Realizzando una sinergia con il Comitato Alluvionati di Castel Bolognese, il 12 aprile scorso abbiamo inviato segnalazioni puntuali per la sicurezza del nostro fiume. In questo caso, hanno riguardato il tratto di fiume fra Ponte del Castello e Tebano, quello strutturalmente più debole, come si è abbondantemente visto. Sappiamo tutti che l’acqua che esce da quel tratto di fiume prima allaga Castel Bolognese, poi a cascata tutta la vallata. Avere garanzie di tenuta di quell’argine è quindi fondamentale per l’intera vallata del Senio.

A chi abbiamo segnalato?

  • Agenzia per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile e P/C:
  • Commissario Straordinario alla ricostruzione, Gen. C.A. Francesco Paolo Figliuolo;
  • Vice Presidente della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo;
  • Luca Della Godenza – Sindaco di Castel Bolognese.

Cosa abbiamo segnalato?

Considerando che la tenuta del tratto di argine fra il Ponte del Castello e Tebano sia fondamentale per la tutela dell’abitato di Castel Bolognese e dei comuni a valle, fermamente convinti che quell’argine debba essere elevato di rango al livello del tratto a valle fino alla foce, segnaliamo quanto segue:

  • Dalla diga Steccaia al Ponte di Tebano: consideriamo quel tratto di argine in sx orografica, storicamente frequentato da animali fossori e frequentemente oggetto di rotte, non adeguato alla bisogna (fragile); segnaliamo che la vegetazione che lo avvolge non consente la verifica della presenza di fossori;
  • Il ponte sulla strada Provinciale: segnaliamo le molte crepe e il fatto che già diversi anni fa, secondo il progetto della Provincia, avrebbe dovuto essere stato oggetto di manutenzione;
  • Argine sx subito dopo il ponte: anch’esso appare di debole costituzione, inoltre lo sversamento per decine di metri di inerti ha modificato la sua struttura interna rendendone assai problematico il suo sfalcio;
  • In fondo a detto rettilineo, quando il fiume svolta a sx, l’esondazione di maggio ha eroso in più punti la parte esterna dell’argine. Al momento non abbiamo potuto apprezzare alcun tipo di intervento manutentivo;
  • Proseguendo verso valle, dopo l’abitazione sull’argine, in prossimità della rotta del 2 maggio, non è stata ripristinata la golena con l’effetto di uno scompenso nel regolare del corso dell’acqua. Qualche decina di metri prima è presente una notevole quantità di legna. In quella zona e per un lungo tratto non è stata ripristinata la riva sx, mentre si è intervenuti su quella dx;
  • Proseguendo lungo la grande ansa, dietro casa Melandri, fino all’inizio dell’abitato di Biancanigo, si segnalano:
  • La frana di un tratto di argine esterno; una discarica di inerti; una fenditura importante nel tratto di argine riattivato dopo la rotta; una profonda scanalatura nella sommità dell’argine prodotta dall’esondazione;
  • Inoltre, nel tratto in discussione, si segnala in più punti la presenza di tronchi stesi che non favorirà certamente la corretta manutenzione del corpo fluviale;
  • Per ultimo, al momento, segnaliamo, poco prima del Ponte del Castello la presenza di una sbarra con l’esplicitazione di minacce di vario tipo, volta ad impedire il passaggio sull’argine sx. Chiediamo di conoscere cosa vorrete fare per ripristinare anche il quel punto lo stato di diritto per tutti.

Infine chiediamo di essere messi a conoscenza delle attuali regole per la corretta conduzione e tutela delle golene e degli argini (orti, coltivazioni di vario tipo, discariche di rifiuti, passaggio a piè d’argine per controllo e manutenzione). E quali siano le regole per l’attingimento dell’acqua a scopo irriguo (perforamento dell’argine, ecc.).

Alleghiamo galleria di foto scattate il 10 aprile 2024, comprovanti quanto asserito dalla segnalazione.

Castel Bolognese, 12 aprile 2024

Cosa ci hanno risposto?

Torrente Senio – Comitato Alluvionati Castel Bolognese / Associazione Amici del Senio – Risposta a segnalazioni pervenute via email in data 12.04.204

In merito alla Vostre segnalazioni relative allo stato del torrente Senio nel tratto Diga Steccaia – Biancanigo (ns. prot. 24048 del 12/04/2024), si comunica quanto segue.
Preliminarmente, è necessario precisare che il tratto oggetto di segnalazione, come tutto quello tra Riolo Terme e Ponte del Castello (Via Emilia), è caratterizzato in prevalenza da argini non demaniali, ma da opere realizzate su aree di proprietà privata, per la difesa di aree agricole dalle acque del Senio. Sono, pressoché tutti, oggetti che prima dell’evento di maggio si presentavano manutenuti da parte dei proprietari/concessionari, a volte con manomissioni varie dovute all’uomo (da scarichi dei campi, piantumazioni sopra o ai piedi, ecc…).

In questo contesto l’Agenzia per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile, tramite i propri Uffici Territoriali, ai sensi della L.R. 13/2015, è legittimata a intervenire per l’attuazione degli interventi di messa in sicurezza idrogeologica, idraulica e di manutenzione del reticolo idrografico programmati dalla Regione e, nell’ambito della gestione dell’emergenza e dello svolgimento del servizio di piena, alla realizzazione delle attività emergenziali utili e possibili sia per fronteggiare un reale e imminente pericolo per la pubblica incolumità connesso alla fuoriuscita delle acque dalle arginature, sia qualora si sia già verificato tale evento.

Ai sensi della L. 100/2023 è stato poi costituito con Ordinanza n. 22/2024 il Gruppo di Lavoro deputato alla redazione del Piano Speciale di cui all’articolo 20-octies, comma 2, lettera c), del decreto-legge 1° giugno 2023, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2023 n. 100, con il compito di definire le linee di indirizzo per l’assetto idraulico dei territori colpiti dagli eventi alluvionali di maggio 2023, assumendo a riferimento anche i nuovi scenari determinati dalla straordinarietà degli eventi stessi, e programmando di conseguenza gli interventi di messa in sicurezza necessari. Tale piano, nella versione preliminare, è stato recentemente approvato e pubblicato ed ai contenuti dello stesso si rimanda per ogni ulteriore dettaglio. Il documento è disponibile al link https://commissari.gov.it/media/j2ie5eyc/piano-speciale-preliminare.pdf .

Nel breve periodo sono stati attuati gli interventi urgenti per ridare officiosità idraulica al fiume (pulizia dell’alveo e la sistemazione delle sponde) e per ripristinare lo stato ex ante dando continuità al sistema di rilevati esistenti in sinistra migliorando per l’inverno 2023/24 la capacità di deflusso e di difesa dell’abitato di Castel Bolognese. Infatti, gli interventi eseguiti a partire dal 2 maggio 2023 hanno rispettato quanto indicato nella pianificazione di bacino vigente e si è trattato di interventi di somma urgenza o interventi urgenti per il ripristino delle condizioni di sicurezza antecedenti gli eventi di piena, conformemente a quanto stabilito negli atti emessi dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione.
Nel lungo periodo, invece, l’aggiornamento del Piano dovrà agire sul nuovo assetto difensivo e sui vincoli territoriali indotti dalla Pianificazione.

È in corso di esecuzione un intervento nel tratto collinare del Senio; a Biancanigo, saranno rimossi eventuali tronchi o altri depositi che potrebbero costituire un pericolo al normale deflusso idrico, verrà data continuità alla golena sinistra in località Fornaciotto e sarà ripristinata la sommità dei rilevati in sx idraulica.

Per quanto riguarda gli attingimenti dell’acqua a scopo irriguo, le concessioni sono gestite da Arpae in seguito alla LR 13/2015; l’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile rilascia l’eventuale nulla osta idraulico ai sensi del R.D. 523/1904 (Testo unico sulle opere idrauliche).

Non si entra nel merito dello stato del ponte di Tebano in quanto di competenza della Provincia di Ravenna, cui è necessario rivolgersi per le dovute risposte.

….

Cordiali saluti.
Il Responsabile dell’Ufficio Territoriale

Che dire? 

Vi invito innanzitutto a riflettere sul capitolo che inizia con: Preliminarmente… . Rende giustizia di tante bugie, maldicenze, cattiverie espresse circa la responsabilità delle rotture avvenute in quel tratto di argine.

Altro aspetto è che la risposta ci dice che proseguiranno i lavori di pulizia del tratto e di ricostituire la situazione precedente: quella miseramente naufragata sotto la forza dell’acqua. Non basta.

Il tema di mettere in sicurezza quel tratto di argine, fino a farne una diga che possa proteggere l’abitato di Castel Bolognese e quelli a valle viene demandato alle scelte che farà Figliuolo e che conosceremo (forse) solo a fine giugno. Quel tratto di argine deve essere elevato di rango per garantire gli standard di sicurezza come gli argini che dal Ponte del Castello vanno fino al Reno. Deve essere demanializzato e applicate le regole di gestione del pubblico.

Ma anche questo ancora non basta. I piani di Figliuolo e della Protezione Civile, quindi anche della Regione, devono stabilire dove deve andare l’acqua che non potrà essere contenuta dento gli argini. Quindi il tema dell’allargamento dei fiumi, delle casse di espansione e di laminazione, ecc. .

 

Domenica scorsa un gruppo, credo di Faenza, ha effettuato in bicicletta il percorso da Tebano alla foce del Senio. Uno di loro – Marco – aveva chiesto informazioni e abbiamo collaborato. Hanno percorso per tutta la lunghezza la sommità dell’argine.

Ho chiesto come si sono trovati e mi ha risposto con questa breve nota che riporto integralmente.

“Salve, domenica ho effettuato la biciclettata fino alla foce del Senio, è andato tutto bene, ma ci sono punti in cui l’erba non è stata tagliata:

1. tratto prima del ponte di Felisio, venendo da Ponte del Castello di circa un 100 di metri;

2. tratto dal ponte di Felisio verso Cotignola, per un 1/2 km erba alta;

3. tratto sotto la ferrovia prima di Cotignola erba e rovi; (da Cotignola fino ad 2 km dalla foce nessun problema);

4. ultimi 2 km erba molto alta.

Percorso molto bello”.

Andare in bicicletta dalla collina al mare, lungo l’argine del Senio, costituisce da dieci anni un obbiettivo degli Amici del Senio, assieme al tema della sicurezza del fiume. Pensiamo ad una ciclabile che possa essere appetibile a tantissime persone con una visione nazionale ed europea. Il territorio e la sua bellezza lo meritano.

Siamo partiti con un primo tratto a Castel Bolognese, poi spazzato via dall’alluvione, ma penso sarà rifatto. Ci vorrà tempo, ma insisteremo fino in fondo, visto che sosteniamo un obbiettivo – quello delle ciclo vie – che ovunque, in Italia e in Europa, tutti si pongono. Pensando che prima o poi ci capiranno e ascolteranno.

In attesa del meglio potremmo pensare ad un obbiettivo intermedio: quello che i Comuni e l’Autorità del fiume garantiscano lo sfalcio degli argini, almeno due volte all’anno. Sarebbe anche questa l’unica maniera per potere controllare gli argini e individuare la presenza di tane di animali, quelle che, come abbiamo visto, in qualche caso possono causare la loro rottura.

Come avete visto manca poco; qualche chilometro, pochi tratti ancora, e tutto l’argine sarà con l’erba tagliata. Speriamo che i Sindaci si attivino, come hanno fatto nell’avere ripulito il tratto da Cotignola ad Alfonsine in occasione della celebrazione della Liberazione, lo scorso 25 Aprile.

Ad ogni buon sconto avanzeremo loro una proposta formale di cui vi informeremo.

 

 

 

Breve cronaca di una giornata particolare di impegno nel Senio della memoria alla quale abbiamo partecipato con le gambe, ma anche col cuore.

Mercoledì 24 aprile Mario, Nicoletta e Roberto erano stati a S. Potito a installare le foto giganti della Mostra dei Racconti del Senio, allestita da Roberto, sulle canne di fiume raccolte in precedenza da Mario e Domenico.

Il 25 aprile, festa della Liberazione, c’è stata la 21ma CAMMINATA sul Senio, con partenze a piedi e in bici, alle 9, da Alfonsine e da Cotignola.

Alle 10,30 sul ponte di Lugo sul Senio abbiamo ascoltato i suoni, la voce e il canto di John De Leo e la chitarra di Fabrizio Tarroni.

A San Potito la nostra associazione Amici del Senio, con Nicoletta e Mario, ha gestito il banchetto con la vendita del libro “E la vita scorre sul fiume” e dove era possibile anche tesserarsi.

A Masiera c’è stata la sosta per il pranzo. C’era un grande tendone dove centinaia di partecipanti, in lunghe file, hanno potuto pranzare grazie al lavoro di decine di volontari delle Anpi locali.

Ha colpito la presenza importante di molti giovani.

Dalle 13 musica con i gruppi della scuola “Arcangelo Corelli” di Fusignano.

Poi sull’argine verso Rossetta. Qui Fulvia Bandoli ha cantato pezzi di Giorgio Gaber in quel teatro naturale sotto l’argine del Senio.

Ore 17 – nel parco della Polisportiva di Rossetta, abbiamo ascoltato il concerto “Radici, il canto del mondo” con Luisa Cottifogli, artista della voce nata in Trentino da mamma friulana di lingua slovena e padre marchigiano, romagnola di adozione. Ha accompagnato Vincenzo De Ritis, pianista e fisarmonicista abruzzese. A seguire c’è stata la merenda al parco offerta dalla popolazione di Rossetta.

E’ stata una bella giornata. Abbiamo venduto libri, fatto tessere – con quelle di ieri siamo arrivati a 100 iscritti per il 2024 – parlato con persone, tessuto relazioni. Ancora sul Senio che si mostra come il Teatro naturale di una storia che aspetta di essere sviluppata scritta.

Nel Senio della memoria, con l’Arena delle balle di paglia, con Acque e Miracoli a Tebano ci parlano di quanto il nostro fiume possa integrarsi con il territorio dove corre e con il paesaggio che lo circonda e possa diventare lo strumento di un modo originale di fare cultura. A contatto con la natura, liberi di sognare.

NdR. Ringrazio Leonardo Altieri per gli appunti e le foto.

In attesa di tornare sul Senio, ci camminiamo intorno alla scoperta di nuovi paesaggi. Sabato prossimo, 23 marzo, saremo a Riolo Terme per salire alle Argille azzurre dei calanchi più belli della Romagna. Quelli che la televisione ha fatto conoscere al mondo intero per mezzo del ciclismo e che quest’anno – il 30 giugno – saranno toccati dal Tour de France.

Partiremo alle 9,30 in punto dal piazzale parcheggio (anche area camper con attacco luce), subito dopo il ponte sul Senio a destra prima della terme, per chi proviene dalla pianura. Sarà un giro ad anello, di circa tre ore, accompagnati da Francesco Rivola, guida del Parco, nostro associato onorario. Al ritorno passeremo dalle Vecchie terme, archeologia industriale che ci porta ad altri tempi che è bene non dimenticare.

Come avete visto dal volantino, abbiamo programmato tutta la giornata. Naturalmente ognuno potrà liberamente scegliere cosa fare, se tutto o solo una parte del programma.

Coloro che lo vorranno potranno fermarsi con noi a mangiare qualcosa da Timorso, la grande “barachina” che si trova dove abbiamo le auto parcheggiate. Poi, sempre per chi lo desidera, Francesco ci porterà a conoscere Riolo per mezzo del giro delle sue Mura. A chi come me è nato e vissuto sempre da queste parti, parrà una cosa da nulla, ma, a ben pensare, io di Riolo Terme non so nulla. Quindi, questa piccola cosa, potrà farci piacere.

Alle 15 poi, ci sposteremo alla Rocca sforzesca dove la scrittrice – nostra associata – Gabriella Costa di Palazzuolo sul Senio presenterà agli intervenuti il libro di Racconti dalle rive del Senio “E la vita scorre sul fiume”. Gabriella, che si è scoperta apprezzata scrittrici in età matura e che vanta pubblicazioni di successo, è stata premiata al concorso di Racconti del Senio promosso dagli Amici del Senio alcuni anni fa. E’ presente nel libro con due racconti, uno dei quali ispirato dalla Grotta di re Tiberio.

Nel libro anche un bel racconto di Dino Landi, casolano di nascita, vissuto in gioventù a casa Sassatello, sulla Rupe del gesso dei Crivellari.

Nel corso della giornata incontrerete il banchetto dell’Associazione dove potrete lasciare una offerta volontaria per le piccole spese ed, eventualmente, iscrivervi all’Associazione (5 € per il 2024) se riterrete di aiutarci a sostenere la nostra proposta sociale e culturale.

Ringraziamo:

  • L’Amministrazione comunale di Riolo Terme e l’Unione dei comuni della Romagna faentina per il Patrocinio concesso e l’assessore (cultura, comunicazione, politiche giovanili ed europee e gemellaggi) Davide Marani che sarà con noi nel corso della giornata;
  • Primola Cotignola che da sempre collabora con noi e ci sostiene;
  • Rivola Francesco guida del Parco e animatore di Trekking Nasturzio  che ci accompagnerà con la sua affabilità e competenza;
  • tutti coloro che ci danno una mano. Vi aspettiamo.

Foto (2021) del Vecchio stabilimento termale.

Riolo Terme – L’antico Stabilimento termale.

 

 

Riguardo i fiumi e il tema della sicurezza, possiamo dire di essere in una fase di stallo. Questo deve preoccuparci.

Lunedì scorso, con tutti i Comitati di alluvionati, ho partecipato ad un incontro in Regione con il Presidente e diversi Assessori. La riunione è stata lunga e defatigante e conclusa in uno sfogatoio abbastanza frustrante. Alla meglio è servita ad “elaborare un lutto”. La ragione di tutto ciò è che purtroppo c’era poco da dire perchè, come ha detto autorevolmente qualcuno “non gira nulla”. E di questo, purtroppo, grande parte delle ragioni vanno ricercate nella difficoltà/volontà del Governo a trovare le ingenti risorse che servono. La realtà dei fatti ci dice che i soldi stanziati sono pochi e che quei pochi che ci sono non sono tutti spesi per le difficoltà insite nei meccanismi escogitati per darli alle persone, famiglie e imprese danneggiate.

Per restare all’aspetto finanziario, oltre al tema dei rimborsi, esiste quello delle risorse che occorreranno – finiti i lavori di somma urgenza – per ridefinire il corso dei fiumi con le opere per il governo dell’acqua che potrà cadere fuori misura. I temi sono quelli di cui si parla da tempo: ponti da ricostruire, casse di espansione e di laminazione, briglie e invasi, arretramenti degli argini, tracimazioni e allagamenti controllati. Ebbene, stando alla situazione odierna, prepariamoci pure a tempi lunghi e lunghissimi. La sicurezza che tutti cerchiamo, il diritto a non spaventarci se cade un poco di pioggia non sono dietro l’angolo. Purtroppo.

Quello che è stato detto lunedì, ve lo racconto in pillole, tenuto conto che la discussione di organico ha avuto ben poco.

Ci sarà un contributo per i beni mobili colpiti dall’alluvione. La Regione, sostenuta dai protagonisti del Patto per il Lavoro e per il Clima, ha presentato a Figliuolo e al Governo una lunga serie di proposte di modifica alle norme attualmente in vigore, per semplificarle e per estenderne l’efficacia. Fra queste è stato riproposto il tema dei rimborso per i beni mobili, fino ad ora esclusi. Su questo punto il Presidente ha espresso ottimismo, si pensa che la proposta verrà accolta.

Donazioni. All’Emilia e Romagna sono giunti fino ad ora dalla solidarietà popolare circa 48 milioni.  Molti sono già stati destinati. Fra questi 18,5 milioni sono stati devoluti al sostegno dei danni agli autoveicoli. Le domande al momento sono 5.590. Ad ora sono state liquidate quelle presentate fino al 31 ottobre (1.771). Si sta lavorando il numero più consistente di domande presentate in novembre (2.691).

E’ aperta la discussione per l’allocazione degli ultimi 15 milioni. Un terzo andranno alle Imprese, due terzi alle famiglie e cittadini. I Comitati hanno avanzato le loro proposte, saranno ascoltati i comuni e tutti i soggetti sensibili. Si fa largo l’ipotesi di un contributo al sostegno dei costi per le perizie e di un intervento a supporto di chi si dota di sistemi di protezione (paratie, valvole, ecc.).

Il futuro dei nostri fiumi. Si lavora ad un piano madre per la ricostruzione, al centro la difesa delle città. Sono state esposte alcune idee basilari che indico non in ordine di importanza:

  • Non saranno rialzati gli argini;
  • si interverrà sui ponti, ove possibile;
  • saranno pianificati gli interventi per il controllo della vegetazione e degli animali fossori;
  • saranno abbassate ove possibile le golene per recuperare volumi per l’acqua;
  • ci saranno arretramenti arginali e, ove compatibile, un loro adeguamento strutturale per la tracimazione controllata;
  • saranno portati a termine i lavori delle casse di espansione e di laminazione già programmate e ne saranno fatte delle nuove secondo le esigenze, nel quadro di una visione di bacino;
  • ci sarà adeguata attenzione al tema delle frane;
  • saranno possibili delocalizzazioni;
  • sarà posta attenzione al tema del drenaggio delle acque di pioggia. Tradotto: rivisitazione e adeguamento delle fogne, maggiore cura alla rete scolante, una nuova politica urbanistica più attenta al tema delle alluvioni;
  • verso monte potranno essere consentiti piccoli argini privati a protezione dei campi.

Pnrr. Sono previsti da questa fonte 1,2 miliardi da spendere entro giugno 2026. Il tema è scottante. Il limite temporale imposto vorrebbe che fosse già pronta una adeguata progettazione di opere. Così non è. Allora la Regione pensa di appoggiarsi a grandi strutture che in minor tempo possono mettere in campo progetti. Come i gestori di reti (tipo Hera) che trattano le fognature – acque di pioggia -, l’Anas e le Fs sul tema dei ponti.

Nel corso della riunione c’è stato ampio spazio per i rappresentati dei Comitati che hanno presentato le loro doglianze. Il tema maggiormente toccato è stato quello della sicurezza, dei tanti lavori che vanno a rilento, del fatto che le Autorità tecniche non informano abbastanza.

C’è ancora un’ultima cosa che vorrei ricordare. Nella fase finale della discussione, quella delle doglianze, sono ricomparsi temi riconducibili all’ambientalismo. Le zone protette, gli alberi, gli istrici, i tassi, i lupi, le nutrie, la nidificazione degli uccelli. Abolire, abbattere, uccidere le parole trapelate o sottintese. Nel modo di trattare questo argomento ho colto in molti ironia e sarcasmo che giudico fuori luogo. Senza che questo sia stato contrastato dall’altra parte del tavolo. Anzi, in qualche espressione a me è parso che addirittura si sia tenuto bordone. Capisco tutto, ma avere trattato in tal modo questo tema, mi ha lasciato l’amaro in bocca.

 

 

Ieri l’altro ho percorso a piedi il tratto del Senio dalla ferrovia al ponte dell’Autostrada. Sapevo che da mesi stavano lavorando per riassestare il corso dell’acqua. Lo spettacolo non è bello. Ricordo che quel tratto di fiume Senio è particolare in quanto gli argini sono spesso distanti da un corso dell’acqua assai sinuoso. Di conseguenza abbiamo grandi golene – delle quali 23 ettari sono del demanio – che formano alcuni “budelli”, oggetto di un progetto della Provincia del 2016 per l’istituzione di una importante zona di interesse naturalistico.

Quella zona era popolata da migliaia di alberi che costituivano un indubbio polmone verde che dava ossigeno a tutti noi e che contribuiva a ripulire un’aria fra le più inquinate al mondo. Ora la zona si presenta quasi come desertica. Certamente per tutto questo ci saranno delle ragioni che hanno attinenza con la manutenzione del fiume a seguito degli eventi dello scorso maggio. Ma quali esse siano non lo sappiamo, perchè non ci è stato detto, in barba al nostro stato di portatori di interessi associativi.

Noi sapevamo che quella fitta alberatura, in quel punto, era utile a rallentare il corso delle fiumane del Senio e fare si che l’acqua non giungesse impetuosa a Cotignola, dove il fiume si restringe e dove, quando è colmo, l’acqua marcia sopra i tetti delle abitazioni. Si vede che quel problema è stato risolto in altro modo, ne siamo contenti. Sapevamo anche che l’Autorità del fiume non era contraria in quel tratto ad un’area verde tutelata e che pensava alla possibilità di abbassare di almeno un metro l’area golenale per ampliare la portata al fiume.

Ora in quel tratto di fiume ci sono decine di potenti mezzi, sparsi qua e la. Qualcuno in azione. Poi enormi cataste di legna ammassata ovunque. Saranno diverse centinaia di tonnellate e forse più, in attesa del loro destino finale che potrà essere quello di essere trasformata in biomassa e bruciata, alimentando così il surriscaldamento del Pianeta o essere trasportata in mare, poi in spiaggia da dove dovrà poi essere rimossa, ri-accatastata e ri-trattata.

Va riconosciuto che qua e la qualche albero o gruppi di alberi è stato lasciato in piedi, così da mantenere segnato il percorso dell’acqua e dare ristoro ai volatili. Un segno seppure flebile che il fiume, ogni fiume, è un tesoro di biodiversità e un percorso ecologico da conservare con cura.

La luce che si è creata con l’abbattimento degli alberi consente oggi di vedere quanto anche quel tratto di fiume – intendendo le rive e l’alveo – sia malandato e bisognoso di cure rapide. Le rive sono completamente dissestate, in alcuni tratti le erosioni incidono pericolosamente fino all’argine, si notano tane di istrici, le sommità arginali sono pesantemente “toccate” dal passaggio dei mezzi all’opera, forse pure indebolite dal fatto che alberi importanti, invece di essere segati, sono stati tritati in piedi.

L’auspicio è che chi di dovere – a partire dall’Autorità commissariale – abbia le idee chiare su quello che c’è da fare, che ci siano risorse adeguate a disposizione – e qui il Governo deve mantenere le promesse – che i lavori necessari si concludano rapidamente.

Per ultimo va detto che su un tema come quello del fiume, così sensibile per i cittadini pesantemente coinvolti dalle alluvioni, è necessario cercare il coinvolgimento e la partecipazione di tutti. Dalle amministrazioni comunali, ai vari portatori di interesse, fino alla cittadinanza. Chi esercita l’importante funzione di cuscinetto fra massime autorità decisionali e popolazione deve essere posto nella condizione di sostenere il proprio ruolo. Spesso lo fanno volontariamente. cerchiamo quindi di non deluderli troppo. Informazione e coinvolgimento sono fondamentali.

Di seguito metto alcune foto a testimonianza di quanto scritto.

Ad inizio gennaio avevamo segnalato una situazione di degrado e tane di fossori nell’argine del Senio a nord del Ponte del Castello Ancora tane nell’argine.

In questi giorni ci è giunta risposta per la quale ringraziamo. L’Autorità del fiume ci dice:

“Con nota assunta agli atti di questo Ufficio Territoriale con protocollo n. 304 del 03/01/2024, il sig. Domenico Sportelli, in qualità di referente dell’Associazione ADV Amici del fiume Senio, ha segnalato la presenza di tane di fossori (in argine sx) e scarsa manutenzione nel tratto di fiume Senio dal Ponte del Castello al ponte della Ferrovia, nel Comune di Castel Bolognese (RA).
Preliminarmente, si comunica che, nel tratto in questione, è partito ad inizio gennaio 2024 un cantiere che riguarda attività di trinciatura, taglio di vegetazione e ripristino argini e officiosità idraulica, compresa la gestione delle tane di fossori.
Il cantiere ha, come limiti spaziali, il tratto di torrente Senio dalla via Emilia fino al ponte A14, sia in destra, sia in sinistra idraulica.
Si comunica inoltre che la Regione Emilia-Romagna mette a disposizione tutte le informazioni riguardanti gli interventi attuati ed in atto concernenti l’alluvione, con costanti aggiornamenti, all’indirizzo:
https://www.regione.emilia-romagna.it/alluvione“.

Quindi, si sta intervenendo (come tutti possiamo vedere). Finalmente si va facendo luce anche prima e dopo il Ponte sulla via Emilia, punto storicamente assai problematico. L’auspicio è che anche in quel tratto si possa ripristinare una situazione di libero accesso per chi vuole/deve controllare lo stato del fiume.

Questo tema fa parte di quello più complesso della riclassificazione degli argini che vanno dal Ponte del Castello a Tebano. Quelli fino a maggio “figli di nessuno” e che tanti guai hanno provocato. Argini, per essere chiari, da rifare in molti tratti, se vogliamo che il centro abitato di Castel Bolognese sia adeguatamente protetto dalle prossime fiumane.

Ancora non ci siamo; non si conosce il progetto definitivo per difendere Castello, Solarolo e anche oltre. Argini riclassificati e sicuri vuol dire adeguanti nella struttura e dimensione, con le proprie pertinenze libere, esternamente e in golena per potere ben vigilarli e intervenire, se del caso. Con erba e vegetazione contenuta e tenuti con rispetto, senza che diventino depositi di materiale improprio, come troppo di frequente è accaduto.

Poi il tema principale, visto in ottica di garanzia futura, quello di dare più spazio al fiume e all’acqua che dovesse cadere in eccesso alla normale portata. Quello di costruire bacini, briglie, casse di espansione e di individuare aree allagabili in modo controllato. Il compito spetta alla Struttura commissariale, di concerto con Regione e Comuni. Siamo in attesa.

 

 

Nella riunione del Consiglio del 19 febbraio convocata a distanza con google meet (tutti i 10 membri presenti) abbiamo esaminato le attività in corso e quelle in programmazione. Dall’incontro – aiutato tecnicamente dal socio Lucio Sportelli, che ringraziamo – sono scaturite le seguenti opinioni e proposte:

  • Siamo contenti di come stanno andando le iniziative di presentazione del nostro libro. Stiamo conoscendo nuove persone e realtà associative che ci consentiranno lo sviluppo di utili sinergie;
  • non riusciamo a coinvolgere persone giovani, se non in casi limitati. Per questo abbiamo deciso di studiare e promuovere iniziative specifiche (appena saranno mature) coinvolgendo Primola Cotignola e altri che hanno esperienza in merito;
  • presenteremo – marzo/aprile – il libro a Riolo Terme e Borgo Rivola con due iniziative che metteranno assieme il libro, il fiume e il Parco con la previsione di due camminate a piedi nel territorio;
  • domenica 14 Aprile – alle ore 18 – presenteremo il libro a Tebano. Locali ex scuola;
  • il 25 Aprile saremo, assieme a Primola, alla grande camminata della Liberazione. In specifico saremo a San Potito, dove, assieme agli Amici dei San Potito, organizzeremo una lettura itinerante di brani del libro e istalleremo sull’argine la Mostra dei Racconti del Senio. Avremo il nostro tavolo con il libro e le tessere 2024, a San Potito, a Masiera e a Rossetta;
  • continueremo ad individuare nuove sedi per la presentazione del Libro, con la perseveranza che ci caratterizza (Tebano, Solarolo, ancora Castel Bolognese, Faenza, Lugo, bar Senio di Cotignola, Masiera);
  • abbiamo socializzato l’incontro con l’artista creativo Oscar Dominguez per raccogliere idee per lo sviluppo qualitativo di Acque e Miracoli a Tebano. Cercheremo di perfezionare il progetto con il coinvolgimento dell’Arena delle Balle, iniziativa della quale ci piacerebbe continuare ad essere anteprima;
  • scriveremo una nota per esprimere il nostro punto di vista sul tema fiume da presentare alle Autorità che stanno lavorando per la sicurezza presente e futura e alle forze politiche che a Giugno si confronteranno per eleggere le nuove Amministrazioni comunali (quelle del Senio tutte, con eccezione di Riolo Terme e Faenza);
  • a fine febbraio chiuderemo le adesione all’albo dei collaboratori, siamo ancora in pochi (21), fatevi avanti;
  • tesseramento 2024: oggi, contiamo 72 adesioni e dobbiamo ancora cominciare. Grazie per il sostegno che ci date.

 

Venerdì sera nella sala Nolasco Biagi della Biblioteca comunale di Casola Valsenio, abbiamo presentato il libro E la vita scorre sul fiume, racconti dalle rive del Senio. Non avevamo mai promosso iniziative dell’associazione a Casola Valsenio e volevamo fare bella figura. Abbiamo trovato la squisita collaborazione dell’addetta che gestisce la biblioteca e potuto usufruire del gradito patrocinio dell’Amministrazione comunale.

La serata, oltre a parlare del libro accolto con favore, ci ha consentito di entrare in contatto con la questione dei sentieri distrutti dalla catastrofe di maggio. A Casola opera da tempo un nucleo di Cittadinanza attiva che, assieme agli Alpini e ad altri cittadini, avevano attrezzato negli ultimi anni una fitta rete di sentieri per chi ama frequentare le nostre belle colline. Sentieri presso che tutti feriti dalle tante frane.

Un notevole punto di interesse per la città di Casola Valsenio è costituito dal Parco fluviale lungo il Senio, gestito dagli Alpini veterani. Anche quel percorso, duramente colpito, oggi è presso che impercorribile. Ai danni arrecati si aggiunge un certo rilassamento psicologico dei volontari dovuto anche all’età che avanza e alla difficoltà del ricambio, così come in genere per tutte le esperienze di volontariato.

E’ stata compiuta una prima, meritoria, azione di ripristino dei sentieri col lavoro volontario di tante persone che si sono prodigate in un duro lavoro, mentre si sta cercando una proposta concreta per il ripristino del Parco fluviale. Maurizio Nati, l’amministratore intervenuto, ha fatto presente le tante difficoltà presenti. Ci sarebbe bisogno di un ruolo di maggiore perso da parte dell’Autorità del fiume e sopra tutto di una visione di insieme delle opere da compiere. Ha fatto giustamente presente come la tutela efficace del fiume debba partire dalla visione del bacino idrografico composto da fossi, da rii, da torrenti che portano acqua nell’asta principale. Per poi arrivare fino alla foce.

E’ stato annunciato per oggi un importante incontro con le Autorità che potrebbe portare a nuovi concreti impegni per la tutela del territorio e del fiume, compreso la questione del parco. Ci auguriamo che così possa essere.

A chiusura della serata abbiamo proposto agli Alpini, ai cittadini Attivi e alla comunità casolana tutta, una giornata di lavoro comune per la pulizia e la riattivazione del Parco fluviale. Consideriamo decisivo che le doverose opere di manutenzione per la sicurezza si combinino e si integrino con la tutela ecologica del fiume e con un suo uso a favore del bene comune.

 

 

La nuova normativa nazionale che riguarda le Associazioni prevede la tenuta dell’Albo dei collaboratori che va rinnovato ogni anno. Per collaboratori si intendono coloro che danno una mano nel corso di iniziative svolte dall’Associazione. Per le persone indicate nell’albo corrisponde l’Assicurazione Infortuni a carico dell’Associazione.

Nel 2023 raccogliemmo 30 adesioni. Grazie.

Con la presente chiediamo a tutti gli Amici del Senio: siete disponibili a fare parte dell’Albo dei collaboratori per l’anno 2024?

Ci attendiamo una risposta positiva da parte di tanti. E auspichiamo nuovi collaboratori (di cui abbiamo tanto bisogno, essendo molte le iniziative che vorremmo sviluppare).

Chi di voi vorrà accogliere questo appello ce lo comunichi con una mail a:

domenicosportelli@gmail.com

oppure a amicifiumesenio@gmail.com

o telefoni a Domenico cell 3400532380 – entro la fine di questo mese (febbraio). Ad inizio marzo avremo le prime iniziative e dovremo essere in regola.

Domenico Sportelli – presidente Associazione Amici del fiume Senio