L’attività dell’Associazione proseguirà dopo la canicola estiva con queste prime iniziative.

FELISIO – Dal 31 agosto al 3 settembre, esposizione della Mostra fotografica del Senio, presso la sagra Felisio in festa.

FUSIGNANO – 6 settembre – ore 17 – Inaugurazione della Mostra fotografica sul Senio, in occasione della Festa del Patrono.

FUSIGNANO – 8 settembre – Sabato, con partenza alle 8, camminata alla scoperta di Fusignano sul Senio. Assieme a Nordic Walking. Circa 7 chilometri. Stiamo pensando di organizzare soste per visite, un ristoro, brevi momenti musicali.

Come promesso, riprenderemo il tema del soldato americano e del suo aereo caduto sul Senio a Solarolo.

Entro agosto stileremo un documento per la valorizzazione del Senio da sottoporre entro l’inverno ai candidati a Sindaco alle prossime elezioni per il rinnovo dei Consigli comunali.

Continuando incertezze e rinvii circa il tema delle Casse di espansione del Senio, a novembre promuoveremo una nuova iniziativa pubblica sul tema.

 

Periodicamente, solitamente una volta all’anno, la stampa ci informa che per le casse di espansione del Senio – l’opera che deve salvare la pianura dalla “furia” del Senio – va tutto bene, ma che l’inizio dei lavori slitterà di un altro anno.

Sabato 4 agosto il Resto del Carlino ci ha informato che i soldi ci sono, e che l’avvio dei lavori potrà avvenire all’inizio del 2020. Nel novembre del 2017 il Dirigente della Regione che sovrintende al bacino idrografico di cui fa parte il Senio aveva pubblicamente detto che tutto andava bene e che i lavori sarebbero potuti partire ad inizio 2019, mentre il 2018 sarebbe servito per il bando (europeo).

L’articolo di cui parlo contiene anche alcune stranezze, per chi segue da tempo la vicenda. Parla di realizzazione della cassa di Tebano, mentre risulta che gli 8,5 milioni servano non per realizzare, ma per collegare fra loro le due casse – quella nel territorio di Riolo Terme, pronta da 5 anni, e quella in corso di escavazione nel territorio di Faenza, e per collegarle entrambe al fiume.

Si afferma poi che adesso i vari enti interessati potranno sedersi attorno ad un tavolo per definire il progetto… . Ci chiediamo: ma il progetto non è quello deciso oltre 20 anni fa, realizzato sulla carta e depositato agli atti dei comuni di Riolo Terme e Faenza nei primi anni del duemila? Progetto poi partito con la realizzazione della prima cassa (Cuffiano) e proseguito con la seconda cassa in escavazione (Tebano)? Progetto che nella VIA, fra altro, prevede la rinaturalizzazione dell’intera area e la sua fruizione pubblica.

Sedersi attorno ad un tavolo, comunque, non è mai male. Anzi. Noi auspichiamo che nelle forme giuste, di questo tavolo possano fare parte anche i vari portatori di interesse. Compreso la nostra Associazione che fa della sicurezza e della valorizzazione del fiume Senio i propri cavalli di battaglia. Noi pensiamo che occorra fare in modo che il progetto definitivo di collegamento delle casse (quello di cui, razionalmente si dovrebbe parlare) debba comprendere tutte le scelte di tipo ambientale che possano permettere di fare dell’intera area un grande polmone umido e verde per la salute, l’economia e l’ambiente, da collegarsi con un progetto complessivo e con un percorso ciclopedonale al Parco dei Gessi, alla bella area verde di Cotignola, alle stazioni ecologiche di Alfonsine e ad altri punti di interesse che possono essere definiti verso la sorgente.

Speriamo che qualcuno nell’ambito della Regione o delle Unioni comunali ci spieghi qualcosa. Se così non sarà attiveremo le forze per una nuova iniziativa pubblica in autunno.

Buongiorno, ci rivolgiamo a tutti coloro che negli anni sono stati vicini alla nostra Associazione, partecipando alle iniziative o anche solo condividendone l’impegno e il lavoro per invitarvi ad aderire per il 2018 all’Associazione Amici del fiume Senio. Costa 5 euro.

Avere persone associate è per noi fondamentale. Ci fa capire che facciamo qualcosa di utile e ci consente di avere le risorse minime per fare vivere l’Associazione.

Potete farlo:

  • contattandoci direttamente (cell 3400532380, oppure con mail a amicifiumesenio@gmail.com );
  • oppure compilando un BOLLETTINO DI CONTO CORRENTE POSTALE, scrivendo il numero di C/C 001029941547, intestandolo ad ASSOCIAZIONE AMICI DEL SENIO e indicando come Causale TESSERAMENTO 2018, oppure Donazione. Se versate per più persone, indicate nella causale i vari nomi a cui si riferisce il versamento.

Con l’occasione vi informiamo delle prossime iniziative che stiamo preparando. Saremo presenti con la nostra mostra fotografica e una camminata alla Festa dell’8 settembre a Fusignano. Se i tempi saranno compatibili, esporremo la mostra anche a Felisio in festa. Stiamo lavorando poi per un programma di camminate sul Senio, da Palazzuolo ad Alfonsine. Ricorderemo Victor Phelps con una targa ricordo nel punto del Senio ove il suo aereo venne abbattuto.

Entro il mese di luglio prepareremo un documento per la valorizzazione del Senio da proporre alle forze politiche prima della prossima competizione per la elezione dei Consigli comunali del 2019.

E tante altre idee, ancora allo stato embrionale. Speriamo vogliate continuare a sostenerci.

 

 

Acqua e Miracoli a Tebano ha avuto successo. Grazie, a tutti coloro che hanno dato una mano nel grande lavoro svolto. Le varie iniziative sono piaciute. Il Senio si è dimostrato ancora un teatro all’aperto ricco di possibilità. Si può fare cultura nel territorio recuperando la storia e le tradizioni, assieme a personaggi ricchi di umanità e di talento. E qualche riflessione non guasta. Vi invito a partire dalla visione dell’anteprima di Tebano. Un breve filmato che, grazie alla bravura di chi l’ha girato, ci parla più di tante parole. Eccolo https://www.youtube.com/watch?v=YDnl5nM_liE

L’evento di Tebano si ispira al modello dell’Arena della balle di paglia di Cotignola. Gli amici di Primola sanno di avere creato e messo a dimora un seme di grande valore e prospettiva. Noi, Amici del Senio, lavoriamo per piantare quel seme lungo l’intero tragitto del Senio e per fare sì che germogli nel corso di tutto l’anno. Acque e Miracoli a Tebano nasce da lì, così come Buongiorno Palazzuolo.

Nella due giorni di Tebano le cose che hanno meglio funzionato sono state il territorio, il paesaggio, le persone e le loro storie. Questa esperienza dimostra come sia possibile coniugare leggerezza e divertimento, ad arte, paesaggio e cultura. E come tutto questo possa valorizzare il territorio e le persone che lo abitano.

Camminare lungo le carraie dei campi ci ha fatto incontrano le storie. Belle e brutte, ma vere e significative. L’arte povera, tratta da ciò che la natura offre, forgiata da mani d’oro e da menti serene e intelligenti, intrecciate col paesaggio e toccate da sapienti raggi di luce, ci ha svelato l’enciclopedia del sapere contadino e l’arte del lavoro della terra.

Suonare musica colta in chiesa ha voluto significare riconoscere la complessità dell’animo umano, così come le musiche popolari del mondo suonate all’aperto, in un paesaggio non banale, ci hanno detto che l’armonia e il bello possono essere armi vincenti contro le ingiustizie e la cattiveria.

E che dire del dialogo fra la luna e la terra messo in scena da Mario e e dell’orto sinergico raccontato da Alessandro? Così come dei bambini che si sono tuffati con gioia nella piscina di paglia. Che proprio non è cotone.

Tutto questo ci dice che c’è ampia partecipazione ed ascolto verso esperienze culturali non condizionate dalle mode correnti e dalla pubblicità caciarona. Che ci si può divertire senza abbruttirsi, che si può perfino fare a meno di fumare o essere guidati dal cane. Questa nostra esperienza ci dice che chiunque organizzi eventi pubblici può sempre pensare di mettere dentro valori che favoriscano serenità e civile convivenza.

In mezzo a tutto questo ci sta il Senio col suo valore di fiume identitario per tante persone e che merita di essere valorizzato. Gli Amici del Senio continueranno a fare la loro parte.

 

Ieri sera l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio consuntivo del 2017, chiuso con un leggero utile. I sindaci revisori, che avevano constatato la correttezza del bilancio, alla luce del fatto che con il 2018 siamo stati autorizzati dalla Regione a raccogliere le donazioni del 5 per mille, hanno proposto che dal 2018 la gestione del bilancio sia affidata all’associazione “Per gli altri”, struttura specializzata che fa capo al sistema associativo del territorio faentino: l’assemblea ha approvato.

Pur constatando l’aumento dei costi fissi di gestione, si è deciso di mantenere il contributo legato alla tessera di adesione a 5 euro all’anno, puntando su un numero più elevato di soci.

La relazione ha girato attorno ad un interrogativo che il presidente stesso ha ritenuto dovere porre: VALE LA PENA CONTINUARE? L’interrogativo, non retorico o fuorviante, deriva dalla constatazione degli scarsi risultati ottenuti, relativamente agli obbiettivi fondanti dell’Associazione.

Dopo cinque anni di iniziative per la valorizzazione del Senio, declinata sui temi della sicurezza; della manutenzione adeguata e costante; per la possibilità di tornare a camminare e andare in bici sugli argini; per tutelare il valore ambientale e paesaggistico; per un filo di acqua anche in estate; per sviluppare la vocazione di fiume di storia e quella recente di fiume di cultura e di arte, i risultati ottenuti non paiono essere in linea con l’impegno profuso, con le energie sviluppate, con il consenso ottenuto da parte di migliaia di cittadini.

Alla nostra idea di portare migliaia di persone a vivere il fiume e ad entrare in contatto con la ricchezza del tessuto culturale ed economico che gli sta intorno, il risultato è che oggi, in questa stagione, se una persona vuole camminare sugli argini, nel tratto fra Tebano e Cotignola, si trova in difficoltà causa l’erba e ogni tipo di vegetazione troppo cresciuta. Tutto questo mentre ai fiumi a noi vicini, il Lamone e il Santerno, viene dedicata ben altra attenzione. Tant’è che stanno velocemente marciando verso il Contratto di fiume e le piste ciclabili.

A questi interrogativi, condivisi ampiamente, l’assemblea ha rilanciato proponendo una iniziativa verso il mondo della politica, che il prossimo anno rinnoverà quasi tutti i Consigli comunali dei dodici comuni del Senio (eccetto Faenza e Riolo). Pertanto, nel corso del mese di luglio elaboreremo, con la partecipazione di tutti gli iscritti, le nostre proposte che presenteremo pubblicamente ad una conferenza nel corso del mese di settembre. Avvieremo poi subito gli incontri con tutte le liste (civiche, di partito, di movimento) che si presenteranno alle elezioni comunali (quelle che riusciremo ad individuare e conoscere) per chiedere che le tematiche del Senio siano considerate al momento della stesura dei programmi di governo delle città sui quali verrà poi chiesto il voto dei cittadini.

Amici, abbiamo a disposizione un nuovo servizio che informa sulle attività della nostra Associazione: un canale You Tube

Andatelo a conoscere, si chiama amici del fiume Senio. Al momento sono inseriti tre filmati, ma cresceranno.

Ricordiamo che il canale è a disposizione di quanti vorranno proporre filmati avente per oggetto il Senio e il suo bacino idrografico. Potrete inviare i vostri contributi a amicifiumesenio@gmail.com

 

 

Stamane sfogliando Settesere, un articolo di Birgul Goker ci informa del pensiero degli amministratori di Castel Bolognese circa l’idea di un itinerario ciclo-naturalistico sul Senio. Lo riporto in foto e vi invito a leggerlo con attenzione.

La nostra associazione che da anni si batte per realizzare quell’obbiettivo, esprime soddisfazione per le parole e i propositi degli amministratori castellani. Parole e propositi che fanno il paio con quanto affermato dall’assessore ad Ambiente e Agricoltura del comune di Faenza, Antonio Bandini, quando nel corso della conferenza su agricoltura e paesaggio al Momevi di Faenza, ebbe a dire che il tema dei fiumi, declinato anche come risorsa per una nuova mobilità e per nuove forme di turismo, è oramai all’ordine del giorno e che va governato. Come segnale importante non sottovalutiamo poi il fatto che i Presidenti delle due Unioni comunali – faentina e Bassa romagna – si siano impegnati a tagliare l’erba sopra gli argini per lasciarvi scorrere una passeggiata in bicicletta.

Dichiarazioni, impegni, segnali. Tutto questo ci fa ritenere che sia oramai matura la condizione per promuovere un tavolo dei fiumi che, a partire dall’obbiettivo del contratto di fiume – che potrebbe essere unico fra Lamone e Senio – affronti il tema della ciclabilità dei loro argini.

 

Il Passo di Donegallia, detto in dialetto “e pas Dungaia” o ” d’lungaia”, che ha trasmesso il nome alla strada proveniente da via Gaiano Casanola, si trova circa a metà fra i ponti di Felisio e Ponte del Castello. Siamo nel comune di Solarolo.

Il toponimo, che non ha a che fare con Galli o Celti. come talvolta si trova scritto, deriva dal latino medievale “dominicalia”, ciò terreni gestitit direttamente dal “dominus”, cioè un possidente che aveva beni in quella zona.

Trattasi di un guado per l’attraversamento del Senio, come ve n’erano tanti quando i fiumi non erano dotati di alti argini e i ponti erano davvero pochi: si consideri che tra la via Emilia e Cotignola l’unico ponte fu costruito, in legno, nel 1807, in località Felisio.

Prima della fine del Settecento dal Ponte del Castello in giù il Senio era dotato in certi tratti di argini, ma in corrispondenza dei guadi ovviamente mancavano, per cui le arginature ben poco proteggevano dalle alluvioni.

Il “Passo di Donegallia” è citato fin dal 1530, quando gli abitanti di Castel Bolognese avrebbero voluto, come talvolta accadeva, posizionare dei carri agricoli nel letto del fiume per realizzare un ponte provvisorio, ma i solarolesi si opposero al progetto.

Tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento il Passo di Donegallia era dotato di “nave”, cioè di zattera manovrata da una barcaiolo o “passatore” (qui era un esponente del casato Martini di Casanola).

Nel Novecento fu allestita a più riprese una “passerella” in legno, l’ultima delle quali è stata smantellata pochi decenni or sono, su ordine delle autorità preposte al fiume Senio.

Aprile, 2018

Lucio Donati

La settimana scorsa, passeggiando nella riva dell’alveo del Senio a Tebano per raccogliere qualche erba selvatica, ho incontrato una persona che mi ha severamente redarguito perchè, raccogliendo quelle erbe, stavo mettendo a repentaglio la vita di chi se ne fosse poi cibato. Con fare deciso mi ha informato che quella zona è vissuta dalle nutrie e che queste sono portatrici di “ben 29 malattie mortali” per le persone.

Non nego di essere rimasto allibito. Ho cercato di dirgli che quanto diceva forse era leggermente esagerato e che se fosse anche solo vero in parte, ben altra sarebbe l’attenzione da parte della sanità pubblica. Il tipo però non ha sentito ragioni, anzi: ha citato a sostegno della sua tesi la Federcaccia e la Cia. (Ndr, la Federcaccia è il sindacato più importante dei cacciatori e la Cia è uno dei sindacati maggiori del mondo agricolo). Associazioni queste che forniscono le trappole per catturare nutrie e volpi (sul posto se ne può vedere qualcuna). Che poi verrebbero uccise dai cacciatori stessi i quali consegnerebbero le code alla Provincia (se ho ben capito) la quale, sempre se ho ben capito, compenserebbe con denaro per il danno subito.

Giunto a casa ho fatto una breve ricerca, avendo subito la prova del fatto che la storia delle 29 malattie mortali è una colossale bufala, inventata, si dice, dai cacciatori per ragioni che a me (ex cacciatore) è difficile comprendere. Resta il fatto che da sempre qualche animale selvatico è portatore di malattie, a volte gravi, e che quindi la questione non va sottovalutata, adottando gli opportuni accorgimenti sia qualora si venga morsi da tali animali, che per quanto riguarda le precauzioni igieniche da tenere nel consumo dei prodotti che si raccolgono in natura.

Leggendo, mi sono imbattuto nella notizia che la Regione Emilia-Romagna avrebbe decretato l’eradicazione delle nutrie. Eradicazione è una parola molto grossa e sorprendente. Confutando le varie tesi in campo, quella pratica sembra esagerata e fuori luogo. Forse sarebbe opportuno un atteggiamento maggiormente ragionato.

Alla fine di questa storia, di questo incontro, mi è restato l’amaro in bocca. Perchè a me è parso che dietro la minaccia delle 29 malattie mortali ci fosse un preciso messaggio: voi che camminate lungo il fiume, che raccogliete erbe, che fotografate, che parlate di paesaggio e di ambiente, qui non siete graditi.

Se a questo aggiungiamo i divieti farlocchi, le minacce di essere morsi da cani liberi di scorrazzare sulle rive, mentre sugli argini giocano tranquillamente auto, motori, quad, c’è da chiedersi se non sia il caso di stabilire qualche regola maggiormente certa. In queste condizioni è difficile valorizzare il fiume per gli scopi di bene comune che ci prefiggiamo.

 

 

 

 

L’intervento immediato dell’Autorità del fiume ha messo in sicurezza l’argine del Senio a Biancanigo. Una frana mossa anni fa, dopo lavori di ruspa di un confinante, nei giorni scorsi aveva ripreso il movimento e chiuso parzialmente l’alveo, con la conseguenza che l’acqua alla ricerca del passaggio aveva pericolosamente eroso l’argine verso Castelbolognese.

Giusto dare atto al Servizio di Bacino Reno e Po di Volano della prontezza e dell’efficacia con cui è intervenuto e anche alla Ditta di Forlì che ha realizzato  velocemente il lavoro.

Il Carlino di oggi nel dare notizia dell’evento riporta una importante dichiarazione del responsabile del Servizio di Bacino che parla di inadempienze a carico del frontista – che avrebbe dovuto riparare al danno fatto con la ruspa – e della conseguente segnalazione del fatto al Servizio legale della Regione. Giusto.

Resta da vedere se ci sono anche altre responsabilità. Ricordo che al comparire del primo movimento franoso, un contadino del luogo mi raccontò che in quel punto negli anni sessanta in pieno luglio, si piantò una mietitrebbia. Per la ragione che sotto c’è un esteso acquitrino. Facile quindi prevedere che se si smuove la terra sopra, questa scivola sull’acqua e si mette in movimento. Verso il letto del fiume.

Resterebbe allora da capire perchè non si è intervenuti subito al risanamento. L’autorità dice che la prescrizione c’era, ma allora chi doveva controllare che fosse eseguita? Occorre che questo venga spiegato, anche perchè quell’area, da quando venne sconvolta dalle cave per costruire l’Autostrada, ha mostrato evidenti segni di degrado. E come valutare l’opera nel tempo delle ruspine dei contadini?

Infine, quell’area, dopo le cave, doveva essere interessata ad un piano di risanamento, credo conseguente alla VIA di autorizzazione delle stesse. E’ vero che è rimasto nei cassetti e perche? Sarà forse il caso che qualcuno – amministratore, forza politica, movimento, giornalista – riapra quel cassetto e riprenda in mano la questione.