Martedì 11 gennaio ci siamo ritrovati come Associazione, parte in presenza e altri da remoto, per impostare l’attività del 2022. In 20 persone, armate di buone intenzioni e di passione, abbiamo discusso e assunto questo orientamento.

A – Al centro dell’attività di quest’anno metteremo i temi delle Casse di espansione e della ciclo via del Senio con accanto la parola d’ordine mutuata dalla storia: se non ora quando? Su questi temi intimamente connessi fra loro, promuoveremo un flash mob sui ponti del Senio e una Conferenza pubblica. Saranno iniziative PER spingere la realizzazione di due opere già da tempo al centro degli impegni della Regione e delle Amministrazioni comunali locali.

B – Abbiamo confermato Acque e Miracoli a Tebano con un giudizio positivo sulle edizioni passate e con la premessa di migliorarci ulteriormente. Confermiamo il sodalizio con l’Arena delle Balle e la miscela: arte, cultura, spettacolo, territorio, leggerezza.

CCamminate. Vorremmo farne di più. Partiremo la scoperta delle “buone erbe selvatiche di fiume” ad Alfonsine. Poi un “da ponte a ponte” fra Fusignano e San Potito. Continueremo a Solarolo con la sperimentazione di un “percorso città-fiume”. A Solarolo proporremo anche una incontro sulle tematiche ambientali partendo da alberi e parco dei laghetti del Senio. A Castel Bolognese cammineremo sul nuovo tratto di ciclo via del Senio voluto dall’Amministrazione comunale e i cui lavori sono stati appaltati.

D – Lavoreremo per 2 giorni di iniziative a Palazzuolo dove il comune ha ottenuto il finanziamento per il sentiero che porta alla sorgente del Senio.

E – Affronteremo il tema delle Raccolte storico didattiche del Novecento presenti lungo la vallata del Senio per aiutarle a delineare il proprio futuro.

F – Ci impegneremo per portare a termine il libro Raccolta dei racconti del Senio e la prima Guida del Senio.

G – Nei prossimi giorni lanceremo il Tesseramento 2022 e la campagna di sensibilizzazione per la donazione del 5 per mille agli Amici del fiume Senio.

Nel corso della riunione sono venuti alla ribalta con forza il temi della manutenzione del Senio (inadeguata nella forma e nella sostanza) e dell’acqua che viene sottratta al fiume con tutte le conseguenze che vediamo. Temi reali verso i quali ci siamo impegnati a prestare maggiore attenzione.

Stamane sul Carlino una bella notizia (cliccate sulla foto per leggere). I comuni della Bassa Romagna hanno deciso di riattivare la vecchia “pungela” sul fiume Santerno, presso Villa San Martino. Vi invito a leggere le ragioni di questa scelta che sono esattamente quelle per cui gli Amici del Senio vorrebbero fosse riattivata la “pungela” sul Senio di Tebano. Quella che univa la vallata del Senio fra Tebano e Villa Vezzano.

Abbiamo posto il problema in passato e lo riproporremo, sperando di riuscire ad essere degni almeno di una risposta. La soluzione potrebbe essere ricercata nel progetto delle Casse di espansione e della Ciclovia del Senio, assieme alla rinaturalizzazione dell’intera area.

Stiamo cercando notizie storiche di quel manufatto che ci risulta sia stato realizzato negli anni cinquanta. Ci farebbe piacere che chi ha dei ricordi ce li facesse conoscere. Così da potere meglio sostenere la richiesta.

 

Informiamo che la consegna delle piante della Regione nell’ambito dell’iniziativa Alberi Persone Musica è rinviata. La ragione è che al momento non sono stati ancora perfezionati i rapporti fra vivaisti e Regione, cosa che si ritiene possa avvenire, celermente dopo le “feste”.

Le persone che avevano prenotato le piante (34) sono state informate con mail. Appena tutto sarà a posto informeremo circa la nuova data della consegna.

Intanto possono continuare le prenotazioni.

E’ vecchia, ha più di 500 anni e ogni tanto ha bisogno di manutenzione. Si tratta della storica diga di stecchi che alza l’acqua del Senio di circa 4 metri a Tebano per consentire la presa del Canale dei Mulini.

Il Consorzio di Bonifica che ha il compito di gestire l’acqua del canale, ha anche il compito di mantenerla in efficienza. Ha il merito di farlo mantenendo le caratteristiche di quando fu eretta, molti secoli fa.

Alcune settimane fa i ragazzi del Consorzio l’hanno sistemata, aggiungendo pali e fascine ed ecco come appariva da alcune foto prima delle ultime piogge.

La ciclo via Castel Bolognese, molino Scodellino, diga steccaia leonardesca, Castel Bolognese.

Va ricordato che la diga steccaia sarà collegata al molino Scodellino con un percorso ciclopedonale che si snoderà per buona parte sopra l’argine del Senio.

I lavori, già appaltati, partiranno dopo l’inverno. Alla fine, se tutto andrà per il verso giusto, avremo un percorso ciclopedonale ad anello, in sede protetta che, partendo dalla velostazione di Castel Bolognese, andrà al molino Scodellino (sarà ristrutturata la via Canale); da qui al Senio, seguendo stradelli di campagna; proseguirà, sopra l’argine, fino alla diga steccaia di Tebano.

Il ritorno – da definire con precisione – attraverserà il centro di Castel Bolognese dove si potrà visitare il Museo all’aperto dedicato ad Angelo Biancini.

In definitiva, si potrà arrivare con la bici alla stazione, percorrere una ciclo via di 21 chilometri e risalire in treno dopo avere goduto del bello e del buono che si incontra lungo il percorso.

 

 

L’antefatto. Quando per evitare le frequenti esondazioni, il Senio venne arginato nel tratto fra Tebano e Ponte del Castello – per iniziativa dei privati che volevano salvare le loro terre – non venne risolto il problema delle proprietà. Contravvenendo alla logica vennero eretti argini, che garantivano anche la funzione pubblica della difesa del territorio dei comuni di Castel Bolognese e Solarolo, senza che questi e le golene venissero demanializzati. Nella sostanza un’opera di interesse pubblico e comune rimase di proprietà dei privati. Con tutte le conseguenze del caso: sicurezza limitata, conflitti di competenza, continua litigiosità. L’effetto più evidente è che ancora oggi non si da chi debba fare la manutenzione. E la vigilanza?

Il fatto. Nel 2013 accadde che un frontista, proprietario di argine, golena e letto del fiume fino alla sua metà (secondo le carte), mettesse una sbarra alfine di impedire per ragioni anche comprensibili dal suo punto di vista, il passaggio dei cittadini che da sempre hanno camminato per andare agli orti in golena, per diporto, per approvvigionarsi di prodotti e materiali, sopra l’argine fino al Ponte del Castello.

I castellani non accettarono di buon grado questo impedimento, ritenuto ingiusto e immotivato; molti continuarono a passare e gli animi si incattivirono. Fu allora che promuovemmo una petizione popolare, rivolta al Sindaco. che chiedeva il ristabilimento di una situazione che il tempo aveva di fatto consolidato. Fu un momento di profonda e sentita evocazione dei ricordi di un tempo da parte di moltissime persone, che dimostrò come il loro fiume rappresentasse parte della loro identità. Come avesse contribuito a forgiarla.

In men che non si dica vennero raccolte molte centinaia di firme in ragione delle quali il Sindaco di allora intentò una causa legale per dirimere la questione. Essa si basò, se non erro, sul presupposto che una consuetudine così protratta nel tempo e profonda nei sentimenti, dal momento che non ledeva interessi materiali di rilievo, dovesse essere riconosciuta come un diritto inalienabile e acquisito.

La conclusione. In questi giorni, dopo diversi livelli di giudizio che hanno visto prevalere il ricorso dell’Amministrazione comunale a tutela dei cittadini, il proprietario ha scelto di togliere la sbarra e di ricostituire di fatto la situazione ante. Adesso l’auspicio è che questa sentenza possa aiutare a dirimere diverse altre situazioni simili presenti lungo il fiume. Occorrerà leggerne il dispositivo, poi si vedrà. Difficile però per chiunque non tenerne conto.

In casi come questo la strada pensiamo debba essere quella dell’incontro del pubblico con il privato, del confronto e della ricerca del giusto punto di equilibrio. Dovrà essere il percorso da seguire per realizzare il completamento dell’anello ciclopedonale che dalla diga steccaia vorrebbe giungere al molino Scodellino, seguendo l’argine del Senio. Parliamo di bene comune. Col buon senso e la ragionevolezza questo obbiettivo si può realizzare .

Oggi

Dell’argomento ne abbiamo parlato in passato (fra parentesi gli accessi all’articolo)

(1/8/2013) – Si vorrebbe vietare il passaggio sull’argine del Senio (334)

(27/12/2013) – Castel Bolognese, precluso il passaggio sull’argine (238)

(29/12/2013) – L’argine sbarrato suscita interesse (169)

(27/1/2014) – Argine sbarrato, chi garantisce la sicurezza? (184)

(27/6/2014) – L’argine del Senio torna libero (192)

(26/8/2014) – Argine libero (210)

(9/12/2014) – In discussione la passeggiata sul fiume (193)

(14/2/2015) – Fiume e sbarre (135)

(14/3/2017) – Quelle sbarre vanno tolte 

 

 

Ricordate l’articolo di pochi giorni fa Casse di espansione e ciclo via del Senio, se non ora quando?  In merito, abbiamo ricevuto una lettera da parte del Console regionale del Touring Club Italiano che ci ha fatto molto piacere, sia per la sensibilità dimostrata che per i contenuti che esprime. La riportiamo integralmente.

“Gentili,

ho letto con molto interesse la vostra comunicazione relativa alle casse d’espansione e alla ciclovia del fiume Senio e desidero comunicare il più totale appoggio del Club di Territorio di Romagna del Touring Club Italiano alla vostra richiesta. Le casse d’espansione sono riconosciute, seppure dopo troppo tempo e tante arginature spesso più dannose che utili, lo strumento idraulico migliore da utilizzare per contrastare i pericoli di piena e conseguenti inondazioni dei corsi corsi d’acqua i cui alvei rimangono, nella nostra pianura, gli ultimi lembi di territorio di valore ambientale. Le ciclovie poi, allestite nel rispetto di regole precise che non rechino danno all’ecosistema fluviale, sono il modo migliore per scoprire e frequentare questi ultimi ambienti di un qualche interesse naturale. Proprio per questo motivo all’Associazione Amici del fiume Senio è stato assegnato il riconoscimento “segnalato dalla Giuria” del premio Ambiente&Turismo 2019/2020 dei Consoli dell’Emilia-Romagna del Touring Club Italiano. Con la presente quindi autorizzo, se e quando lo riterrete utile e opportuno, che sia da Voi divulgato pubblicamente questo nostro appoggio al vostro operato. In caso potrete rivolgervi a noi per avere il nostro logo da apporre eventualmente alla vostra comunicazione.

Vi auguro e mi auguro che il vostro impegno sia coronato dal meritato successo e saluto cordialmente.

Pier Luigi Bazzocchi – console regionale E.R. del TCI”

Ricordo che il Touring Club Italiano con i suoi 120 anni di storia è una delle Associazioni turistiche più anziane d’Italia e con oltre 200.ooo soci, forse la più importante. Il Touring partì col turismo in bicicletta e oggi, dopo l’euforia dell’auto, torna a sostenere quel primordiale mezzo di locomozione, incontrando lungo il suo benemerito percorso, gli Amici del Senio e la ciclo via del Senio. Faremo tesoro dell’esperienza del Touring che coinvolgeremo senz’altro lungo il nostro percorso futuro.

Ciclo via del Senio – Tratto Castel Bolognese

 

 

 

Ricordate il concorso di scrittura I racconti del Senio? Il suo buon esito ci ha orientato verso la loro pubblicazione.

L’idea è quella di implementare i 14 scritti del concorso con altri racconti originali e non che rispettino di massima l’indirizzo del bando che riporto in fondo all’articolo e che completino la visione del fiume nei suoi aspetti storici, geografici, ambientali e sociali del tempo, dalla sorgente alla foce.

Vi chiediamo di darci una mano:

avete ricordi che ritenete interessanti da consegnare ai posteri? Scrivete il vostro racconto e inviatecelo (entro il prossimo mese di gennaio);

– avete già scritto pezzi – anche già noti – che riteniate utile e giusto essere contenuti in una Raccolta? Inviateceli (sempre entro gennaio);

– conoscete persone che sicuramente hanno ricordi interessanti del Senio? Contattateli, invitateli a scrivere – casomai aiutateli – e fateci avere il loro racconto.

Ricevuti e valutati i nuovi contributi, l’Associazione, coadiuvata da esperti, valuterà l’opera e prenderà le sue decisioni definitive.

Qualora si decida per la stampa, opereremo per avere il libro a disposizione nel corso della prossima primavera. L’eventuale pubblicazione sarà posta in vendita con l’obbiettivo del pareggio di bilancio. Nell’ipotesi di qualche utile, esso sarà mantenuto nella disponibilità dell’Associazione per future pubblicazioni, come la Guida del Senio, su cui stiamo lavorando da tempo.

A tutela dell’Associazione, vi chiederemo in via eccezionale la cessione gratuita dei diritti legati al testo che ci invierete.

Speriamo che l’iniziativa vi piaccia e che possiate darci una mano, con questo vi saluto e vi auguro un Buon futuro.

Domenico Sportelli a nome Associazione Amici del fiume Senio

tel. 3400532380

RIFERIMENTI DI MASSIMA PER I RACCONTI ANCORA DA SCRIVERE derivati dal Bando Concorso di Scrittura per Racconti Brevi 2021.

L’Associazione “Amici del fiume Senio” che dal 2014 si interessa della tutela del fiume e ne promuove la valorizzazione storica, ecologica ed ambientale, istituisce la prima edizione del Concorso per racconti brevi relativi al Senio.

Il Senio è un fiume che occupa una sua parte di rilievo nella storia dell’Italia, già dalle battaglie qui combattute in età Medievale, poi in quella Napoleonica, fino a giungere alle ultime, terribili fasi della seconda Guerra Mondiale, caratterizzate dalla Linea Gotica in quel tragico e disperante inverno 1944-45.

Il Senio può raccontare, però, anche tanti altri episodi della vita lavorativa, quotidiana, economica, sociale delle genti che qui hanno lavorato, raccolto, giocato e trascorso tanto del loro tempo.

Con questo concorso l’Associazione si propone proprio di raccogliere testi di varia tipologia e contenuto, comunque riconducibili al fiume Senio, alla sua storia, alle tradizioni e alla vita di chi qui è vissuto, adesso o nel tempo passato.

I racconti, in lingua italiana, max 3 cartelle, dovranno pervenirci in formato Word, carattere Times New Roman, dimensione 12.

Le Opere dovranno essere ispirate al Senio, al suo ambiente, alle vicissitudini occorse negli anni, alle memorie storiche come ai fatti di vita quotidiana, scaturiti dalla realtà o dalla fantasia, purché riconducibili al fiume con caratteristiche di verosimiglianza.

I testi dovranno essere dei racconti brevi elaborati, a scelta, secondo la tipologia preferita: dalla biografia al racconto giallo, dalla novella al genere horror, dal saggio al diario e ad ogni altra forma narrativa.  Tutti dovranno essere contenuti entro i limiti precedentemente specificati.

Per informazioni scrivere a amicifiumesenio@gmail.com

oppure telefonate al 3400532380 (Domenico Sportelli).

Sabato scorso 18 dicembre abbiamo distribuito in piazza a Castel Bolognese 47 piante per “mettere radici al futuro” come propone la nostra Regione. Assieme ad altre Associazioni abbiamo pensato di inserirci nel programma di iniziative messe in atto dal Comune per vivacizzare – nel rispetto delle norme anticovid – la Piazza del nostro paesello, offrendo la musica dei Musicanti improvvisi come corroborante della campagna per piantare alberi.

Gli alberi sono belli, ma …

Il tentativo è quello di contrastare la tendenza al pollice verso della maggioranza dei cittadini quando si parla degli alberi. Gli alberi sono belli, ma …. e via con la litania dei guai che creano, ragione per la quale occorre abbatterli oppure, bene che vada capitozzarli, tenerli ridotti. Senza pensare che gli alberi non hanno colpe se sono stati scelti erroneamente, allocati dove non si doveva, oppure se non sono stati cresciuti con competenza.

Il messaggio non va a segno.

Le 47 piante di sabato sono andate a 11 famiglie, quando quelle che dispongono almeno di un fazzoletto di terra per un albero o un cespuglio sono, penso, almeno 2.000, il 40% del totale. Questo significa che il messaggio che da tempo tentiamo di lanciare non è andato a segno. Non c’è consapevolezza su quanto gli alberi siano utili per combattere il surriscaldamento del clima e per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo.

Andremo avanti.

Dispiace impegnarsi, spendere energie e denari per una causa universalmente ritenuta giusta, e non essere ascoltati. Sarebbe opportuno che tutti riflettessimo, stiamo parlando del futuro dei nostri nipoti ai quali rischiamo di consegnare il deserto, mentre noi abbiamo avuto molto. Togliendolo a loro.

Allora, se chi si ferma è perduto, noi vogliamo andare avanti. Ci riproviamo. Il messaggio che ancora vi inviamo è questo:

  • cerchiamo di avere cura degli alberi, trattandoli come fossero persone del quartiere ove abitiamo;
  • piantiamo alberi ovunque possibile e abbiamone cura come scienza e coscienza dettano;
  • la Regione ci regala una pianta per persona già disponibili nei vivai convenzionati ai quali potete rivolgervi – a Faenza ce ne sono due di cui potete trovare nome e indirizzo nel sito della Regione – oppure, ritenendo di offrire così un servizio utile, potete prenotarle a noi che ci faremo carico di recuperarle e consegnarvele Giovedì 6 gennaio – il giorno della Befana – in piazza Bernardi.

Cliccando questo link Mettiamo radici al futuro, piantiamo alberi  potrete conoscere l’elenco delle piante disponibili e avere tutte le informazioni su come comportarvi. Pensateci e se abbiamo fatto breccia nella vostra coscienza, prenotate le vostre piante, allocatele e curatele al meglio.

Questo è il programma della giornata del 6 gennaio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Siamo ad un punto cruciale. Queste due opere di cui si parla da molti anni e che sono alla base della ragion d’essere degli Amici del Senio vedono il traguardo ma la data di arrivo è ancora incerta.

Le casse di espansione potranno garantire maggiore sicurezza alla popolazione della valle a fronte di eventi atmosferici estremi. Dopo le vicissitudini degli ultimi anni siamo ad un punto di non ritorno. Una cassa è conclusa, la seconda no. Il tempo ha creato una vasta zona umida popolata da una nuova fauna di grande interesse naturalistico. Il progetto che, la Regione dice, sarà rivisto, dovrà essere una sintesi avanzata fra sicurezza, razionale utilizzo della risorsa acqua, equilibrio e tutela ambientale. Chiediamo una sede per potere esprimere le nostre opinioni.

La ciclo via del Senio, indicata dai Comuni come una delle principali opere su cui puntare per la transizione ecologica e per accedere ai finanziamenti Europei, non decolla con la spinta di cui sarebbe necessario. Sul piano nazionale si parla (Massimo Gargano, direttore generale ANBI – Consorzi di Bonifica) di 220.000 km di ciclabili potenziali da potere realizzare lungo i corsi d’acqua (canali e fiumi); si afferma che ogni euro investito in ciclabili abbia una ricaduta di tre euro e mezzo nel territorio. Occorrono coraggio e determinazione.

In questi ultimi 9 anni, il lavoro degli Amici del Senio ha creato ampia partecipazione e consenso all’idea di attrezzare gli argini in pianura, gli stradelli e i sentieri nella zona collinare e montana, per favorire la mobilità dolce delle persone.

Con 250 iniziative pubbliche che hanno coinvolto oltre 7.000 persone, con una petizione popolare firmata da 1.200 cittadini, con 5 mostre fotografiche, 3 concorsi (fotografia, pittura, scrittura) che hanno coinvolto altre migliaia di persone, abbiamo testimoniato ampio consenso all’idea di valorizzare il nostro fiume.

Ricordiamo che la ciclo via è utile per mettere a sistema le eccellenze del nostro territorio. Citiamo la ristorazione, le cantine, i birrifici, il km zero, l’artigianato, i B&B, le esperienze museali, il centro di ricerca viti vinicolo, i parchi della Vena dei Gessi e del Delta, la strada del foliage di Tebano, la diga Steccaia e il molino Scodellino, le chiese di campagna e molto altro ancora.

E’ ora di accelerare e portare a termine gli impegni presi. Proponiamo che si decida un comune capo fila per la conclusione del progetto preliminare di ciclo via. Chiediamo un tavolo per potere fornire il nostro contributo.

A breve promuoveremo una manifestazione flash mob a sostegno di questi due progetti con la richiesta che siano portati a termine in breve tempo.

Incipit. Se facciamo la “ciclo via del Senio” e portiamo a frequentarla migliaia di persone amanti del turismo lento, possiamo pensare di mettere a sistema tutte le cose belle che gli stanno attorno.

Dopo la proposta che abbiamo avanzato il 29 settembre scorso di intitolare la via Tebano “Strada del foliage” ci permettiamo di suggerire una nuova idea: quella di riconoscere e di dare una funzione e un futuro alla bellissima “Raccolta storico didattica Novecento” di Gigi Franzoni. Si può dire che la raccolta di Gigi, mostri il suo secondo lavoro di una vita. La montagna di oggetti raccolti con passione certosina e presentati in bell’ordine, parlano della campagna, del lavoro contadino e del Novecento. Va detto, ad onor del vero, che la mostra è qualcosa in più di una semplice raccolta, dal momento che comprende in bella evidenza particolari istallazioni di Gigi che testimoniano la sua vena artistica non comune.

Nessuno di noi sa fare una valutazione critica della complessità di questo Museo, possiamo solo dire che ha certamente un valore culturale e storico che non va disperso. Ma perchè ciò non accada occorre trovargli una collocazione razionale dentro un ragionamento più ampio di valorizzazione di questo lavoro, sapendo che in altre parti del territorio locale ci sono altre esperienze di questa natura. E che in tutta Italia queste esperienze benemerite sono ampiamente diffuse.

Non ci troviamo quindi di fronte a qualcosa di eccezionalmente raro e in quanto tale bramato da una moltitudine di persone. Se così è, la possibilità di vita di queste esperienze va vista ancorata al territorio ove sono sorte e dove possono trovare il loro valore se messe a sistema fra loro e con le altre peculiarità di cui il nostro territorio è certamente ricco.

Ma come definire l’area di riferimento? Un’idea potrebbe essere quella di ancorarci nella ricerca alla dimensione della valle del Senio: dalla montagna alla collina, alla valle, finanche a mare. Il fiume Senio può essere il nume ispiratore di un progetto di messa a sistema di tutte le esperienze storico sociali culturali economiche nate dal basso, nel territorio. Il fiume è una risorsa. Ogni fiume, quindi anche il Senio, fornisce una identità al territorio e agli abitanti che gli vivono intorno. Lo dimostra la partecipazione di rilievo e il consenso alle centinaia di iniziative che in questi anni abbiamo creato attorno al Senio.

Come ogni fiume, il Senio è anche una via di comunicazione. E’ un corridoio ecologico quindi, percorso fondamentale per la natura e l’ambiente; è stato percorso nei secoli da una moltitudine di persone che per le varie ragioni si sono spostate, sono emigrate, hanno comunicato fra loro. Il Senio ha poi la caratteristica, che condivide con altri fiumi, ma non con tutti, di essere arginato e come tale, per tutta la fascia di pianura, di consentire alle persone che lo percorrono di potersi elevare per 8-10 metri sopra il piano di campagna rispondendo così ad un’aspirazione emozionale che è di tutti: quella di potere guardare lontano.

Queste considerazioni portano a dire che se si favorisce l’utilizzo del fiume come via di comunicazione – certamente a piedi e in bicicletta – si consente alle persone che lo percorrono di avvicinarsi al territorio e alle proprie peculiarità, ai propri punti di interesse. Si crea così la premessa per una messa a sistema delle singole realtà di ogni comparto. Potrei citare la ristorazione, le cantine, i birrifici, il km zero, l’artigianato, i B&B e tutte le esperienze museali legate al territorio; quelle importanti già in essere come il Museo alla Resistenza di Alfonsine a quelle minori da valorizzare come Novecento di Gigi Franzoni e altre esistenti. Potrei aggiungere: i centri di ricerca viti vinicola, le zone naturalistiche presenti, i parchi della Vena dei Gessi e del Delta, la strada del foliage di Tebano, il molino Scodellino, la Diga steccaia, le chiese di campagna, ecc., ecc., ecc..

Come favorire la comunicazione sfruttando la risorsa fiume? La risposta sta nell’idea e nella proposta della “Ciclo via del Senio”, ovvero, di un percorso attrezzato, non invasivo e ricavato tenendo conto delle peculiarità del territorio. Un percorso che parta dalla sorgente del Senio, sotto la Sambuca – a questo proposito ricordo che il comune di Palazzuolo ha appena ottenuto il finanziamento per un sentiero fino alla sorgente; che prosegua da Palazzuolo a Tebano per sentieri, carraie, stradelli e strade vicine al corso dell’acqua. Per poi continuare sopra l’argine, fino al Reno, sul modello di quanto realizzato e sta sviluppando il comune di Castel Bolognese.

Conclusione. Se facciamo la “ciclo via del Senio” e portiamo a frequentarla migliaia di persone amanti del turismo lento, possiamo pensare di mettere a sistema tutte le cose belle che gli stanno attorno. Miglioreremo la qualità della vita di tutti.