Con una lunga intervista di due pagine al tabloid della Bassa Romagna Gentes (n. 32 del 10 settembre), Claudio Miccoli torna da fresco pensionato sul tema della sicurezza dei fiumi. Egli è stato fino al primo aprile scorso il dirigente dell’Agenzia regionale Sicurezza del territorio e Protezione Civile con conseguenti competenze specifiche sul Bacino del Reno e sul Senio. Si tratta di una persona di grande esperienza con la quale alla fine, dopo anni di difficoltà, siamo riusciti a tessere un rapporto di confronto costruttivo. Fra le tante cose assai interessanti da leggere nella sua intervista, frutto della sua decennale esperienza sul campo, ne annotiamo due:

  • le casse di espansione del Senio entreranno in funzione nel 2025;
  • i percorsi ciclo pedonali sopra gli argini dei nostri fiumi si possono fare.

Casse di espansione. Secondo le mie indicazioni, dice Miccoli, il lavoro deve essere appaltato entro quest’anno (2021) e i lavori iniziarsi entro primavera-estate del prossimo anno (2022). Lavori che dureranno non meno di due anni e quindi possiamo parlare di inaugurazione nel 2025. Mentre è interessante la conferma che l’opera si farà, quello che ancora non è chiaro sono i tempi. E mi scuso se insisto.

Nel corso degli anni abbiamo capito che i lavori da fare – quindi gli appalti da accendere – sono due:

  • le arginature della seconda cassa – quelle non realizzate dalla ditta escavatrice e per quello denunciata dalla Regione – da realizzare a carico della Regione (Agenzia regionale Sicurezza del territorio e Protezione Civile);
  • le opere di adduzione delle casse al fiume – quelle finanziate per 8,5 milioni – senza le quali le casse non funzionano, per le quali occorre fare un bando europeo della presumibile durata di un anno – si è detto in passato – dopo di che ci saranno i tempi per l’affidamento dei lavori (credo).

Quando Miccoli afferma che i lavori debbono essere appaltati entro quest’anno (2021) penso si riferisca alle opere di adduzione, quelle che presuppongono un bando europeo della durata procedurale di un anno. Viene allora da pensare che il bando sia già stato emanato da tempo. Il fatto è che nell’apposito registro della Regione (pubblico) non troviamo traccia di questo bando.

Allora le domande che ci sentiamo di avanzare – lo proporremo anche a Gentes, qualora volesse continuare a seguire la questione – sono queste:

  • i lavori che deve fare la Regione – le arginature della seconda cassa – sono in corso di attuazione e quando termineranno?
  • quale è il crono programma per la realizzazione delle opere di adduzione (bando europeo – affidamento dei lavori – inizio e conclusione dei lavori.

Credo che la risposta a queste domande, dopo le affermazioni di Miccoli – che però nel frattempo è andato in pensione – debba essere fornita dall’Assessore regionale all’Ambiente e dal nuovo Dirigente dell’Agenzia (di cui purtroppo non conosciamo ancora nemmeno il nome).

Il percorso ciclo pedonale. Nella sua intervista Miccoli afferma che i percorsi pedonali sopra gli argini si possono fare. Vi invito a leggere con attenzione la precisa risposta di Miccoli alla domanda specifica (V foto a lato). Nella realtà questo è testimoniato dal fatto che il comune di Castel Bolognese nelle prossime settimane attiverà i lavori  per realizzarne sei chilometri nel suo territorio (fino alla diga steccaia di Tebano) finanziati al 50% dalla Regione.

Su questo punto purtroppo mi viene alla mente quando per diversi anni, alcuni sindaci della vallata, nel contrastare la nostra richiesta di ciclo via, ci hanno messo sul tavolo una lettera – della quale non conosciamo la genesi – della stessa Autorità del fiume che ne negava la possibilità.

Evidentemente esisteva un equivoco, un fraintendimento, oppure semplicemente il fatto che qualcuno ha cambiato opinione. Resta il fatto che se questo equivoco, chiamiamolo così, è potuto essere risolto grazie all’iniziativa degli Amici del Senio, forse a maggior ragione avrebbe potuto esserlo con l’intervento delle Amministrazioni comunali, guadagnando in tal modo qualche anno di tempo.

Continuando la nostra iniziativa per la sicurezza del Senio e le casse di espansione, chiederemo alla politica di avere risposte ai quesiti che abbiamo posto.

Per la ciclo via collina/mare organizzeremo presto un flash mob a sostegno del progetto che le Unioni si sono impegnate a realizzare.

 

 

Alcuni mesi fa il comune di Castel Bolognese ha promosso un bando per “Idee ricostituenti” da innervare nel territorio ai fini del suo sviluppo. Ha chiesto a tutti uno sforzo di partecipazione al quale abbiamo ritenuto giusto partecipare anche come Amici del Senio. Cosa che faremo anche a fronte di analoghe iniziative che altri comuni del Senio pensassero di mettere in campo e per le quali fosse richiesto di contribuire.

Abbiamo partecipato, ma non abbiamo vinto. Il nostro progetto, arrivato secondo, ha raccolto 16 voti da parte del pubblico, contro i 21 del vincitore. Pur tuttavia rimane un progetto valido, da considerare in futuro, qualora l’Amministrazione comunale decida di vagliare non solo la prima idea, ma anche quelle altrettanto valide, oggetto del processo di partecipazione.

L’idea presentata da parte nostra – e che qui esponiamo – è quella di attuare una rete di percorsi nel territorio di Castel Bolognese e dintorni per la salute, la lentezza, la gioia di vivere. Per scoprire e valorizzare la storia, il lavoro, i sentimenti di una comunità. Per ricostituire la memoria del nostro territorio e conoscere il nuovo paesaggio derivante dal rapporto fra il lavoro dei contadini e la natura.

Il progetto ha come titolo:

Alla ricerca dello spazio perduto. Crinali e chiese, fiumi e laghetti, città e campagna.

Questi i percorsi proposti, utilizzando la rete già in corso (strade, stradelli, carraie, sentieri).

1 – Dal Mulino Scodellino alla diga steccaia leonardesca. Giro ad anello di 21 km. Partenza: stazione Fs, Mulino Scodellino, argine del Senio per via Gradasso, diga steccaia leonardesca. Ritorno lungo la ciclopedonale del Senio fino al Boccaccio, monumento Sminatori, piazze di Castel Bolognese e Museo all’aperto Angelo Biancini, stazione Fs.

2 – Il percorso delle ginestre. Da Riolo Terme a Castel Bolognese lungo il crinale di monte Ghebbio (Km 15 circa). Punto partenza Castel Bolognese in pullman di linea fino alla stazione di Riolo Terme. Si sale il Mazzolano, si prosegue lungo la stradina per monte Ghebbio e Campolasso. Poi per via Pozze, via Zirona, via Marchesina vecchia e si arriva alla zona sportiva di Castel Bolognese.

3 – Il crinale vista valle, Gessi e laghi. Dai Vernelli verso Pideura e ritorno per la strada del foliage. Partenza Tebano.

4 – Il giro dei vulcanetti della Serra.  Partenza dalla chiesa della Serra. Si scende ai vulcanetti, si prosegue verso sud lungo il rio Sanguinario fino alla corrispondenza di Campolasso. Si sale fino al crinale da cui si torna alla chiesa della Serra.

5 – Il giro delle Parrocchie di campagna. Partenza da qualsiasi parrocchia. L’idea è quella di un percorso indicato, che ponga in relazione, percorrendo le strade esistenti, le chiese di: Pace, Casalecchio, Borello, Serra, Campiano, Tebano, Biancanigo e Pace. Il percorso toccherebbe le principali Cantine di Castello, allora si potrebbe pensare di omaggiare chi lo percorre di una bottiglia di vino con etichetta dedicata.

6 – Altro percorso potrebbe essere, con partenza dalla zona Sportiva: via Marchesina vecchia, Biancanigo, Parco fluviale, via Boccaccio, Castel Bolognese.

7 – Da ponte a Ponte. Alla scoperta dei meandri del Senio dal Ponte del Castello al ponte di Felisio, con ritorno sull’altro argine.

8 – Sarebbe opportuno dotare di cartellonistica dedicata il Percorso della 50 km di Romagna – corsa oramai famosa in tutta Europa – per aiutare a percorrerla (piedi o bici) in qualunque giorno dell’anno.

Infine segnaliamo l’opportunità di realizzare due guadi o ponti ciclopedonali del Senio – uno verso Casale – l’altro in corrispondenza della Pocca e verso la ex cava Falcona e i Vernelli.

Il primo passo per realizzare questo progetto potrebbe consistere nel verificarne la fattibilità, tramite incarico ad uno studio professionale di giovani. Poi la progettazione di un sistema di cartellonistica coordinato, tenuto conto che per quanto riguarda la percorrenza sarebbe possibile fare completo riferimento ad infrastrutture già presenti .

Concludo dicendo che questo schema pensato per il comune di Castel Bolognese può essere la traccia per analoghe iniziative in tutti i comuni della vallata del Senio. L’Associazione Amici del Senio potrà offrire il sostegno dell’esperienza realizzata sul campo in questi anni.

Domenico Sportelli

Oggi un giornale locale affronta il tema della siccità. Purtroppo si limita a riportare il parere di un esponente sindacale, senza però entrare dentro al problema. Esso afferma che bisogna trattenere l’acqua in inverno lungo i fiumi. Vorrei ricordare che le oramai famose Casse di espansione del Senio, oltre a proteggere la Bassa Romagna in caso di forti piogge in Appennino, sono progettate anche per contenere acqua – milioni di metri cubi di acqua – per rilasciarla al fiume in estate in caso di necessità.

L’avvio dei lavori per le casse di espansione è di circa venti anni fa. Da circa dieci anni una è completata e sono finanziate le opere di adduzione  casse/fiume per oltre 10 milioni di euro, cifra ingentissima. Da circa cinque anni l’Ente di bacino, che dipende dalla nostra Regione, afferma ogni anno che di lì a qualche mese la Regione avvierà i lavori per completare la seconda cassa e che contemporaneamente potrà partire il bando europeo per l’assegnazione dei lavori di adduzione e che dopo circa un anno potranno partire. Ho messo parecchi circa, perchè non credo competa agli Amici del Senio documentare la precisione, cosa che invece, se lo vorrà, potrà fare la stampa, consultando le fonti.

Mi chiedo a che gioco si stia giocando. Si afferma che i cambiamenti climatici porteranno alla distruzione del pianeta, se non si affronta subito il problema. Si sa, oramai si vede, che la siccità è uno dei primi segnali del tema surriscaldamento e che l’acqua sarà la risorsa decisiva per resistere. L’Emilia e Romagna, fra altro, ha deciso di mettere soldi propri, assieme ai tanti che ha stanziato il Governo, per trattenere in inverno l’acqua del Senio e rilasciarla in estate quando l’agricoltura ne avrà bisogno. Allora la domanda é cosa aspetti la Regione a realizzare quegli invasi, decisi da anni e già finanziati. E’ troppo chiedere una risposta a questa domanda?

Aggiungo che di fronte al tema siccità e surriscaldamento – da cui deriva – ognuno dovrebbe fare la propria parte. E torno al tema delle casse di espansione – di milioni di metri cubi di acqua che la nostra campagna in questi giorni potrebbe avere, se fossero state realizzate – per chiedere perchè nessuno si interessa a questo tema. Perchè non i sindacati di categoria? Perchè non i contadini che potrebbero stimolare un argomento ben più importante dei presunti danni arrecati da quelle poche persone che una volta ogni tanto transitano per una loro carraia? Perchè non le forze politiche che governano la nostra Regione? Perche non le forze di opposizioni le quali mancano così clamorosamente alla loro funzione?

 

 

 

 

 

Sono 14 i racconti del Senio arrivati alla segreteria del concorso. Pochi o tanti non so, sono questi. Adesso il lavoro passa alla giuria. Tre docenti stanno definendo i criteri per stilare la graduatoria e assegnare i premi. Lavoreranno il mese di agosto, nel frattempo decideremo come concludere l’iniziativa.

Vorremmo che il lavoro fosse utile e che ne rimanesse traccia. Accettiamo consigli. Possiamo pensare ad un’antologia dei racconti del Senio? Casomai ampliata da una selezione di racconti già pubblicati? Dite la vostra.

Abbiamo dotato il concorso di premi. Anche consistenti, visto le nostre scarse disponibilità. L’abbiamo fatto perchè riteniamo giusto riconoscere il valore della cultura e premiare lo sforzo di chi si applica per promuoverla.

Sarebbe utile che qualcuno ci desse una mano, anche economicamente. Che so, un’azienda della vallata, una cantina che volesse promuovere una sua etichetta, un’attività che volesse legare il proprio nome al Senio e alla cultura. Non serve molto, ma sarebbe di buon aiuto.

Un sincero ringraziamento alle persone che hanno scritto e a quanti stanno collaborando alla buona riuscita dell’iniziativa, a partire dai tre professori che formano la giuria.

 

 

Con questa nota rendiamo noto pubblicamente il nostro bilancio economico finanziario relativo all’anno 2020. Questa la sintesi del bilancio approvato dai soci nel corso dell’assemblea svolta ieri sera, 28 luglio.

Come vedete nel 2020 abbiamo registrato un disavanzo di esercizio di 446 euro che l’assemblea ha deciso di ripianare a scapito del fondo di riserva che così passa da 2.424 euro a 1.977 euro.

Purtroppo questo risultato era previsto. La pandemia ha inciso negativamente limitando l’attività dell’Associazione, incidendo così nel numero degli iscritti passato dai 113 del 2019 ai 76 del 2020 (per fortuna nel 2021 siamo già a 111) e diminuendo la possibilità di introiti dovuti ad attività sociali. Mentre le spese gestionali fisse (circa 800 € all’anno) sono rimaste inalterate.

Dobbiamo dire che nonostante la pandemia nel 2020 non siamo rimasti fermi. Quando le regole ce lo hanno consentito ci siamo mossi, ascoltando il dovere morale di non arrenderci alle difficoltà e reagendo. Abbiamo promosso iniziative pubbliche importanti a Palazzuolo sul Senio e a Tebano e diverse camminate di fiume. Siamo stati presenti sul tema della solidarietà e promosso una iniziativa che ha portato a piantare oltre 500 alberi lungo la valle del nostro fiume. Abbiamo proseguito con impegno le nostre iniziative sui temi della ciclabile del Senio e della sicurezza, con particolare riferimento alle Casse di espansione.

Nel corso dell’assemblea alcuni soci hanno fatto presente le difficoltà crescenti a carico delle Associazioni più piccole derivate dal costante aumento della burocrazia e dalla contrazione delle attività derivate dal covid. Un grido di allarme che deve essere ascoltato e valutato. Alcuni hanno suggerito che le Pro Loco potrebbero assumere una funzione di ombrello protettivo atto a salvare il prezioso tessuto associativo presente nei comuni, che rischia di sparire.

In riferimento al bilancio, desidero fare notare la voce 5 per mille. Nei prossimi mesi incasseremo 601 € relativi alle sottoscrizioni relative alle denunce dei redditi 2018 e 2019. Desideriamo ringraziare con gratitudine tutte le persone che ci hanno donato questo contributo. Vi faremo sapere presto come spenderemo questa entrata che non andrà a coprire spese ordinarie, ma che sarà destinata ad investimenti di carattere sociale per il bene comune.

Concludiamo questa nota con gli impegni di lavoro che abbiamo deciso per i prossimi mesi, così riassunti:

  • Concluderemo nei tempi fissati il lavoro de I racconti del Senio;
  • promuoveremo un flash mob sui ponti del Senio per sensibilizzare la popolazione e sostenere l’impegno dei comuni per la progettazione della ciclo via del Senio;
  • indiremo una giornata di raccolta delle mascherine e plastica abbandonata che potrebbero essere portate dal Senio al mare, con i danni che potete immaginare;
  • svilupperemo un calendario di camminate sul Senio, da Ponte a ponte;
  • lavoreremo sul tema della costruzione di una mappa della comunità del Senio a partire dai luoghi da cui riceviamo idee e contributi, al momento il Borgo dei Crivellari e San Potito;
  • attiveremo una Cena sociale per sostenere economicamente gli Amici del Senio.

Questo è tutto e … continuate a sostenerci.

 

La solita bella cornice di paesaggio, ambiente, colori, ma come se il covid l’avesse coperta di ruggine. Meccanismi complicati oltre al solito, energie forse calate. Va detto che solo la grande generosità di alcuni Amici del Senio, ha reso l’evento possibile. Si credeva in meccanismi oliati, ma così non è stato. Ho creduto forse che la generosità fosse una dote divina e che si potesse espandere, particolarmente dopo le dure vicende della pandemia, invece no. A conferma del fatto che non è detto che si esca migliori dalla dura prova che stiamo attraversando.

Mai ho fatto così tanta fatica a mettere in fila le varie cose da fare. Forse anche un segno dei tempi di cui dovrò necessariamente tenere conto. E’ vero, una volta allentatasi la morsa del virus, ci siamo sentiti in dovere di agire nel proporre iniziative che consentissero ai cittadini di tornare ad una vita quasi normale. Ci siamo mossi con generosità, cogliendo gli stimoli di alcune amministrazioni comunali e contando sullo spirito associativo e solidaristico che anima tante persone. Abbiamo deciso di fare rete, di contaminarci, di unire le forze con altri e di mettere in campo nuove idee. La scelta è stata positiva e va certamente proseguita, ma le differenze di impostazione e tal volta le incomprensioni non hanno facilitato il cammino.

Poi le difficoltà che possiamo chiamare di contesto. Da quelle burocratiche nell’evadere le varie pratiche comunali all’agnosticismo incontrato da una piccola parte del mondo agricolo. Diciamo con chiarezza che senza i contadini di Tebano Acque e Miracoli non ci sarebbe. Il loro contributo di idee e di operatività, la loro fattiva collaborazione è stata ed è tutt’ora decisiva. Gli agricoltori sono una componente molto importante dell’economia della vallata che dimostra di sapere stare all’interno di un processo che crea benessere. Guardando al futuro occorre riflettano sul fatto che il turismo lento, quello dei luoghi, delle esperienze, del chilometri zero, della particolare vivibilità dei piccoli centri sta acquisendo una valenza molto importante. Quindi quanto di bello e di buono anche loro creano, ed è tanto, è opportuno entri in contatto armonico con il territorio e tutte le sue componenti professionali, culturali, associative. In un tutt’uno che si tiene. Ostacolare il ragionamento che porta ad accogliere i nuovi turisti, anche con nuove infrastrutture come le ciclo vie, sarebbe un errore.

Tornando al nostro Acque e Miracoli – fuori dalle balle – eravamo vincolati ad una presenza max di 199 persone. Non abbiamo quindi spinto l’acceleratore sulla pubblicità. Forse le 199 persone sono state comunque presenti, non le abbiamo contate, ma potevamo aspettarci qualcosa di più. Forse carenze nel programma, forse la concomitanza di tanti altri eventi faentini. Di certo non ci ha aiutato il sistema di ristoro. Non avendo potuto offrire la nostra tradizionale birra alla spina ci ha nuociuto. Così come per il cibo: non avendo potuto ammannirlo in proprio, ci siamo appoggiati a strutture del luogo che hanno lavorato molto bene, ad un costo limitato, ma che non ci ha consentito normali ricarichi per fare fronte alle spese complessive.

Quindi oltre ai problemi generali che prima evidenziavo, registriamo anche la difficoltà nel riuscire a fare quadrare i conti. Per fortuna abbiamo gli sponsor del Polo Tecnologico che anche quest’anno ci daranno una mano e l’Unione dei comuni che ha deliberato a favore della nostra iniziativa un contributo dal Bando della cultura al quale ci siamo rivolti a tempo debito.

La cosa però da dire, e questo senza tema di essere smentiti, è che le persone che hanno partecipato si sono divertite del godere di un ambiente accogliente e bello, con diverse suggestioni e un bel clima coinvolgente. Camminate e musica, mediate dalla cultura e dallo spettacolo di artisti di buon livello, hanno creato serenità nelle persone. E questo è ciò che conta in questa fase. Poi per il futuro occorrerà sempre lavorare per migliorare, cosa che faremo certamente.

In fine ringrazio con la mente e con il cuore tutte le persone che hanno collaborato alla creazione e gestione dell’evento. A chi ci ha aiutato fornendoci l’occorrente, a chi ci ha messo a disposizione gli spazi per le nostre camminate e attività e agli artisti che per il loro lavoro hanno ricevuto un compenso contenuto, consci delle difficoltà del momento per tutti.

 

Martedì 29 e mercoledì 30 giugno 2021, gli Amici del Senio e Primola Cotignola propongono la quinta edizione di Acque e miracoli a Tebano. L’evento è l’anteprima di collina dell’Arena delle balle di Cotignola. Si avvale della collaborazione del Polo tecnologico di Faenza. Fa parte delle rassegne comunali estive Faenza estate, Castel Bolognese semplicemente e della rassegna ProSenio promossa dal Mulino Scodellino.

L’ingresso è a OFFERTA LIBERA (eccetto il Concerto per l’acqua).

Questo il programma.

MARTEDI’ 29 GIUGNO

Ore 18,30 – Apre la Pesa Osteria, punto ristoro all’aperto delle due serate, presso il piazzale della sede di Terre Naldi (di fronte alla Chiesa).

I prodotti, offerti come cibo da strada, sono confezionati da Bottega Novella e da Tiziana Rosticceria. Potrete assaggiare: crescioni con pomodoro mozzarella – erbe – patate e salsiccia;  melanzane alla parmigiana; crocchette di pollo e maionese fatta in casa; panino con farina dello Scodellino farcito con porchetta, pomodoro e rucola; cavatelli con farina dello Scodellino con pomodorini, rucola e grana; panzanella (pane toscano raffermo, pomodoro, basilico, cetrioli, cipolla rossa); dolcetti. Avremo il tavolo della degustazione di vini etichette locali (bicchiere e bottiglia). Poi birra in lattina e minerale in bottiglietta.

Ore 18,45 – Andremo a piedi all’Infernotto e ritorno (2 km). Vedremo i massi dell’antica Torre di Tebano in un luogo panoramico di meditazione, sostenuti dall’approccio alla pratica Yoga. Mediteremo con Mariolino, Sara, Mario di Primola. Occorre prenotarsi al cell 3669136784 (Laura).

Ore 20Concerto acustico di Maestri e Allievi della scuola di Musica Sarti di Faenza. Nel Santuario di Tebano, Ana Maria Garcia Ramirez (chitarra), Gilberto Ceranto e Francesco Bassetti (violino), Francesca Bassan (viola), Liam Baldisserri (oboe), ci guideranno all’ascolto di opere di Molino trio op.4 n.1 (Allegro moderato, Romance, Rondeau) e A. Vivaldi dal concerto RV 103 (Allegro cantabile e Largo). Dolce armonia fra musica, artisti e territorio.

Siamo particolarmente contenti di avere incontrato la Scuola di Musica “Giuseppe Sarti”. Esiste a Faenza dal 1892 ed ha sempre svolto un ruolo di fondamentale importanza per la vita culturale della città. Con oltre 400 studenti iscritti e 38 docenti, è diventata un vero e proprio punto di riferimento per la cultura musicale faentina, un centro di alto livello attento a tutte le dinamiche culturali e sociali del tessuto cittadino.

Ore 21.30 – Il trio acustico romagnolo Sunador, accompagnerà Giuseppe Sangiorgi e Alfonso Nadiani in Sotto le lenzuola non c’è miseria. Ci divertiremo certamente con la qualità della musica e con l’arguzia dei due scrittori romagnoli.

MERCOLEDI’ 30 GIUGNO

Ore 18,30 – apre la Pesa Osteria.

Ore 18,45 – A piedi ai laghi di campagna con violino (4 km). Acqua dolce, dolce acqua dove vai?  Amici estrosi ed esperti naturalisti ci guideranno alla scoperta della natura che si sta creando in quella zona molto particolare. Occorre prenotarsi cell 3669136784 (Laura).

Ore 20. A spasso per carraie e campi con il collettivo romagnolo di musica folk acustica dei Musicanti improvvisi.

Ore 21 – Concerto per l’acqua. Nello splendido scenario della diga Steccaia, dove nasce il Canale dei Mulini, il duo internazionale Angela Gandolfo (soprano) e Roberto Barrali (pianoforte), in collaborazione con ParmaOperArt, si esibirà in un concerto di musica classica. Siamo molto contenti di ospitare in Acque e miracoli questo evento organizzato dal Mulino Scodellino nell’ambito della Rassegna ProSenio. In questo caso la prenotazione è obbligatoria, con biglietto di ingresso. Info scodellino@gmail.com (cell 3396487370).

La scena degli eventi ospiterà istallazioni di land art dedicate al paesaggio e all’ambiente.

In tutta l’area vige l’obbligo del rispetto norme anti covid e il divieto di fumare.

Avremo il tavolo degli Amici del Senio dove potrete informarvi sulle nostre attività, sulla ciclo via del Senio e aderire o rinnovare l’adesione 2021 (5€), assai gradita.

Per le due camminate consigliamo di calzare scarpe adeguate, indossare pantaloni lunghi, portare con se acqua. Sono brevi e adatte a tutti, ma occorre essere in buona salute.

Info evento: (Laura 3669136784, Domenico 3400532380, Silvio 3332011377). Per scriverci amicifiumesenio@gmail.com

Eravamo più di 50 persone domenica scorsa alla camminata dalla Diga steccaia al Mulino Scodellino. Un bel colpo d’occhio e l’anteprima di quello che potrà essere lo sviluppo del turismo lento, quando avremo la ciclo via del Senio.

Abbiamo camminato sopra l’argine del fiume in una condizione purtroppo disagevole per una manifestazione di alcuni proprietari confinanti i quali, lasciando crescere l’erba a dismisura, hanno voluto protestare contro un’opera pubblica – la ciclo via, appunto – attesa da decenni.

A questo proposito va detto che proprio lunedì, quindi il giorno dopo la camminata, sono iniziati i lavori per l’opera che allungherà di diversi chilometri il parco fluviale di Castel Bolognese e che si pone come anteprima della Ciclo via del Senio dalla collina al mare, opera completa in progettazione da parte delle Unioni dei comuni e che sarà candidata al finanziamento del Recovery Plan.

Dopo avere percorso un tratto di argine, il gruppo è passato dentro la città di Castel Bolognese dove, accolti dall’addetta al sistema museale castellano, la signora Martina Fabbri Nuccitelli – che ringrazio – abbiamo potuto prendere contatto con il Museo all’aperto dedicato ad Angelo Biancini.

Va riconosciuto che alternare la voglia di camminare alla conoscenza dei luoghi che si incontrano ha colto un buon interesse. La conclusione della camminata al Mulino Scodellino ha dimostrato ancora una volta quanto questo luogo di storia piaccia ai visitatori. Che hanno detto di essersi divertiti.

 

 

Ieri mattina abbiamo incontrato Massimo Isola, presidente dell’Unione dei comuni della Romagna faentina e sindaco di Faenza. L’incontro è stato utile per conoscerci e per consentirci di illustrare i nostri temi circa la valorizzazione del fiume Senio.

Al centro dell’interesse la ciclo via del Senio dalla collina al mare. Poi la rinaturalizzazione dell’area delle casse di espansione e il parco ambientale e naturalistico dei meandri del Senio fra Ponte del Castello e il ponte di Felisio.

Infine abbiamo posto il problema di dotare gli Amici del Senio di una sede e come questa potrebbe essere valutata a Tebano, collegandola all’idea della creazione di un primo info point del Senio.

Massimo Isola ha ascoltato con attenzione e, prendendo la parola, ci ha detto che il progetto esecutivo della ciclo via del Senio è uno dei sette progetti in cantiere da parte dell’Unione per candidarsi ai fondi del recovery plan. Ci ha poi indicato la figura di riferimento a cui rivolgerci per la conoscenza degli aspetti gestionali della vicenda.

Indubbiamente si tratta di una bella notizia alla quale daremo seguito con iniziative volte a dimostrare ancora più la validità della ciclo via sul piano economico e sociale per la vallata, da Palazzuolo ad Alfonsine.

Il Presidente ha manifestato interesse concreto e non formale anche sugli altri punti (casse di espansione, meandri e sede).

 

Così diceva Pavlena ancora negli anni settanta, parlando con gli amici del suo podere. Le ragioni le conoscerete quando andrete a visitare il Podere Pantaleone a Bagnacavallo, oggi diventata Area di Riequilibrio Ecologico.

Sabato scorso abbiamo organizzato una visita che è stata molto apprezzata. Due gruppi da venti persone, accompagnati da Roberto Fabbri, che gestisce l’area, e dai suoi collaboratori, nel rispetto delle norme covid (tracciamento, mascherine, distanziamento e igienizzazione) si sono sparsi in quella che pare una giungla inestricabile.

Percorrendo i piccoli sentieri ci si è dispersi per ammirare come si comporta la natura, se lasciata in pace. Certo, è fondamentale avere campi lavorati e produttivi. Occorre però ricordarsi anche di coltivare la biodiversità, se vogliamo salvare il pianeta.

Campi di questo tipo – non so dire quanti, ma dovrebbero sorgere ovunque dove esiste uno sfruttamento intensivo del terreno. Speriamo che la cosi detta Transizione ecologica di cui tanto si parla sia sostanziale e si ricordi anche di questo aspetto.

Nel Podere, da decenni, la natura evolve senza limiti e prescrizioni – salvo piccoli accorgimenti. Difficile descriverla, cambia ogni settimana. Il luogo non è quindi mai uguale a se stesso. La cosa migliore è visitarlo, anche più volte all’anno. Le visite sono gratuite, ma occorre telefonare e prenotarsi.

Nella presentazione della visita Prepariamoci a visitare il sito abbiamo descritto sommariamente quello che si può vedere. Non aggiungiamo nulla, perchè lo stimolo preferiamo rivolgerlo a caldeggiare le visite di persona.

Dicevo che la visita è stata apprezzata. E, crediamo, anche il lavoro degli Amici del Senio, visto che quasi tutti i partecipanti hanno deciso di associarsi, altri hanno contribuito con offerte volontarie a sostenere le nostre attività. Questo ci ha fatto molto piacere. Grazie a tutti.

Il prossimo appuntamento potrebbe essere una camminata dalla diga steccaia di Tebano al Mulino Scodellino, lungo il canale dei Mulini, a Castel Bolognese. Vi faremo sapere.