Ieri a Tebano, assieme agli Auguri, abbiamo presentato l’idea di istituire la “Strada del foliage”.

Noi pensiamo che la via Tebano, che parte dalla diga steccaia e arriva fin oltre Villa Vezzano, per poi prosegue con altro nome fino a Zattaglia, risalendo le valli del Senio e del Sintria, abbia un grande potenziale per l’eco turismo.

In particolare, il paesaggio modellato anche dal tradizionale lavoro dei contadini, è esteticamente molto attraente. In autunno, ma anche in primavera, i colori dei vigneti, degli alberi da frutto e di altre essenze, esaltano il panorama che diventa splendente mostrandosi assai gradito agli occhi dei fautori del turismo lento: escursionisti, podisti e ciclisti.

In queste categorie rientrano anche gli amanti del foliage, un genere di turisti ecologisti diffuso in Usa e Nord Europa, sempre più praticato anche in Italia. Il loro scopo è quello di contemplare ed ammirare i colori alla luce calda dell’autunno, in questo periodo particolarmente variegati. Anche la primavera, peraltro, offre scenari incantevoli al momento delle fioriture dei frutteti.

Particolarmente pregiata è la prima parte dell’itinerario che si estende risalendo il fiume, oltre la diga steccaia (che dà luogo al canale dei mulini), fino alle casse di espansione che possono diventare un’area da rinaturalizzare, con la valorizzazione delle secolari querce  di Tebano e la riattivazione dello storico ponticello.

Noi pensiamo che l’Unione dei comuni della Romagna faentina e i comuni interessati, dovrebbero in sinergia predisporre un’idonea segnaletica stradale per favorire e proteggere questa nuova forma di turismo ecologico. Pensiamo che la scelta della strada del foliage e la particolare attenzione ai suoi estimatori si sposi molto bene col progetto di Ciclo via del Senio-Lamone. Assieme avrebbero il pregio di valorizzare le produzioni tipiche locali, il km zero e le attività di ristorazione e servizio che già operano nel luogo. Insomma, una perfetta sintesi tra turismo, agricoltura ed ecologia.

All’iniziativa era presente l’assessore all’Ambiente del comune di Faenza Luca Ortolani che ha mostrato interesse e che si è impegnato ad approfondire e proseguire la discussione sull’argomento.

Ieri sera 26 novembre, a Fusignano al Granaio, si è svolto un incontro pubblico promosso dall’Amministrazione comunale per fare il punto sul tema della sicurezza e della manutenzione del fiume Senio. Ricordo che il 26 novembre è l’anniversario di una devastante rotta del fiume proprio a Fusignano e ricordo che quando celebrammo il 70° il sindaco Nicola Pasi promise che da allora in poi, ogni anno, si sarebbe fatto pubblicamente il punto si sicurezza e manutenzione del Senio. Impegno mantenuto e che siamo certi proseguirà.

L’incontro, aperto dal Sindaco, ha visto una interessante comunicazione dell’architetto Rodolfo Gaudenzi che ha illustrato il contesto morfologico, ambientale e paesaggistico in cui il Senio scorre. Poi è seguita una comunicazione di merito da parte dell’ingegnera Caterina Mancusi responsabile del Servizio Sicurezza territoriale e Protezione Civile della provincia di Ravenna. Si sono susseguiti interventi e risposte e alla fine il riassunto delle cose dette è questo.

  • Il Senio è e continuerà ad essere un fiume problematico per la sicurezza, quindi massima attenzione.
  • Negli ultimi anni c’è stato un graduale aumento delle risorse finanziarie, ma sono ancora insufficienti.
  • Il Servizio di Sicurezza conferma un cambio di atteggiamento nei rapporti con i portatori di interessi confermando il loro coinvolgimento attivo.
  • La manutenzione ordinaria del fiume, come metodo di lavoro, parte dalla foce e va verso la sorgente. Una nuova fase di manutenzione è stata inaugurata disostruendo gli accumuli di materiale di riporto alla confluenza col Reno.
  • La zona di Fusignano è attualmente interessata ad un intervento di rilievo (600.000 €); lo scopo principale è quello di ampliare la portata del fiume che sarà ottenuto asportando l’ingente materiale di riporto che attualmente copre le sassaie collocate nel dopoguerra. Il materiale ricavato servirà a rafforzare gli argini al loro esterno. Ci si avvale di una ditta specializzata anche nella ricerca che alla fine dei lavori inerbirà gli argini con un nuovo tipo di erba più adatta a favorire lo scorrimento dell’acqua.
  • Tutte le arginature saranno oggetto di carotaggi per verificare con quale materiale furono a suo tempo costruite, non avendo la certezza della loro qualità.
  • Il Servizio, salvo imprevisti, garantisce due tagli dell’erba all’anno. Questo consentirà una discreta percorribilità della sommità degli argini – a piedi e forse in bici – da Tebano al Reno. Eccetto un tratto di circa 1 km, dopo Alfonsine, dove per problemi strutturali di vecchia data, non essendo possibile adeguata manutenzione della golena sotto la ferrovia e sotto il viadotto, occorre procedere lungo la strada.
  • Il tratto fra Ponte di Felisio e Ponte del Castello è stato interessato da un importane intervento manutentivo. Si conferma per quel segmento la particolare vocazione ambientale che si vuole conservare. Si pensa ad un intervento di abbassamento di tratti di golena per produrre un effetto “cassa” al momento delle piene.
  • I ponti della Ferrovia adriatica e della via Emilia sono di competenza di Fs e di Anas, quindi ogni domanda riferita alla loro sicurezza, va riportata in quegli ambiti.
  • In corrispondenza del ponte sulla via Emilia, le rive e la golena del fiume sono state disostruite dalla vegetazione in eccesso nella parte Nord. Ora si sta operando nella parte sud dal lato Faenza. Si procederà anche dall’altro lato dove purtroppo pare ci si trovi in presenza di una non adeguata collaborazione da parte della proprietà privata dell’argine.
  • La frana di Biancanigo al momento pare ferma. Pur tuttavia desta preoccupazione ed è oggetto costante di attenzione. Pare si registri anche qui una non adeguata collaborazione da parte della proprietà privata del terreno. In corrispondenza della frana, dove l’acqua ha iniziato ad erodere la riva, sarà fatto a breve un intervento di ripristino della sassaia.
  • Casse di laminazione (espansione). Il Servizio è in attesa di ricevere il fascicolo, diventato di sua competenza (se ho ben capito). Si confermano le difficoltà ad acquisire l’area per l’ostruzionismo di un privato, parte in causa. Il progetto – tecnicamente molto valido – che deriva dalla gestione dell’ing. Miccoli si pensa dovrà essere rivisto alla luce della definizione del tema proprietà e quindi di quanto effettivamente sarà ampia la seconda cassa. Il Servizio è disponibile ad un confronto di merito con i portatori di interessi circa le scelte che hanno riferimento al contesto ambientale e alla rinaturalizzazione dell’area, obbiettivo al quale lo stesso Servizio si dichiara sensibile. Da tutto questo si evince come la previsione di ancora quasi due anni prima dell’avvio dei lavori resa dall’assessore regionale Irene Priolo sia concreta e forse ottimistica.
  • Aggiungo che il Sindaco nel corso del suo intervento ha comunicato che prossimamente il ponte di Fusignano sarà oggetto da parte della Provincia di un importante intervento di consolidamento e manutenzione (circa 600.000 €).

Il mio resoconto termina qui. Invito chi volesse precisare o aggiungere cose che mi siano sfuggite, a farlo usando “commenti” o scrivendomi. Provvederò alle implementazioni necessarie. Dalla serata – per ragioni funzionali ben comprensibili – è rimasto escluso il tema della Ciclovia del Senio. Riprenderemo a breve l’argomento.

Presto, come Associazione Amici del Senio, interverremo nel merito con nostri contributi ed idee, confermando lo spirito collaborativo che ci anima.

Domenico Sportelli

Giovedì 26 novembre al Granaio di Fusignano si parlerà di manutenzione del Senio, ma penso anche di casse di espansione alla luce delle risposte dell’assessora regionale all’Ambiente Irene Priolo.

Ringraziamo Nicola Pasi – sindaco di Fusignano – e l’Autorità del fiume – rappresentata in questo caso dalla signora Caterina Mancusi – che mantengono la promessa di un incontro annuale per parlare della sicurezza del Senio nella data della ricorrenza della rotta del fiume a Fusignano avvenuta nel 1949.

 

Dispiace dirlo, ma con le casse di espansione la politica non ci fa una bella figura. L’ultima informazione che abbiamo e che riteniamo attendibile in quanto resa dall’assessora regionale all’Ambiente Irene Priolo, quindi da una fonte ufficiale e responsabile, è che occorrano ancora 15 mesi per avere il progetto esecutivo dell’opera. Dopo di che occorreranno altri sei mesi per eseguire la gara per affidare i lavori. Poi il tempo per realizzare l’opera.

Questo è quanto risulta dalla risposta ad una interrogazione presentata alla Giunta regionale da Silvia Zamboni, consigliera di Europa verde e vice presidente dell’Assemblea regionale. Va detto che la risposta è ben circostanziata, come potete rendervi conto leggendola.

Alcune persone esperte della materia ci dicono che, visto la mole di lavoro che c’è ancora da fare per avere la progettazione definitiva, i tempi previsti sono, a loro parere, ottimistici. Quello però che ancora una volta sorprende è il rinvio negli anni dei tempi di realizzazione di un’opera giudicata fondamentale per la sicurezza dei cittadini della vallata. Sicuramente ci sono stati problemi indotti da fattori esogeni – come il fallimento del privato che gestiva l’escavazione – ma questo non giustifica il ritardo macroscopico accumulato e sopra tutto la contradditorietà delle notizie espresse negli anni. Al solo leggere la rassegna stampa e documentale di questa vicenda si resta sconcertati. Per averne una prova basta leggere quello che ci dissero nel 2019  In primavera del 2020 il bando per le casse di espansione del Senio .

Adesso l’augurio è che le affermazioni dell’assessora Irene Priolo contenute nel documento che potete leggere e che appaiono credibili, siano questa volta mantenute nei fatti. Questa vicenda però insegna che bisogna stare sul pezzo. Sarebbe forse necessario che le due Unioni dei comuni del Senio individuassero una figura, un assessore, a cui affidare il compito di seguire giorno per giorno questa annosa vicenda.

Concludo riprendendo un aspetto non secondario relativo all’opera che si vuole realizzare. La valutazione di impatto ambientale correlata al progetto iniziale prevede che l’intera zona delle casse di espansione sia rinaturalizzata e resa ai cittadini come area di interesse ambientale. Ricordiamo il pre esistente bosco di querce secolari da proteggere e il fatto che in questi anni abbia nidificato in quei luoghi una popolazione di animali caratteristica delle zone umide. Da anni chiediamo chiarimenti e chiarezza su questo tema. Abbiamo offerto idee qui espresse  Restituiamo il paesaggio al paesaggio senza però essere ascoltati. E questo per la politica sarebbe un errore a cui porre rimedio.

Alcune settimane fa ho posto per interposta persona – Tiziano Zaccaria, redattore delle news del Polo Tecnologico di Faenza – una domanda al presidente della nostra Regione, Stefano Bonaccini. Riguardava la ciclovia del Senio. Domanda e risposta sono comparse nella news ed ora la pubblico anche nel nostro sito.

Domanda. Gli argini dei fiumi e ancor più i crinali delle nostre colline attraggono un numero sempre maggiore di persone che amano le bellezze del nostro territorio. Da anni è in corso una iniziativa volta a realizzare la ciclovia del Senio, dalla collina alla valle, alla ciclovia del Vento (Venezia – Torino), al mare (ciclovia della Costa adriatica). Concorda con questo tipo di infrastrutture e quale ruolo può avere la Regione per la loro concretizzazione?

Risposta. “L’Emilia-Romagna ha un rapporto straordinario con le due ruote. Cito solo due dati: la quota spostamento in bici è del 10%, il doppio della media nazionale, mentre la rete di ciclabili ha oramai superato i 1.200 chilometri, con una pianificazione che ne prevede a breve, quasi 4mila. E questo è solo la punta dell’iceberg, perchè la bicicletta è una opportunità unica: non solo per ridurre l’inquinamento e nella lotta alla sedenterietà, con un notevole risparmio di spese sanitarie che potremmo dedicare altrove, ma anche dal punto di vista economico. Come le ciclovie, appunto, che incarnano perfettamente quel turismo slow ed esperienziale che negli ultimi anni ha preso piede e sta vedendo crescere numeri e fatturato.

La ciclovia del Senio rientra in un progetto più ampio, di tipo storico e naturalistico che collega Tebano e Castel Bolognese, ed è stato finanziato con 380mila euro di fondi regionali. Sarà collegata alla ciclovia del Sole, il percorso nazionale che in pochi mesi di apertura sta facendo registrare numeri record. Per tutte queste ragioni, la Regione ha intenzione di continuare a investire sulla mobilità dolce anche nei prossimi anni”.

La risposta di Bonaccini è importante: la Regione E/R sostiene la Ciclovia del Senio. La vede in collegamento con la ciclovia del Sole (Bologna – Verona). Una piccola novità per noi, certamente positiva. Aggiunge qualcosa al dato conosciuto fino ad oggi del suo collegamento con la ciclovia del Vento (Torino – Venezia) e con la ciclovia dell’Adriatico (Trieste – Puglia).

Adesso aspettiamo il progetto in carico alle Unioni dei comuni del Faentino e della Bassa Romagna che ci risulta essere in corso di realizzazione, secondo quanto alcuni mesi fa ci ha detto il Sindaco di Faenza Massimo Isola. Progetto che farà parte della progettazione più generale legate al PNRR (piano Nazione di Ripresa e Resilienza).

Con una lunga intervista di due pagine al tabloid della Bassa Romagna Gentes (n. 32 del 10 settembre), Claudio Miccoli torna da fresco pensionato sul tema della sicurezza dei fiumi. Egli è stato fino al primo aprile scorso il dirigente dell’Agenzia regionale Sicurezza del territorio e Protezione Civile con conseguenti competenze specifiche sul Bacino del Reno e sul Senio. Si tratta di una persona di grande esperienza con la quale alla fine, dopo anni di difficoltà, siamo riusciti a tessere un rapporto di confronto costruttivo. Fra le tante cose assai interessanti da leggere nella sua intervista, frutto della sua decennale esperienza sul campo, ne annotiamo due:

  • le casse di espansione del Senio entreranno in funzione nel 2025;
  • i percorsi ciclo pedonali sopra gli argini dei nostri fiumi si possono fare.

Casse di espansione. Secondo le mie indicazioni, dice Miccoli, il lavoro deve essere appaltato entro quest’anno (2021) e i lavori iniziarsi entro primavera-estate del prossimo anno (2022). Lavori che dureranno non meno di due anni e quindi possiamo parlare di inaugurazione nel 2025. Mentre è interessante la conferma che l’opera si farà, quello che ancora non è chiaro sono i tempi. E mi scuso se insisto.

Nel corso degli anni abbiamo capito che i lavori da fare – quindi gli appalti da accendere – sono due:

  • le arginature della seconda cassa – quelle non realizzate dalla ditta escavatrice e per quello denunciata dalla Regione – da realizzare a carico della Regione (Agenzia regionale Sicurezza del territorio e Protezione Civile);
  • le opere di adduzione delle casse al fiume – quelle finanziate per 8,5 milioni – senza le quali le casse non funzionano, per le quali occorre fare un bando europeo della presumibile durata di un anno – si è detto in passato – dopo di che ci saranno i tempi per l’affidamento dei lavori (credo).

Quando Miccoli afferma che i lavori debbono essere appaltati entro quest’anno (2021) penso si riferisca alle opere di adduzione, quelle che presuppongono un bando europeo della durata procedurale di un anno. Viene allora da pensare che il bando sia già stato emanato da tempo. Il fatto è che nell’apposito registro della Regione (pubblico) non troviamo traccia di questo bando.

Allora le domande che ci sentiamo di avanzare – lo proporremo anche a Gentes, qualora volesse continuare a seguire la questione – sono queste:

  • i lavori che deve fare la Regione – le arginature della seconda cassa – sono in corso di attuazione e quando termineranno?
  • quale è il crono programma per la realizzazione delle opere di adduzione (bando europeo – affidamento dei lavori – inizio e conclusione dei lavori.

Credo che la risposta a queste domande, dopo le affermazioni di Miccoli – che però nel frattempo è andato in pensione – debba essere fornita dall’Assessore regionale all’Ambiente e dal nuovo Dirigente dell’Agenzia (di cui purtroppo non conosciamo ancora nemmeno il nome).

Il percorso ciclo pedonale. Nella sua intervista Miccoli afferma che i percorsi pedonali sopra gli argini si possono fare. Vi invito a leggere con attenzione la precisa risposta di Miccoli alla domanda specifica (V foto a lato). Nella realtà questo è testimoniato dal fatto che il comune di Castel Bolognese nelle prossime settimane attiverà i lavori  per realizzarne sei chilometri nel suo territorio (fino alla diga steccaia di Tebano) finanziati al 50% dalla Regione.

Su questo punto purtroppo mi viene alla mente quando per diversi anni, alcuni sindaci della vallata, nel contrastare la nostra richiesta di ciclo via, ci hanno messo sul tavolo una lettera – della quale non conosciamo la genesi – della stessa Autorità del fiume che ne negava la possibilità.

Evidentemente esisteva un equivoco, un fraintendimento, oppure semplicemente il fatto che qualcuno ha cambiato opinione. Resta il fatto che se questo equivoco, chiamiamolo così, è potuto essere risolto grazie all’iniziativa degli Amici del Senio, forse a maggior ragione avrebbe potuto esserlo con l’intervento delle Amministrazioni comunali, guadagnando in tal modo qualche anno di tempo.

Continuando la nostra iniziativa per la sicurezza del Senio e le casse di espansione, chiederemo alla politica di avere risposte ai quesiti che abbiamo posto.

Per la ciclo via collina/mare organizzeremo presto un flash mob a sostegno del progetto che le Unioni si sono impegnate a realizzare.

 

 

Alcuni mesi fa il comune di Castel Bolognese ha promosso un bando per “Idee ricostituenti” da innervare nel territorio ai fini del suo sviluppo. Ha chiesto a tutti uno sforzo di partecipazione al quale abbiamo ritenuto giusto partecipare anche come Amici del Senio. Cosa che faremo anche a fronte di analoghe iniziative che altri comuni del Senio pensassero di mettere in campo e per le quali fosse richiesto di contribuire.

Abbiamo partecipato, ma non abbiamo vinto. Il nostro progetto, arrivato secondo, ha raccolto 16 voti da parte del pubblico, contro i 21 del vincitore. Pur tuttavia rimane un progetto valido, da considerare in futuro, qualora l’Amministrazione comunale decida di vagliare non solo la prima idea, ma anche quelle altrettanto valide, oggetto del processo di partecipazione.

L’idea presentata da parte nostra – e che qui esponiamo – è quella di attuare una rete di percorsi nel territorio di Castel Bolognese e dintorni per la salute, la lentezza, la gioia di vivere. Per scoprire e valorizzare la storia, il lavoro, i sentimenti di una comunità. Per ricostituire la memoria del nostro territorio e conoscere il nuovo paesaggio derivante dal rapporto fra il lavoro dei contadini e la natura.

Il progetto ha come titolo:

Alla ricerca dello spazio perduto. Crinali e chiese, fiumi e laghetti, città e campagna.

Questi i percorsi proposti, utilizzando la rete già in corso (strade, stradelli, carraie, sentieri).

1 – Dal Mulino Scodellino alla diga steccaia leonardesca. Giro ad anello di 21 km. Partenza: stazione Fs, Mulino Scodellino, argine del Senio per via Gradasso, diga steccaia leonardesca. Ritorno lungo la ciclopedonale del Senio fino al Boccaccio, monumento Sminatori, piazze di Castel Bolognese e Museo all’aperto Angelo Biancini, stazione Fs.

2 – Il percorso delle ginestre. Da Riolo Terme a Castel Bolognese lungo il crinale di monte Ghebbio (Km 15 circa). Punto partenza Castel Bolognese in pullman di linea fino alla stazione di Riolo Terme. Si sale il Mazzolano, si prosegue lungo la stradina per monte Ghebbio e Campolasso. Poi per via Pozze, via Zirona, via Marchesina vecchia e si arriva alla zona sportiva di Castel Bolognese.

3 – Il crinale vista valle, Gessi e laghi. Dai Vernelli verso Pideura e ritorno per la strada del foliage. Partenza Tebano.

4 – Il giro dei vulcanetti della Serra.  Partenza dalla chiesa della Serra. Si scende ai vulcanetti, si prosegue verso sud lungo il rio Sanguinario fino alla corrispondenza di Campolasso. Si sale fino al crinale da cui si torna alla chiesa della Serra.

5 – Il giro delle Parrocchie di campagna. Partenza da qualsiasi parrocchia. L’idea è quella di un percorso indicato, che ponga in relazione, percorrendo le strade esistenti, le chiese di: Pace, Casalecchio, Borello, Serra, Campiano, Tebano, Biancanigo e Pace. Il percorso toccherebbe le principali Cantine di Castello, allora si potrebbe pensare di omaggiare chi lo percorre di una bottiglia di vino con etichetta dedicata.

6 – Altro percorso potrebbe essere, con partenza dalla zona Sportiva: via Marchesina vecchia, Biancanigo, Parco fluviale, via Boccaccio, Castel Bolognese.

7 – Da ponte a Ponte. Alla scoperta dei meandri del Senio dal Ponte del Castello al ponte di Felisio, con ritorno sull’altro argine.

8 – Sarebbe opportuno dotare di cartellonistica dedicata il Percorso della 50 km di Romagna – corsa oramai famosa in tutta Europa – per aiutare a percorrerla (piedi o bici) in qualunque giorno dell’anno.

Infine segnaliamo l’opportunità di realizzare due guadi o ponti ciclopedonali del Senio – uno verso Casale – l’altro in corrispondenza della Pocca e verso la ex cava Falcona e i Vernelli.

Il primo passo per realizzare questo progetto potrebbe consistere nel verificarne la fattibilità, tramite incarico ad uno studio professionale di giovani. Poi la progettazione di un sistema di cartellonistica coordinato, tenuto conto che per quanto riguarda la percorrenza sarebbe possibile fare completo riferimento ad infrastrutture già presenti .

Concludo dicendo che questo schema pensato per il comune di Castel Bolognese può essere la traccia per analoghe iniziative in tutti i comuni della vallata del Senio. L’Associazione Amici del Senio potrà offrire il sostegno dell’esperienza realizzata sul campo in questi anni.

Domenico Sportelli

Oggi un giornale locale affronta il tema della siccità. Purtroppo si limita a riportare il parere di un esponente sindacale, senza però entrare dentro al problema. Esso afferma che bisogna trattenere l’acqua in inverno lungo i fiumi. Vorrei ricordare che le oramai famose Casse di espansione del Senio, oltre a proteggere la Bassa Romagna in caso di forti piogge in Appennino, sono progettate anche per contenere acqua – milioni di metri cubi di acqua – per rilasciarla al fiume in estate in caso di necessità.

L’avvio dei lavori per le casse di espansione è di circa venti anni fa. Da circa dieci anni una è completata e sono finanziate le opere di adduzione  casse/fiume per oltre 10 milioni di euro, cifra ingentissima. Da circa cinque anni l’Ente di bacino, che dipende dalla nostra Regione, afferma ogni anno che di lì a qualche mese la Regione avvierà i lavori per completare la seconda cassa e che contemporaneamente potrà partire il bando europeo per l’assegnazione dei lavori di adduzione e che dopo circa un anno potranno partire. Ho messo parecchi circa, perchè non credo competa agli Amici del Senio documentare la precisione, cosa che invece, se lo vorrà, potrà fare la stampa, consultando le fonti.

Mi chiedo a che gioco si stia giocando. Si afferma che i cambiamenti climatici porteranno alla distruzione del pianeta, se non si affronta subito il problema. Si sa, oramai si vede, che la siccità è uno dei primi segnali del tema surriscaldamento e che l’acqua sarà la risorsa decisiva per resistere. L’Emilia e Romagna, fra altro, ha deciso di mettere soldi propri, assieme ai tanti che ha stanziato il Governo, per trattenere in inverno l’acqua del Senio e rilasciarla in estate quando l’agricoltura ne avrà bisogno. Allora la domanda é cosa aspetti la Regione a realizzare quegli invasi, decisi da anni e già finanziati. E’ troppo chiedere una risposta a questa domanda?

Aggiungo che di fronte al tema siccità e surriscaldamento – da cui deriva – ognuno dovrebbe fare la propria parte. E torno al tema delle casse di espansione – di milioni di metri cubi di acqua che la nostra campagna in questi giorni potrebbe avere, se fossero state realizzate – per chiedere perchè nessuno si interessa a questo tema. Perchè non i sindacati di categoria? Perchè non i contadini che potrebbero stimolare un argomento ben più importante dei presunti danni arrecati da quelle poche persone che una volta ogni tanto transitano per una loro carraia? Perchè non le forze politiche che governano la nostra Regione? Perche non le forze di opposizioni le quali mancano così clamorosamente alla loro funzione?

 

 

 

 

 

Sono 14 i racconti del Senio arrivati alla segreteria del concorso. Pochi o tanti non so, sono questi. Adesso il lavoro passa alla giuria. Tre docenti stanno definendo i criteri per stilare la graduatoria e assegnare i premi. Lavoreranno il mese di agosto, nel frattempo decideremo come concludere l’iniziativa.

Vorremmo che il lavoro fosse utile e che ne rimanesse traccia. Accettiamo consigli. Possiamo pensare ad un’antologia dei racconti del Senio? Casomai ampliata da una selezione di racconti già pubblicati? Dite la vostra.

Abbiamo dotato il concorso di premi. Anche consistenti, visto le nostre scarse disponibilità. L’abbiamo fatto perchè riteniamo giusto riconoscere il valore della cultura e premiare lo sforzo di chi si applica per promuoverla.

Sarebbe utile che qualcuno ci desse una mano, anche economicamente. Che so, un’azienda della vallata, una cantina che volesse promuovere una sua etichetta, un’attività che volesse legare il proprio nome al Senio e alla cultura. Non serve molto, ma sarebbe di buon aiuto.

Un sincero ringraziamento alle persone che hanno scritto e a quanti stanno collaborando alla buona riuscita dell’iniziativa, a partire dai tre professori che formano la giuria.

 

 

Con questa nota rendiamo noto pubblicamente il nostro bilancio economico finanziario relativo all’anno 2020. Questa la sintesi del bilancio approvato dai soci nel corso dell’assemblea svolta ieri sera, 28 luglio.

Come vedete nel 2020 abbiamo registrato un disavanzo di esercizio di 446 euro che l’assemblea ha deciso di ripianare a scapito del fondo di riserva che così passa da 2.424 euro a 1.977 euro.

Purtroppo questo risultato era previsto. La pandemia ha inciso negativamente limitando l’attività dell’Associazione, incidendo così nel numero degli iscritti passato dai 113 del 2019 ai 76 del 2020 (per fortuna nel 2021 siamo già a 111) e diminuendo la possibilità di introiti dovuti ad attività sociali. Mentre le spese gestionali fisse (circa 800 € all’anno) sono rimaste inalterate.

Dobbiamo dire che nonostante la pandemia nel 2020 non siamo rimasti fermi. Quando le regole ce lo hanno consentito ci siamo mossi, ascoltando il dovere morale di non arrenderci alle difficoltà e reagendo. Abbiamo promosso iniziative pubbliche importanti a Palazzuolo sul Senio e a Tebano e diverse camminate di fiume. Siamo stati presenti sul tema della solidarietà e promosso una iniziativa che ha portato a piantare oltre 500 alberi lungo la valle del nostro fiume. Abbiamo proseguito con impegno le nostre iniziative sui temi della ciclabile del Senio e della sicurezza, con particolare riferimento alle Casse di espansione.

Nel corso dell’assemblea alcuni soci hanno fatto presente le difficoltà crescenti a carico delle Associazioni più piccole derivate dal costante aumento della burocrazia e dalla contrazione delle attività derivate dal covid. Un grido di allarme che deve essere ascoltato e valutato. Alcuni hanno suggerito che le Pro Loco potrebbero assumere una funzione di ombrello protettivo atto a salvare il prezioso tessuto associativo presente nei comuni, che rischia di sparire.

In riferimento al bilancio, desidero fare notare la voce 5 per mille. Nei prossimi mesi incasseremo 601 € relativi alle sottoscrizioni relative alle denunce dei redditi 2018 e 2019. Desideriamo ringraziare con gratitudine tutte le persone che ci hanno donato questo contributo. Vi faremo sapere presto come spenderemo questa entrata che non andrà a coprire spese ordinarie, ma che sarà destinata ad investimenti di carattere sociale per il bene comune.

Concludiamo questa nota con gli impegni di lavoro che abbiamo deciso per i prossimi mesi, così riassunti:

  • Concluderemo nei tempi fissati il lavoro de I racconti del Senio;
  • promuoveremo un flash mob sui ponti del Senio per sensibilizzare la popolazione e sostenere l’impegno dei comuni per la progettazione della ciclo via del Senio;
  • indiremo una giornata di raccolta delle mascherine e plastica abbandonata che potrebbero essere portate dal Senio al mare, con i danni che potete immaginare;
  • svilupperemo un calendario di camminate sul Senio, da Ponte a ponte;
  • lavoreremo sul tema della costruzione di una mappa della comunità del Senio a partire dai luoghi da cui riceviamo idee e contributi, al momento il Borgo dei Crivellari e San Potito;
  • attiveremo una Cena sociale per sostenere economicamente gli Amici del Senio.

Questo è tutto e … continuate a sostenerci.