Le iniziative degli Amici del Senio promosse a Palazzuolo sul Senio, sono state gradite ed hanno raccolto un buon pubblico. Eravamo moderatamente ottimisti, anche per avere lavorato tanto. Ci aspettavamo buoni frutti e sono arrivati.

Abbiamo contato circa trenta persone alla camminata per erbe; trentasei al pranzo all’aperto – al cospetto di una bellissima scena del Senio – all’albergo Europa; circa ottanta persone hanno partecipato alla presentazione dell’Associazione e all’inaugurazione delle mostre sul Senio di sabato pomeriggio; una trentina, o forse più, le persone che hanno partecipato domenica mattina alla camminata in paese per scoprirne la storia, i segreti e gli scorci che nessuno vede, se non ci va apposta. Diverse decine i visitatori delle mostre nella giornata di domenica.

Quello che possiamo dire è la conferma del fatto che il fiume attrae, così come attraggono le storie dei paesi che gli stanno attorno. Abbiamo avuto conferma del fatto che c’è spazio per fare cultura in modo intelligente e a basso costo. Che c’è tanta disponibilità per un turismo che si lega all’ambiente, al paesaggio, alla vita serena dei luoghi minori. Un turismo della salute, della leggerezza, con il sorriso sulle labbra. Un turismo che coglie la narrazione della storia e che si nutre di piccole e grandi suggestioni.

Cari amministratori dei comuni del Senio, coraggio. Avete un piccolo tesoro sotto casa, fatene buon uso.

Fra le tante cose recepite, quelle che più ci hanno fatto piacere sono state le idee e le proposte di tante altre cose da fare. Chi si è offerto di farci da guida per le montagne; l’idea di portare le canoe sui salti del Senio a Palazzuolo; la proposta di lavorare per un Museo di Arte sacra della valle del Senio che raccolga il patrimonio culturale di tante chiesette e cimiteri oramai abbandonati.

Ci hanno poi fatto piacere l’accoglienza e la disponibilità, alla fine manifestata dai palazzuolesi. Non solo del Comune che ci ha concesso il Patrocinio e della pro Loco che ha collaborato e che si è detta disponibile per future iniziative, ma anche da parte di esercenti e di singole persone.

Non possiamo nominare tutti coloro che ci hanno aiutati e che ringraziamo. Un nome però dobbiamo farlo, quello del professore Luciano Ridolfi, un matematico grande esperto di storia locale, che, raccontandocelo a più riprese, ci ha fatto innamorare di Palazzuolo sul Senio.

Ricordo che il paniere delle iniziative a Palazzuolo proseguirà con la Conferenza di sabato prossimo – chiesa di Sant’Antonio – ore 16,30) che si prefigge di raccogliere le residue testimonianze locali dell’ultima guerra (a proposito chi ha ricordi, o conosce persone che ricordano venga a raccontarli).

Le Mostre sul Senio chiuderanno, invece, domenica 10 giugno.

 

Domattina saremo a Palazzuolo per montare le due mostre. Siamo contenti, ma anche trepidanti. Non sappiamo se le nostre iniziative potranno interessare. Non abbiamo barzellette, lustrini, spettacoli da offrire, casomai gratis.

Quelle che proponiamo sono iniziative, modeste, realizzate col lavoro volontario nostro e di qualche amico impegnato nel sociale di Palazzuolo. E grazie all’Amministrazione comunale che ci ha concesso il patrocinio.

In una fase storica in cui tutti gridano come gli ossessi, noi cerchiamo di proporre qualcosa che si avvicini alle parole cultura, ambiente, leggerezza. Ci guida il Senio, il nostro fiume. Un solco di acqua che scorre da millenni e che ne ha viste di tutti i colori. Saranno interessati gli abitanti di Palazzuolo?

Siamo una Associazione di volontariato che vive del contributo dei propri iscritti – la tessera costa 5 euro all’anno – e delle piccole offerte che riceviamo da chi partecipa ai nostri eventi. Come nostro solito, anche nel corso delle iniziative di Palazzuolo avremo il nostro tavolo.

Avvicinandovi, troverete informazioni sulla nostra attività, potrete iscrivervi agli Amici del Senio, potrete firmare la petizione per la valorizzazione del Senio e potrete lasciarci una piccola offerta per le spese sostenute.

Dimenticavo: per darci una mano potete anche donarci il 5 per mille del vostro Mod. 730, scrivendo CF 90033300394 – Ve ne saremo grati.

Il prossimo weekend saremo a Palazzuolo sul Senio, dove abbiamo promosso diverse iniziative, alcune delle quali si protrarranno fino a domenica dieci giugno. Lo scopo è quello per il quale è nata l’associazione Amici del Senio: valorizzare il nostro fiume e tutto ciò che gli gira attorno.

Palazzuolo è una bella località del nostro Appennino, dove i ritmi del tempo sono quasi come quelli di un a volta. Un paese tranquillo, immerso nel verde, ospitale, dove si mangia bene. Camminando nelle sue viuzze o lungo i suoi sentieri ti perdi nella leggerezza del sogno di una vita meno nervosa e meno competitiva.

Il Borgo, nel dopo guerra, si è spopolato. Tante famiglie, mosse per fame, sono scese a valle, spesso seguendo il Senio e oggi le troviamo nei paesi di pianura. Ebbene, ci piacerebbe che almeno per due giorni tornassero al loro paese, accarezzando il sogno di rivedere le loro radici. I luoghi e le persone, care alla loro infanzia.

Abbiamo chiamato l’iniziativa Buongiorno Palazzuolo sul Senio, proprio a significare incontro, amicizia ed accoglienza. Ma cosa faremo? Poche cose, semplici, ancorate ai temi della cultura, della storia, del paesaggio, ma trattate sempre con leggerezza, senza macigni nel cuore.

Inizieremo col conoscere le erbe e i fiori del territorio. La nostra amica Gigliola Bandini, studiosa ed esperta della materia, ci condurrà in una comoda camminata vicino al fiume. La speranza è che siano con noi tante nonne di Palazzuolo, che ben conoscono le erbe. Così, sarà bello lo scambio delle conoscenze circa l’uso e le tradizioni ad esse legate.

A mezzogiorno, chi lo vorrà, potrà venire a pranzo con noi all’albergo Europa. Se la stagione sarà buona, occuperemo il cortile sopra il fiume, potendo così godere della sua bellezza in quel punto.

Nel pomeriggio ci trasferiremo nella bella chiesa di Sant’Antonio, la cartolina della città. Qui inaugureremo due mostre sul Senio. La prima, dal titolo “Il percorso del Senio tra memoria e natura”, da noi completata con due pannelli – originariamente non previsti – che riguardano il territorio di Palazzuolo, illustrati da alcune foto di grande effetto, scattate dall’alto. La seconda invece è dedicata al “fiume Senio tra storia, paesaggio, natura, attività ed eventi” ed è alla sua prima esposizione pubblica. E’ formata da trenta foto molto belle, recenti, che partono dai marroni di Palazzuolo, per arrivare alle anguille di S.Alberto.

Domenica tre giugno, al mattino, abbiamo promosso “Palazzuolo si scopre”, una camminata per le stradine del paese che segue il filo della narrazione degli eventi che hanno fatto la storia della comunità. Sarà bello ri-scoprire la piazzetta del grano, le vie dell’Ora e Mezzo-Originario, il ghetto, il primo mercatale. Ascoltare come potrebbe essere nato il toponimo America e la storia dei bizantini e dei longobardi che “dove arrivavano, mettevano i loro Santi”. Ci condurrà lungo questo giro nella storia, che potrà riservarci anche qualche bella sorpresa, il professore Luciano Ridolfi, una appassionato storico conosciuto da molti.

Infine, sabato nove giugno, nella chiesa di Sant’Antonio, metteremo in onda “La memoria del Senio”. Cercheremo contatti e testimonianze di protagonisti e testimoni dell’ultima guerra. Sarà con noi il professore Giuseppe Masetti, direttore dell’Istituto Storico della Resistenza di Ravenna che ci presenterà il filmato della “Battaglia del Senio”.

Con queste iniziative a Palazzuolo, gli Amici del Senio proseguono il lavoro alla scoperta delle radici dello storico fiume. L’idea è quella di recuperare la memoria delle sue comunità per realizzare una mappa dei sentimenti, dei cibi, del lavoro, delle storie vive, segrete e vitali che rischiano di andare perdute. E di consegnarle al futuro, che non deve dimenticare le sue radici.

Questo il programma delle iniziative (quella del nove giugno, inizialmente non era prevista). Cliccate sulla foto.

Siccome lo scorso anno ci siamo divertiti, ci riproviamo. Ieri sera ci siamo ritrovati, assieme agli amici di Primola dell’Arena delle balle di Cotignola, e abbiamo iniziato a mettere idee sul tappeto.

Abbiamo stabilito che, siccome Acque e Miracoli a Tebano nasce da un seme dell’Arena delle balle, gli amici dell’Arena saranno i garanti della verosimiglianza dei due appuntamenti. Che non vuol dire fotocopia, bensì ricerca di una comune ispirazione culturale che ricerca terreni da dissodare fuori dagli stereotipi popolareschi di moda.

Quest’anno l’evento durerà due giornate, il 9 e il 10 di luglio. I luoghi saranno gli stessi, ma avremo diverse novità nei programmi. Il tema saranno la terra, la luna e le stelle. Continuerà il giro nel territorio alla scoperta di Tebano fra miracoli, pignatte di monete, e una singolare collezione di attrezzi. Daremo luce al fiume e dintorni e faremo galoppare l’immaginazione con nuove opere di arte povera.

Nei prossimi giorni affronteremo il tema dei costi e delle risorse da reperire. Posta l’intenzione di garantire un livello alto di contenuto per ogni iniziativa che proporremo e che quindi ci prefiggiamo di proporre scelte culturali di livello, abbiamo bisogno di essere aiutati. La cultura è una risorsa, ma produrla costa. Questa iniziativa è parte di una idea oramai consolidata in tutte le componenti interessate, che vuole valorizzare la bellezza di un territorio operoso e sede di importanti strutture nel campo della ricerca e della sperimentazione in agricoltura.

Tutto questo ci indirizza, nella ricerca di un contributo economico che ci consenta di chiudere l’iniziativa almeno con un pareggio di bilancio, verso i comuni maggiormente beneficiati dall’evento e verso le aziende del luogo. Cosa che faremo nei prossimi giorni e che è condizione indispensabile per potere definire il programma.

Concludiamo con un appello. Vorremmo condividere l’organizzazione e la gestione di questo evento con il numero più elevato possibile di persone. Non solo per aderire ad un concetto di bene comune a noi tanto caro, ma anche perchè abbiamo bisogno di lavoro volontario. Chiediamo pertanto a chi ci legge di avvicinarsi a noi per dare una mano. Abbiamo tante cose da fare. Contattateci  (cell 3400532380 Domenico Sportelli).

Alla scoperta delle radici del Senio e della sua gente

Palazzuolo sul Senio. Alla scoperta delle radici del Senio e della sua gente

La prossima iniziativa fa parte dell’idea di recuperare la memoria delle comunità del Senio. Fino a realizzarne una mappa.

Siamo partiti con Tebano lo scorso anno, il 2 e 3 giugno prossimi continueremo a Palazzuolo sul Senio. A settembre saremo a Fusignano/Masiera.

Per noi Palazzuolo è importante perchè dalla Sambuca nasce il Senio che, lo ripetiamo, è uno dei maggiori fiumi di storia d’Italia. Ma Palazzuolo non è solo questo. Come il Senio è stato nei secoli un crocevia di storia – vedremo nella camminata del 3 giugno – fino all’epilogo della seconda guerra mondiale quando ebbe un ruolo di primo piano nella lotta di Liberazione.

Dopo la guerra, Palazzuolo ha visto un forte periodo di decadenza con lo spopolamento delle sue campagna e la conseguente emigrazione. Buona parte della quale avvenuta seguendo il corso dell’acqua del Senio, quindi verso la pianura romagnola e le valli. A cavallo degli anni settanta ha imboccato la strada del turismo dei luoghi, strada che negli ultimi anni pare essersi accidentata. Continua a leggere

Buongiorno Amici del Senio. Avrete notato che dal programma delle nostre iniziative è sparito SenioRenoMareBike. Il 19 e 20 maggio volevamo proporre un tour in bici da Riolo Terme a Marina Romea, percorrendo gli argini del Senio e stradelli vicini. Voleva essere la nostra Eroica.

Pensavamo di dimostrare come le sommità degli argini si prestano ad essere percorsi in bicicletta per immergersi nella natura e fare turismo e cultura legati al territorio. Volevamo mostrare a chi avesse partecipato la bellezza del territorio che sta attorno al Senio. Sognavamo una futura “classica” in bici che avrebbe unito i due parchi della nostra Provincia, quello della vena del Gesso e quello del Delta del Po; che avrebbe collegato la collina con la valle e il mare. Una classica della quale sarebbero stati contenti gli antesignani del nostro cicloturismo: Alfredo Oriani da Casola Valsenio e Olindo Guerrini da Sant’Alberto, con il Senio che li unisce idealmente.

Eravamo consci delle tante difficoltà che avremmo incontrato, di tutti i tipi, ma sopra tutto di carattere organizzativo. Non pensavamo a grandi numeri. Cinquanta partecipanti sarebbe stato, secondo il nostro metro, già un buon risultato. Eravamo fiduciosi, ma sapevamo che da soli non potevamo farcela. Dovevamo partire dal fare i conti con l’assurdità di un cartello della regione Emilia Romagna che dice che sopra gli argini il passaggio ai “non addetti” è vietato. Quindi ai permessi, all’assicurazione, all’erba da tagliare, alle iscrizioni. Poi la logistica, il ritorno alla base di partenza.

Armati di buon coraggio abbiamo tessuto la rete. Ci siamo rivolti, come siamo stati capaci, al mondo del ciclismo, agli strumenti della promozione turistica, ai comuni. A tutti abbiamo chiesto collaborazione che si traducesse in impegni concreti. Abbiamo raccolto consensi e alcune concrete collaborazioni professionali. Abbiamo trovato soluzioni per quanto riguardava la logistica delle due giornate, compreso i luoghi da visitare. Ma qualcosa è mancato.

E’ mancato, a nostro giudizio, l’entusiasmo di molti, la necessaria collaborazione di alcuni e la mancanza di interesse da parte del mondo del cicloturismo (quello a me più vicino), che ritenevo essenziale. Più in generale è mancato il quadro di garanzie necessarie per un evento di quella prospettiva.

Gli unici che hanno risposto in modo adeguato sono stati il presidente dell’Unione dei comuni della Bassa Romagna – Luca Piovaccari – e l’assessore delegato dell’Unione dei comuni della Romagna Faentina – Daniele Meluzzi – i quali si erano seriamente impegnati allo sfalcio dell’erba nella sommità degli argini che si dovevano percorrere. A queste persone e a ciò che rappresentano, chiedo scusa per avergli inutilmente rubato del tempo che avrebbero potuto dedicare ad altro.

A noi piacerebbe riprovarci, casomai in autunno. Dipende essenzialmente da altri. Se si crea la condizione, gli Amici del Senio ci saranno.

 

 

 

Presentiamo alcune foto della Camminata di sabato lungo il Senio. Volevamo ricordare Victor Phelps, l’aviatore americano che cadde l’11 ottobre 1944 col suo aereo sulla riva del fiume e scoprire la storia del passo di Donegallia, di cui si hanno notizie fin dal 1530. Nei prossimi mesi desidereremmo segnare questi luoghi con due targhe ricordo perchè tutti coloro che passano sulla riva, possano conoscere e ricordare. Pensiamo che raccogliere testimonianze orali, documentazione fotografica, ricerche d’archivio e indicare nel territorio i luoghi precisi degli eventi, abbia il senso di recuperare una memoria collettiva che altrimenti potrebbe andare persa. Grazie a tutti coloro che ci aiutano in questo lavoro.

 

Che il Senio sia un fiume di storia (linea gotica ed altro) quasi tutti lo sanno. Che ci sia un notevole interesse a conoscere a ricordare quella storia, non tutti ci credono. Invece …. .

La camminata di sabato 21 aprile sul Senio ci ha confermato cose importanti. La prima è che valorizzare il nostro fiume ha un senso vero e che quindi, dopo cinque anni di iniziative che lo dimostrano, sarebbe giusto che le amministrazioni comunali facessero il punto e si dotassero di un progetto. L’obbiettivo è sempre quello: consentire alle persone di camminare e andare in bici sopra gli argini con meno problemi rispetto alla situazione odierna. Per questo occorrerebbe attrezzare un percorso naturalistico, ad anello, che coinvolgesse il Lamone e casomai anche il Santerno, quindi dalla collina, alla valle e al mare, percorrendo il quale, tramite l’opportuna segnaletica, le persone fossero invitate a conoscere le storie e la bellezza dei luoghi.

Ancora sabato, abbiamo avuto la prova del forte legame fra il Senio e la storia dell’Italia e di quanto questo fiume faccia parte dell’identità dei cittadini della vallata. E’ bastato avere citato il nome di una soldato americano, il cui aereo cadde nella riva del Senio, che in America è scattata una molla imprevedibile. E’ immediatamente apparsa la moglie, novantenne, del soldato, i suoi sei figli e le decine di nipoti. I quali si sono dimostrati sorpresi e assai lusingati, quasi entusiasti, di questa rievocazione. A cui ha subito fatto seguito la manifestazione del desiderio di venire in Italia a vedere i luoghi di “nonno Victor”. Basta dare un’occhiata alla nostra pagina Facebook per rendersi conto non solo della potenza dei social, ma anche della forza rievocativa del nostro fiume. Si pensi che attorno ad esso hanno combattuto per quattro e più mesi i soldati di 32 nazioni, solo fra gli “alleati”.

In terzo luogo mi piace ricordare le tante persone che hanno lavorato per dare un senso alla Camminata di sabato. Penso al signor Arturo Frontali, ad Andrea Raccagni, ad Andrea Soglia, a Lucio Donati che hanno fatto il lavoro di ricerca e di testimonianza sull’evento bellico e sul passo di Donegallia. Penso al sindaco di Castel Bolognese, Daniele Meluzzi e agli assessori, Giovanni Morini e Naylia Tukaeva di Castello e Solarolo che hanno partecipato, nella veste della loro funzione, all’evento. Penso ai tanti Amici del Senio che hanno lavorato assai perchè tutto potesse funzionare al meglio. E poi il musicista Enrico Farnedi che ha cantato e suonato nella golena del passo di Donegallia, i contadini che hanno tagliato l’erba sull’argine, la Polizia Municipale, le cento persone che hanno partecipato e i tanti che ci hanno guardato con simpatia.

Ed ora, brevemente, la cronaca. I partecipanti, mossi dalla bella piazza di Castel Bolognese e da Felisio, percorrendo la sommità dell’argine, si sono trovati nel luogo dove cadde l’aereo di Victor Pelphs, dopo che lui, colpito dalla contraerea, si lanciò col paracadute. Sul posto è avvenuta la rievocazione dell’episodio con anche una testimonianza oculare; poi l’amico Raccagni ha mostrato attrezzature dei piloti e alcuni pezzi dell’aereo. Infine il sindaco e gli assessori hanno scoperto foto storiche dell’episodio.

A seguire. ci siamo spostati al passo di Donegallia, dove abbiamo rievocato la sua storia, di cui si ha notizia fin dal quindicesimo secolo. Pubblicheremo domani questo racconto. Abbiamo ascoltato il concertino di Enrico Farnedi, ci siamo rifocillati col rinfresco preparato da Gigliola e Ruth, abbiamo parlato, giocato, scambiati idee e propositi per il futuro. Chi ha voluto, ha potuto iscriversi all’Associazione, dandoci così la forza per proseguire nel nostro lavoro.

Nei prossimi giorni pubblicheremo un ampio resoconto fotografico e filmati dell’iniziativa.

 

Camminando lungo il Senio della memoria, sabato 21 aprile ci incontreremo al passo di Donegallia – d’lungaia, in dialetto. Andremo a piedi, per ricordare la Liberazione e per un pomeriggio a contatto con la nostra campagna, in queste settimane particolarmente bella ed accogliente. Leggete il programma e, se vi soddisfa, venite con noi.

Partiremo dalla rinnovata piazza di Castel Bolognese e dalla chiesa di Felisio. Chi vorrà, potrà andare anche in bici. Prima di arrivare al passo, sosteremo nel luogo dove l’11 ottobre del 1944, l’aereo dell’americano Victor Phelps, colpito dalla contraerea tedesca cadde. Un’ala, sulla riva del fiume, la fusoliera in mezzo al campo di una casa colonica ancora presente, il pilota – che si era paracadutato – preso dai tedesci e rinchiuso nello “stalletto” dei maiali della casa colonica di fronte alla chiesa di Gaiano. Finirà in un campo di prigionia in Germania.

E il passo di Donegallia? A vedere adesso si penserebbe ad uno scherzo, ma fino agli ultimi anni settanta, una “ponticella” ha consentito ai cittadini di Solarolo di puntare direttamente per vie brevi su Faenza. Parrà uno scherzo, ma di quel passo l’amico ricercatore Lucio Donati ne trova traccia fin dal 1530. Oggetto di disfida fra Castel Bolognese e Solarolo, nel Seicento venne dotato di “nave”, cioè di zattera manovrata da un barcaiolo del posto. Ma penso sarà Donati stesso a raccontarci tutto sul luogo.

Non è finita. Noi sosteniamo come gli argini e le golene che seguono l’incedere tortuoso del corso d’acqua, siano il proscenio di una grande teatro naturale lungo 90 chilometri. Allora sabato nel teatro naturale del passo di Donegallia, EnRico Faernedi, giovane cantautore cesenate, si esibirà con un repertorio che parla di gioia di vivere, di paesaggio, ma anche di Liberazione e di Resistenza.

Poi ci saremo noi, gli Amici del Senio, con un piccolo rinfresco, con la raccolta delle firme alla nostra petizione per la valorizzazione del Senio, con le tessere per l’adesione all’Associazione (5 euro). Se la giornata vi sarà piaciuta, potrete donarci una piccola offerta per consentirci di fare fronte alle spese sostenute.

Vi aspettiamo: ore 14,30 in punto in piazza Bernardi a Castel Bolognese e ore 14,45 nel cortile della chiesa di Felisio.

Da anni ci chiediamo se in una fase in cui il turismo è a caccia di nuove esperienze, possa avere un senso sviluppare la mobilità delle persone sugli argini dei fiumi. Se questi possono essere attraenti e motivanti. Ebbene, le centinaia di iniziative che da anni diversi attori promuovono sul Senio testimoniano senza ombra di dubbio che questo è possibile.

Sabato, a Faenza, con una conferenza pubblica alla Fiera dell’Agricoltura, abbiamo affrontato un tema complicato. Abbiamo cercato di coniugare in una visione comune, il lavoro dei contadini, i prodotti che ne derivano, il paesaggio che si determina. In mezzo abbiamo posto i fiumi come vettori naturali che solcano e segnano i territori romagnoli.

Le risposte delle persone intervenute sono state possibiliste. Anzi, direi che l’interesse manifestato lascia pensare come forse siano maturi i tempi per dare corso ad un tavolo dei fiumi. Lamone, Senio e Santerno sono alla ricerca di una propria via. Pur con sensibilità e passo diversi le varie amministrazioni si muovono. I soggetti economici, anch’essi si muovono.

Si parla di Contratti di fiume, ovvero di una nuova modalità partecipata fra pubblico e privato per la gestione dei fiumi; si opera per migliorare la fruibilità degli argini a favore di chi vorrebbe percorrerli a piedi, in bicicletta, a cavallo. Si organizzano sempre più spesso eventi piccoli e grandi che muovono migliaia di persone, ponendole a contatto con il tessuto ricettivo ed economico circostante.

Il fatto nuovo registrato sabato è stato il coinvolgimento e la partecipazione del mondo dei contadini, i quali hanno detto di essere da tempo interessati allo sviluppo dell’agricoltura non convenzionale, alla ricerca di nuovi segmenti di mercato, e che la prospettiva di avvicinare turisti e viandanti alle proprie aziende non li spaventa affatto. Anzi, sono pronti a riceverli con la loro sapiente cultura e con i loro prodotti.

Anche gli amministratori intervenuti hanno detto che il tema dei fiumi, declinato anche come risorsa per una nuova mobilità e per nuove forme di turismo, è oramai all’ordine del giorno e che va governato.

Molto apprezzata anche la presenza di Silverio Cineri, cuoco stellato faentino, che con la sua affabilità ci ha detto come dai prodotti più semplici della nostra terra possa nascere una cucina di pregio capace di affermarsi a tutte le latitudini.

In conclusione, da parte nostra, da parte di una associazione che vuole essere di stimolo verso nuove frontiere, proponiamo che le tre Unioni comunali interessate riflettano circa l’istituzione di  un tavolo di partecipazione per costruire una piattaforma dei fiumi della romagna occidentale. I temi del confronto potrebbero essere: la garanzia della sicurezza; una manutenzione efficace, rispettosa della complessità e costante nel tempo; la fruibilità degli argini.