Stamane il Carlino ha pubblicato la presa di posizione di alcuni cittadini contro il progetto di ampliamento del Parco Fluviale di Castel Bolognese. Tutti sanno quanto quell’opera, in funzione da quasi 15 anni, sia apprezzata dai castellani e non solo. Al punto che il comune alcuni anni fa decise di ampliarne di alcuni chilometri il percorso e di inserirlo in un progetto più generale di sviluppo della mobilità pedonale e ciclabile del territorio. Il progetto, per un’opera complessiva di circa 600.000 euro, si classificò terzo in un bando regionale, ed ottenne un finanziamento regionale di circa 300.000 euro, poi raddoppiato con risorse del comune.

Gli Amici del Senio, fra altri, vennero coinvolti nel percorso partecipativo e poterono dimostrare, sulla base della loro esperienza e del percorso di partecipazione sviluppato per anni, quanto sia importante e attesa una ciclo via lungo il Senio che colleghi la collina al mare. Un percorso capace di avvicinare cittadini e turisti alla nostra bella campagna, al lavoro dei contadini, allo sviluppo dei prodotti a chilometri zero e alla giusta filosofia della “Campagna Amica”.

Come Associazione Amici del Senio, auspichiamo che il lavori del tratto di ciclo via di Castel Bolognese, possano partire subito e concludersi nei tempi prefissati. Abbiamo notizie che altri comuni del Senio si stanno muovendo per progetti e investimenti coerenti nei loro territori. Noi li sosterremo perchè crediamo sia la via giusta per dare corpo e sostanza all’obbiettivo più vasto di ciclo via del Senio che noi chiediamo e a cui stanno lavorando le due Unioni dei comuni, faentina e della Bassa Romagna. Un progetto di grande valenza sociale ed economica, che dovrà essere partecipato, in grado di portare nuovi stimoli, esperienze e risorse all’economia locale, della campagna e delle città.

I temi posti dalla protesta, illustrati dall’articolo, sono a nostro parere legittimi, ma sbagliati in quanto la civile convivenza fra percorsi ambientali e campagna è ampiamente dimostrata da decenni. Innanzitutto dall’esperienza di Castel Bolognese, già in atto e senza problemi da quasi 15 anni, poi da tutte le ciclo vie oramai funzionanti in Italia e ovunque. Chi di noi non ha mai percorso le famose ciclabili nei meleti del Trentino?

Se a Castel Bolognese, lungo il Senio, un problema esiste è quello, anomalo, costituito dal fatto che l’area su cui sono stati costruiti gli argini e le golene sono di proprietà privata. Fatto questo che crea problemi non solo alla ciclo via, ma anche alla manutenzione del fiume. La regola e la ragione vuole che argini e golene siano pubblici, del demanio. Questo problema crediamo vada risolto per mezzo di un intervento della Regione. Sappiamo che il comune di Castel Bolognese e l’Autorità di Bacino si stanno muovendo. L’auspicio è che si possa arrivare quanto prima, nell’interesse di tutti, a dirimere questa questione.

Castel Bolognese – Parco fluviale

Vi mostro un filmato che pubblicizza la prossima entrata in funzione della ciclo via del Santerno https://www.ilrestodelcarlino.it/imola/cronaca/renderemo-la-ciclovia-il-perno-del-turismo-1.6034054 . Il titolo dice: Renderemo la ciclo via il perno del turismo.

Per tanti Amici del Senio, a partire da me che dirigo da dieci anni l’Associazione creata appositamente per sviluppare la partecipazione attorno all’idea di valorizzare il Senio e la sua vallata, questo annuncio suona beffardo.

Capiamoci bene. Siamo i primi a felicitarci con gli Amici del Santerno e le loro comunità per avere realizzato l’obbiettivo. L’annuncio suona per noi beffardo perchè il Senio è partito molto prima del Santerno con il percorso partecipativo che fin da subito mise in evidenza l’ampio consenso dei cittadini verso l’ipotesi di una ciclo via collina – mare realizzata lungo la vallata del Senio.

Ricordo quando diversi anni fa gli amici del Santerno ci contattarono per conoscere come ci eravamo mossi, con l’intento di sviluppare analogo movimento lungo il Santerno. Ne fummo felici, collaborammo, ma mai ci saremmo aspettati di vedere loro all’arrivo e noi del Senio appena partiti e oggi quasi fermi.

Un caro amico, amministratore in un comune della Bassa, poche settimane fa ci ha detto che lo stop del Senio deriva dal Covid e che oggi occorre riprendere a tessere la tela. D’accordo, il Covid ha inciso, ma è anche la ragione che ci porta a dire che occorre fare in fretta.

La nostra Associazione riprenderà a tessere la tela. Abbiamo chiesto un incontro al nuovo eletto presidente dell’Unione del comuni della Romagna faentina. Quando saremo ascoltati illustreremo lo stato dell’arte e le nostre idee di valorizzazione del Senio basate su questi punti:

  • Senio fiume di storia, arte e cultura;
  • un’area naturalistica per le casse di espansione;
  • la valorizzazione dei meandri del Senio;
  • l’ombelico del Senio;
  • la strada del foliage;
  • la ciclo via del Senio collina – mare.

Aggiungo che a nostro parere il progetto di ciclo via del Senio – che speriamo possa vedere la luce entro l’estate, almeno per quanto riguarda la sua fase preliminare – dovrà coinvolgere il comune di Palazzuolo, da dove il Senio nasce. Una comunità disponibile, che si dimostra ricettiva con idee e progetti.

Intanto, in attesa degli sviluppi, ci auguriamo che il progetto di ciclo via – finanziato da Comune e Regione – che riguarda un tratto del Senio nel comune di Castel Bolognese possa procedere speditamente e che si realizzi entro l’anno.

Infine, registriamo con soddisfazione che il comune di Casola Valsenio si sta muovendo con lavori che riguardano il loro parco fluviale e con idee di ciclo via relative al loro tratto di fiume. Da parte nostra la massima collaborazione.

 

A seguito della nota di ieri l’altro dove riportavo i contenuti dell’incontro con Servizio di Bacino e Sindaci sul tema della  Manutenzione del Senio, incontro positivo, sono pervenuti, via mail, alcuni interessanti commenti e contributi che desideriamo fare conoscere. Eccoli.

Leonardo Altieri – Docente universitario di Sociologia

Grazie Domenico, quanto scrivi è certamente interessante. Mi soffermo solo su un punto:

  1. verranno tagliati vegetazione e alberi in alveo, nella riva dell’alveo e per un’ampiezza di circa tre metri e mezzo nella parte di golena confinante con la riva. Questo per rendere possibile il transito dei mezzi per le opere necessarie di manutenzione della riva stessa;

Sono molto scettico su questa affermazione, per testimonianza personale!!!

Io credo di essere uno degli ultimi ad avere ricordi dell’argine oggi percorribile (dal Boccaccio a strada Rossi) fin dagli anni ’50. Lo frequentavo fin da bambino per motivi familiari e lo frequento tutt’ora (ricordo dove erano le passerelle, ricordo il boschetto con un grande abete verso i Rossi, la grande quercia con una ceramica della Madonna fra i rami, il rivolo che arrivava giù dai monti Coralli, ecc).

Ho osservato di persona il taglio di vegetazione e alberi effettuato qualche anno fa. Tutto fu fatto con ogni evidenza senza un criterio, venivano abbattuti alberi di bellissimo aspetto (ho ancora un video che riprende uno di questi assurdi abbattimenti) anche lontani dall’alveo ed altri misteriosamente invece lasciati lì. C’è da essere maligni in proposito: venivano abbattuti quelli il cui legno era vendibile… Certamente non c’era alcun controllo sulla ditta che faceva i tagli!!!

E la giustificazione era proprio la stessa: “per rendere possibile il transito dei mezzi per le opere necessarie di manutenzione”.

Che fosse una balla è evidente: dopo solo un anno e mezzo, là dove erano stati fatti tagli selvaggi, erano cresciuti arbusti e rovi in un groviglio inestricabile dove nessun mezzo può passare. Basta andare a vedere di persona dal Boccaccio in là per rendersene conto.

In passato poi ci avevano sempre insegnato che alberi robusti vicino all’alveo servivano per frenare le acque. Ora la cosa è ribaltata?

Ci vogliono criteri precisi, seri e convincenti per fare abbattimenti e tagli. Non bisogna assolutamente lasciare mano libera alla ditta appaltatrice che farà i tagli, ma controllarla assiduamente. Fare tagli un anno e lasciare tutto in crescita selvaggia poi per vari anni successivi non ha proprio senso.

Dico tutto questo perché sono affettivamente legato al nostro fiume

 NdR – Grazie per il contributo. Il tema della manutenzione del Senio dal Ponte del Castello a Tebano incontra difficoltà particolari derivate dal fatto che non essendo stato risolto a suo tempo (quando fecero gli argini) il tema delle proprietà, ora ci si trova di fronte a pesanti conflitti di competenza. Nel corso dell’incontro si è parlato sul come dirimere la questione e accolta la nostra proposta di costituzione di un tavolo regionale.

Fiume Senio – Verso il passo di Lungaia – Problemi.

Gabriella Costa – Palazzuolo – Esponente del CAART (Associazioni animaliste e ambientaliste regione Toscana)

Gentile Domenico, sono molto interessata a questo argomento di come ci si approccia alla gestione delle rive dei fiumi , ora si parla del Senio, ma qui a Firenze dove risiedo in inverno, per l’Arno stessa situazione spinosa.

Eppure è doveroso conciliare la sicurezza dei cittadini contro piene e disagi causati anche dai cambiamenti climatici in atto, con la BIODIVERSITA’.

Purtroppo ora si tende a tagliare tutto, alberi, arbusti, ecc. in tutto l’alveo per permettere un deflusso veloce dell’acqua, con l’aiuto di mezzi meccanici molto invasivi per l’habitat dei corsi d’acqua.

Si assiste alla distruzione di ogni forma animale, anfibi, uccelli, pesci.

In Arno le rive sono ormai tristemente deserte.

Come Associazioni ambientaliste abbiamo avuto incontri col Consorzio , ma i risultati dal nostro punto di vista sono pressoché nulli. Poi a causa dei grossi mezzi meccanici l’intervento è radicale.

Comprendiamo la necessità di mantenere la sicurezza dei cittadini, ma gli sfalci devono essere fatti rispettando la nidificazione degli uccelli e cercando di preservare la ricchezza dei fiumi. Il Senio in particolare, avendo il proprio letto spesso lontano dalle case, avrà sicuramente una ricchezza di biodiversità notevole, ed è vostro dovere preservarla.

In Toscana assistiamo impotenti e dispiaciuti alla trasformazione dei corsi d’acqua in tristi canali di scorrimento.

Anche a Palazzuolo eseguono gli sfalci due volte all’anno eliminando dalle rive ogni forma di flora e fauna.

La prego, come Presidente dell’Associazione Amici del Senio, di vegliare affinché si rispetti davvero la biodiversità presente nei corsi d’acqua, in particolare nel Senio, perché è necessario capire che solo il rispetto per la natura può FORSE salvarci dalla catastrofe che ci attende. E se permette non ci fidiamo più delle promesse dei politici.

Occorre che le persone capiscano che non sempre pulito è bello, a volte la mancanza di vegetazione può provocare l’erosione delle rive e peggiorare una situazione che vorremmo invece migliorare.

Grazie dell’attenzione.

NdR – Dispiace per questo male comune. Concordo con quanto lei afferma. Per tutto. Il tema della biodiversità è fra quelli fondanti per la nostra Associazione. Anche noi registriamo purtroppo ritardi da parte del mondo della politica ad assumere la valenza del tema. Anche per il Senio il tema della sicurezza viene posto in antitesi a quello della biodiversità. Solo ultimamente abbiamo registrato da parte dell’Autorità di Bacino un cambio di rotta interessante. Dovremo però verificare i fatti.

Palazzuolo – Fiume Senio – Com’era prima del taglio degli alberi.

Benito Brandolini – Camminatore
Buongiorno  Domenico, dove si potrebbe fare il collegamento pista ciclabile del Senio  col Lamone ?
Fino a Cuffiano e percorribile in bici? Argine sinistro o argine destro? Lì in zona c’era anche la passerella dei tedeschi, anni fa era chiusa , causa di uno in bici scivolato nel fiume.
Saluti.

NdR – Collegamento Senio – Lamone. A valle c’è. Dalla foce del Reno alla foce del Lamone, quindi da Casal Borsetti a Marina Romea la ciclabile è attiva. A monte occorre studiarlo. Posso dire che fra Brisighella e Casola dovrebbe essere ancora attivo il percorso ciclabile e pedonale chiamato la Corolla delle ginestre. Lungo i due fiumi i percorsi vanno cercati e inseriti in un progetto che poi dovrà essere finanziato. Ora lungo il Senio sono transitabili solo tratti. Nella zona di Cuffiano la situazione purtroppo non è migliorata. 

Fiume Senio – Posto pesca prima di Riolo Terme.

Ieri mattina ha avuto luogo l’incontro con il Servizio di Bacino del Senio e Santerno e Sindaci di cui abbiamo dato notizia nei giorni scorsi  Manutenzione del Senio. Presenti i dirigenti e tecnici ingegneri Claudio Miccoli e Caterina Mancusi, i Sindaci interessati e il sottoscritto invitato in rappresentanza degli Amici del Senio. Mancavano i Carabinieri della forestale. L’incontro è stato positivo.

Ho potuto constatare un cambio di strategia – penso, non solo comunicativa – da parte dell’Agenzia regionale per la sicurezza. Claudio Miccoli, aprendo la riunione, ha detto di puntare per il futuro ad un maggiore dialogo sui vari temi compreso quello degli sfalci e della vegetazione. Pensava sicuramente ai Comuni e ai portatori di interessi legati al fiume e al fatto che un coinvolgimento costruttivo potrà qualificare e accelerare i vari interventi.

L’oggetto della riunione erano i lavori da farsi quest’estate nel tratto di Senio fra il Ponte del Castello e l’Autostrada, una zona questa esclusa da molti anni dalla manutenzione e che quindi crea loro preoccupazioni. Lo stanziamento disponibile è di 266.000 euro come base d’asta. La somma non eccessiva consente di dovere fare delle scelte. Sono queste:

  • si agirà solo nell’argine di sinistra;
  • sarà sfalciata l’erba (e la vegetazione) sopra l’argine e nella parte esterna ed interna dello stesso;
  • verranno tagliati vegetazione e alberi in alveo, nella riva dell’alveo e per un’ampiezza di circa tre metri e mezzo nella parte di golena confinante con la riva. Questo per rendere possibile il transito dei mezzi per le opere necessarie di manutenzione della riva stessa;
  • saranno creati stradelli di accesso dall’argine alla riva.

Il problema tecnico-idraulico che devono risolvere è quello di operare un rallentamento delle fiumane in quel tratto, per evitare pericoli nella “bassa” dove il fiume scorre pensile. Pare che nel tratto in discussione l’acqua abbia eroso il fondo e che per quella ragione prenda velocità. L’obbiettivo è quello di fare in modo che l’acqua conquisti le golene e venga così rallentata. In questo può contribuire la vegetazione arborea che quindi va coltivata con criterio.

Ho fatto presente che quel tratto di fiume è fra quelli più interessanti dal punto di vista della biodiversità; che è in atto la proposta di trasformare le due grandi golene in area naturalistica e che la tutela degli alberi e la riforestazione di parte del territorio della nostra Regione fa parte degli obbiettivi strategici della stessa per la lotta all’inquinamento atmosferico e il riscaldamento del clima. La risposta di Caterina Mancusi è stata di comprendere tutto questo e che queste problematiche saranno tenute in dovuto conto. A conferma ha avanzato l’ipotesi che quella possa diventare un’area di riqualificazione fluviale con un apposito progetto Win Win della Regione. Mi sono sembrate queste dichiarazioni molto positive e sincere.

A latere dell’argomento principale i Sindaci hanno chiesto conto di diversi problemi che così riassumo.

Senio a valle (dopo Cotignola, fino al Reno):

  • il processo di manutenzione negli ultimi anni è stato accelerato;
  • adesso hanno disponibili 600.000 euro per manutenzione ordinaria e straordinario del tratto Fusignano – Alfonsine;
  • la volontà è quella di mantenere gli argini a prato, al momento garantiranno lo sfalcio due volte all’anno della sommità degli argini e di una volta all’anno la riva interna, si vedrà cosa si può fare per la riva esterna;
  • si cercheranno di produrre effetti di rallentamento dell’acqua ed effettueranno la piantumazione di piante (essenze) particolari.

Debbo dire che quest’ultimo aspetto mi ha piacevolmente sorpreso. Il sindaco di Fusignano Nicola Pasi ha insistito sul tema dello sfalcio dell’erba anche in esterno argine, ha detto della soddisfazione dei cittadini a percorrere la cime degli argini. Tutti abbiamo convenuto che rasare regolarmente l’erba due volte all’anno produrrebbe un fiume, oltre che più sicuro, anche più bello.

Tratto Ponte del Castello – ponte di Tebano. L’assessore di Castel Bolognese Dumas Minzoni ha posto il tema dello sfalcio e manutenzione di questo tratto, essendo note le difficoltà. Difficoltà ribadite dai tecnici e derivate dal fatto che – come abbiamo detto più volte – quando per iniziativa dei privati sono stati eretti quegli argini non è stato affrontato e risolto il tema delle proprietà, tant’è che in molti punti i frontisti vantano il diritto di proprietà non solo degli argini e delle golene, ma anche del letto del fiume. Questa situazione crea ostacoli oggettivi di diversa natura al lavoro del Servizio di Bacino, su cui non mi dilungo. Alla fine si è detto di volere produrre una iniziativa volta ad investire la Regione per dirimere una situazione irta di contenziosi che non ha alcuna ragion d’essere. L’assessore Dumas Minzoni recupererà le informazioni catastali necessarie e precise, poi l’idea avanzata è stata quella di chiedere un tavolo regionale e di sottoporre la questione al vaglio di Agenzia per la sicurezza e Assessore regionale ambiente e difesa del teritorio Irene Priolo. A me pare essere questa la soluzione giusta.

Casse di espansione Cuffiano/Tebano. Claudio Miccoli ha confermato che entro marzo prossimo sarà concluso l’iter della progettazione definitiva e che quindi si potrà partire col bando. Avremo modo di riparlare di questo tema e dei tanti problemi derivati da inadempienze di vario tipo, particolarmente a carico delle ditte escavatrici. Sarà quello il momento in cui rilanceremo l’idea di un parco naturalistico che comprenda l’intera area delle casse, come per altro previsto dalla VIA.

Frana di Biancanigo. Ho registrato la preoccupazione derivata dal fatto che “potrebbe di nuovo essere in movimento”. Il guaio sembra che a suo tempo sia stato determinato da una coltivazione sbagliata del terreno da parte del privato. Ha fatto qualche lavoro di bonifica, ma pare non sia bastato. Occorre la massima vigilanza.

Questo è tutto (cliccate le foto).

 

 

 

 

 

Domattina avrà luogo una riunione telematica fra il Servizio di Bacino del Reno, i sindaci del Senio interessati e i Carabinieri forestali alla quale siamo stati invitati. E’ la prima volta che come Amici del Senio siamo coinvolti. Lo consideriamo un fatto positivo e ci fa piacere. L’oggetto saranno informazioni e osservazioni circa la programmata manutenzione del tratto di riva sinistra del Senio, fra il Ponte del Castello (via Emilia) e l’Autostrada.

La manutenzione corretta e costante del Senio, così come per tutti i fiumi, è stata da sempre una costante attenzione della nostra Associazione, rappresentata da un insieme di persone che desiderano tornare a vivere il proprio fiume nel rispetto delle regole e per mezzo di una sua valorizzazione.

Siamo pienamente consapevoli che il tema della sicurezza dei fiumi sia prioritario. Quello che noi sosteniamo è che l’aspetto della manutenzione, azione alla quale debbono essere destinate maggiori risorse, sia svolto nel rispetto, per quanto possibile, del tema della biodiversità per le ovvie ragioni conosciute da tutti, specialmente di questi tempi. Il tratto di Senio su cui si interverrà a breve è fra quelli maggiormente coinvolti, per le sue caratteristiche, a questo tema. Tanto da essere interessato all’ipotesi di un’area protetta nei così detti meandri del Senio.

Una adeguata manutenzione è poi alla base dell’idea di ciclo via del Senio attorno alla quale i comuni della vallata stanno lavorando da tempo.

 

Il tema della manutenzione del Senio introdotto il 13 dicembre scorso con l’articolo precedente a questo Dalla Chiusaccia all’Arena delle balle…, a cui ha fatto seguito la pubblicazione nella pagina Facebook degli Amici del Senio, ha riscosso un notevole interesse. Personalmente non so valutare i numeri dei social, ma persone competenti mi dicono che, considerato l’argomento e l’area di interesse, 4450 persone raggiunte, 1539 interazioni, 48 commenti e 26 condivisioni (senza pagare pubblicità), sono dati molto significativi.

Il senso che si può ricavare dalla discussione è che, fermo restando il tema della sicurezza dal quale nessuno vuole transigere, nel corso delle opere di manutenzione ordinaria del fiume, occorrerebbe avere maggiore attenzione all’aspetto ambientale e naturalistico. Per tutte le ragioni ampiamente conosciute e che non sto a ripetere.

A me pare che in questa richiesta non ci sia nulla di strano o di inqualificabile. Nulla di cui vergognarci e nulla che debordi da una normale discussione sui temi che a tutti, penso, stiano a cuore: quelli della tutela e del rispetto della natura come contributo alla salvezza del Pianeta che, come sappiamo, non è nostro.

Va detto che per l’associazione Amici del Senio questo è un argomento vecchio.

Sono oramai dieci anni che ci battiamo per la valorizzazione del Senio e uno dei temi che abbiamo posto è quello di una manutenzione costante, ordinata e rispettosa dell’ambiente. E’ questa una delle richieste di attenzione che abbiamo posto in una petizione firmata da oltre 1200 cittadini della vallata. Il dramma, se così lo vogliamo chiamare, è che le uniche risposte avute sono quelle sostanzialmente negative, a volte anche abbastanza scomposte, dell’Autorità del fiume – ex Genio Civile ora passato sotto l’egida della Regione. A quanto ne sappiamo, nemmeno diversi sindaci intervenuti per interloquire hanno avuto migliore fortuna.

Occorre pure dire che le linee guida della Regione sul tema della manutenzione dei fiumi esprimono con chiarezza concetti di relazione positiva con le tematiche ambientali. Allora perchè non è possibile discutere pacatamente l’argomento e ricercare una sintesi più avanzata?

A noi pare che la Regione debba entrare in campo. Ha l’autorità e le competenze per farlo. I fiumi, se valorizzati, possono diventare i possibili vettori di nuove forme di turismo già in campo e che desiderano esprimersi. Allora manutenzione attenta, ciclo vie di vallata, valorizzazione degli argini come teatri naturali sono solo alcuni degli aspetti che possono valorizzare i territori alla ricerca di nuove identità, come il futuro sostenibile richiede.

I commenti che abbiamo potuto leggere, c’è chi dice non valgano nulla.

Eppure c’è chi su questi gioca la sorte del mondo. Abbiamo visto con Trump. Ma poi la Russia, la Cina, le centinaia di migliaia di euro che nostri politici mediocri spendono in questa direzione. Allora pensare che il dibattito sui social non valga nulla, come lascia supporre il fatto che chi in qualche modo chi è coinvolto non batta ciglio, è un errore grossolano. Poi fa male perchè suona come palese rimprovero per chi, in buona fede, non avendone altri, usa questo strumento per porre temi di bene comune.

Foto: Problemi del Senio.

 

 

 

La morte di don Gigino Savorani ci fa interrogare circa la sorte della chiesa di Tebano. Ricordo che quando pochi mesi fa organizzammo alcune iniziative col supporto degli spazi della chiesa e la particolare collaborazione di alcuni tebanesi, don Gigino, felice, mi disse: ” Senio – così mi chiamava -, sono contento perchè così serviamo a qualcosa”. Il suo dire lasciava trasparire la preoccupazione per la sorte della chiesa – tante se ne chiudono – e al tempo stesso l’aspirazione a continuare la loro funzione di aggregazione.

Tebano è una piccola località che merita attenzione e cura.

C’è una storia non comune ben riassunta dal libro di Patrizia Capitanio TEBANO Una piccola località delle colline faentine, viva oggi come ieri , un contesto ambientale e un paesaggio di pregio, un’aggregazione di interessi che guarda al futuro. Pensiamo al Polo tecnologico, all’azienda “C.Naldi”, al Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Bologna, alla ristrutturazione dell’attuale immobile in chiave “green” con una architettura integrata al territorio, ad alcune innovative iniziative nel privato agricolo che fondano le radici nella funzione che il comune di Faenza volle dare a quel luogo.

Poi c’è la chiesa di Santa Caterina, oggi Santuario mariano diocesano. Una chiesa che col tempo, oltre agli aspetti devozionali propri, è diventata un piccolo museo, scrigno di opere d’arte, particolarmente grazie alle donazioni della famiglia Biancini di Castel Bolognese, riferite allo scultore castellano e faentino Angelo Biancini.

Opera di Angelo Biancini

A questo aggiungiamo il lavoro svolto nell’ultimo decennio dagli Amici del Senio.

Associazione che, lavorando per la valorizzazione del Senio, trovando in questo luogo la solida sponda di persone attente – ricordo per tutte Laura Montanari – hanno messo in campo iniziative culturali che hanno creato partecipazione e interesse. Tanto che oggi Tebano può ben essere definito a buona ragione, l’ombelico del Senio.

Dalle cose dette credo si possa ricavare l’idea che il valore di Tebano è consistito dal fatto che tutto si tiene. Una parte fondamentale del tutto è la Chiesa, con la sua storia, i sui spazi, le sue pertinenze. Questo fa dire alle persone attente a questa località che quella chiesa non solo, va mantenuta alla sua funzione spirituale e di fede, ma deve disporsi sempre più verso una funzione di aggregazione sociale del territorio circostante.

In tanti ci chiediamo, ad esempio, a chi possa essere utile il tanto spazio della canonica. Avanzo alcune ipotesi, se possono interessare. Potrebbe essere trasformato in una foresteria al servizio degli studenti universitari. Potrebbe condividere spazi col mondo associativo: in questo contesto potrebbe trovare una utile collocazione l’Associazione degli Amici del Senio che a Tebano sviluppano parte importante del loro impegno. Potrebbe diventare quella la sede del primo Info point della vallata del Senio?

Opera dell’orafo Gaetano Marzocchi

Attorno a Tebano – località geograficamente a scavalco fra i comuni di Faenza e Castel Bolognese, il che gli conferisce ancora maggiore importanza – stanno accadendo cose positive.

Ricordo l’impegno del comune di Faenza ad investire sul green nel posto; noto con piacere che l’Unione dei comuni sta istallando un adeguato servizio di tele-video sorveglianza; è oramai certo che saranno completati i lavori delle casse di espansione del Senio con la probabilità che attorno ad esse sorga un’area naturalistica al servizio dei cittadini.

Altre cose positive, oramai mature, potrebbero accadere, a partire dalla valorizzazione dell’area della storica diga steccaia leonardesca e della presa del Canale dei mulini. Fino all’idea di un progetto per piantare alberi per ricordare nel limite del possibile la realtà della storica foresta planiziale di Tebano e a quella di valorizzare i colori della valle con alcune iniziative specifiche che prima di divulgarle, vorremmo fossero oggetto di una comune valutazione con la Presidenza dell’Unione dei comuni della Romagna faentina. Incontro e confronto che speriamo possa avvenire quanto prima.

L’anno appena trascorso ha visto il rallentamento del lavoro della nostra Associazione. Lo si deve principalmente agli effetti della pandemia, ma anche alla stanchezza derivata dal fatto che la sostanziale sordità dei nostri interlocutori verso ciò che da anni stiamo sostenendo, col consenso e la partecipazione di migliaia di cittadini, tende ad inibire la voglia di agire da parte di molti di noi.

Nei prossimi mesi ci saranno quindi delle novità. Cercheremo di rimotivare e allargare il gruppo dirigente nel tentativo di recuperare nuovi stimoli per nuove iniziative che portino alla valorizzazione del nostro storico fiume che, purtroppo sempre più spesso, anche da parte di alcuni amministratori della valle viene definito torrente.

Il punto è che quando un’associazione di cittadini che rappresenta interessi comuni a tante persone nell’ottica del bene comune, non viene realmente ascoltata – salvo qualche concreta eccezione – quando non messa alla berlina, si ottiene uno scadimento della civile convivenza e si aprono spazi alla rassegnazione e/o alle opzioni estremizzanti.

I nostri obbiettivi restano quelli di sempre:

  • riportare i cittadini a vivere il proprio fiume;
  • una adeguata e costante manutenzione per la sicurezza, rispettando natura e ambiente;
  • la valorizzazione e il ricordo della storia del Senio;
  • la ciclo via del Senio per unire la collina alla valle e al mare;
  • un fiume teatro di cultura innovativa.

L’augurio che rivolgo a tutti è quello di riuscire insieme a trovare le giuste motivazioni per essere ascoltati. E che i nostri interlocutori offrano quello che per noi è un dovere: la loro disponibilità concreta.

 

Nei giorno scorsi un articolo del Carlino (foto) ha fatto il punto sul tema del casse di espansione del Senio. Nel merito nulla di più e nulla di meno di quanto avevamo scritto dopo la video conferenza del 26 novembre Fiume Senio, a fine inverno il bando sulle casse … il giornalista però fa il punto sull’intera vicenda dal quale si evince l’eccessiva lunghezza dei tempi per i lavori, fatto questo che lascia ancora una volta sconcertati.

L’articolo però coglie un aspetto particolare della vicenda al quale comunemente non viene dato importanza. Con una bella foto il giornalista mette in risalto l’aspetto ambientale e naturalistico legato alle casse. Afferma che sono arrivati gli aironi, Ma non solo, per quanto ne sappiamo le specie ospiti, particolarmente volatili, sono davvero tante. Potrei dire il cavaliere d’Italia, i gruccioni, i cormorani e altre. Questo evento ci parla certo di mutamenti climatici in corso, ma anche di un ambiente che negli anni si è reso ricettivo, arricchendo così l’interesse per il territorio.

A suo tempo, quando fu presentato il primo progetto, la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) prescriveva che l’area delle casse avrebbe dovuto essere resa al pubblico come area di interesse naturalistico e ambientale. Non so quanto questa prescrizione sia cogente o se possa essere facilmente elusa e tenuta da parte. Approfondiremo questo aspetto. Intanto però intendiamo rilanciare il tema.

Partiamo da qui Restituiamo il paesaggio al paesaggio, dallo studio e dalle proposte, avanzate tramite la collaborazione di un architetto del paesaggio, che presentammo nel 2016. Vi invito a cliccare e a leggere quel lavoro. Valentina Giannerini propose una collocazione organica delle “casse” nel territorio, avanzò proposte metodologiche e di merito. In quel momento nessuno raccolse il nostro contributo. Non capimmo l’ostracismo di allora e questo ci dispiacque, particolarmente per il lavoro svolto gratuitamente da una specialista, da una giovane ragazza, potenziale risorsa del territorio.

Oggi i tempi sono mutati, non so se in meglio o in peggio, ma questo non importa. La cosa che appare certa è che la Regione ha deciso di completare le casse di espansione e di collegarle al fiume. Siamo nella fase ultima della progettazione tecnica dell’opera e sarebbe importante che questa si raccordasse organicamente con l’uso che si vuole fare delle casse. Conosciamo la loro funzione per la sicurezza della valle, la valenza ambientale che deriva dal fatto che possono conservare acqua da restituire al fiume come deflusso minimo vitale in estate. Vorremmo conoscere come vengono affrontate le proposte della VIA e come viene colto di conseguenza l’aspetto della restituzione dell’area all’utilizzo da parte dei cittadini.

Intervenendo nei social, alcuni cittadini hanno avanzato proposte ragionate e di merito. Chi ci segue ne sarà al corrente. Per ora accenni che vorremmo fossero ampliati da un dibattito maggiormente esteso. Nei prossimi giorni rilanceremo questa problematica, coinvolgeremo, Regione, Sindaci, Autorità del fiume, Associazioni, la comunicazione, i cittadini.

Cavaliere d’Italia con i suoi piccoli.

 

Al molino Scodellino di Castel Bolognese, in via Canale, sono riusciti a produrre la farina macinata a pietra con turbina alimentata ad acqua. Si tratta di una farina semi integrale di “tipo 2”, di grano tenero romagnolo, adatta per pane, pizza, pasta e dolci. Macinare a pietra non è una novità per il settore, ma che ciò avvenga nel molino storico più antico della Regione (1398) è senz’altro un fatto degno di rilievo. La novità è anche che ha tutti i crismi di salubrità e conformità. Questo grazie alla collaborazione del molino Naldoni.

La foto, scattata sul posto, mostra il prodotto. Gli Amici del Molino lo offrono in occasione delle prossime ricorrenze anche in confezione regalo, associato ad una marmellata. Il chilo puro costa tre euro. Non come la farina del supermercato, sconta però una qualità particolare e, penso, un piccolo ricarico per aiutare la manutenzione del molino.

Se decidete di fare una visita, oggi (13 dicembre) il molino è aperto dalle 10 alle 17. Anche i prossimi giorni sarà aperto, sia al mattino che al pomeriggio. Consiglio però di telefonare o contattare la pagina Fb di Rosanna Pasi https://www.facebook.com/search/top?q=rosanna%20pasi Buona salute a tutti.