Eravamo più di 50 persone domenica scorsa alla camminata dalla Diga steccaia al Mulino Scodellino. Un bel colpo d’occhio e l’anteprima di quello che potrà essere lo sviluppo del turismo lento, quando avremo la ciclo via del Senio.

Abbiamo camminato sopra l’argine del fiume in una condizione purtroppo disagevole per una manifestazione di alcuni proprietari confinanti i quali, lasciando crescere l’erba a dismisura, hanno voluto protestare contro un’opera pubblica – la ciclo via, appunto – attesa da decenni.

A questo proposito va detto che proprio lunedì, quindi il giorno dopo la camminata, sono iniziati i lavori per l’opera che allungherà di diversi chilometri il parco fluviale di Castel Bolognese e che si pone come anteprima della Ciclo via del Senio dalla collina al mare, opera completa in progettazione da parte delle Unioni dei comuni e che sarà candidata al finanziamento del Recovery Plan.

Dopo avere percorso un tratto di argine, il gruppo è passato dentro la città di Castel Bolognese dove, accolti dall’addetta al sistema museale castellano, la signora Martina Fabbri Nuccitelli – che ringrazio – abbiamo potuto prendere contatto con il Museo all’aperto dedicato ad Angelo Biancini.

Va riconosciuto che alternare la voglia di camminare alla conoscenza dei luoghi che si incontrano ha colto un buon interesse. La conclusione della camminata al Mulino Scodellino ha dimostrato ancora una volta quanto questo luogo di storia piaccia ai visitatori. Che hanno detto di essersi divertiti.

 

 

Ieri mattina abbiamo incontrato Massimo Isola, presidente dell’Unione dei comuni della Romagna faentina e sindaco di Faenza. L’incontro è stato utile per conoscerci e per consentirci di illustrare i nostri temi circa la valorizzazione del fiume Senio.

Al centro dell’interesse la ciclo via del Senio dalla collina al mare. Poi la rinaturalizzazione dell’area delle casse di espansione e il parco ambientale e naturalistico dei meandri del Senio fra Ponte del Castello e il ponte di Felisio.

Infine abbiamo posto il problema di dotare gli Amici del Senio di una sede e come questa potrebbe essere valutata a Tebano, collegandola all’idea della creazione di un primo info point del Senio.

Massimo Isola ha ascoltato con attenzione e, prendendo la parola, ci ha detto che il progetto esecutivo della ciclo via del Senio è uno dei sette progetti in cantiere da parte dell’Unione per candidarsi ai fondi del recovery plan. Ci ha poi indicato la figura di riferimento a cui rivolgerci per la conoscenza degli aspetti gestionali della vicenda.

Indubbiamente si tratta di una bella notizia alla quale daremo seguito con iniziative volte a dimostrare ancora più la validità della ciclo via sul piano economico e sociale per la vallata, da Palazzuolo ad Alfonsine.

Il Presidente ha manifestato interesse concreto e non formale anche sugli altri punti (casse di espansione, meandri e sede).

 

Così diceva Pavlena ancora negli anni settanta, parlando con gli amici del suo podere. Le ragioni le conoscerete quando andrete a visitare il Podere Pantaleone a Bagnacavallo, oggi diventata Area di Riequilibrio Ecologico.

Sabato scorso abbiamo organizzato una visita che è stata molto apprezzata. Due gruppi da venti persone, accompagnati da Roberto Fabbri, che gestisce l’area, e dai suoi collaboratori, nel rispetto delle norme covid (tracciamento, mascherine, distanziamento e igienizzazione) si sono sparsi in quella che pare una giungla inestricabile.

Percorrendo i piccoli sentieri ci si è dispersi per ammirare come si comporta la natura, se lasciata in pace. Certo, è fondamentale avere campi lavorati e produttivi. Occorre però ricordarsi anche di coltivare la biodiversità, se vogliamo salvare il pianeta.

Campi di questo tipo – non so dire quanti, ma dovrebbero sorgere ovunque dove esiste uno sfruttamento intensivo del terreno. Speriamo che la cosi detta Transizione ecologica di cui tanto si parla sia sostanziale e si ricordi anche di questo aspetto.

Nel Podere, da decenni, la natura evolve senza limiti e prescrizioni – salvo piccoli accorgimenti. Difficile descriverla, cambia ogni settimana. Il luogo non è quindi mai uguale a se stesso. La cosa migliore è visitarlo, anche più volte all’anno. Le visite sono gratuite, ma occorre telefonare e prenotarsi.

Nella presentazione della visita Prepariamoci a visitare il sito abbiamo descritto sommariamente quello che si può vedere. Non aggiungiamo nulla, perchè lo stimolo preferiamo rivolgerlo a caldeggiare le visite di persona.

Dicevo che la visita è stata apprezzata. E, crediamo, anche il lavoro degli Amici del Senio, visto che quasi tutti i partecipanti hanno deciso di associarsi, altri hanno contribuito con offerte volontarie a sostenere le nostre attività. Questo ci ha fatto molto piacere. Grazie a tutti.

Il prossimo appuntamento potrebbe essere una camminata dalla diga steccaia di Tebano al Mulino Scodellino, lungo il canale dei Mulini, a Castel Bolognese. Vi faremo sapere.

 

 

 

 

Avanti con Acque e Miracoli a Tebano.

Fuori dalle balle.

Con questa invettiva al virus, stiamo organizzando il ns appuntamento a Tebano 2021.

Il distanziamento ci porta alla riscoperta del territorio.

Bene, andremo, a piccoli gruppi, a cercare luoghi caratteristici, storici, di pregio paesaggistico e ambientale e lì metteremo in scena attrazioni di arte varia.

I nostri anfitrioni saranno le aziende del Polo tecnologico, i nostri collaboratori partecipi i cittadini di Tebano.

Punteremo su giovani artisti talentuosi, anche locali, per dare loro respiro e incoraggiarli verso un futuro migliore.

La date sono fissate per martedì 29 e mercoledì 30 Giugno.

Il luogo è quello tradizionale di Tebano. Più forte che mai la collaborazione Amici del Senio, Primola e Arena delle balle di Cotignola.

Il primo evento già programmato, in quanto frutto di un accordo con gli Amici del Molino Scodellino, è il Concerto per l’acqua – Pianoforte e Voce – che si terrà mercoledì 30 giugno alle ore 21 sulla diga steccaia leonardesca.

Il tutto, virus permettendo.

Continuano purtroppo gli episodi di intolleranza lungo le rive e gli argini del fiume Senio. Da anni denunciamo pubblicamente lo stato di disagio ti tanti cittadini che passeggiano o vanno in bici lungo il Senio. Io stesso sono stato oggetto di atteggiamenti poco cortesi per non dire altro. Messe di divieti, cartelli ferocemente intimidatori, pericolosi ostacoli lungo i sentieri, parole poco cortesi, cani di grossa taglia liberi di avvicinarsi e intimidire le persone.

In questo modo viene lesa la libertà delle persone e il diritto che hanno di vivere il territorio in cui risiedono. Gli ultimi episodi di intolleranza sono stati segnalati dal Ponte del Castello dove, procedendo sopra l’argine verso il ponte sulla via Emilia, giunti ad un certo punto pare si venga affrontati da un cane libero di grossa taglia, evidentemente addestrato, che ti tiene fermo anche per lungo tempo prima che arrivi il suo padrone e lo richiami. Configurando con questo atteggiamento, a nostro avviso, un gesto chiaramente intimidatorio.

Come associazioni Amici del fiume Senio pensiamo che sia giunto il momento di porre fine a questa assurdità. Segnaleremo questa problematica alle varie autorità affinchè la situazione sia valutata, chiarita e composta.

Esiste poi una seconda questione. La manutenzione del fiume Senio al Ponte del Castello ci pare essere non adeguata. Sappiamo che il Servizio di Bacino è lodevolmente all’opera nel tratto a nord del ponte. Da anni, se non erriamo, si dice che la salute di quel ponte e di quello della ferrovia non sia proprio così buona e che, quindi, occorra una continua vigilanza favorita certamente da una buona visibilità. In aggiunta, non siamo certi che a sud-ovest del ponte sulla Emilia sia così semplice in caso di emergenza potersi avvicinare all’argine.

Sottoporremo questi problema all’Autorità del fiume. Chiederemo quando si darà luce al ponte con adeguato intervento sulla vegetazione e se le norme di sicurezza (per tutti) in quel tratto siano corrispondenti alle norme.

Concludo con alcune foto di pochi giorni fa del bellissimo ambiente che si scorge lungo l’argine del Senio verso il Ponte del Castello (cliccate).

 

 

Il nostro bilancio. Cari Associati e simpatizzanti, da oltre un anno il Covid ci impedisce di svolgere con regolarità le nostre attività e questo penalizza le nostre modeste economie.

Tuttavia le spese fisse per gestire l’Associazione non sono calate, anzi. E’ giusto sappiate che il solo fatto di esistere ci costa circa 930 euro all’anno (costo assicurazione: 230; costo gestione sito: € 228; costo tenuta c/ in banca: circa 200 €; costo consulenza associativa Per gli altri: € 270).

Allora quello che vi chiediamo è di darci una mano, se volete, donandoci il 5 per mille della vostra dichiarazione dei redditi. Come sapete quello è un contributo obbligatorio; se scegliete a chi donarlo va al prescelto, se non scegliete il vostro contributo andrà spalmato proporzionalmente su coloro che hanno scelto.

Noi sappiamo che tutte le associazioni hanno bisogno. Non vogliamo spingere, quello che vi diciamo è che ci siamo anche noi. Tutto qua.

Per donarci il 5 mille scrivete nel Mod.730 (apposito spazio) il numero di Codice Fiscale della nostra associazione che è il seguente: CF 90033300394

L’altro modo per sostenerci è iscrivervi, costa 5 euro all’anno. Ringraziamo quei 30 di voi che l’hanno fatto in questi giorni.

Potete inviarci la quota con Satispay, cercando Amici del fiume Senio nella categoria Negozi;

  • oppure potete farci un bonifico intestato: Amici fiume Senio – Banca BCC – Filiale di Solarolo. Codice IBAN     IT58J0846267610000005033504   Causale: Tessera 2021;
  • oppure contattarci con mail a amicifiumesenio@gmail.com

Stamane il Carlino ha pubblicato la presa di posizione di alcuni cittadini contro il progetto di ampliamento del Parco Fluviale di Castel Bolognese. Tutti sanno quanto quell’opera, in funzione da quasi 15 anni, sia apprezzata dai castellani e non solo. Al punto che il comune alcuni anni fa decise di ampliarne di alcuni chilometri il percorso e di inserirlo in un progetto più generale di sviluppo della mobilità pedonale e ciclabile del territorio. Il progetto, per un’opera complessiva di circa 600.000 euro, si classificò terzo in un bando regionale, ed ottenne un finanziamento regionale di circa 300.000 euro, poi raddoppiato con risorse del comune.

Gli Amici del Senio, fra altri, vennero coinvolti nel percorso partecipativo e poterono dimostrare, sulla base della loro esperienza e del percorso di partecipazione sviluppato per anni, quanto sia importante e attesa una ciclo via lungo il Senio che colleghi la collina al mare. Un percorso capace di avvicinare cittadini e turisti alla nostra bella campagna, al lavoro dei contadini, allo sviluppo dei prodotti a chilometri zero e alla giusta filosofia della “Campagna Amica”.

Come Associazione Amici del Senio, auspichiamo che il lavori del tratto di ciclo via di Castel Bolognese, possano partire subito e concludersi nei tempi prefissati. Abbiamo notizie che altri comuni del Senio si stanno muovendo per progetti e investimenti coerenti nei loro territori. Noi li sosterremo perchè crediamo sia la via giusta per dare corpo e sostanza all’obbiettivo più vasto di ciclo via del Senio che noi chiediamo e a cui stanno lavorando le due Unioni dei comuni, faentina e della Bassa Romagna. Un progetto di grande valenza sociale ed economica, che dovrà essere partecipato, in grado di portare nuovi stimoli, esperienze e risorse all’economia locale, della campagna e delle città.

I temi posti dalla protesta, illustrati dall’articolo, sono a nostro parere legittimi, ma sbagliati in quanto la civile convivenza fra percorsi ambientali e campagna è ampiamente dimostrata da decenni. Innanzitutto dall’esperienza di Castel Bolognese, già in atto e senza problemi da quasi 15 anni, poi da tutte le ciclo vie oramai funzionanti in Italia e ovunque. Chi di noi non ha mai percorso le famose ciclabili nei meleti del Trentino?

Se a Castel Bolognese, lungo il Senio, un problema esiste è quello, anomalo, costituito dal fatto che l’area su cui sono stati costruiti gli argini e le golene sono di proprietà privata. Fatto questo che crea problemi non solo alla ciclo via, ma anche alla manutenzione del fiume. La regola e la ragione vuole che argini e golene siano pubblici, del demanio. Questo problema crediamo vada risolto per mezzo di un intervento della Regione. Sappiamo che il comune di Castel Bolognese e l’Autorità di Bacino si stanno muovendo. L’auspicio è che si possa arrivare quanto prima, nell’interesse di tutti, a dirimere questa questione.

Castel Bolognese – Parco fluviale

Vi mostro un filmato che pubblicizza la prossima entrata in funzione della ciclo via del Santerno https://www.ilrestodelcarlino.it/imola/cronaca/renderemo-la-ciclovia-il-perno-del-turismo-1.6034054 . Il titolo dice: Renderemo la ciclo via il perno del turismo.

Per tanti Amici del Senio, a partire da me che dirigo da dieci anni l’Associazione creata appositamente per sviluppare la partecipazione attorno all’idea di valorizzare il Senio e la sua vallata, questo annuncio suona beffardo.

Capiamoci bene. Siamo i primi a felicitarci con gli Amici del Santerno e le loro comunità per avere realizzato l’obbiettivo. L’annuncio suona per noi beffardo perchè il Senio è partito molto prima del Santerno con il percorso partecipativo che fin da subito mise in evidenza l’ampio consenso dei cittadini verso l’ipotesi di una ciclo via collina – mare realizzata lungo la vallata del Senio.

Ricordo quando diversi anni fa gli amici del Santerno ci contattarono per conoscere come ci eravamo mossi, con l’intento di sviluppare analogo movimento lungo il Santerno. Ne fummo felici, collaborammo, ma mai ci saremmo aspettati di vedere loro all’arrivo e noi del Senio appena partiti e oggi quasi fermi.

Un caro amico, amministratore in un comune della Bassa, poche settimane fa ci ha detto che lo stop del Senio deriva dal Covid e che oggi occorre riprendere a tessere la tela. D’accordo, il Covid ha inciso, ma è anche la ragione che ci porta a dire che occorre fare in fretta.

La nostra Associazione riprenderà a tessere la tela. Abbiamo chiesto un incontro al nuovo eletto presidente dell’Unione del comuni della Romagna faentina. Quando saremo ascoltati illustreremo lo stato dell’arte e le nostre idee di valorizzazione del Senio basate su questi punti:

  • Senio fiume di storia, arte e cultura;
  • un’area naturalistica per le casse di espansione;
  • la valorizzazione dei meandri del Senio;
  • l’ombelico del Senio;
  • la strada del foliage;
  • la ciclo via del Senio collina – mare.

Aggiungo che a nostro parere il progetto di ciclo via del Senio – che speriamo possa vedere la luce entro l’estate, almeno per quanto riguarda la sua fase preliminare – dovrà coinvolgere il comune di Palazzuolo, da dove il Senio nasce. Una comunità disponibile, che si dimostra ricettiva con idee e progetti.

Intanto, in attesa degli sviluppi, ci auguriamo che il progetto di ciclo via – finanziato da Comune e Regione – che riguarda un tratto del Senio nel comune di Castel Bolognese possa procedere speditamente e che si realizzi entro l’anno.

Infine, registriamo con soddisfazione che il comune di Casola Valsenio si sta muovendo con lavori che riguardano il loro parco fluviale e con idee di ciclo via relative al loro tratto di fiume. Da parte nostra la massima collaborazione.

 

A seguito della nota di ieri l’altro dove riportavo i contenuti dell’incontro con Servizio di Bacino e Sindaci sul tema della  Manutenzione del Senio, incontro positivo, sono pervenuti, via mail, alcuni interessanti commenti e contributi che desideriamo fare conoscere. Eccoli.

Leonardo Altieri – Docente universitario di Sociologia

Grazie Domenico, quanto scrivi è certamente interessante. Mi soffermo solo su un punto:

  1. verranno tagliati vegetazione e alberi in alveo, nella riva dell’alveo e per un’ampiezza di circa tre metri e mezzo nella parte di golena confinante con la riva. Questo per rendere possibile il transito dei mezzi per le opere necessarie di manutenzione della riva stessa;

Sono molto scettico su questa affermazione, per testimonianza personale!!!

Io credo di essere uno degli ultimi ad avere ricordi dell’argine oggi percorribile (dal Boccaccio a strada Rossi) fin dagli anni ’50. Lo frequentavo fin da bambino per motivi familiari e lo frequento tutt’ora (ricordo dove erano le passerelle, ricordo il boschetto con un grande abete verso i Rossi, la grande quercia con una ceramica della Madonna fra i rami, il rivolo che arrivava giù dai monti Coralli, ecc).

Ho osservato di persona il taglio di vegetazione e alberi effettuato qualche anno fa. Tutto fu fatto con ogni evidenza senza un criterio, venivano abbattuti alberi di bellissimo aspetto (ho ancora un video che riprende uno di questi assurdi abbattimenti) anche lontani dall’alveo ed altri misteriosamente invece lasciati lì. C’è da essere maligni in proposito: venivano abbattuti quelli il cui legno era vendibile… Certamente non c’era alcun controllo sulla ditta che faceva i tagli!!!

E la giustificazione era proprio la stessa: “per rendere possibile il transito dei mezzi per le opere necessarie di manutenzione”.

Che fosse una balla è evidente: dopo solo un anno e mezzo, là dove erano stati fatti tagli selvaggi, erano cresciuti arbusti e rovi in un groviglio inestricabile dove nessun mezzo può passare. Basta andare a vedere di persona dal Boccaccio in là per rendersene conto.

In passato poi ci avevano sempre insegnato che alberi robusti vicino all’alveo servivano per frenare le acque. Ora la cosa è ribaltata?

Ci vogliono criteri precisi, seri e convincenti per fare abbattimenti e tagli. Non bisogna assolutamente lasciare mano libera alla ditta appaltatrice che farà i tagli, ma controllarla assiduamente. Fare tagli un anno e lasciare tutto in crescita selvaggia poi per vari anni successivi non ha proprio senso.

Dico tutto questo perché sono affettivamente legato al nostro fiume

 NdR – Grazie per il contributo. Il tema della manutenzione del Senio dal Ponte del Castello a Tebano incontra difficoltà particolari derivate dal fatto che non essendo stato risolto a suo tempo (quando fecero gli argini) il tema delle proprietà, ora ci si trova di fronte a pesanti conflitti di competenza. Nel corso dell’incontro si è parlato sul come dirimere la questione e accolta la nostra proposta di costituzione di un tavolo regionale.

Fiume Senio – Verso il passo di Lungaia – Problemi.

Gabriella Costa – Palazzuolo – Esponente del CAART (Associazioni animaliste e ambientaliste regione Toscana)

Gentile Domenico, sono molto interessata a questo argomento di come ci si approccia alla gestione delle rive dei fiumi , ora si parla del Senio, ma qui a Firenze dove risiedo in inverno, per l’Arno stessa situazione spinosa.

Eppure è doveroso conciliare la sicurezza dei cittadini contro piene e disagi causati anche dai cambiamenti climatici in atto, con la BIODIVERSITA’.

Purtroppo ora si tende a tagliare tutto, alberi, arbusti, ecc. in tutto l’alveo per permettere un deflusso veloce dell’acqua, con l’aiuto di mezzi meccanici molto invasivi per l’habitat dei corsi d’acqua.

Si assiste alla distruzione di ogni forma animale, anfibi, uccelli, pesci.

In Arno le rive sono ormai tristemente deserte.

Come Associazioni ambientaliste abbiamo avuto incontri col Consorzio , ma i risultati dal nostro punto di vista sono pressoché nulli. Poi a causa dei grossi mezzi meccanici l’intervento è radicale.

Comprendiamo la necessità di mantenere la sicurezza dei cittadini, ma gli sfalci devono essere fatti rispettando la nidificazione degli uccelli e cercando di preservare la ricchezza dei fiumi. Il Senio in particolare, avendo il proprio letto spesso lontano dalle case, avrà sicuramente una ricchezza di biodiversità notevole, ed è vostro dovere preservarla.

In Toscana assistiamo impotenti e dispiaciuti alla trasformazione dei corsi d’acqua in tristi canali di scorrimento.

Anche a Palazzuolo eseguono gli sfalci due volte all’anno eliminando dalle rive ogni forma di flora e fauna.

La prego, come Presidente dell’Associazione Amici del Senio, di vegliare affinché si rispetti davvero la biodiversità presente nei corsi d’acqua, in particolare nel Senio, perché è necessario capire che solo il rispetto per la natura può FORSE salvarci dalla catastrofe che ci attende. E se permette non ci fidiamo più delle promesse dei politici.

Occorre che le persone capiscano che non sempre pulito è bello, a volte la mancanza di vegetazione può provocare l’erosione delle rive e peggiorare una situazione che vorremmo invece migliorare.

Grazie dell’attenzione.

NdR – Dispiace per questo male comune. Concordo con quanto lei afferma. Per tutto. Il tema della biodiversità è fra quelli fondanti per la nostra Associazione. Anche noi registriamo purtroppo ritardi da parte del mondo della politica ad assumere la valenza del tema. Anche per il Senio il tema della sicurezza viene posto in antitesi a quello della biodiversità. Solo ultimamente abbiamo registrato da parte dell’Autorità di Bacino un cambio di rotta interessante. Dovremo però verificare i fatti.

Palazzuolo – Fiume Senio – Com’era prima del taglio degli alberi.

Benito Brandolini – Camminatore
Buongiorno  Domenico, dove si potrebbe fare il collegamento pista ciclabile del Senio  col Lamone ?
Fino a Cuffiano e percorribile in bici? Argine sinistro o argine destro? Lì in zona c’era anche la passerella dei tedeschi, anni fa era chiusa , causa di uno in bici scivolato nel fiume.
Saluti.

NdR – Collegamento Senio – Lamone. A valle c’è. Dalla foce del Reno alla foce del Lamone, quindi da Casal Borsetti a Marina Romea la ciclabile è attiva. A monte occorre studiarlo. Posso dire che fra Brisighella e Casola dovrebbe essere ancora attivo il percorso ciclabile e pedonale chiamato la Corolla delle ginestre. Lungo i due fiumi i percorsi vanno cercati e inseriti in un progetto che poi dovrà essere finanziato. Ora lungo il Senio sono transitabili solo tratti. Nella zona di Cuffiano la situazione purtroppo non è migliorata. 

Fiume Senio – Posto pesca prima di Riolo Terme.

Ieri mattina ha avuto luogo l’incontro con il Servizio di Bacino del Senio e Santerno e Sindaci di cui abbiamo dato notizia nei giorni scorsi  Manutenzione del Senio. Presenti i dirigenti e tecnici ingegneri Claudio Miccoli e Caterina Mancusi, i Sindaci interessati e il sottoscritto invitato in rappresentanza degli Amici del Senio. Mancavano i Carabinieri della forestale. L’incontro è stato positivo.

Ho potuto constatare un cambio di strategia – penso, non solo comunicativa – da parte dell’Agenzia regionale per la sicurezza. Claudio Miccoli, aprendo la riunione, ha detto di puntare per il futuro ad un maggiore dialogo sui vari temi compreso quello degli sfalci e della vegetazione. Pensava sicuramente ai Comuni e ai portatori di interessi legati al fiume e al fatto che un coinvolgimento costruttivo potrà qualificare e accelerare i vari interventi.

L’oggetto della riunione erano i lavori da farsi quest’estate nel tratto di Senio fra il Ponte del Castello e l’Autostrada, una zona questa esclusa da molti anni dalla manutenzione e che quindi crea loro preoccupazioni. Lo stanziamento disponibile è di 266.000 euro come base d’asta. La somma non eccessiva consente di dovere fare delle scelte. Sono queste:

  • si agirà solo nell’argine di sinistra;
  • sarà sfalciata l’erba (e la vegetazione) sopra l’argine e nella parte esterna ed interna dello stesso;
  • verranno tagliati vegetazione e alberi in alveo, nella riva dell’alveo e per un’ampiezza di circa tre metri e mezzo nella parte di golena confinante con la riva. Questo per rendere possibile il transito dei mezzi per le opere necessarie di manutenzione della riva stessa;
  • saranno creati stradelli di accesso dall’argine alla riva.

Il problema tecnico-idraulico che devono risolvere è quello di operare un rallentamento delle fiumane in quel tratto, per evitare pericoli nella “bassa” dove il fiume scorre pensile. Pare che nel tratto in discussione l’acqua abbia eroso il fondo e che per quella ragione prenda velocità. L’obbiettivo è quello di fare in modo che l’acqua conquisti le golene e venga così rallentata. In questo può contribuire la vegetazione arborea che quindi va coltivata con criterio.

Ho fatto presente che quel tratto di fiume è fra quelli più interessanti dal punto di vista della biodiversità; che è in atto la proposta di trasformare le due grandi golene in area naturalistica e che la tutela degli alberi e la riforestazione di parte del territorio della nostra Regione fa parte degli obbiettivi strategici della stessa per la lotta all’inquinamento atmosferico e il riscaldamento del clima. La risposta di Caterina Mancusi è stata di comprendere tutto questo e che queste problematiche saranno tenute in dovuto conto. A conferma ha avanzato l’ipotesi che quella possa diventare un’area di riqualificazione fluviale con un apposito progetto Win Win della Regione. Mi sono sembrate queste dichiarazioni molto positive e sincere.

A latere dell’argomento principale i Sindaci hanno chiesto conto di diversi problemi che così riassumo.

Senio a valle (dopo Cotignola, fino al Reno):

  • il processo di manutenzione negli ultimi anni è stato accelerato;
  • adesso hanno disponibili 600.000 euro per manutenzione ordinaria e straordinario del tratto Fusignano – Alfonsine;
  • la volontà è quella di mantenere gli argini a prato, al momento garantiranno lo sfalcio due volte all’anno della sommità degli argini e di una volta all’anno la riva interna, si vedrà cosa si può fare per la riva esterna;
  • si cercheranno di produrre effetti di rallentamento dell’acqua ed effettueranno la piantumazione di piante (essenze) particolari.

Debbo dire che quest’ultimo aspetto mi ha piacevolmente sorpreso. Il sindaco di Fusignano Nicola Pasi ha insistito sul tema dello sfalcio dell’erba anche in esterno argine, ha detto della soddisfazione dei cittadini a percorrere la cime degli argini. Tutti abbiamo convenuto che rasare regolarmente l’erba due volte all’anno produrrebbe un fiume, oltre che più sicuro, anche più bello.

Tratto Ponte del Castello – ponte di Tebano. L’assessore di Castel Bolognese Dumas Minzoni ha posto il tema dello sfalcio e manutenzione di questo tratto, essendo note le difficoltà. Difficoltà ribadite dai tecnici e derivate dal fatto che – come abbiamo detto più volte – quando per iniziativa dei privati sono stati eretti quegli argini non è stato affrontato e risolto il tema delle proprietà, tant’è che in molti punti i frontisti vantano il diritto di proprietà non solo degli argini e delle golene, ma anche del letto del fiume. Questa situazione crea ostacoli oggettivi di diversa natura al lavoro del Servizio di Bacino, su cui non mi dilungo. Alla fine si è detto di volere produrre una iniziativa volta ad investire la Regione per dirimere una situazione irta di contenziosi che non ha alcuna ragion d’essere. L’assessore Dumas Minzoni recupererà le informazioni catastali necessarie e precise, poi l’idea avanzata è stata quella di chiedere un tavolo regionale e di sottoporre la questione al vaglio di Agenzia per la sicurezza e Assessore regionale ambiente e difesa del teritorio Irene Priolo. A me pare essere questa la soluzione giusta.

Casse di espansione Cuffiano/Tebano. Claudio Miccoli ha confermato che entro marzo prossimo sarà concluso l’iter della progettazione definitiva e che quindi si potrà partire col bando. Avremo modo di riparlare di questo tema e dei tanti problemi derivati da inadempienze di vario tipo, particolarmente a carico delle ditte escavatrici. Sarà quello il momento in cui rilanceremo l’idea di un parco naturalistico che comprenda l’intera area delle casse, come per altro previsto dalla VIA.

Frana di Biancanigo. Ho registrato la preoccupazione derivata dal fatto che “potrebbe di nuovo essere in movimento”. Il guaio sembra che a suo tempo sia stato determinato da una coltivazione sbagliata del terreno da parte del privato. Ha fatto qualche lavoro di bonifica, ma pare non sia bastato. Occorre la massima vigilanza.

Questo è tutto (cliccate le foto).