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Sabato 26 OTTOBRE due appuntamenti degli Amici del Senio a RIOLO TERME.

Torniamo a camminare lungo il Senio e le sue colline. Sarà una visita guidata per carraie e sentieri, alla scoperta del territorio e alla CATTURA DEI COLORI DELL’AUTUNNO. Incontreremo antichi casolari e ville, una vigna secolare, piante e siepi di una volta, laghi e laghetti.

Il ritrovo è alle 14,30 (puntuali) al Parco Pertini, in centro a Riolo Terme. A metà tragitto breve sosta con ristoro. Per chi lo vorrà, si apre il tesseramento 2020 agli Amici del Senio.

Al rientro – previsto per le 17,15 – siete invitati all’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA DI PITTURA I COLORI DEL SENIO, presso la Sala Sante Ghinassi, via Verdi 5. La mostra è a cura degli Acquerellisti faentini, con la collaborazione degli Amici del Senio.

Vi ricordo che sabato 26 è ancora in vigore l’ora solare, quindi, al pomeriggio, avremo ancora luce. Sarà la notte entrante che dovremo arretrare le lancette dell’orologio di un’ora.

INFO (Mario 3345025584 – Domenico 3400532380)

Domenica scorsa abbiamo esplorato il tratto di Senio che da Riolo Terme supera Borgo Rivola, passando per la stretta, a ridosso del corso dell’acqua.

Partendo dal ponte sul Senio a Riolo, la riva di destra è subito inagibile per le canne, gli arbusti e il pattume. Allora abbiamo ripiegato sul bel percorso ciclabile che porta a Gallisterna. Ripreso il fiume, abbiamo proseguito per lo stradello vicino alla riva destra. Passati i laghetti, siamo giunti alla zona degli orti. Poco prima abbiamo deviato sulla sinistra per ammirare l’albero più vecchio di Riolo terme, uno splendido esemplare di quercia plurisecolare, ancora in buono stato.

Nella zona degli orti, per superare una riva che lambisce il corso dell’acqua, ci siamo spostati sulla riva di sinistra. Normalmente il passaggio si fa sopra un guado di tubi. Domenica non era transitabile. L’ingrossamento del fiume dei giorni precedenti aveva portato a valle rami e tronchi i quali avevano chiuso i tubi, producendo una diga non possibile da superare. Di conseguenza, per il passaggio, siamo ricorsi ad una passerella in ferro, a campata unica, costruita nei paraggi dove, avendone constatata la precarietà, siamo transitati uno per volta.

La zona degli orti si supera percorrendo una carraia che costeggia la riva del fiume. Questa porta ad un laghetto e subito dopo alla cava Pietralunga (la macadora), che si aggira. Al ponte si può salire sia sulla carraia si sinistra (idrografica) oppure da destra sullo stradello che conduce al campo sportivo di Rivola e ad un successivo parcheggio. Chi sale a destra, giunto al parcheggio deve attraversare il ponticello e portarsi a sinistra.

Qui parte il sentiero che alcuni Amici del Senio avevano aperto nei giorni precedenti l’escursione. Si incontrano le prime falesie, alcune stratificazioni relative a diverse ere geologiche, grotte, tane e una fitta vegetazione. Non si perde mai la vista dell’acqua che scende, copiosa e limpidissima. L’ambiente compare nella sua naturalezza. Gli interventi dell’uomo sono inesistenti o poco visibili come per alcune briglie di sasso. Si nota qualche area interessata da rifiuti gettati in passato dalle case sopra il dirupo.

Non essendo esperto di botanica, posso solo dire di avere notato betulle, salici, querce, robinie. Bei cespugli di pungitopo, piante di iris del tipo feotidissima o giaggiolo puzzolente. Poi sambuco e tanti rovi. Gli ultimi cento metri del sentiero sono quelli più complicati, caratterizzati da piccoli salti, passaggi vicino all’acqua, tronchi posti di traverso in una selva di rovi dove il sentiero ricavato con cesoie e falce appare come una galleria.

Alla fine, prima di salire sul ponte che porta alla cava, un piccolo rigagnolo d’acqua si attraversa con un balzo oppure con alcuni tronchi posti di traverso (e rimossi).

Eravamo 60 persone – da dieci a oltre settant’anni – e sei cani, ma nessuno ha incontrato difficoltà insuperabili. Certo, tutti, abituati a camminare.

Giunti all’ingresso della via che conduce alla grotta di Tiberio, dopo circa tre ore di cammino, abbiamo incontrato la guida che poi ci ha condotto in grotta. Dopo qualche panino, la separazione con coloro che avrebbero visitato la grotta (esattamente la metà del gruppo) e la visita di un giornalista (Il Corriere di Romagna) che ci ha scattato qualche foto, abbiamo calzato i caschi e siamo saliti verso la grotta.

Katia, la signora – speleologa – che ci guidava si è mostrata esperta e simpatica. Ci ha spiegato tante cose della vena del gesso e delle sue mutazioni nei millenni. Poi la grotta. Cinquanta – sessanta metri sopra una pedana, per giungere ad una grande camera naturale molto variegata e bella con tante cose da vedere. Dopo la prova del buio e del silenzio assoluto – davvero una strana sensazione – siamo usciti. Per la visita circa un’ora e mezzo. Costo del biglietto – ridotto in quanto fuori stagione – sei euro.

Infine che dire? Due cose. Attrezzare un sentiero lungo il Senio che da Riolo vada fino alla Grotta di Re Tiberio, passando per la stretta di Borgo Rivola è sicuramente possibile. Percorrerlo poi, sarà molto bello, per la ragione che non è banale. Perchè incontra scorci e vedute interessanti, una bella vegetazione naturale e aspetti della geologia di grande interesse.

Per renderlo accessibile, basta poco. Un’idea potrebbe essere quella di attivare un “cantiere Fanfani” per lavori socialmente utili costituito per buona parte anche dai ragazzi richiedenti asilo presenti a Riolo. Sono sedici e hanno partecipato con gioia, assieme a noi, all’escursione appena descritta.

E’ doveroso ringraziare gli Amici del Senio che hanno condotto l’escursione, l’Amministrazione comunale che ci ha concesso il patrocinio, tutti i partecipanti e Mario, il vero autore del passaggio fra i rovi.

Prossima tappa, su, verso Casola Valsenio. (Fra le cose belle della giornata appena descritta, i primi due casolani iscritti agli Amici del Senio).

Ed ora alcune foto.