Stamane sfogliando Settesere, un articolo di Birgul Goker ci informa del pensiero degli amministratori di Castel Bolognese circa l’idea di un itinerario ciclo-naturalistico sul Senio. Lo riporto in foto e vi invito a leggerlo con attenzione.

La nostra associazione che da anni si batte per realizzare quell’obbiettivo, esprime soddisfazione per le parole e i propositi degli amministratori castellani. Parole e propositi che fanno il paio con quanto affermato dall’assessore ad Ambiente e Agricoltura del comune di Faenza, Antonio Bandini, quando nel corso della conferenza su agricoltura e paesaggio al Momevi di Faenza, ebbe a dire che il tema dei fiumi, declinato anche come risorsa per una nuova mobilità e per nuove forme di turismo, è oramai all’ordine del giorno e che va governato. Come segnale importante non sottovalutiamo poi il fatto che i Presidenti delle due Unioni comunali – faentina e Bassa romagna – si siano impegnati a tagliare l’erba sopra gli argini per lasciarvi scorrere una passeggiata in bicicletta.

Dichiarazioni, impegni, segnali. Tutto questo ci fa ritenere che sia oramai matura la condizione per promuovere un tavolo dei fiumi che, a partire dall’obbiettivo del contratto di fiume – che potrebbe essere unico fra Lamone e Senio – affronti il tema della ciclabilità dei loro argini.

 

Il Passo di Donegallia, detto in dialetto “e pas Dungaia” o ” d’lungaia”, che ha trasmesso il nome alla strada proveniente da via Gaiano Casanola, si trova circa a metà fra i ponti di Felisio e Ponte del Castello. Siamo nel comune di Solarolo.

Il toponimo, che non ha a che fare con Galli o Celti. come talvolta si trova scritto, deriva dal latino medievale “dominicalia”, ciò terreni gestitit direttamente dal “dominus”, cioè un possidente che aveva beni in quella zona.

Trattasi di un guado per l’attraversamento del Senio, come ve n’erano tanti quando i fiumi non erano dotati di alti argini e i ponti erano davvero pochi: si consideri che tra la via Emilia e Cotignola l’unico ponte fu costruito, in legno, nel 1807, in località Felisio.

Prima della fine del Settecento dal Ponte del Castello in giù il Senio era dotato in certi tratti di argini, ma in corrispondenza dei guadi ovviamente mancavano, per cui le arginature ben poco proteggevano dalle alluvioni.

Il “Passo di Donegallia” è citato fin dal 1530, quando gli abitanti di Castel Bolognese avrebbero voluto, come talvolta accadeva, posizionare dei carri agricoli nel letto del fiume per realizzare un ponte provvisorio, ma i solarolesi si opposero al progetto.

Tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento il Passo di Donegallia era dotato di “nave”, cioè di zattera manovrata da una barcaiolo o “passatore” (qui era un esponente del casato Martini di Casanola).

Nel Novecento fu allestita a più riprese una “passerella” in legno, l’ultima delle quali è stata smantellata pochi decenni or sono, su ordine delle autorità preposte al fiume Senio.

Aprile, 2018

Lucio Donati

La settimana scorsa, passeggiando nella riva dell’alveo del Senio a Tebano per raccogliere qualche erba selvatica, ho incontrato una persona che mi ha severamente redarguito perchè, raccogliendo quelle erbe, stavo mettendo a repentaglio la vita di chi se ne fosse poi cibato. Con fare deciso mi ha informato che quella zona è vissuta dalle nutrie e che queste sono portatrici di “ben 29 malattie mortali” per le persone.

Non nego di essere rimasto allibito. Ho cercato di dirgli che quanto diceva forse era leggermente esagerato e che se fosse anche solo vero in parte, ben altra sarebbe l’attenzione da parte della sanità pubblica. Il tipo però non ha sentito ragioni, anzi: ha citato a sostegno della sua tesi la Federcaccia e la Cia. (Ndr, la Federcaccia è il sindacato più importante dei cacciatori e la Cia è uno dei sindacati maggiori del mondo agricolo). Associazioni queste che forniscono le trappole per catturare nutrie e volpi (sul posto se ne può vedere qualcuna). Che poi verrebbero uccise dai cacciatori stessi i quali consegnerebbero le code alla Provincia (se ho ben capito) la quale, sempre se ho ben capito, compenserebbe con denaro per il danno subito.

Giunto a casa ho fatto una breve ricerca, avendo subito la prova del fatto che la storia delle 29 malattie mortali è una colossale bufala, inventata, si dice, dai cacciatori per ragioni che a me (ex cacciatore) è difficile comprendere. Resta il fatto che da sempre qualche animale selvatico è portatore di malattie, a volte gravi, e che quindi la questione non va sottovalutata, adottando gli opportuni accorgimenti sia qualora si venga morsi da tali animali, che per quanto riguarda le precauzioni igieniche da tenere nel consumo dei prodotti che si raccolgono in natura.

Leggendo, mi sono imbattuto nella notizia che la Regione Emilia-Romagna avrebbe decretato l’eradicazione delle nutrie. Eradicazione è una parola molto grossa e sorprendente. Confutando le varie tesi in campo, quella pratica sembra esagerata e fuori luogo. Forse sarebbe opportuno un atteggiamento maggiormente ragionato.

Alla fine di questa storia, di questo incontro, mi è restato l’amaro in bocca. Perchè a me è parso che dietro la minaccia delle 29 malattie mortali ci fosse un preciso messaggio: voi che camminate lungo il fiume, che raccogliete erbe, che fotografate, che parlate di paesaggio e di ambiente, qui non siete graditi.

Se a questo aggiungiamo i divieti farlocchi, le minacce di essere morsi da cani liberi di scorrazzare sulle rive, mentre sugli argini giocano tranquillamente auto, motori, quad, c’è da chiedersi se non sia il caso di stabilire qualche regola maggiormente certa. In queste condizioni è difficile valorizzare il fiume per gli scopi di bene comune che ci prefiggiamo.

 

 

 

 

L’intervento immediato dell’Autorità del fiume ha messo in sicurezza l’argine del Senio a Biancanigo. Una frana mossa anni fa, dopo lavori di ruspa di un confinante, nei giorni scorsi aveva ripreso il movimento e chiuso parzialmente l’alveo, con la conseguenza che l’acqua alla ricerca del passaggio aveva pericolosamente eroso l’argine verso Castelbolognese.

Giusto dare atto al Servizio di Bacino Reno e Po di Volano della prontezza e dell’efficacia con cui è intervenuto e anche alla Ditta di Forlì che ha realizzato  velocemente il lavoro.

Il Carlino di oggi nel dare notizia dell’evento riporta una importante dichiarazione del responsabile del Servizio di Bacino che parla di inadempienze a carico del frontista – che avrebbe dovuto riparare al danno fatto con la ruspa – e della conseguente segnalazione del fatto al Servizio legale della Regione. Giusto.

Resta da vedere se ci sono anche altre responsabilità. Ricordo che al comparire del primo movimento franoso, un contadino del luogo mi raccontò che in quel punto negli anni sessanta in pieno luglio, si piantò una mietitrebbia. Per la ragione che sotto c’è un esteso acquitrino. Facile quindi prevedere che se si smuove la terra sopra, questa scivola sull’acqua e si mette in movimento. Verso il letto del fiume.

Resterebbe allora da capire perchè non si è intervenuti subito al risanamento. L’autorità dice che la prescrizione c’era, ma allora chi doveva controllare che fosse eseguita? Occorre che questo venga spiegato, anche perchè quell’area, da quando venne sconvolta dalle cave per costruire l’Autostrada, ha mostrato evidenti segni di degrado. E come valutare l’opera nel tempo delle ruspine dei contadini?

Infine, quell’area, dopo le cave, doveva essere interessata ad un piano di risanamento, credo conseguente alla VIA di autorizzazione delle stesse. E’ vero che è rimasto nei cassetti e perche? Sarà forse il caso che qualcuno – amministratore, forza politica, movimento, giornalista – riapra quel cassetto e riprenda in mano la questione.

Per adesso solo cronaca. La frana sopra al Senio a Biancanigo, della quale si parla da anni, si è mossa. Ha chiuso in parte l’alveo del fiume e l’acqua – che vuole passare – ha eroso tutta la golena verso Castel Bolognese e iniziato ad intaccare la riva. E’ in atto quindi una condizione di pericolo. Per fortuna si sta lavorando alacremente per rattoppare il guaio e speriamo ce la possano fare per domani, quando è prevista un’allerta per la pioggia.

Ma non è tutto. Sempre in zona frana Biancanigo, verso est, in corrispondenza di un rio che porta giù acqua dalla zona Campo cross si è staccata un’altra frana. Da una delle foto si può solo intravvedere. E altre piccole frane stanno intaccando la strada che porta ai Vernelli.

Non dico altro, se non che le autorità preposte forse hanno minimizzato per troppo tempo quel pericolo. Sarebbe interessante che un giornalista, o anche un politico con pratica di accesso agli atti, scavasse un poco su questa vicenda e che i cittadini fossero debitamente informati circa lo stato dell’arte. Vedremo.

Amici del Senio buongiorno. So che il maltempo e le elezioni hanno catalizzato la vostra attenzione e quindi il momento non è propizio. Ma ho il dovere di ricordare le iniziative programmate. E’ vero, ci mancherebbe. Nessun obbligo e tanto meno dovere. Libertà assoluta per tutti. Noi però dobbiamo procedere con la loro preparazione e ci serve qualche punto di riferimento, che al momento non abbiamo: una idea di quante persone parteciperanno. Alla loro preparazione e al loro consumo.

Ricordo che siamo un’Associazione di volontariato, per il bene comune. La riuscita delle attività che svolgiamo è affidata al lavoro volontario degli aderenti e di chi apprezza il nostro lavoro e ci vuole bene. Se viene a mancare questo dato di solidarietà che rappresenta, il tutto che si tiene, cade tutto. E una associazione di volontariato non ha più ragione di esistere.

Detto questo, che non è uno sfogo e tanto meno un rimprovero, chiedo a chi è interessato a partecipare alle iniziative e a chi è interessato a darci una mano alla loro preparazione di farci sapere qualcosa, quanto prima.

Riassumo gli impegni.

MERCOLEDI’ 7 marzo – ore 19,30 (per max 3 ore) Circolo Arci Castel Bolognese – PREPARAZIONE CAPPELLETTI PER CENA DI AUTOFINANZIAMENTO (ci mancano 7 volontari)

SABATO 10 marzo – Cotignola, via Marchetti 1 – A sfen e porc e fuoco propiziatorio (al momento, prenotati 2)

GIOVEDI 15 marzo CENA autofinanziamento (al momento, prenotati 5 alla cena). E mancano volontari (mercoledì 14 e giovedì 15) per la preparazione e gestione della serata.

Vi ricordo poi gli appuntamenti del 24 e del 30 marzo a Faenza e Cotignola. Certo, si tratta di due conferenze, quindi “che lagna”, però è anche da lì che si passa, se vogliamo ottenere i nostri obbiettivi per il fiume (sicurezza, percorso naturalistico, un fiume di storia arte e cultura, ecc.).

Con questo: buon voto a tutti. Arrivederci a presto…. e fatevi sentire. Arriverà poi anche il sole.

Domenico

 

A seguito dell’appello rivolto ieri ai candidati al parlamento, abbiamo ricevuto una presa di posizione e un commento che pubblichiamo.

“Caro Domenico e cari amici della Associazione, dire oggi della mia vicinanza a voi ed ai temi a voi cari è scontato. Non perché come spesso capita prima delle elezioni, il politico di turno prova  ad accaparrarsi qualche voto in più con parole di circostanza, ma perché come tu sai sono socio convinto della prima ora di questa associazione.

E poi sai che sono un cittadino come voi che lavora e che ritiene che la politica non vada lasciata in mano solo a politici di professione. Io credo che l’ambiente in generale deve stare al centro della nostra vita sociale. Anche il nostro territorio è però sotto la costante minaccia a causa della sua fragilità in cui versa anche per la poca attenzione che gli si è prestato. Siamo di fronte a una grande transizione fatta di cambiamenti climatici.

Per questo serve un grande piano verde che porti il nostro Paese verso la totale decarbonizzazione, passando a una economia circolare a rifiuti zero. Serve abbattere il consumo del suolo, superare la dipendenza dalle fonti fossili dirigendoci verrso le rinnovabili.
Bisogna reindirizzare gli investimenti a favore di interventi virtuosi per l ‘ambiente: rigenerazione delle nostre città, tutela del territorio, varando un piano di tutela e promozione del Capitale Naturale del nostro Paese.
Dobbiamo liberarci dall’ amianto che ancora ci assedia, migliorare la qualità dell’ aria anche attraverso politiche a sostegno del trasporto pubblico a partire da quello su ferro.
La tutela dell’ambiente non può prescindere da quello del benessere animale.
Nel settore ambientale oggi già si stima siano 3 milioni le persone che ci lavorano. In costante crescita. E nei prossimi anni l’ambiente sarà il più grande datore di lavoro con nuove figure professionali di alta preparazione e professionalità soprattutto per i nostri giovani.
Di tante altre cose potremmo parlarci.
Ma una cosa è certa: che grazie ad associazioni come questa è il merito di tenere alta la attenzione e di fare da sentinella del territorio spronando il pensiero verso virtuosi comportamenti.
Ignazio Giovanni Belfiore (Candidato LeU)”
“Ottima iniziativa che riassume l’importanza della cura del patrimonio naturalistico e con esso, la sicurezza del territorio. I governi passati non sono stati molto attenti su queste tematiche e non lo saranno neanche dopo. Continueranno a mantenere al primo posto i loro interessi fregandosene delle promesse fatte. Ho più fiducia nella forza delle persone volonterose che di tutti i politici messi insieme. Da ex cittadino castellano vi ringrazio di mantenere vivo l’interesse per il mio luogo di nascita. Grazie. Arturo Marezzi”

Ecco quello che chiediamo ai candidati al Parlamento. Pubblicheremo tutte le risposte e i commenti che riceveremo.

Siamo cittadini della vallata interessati alla tutela e alla valorizzazione del fiume Senio. Per questa ragione, 4 anni fa, ci siamo costituiti in Associazione Amici del fiume Senio.

Nel corso del tempo abbiamo prodotto centinaia di incontri con gli interlocutori istituzionali e privati; sviluppato decine di iniziative pubbliche che hanno portato migliaia di cittadini a rivivere il proprio fiume; raccolto oltre 1200 firme in calce alla petizione sulle nostre proposte; contato 140 iscritti.

Abbiamo capito che il nostro fiume rappresenta un elemento fortemente identitario per le popolazioni dei comuni da esso solcato. Le ragioni principali consistono nel valore storico legato alle vicissitudini della seconda guerra mondiale; nell’avere favorito l’incontro fra le genti; nel fatto che si mostra come un corridoio ecologico-ambientale di notevole valore ed interesse e che è meta ambita per le attività del tempo libero di molti cittadini.

Una adeguata valorizzazione del fiume Senio, dalla sorgente alla foce, pensiamo rappresenti anche un motivo di forte interesse per la valorizzazione economica e turistico-ambientale dei comuni interessati.

Detto questo, desideriamo porvi all’attenzione alcune problematiche che vi proponiamo entrino a far parte dei vostri obbiettivi di Governo.

SICUREZZA. Occorre superare il vero problema ostativo ai lavori di completamento delle casse di espansione di Cuffiano/Tebano. Esso è rappresentato dal fatto che la seconda cassa tarda ad essere realizzata. La ragione pensiamo sia che i privati, che la gestiscono, non hanno convenienza od opportunità di mercato per la vendita dei materiali inerti (terra, sabbia, ghiaia). Allora è necessaria la conferma della notizia che la Regione assumerebbe in proprio compiti ed oneri per completare il lavoro. Contemporaneamente è opportuno che il Governo ponga nella piena disponibilità della Regione, che deve realizzare l’opera di collegamento delle casse fra loro e con il fiume, la cifra di 8,5 milioni facenti già parte dell’accordo Governo-Regione, ma ancora tecnicamente non trasferiti. Con la conseguenza di non potere dare corso al bando europeo per l’assegnazione dei lavori.

MANUTENZIONE. La manutenzione dei fiumi deve tornare ad essere adeguata nella sua dimensione e ordinaria nel tempo. La sua modalità deve garantire la sicurezza idraulica del fiume e contemporaneamente tenere conto della sua natura complessa. Ovvero della sua valenza ambientale, paesaggistica, naturalistica, di sito ambito per attività salutistiche e ben disposto allo sviluppo del turismo delle esperienze e dei luoghi.

L’ECLETTICA. Potrebbe essere il nome di un grande percorso naturalistico ciclo-pedonale che proponiamo, da ricavare sopra l’argine del Senio e del Lamone per offrire agli amanti del turismo lento una “classica” di interesse europeo. Un percorso che collega idealmente le biciclette di Alfredo Oriani e di Olindo Guerrini, le peregrinazioni di Dante e la Linea Gotica, i parchi della Vena dei Gessi e del Delta del Po’, la collina con la pianura e il mare. Rendere agibili gli argini e offrirli come un circuito senza interruzioni, significa spalancare a migliaia di turisti le porte e la conoscenza dei tanti punti di interesse storico, naturalistico e culturale presenti nel territorio. Significa stabilire un contatto proficuo con l’economia agro-alimentare della vallata e con le centinaia di strutture ricettive presenti.

ACCESSO. E’ opportuno sia affrontato, regolato e meglio definito il tema delle competenze sui fiumi, che disciplini gli accessi e l’uso degli argini e delle golene, che apra all’idea delle convenzioni pubblico-privato per fare tornare i fiumi alle comunità.

Domenico Sportelli – Presidente Associazione Amici del fiume Senio

Desidero ricordare agli agnostici del Senio, ovvero a coloro che non vedono l’utilità di facilitare le persone a percorrere gli argini del fiume – o le carraie vicine – a piedi o in bicicletta -, le richieste di informazioni ricevute nell’ultimo mese da parte di gruppi di cittadini interessati.

Un gruppo di Faenza, vorrebbe andare a piedi lungo l’argine da Felisio al mare.

Un gruppo di Modena vorrebbe arrivare in treno con le bici a Castel Bolognese, percorrere la riva del Senio fino a Cotignola, passare suo Lamone e tornare a Faenza per riprendere il treno.

Un gruppo di – non so dove – vorrebbe risalire il corso del Senio da Palazzuolo alla sua sorgente.

Un gruppo di camminatori di Forlì e Ravenna vorranno andare, domenica prossima, dal Molino Scodellino alla diga steccaia – poi per vino alla Casetta – seguendo il percorso del Canale dei Mulini e visitando Castel Bolognese.

Non dico altro, se non, che attendiamo di conoscere con fiducia la progettazione circa lo sviluppo della ciclabilità da parte delle amministrazioni comunali del Senio. Progetti possibili anche grazie ad una particolare legislazione regionale che finanzia i percorsi ciclo naturalistici e il turismo lento.

Al momento abbiamo notizie di progetti concreti che toccano il Senio da parte dei comuni di Castel Bolognese, Bagnacavallo, Fusignano ed Alfonsine. Attendiamo con fiducia le scelte che vorranno fare altri comuni, a partire da Lugo e Faenza e dai comuni della collina.

Aggiungo che in queste settimane, nel corso degli innumerevoli contatti che continuamente abbiamo con personalità di rilievo dalle quali poter trarre notizie e collaborazione per la nostra idea di fiume, abbiamo colto aspetti di grande rilievo.

Siamo andati a Gaiole in Chianti per incontrare il patron di Eroica, la mitica “Strade bianche”, avendo conferma del fatto che il nostro approccio al fiume ha molti punti di contatto con la filosofia di Eroica. Giancarlo Brocci ci ha confortati e si è detto disponibile a venirci a trovare sul Senio.

Ho incontrato Paolo Belletti, profondo conoscitore di Olindo Guerrini (Sant’Alberto) dal quale ho potuto apprendere della grande importanza che la bici ha avuto per il nostro Stecchetti. Guerrini era coetaneo di Alfredo Oriani da Casola Valsenio, anch’esso antesignano della bici. Ebbene, il fiume Senio, unendo Casola a Sant’Alberto unisce in qualche modo anche i due illustri romagnoli. Un altro punto a favore del Senio lungo il quale percorso e in omaggio a questi due grandi personaggi – assieme al percorso sull’argine -, si potrebbe promuovere un grande Museo della bicicletta. Casomai in una delle case del demanio abitate dai vecchi guardiani del fiume, oggi disabitate e domani forse collabenti.

Per ultimo abbiamo incontrato una gentilissima assessora di Palazzuolo sul Senio, la quale ci ha spalancato le porte a fronte della possibilità di promuovere iniziative centrate sul Senio. A seguito di ciò, con ogni probabilità, nel corso del primo trikend di Giugno, promuoveremo “Buongiorno, Palazzuolo sul Senio”. Un “rimembri” e un ritorno ai luoghi d’origine per tanti cittadini palazzuolesi scesi, negli anni della penuria per la gente di montagna, in pianura, lungo il Senio.

A chi ci legge chiediamo di dialogare con noi e di sostenerci, divulgando queste informazioni e operando una discreta e ferma azione di convincimento verso i nostri interlocutori.

 

 

 

Breve soggiorno nelle terre del Chianti. Ero curioso di vedere su quali elementi, persone come noi, hanno creato un miracolo economico e un benessere di qualità tale da essere indagato da altri paesi nel mondo. Sono andato anche per incontrare persone disposte ad interloquire con le nostre idee di un modello di benessere legato al territorio, alla sua storia e alle sue risorse: la filosofia che anima gli Amici del Senio.

Desideravo scoprire il fenomeno dell’Eroica, nato a Gaiole in Chianti. Eroica non è solo una gara ciclistica o una deliziosa esca per gli appassionati della bicicletta. E’ una vera e propria filosofia di vita, basata sulla ricerca di valori adeguati a promuovere un benessere di qualità.

Sono partiti con la riscoperta del ciclismo eroico dei primordi, quindi dal sacrificio, dalla dedizione, dalla fatica. Da quegli elementi che rafforzano il carattere delle persone e lo rendono più capace di affrontare le avversità della vita.

Hanno contrastato l’idea del propellente chimico per primeggiare nello sport, rivalutando il pane, la pasta, la carne, l’olio, il vino. Hanno parlato e parlano di benessere e di salute capace di fare vivere più a lungo e meglio le persone, mischiando l’attività fisica continua con la scoperta del territorio e la valorizzazione del bello.

Hanno fatto della mancanza di grandi vie di comunicazione e della scarsa industrializzazione il carburante per un diverso e possibile tipo di sviluppo sostenibile.

Si sono guardati attorno, hanno constatato l’avere ancora nel territorio tante strade “bianche”. Hanno cucito su di loro un percorso di oltre 200 chilometri, riconoscibile, indicato, dedicato, che alcune volte l’anno viene percorso interamente con apposite manifestazione – compreso una dei “professionisti” – e che per tutti i giorni viene consumato alla “carta”: ognuno il pezzo che vuole. A questo hanno aggiunto l’idea del vintage di bici e vestiario.

Da anni, decine di migliaia di persone di ogni età e da ogni parte del mondo vanno in quelle colline a provare il gusto della fatica, ricavandone benessere fisico ed intellettuale. Quando i residenti hanno visto quel frullo hanno immediatamente sistemato i loro vecchi casolari, trasformandoli in confortevoli residenze, dove tanti turisti vanno a ritemprarsi, scegliendo il contatto con la natura e le prelibatezze di quelle terre.

Anche le botteghe si sono industriate. Chi col vintage, molti con la valorizzazione dei prodotti della loro terra. Gli Enti locali e la politica, nel loro insieme, hanno accompagnato questo movimento, facendo bene la propria parte.

Adesso sono pronti a rilanciare sui temi del benessere fisico e della qualità della vita, lanciando su larga scala il pallaio. Un gioco con le bocce praticato su campi che sembrano bigliardi, con le sponde curve, dove i pallaioli fanno compiere incredibili peripezie alle palle nel tentativo di segnare il punto. Un gioco molto divertente.

E’ proprio al pallaio che ho incontrato persone, alcune delle quali hanno detto di avere origine romagnola, di una valle del forlivese, per la precisione. Hanno raccontato, con una l’affabilità acquisita del toscanaccio, che i loro padri, lavorando nel settore del movimento terra e possedendo pesanti cingolati, vennero chiamati in quelle zone a predisporre i terrazzamenti dove poi furono piantate le viti del famoso Chianti.

Uno degli artefici di questa avanzata esperienza economica e sociale si chiama Giancarlo Brocci. E’ lui che ha inventato Eroica, la manifestazione di bici e d’epoca e che ora sta promuovendo nel mondo. Riscuotendo ovunque grande successo, scoprendo come il ciclismo epico, quello dei primordi, sia diventato col tempo un patrimonio dell’umanità. Ogni Eroica che il Brocci promuove, in America latina, in Africa, nei paesi del nord Europa, riscuote enorme successo. Il bello è che, prima o poi, quegli appassionati, non solo parteciperanno all’Eroica di casa propria, ma vorranno vedere i luoghi dove il ciclismo nacque e quelle gesta si compirono. Quindi verranno in Toscana, lì dove Eroica è nata.

Giancarlo Brocci è una persona davvero straordinaria. Per la semplicità e la disponibilità manifestata, incontrando la mia compagnia e per l’eclettismo che manifesta. Una persona che deve avere pestato piedi sensibili, ma che non si è arreso, forte della incrollabile fiducia dei valori che i suoi maestri gli hanno donato. Sono i valori della tenacia, del progresso civile e sociale, della salute come bene primario da promuovere. E poi l’amore per la sua terra e per le lotte di cui sono stati capaci interpreti i suoi conterranei, padri di una terra, un tempo rossa come il fuoco.

A Giancarlo Brocci ho brevemente illustrato il lavoro che gli Amici del Senio stanno compiendo; lavoro che, a mio parere, ha diversi punti in comune con l’origine di quella esperienza e con la filosofia che la anima. Non abbiamo potuto approfondire. Ma ci ha detto che verrà volentieri in Romagna per una iniziativa, che noi non mancheremo di promuovere.

Tornando a casa, pensando a quello che avevo visto e ascoltato, ho pensato che le idee che stiamo sviluppando attorno al nostro fiume, hanno solide radici e che, prima o poi, saranno considerate e apprezzate. Daltronde quale è il ruolo della politica, se non anche quello di assumere, elaborate e tradurre in scelte concrete ciò che il prepolitico – pezzi di società impegnati nel sociale – gli offre sopra un piatto d’argento?