Mostra 005
La freccia della foto indica il bel chiostro del palazzo municipale di Castel Bolognese, dove domenica 9 novembre, in occasione della Sagra del Bracciatello e del vino Novello, verrà esposta la mostra: Il percorso del Senio tra memoria e natura, un fiume di ricordi.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione Amici del fiume Senio, con la collaborazione della Pro Loco di Castel Bolognese, dell’Amministrazione comunale e degli Amici di Felisio.
Nella mostra, oltre ai paesaggi e alla natura, si vuole ricordare attraverso le foto storiche, quello che il Senio ha rappresentato per la popolazione che ha vissuto le sofferenze e i sacrifici dell’ultimo conflitto mondiale.
Con questa iniziativa, gli Amici del Senio desiderano rendere omaggio al nostro fiume, che vorremmo sicuro e che tornasse ad essere delle comunità.
L’Associazione pensa che esso rappresenti un luogo fortemente identitario per le popolazioni. Le ragioni principali consistono nel valore storico legato alle vicissitudini della seconda guerra mondiale; nel fatto che si mostra come un corridoio ecologico-ambientale di notevole valore ed interesse e che è meta ricercata per le attività del tempo libero di molte persone.

Il primo obbiettivo concreto che gli Amici del Senio si propongono, è la realizzazione di un percorso ciclo-pedonale/ambientale, sopra l’argine del fiume Senio, dalla collina al mare, con l’intenzione di valorizzare il tal modo il paesaggio e gli interessi culturali, ambientali ed economici vicini al fiume.

Invito tutti i lettori a venirci a trovare, domenica prossima, a Castel Bolognese. L’occasione, oltre che a vedere la Mostra, sarà quella di partecipare ad una bella Sagra autunnale della quale potete vedere qui il programma http://prolococastello.xoom.it/aaa12/proloco/brazadel2014.pdf

Naturalmente, se vi capita di venire al mattino, a mezzogiorno, potrete gustare i buoni piatti dello stand gastronomico, oppure la cucina dei nostri ristoratori.
Se pensate di venire in camper, nessun problema. Potrete parcheggiare nei posti dedicati nell’ampio parcheggio della zona sportiva, in via Donati. Arrivederci.

La Pressapoco Band al concertino della Pocca

La Pressapoco Band al concertino della Pocca

Ieri pomeriggio, è stato veramente bello vedere scorrazzare, accompagnati dai genitori, tanti bambini lungo l’argine del fiume Senio. Poi attorno al tempietto della vecchia fonte della Pocca e ancora, nel cortile di Cà san Giovanni.

Tante persone, almeno centocinquanta, quelle coinvolte. Una giornata di puro divertimento all’insegna della semplicità e del contatto con la natura e il paesaggio. Quello delle nostre belle colline, che vorremmo tanto fosse conservato e valorizzato. E’ stato poi un vero piacere constatare la presenza di tanti amici non di Castel Bolognese, a testimonianza di come esista una attrattiva del fiume e del suo ambiente.

Oggi della vecchia fonte della Pocca rimane poco: un piccolo manufatto in cemento, circondato e coperto da una folta vegetazione. Si nota la piccola discesa che portava alla cannella dell’acqua, purtroppo da tempo scomparsa causa i lavori di una cava. Di lato il fiume, però senza la “passerella”, davanti parte della vecchia collina con la sua vegetazione autoctona.

Molti cittadini hanno partecipato per ritrovare un “loro luogo”, un ambiente ricco di ricordi e a loro caro.  Ascoltando le loro conversazioni, si è capito come quel luogo rappresenti parte dell’identità di Castel Bolognese e di tanti suoi abitanti. Allora in diversi ci siamo chiesti perchè disperdere questo valore, alla prova dei fatti non dimenticato? Metterlo irrimediabilmente fra le cose perse. Non abbiamo trovato una risposta, ma dovremo parlarne, certamente allargando la partecipazione alle istituzioni della nostra città.

Realisticamente cosa si può fare? Almeno due cose: collocare l’antica fonte della Pocca nel quadro delle cose belle e visitabili presenti nella zona Tebano – Biancanigo – Vernelli, un’area di grande valore ambientale e paesaggistico. Penso alle due chiese parrocchiali, al Parco fluviale di Castello, alla Diga steccaia, alla derivazione del Canale dei Mulini, al Polo tecnologico, alla fonte della Pocca, al Parco geologico della ex cava Falcona. Poi offrirle alla fruizione del pubblico con un progetto unitario, tenuto assieme da un percorso turistico ciclo pedonale.

Riguardo la Fonte, intanto si potrebbe decidere di fermare il decadimento. Curando con lavoro volontario la vegetazione che la circonda e il piccolo manufatto. Poi sognare di rimettere la “passerella” per attraversare il fiume e di ricercare nuovamente la piccola falda dell’acqua solfurea. E chissà che i sogni non diventino realtà.

 

sn4Domani, tanti cittadini di Castel Bolognese e oltre, torneranno con gli Amici del fiume Senio alla Pocca. Partiremo alle 14 da Biancanigo e a piedi, sopra l’argine del fiume, arriveremo a Tebano. Poi, a sinistra, verso Cà san Giovanni, in meno di dieci minuti saremo a quel che resta della Pocca. Per chi non lo sapesse, la Pocca era una piccola fonte di acqua solforosa, accudita dal contadini del luogo fin dall’inizio del secolo scorso. Col tempo la fecero diventare un apprezzato luogo di scampagnate. Il posto divenne molto conosciuto negli anni grazie ad una ricca e folta trama di incontri, fino ad alimentare una piccola economia di fiume.
Oggi resta poco di quel fascino di un tempo, ma non è detto che in futuro possa tornare a rivivere.
Come è sempre capitato, con la fiumana, il “boschetto” si è allagato. E’ stato così anche sabato scorso e questo ci ha fatto propendere per una piccola variazione nel programma della giornata di domani. Il punto è che il limo portato dall’acqua, già oggi asciutto, non consente l’esercizio dei balli dei Pressapocoband. Allora abbiamo deciso, dopo la visita alla Pocca, di portarci nel bellissimo prato dell’agriturismo di Cà san Giovanni è lì chiacchierare, ascoltare qualche fatto di fiume, ballare con i Pressapocoband e fare il rinfresco “cun la gulpè” oppure con le torte degli Amici del Senio e dell’Associazione genitori, ecc. .
Ancora due cose per introdurre l’atmosfera. L’ambientazione sarà di tipo agreste. Saremo in campagna, cammineremo sull’erba, per piccoli tratti alta, incontreremo una natura viva. A Cà san Giovanni troveremo un vero agriturismo, con tutti gli animali da cortile e l’ambiente di una casa contadina. Molto bello.
L’invito però che vi rivolgo è quello di ammirare il paesaggio che incontreremo. Lo merita veramente. Vivendoci ogni giorno, siamo portati ad essere indifferenti, ma se facciamo mente locale, se l’approccio sarà quello di esplorarlo, ci accorgeremo che quel territorio è uno dei più belli della Romagna… e anche oltre. Poi mi direte.

Gita Solarolo (22)Ieri, per il fiume Senio, è stata una magnifica giornata, con tanti eventi sulle sue rive.
Al mattino ho visitato nello splendido scenario di Tebano il Vendemmia day promosso dal Polo di Tebano (nei prossimi giorni vi dirò cosa è questo Polo). Ebbene, hanno pensato di organizzare un concorso per pittura ad acquerello, ponendo gli artisti al cospetto dello splendido scenario naturale che coccola Tebano.
Vedendo gli artisti all’opera, mi sono ricordato quando, a metà degli anni cinquanta, nella campagna di Lugo dove abitavo, vedevo passare persone con sulla bicicletta il cavalletto, le tele e una cassetta. Dopo poco le cercavo. A volte trovavo qualcuno di loro col pennello in mano, davanti ad un albero, ad un campo di grano con i papaveri, ad un canale ed era grande la sorpresa quando li vedevo, non più in abiti normali, ma con sopra una fluente tonaca ed un grande cappello mosso in testa. Come i pittori dei secoli passati. Chissà quale significato aveva per loro quella finzione.
Chiuso l’angolo dei ricordi, debbo dire che questa iniziativa e tutte quelle di contorno nella giornata, mi hanno ancora un volta convinto che quel “luogo” a cavallo del Senio, è uno dei più belli della Romagna.

Nel pomeriggio ho partecipato alla Gita al fiume a Solarolo. Organizzata dal gruppo locale dell’Associazione degli Amici del Senio. D’accordo, era una splendida giornata di sole, ma mai mi sarei aspettato tante persone. Giovani famiglie con tanti bambini, persone anziane ammaliate dai ricordi del loro fiume, tutti i contadini che confinano col fiume e i titolari delle piccole attività poste nelle vicinanze (un birrificio, una cantina di vini pregiati, un Agriturismo). Amici di Cotignola e altre persone curiose di riscoprire un contatto con la natura che stiamo perdendo.

Nel corso del lento peregrinare sopra l’argine e in golena, abbiamo visto le tane dell’istrice, l’airone cinerino; abbiamo saputo della presenza dei caprioli e dei cinghiali. Siamo stati a contatto con una natura selvaggia, certamente da disboscare, ma non da fare sparire. Abbiamo visto i bambini scorazzare e divertirsi; chiedere di questo e di quello. Abbiamo sentito mamme proporsi di celebrare il quei luoghi il prossimo compleanno del loro figlio. Al termine ci siamo fermati in una golena, dove, piccoli eventi, ci hanno fatto rivivere le feste nelle aie contadine di alcuni decenni fa.

E allora:
– assaporare la salsiccia arrostita in una “tasca” di piadina romagnola – tutto acquistato sul posto – (una pietanza buona in se, ma con valore doppio, al solo ricordo di una famosa, allusiva, poesia dialettale di Tonino Guerra);
– assaggiare gli splendidi vini prodotti nelle “Terre” di Mazzolano, a Riolo Terme, con vendita diretta dall’azienda agricola Graziani, in via Benedetta, 1 – a Solarolo, proprio sotto l’argine del Senio (sito www.poderetorremazzolano.it);
– bere a garganella la Braghira, ottima birra artigianale della campagna romagnola, offerta da Marco Tamba del birrificio Mata (sito www.birrificiolamata.it), operativo a poche centinaia di metri di distanza;
– sorridere con la musica, le cante e le stornellate degli amici dei Traccia Verde;
– sentire i ricordi di com’era il fiume e di come con l’ausilio di una “passerella” si raggiungesse in un baleno la Palaza;
– ascoltare un signore che sa tutto, ma proprio tutto, della seconda guerra mondiale;
– essere in gentile compagnia dei gestori di un Agriturismo del luogo (La Compagnia (sito www.lacompagniabb.it) che, anche il solo fatto di essere attratti e presenti alla Gita sul fiume, li rende distinguibile e dà un senso particolare alla loro bella attività;
ci ha reso felici, fino ad accorgerci che, nel frattempo s’era fatto quasi buio.

Ma non è tutto. Certamente contenti del bel pomeriggio trascorso, senza la nevrosi dei tempi moderni, questi nostri concittadini, hanno riconosciuto il lavoro dell’Associazione Amici del Senio, donando volontariamente alcune centinaia di euro, che ci consentiranno di andare avanti con le iniziative. Ventidue di loro hanno anche pensato di iscriversi all’Associazione, per dargli peso ed autorevolezza. Grazie di tutto.

Concludo dicendo che questa bella giornata, consumatasi in poche ore, è stata preparata da lungo tempo. Da giugno, il gruppo di Solarolo degli amici del Senio, ha lavorato agli aspetti organizzativi. Ruth, Carlotta e Andrea sono stati i motori, alimentati dal carburante dei loro familiari e da altre persone. Grazie anche alla Pro Loco, per la collaborazione.

Per ultimo, un ringraziamento non formale all’amministrazione comunale di Solarolo, che ha tenuto a battesimo la nostra associazione e che ci ha sostenuto fin dal primo momento. Sa già quello che gli chiederemo: un percorso ciclopedonale fino alla chiesa di Felisio. Pensate, come sarebbe bello andare in bici (o a piedi) fino a Felisio e incamminarsi lungo l’argine del fiume, per poi tornare a Solarolo per le stradine di campagna. Certo, non oggi – conosciamo le difficoltà economiche – ma lasciateci coltivare il sogno della speranza. E chissà che… .