Acqua e Miracoli a Tebano, partito il cantiere

Siccome lo scorso anno ci siamo divertiti, ci riproviamo. Ieri sera ci siamo ritrovati, assieme agli amici di Primola dell’Arena delle balle di Cotignola, e abbiamo iniziato a mettere idee sul tappeto.

Abbiamo stabilito che, siccome Acque e Miracoli a Tebano nasce da un seme dell’Arena delle balle, gli amici dell’Arena saranno i garanti della verosimiglianza dei due appuntamenti. Che non vuol dire fotocopia, bensì ricerca di una comune ispirazione culturale che ricerca terreni da dissodare fuori dagli stereotipi popolareschi di moda.

Quest’anno l’evento durerà due giornate, il 9 e il 10 di luglio. I luoghi saranno gli stessi, ma avremo diverse novità nei programmi. Il tema saranno la terra, la luna e le stelle. Continuerà il giro nel territorio alla scoperta di Tebano fra miracoli, pignatte di monete, e una singolare collezione di attrezzi. Daremo luce al fiume e dintorni e faremo galoppare l’immaginazione con nuove opere di arte povera.

Nei prossimi giorni affronteremo il tema dei costi e delle risorse da reperire. Posta l’intenzione di garantire un livello alto di contenuto per ogni iniziativa che proporremo e che quindi ci prefiggiamo di proporre scelte culturali di livello, abbiamo bisogno di essere aiutati. La cultura è una risorsa, ma produrla costa. Questa iniziativa è parte di una idea oramai consolidata in tutte le componenti interessate, che vuole valorizzare la bellezza di un territorio operoso e sede di importanti strutture nel campo della ricerca e della sperimentazione in agricoltura.

Tutto questo ci indirizza, nella ricerca di un contributo economico che ci consenta di chiudere l’iniziativa almeno con un pareggio di bilancio, verso i comuni maggiormente beneficiati dall’evento e verso le aziende del luogo. Cosa che faremo nei prossimi giorni e che è condizione indispensabile per potere definire il programma.

Concludiamo con un appello. Vorremmo condividere l’organizzazione e la gestione di questo evento con il numero più elevato possibile di persone. Non solo per aderire ad un concetto di bene comune a noi tanto caro, ma anche perchè abbiamo bisogno di lavoro volontario. Chiediamo pertanto a chi ci legge di avvicinarsi a noi per dare una mano. Abbiamo tante cose da fare. Contattateci  (cell 3400532380 Domenico Sportelli).

Buongiorno Palazzuolo sul Senio

Alla scoperta delle radici del Senio e della sua gente

Palazzuolo sul Senio. Alla scoperta delle radici del Senio e della sua gente

La prossima iniziativa fa parte dell’idea di recuperare la memoria delle comunità del Senio. Fino a realizzarne una mappa.

Siamo partiti con Tebano lo scorso anno, il 2 e 3 giugno prossimi continueremo a Palazzuolo sul Senio. A settembre saremo a Fusignano/Masiera.

Per noi Palazzuolo è importante perchè dalla Sambuca nasce il Senio che, lo ripetiamo, è uno dei maggiori fiumi di storia d’Italia. Ma Palazzuolo non è solo questo. Come il Senio è stato nei secoli un crocevia di storia – vedremo nella camminata del 3 giugno – fino all’epilogo della seconda guerra mondiale quando ebbe un ruolo di primo piano nella lotta di Liberazione.

Dopo la guerra, Palazzuolo ha visto un forte periodo di decadenza con lo spopolamento delle sue campagna e la conseguente emigrazione. Buona parte della quale avvenuta seguendo il corso dell’acqua del Senio, quindi verso la pianura romagnola e le valli. A cavallo degli anni settanta ha imboccato la strada del turismo dei luoghi, strada che negli ultimi anni pare essersi accidentata. Continua a leggere

Perchè (con nostro grande disappunto) non si fa la SenioRenoMareBike

Buongiorno Amici del Senio. Avrete notato che dal programma delle nostre iniziative è sparito SenioRenoMareBike. Il 19 e 20 maggio volevamo proporre un tour in bici da Riolo Terme a Marina Romea, percorrendo gli argini del Senio e stradelli vicini. Voleva essere la nostra Eroica.

Pensavamo di dimostrare come le sommità degli argini si prestano ad essere percorsi in bicicletta per immergersi nella natura e fare turismo e cultura legati al territorio. Volevamo mostrare a chi avesse partecipato la bellezza del territorio che sta attorno al Senio. Sognavamo una futura “classica” in bici che avrebbe unito i due parchi della nostra Provincia, quello della vena del Gesso e quello del Delta del Po; che avrebbe collegato la collina con la valle e il mare. Una classica della quale sarebbero stati contenti gli antesignani del nostro cicloturismo: Alfredo Oriani da Casola Valsenio e Olindo Guerrini da Sant’Alberto, con il Senio che li unisce idealmente.

Eravamo consci delle tante difficoltà che avremmo incontrato, di tutti i tipi, ma sopra tutto di carattere organizzativo. Non pensavamo a grandi numeri. Cinquanta partecipanti sarebbe stato, secondo il nostro metro, già un buon risultato. Eravamo fiduciosi, ma sapevamo che da soli non potevamo farcela. Dovevamo partire dal fare i conti con l’assurdità di un cartello della regione Emilia Romagna che dice che sopra gli argini il passaggio ai “non addetti” è vietato. Quindi ai permessi, all’assicurazione, all’erba da tagliare, alle iscrizioni. Poi la logistica, il ritorno alla base di partenza.

Armati di buon coraggio abbiamo tessuto la rete. Ci siamo rivolti, come siamo stati capaci, al mondo del ciclismo, agli strumenti della promozione turistica, ai comuni. A tutti abbiamo chiesto collaborazione che si traducesse in impegni concreti. Abbiamo raccolto consensi e alcune concrete collaborazioni professionali. Abbiamo trovato soluzioni per quanto riguardava la logistica delle due giornate, compreso i luoghi da visitare. Ma qualcosa è mancato.

E’ mancato, a nostro giudizio, l’entusiasmo di molti, la necessaria collaborazione di alcuni e la mancanza di interesse da parte del mondo del cicloturismo (quello a me più vicino), che ritenevo essenziale. Più in generale è mancato il quadro di garanzie necessarie per un evento di quella prospettiva.

Gli unici che hanno risposto in modo adeguato sono stati il presidente dell’Unione dei comuni della Bassa Romagna – Luca Piovaccari – e l’assessore delegato dell’Unione dei comuni della Romagna Faentina – Daniele Meluzzi – i quali si erano seriamente impegnati allo sfalcio dell’erba nella sommità degli argini che si dovevano percorrere. A queste persone e a ciò che rappresentano, chiedo scusa per avergli inutilmente rubato del tempo che avrebbero potuto dedicare ad altro.

A noi piacerebbe riprovarci, casomai in autunno. Dipende essenzialmente da altri. Se si crea la condizione, gli Amici del Senio ci saranno.

 

 

 

Le foto di sabato sul Senio

Presentiamo alcune foto della Camminata di sabato lungo il Senio. Volevamo ricordare Victor Phelps, l’aviatore americano che cadde l’11 ottobre 1944 col suo aereo sulla riva del fiume e scoprire la storia del passo di Donegallia, di cui si hanno notizie fin dal 1530. Nei prossimi mesi desidereremmo segnare questi luoghi con due targhe ricordo perchè tutti coloro che passano sulla riva, possano conoscere e ricordare. Pensiamo che raccogliere testimonianze orali, documentazione fotografica, ricerche d’archivio e indicare nel territorio i luoghi precisi degli eventi, abbia il senso di recuperare una memoria collettiva che altrimenti potrebbe andare persa. Grazie a tutti coloro che ci aiutano in questo lavoro.

 

Dall’aereo caduto, al passo di Donegallia

Che il Senio sia un fiume di storia (linea gotica ed altro) quasi tutti lo sanno. Che ci sia un notevole interesse a conoscere a ricordare quella storia, non tutti ci credono. Invece …. .

La camminata di sabato 21 aprile sul Senio ci ha confermato cose importanti. La prima è che valorizzare il nostro fiume ha un senso vero e che quindi, dopo cinque anni di iniziative che lo dimostrano, sarebbe giusto che le amministrazioni comunali facessero il punto e si dotassero di un progetto. L’obbiettivo è sempre quello: consentire alle persone di camminare e andare in bici sopra gli argini con meno problemi rispetto alla situazione odierna. Per questo occorrerebbe attrezzare un percorso naturalistico, ad anello, che coinvolgesse il Lamone e casomai anche il Santerno, quindi dalla collina, alla valle e al mare, percorrendo il quale, tramite l’opportuna segnaletica, le persone fossero invitate a conoscere le storie e la bellezza dei luoghi.

Ancora sabato, abbiamo avuto la prova del forte legame fra il Senio e la storia dell’Italia e di quanto questo fiume faccia parte dell’identità dei cittadini della vallata. E’ bastato avere citato il nome di una soldato americano, il cui aereo cadde nella riva del Senio, che in America è scattata una molla imprevedibile. E’ immediatamente apparsa la moglie, novantenne, del soldato, i suoi sei figli e le decine di nipoti. I quali si sono dimostrati sorpresi e assai lusingati, quasi entusiasti, di questa rievocazione. A cui ha subito fatto seguito la manifestazione del desiderio di venire in Italia a vedere i luoghi di “nonno Victor”. Basta dare un’occhiata alla nostra pagina Facebook per rendersi conto non solo della potenza dei social, ma anche della forza rievocativa del nostro fiume. Si pensi che attorno ad esso hanno combattuto per quattro e più mesi i soldati di 32 nazioni, solo fra gli “alleati”.

In terzo luogo mi piace ricordare le tante persone che hanno lavorato per dare un senso alla Camminata di sabato. Penso al signor Arturo Frontali, ad Andrea Raccagni, ad Andrea Soglia, a Lucio Donati che hanno fatto il lavoro di ricerca e di testimonianza sull’evento bellico e sul passo di Donegallia. Penso al sindaco di Castel Bolognese, Daniele Meluzzi e agli assessori, Giovanni Morini e Naylia Tukaeva di Castello e Solarolo che hanno partecipato, nella veste della loro funzione, all’evento. Penso ai tanti Amici del Senio che hanno lavorato assai perchè tutto potesse funzionare al meglio. E poi il musicista Enrico Farnedi che ha cantato e suonato nella golena del passo di Donegallia, i contadini che hanno tagliato l’erba sull’argine, la Polizia Municipale, le cento persone che hanno partecipato e i tanti che ci hanno guardato con simpatia.

Ed ora, brevemente, la cronaca. I partecipanti, mossi dalla bella piazza di Castel Bolognese e da Felisio, percorrendo la sommità dell’argine, si sono trovati nel luogo dove cadde l’aereo di Victor Pelphs, dopo che lui, colpito dalla contraerea, si lanciò col paracadute. Sul posto è avvenuta la rievocazione dell’episodio con anche una testimonianza oculare; poi l’amico Raccagni ha mostrato attrezzature dei piloti e alcuni pezzi dell’aereo. Infine il sindaco e gli assessori hanno scoperto foto storiche dell’episodio.

A seguire. ci siamo spostati al passo di Donegallia, dove abbiamo rievocato la sua storia, di cui si ha notizia fin dal quindicesimo secolo. Pubblicheremo domani questo racconto. Abbiamo ascoltato il concertino di Enrico Farnedi, ci siamo rifocillati col rinfresco preparato da Gigliola e Ruth, abbiamo parlato, giocato, scambiati idee e propositi per il futuro. Chi ha voluto, ha potuto iscriversi all’Associazione, dandoci così la forza per proseguire nel nostro lavoro.

Nei prossimi giorni pubblicheremo un ampio resoconto fotografico e filmati dell’iniziativa.

 

All’arena del passo “d’lungaia”, incontro in musica

Camminando lungo il Senio della memoria, sabato 21 aprile ci incontreremo al passo di Donegallia – d’lungaia, in dialetto. Andremo a piedi, per ricordare la Liberazione e per un pomeriggio a contatto con la nostra campagna, in queste settimane particolarmente bella ed accogliente. Leggete il programma e, se vi soddisfa, venite con noi.

Partiremo dalla rinnovata piazza di Castel Bolognese e dalla chiesa di Felisio. Chi vorrà, potrà andare anche in bici. Prima di arrivare al passo, sosteremo nel luogo dove l’11 ottobre del 1944, l’aereo dell’americano Victor Phelps, colpito dalla contraerea tedesca cadde. Un’ala, sulla riva del fiume, la fusoliera in mezzo al campo di una casa colonica ancora presente, il pilota – che si era paracadutato – preso dai tedesci e rinchiuso nello “stalletto” dei maiali della casa colonica di fronte alla chiesa di Gaiano. Finirà in un campo di prigionia in Germania.

E il passo di Donegallia? A vedere adesso si penserebbe ad uno scherzo, ma fino agli ultimi anni settanta, una “ponticella” ha consentito ai cittadini di Solarolo di puntare direttamente per vie brevi su Faenza. Parrà uno scherzo, ma di quel passo l’amico ricercatore Lucio Donati ne trova traccia fin dal 1530. Oggetto di disfida fra Castel Bolognese e Solarolo, nel Seicento venne dotato di “nave”, cioè di zattera manovrata da un barcaiolo del posto. Ma penso sarà Donati stesso a raccontarci tutto sul luogo.

Non è finita. Noi sosteniamo come gli argini e le golene che seguono l’incedere tortuoso del corso d’acqua, siano il proscenio di una grande teatro naturale lungo 90 chilometri. Allora sabato nel teatro naturale del passo di Donegallia, EnRico Faernedi, giovane cantautore cesenate, si esibirà con un repertorio che parla di gioia di vivere, di paesaggio, ma anche di Liberazione e di Resistenza.

Poi ci saremo noi, gli Amici del Senio, con un piccolo rinfresco, con la raccolta delle firme alla nostra petizione per la valorizzazione del Senio, con le tessere per l’adesione all’Associazione (5 euro). Se la giornata vi sarà piaciuta, potrete donarci una piccola offerta per consentirci di fare fronte alle spese sostenute.

Vi aspettiamo: ore 14,30 in punto in piazza Bernardi a Castel Bolognese e ore 14,45 nel cortile della chiesa di Felisio.

Fruibilità degli argini, i contadini in campo, un tavolo dei fiumi

Da anni ci chiediamo se in una fase in cui il turismo è a caccia di nuove esperienze, possa avere un senso sviluppare la mobilità delle persone sugli argini dei fiumi. Se questi possono essere attraenti e motivanti. Ebbene, le centinaia di iniziative che da anni diversi attori promuovono sul Senio testimoniano senza ombra di dubbio che questo è possibile.

Sabato, a Faenza, con una conferenza pubblica alla Fiera dell’Agricoltura, abbiamo affrontato un tema complicato. Abbiamo cercato di coniugare in una visione comune, il lavoro dei contadini, i prodotti che ne derivano, il paesaggio che si determina. In mezzo abbiamo posto i fiumi come vettori naturali che solcano e segnano i territori romagnoli.

Le risposte delle persone intervenute sono state possibiliste. Anzi, direi che l’interesse manifestato lascia pensare come forse siano maturi i tempi per dare corso ad un tavolo dei fiumi. Lamone, Senio e Santerno sono alla ricerca di una propria via. Pur con sensibilità e passo diversi le varie amministrazioni si muovono. I soggetti economici, anch’essi si muovono.

Si parla di Contratti di fiume, ovvero di una nuova modalità partecipata fra pubblico e privato per la gestione dei fiumi; si opera per migliorare la fruibilità degli argini a favore di chi vorrebbe percorrerli a piedi, in bicicletta, a cavallo. Si organizzano sempre più spesso eventi piccoli e grandi che muovono migliaia di persone, ponendole a contatto con il tessuto ricettivo ed economico circostante.

Il fatto nuovo registrato sabato è stato il coinvolgimento e la partecipazione del mondo dei contadini, i quali hanno detto di essere da tempo interessati allo sviluppo dell’agricoltura non convenzionale, alla ricerca di nuovi segmenti di mercato, e che la prospettiva di avvicinare turisti e viandanti alle proprie aziende non li spaventa affatto. Anzi, sono pronti a riceverli con la loro sapiente cultura e con i loro prodotti.

Anche gli amministratori intervenuti hanno detto che il tema dei fiumi, declinato anche come risorsa per una nuova mobilità e per nuove forme di turismo, è oramai all’ordine del giorno e che va governato.

Molto apprezzata anche la presenza di Silverio Cineri, cuoco stellato faentino, che con la sua affabilità ci ha detto come dai prodotti più semplici della nostra terra possa nascere una cucina di pregio capace di affermarsi a tutte le latitudini.

In conclusione, da parte nostra, da parte di una associazione che vuole essere di stimolo verso nuove frontiere, proponiamo che le tre Unioni comunali interessate riflettano circa l’istituzione di  un tavolo di partecipazione per costruire una piattaforma dei fiumi della romagna occidentale. I temi del confronto potrebbero essere: la garanzia della sicurezza; una manutenzione efficace, rispettosa della complessità e costante nel tempo; la fruibilità degli argini.

 

Lavoro dei contadini, paesaggio e fiumi

Valorizzare i nostri fiumi, promuovendo sopra i propri argini o al loro fianco percorsi naturalistici pedo-ciclabili, portare migliaia di persone a contatto diretto con il lavoro dei contadini, i loro prodotti e il paesaggio, significa puntare ad un segmento di turismo in forte crescita in tutta Europa.

A noi piace pensare che i produttori agricoli locali, a partire dal territorio collinare e montano, non producono solo olio, vino, formaggi, castagne, frutta, ortaggi, ma producono anche “paesaggio”. Il lavoro di tanti contadini e la scelta del “km 0” si traducono spesso in cura e valorizzazione del paesaggio e presidio del nostro territorio.

Avere cura del paesaggio e offrirlo in simbiosi con i prodotti di pregio significa creare nuove opportunità di reddito che guardano allo sviluppo di quello che oggi viene definito Turismo lento, dei luoghi e delle esperienze.

Se a questo aggiungiamo lo sviluppo del legame fra prodotti locali e cucina, fra tradizione e modernità, corroborato e sostenuto dall’arte dei nostri maestri di ristorazione locale, completiamo il quadro di un possibile nuovo sviluppo creativo e sostenibile dell’economia romagnola.

Di tutto questo parleremo in una pubblica conferenza che gli Amici del Senio hanno promosso, con la collaborazione della Coldiretti, al prossimo MOMEVI – fiera dell’Agricoltura di Faenza.

Nella foto-locandina è esposto il programma (cliccate la foto e la crocetta in alto a destra per espandere). L’appuntamento è fissato per Sabato 24 Marzo 2018 alle ore 16, presso la sala Zanelli in via Risorgimento 3.

Fra le persone che porteranno un contributo ci piace ricordare il faentino SILVERIO CINERI, icona della ristorazione romagnola e cuoco stellato, che ci parlerà di “Odore di terra e tavola romagnola”.

Confidiamo che l’iniziativa possa interessare. Il tema per le nostre latitudini è abbastanza nuovo. La curiosità delle persone dovrebbe essere di buon livello. Insomma, speriamo di vedervi in tanti.

 

Rinviata l’iniziativa di domani a Cotignola (a sfen e porc)

Lo svolgimento dell’iniziativa richiedeva bel tempo e asciutto (per il lume a marzo). Purtroppo è previsto che non sia così. Quindi sospendiamo l’iniziativa. La riproporremo in autunno. Ci dispiace.

 

 

A SFEN e PORC (con aggiunta di camminata) è spostato a Sabato 10 marzo

 

L’iniziativa “a SFEN e PORC” è rinviata – causa maltempo – a Sabato 10 Marzo. L’appuntamento è sempre a COTIGNOLA – a partire dalle ore 16 – in via Marchetti, 1. Per coloro che hanno tempo, alle 14,30 faremo partire una camminata di un’ora e mezzo lungo il fiume. L’appuntamento sempre in via Marchetti, 1.

Dalla carne di maiale del macellaio, seguendo la vecchia tradizione contadina, arriveremo alla confezione del salume, non lasciando nulla al caso. Fatte, assaggeremo le salsicce sul posto, riscaldati dal falò del “lume a Marzo” propiziatorio della primavera in arrivo.

Lo spazio è limitato. Occorre prenotarsi (riprenotarsi per coloro che si erano già prenotati).

Info e prenotazioni: Domenico (3400532380) oppure scrivere a domenicosportelli@gmail.com