Avevamo desunto male, quella legna da sotto il ponte del Senio sopra Borgo Rivola dovrà essere tolta dalla multinazionale francese, proprietaria della cava e della via di accesso, compreso il ponte sul fiume. Quella strada e quel ponte non sono comunali. Il piccolo equivoco è stato causato dalla non comprensione su quale fosse il ponte di cui si parlava.

Forse sarà complicato fare capire ai francesi gli arzigogoli della nostra legislazione, ma dovranno farsene una ragione. E agire in fretta, perchè quella situazione è veramente pericolosa. Seguiremo la vicenda.

Nel mese di dicembre avevamo segnalato questo ammassamento di legno nelle pile del ponte che conduce alla cava del gesso di Borgo Rivola.

Oggi il Servizio Area Reno e Po di Volano ci comunica che non è sua competenza e che lo sgombero deve essere effettuato dal gestore o proprietario del ponte stesso “come previsto dall’art. 12 del Regio Decreto 523/1904”. La risposta è stata inviata anche al comune di Riolo Terme, quindi desumiamo che sia il comune a dovere risolvere l’incombenza.

Vedremo. Resta da segnalare il fatto che le norme che riguardano la sicurezza dei fiumi facciano ancora riferimento ad una legge – riferita allo Statuto Albertino – di 113 anni fa. Credo si tratti di una situazione veramente scandalosa, al solo pensiero di quanto sia cambiata la realtà in questo secolo.

Fra poco voteremo per il nostro Parlamento. Ci sarà un partito o un movimento che metterà nel suo programma l’obbiettivo di una nuova legislazione sul governo dei fiumi?

 

Sul delicato tema della manutenzione e della sicurezza del Senio, stamattina abbiamo inviato una lettera ai Sindaci dei comuni interessati ai prossimi interventi di manutenzione del Senio. La rendiamo pubblica alle persone che seguono il nostro lavoro.

“Cari sindaci, il Carlino di giovedì 28 dicembre – cronaca di Lugo – riportava la notizia di interventi (straordinari) di rimozione degli alberi in alcune zone del Senio.

Premesso che il tema della sicurezza del Senio – e quindi della sua corretta funzione idraulica – è al primo punto delle finalità della nostra Associazione, facciamo presente quanto segue:

  • Il tema della manutenzione del fiume – che deve essere corretta e costante nel tempo – è opportuno sia affidata alla pletora degli interventi ordinari e debitamente finanziata nel tempo;
  • Circa l’intervento ipotizzato alla foce del Senio, si ricorda che siamo nel pre parco della stazione valli di Comacchio del Parco Regionale del Delta del Po e che le norme del piano Territoriale – se non andiamo errati – prevedono che il boschetto rimanga. Siamo inoltre in area SIC/ZPS, soggetti quindi al coinvolgimento dell’Ente Parco;
  • Per quanto riguarda l’intervento previsto fra Cotignola e la Chiusaccia, siamo in area SIC/ARE, soggetti quindi al coinvolgimento di Regione che deve fare la valutazione di incidenza, sentiti il Comune per il versante ARE e l’Ente Parco per il versante SIC;
  • Rispetto all’intervento ipotizzato in zona Ponte di Felisio – Ponte del Castello, pur non trovandoci in aree soggette (al momento) a particolari normative pubbliche, ci troviamo di fronte ad una zona di grande interesse ambientale e naturalistico – i così detti “budelli del Senio”;
  • Rispetto agli interventi ipotizzati ci permettiamo di sottoporvi l’opportunità di rendervi garanti che gli interventi siano compiuti nel rispetto delle norme, e con scienza e coscienza;
  • Riguardo al taglio – necessario-opportuno – delle alberature, pensiamo che i criteri di valutazione debbano sì, in primo luogo, garantire la funzione idraulica del fiume, ma anche che laddove non sia strettamente necessario, il taglio debba essere calibrato sulle esigenze effettive e non indiscriminato a prescindere;
  • Rileviamo positivamente come il tema della funzione degli alberi, contro l’inquinamento e per la tutela del territorio, sia stato oggetto di intervento da parte del Governo con l’ultima legge di Bilancio;
  • Infine, circa il tema della sicurezza del Senio, esprimiamo soddisfazione per quanto comunicato dal Dirigente del Servizio tecnico area Reno e Po di Volano il 30 novembre a Rossetta:
    • “A dicembre (2017) il Governo firmerà il decreto per il finanziamento (8,5 milioni per le casse di Cuffiano);
    • A gennaio (2018) la C/Conti validerà il finanziamento e potrà così partire subito il Bando europeo per l’affidamento dei lavori (un anno);
    • Fra un anno potranno partire i lavori, della durata di 18 mesi;
    • Il mantenimento di questa tempistica sarà possibile perché la Regione Emilia-Romagna si è impegnata a farsi carico della realizzazione in proprio delle seconda cassa di espansione (i cui lavori sono attualmente affidati al privato e soggetti ai tempi di un mercato in crisi)”.

Circa il tema delle Casse di espansione rileviamo però che a dicembre (2017) il Governo non ha affatto firmato il decreto del finanziamento dell’opera, rinviandolo a gennaio-febbraio (2018), ma soprattutto non abbiamo conferme circa la scelta della Regione di farsi carico della realizzazione della seconda cassa, intervento necessario per poi potere procedere all’opera soggetta al finanziamento degli 8,5 milioni.

Sul tema delle Casse di espansione, certamente non secondario agli altri di cui si parla per la sicurezza del nostro fiume, ci permettiamo di chiedervi – quella che sicuramente è nei vostri propositi – ovvero, una funzione costante di stimolo perché gli impegni da anni espressi, trovino finalmente giusta soddisfazione.

Con l’occasione, gradite i nostri migliori saluti e Auguri di un felice e prospero Nuovo Anno.

Firma Domenico Sportelli, a nome Associazione Amici del fiume Senio

 

Cari amici del fiume Senio, qualche considerazione di fine anno su due temi ai quali la nostra Associazione dedica particolare attenzione fin da quando è sorta: la sicurezza e la manutenzione.
SICUREZZA. Casse di espansione di Cuffiano: forse ci siamo, ma manca ancora la certezza.
A noi risulta questo. Il 30 novembre, a Rossetta, nel corso di una affollata conferenza pubblica, l’ingegnere Claudio Miccoli – responsabile della gestione del bacino idrografico di cui fa parte il Senio, facendo riferimento ad incontri avvenuti in Regione, ci disse che:
– Il Governo avrebbe firmato a dicembre l’impegno di spesa di 8,5 milioni per le casse del Senio e che a gennaio la somma sarebbe stata esigibile;
– L’autorità di Bacino è pronta con il progetto, quindi a seguito dell’avvenuto finanziamento, partirà immediatamente il bando (europeo) per l’aggiudicazione dei lavori;
– Dopo un anno – quindi ad inizio 2019 – potranno partire i lavori, della durata massima di diciotto mesi. Quindi, fra il 2020 e il 2021 le Casse saranno pronte per il loro funzionamento (trattenere milioni di metri cubi di acqua a seguito delle piene invernali, per poi rilasciali (almeno la metà) gradatamente in estate;
– I lavori potranno partire nel 2019, perché la Regione ha deciso di assumere in proprio le attività per realizzare la seconda cassa (da anni i lavori sono praticamente fermi perché il privato che attualmente gestisce la cava non ha mercato per il materiale che fornisce).
Le persone presenti a quell’incontro, ne uscirono molto soddisfatte, perché, finalmente, sembrava si fosse trovata la quadra. Così riassunta: il Governo mette effettivamente i soldi; la Regione assume l’onere di completare subito la seconda cassa; il progetto tecnico è pronto; i tempi di realizzazione sono accettabili.
Nei giorni successivi cercammo conferme sul piano della politica e delle amministrazioni. Conferme che non trovammo.
Pochi giorni fa, il Bollettino della regione Emilia e Romagna ci ha informato di un protocollo (accordo complessivo) sulla sicurezza firmato martedì (12 dicembre ndr.) da Regione e Governo (Bonaccini e Galletti). Il protocollo cita la cifra complessiva stanziata (85 milioni, se non erriamo) e l’elenco degli interventi oggetto del finanziamento deliberato, provincia per provincia. Ebbene: l’intervento sul Senio non è in elenco. E’ scritto che Bonaccini e Galletti hanno garantito che altri interventi – non in elenco – fra i quali quello per il Senio – verranno assicurati fra gennaio e febbraio.
Ieri mattina (21 dicembre) il Corriere di Romagna ha pubblicato un articolo a tutta pagina nel quale veniva invece detto che l’opera del Senio è compresa nell’accordo complessivo sulla sicurezza firmato martedì (12 dicembre ndr) scorso a Roma.
Con tutta evidenza, le notizie riferite dalla Regione e dal Corriere in riferimento al Senio sono discordanti. Ancora una volta a noi pare mancare la chiarezza necessaria. Quella chiarezza che continueremo a cercare e a richiedere. A questo si aggiunge la mancata conferma ufficiale del fatto che la Regione abbia deciso – come riferito dall’ingegnere Miccoli – di assumere in proprio l’onere della realizzazione della seconda cassa. Fatto non secondario, anzi decisivo.
MANUTENZIONE. Nel corso degli ultimi anni la manutenzione del Senio ha fatto qualche passo in avanti. Particolarmente nel tratto fra Cotignola e la foce. Poco si è fatto invece fra Cotignola e Tebano, con qualche esagerazione, purtroppo, nel taglio degli alberi. Anche di quelli messi a dimora alcuni decenni fa dalla stessa Autorità di gestione del fiume (Biancanigo). Assai scarsi (a nostro parere, molto insufficienti) gli interventi realizzati poi nel tratto collinare e montano e negli affluenti. Mancano notizie poi circa le frane in zona Castel Bolognese e Casola Valsenio (quella del campo sportivo che provocò uno sbarramento e un lago).
Su questi temi, come sugli altri compresi nella petizione per il Senio, firmata fino ad oggi da oltre 1200 cittadini, continuerà il nostro impegno.
Questo è il nostro fioretto per il 2018, un Anno che auguriamo sia a noi amico.
Auguri a tutti di serene e Buone Feste.

Parlano del Senio e anche degli Amici del Senio. Su Settesere  di venerdì scorso, Alice Lancioli ha sintetizzato gli obbiettivi attuali della nostra associazione, ponendone in risalto la valenza turistica. Certamente, quella dell’interesse anche economico della vallata, è una delle gambe che sostiene la nostra proposta di percorso ciclo-naturalistico del Senio, dalla collina al mare. L’idea di una guida e di un info point del Senio sono due strumenti che la corroborano, che la rendono plausibile.

Il nostro interesse non è quello di gestire un punto di promozione turistica. Noi, poggiando sul volontariato, vorremmo solo avviare qualcosa che poi in futuro potesse essere gestito da giovani che potessero anche trarne beneficio economico. A fianco di questo servizio sarebbe bello potervi collocare la nostra sede operativa. Domattina ne parleremo con l’Amministrazione comunale di Faenza. Nei prossimi giorni ne parleremo con il direttore di IF, la società d’area Imola-Faenza chiamata a promuovere le attività turistiche.

Il Corriere Romagna di sabato 25 novembre, dedica al Senio addirittura una pagina intera. In questo caso l’articolista pone l’accento sul tema delle casse di espansione e della sicurezza ad esse legata. La vicenda comincia ad assumere i toni dell’incomprensione. Servirebbe chiarezza. Da anni si dice che quell’opera è indispensabile per la sicurezza dei cittadini della valle, che il Governo ha stanziato 8,5 milioni di euro (sono tanti soldi) per attuarne il funzionamento e che è tutto pronto, ma l’avvio dei lavori, promessi e puntualmente rinviati da anni, non comincia mai.

L’unico lavoro svolto nella cassa già pronta e che attende da anni di essere collegata al Senio, è la recinzione di questa con rete e filo spinato alti tre metri, sostenuti da una fitta rete di pali, di cui non si capisce lo scopo, che sicuramente satrà costata una ingente cifra, ma che certamente non corrisponde alle indicazioni della VIA (valutazione di impatto ambientale) coerenti con l’opera.

L’articolo chiama in ballo – a ragione – l’assessore regionale competente, titolare della materia. Anche noi nei prossimi giorni lo faremo invitando la signora Paola Gazzolo a venire in Romagna per un sopralluogo del sito in cui si deve realizzare l’investimento.

La pagina che il Corriere dedica all’argomento contiene poi alcuni piccoli refusi. Ad esempio, il virgolettato sotto al titolo va attribuito a Sportelli (Amici del Senio) e quando si cita Domenico Rambelli deve intendersi Domenico Sportelli. Mentre l’incontro di stasera a Rossetta, in cui si parlerà di sicurezza del Senio e di percorso ciclo-naturalistico, è promosso dalla Polisportiva Rossetta, con il patrocinio del Consiglio di zona.

Ecco gli articoli di cui si parla

 

 

 

 

A seguito del Concorso fotografico, promosso dall’Associazione Amici del Senio, rendiamo noto i dati e mostriamo le opere premiate.

Hanno partecipato 47 autori, con 443 opere, suddivise per questi temi.

Storia del fiume e vallata: 70 scatti

Premiati:

1° – Elio Randi con “San Potito 1985 – Costruzione del nuovo ponte

2° – Primo Pini con “Castel Bolognese 1945 – Ponte Bailey sul Senio

3° – Danilo Olivieri con “San Potito – Macero lavorazione canapa a ridosso del Senio”

Natura: 55 scatti

Premiati:

1° – Roberto Baldassari con “Alfonsine – Parco millegocce”

2° – Amalio Alberighi con “Cotignola – Cavalletta”

3° – Circolo Fotografico Bagnacavallo con “Bagnacavallo 2017 – Campanella nel grano”

Paesaggio: 115 scatti

Premiati:

1° – Vittorio Baldasseroni con “Alfonsine – Foce del Senio”

2° – Roberto Baldassari con “Alfonsine – Panorama”

3° – Donatella Guerrini con “Rossetta – Rossetta Sottofiume”

Attività: 67 scatti

Premiati:

1° – Cantina Turrini con “Riolo Terme – Cantina Turrini”

2° – Circolo Fotografico Bagnacavallo con “Fusignano – Fabbrica cavi”

3° – Renato Ronconi con “Bagnacavallo – La mano di Anna Tazzari”

Prodotti: 40 scatti

Premiati:

1° – Giuseppe Costa con “Alfonsine – Cappelletti”

2° – Geri Bacchilega con “Alfonsine – Cachi”

3° – Marcello Bezzi con “Fusignano – Uva e granoturco”

Manifestazioni: 96 scatti

Premiati:

1° – Andrea Beltrami con “Cotignola 2017 – Arena dei morti felici”

2° – Roberto Baldassari con “Alfonsine – Color run sulla passerella”

3° – Giuseppe Costa “Alfonsine con – 10 Aprile”

Sponsor della manifestazione – che ringraziamo – sono stati:

FRUTTAGEL Alfonsine – Via Nullo Baldini, 26

CANTINE FERRUCCI Castel Bolognese – Via Casolana, 3045/2

SCATOLIFICIO SENIO Fusignano – Via Ripe, 11

FOTOOTTICA DINO MARANGONI  Lugo – Legge del Pavaglione, 65

PRISMA BUFFETTI Lugo – Via Foro Boario 35/37

BIRRIFICIO VALSENIO Casola Valsenio – Via Breta, 15

Come abbiamo detto, le foto prodotte saranno alla base di una mostra sul Senio che avrà come oggetto i temi del Concorso. Per completarla come rappresentatività dei temi e del territorio, da Palazzuolo ad Alfonsine, chiediamo agli amici fotografi di continuare ad inviarci le loro foto.

La mostra, costituita alla fine da 20-22 pannelli di dimensione non eccessiva, per potere essere esposta anche in locali piccoli e in eventi minori, sarà offerta – gratuitamente – a tutti coloro che vorranno proporla. Sarà adatta per essere mostrata ai bimbi delle scuole minori, anche Materne. Invitiamo chi fosse interessato a contattarci con mail a  amicifiumesenio@gmail.com  oppure telefonarci al 3400532380.

Ringraziamo:

Roberto Torricelli, ideatore e curatore del Concorso

Nuovo Circolo Fotografico di Fusignano – partner

I commissari giudicanti: Gianpaolo Ossani (fotografo) e Remo Emiliani (giornalista)

Le attività produttive che hanno sponsorizzato il Concorso

I Sindaci e le Amministrazioni comunali che sempre ci stanno vicine

La Pro Loco di Castel Bolognese che ci ha ospitato alla sua festa

Gli appassionati che ci hanno inviato i loro scatti

ECCO LE FOTO PREMIATE

 

 

 

 

 

Ieri attorno alla Fontana dei Derelitti, il più bel monumento di Castel Bolognese, abbiamo mostrato al pubblico le foto del concorso “Il percorso del Senio tra storia e natura” e premiati i vincitori. Uno dei prossimi giorni pubblicheremo le foto premiate e l’elenco degli autori. Ancora interesse e tanto pubblico.

Ci stiamo chiedendo il perchè ogni volta che investiamo sul Senio, tante persone si sentono coinvolte. La risposta che ci stiamo dando è che questo fiume, per la sua storia, per quello che – nel male e nel bene – ha rappresentato nei secoli , è entrato a fare parte dell’identità della popolazione della vallata. Da un lato per i danni che ha creato nel lungo passato dovuti al suo tumultuoso incedere e per la paura che incute ancora oggi, da un altro lato per le occasioni di gioia, di spensieratezza e di complicità che ha fornito a chi gli ha vissuto intorno, il Senio ha avuto un ruolo significativo nella vita delle persone. Tale da restare loro impresso nei meandri più profondi. Nei capitoli delle cose che non si dimenticano.

Certamente tutto questo è comune agli altri fiumi della nostra Regione i quali, dipanandosi presso che tutti dalla montagna e collina verso la pianura, hanno accompagnato – quasi come rappresentassero una via maestra – le migrazioni dei montanari, quando nel recente dopoguerra la vita in montagna era diventata assai grama. I fiumi sono stati vettori di comunicazione e di incontri e come tali hanno favorito sviluppo e progresso per le comunità.

Il fatto che questo risulti così chiaro per il Senio, pensiamo lo si debba in parte anche al lavoro che sta facendo da tempo la nostra Associazione. L’idea di scavare intorno a noi, di riportare alla luce ricordi e frammenti di storia, di tentare di ricostruire una memoria collettiva, di “segnare” il territorio lasciando traccia lungo il fiume e vicino ad esso degli accadimenti avvenuti nei secoli, risveglia l’identità di fiume, da tempo latente nel manifestarsi, ma ben viva nel popolo del Senio e bisognosa soltanto di essere riaccesa.

Le strade che stiamo percorrendo per favorire questa evoluzione culturale e sociale, con possibili ricadute nel campo dell’economia, quindi nella prospettiva utile a tutti, sono sostanzialmente due:

  • fare del Senio un fiume di arte, di cultura e di paesaggio; in questo ci sostiene la bellissima esperienza dell’Arena delle balle di Cotignola e la possibilità del suo espandersi lungo tutta l’asta del Senio, come dimostrato dall’evento creato a Tebano il 3 luglio scorso;
  •  utilizzare gli argini del fiume – di fatto strade già costruite – per favorire la mobilità delle persone adeguandola ai tempi moderni, sostenendo la richiesta di strutturare un percorso ciclo-pedonale che colleghi la collina al mare, percorrendo il quale si possa uscire per entrare in contatto con quanto di interessante è presente nel territorio.

Ieri, alla premiazione del Concorso fotografico, sono stati presenti addetti alla cultura, operatori economici della vallata, tre sindaci e diversi assessori del Senio. E tante persone. Si è parlato, si sono sviluppati contatti, si sono scambiate informazioni, sono venute alla luce tante idee e proposte di iniziative da mettere in campo. Gli Amici del Senio ci sono. Continueremo a tessere la tela del coinvolgimento e del convincimento per fare si che tanti altri attori entrino in campo e si aggiungano a quelli che già giocano. Siamo convinti di potercela fare.

Il prossimo appuntamento è per la sera del 30 novembre a Rossetta di Bagnacavallo ad una iniziativa pubblica nel corso della quale relazioneremo la nostra visione del fiume con il tema della sua sicurezza, alla presenza dell’Autorità che gestisce l’intero bacino del Reno, rappresentata dal suo primo dirigente signor Claudio Miccoli. Sarà questa una tappa importante del nostro percorso.

 

 

 

 

 

 

 

Siamo contenti sia nata una nuova associazione di fiume. Questa volta sul Santerno con epicentro Castel del Rio. La scintilla per loro è stata la pesca, ma nella sostanza i promotori pongono i temi della valorizzazione del loro fiume, considerando aspetti plurimi e obbiettivi più generali che partono dallo sviluppo del così detto turismo lento.

Siamo contenti e siamo disponibili a sviluppare iniziative comuni e a ragionare sulla creazione di una rete delle associazioni dei fiumi romagnoli ed emiliani che abbiano i medesimi interessi di fondo.

L’articolo ci informa (dichiarazione del Sindaco) del fatto che immediatamente, fin dalla costituzione, il comune – in questo caso Castel del Rio – ha messo a disposizione dell’Associazione il locale per potere svolgere la propria attività. Ovviamente, condividendone le finalità e nella speranza che queste non vadano in futuro deluse.

Anche noi, Associazione Amici del Senio, dopo quattro anni di attività, abbiamo chiesto ad una Azienda, emanazione del comune di Faenza, di offrirci un piccolo spazio che ci consenta di avere una sede operativa e di potere creare il primo Info Point del Senio. Ne stiamo discutendo, confidando in una soluzione positiva.

 

 

 

 

 

 

La stampa ci ha informati che venerdì 8 settembre, a Villanova di Bagnacavallo, sulle rive del Lamone, i comuni di Bagnacavallo, Brisighella, Faenza, Marradi, Ravenna e Russi, hanno annunciato un accordo propedeutico alla elaborazione del Contratto di fiume.

Il Contratto di fiume, dove concordato, rappresenterà una nuova forma di governo per la gestione del fiume realizzata tramite un patto partecipato fra pubblico e privato. Al momento, certamente una nebulosa per queste latitudini, ma sicuramente con delle potenzialità per elevare la sicurezza dei fiumi e per valorizzare nuove forme di turismo: esperienziale, lento, sostenibile, della memoria e i territori circostanti.

E dopo il Santerno, dove si sta realizzando una lunga ciclovia e dove si è aperta la pratica del Contratto di fiume, Il Lamone fa un passo avanti nell’ottica di una gestione comune e partecipata. Ci chiediamo cosa faranno adesso le amministrazioni del Senio per rispondere a questo giusto attivismo dei vicini ad est e ovest.

Da anni gli Amici del Senio propongono un percorso ciclopedonale ad anello fra Senio e Lamone che leghi collina e mare, coinvolgendo i due parchi regionali della Vena del Gesso e del Delta del Pò. Abbiamo presentato il progetto in diverse conferenze comunali e in tante iniziative locali – che continueremo nei prossimi mesi – ricevendo generali consensi e incitamenti a proseguire. Abbiamo raccolto, solo nell’ambito delle nostre iniziative, oltre 1200 firme di cittadini consapevoli e consenzienti.

Vorranno le amministrazioni bagnate dal Senio e dal Lamone, darci una risposta? Qualunque essa sia, noi l’accetteremo, perchè fa parte del gioco democratico anche non essere d’accordo e dichiararlo. Più difficile invece è non essere considerati meritevoli di una interlocuzione nel merito del progetto nel suo insieme.

Sappiamo che su questo tema la sensibilità dei tanti comuni è diversa. Sappiamo e vediamo dagli atti concreti che diversi comuni, in proprio, si muovono e di questo siamo contenti e partecipi. Sappiamo anche che i diversi comuni si sono stretti in Unione per gestire meglio i servizi, ma nella prospettiva – chiaramente nella natura delle cose – di un governo su area vasta dei territori. Allora, la proposta che avanziamo per Senio e Lamone forse comporterebbero – a nostro parere – che le Unioni si parlassero e ci facessero conoscere la loro posizione.

E’ vero, non siamo Partito o Movimento, non abbiamo rappresentanti eletti nei Consigli comunali e tanto meno titolarità istituzionale. Siamo una semplice Associazione di volontariato, però ben radicata nel territorio, a disposizione del bene comune e del fare. Siamo un così detto corpo intermedio della società con una funzione di ricezione e di collegamento, crediamo, positiva. Pensiamo che di questo si debba tenere conto.

 

 

E’ di questi giorni la (bella) notizia di stampa che sul Santerno si sta progettando e attuando quello che da 4 anni chiediamo (sostanzialmente inascoltati, salvo qualche lodevole eccezione) per il Senio

Se avete la pazienza di leggere l’intervista apparsa su SABATO SERA potrà sembrarvi che la persona intervistata abbia studiato sul nostro libro. Senz’altro non è così, ma le motivazione con cui sostiene pista ciclabile e Contratto di Fiume sono quelle che da molto tempo noi, Amici del Senio, sosteniamo. Questo speriamo voglia almeno dire che non eravamo e che non siamo dei visionari.

Vi prego di porre l’attenzione anche sul tema del Contratto di fiume (una modalità partecipata ed efficace di gestione dei fiumi). Sappiate che il Lamone è in dirittura di arrivo e il Santerno ha preso la sua ruota. Mentre il Senio deve ancora partire.

Oramai noi non abbiamo più parole. In mancanza di interlocutori, cosa dobbiamo fare? Aiutateci a decidere.