di giugno. Sarà una iniziativa curiosa, bella e che coinvolgerà tante persone.

Pensiamo poi di portare le biciclette sugli argini del Senio e del Lamone con quattro appuntamenti che uniscano i due fiumi.

Metteremo su, in collaborazione con Primola e l’Arena delle balle di Cotignola, la terza edizione di Acqua e Miracoli a Tebano, quest’anno dedicata ai pesci. Ai pesci che escono dall’acqua, ai pesci che scendono dal cielo.

Saremo a Palazzuolo per dare continuità all’idea di Buongiorno Palazzuolo con nuove iniziative, sempre legate al territorio. E a San Potito per una camminata che ricordi i maceri della canapa.

Infine ricorderemo la storica rotta del Senio del novembre del 1949 a Fusignano. Ci piacerebbe raccogliere – poi conservare – le testimonianze di quei terribili giorni e, se ci riusciremo, riprodurre il clima dei minuti in cui avvenne la rottura dell’argine.

Queste le intenzioni di massima alle quali potranno aggiungersi altre idee. Dipenderà dalle forze che avremo a disposizione. Quindi anche dalla vostra volontà di darci una mano. La nostra porta è sempre aperta e la casa, accogliente.

 

 

 

Oggi, 28 dicembre, saremo a Palazzuolo sul Senio per salutare Luciano Ridolfi. Ci ha lasciati, in silenzio, poco prima di Natale.

Quando nel giugno scorso organizzammo iniziative di fiume a Palazzuolo e chiedemmo collaborazione sul posto, Luciano fu il primo a rispondere e a collaborare. Nel corso di una partecipata escursione, ci accompagnò nella ricerca delle radici del borgo, svelandoci scorci e storie che non conoscevamo e che nemmeno lontanamente potevamo immaginare. Luoghi che, dopo il suo dire, hanno assunto ai nostri occhi un significato diverso e più profondo.

Luciano, per come lo abbiamo conosciuto, era un cultore ed un profondo conoscitore della storia della sua terra. Amava scavare nel profondo, riusciva ad attualizzare col fascino della sua loquela, fatti così lontani nel tempo e tanto diversi nei contenuti. Era come se i suoi racconti ispessissero le mura delle case del piccolo borgo, così ricco di storia e di vicissitudini. Un borgo, caratterizzato da un’anima inquieta e combattiva dei suoi abitanti, ma sempre legata a valori di pace e libertà.

Ricordo come nel corso dei nostri colloqui, parlando del recupero della storia, della cultura e del paesaggio della vallata intorno al fiume Senio, abbia lanciato l’idea di un Museo dell’arte Sacra minore della montagna intorno al fiume, indicando come possibile sede il Convento di Quadalto. Questa persona, che pareva un nobile di tempi remoti, profondamente legata al suo territorio, pensava al patrimonio culturale, sociale e architettonico costituito dalle tante chiese disseminate nel vasto territorio palazzuolese ed ai suoi tanti cimiteri, oramai dimenticati.

La sua famiglia e i palazzuolesi hanno perso tanto. Anche noi mancherà un interlocutore ed un punto di riferimento che ci piaceva. Chi vorrà impugnare il suo scettro sappia che noi Amici del Senio, anche per onorare la memoria di Luciano e il suo insegnamento, ci saremo.

 

 

 

Lunedì scorso il Consiglio comunale di Castel Bolognese ha approvato un progetto per lo sviluppo della ciclabilità urbana che comprende la percorrenza di circa 10 chilometri di argine del fiume Senio. Il progetto ha il pregio, fra altro, di collegare la diga steccaia leonardesca di Tebano, dalla quale origina il Canale dei mulini, al Molino di Scodellino. Diga steccaia e Molino di Scodellino sono coevi alla fondazione di Castel Bolognese e conservati nelle loro caratteristiche originarie. Si può dire siano monumenti di valore nazionale.

La foto che pubblichiamo mostra altri  importanti aspetti del progetto: quello di unire i tratti di piste ciclabili già esistenti, di comprendere tutti i percorsi del Piedibus, di mettere in sicurezza diversi attraversamenti pedonali. Al termine Castel Bolognese avrà una rete ciclabile integrata, collegata con la Stazione (intermodale per le bici) e con il suo centro storico di Città d’arte.

Per l’opera sono stati stanziati 640.000 euro, 380.000 dei quali messi dalla regione Emilia-Romagna. Per dovere di informazione va detto che il progetto presentato da Castel Bolognese al bando della Regione per essere finanziato, è arrivato terzo su circa 90 domande e unico finanziato in provincia di Ravenna. Un risultato che dà valore all’impegno dell’Amministrazione nell’approccio al tema, nel crederci e nel coinvolgere chi ha potuto portare professionalità, idee ed esperienze.

Noi, Amici del Senio, siamo contenti per diverse ragione. Innanzitutto per avere sostenuto, fino dall’udienza conoscitiva in Regione, la possibilità che anche gli argini dei fiumi possano essere considerati sedi di ciclo vie; in secondo luogo per avere potuto fare valere il risultato della partecipazione popolare che abbiamo promosso negli anni con le nostre iniziative di fiume. Se il progetto del comune di Castel Bolognese, comprende anche il fiume Senio, significa anche che siamo stati ascoltati e coinvolti, prima dalla Regione, poi dal Comune.

Adesso l’auspicio è che tutti i comuni del Senio (Palazzuolo, Casola Valsenio, Riolo Terme, Castel Bolognese, Faenza, Solarolo, Cotignola, Lugo, Bagnacavallo, Fusignano, Alfonsine) diano il loro contributo all’idea di ciclabile del Senio, dalla collina al mare. Le forme di intervento possono essere diverse, ma siamo quasi certi che alla fine la considerazione del valore aggiunto che l’opera può portare all’economia del territorio consentirà di superare tutti gli ostacoli.

In conclusione pare utile riportare la dichiarazione fatta sui social da Luca Della Godenza, il giovane assessore di Castel Bolognese che, assieme al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale, ha promosso e sostenuto il progetto.

“Una splendida notizia per la nostra comunità!
Nel Consiglio Comunale di ieri sera (ndr – 19 novembre) abbiamo approvato a larghissima maggioranza lo stanziamento di 640.000 € per le ciclabili di Castel Bolognese. La Regione Emilia Romagna ha infatti finanziato per 380.000 € il progetto che prevede il collegamento in argine dalla Diga steccaia al Mulino Scodellino, la sistemazione e la realizzazione ex novo di molte delle ciclabili del centro urbano (in particolare i percorsi Piedibus) e la messa in sicurezza di tutti gli attraversamenti pedonali della Via Emilia. Il nostro progetto è arrivato terzo in Emilia Romagna e unico finanziato in Provincia di Ravenna.
Questo risultato arriva perchè dallo scorso anno ci siamo dotati di un piano generale sulle smart city che ci consente di avere una visione e una strategia chiara per il futuro di Castel Bolognese.
Ringrazio Domenico Sportelli che da sempre ha creduto in questo progetto e con cui da sempre ci confrontiamo in maniera proficua. Ringrazio Mirco Bagnari e il personale della Regione che mi hanno accompagnato nella fase di presentazione del progetto dandomi indicazioni preziosissime. Ringrazio infine l’ingegnere Felice Calzolaio (capo ufficio tecnico Comune) l’Università di Ferrara e Gea progetti, in particolare Martina Massari, che durante le vacanze estive hanno lavorato intensamente per presentare la domanda.
Ora avanti con il progetto esecutivo e con tutto l’iter burocratico per fare i lavori dalla prossima primavera .

Vorremmo contribuire a ristabilire una semplice verita’. Quando la stampa e tutti elencano i comuni che hanno a che fare col Senio, nessuno cita Faenza. Invece, come ben si sa, il comune di Faenza confina con questo fiume per oltre 20 chilometri (da prima di Tebano, fino al ponte di Felisio).

Ricordo che l’ultima rotta del Senio è avvenuta nel 1967(8) proprio su Faenza (a San Pier Laguna).

Ricordo anche che il tratto del Senio fra il Ponte del Castello e Felisio è fra i più interessanti dal punto di vista ambientale per la presenza dei “budelli”. Un’area questa con tutte le caratteristiche per diventare un SIC (sito di interesse comunitario).

E’ quindi del tutto evidente come la problematica della ciclovia del Senio riguardi anche il comune di Faenza e che quindi l’Amministrazione e le forze politiche di questo comune – fra l’altro capoluogo dell’Unione dei comuni – saranno coinvolte con le proposte di valorizzazione del fiume che come Associazione avanziamo.

Ps – A volere essere precisi, anche il comune di Brisighella è toccato dal Senio. Oltre ad essere bacino del suo  maggior affluente, il Sintria, per alcune centinaia di metri (se non andiamo errati) confina col Senio, fra Villa Vezzano e Tebano.

In seguito ad un deliberato dell’assemblea della nostra associazione, ieri, a Lugo, abbiamo presentato alla stampa le nostre idee per la valorizzazione del Senio. Sono rivolte ai cittadini e alla politica che si appresta a promuovere il rinnovo dei Consigli comunali bagnati dal fiume.

Siccome le amministrazioni comunali – e la Regione – sono gli interlocutori naturali delle nostre proposte, ci è parso logico proporle in tempo utile perchè chi lo voglia possa recepirle nei futuri programmi di governo delle amministrazioni comunali. Non paia strano questo: siamo un’associazione di volontariato apartitica, ma non apolitica nel senso che, appartenendo alla dimensione della vita comune, desideriamo concorrere alla formazione delle decisioni relative al suo governo, sentendo questo come un diritto-dovere.

Di seguito riportiamo il documento presentato alla stampa e che nei prossimi giorni invieremo a tutte le rappresentanze della politica che si occuperà delle prossime elezioni amministrative. Al termine riportiamo alcuni dati riferiti alla nostra attività che crediamo abbiano un valore e che crediamo diano un senso alle proposte che avanziamo.

LA CICLOVIA DEL SENIO, VALORIZZIAMO I NOSTRI FIUMI

Siamo cittadini della vallata interessati alla tutela e alla valorizzazione del fiume Senio. Per questa ragione, 5 anni fa, ci siamo costituiti in Associazione Amici del fiume Senio. Ci battiamo perché il Senio torni ai cittadini, per mezzo del miglioramento della sua manutenzione, che deve essere adeguata e costante nel tempo, e di una sua infrastrutturazione che possa favorire la mobilità ciclo-pedonale sopra e/o ai piedi dei suoi argini.

Nel corso del tempo abbiamo capito come il nostro fiume rappresenti un elemento fortemente identitario per le popolazioni che gli vivono attorno. La ragione principale consiste nel lucido ricordo di come il fiume sia stato per loro: sussistenza, economia, protezione, svago e divertimento. In secondo luogo hanno contribuito a creare identità le tragiche vicissitudini della guerra mondiale (linea gotica e fermata del fronte). Altri aspetti sono stati l’avere favorito l’incontro fra le genti della montagna e della pianura e il fatto che si mostra come un corridoio ecologico-ambientale di notevole valore ed interesse, meta ambita per le attività del tempo libero dei cittadini.

I pilastri sopra i quali poggia la nostra opzione sono:

– La storia del Senio (Linea gotica, Napoleone e Papalini, Guelfi e Ghibellini, Bizantini e Longobardi);

– la prospettiva che possa diventare il primo fiume di arte e di cultura (land art) d’Italia, come le esperienze di Cotignola e Tebano dimostrano possibile;

– il valore intrinseco costituito dal paesaggio (di grande pregio per gran parte del suo percorso);

– il lavoro dei contadini che crea paesaggio e valorizza i prodotti.

Detto questo, desideriamo porre all’attenzione dei cittadini e della politica alcune problematiche che proponiamo entrino a far parte dei prossimi programmi di Governo dei nostri comuni.

SICUREZZA. Fondamentale, perché il Senio garantisca sicurezza alla sua valle, è che siano realizzate le casse di espansione di Cuffiano/Tebano, programmate da oltre venti anni. La prima è pronta da tempo, occorre completare nei tempi ultimamente stabiliti la seconda e dare corso alle opere di collegamento fra loro e il fiume. E’ necessario che il Governo mantenga nella piena disponibilità della Regione, che deve realizzare l’opera di collegamento delle casse fra loro e con il fiume, la cifra di 10,5 milioni già pattuita. Auspichiamo che le opere di adduzione comprendano il piano di rinaturalizzazione dell’area e la sua futura fruizione pubblica, così come la Valutazione di Impatto Ambientale, allegata al progetto originario, prevede.

MANUTENZIONE. La manutenzione dei fiumi deve tornare ad essere adeguata nella sua dimensione e ordinaria nel tempo. La sua modalità deve garantire la sicurezza idraulica del fiume e contemporaneamente tenere conto della sua natura complessa. Ovvero della sua valenza ambientale, paesaggistica, naturalistica, di sito ambito per attività salutistiche e ben disposto allo sviluppo del turismo delle esperienze e dei luoghi. Proponiamo il rispetto certo delle “Linee guida regionali per la riqualificazione integrata dei corsi d’acqua naturali dell’Emilia Romagna”.

CICLOVIA DEL SENIO. Eclettica, potrebbe essere il nome di un grande percorso naturalistico ciclo-pedonale che proponiamo sul Senio per offrire agli amanti del turismo lento una “classica” di interesse europeo. Un percorso che collega idealmente le biciclette di Alfredo Oriani e di Olindo Guerrini, le peregrinazioni di Dante e la Linea Gotica, i parchi della Vena dei Gessi e del Delta del Po’, la collina con la pianura e il mare. Un progetto che può collegarsi in un tutt’uno con la ciclabilità del Lamone, già in stato di avanzata realizzazione, dando così vita ad un circuito ciclabile di circa 150 chilometri, capace di costituire attrattiva europea. Un’opera, infine, in grado di integrarsi con il progetto di ciclabile Ferrara Ravenna e con la direttrice nord, verso Trieste, dove potrà incrociare la ciclabile della Cortina di Ferro in fase di realizzazione.

Pensiamo che rendere agibili gli argini e offrirli come un circuito senza interruzioni, significhi spalancare a migliaia di turisti le porte e la conoscenza dei tanti punti di interesse storico, naturalistico e culturale presenti nel territorio. Significa stabilire un contatto proficuo con l’economia agro-alimentare della vallata e con le centinaia di strutture ricettive presenti.

ACCESSO/CONTRATTO DI FIUME. E’ opportuno sia affrontato, regolato e meglio definito il tema delle competenze sui fiumi. E’ necessario disciplinare gli accessi e la fruizione degli argini e delle golene, aprendo all’idea delle convenzioni pubblico-privato per fare tornare i fiumi alle comunità. Per questo è necessario anche per il Senio adottare lo strumento del Contratto di fiume previsto dalla Regione, le cui ragioni sono state ben evidenziate e sostanziate dal ricco e fondato percorso di partecipazione svolto dagli Amici del Senio.

L’Associazione Amici del Senio, con queste proposte, vuole contribuire all’idea dello sviluppo dei beni comuni locali. Al servizio dei cittadini e come portatrice di interessi, le affida al mondo della politica, nella certezza che saranno seriamente valutate e possibilmente assunte. Siamo a disposizione per ogni proficuo approfondimento.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO AMICI DEL SENIO

Chi siamo

Associazione di volontariato Amici del fiume Senio. Iscritta all’Albo regionale.

Sede – Solarolo, via Gaiano Nuova 20.

Mail amicifiumesenio@gmail.com

Sito http://amicidelsenio.eu/

FB Associazione Amici del fiume Senio

YOU TUBE Amici del fiume Senio

Attività partecipata svolta in questi anni:

– 13 conferenze pubbliche nei vari comuni del Senio, patrocinate dai comuni e dalla Regione con la presenza di 650 persone, rivolte alle istituzioni pubbliche; alle associazioni sportive, economiche e della cultura; alla politica.

– 110 incontri con stakeholder con la partecipazione di circa 400 persone.

– 50 iniziative pubbliche verso i cittadini che hanno coinvolto 3.300 persone. Volte a favorire la scoperta del fiume e dei luoghi di interesse di varia natura che stanno attorno ad esso e costituite da:

–          camminate, esplorazioni, contatto con la natura, l’ambiente, il paesaggio;

–          ricerca storica, l’edizione di una nuova mappa delle storie, dei cibi, del lavoro, dei sentimenti delle comunità del fiume;

–          spettacoli musicali, teatrali e sviluppo di esperienze di land art.

Nel corso della propria attività l’Associazione ha promosso una petizione, fino ad ora firmata da 1200 cittadini, a sostegno della valorizzazione del Senio, con al centro la proposta della ciclovia.

L’Associazione conta nel 2018, 106 iscritti.

Nel corso dell’ultima assemblea associativa, decidemmo di promuovere una iniziativa di sensibilizzazione delle nostre idee di valorizzazione del Senio, rivolta ai candidati e alle forze politiche in competizione per le prossime elezioni comunali.

Ci dicemmo che forse era il caso di muoverci in tempo per non escludere la possibilità che candidati e forze politiche inserissero nei loro programmi di legislatura le tematiche che a noi stanno a cuore e delle quali parliamo da anni.

Come sapete, riguardano i temi dell’accesso agli argini, della sicurezza, della manutenzione e della ciclovia.

Non paia strano questo: siamo un’associazione di volontariato apartitica, ma non apolitica nel senso che, appartenendo alla dimensione della vita comune, desideriamo concorrere alla formazione delle decisioni relative al suo governo, sentendo questo come un diritto-dovere.

Allo scopo di divulgare le nostre idee abbiamo promosso una Conferenza stampa per GIOVEDI’ 15 novembre, alla quale vi invitiamo a partecipare. Alleghiamo il comunicato che la indice.

Ringraziamo il comune di Lugo e l’Unione dei comuni della Bassa Romagna per la disponibilità e collaborazione manifestata.

Notevole successo ieri alla mostra presentata dagli Amici del Senio a Castel Bolognese. Riguardava i volatili del Senio catturati dagli scatti di Lucia Camatti. Foto molto belle, colte con i soggetti in movimento, che testimoniano una notevole bravura di esecuzione. Fra queste una famiglia di Cavalieri d’Italia, da poco insediatisi nell’area delle casse di espansione, quasi ha presagire in notevole interesse naturalistico che quell’ambito acquisirà una volta terminati i lavori.

La mostra, composta da foto corredate di dettagliate notizie sui vari soggetti, compreso il nome dialettale, è costituita da sette pannelli che ben possono essere ospitati nei vari plessi scolatici. Sarebbe davvero bello se gli organismi di gestione delle nostre scuole si interessassero alla questione.

La nostra idea per il futuro è di perfezionarla fino a farla diventare una mostra della fauna del Senio che comprenda, oltre agli uccelli, anche il micro mondo e le specie maggiori.

Ecco le idee che abbiamo per l’attività dell’Associazione nei prossimi mesi.

  • 21 ottobre – Tebano – A casa del nostro socio Pompignoli (ipotesi: camminata più attrazioni nel cortile).
  • Camminata alla sorgente del Senio. Data da stabilire con gli amici di Palazzuolo sul Senio.
  • Collocare targa nel luogo sul Senio ove cadde l’aereo di Victor Phelps e al Passo di Lungaia (bilingue).
  • Foto del Macero di San Potito e visita postazione antiaerea nascosta.
  • Ipotesi di una giornata del pane e delle farine per gennaio da Alberto. La proposta viene da soci di Cotignola.
  • Camminata, ricordi, mostra fotografica e altro per ricordare il 70’ della rotta di Fusignano. (novembre 2019). Ne abbiamo parlato con Assessore che è d’accordo. Sempre a Fusignano ci sarebbero ancora alcune cose interessanti da vedere (la vecchia fornace, l’hangar degli aerei ritrovati e un rifugio della guerra, ancora intonso.
  • Sagra del Bracciatello a Castel Bolognese. Possiamo inventarci qualcosa per la domenica mattina. Visita ai musei, proiezione filmati Senio, visita al Parco della Contessa.
  • Visita all’orto sinergico di Alessandro a Casola Valsenio.
  • Mostra del Senio ad Alfonsine con convegno sulla importanza dei fiumi per le popolazioni. (Primola – Alfonsine  contatta Paolo Rumiz).
  • Il prossimo anno sarà quello degli acquerellisti a Tebano. Una iniziativa che merita di essere rilanciata e noi Amici del Senio potremmo fare tanto. Occorre parlarne presto, proponendo di essere invitati al comitato organizzatore.
  • Potremmo avere a disposizione anche per il 2019 uno spazio al Momevi a Faenza. Per noi sarebbe un onore esserci, ma servono idee su che fare. Si può pensare ad una sfida fra le cucine del Senio e del Lamone?
  • Camminata Campo sportivo di Borgo Rivola – Chiesa di Valsenio con visita guidata alla cripta romanica e ritorno in pulmann.
  • Ripetere convegno di Rossetta sulle tematiche della sicurezza del Senio.
  • Accelerare per la Guida del Senio.
  • Avanti con la Pocca. Incontro con amici delle fontane di Faenza. Siamo in attesa di preventivo per foro di ricerca dell’antica vena di acqua solforosa.
  • Impariamo a conoscere le Erbe del Senio. Marzo a Lugo.
  • Due ciclo-bike Senio-Lamone con centro Bagnacavallo. Una verso nord e l’altra a sud.
  • Conferenza stampa a Lugo per presentare le nostre proposte ai Sindaci eligendi nel 2019.
  • Camminata a Castel Bolognese lungo il percorso della Ciclovia del Senio che il comune sta progettando di realizzare.

Come dicevo queste sono idee che però debbono maturare, quasi un libro dei sogni. Sono come panetti fatti con farine diverse, posti a lievitare. Qualcuno crescerà, altri meno, altri per nulla. Il lavoro principale spetta al Consiglio dell’Associazione. Ma non basta. E’ necessario che tutti gli Amici della nostra Associazione, tutti coloro che ritengono che il nostro lavoro sia utile per una buona causa, ci diano una mano.

Da qui in avanti tutte le riunioni del nostro Consiglio saranno aperte a tutti coloro che vorranno darci una mano a realizzare il nostro programma. Si chiama partecipazione, condivisione, impegno concreto a fare qualcosa per il bene comune. Certo, nell’ambito di ciò che ognuno potrà liberamente fare, con leggerezza e con il sorriso alle labbra.

Ci aspettiamo che siate in tanti a cogliere questo appello.