Amianto e altro sul Senio

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Ieri abbiamo segnalato alle autorità competenti la presenza di una discarica di amianto sopra l’argine del fiume Senio, fra il pronte di Tebano e la diga steccaia leonardesca.

Si tratta del prode lavoro di pochi giorni fa. Lo si deve a persona/e veramente sconsiderata – spargere veleno nel territorio è reato penale e pertanto abbiamo dovuto interessare anche i Carabinieri. Un reato che trova però complice lo stato di degrado e di abbandono in cui vengono lasciati gli argini del fiume. In mezzo alle sterpaglie, ai rovi, ad una giungla impenetrabile è facile occultare di tutto.

In quel tratto di fiume di circa 300 metri che congiunge la strada alla diga steccaia – unico modello di quel tipo in Italia, quindi un vero e proprio monumento nazionale – si possono incontrare anche materassi, una fitta ragnatela di tane di animali che forse ne minano la stabilità. Viene usato perfino come gabinetto a cielo aperto.

Questo degrado è potuto accadere mentre da anni la nostra Associazione – che vuole valorizzare il Senio, assieme al Polo Tecnologico e a tante altre persone sensibili – è impegnata a proporre e sviluppare iniziative per mettere in luce la bellezza del paesaggio, la valenza storico, artistica e culturale di quel territorio a cavallo del Senio.

In conclusione, mentre i volontari lavorano con sacrificio e a loro spese, per il bene comune, parte di coloro (chi deve manutentare gli argini) pare non facciano fino in fondo la loro parte. Altri – che stanno dalla parte dei beneficiati – invece di dare una mano si preoccupano di creare danni.

Pensiamo sia bene riflettere con cura su questo argomento perché la strada che un numero crescente di persone e istanze della società dimostra di avere intrapreso rischia di portare alla crisi del volontariato sociale e civile.

Fa parte di questa amara riflessione anche l’atteggiamento di quel privato in zona che non ci consente di transitare a piedi per una camminata lungo uno stradello di campagna, recentemente declassificato, ma dove i cittadini sono sempre passati, avendo così maturato un diritto possessorio (si dice così?). E soprattutto il fatto che in questo delicato caso ci sentiamo abbandonati da coloro che invece dovrebbero tutelarci.

 

Castel Bolognese, le buone erbe del nostro fiume

AdS-vol2-Per_Erbe_SN2Sabato 2 aprile ci recheremo lungo l’argine del fiume di Castel Bolognese per riconoscere alcune delle erbe che crescono in quel luogo. Ci guiderà la socia Gigliola Bandini, appassionata e studiosa delle erbe spontanee e commestibili. Nonchè brava cuoca nell’ammannirle.

Nella foto potete leggere il programma dell’iniziativa. L’appuntamento è per le 14,30 in piazza Bernardi, presso il Comune. Al termine della camminata offriremo un assaggio di prodotti confezionati con le erbe. Chi lo vorrà potrà rinnovare l’adesione all’Associazione per il 2016.

La manifestazione è aperta a tutti.