Nei giorni scorsi abbiamo riunito il Consiglio per pensare a cosa fare il prossimo anno. Una cosa è oramai certa, per i nostri obbiettivi il 2019 finirà bene e anche il 2020 inizierà bene.

Ieri, 13 dicembre 2019, abbiamo incontrato Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo, per parlare con lui della valenza turistica del progetto di ciclabile del Senio. L’incontro è stato positivo e domani vi informeremo.

Il 14 gennaio 2020, parteciperemo al gruppo di lavoro, sindaci e tecnici, per compiere il passo che speriamo definitivo per redigere il progetto preliminare della ciclabile del Senio. Un progetto che abbia le carte in regola per partecipare ai bandi europei di finanziamento.

Finalmente si parla di ciclabile del Senio, se ne parla da Palazzuolo sul Senio, ad Alfonsine. Siamo al cuore dei nostri obbiettivi, alla ragione per la quale la nostra Associazione sei anni fa è sorta. E’ quindi evidente che le nostre attività del prossimo hanno saranno fortemente segnate dal tema del percorso naturalistico e ciclabile del Senio. Oltre che dai temi della sicurezza e della manutenzione.

Per le nostre attività del 2020, al momento le idee sono queste. Ne seguiranno certamente altre che faremo conoscere.

Promuovere a febbraio o marzo una iniziativa di livello che metta a confronto la ciclabile del Senio – e ci permettiamo di aggiungere come auspicio, del Lamone – con quelle verso le quali si dipana: la ciclabile Ravenna Ferrara e quella del Vento, da Torino a Venezia. Cercheremo anche il contributo dell’inventore dell’Eroica toscana, di Davide Cassani e del mondo del ciclismo amatoriale, compreso i costruttori.

Il 9 e 10 maggio, Camminata del Senio da Tebano a Rossetta in due tappe, con sosta a Cotignola. Completeremo così il Cammino del Senio avviato nel giugno scorso con le prime cinque tappe.

Inizio luglio, Acque e Miracoli a Tebano, sempre come anteprima dell’Arena delle balle di Paglia di Cotignola.

In primavera, camminata sul Senio dal Ponte del Castello a Felisio per visitare i Meandri del Senio e sostenere l’idea di un’area tutelata in quei 23 ettari di bosco.

Pensiamo di aderire a Lom a Merz e di essere presenti al meglio del possibile alla Camminata del 25 aprile, da Cotignola alla Rossetta.

Svilupperemo iniziative a Palazzuolo, a Borgo Rivola e ad Alfonsine dove, sostenendoci con una camminata, chiederemo sia reso percorribile a piedi e in bici l’argine di dx, fino al Reno. Tratto questo risultato il più impervio del Senio nella Camminata dello scorso giugno.

Vorremmo fare conoscere le quattro mostre allestite sul Senio al mondo della Scuola.

Sullo sfondo l’idea della prima festa del cocomero bianco da farsi in una località – da identificare – lungo il Senio.

Conclude scrivendo che il programma sarà commisurato alle forze di cui disponiamo. Abbiamo bisogno di attivisti, chi può darci una mano si appalesi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Granaio colmo a Fusignano martedì sera per ricordare la rotta del Senio di settanta anni fa e parlare del futuro. La serata è iniziata con una rappresentazione dell’evento. Mentre, a luci spente, passavano le immagini del film in proiezione quella sera al cinema – Scheherazade, con l’allora famosa Yvonne De Carlo – gli amici della compagnia Teatrale di Rosetta hanno ricostruito la colorita scena che avvenne nel momento in cui l’argine cedette. Ringraziamo per questo gustoso contributo Luciano Boschi, Massimo Mazzotti, Gloria Gramentieri e Maurizio Gramentieri che si sono gentilmente prestati alla messa in scena. A seguire, Giuseppe Bellosi, apprezzato attore, scrittore e ricercatore storico ha rievocato qual triste momento, riferendosi alle testimonianze di quel tempo.

La sala del Granaio

Perchè le casse di espansione non sono ancora partite?

Nella consapevolezza che quel triste episodio potrebbe riaccadere, dopo il ricordo, la serata ha consentito di fare il punto sul tema della sicurezza del Senio. L’ingegnere Claudio Miccoli, responsabile del Servizio Area Reno e Po di Volano, ha spiegato le ragioni dei ritardi nell’entrata in funzione delle casse di espansione programmate quasi venti anni fa. Ragioni che stanno, a suo dire, nella complessità del progetto originario che partiva da cave di inerti che dovevano poi trasformarsi in casse di espansione. In seguito si sono registrati problemi, risolti solo in queste settimane, nella gestione del rapporto con i privati proprietari dei terreni. Inoltre è stato necessario adeguare il progetto dell’opera alle mutate condizioni climatiche e metereologiche, elevandone la qualità. Non per ultimo l’aspetto dei finanziamenti, oltre 10 milioni, dei quali si è avuto la disponibilità solo nell’agosto scorso.

La cassa di espansione oggi.

Nella primavera del 2020 partirà il bando per l’opera.

Superati questi problemi, Miccoli ha affermato che nella primavera del 2020 si potrà indire il bando europeo per l’assegnazione dei lavori. Un’altra buona notizia consiste nel fatto che è stata appaltata per tre anni la manutenzione ordinaria del Senio per un importo di 300 mila euro, uscendo così da una fase emergenziale durata troppo a lungo. Miccoli ha poi aperto alla possibilità che il fiume possa tornare ad essere frequentato dalle persone e anche all’idea, sostenuta con forza dagli Amici del Senio, di attuare un percorso naturalistico collina – mare, alla condizione che non si mini la stabilità degli argini e che non costituisca intralcio e obbligo di alcun tipo per chi ha la responsabilità di gestire la sicurezza del Fiume.

Tavola presentata dal dottor Claudio Miccoli

Sarà un’opera di alto livello.

Il dottor Miccoli ha poi fornito alcuni dati molto importanti e da conoscere. Il funzionamento dell’opera consentirà di intervenire nei momenti di picco della fiumana. In quella fase le casse si riempiranno. Passato il picco, l’acqua tornerà al fiume, salvo un determinato quantitativo che resterà in deposito nelle casse per poi essere utilizzata in estate a supporto del Consorzio per l’irrigazione delle campagne, oppure per mantenere al fiume in caso di siccità estrema il minimo decorso vitale dell’acqua.  Le casse conterranno 4 milioni di metri cubi di acqua dei quali 1,5 milioni resterà in deposito per gli usi civili sopra descritti. Altro dato molto interessante fornito da Miccoli riguarda la subsidenza della pianura ove il Senio scorre: 1,5 metri dal dopoguerra ad oggi; questo significa che gli argini si sono abbassati di fatto di un metro e mezzo, quindi di un grave pericolo aggiuntivo derivato dalle estrazioni dal sottosuolo. L’opera sarà protetta per 3,5 chilometri, sopra e sotto, da una particolare messa in sicurezza del fiume. Costerà oltre 10 milioni di euro, costituiti da interventi dello Stato e della Regione.

Immagini della Mostra della rotta.

Avremo il percorso naturalistico del Senio.

Il Senio però, oltre a fonte di preoccupazione, può rappresentare anche un volano di sviluppo per l’economia della sua vallata. In questa visione, Domenico Sportelli, presidente dell’Associazione Amici del fiume Senio, ha dato sostanza all’idea di un percorso ciclo pedonale del Senio che unisca la collina al mare, i parchi regionali del Gesso e del Delta e che si colleghi al progetto nazionale di ciclabile del Vento, da Torino a Venezia. Sportelli ha poi informato del fatto che recentemente le Unioni comunali della valle del Senio hanno condiviso l’impegno di promuovere un progetto preliminare di ciclabile lungo il percorso del Senio, con le caratteristiche di poterlo candidare ai bandi di finanziamento europeo.

Il tratto di ciclabile del Senio già in funzione a Castel Bolognese

Alla Regione piace che il tema della sicurezza venga coniugato con il turismo lento.

L’assessora regionale ad Ambiente e Protezione Civile Paola Gazzolo, ha confermato le affermazioni e gli impegni esposti dal dottor Miccoli ed ha espresso un consenso non formale all’idea che il fiume possa rappresentare in futuro anche vettore di turismo lento e opportunità economica per le popolazioni della vallata. La Gazzolo ha sottolineato il ruolo della Regione per sbloccare le vicende delle casse di espansione, intervento decisivo, che ha potuto consentire lo sblocco dell’iter procedurale che porterà al bando nella prossima primavera.

L’assessora regionale Paola Gazzolo

Il 26 novembre del 2020 ci rivedremo a Fusignano per vedere se alle parole sono seguiti i fatti.

Al termine della serata, il sindaco di Fusignano Nicola Pasi, ha espresso il proprio compiacimento per la folta presenza di pubblico e la propria soddisfazione per gli impegni esposti da Miccoli e dalla Gazzolo circa le diverse tematiche del Senio. Non mancando di rilevare i ritardi di questi anni, ha assunto l’impegno di riconvocare fin da ora analoga riunione il 26 novembre del prossimo anno, per verificare, alla presenza dei tecnici e della Regione lo stato dell’arte a quel momento.

Il sindaco di Fusignano Nicola Pasi con Giuseppe Belosi

Grazie.

A conclusione del riassunto della serata, gli Amici del Senio ringraziano l’Amministrazione comunale di Fusignano e la Pro Loco per il decisivo supporto che hanno fornito alla Creazione della Mostra della rotta e della serata del ricordo. Non possiamo dimenticare il decisivo lavoro organizzativo svolto da Roberto Torricelli e Marcello Bezzi, gli amici fotografi e tutti coloro che hanno fornito testimonianze e supporto. Grazie all’ingegnere Claudio Miccoli e all’assessora Paola Gazzolo per il loro contributo portato.

Desidero ringraziare l’Associazione Acquerellisti Faentini per il lavoro che hanno fatto ieri a Castel Bolognese. La mostra delle opere dei concorsi “I colori del Senio” e il laboratorio di pittura per i bambini, sono stati molto ben accolti e apprezzati dal pubblico della Festa del Bracciatello e del Vino Novello.

L’idea di portare l’arte del disegno e della pittura a contatto col pubblico di una festa, è stata buona, Siamo contenti, come Amici del Senio, di avere contribuito al successo dell’iniziativa della Pro Loco castellana. Disposti a collaborare con tutte le pro loco del Senio per analoghi eventi.

La riuscita del workshop è stata corroborata dalla presenza del professor Pietro Lenzini, accademico delle Belle Arti di Bologna che ha avuto modo di felicitarsi dell’intraprendenza degli Acquerellisti Faentini e dalla qualità del loro lavoro. Vediamo in questa foto il prof Lenzini con Luca della Godenza, sindaco di Castel Bolognese.

Fra le tante cose belle viste, un quadro dipinto dalla signora Rossella Civolani di Lugo, dedicato alla Staffetta Partigiana e alla nostra bella piazza. Il quadro è stato regalato agli Amici del Senio. Assieme all’Anpi, che ha promosso il ricordo delle Donne nella Resistenza, decideremo come valorizzarlo al meglio. Anche la pittrice Stellina Conti di Fusignano ha dipinto un angolo della piazza. Il dipinto deve essere terminato e dopo lo vedremo.

La Staffetta partigiana prende forma

Incontrarsi significa anche scambio di idee. Parlando con alcuni artisti si è pensato per il futuro ad una estemporanea dedicata al Centro storico castellano e alla Mostra all’aperto di Angelo Biancini. Passiamo questa felice suggestione all’Assessore alla cultura di Castel Bolognese, confidando che in futuro voglia lavorarci, assieme ai pittori locali.

L’ultimo pensiero è per il professor Rolando Giovannini, presidente degli Acquerellisti Faentini, ieri in Giappone. Persona eclettica, artista della ceramica e amante dell’Arte, ha colto subito con favore l’idea di dare respiro al Concorso di pittura voluto a suo tempo da Silvano Drei, a Tebano. Assieme al suo vicario Roberto Ortali e a Laura Montanari, coordinatrice del Polo Tecnologico, hanno condotto con successo le redini dei cavalli in corsa.

Il Molino Scodellino di Rolando Giovannini

Il risultato è stato che, accanto alla storica Estemporanea di Tebano dedicato alla Vendemmia si sono sviluppati:

  • il Concorso ArtAquae lungo l’asta del Senio;
  • la mostra delle Opere a Riolo Terme;
  • il catalogo delle opere in mostra;
  • l’esposizione della mostra a Castel Bolognese;
  • il workshop di Castel Bolognese.

E non è finita. Di seguito alcune foto dell’iniziativa di ieri (con la promessa di editare un Cd contenente le migliori foto dei vari eventi).

 

 

 

Abbiamo chiuso il tesseramento del 2019 all’Associazione Amici del fiume Senio. Siamo 123 iscritti, solo nel 2017 siamo arrivati poco oltre. Contiamo aderenti residenti in 24 comuni, da Bologna a Cervia, compreso tutti quelli bagnati dal Senio. Record di iscritti a Castel Bolognese con 37 e Faenza con 28.

Il traino per le adesioni sono in genere le nostre iniziative, in ognuna delle quali viene allestito un banchetto dove ci si può iscrivere. Contare aderenti per noi è vitale in quanto ci fornisce lo stimolo decisivo per proseguire il nostro sforzo per la valorizzazione del Senio e di tutti i fiumi.

Cammino per l’acqua, cammino del Senio (giugno 2019)

Quando sei anni fa siamo partiti, l’idea di riavvicinare i cittadini al loro fiume era avanzata, in genere non se ne parlava molto. Solo Bagnacavallo si era mosso, dietro la spinta di abitanti volenterosi, per il tratto di Lamone da loro al mare. Ricordo che fu proprio l’allora vice sindaco di Bagnacavallo a sostenerci, assieme al precedente sindaco Mario Mazzotti.

Ristoro nel corso di una nostra camminata (2019)

Da allora la nostra idea di fondo ha conquistato la quasi generalità dei fiumi, sicuramente tutti quelli della Romagna. Oramai tutti parlano di turismo lento, della salute, motivazionale e tutti vedono nei loro fiumi il vettore di questo movimento al quale si annette un futuro radioso. Gli argini dei fiumi sono strade già fatte che aspettano solo di essere percorse a piedi e in bicicletta da migliaia di persone amanti del paesaggio. della natura e della particolare vivibilità dei piccoli centri.

Il Fai incontra il Senio alla diga steccaia leonardesca (Giugno 2019)

Il fatto è che nonostante questo movimento abbia da tempo radicato lungo il Senio, questo rimane il fiume dove le autorità meno hanno lavorato nella direzione verso la quale oramai tutti corrono.

Però qualcosa di muove. E’ di pochi giorni fa una riunione dei sindaci della vallata del Senio nel corso della quale è stato deciso di redigere un progetto preliminare di ciclabile del Senio che abbia le caratteristiche per potere accedere ai bandi per i finanziamenti regionali ed europei. Non solo.

Abitanti del Senio

Il comune di Castel Bolognese ha progettato di ampliare il proprio parco fluviale, aggiungendo chilometri al tratto di argine già sistemato, fino a raggiungere Tebano e la diga Steccaia da un lato e il Molino Scodellino dall’altro. Progetto che ha ottenuto un congruo finanziamento dalla Regione e che ora è in corso di Conferenza dei servizi per la sua realizzazione.

Come il comune di Castel Bolognese ha sistemato dal 2007 l’argine del Senio.

Anche il comune di Palazzuolo si sta muovendo con progetti che ha inviato alla sua Associazione dei comuni e che sono in attesa di risposta.

La nostra Associazione ha ribadito con convinzione il proprio impegno nel sostenere tutti i progetti di valorizzazione del Senio, lavorando sul tema del consenso e della partecipazione di tutti i soggetti interessati, a partire dai cittadini che vorrebbero potere tornare a camminare lungo il loro fiume.

Conferenza con Adolfo Rosati sulle buone erbe del nostro fiume (marzo 2019)

Noi ci siamo e la nostra forza dipenderà anche dalle persone che ci sostengono, anche per mezzo dell’iscrizione. Essere in tanti è meglio. Iscriversi agli Amici del Senio costa 5 euro anche per il 2020. Come potete iscrivervi?

Potete iscrivervi in qualunque delle nostre iniziative, quella prossima è a Castel Bolognese il 10 novembre, dove saremo presenti con la Mostra di pittura “I colori del Senio”. Oppure potete compilare l’apposita scheda della pagina Aderisci del nostro sito (sotto il logo nella home page). Potete anche scriverci a: amicifiumesenio@gmail.com manifestando il vostro interesse. Sarà nostra cura contattarvi e portarvi la tessera.

Vi aspettiamo in tanti.

I colori del Senio dal Concorso di pittura Art Aquae (2019)

 

 

 

 

Bella camminata sabato scorso lungo il Senio a Riolo Terme. Oltre trenta persone amanti della natura e del quieto vivere hanno partecipato con soddisfazione. Provenivano da tanti comuni vicini; pochi di Riolo per dire la verità, a testimonianza del detto che nessuno è profeta in Patria.

Partenza dal parco Pertini

Il tragitto è stato molto bello, ma non pienamente agevole. E’ da tempo che noto un problema e da oggi comincio a parlarne. Non mi riferisco solo ai tanti “divieti” che si incontrano camminando lungo il fiume, ma anche al fatto che, come è capitato in altre occasioni, si ha l’impressione di essere guardati da taluni con un certo sospetto.

Può essere che a volte percorriamo piccoli tratti di carraie in proprietà private, ma la nostra attività è a cielo aperto e tutti sanno che non arrechiamo danno alcuno. Inoltre si sa che lo scopo degli Amici del Senio è valorizzare il fiume e ciò che gli sta intorno. E nella misura in cui ciò avviene – e il consenso alle nostre iniziative lo dimostra – quello che facciamo va ascritto nella casella del bene comune, del bene di tutti.

Nella zona che abbiamo visitato ci sono luoghi molto belli. Resti di ville storiche, antichi casolari, manufatti di valore storico, alberi e vigne secolari, boschetti e siepi antiche. E poi il nostro caro Senio, che proprio da Riolo a Cuffiano potrebbe essere valorizzato in ben altro modo: ad esempio promuovendo l’attività della canoa, un bellissimo sport che attrae giovani e ragazzi.

Albero secolare.

Il percorso naturalistico del Senio (ciclovia del Senio) dovrà passare anche da queste parti. Potrà passare in aree di pertinenza pubblica (demaniale – 6 metri dalla riva dell’alveo, se non erro) oppure su stradelli vicinali, o per qualche piccolo tratto su carraie di confine. Colgo l’occasione per esprimere l’auspicio che tutte le proprietà confinanti, da Palazzuolo ad Alfonsine, collaborino con spirito costruttivo. Quello che si vuole è il bene comune. La convinzione, che assomiglia molto ad una certezza è che, se molte persone transitano a piedi o in bicicletta lungo il nostro fiume, tutta l’economia della valle ne possa trarre beneficio.

Altra aspettativa è che tutte le Amministrazioni comunali del Senio entrino in campo con decisione su questa tematica e svolgano attivamente il proprio ruolo di governo nell’interesse della collettività.

Ps – Sabato scorso, al termine della bella camminata, abbiamo partecipato all’inaugurazione della mostra di pittura I colori del Senio. La mostra, corredata di catalogo, è allestita dall’Associazione Acquerellisti Faentini. Comprende i lavori dell’Estemporanea di Tebano 2019 e del concorso di pittura Art Aquae che vedeva come luogo di lavoro l’asta del Senio, da Palazzuolo ad Alfonsine. Siamo contenti di avere favorito l’evento pittura lungo il Senio e che la mostra sia stata allestita per la prima volta a Riolo Terme. Ringraziamo l’Amministrazione comunale per il patrocinio e la concessione dell’autorevole sede dedicata a Sante Ghinassi.

Ieri sera a Solarolo, l’assemblea – purtroppo poco partecipata – degli Amici del Senio ha eletto il proprio Consiglio, scaduto nel maggio scorso.

Sono stati votati all’unanimità dei presenti (12), per alzata di mano: Allen Ruth, Mario Cavina, Silvio Marchi, Domenico Sportelli, Roberto Torricelli.

Successivamente si è preceduto alla elezione del Consiglio dei Sindaci Revisori che risulta così composto: Maria Florio, Franco Rotundo, Edoardo Toni.

Subito dopo l’elezione il Consiglio si è riunito ed ha affidato le seguenti cariche: Domenico Sportelli (presidente); Silvio Marchi (vice presidente); Allen Ruth (segretaria tesoriera).

Nel Consiglio dei Sindaci Edo Toni ha assunto l’incarico di presidente; Maria Florio membro effettivo; Franco Rotundo membro supplente.

Onestamente dobbiamo riconoscere che l’auspicato rinnovamento e innesto di nuove forze non c’è stato. E’ però questo un obbiettivo ineludibile e che continueremo a perseguire.

L’introduzione dei lavori ha consentito al presidente uscente di sintetizzare il lavoro svolto fino ad oggi.

Riassumo solo alcuni dati:

  • 15 conferenze pubbliche con 800 partecipanti
  • 130 incontri con stakeholder con 500 partecipanti
  • 65 iniziative pubbliche con 4300 partecipanti.

A questi eventi si aggiungono le diverse centinaia di riunioni svolte per la loro preparazione.

Da ricordare inoltre:

  • l’istallazione di 4 mostre esposte in 16 luoghi
  • 1200 firme raccolte in calce alla petizione per la valorizzazione del Senio
  • 10o-140 iscritti ogni anno
  • una trentina di attivisti che hanno dato una mano per singoli eventi.

A fronte di questa grande mole di attività ringrazio con emozione e rispetto profondo tutti i collaboratori che hanno permesso venisse realizzata. Ringrazio tutte le strutture ed enti che hanno collaborato, a partire dal Comuni e dalla Regione e tutte le persone che hanno partecipato, dando così valore alla nostra azione.

Fra le cose ancora non realizzate, abbiamo citato: la sede, la Guida e il primo info point del Senio.

Ci aspetta un futuro di lavoro e di iniziative che speriamo di portare avanti per mezzo di una maggiore partecipazione da parte dei nostri aderenti.

L’obbiettivo principale, che rilanceremo con forza nel corso delle prossime settimane è il Progetto di percorso ciclo-naturalistico del Senio.

Dopo il lavoro svolto, la partecipazione messa in campo, il consenso, le promesse e gli impegni che abbiamo nel cassetto, è ora di concretizzare. L’idea proposta parla di salute, ambiente, paesaggio, cultura e turismo. Parliamo di turismo lento, delle motivazioni e delle esperienze. Parliamo di integrazione del nostro tessuto economico delle città e della campagna con una nuova domanda di conoscenze e di consumi che proviene dai cittadini di ogni luogo del mondo. Abbiamo in Romagna infrastrutture, come i nostri fiumi arginati, che possono candidarsi a svolgere una funzione positiva: ebbene, mettiamo in piedi un progetto che possa sfruttare questa possibilità.

A sostegno del progetto di valorizzazione dei nostri fiumi e per un percorso ciclo-pedonale che unisca la collina al mare, abbiamo deciso di indire nel prossimo mese di marzo, a Faenza – alla Fiera dell’Agricoltura – una grande conferenza con la partecipazione di esperti e sostenitori a livello nazionale. Lavoreremo per dare voce in quella sede al nostro CT del ciclismo, all’inventore di Eroica, al Politecnico di Milano che sta progettando la ciclabile del Vento (Torino – Venezia) che scorrerà lungo il Pò e che potrebbe incrociare la nostra ciclabile del Senio. Ci impegneremo per avere con noi anche il neo ministro del turismo Dario Franceschini, da tempo impegnato su questo terreno.

Dateci una mano (Domenico Sportelli)

L’Associazione di volontariato Amici del fiume Senio, rinnova i suoi organismi dirigenti. L’assemblea degli iscritti è convocata (seguirà comunicazione ufficiale ai soci) per Martedì 17 settembre, alle ore 20,30 – presso l’Oratorio dell’Annunziata, in via Foschi, 5 a Solarolo.

Il presente Consiglio è decaduto, a norma di Statuto, lo scorso mese di maggio. L’Assemblea di allora decise di prorogarlo per qualche mese per completare gli impegni già programmati.

Hanno diritto di partecipare all’Assemblea i soci iscritti per il 2019 alla data dell’assemblea, ovvero, il 17 settembre. Chi ancora non si fosse iscritto, avendo in animo di farlo, dovrebbe affrettarsi. Ma come farlo? In questi modi:

  • prendere contatto col sottoscritto (Domenico) cell 3400532380
  • inviare una mail a amicifiumesenio@gmail.com dichiarando la propria intenzione
  • fare un versamento di 5 euro presso BCC di Solarolo sul conto corrente degli Amici del Senio – IBAN IT58J0846267610000005033504 con causale Tesseramento.
  • Spedire una busta con 5 euro, indicando il mittente, presso la nostra sede: via Gaiano Nuova, 20 – 48027 Solarolo

Successivamente provvederemo noi a farvi avere tessera e ricevuta del versamento.

ULTIMA, MA NON MENO IMPORTANTE. Abbiamo bisogno di tante energie: Chiediamo pertanto a tutti i soci di candidarsi a fare parte del nuovo Consiglio e del nuovo Collegio dei Sindaci Revisori. Chi desidera farlo manifesti la propria intenzione, inviandoci una mail a amicifiumesenio@gmail.com

Speriamo siate in tanti.

 

 

A coronamento dell’esperienza della Camminata per l’acqua – Cammino del Senio, mentre scorrono i titoli di coda di una bella esperienza dedicata all’acqua sorgente di vita, alla natura da preservare, ai valori dell’amicizia, della sostenibilità e della fratellanza, desideriamo ringraziare le tantissime persone che ci hanno aiutato in quello che per noi, Amici del Senio è stato un notevole sforzo organizzativo.

Il primo grazie va ai nostri esploratori. Ad Alberto, Silvio, Mario e Roberto che per sei mesi hanno scarpinato alla ricerca di una traccia di sentiero, aprendosi la strada fra i rovi, studiando i guadi, valutando le problematiche. Non era scontato e non è stato facile, ma ce l’hanno fatta.

Dobbiamo poi ringraziare le Pro Loco di Palazzuolo sul Senio, Borgo Rivola e Sant’Alberto per averci accolto in modo davvero sorprendente. Cito Riccardo, Ardelia e Gabriella, accomunandoli a tutti i loro collaboratori. Abbiamo avuto la prova di come le Pro Loco del Senio possano sostenere lo sviluppo dell’idea del turismo lento nella nostra valle.

Grazie a Piero e Franco di Palazzuolo che ci hanno accompagnati alla polla di Cà di Buraccia sorgente eletta del Senio e a Daniele che ci ha sostenuti per conto dell’Amministrazione comunale.

E come non ringraziare Massimo, speleologo, che a Borgo Rivola ci ha parlato delle acque carsiche della Vena del Gesso; Monica e Alberto che a Tebano ci hanno fatto conoscere i balli antichi; Paolo che a Sant’Alberto ha ricordato a noi tutti la grande figura di Olindo Guerrini.

Grazie a Valter che ha guidato il pulmino di servizio; a Francesca dell’Coop Zerocento che da Alfonsine ci ha fornito ottimi pasti; a Sabrina che dietro la Stroppata, in un caldissimo mattino, ha aperto le porte della sua casa per dissetare il gruppo; a Brunella che ci ha ospitati a Casa dell’Agnese e a Casa del Diavolo; a Cecilia, la brava operatrice della Circoscrizione di Sant’Alberto che ci ha indicato con garbo e professionalità le cose da fare.

Grazie a Valentina e Patrizia di Vivi Consapevole in Romagna sempre pronte all’ascolto e alla collaborazione; ad Hubert e Antonino per quanto ci hanno insegnato e a tutte le ragazze e i ragazzi che hanno camminato per cinque giorni, portando messaggi positivi di fratellanza e di civiltà dei quali ci ricorderemo.

Infine grazie alle tante altre persone che ci hanno aiutato in qualche modo.

Buon cammino a tutti noi. E arrivederci presto.

 

In questi tiepidi giorni di primavera viene la voglia di andare in bici. Allora ci piace riprendere l’idea del “Itinerario ciclabile della linea gotica sul Senio”. Ricordate? Ne abbiamo parlato in una partecipata conferenza con Gabriele Ronchetti a Castel Bolognese nel 2015 “Un’analisi storico-territoriale del Fronte del Senio e una ipotesi di sviluppo del turismo della memoria“. Argomento poi ripreso, sempre a Castel Bolognese, in un’altra partecipata conferenza nel 2016 “Fiume Senio, un percorso ciclo-naturalistico e della memoria dalla collina al mare“. Per comodità dei lettori ho linkato i due eventi, così potete consultarli.

Visto che fino ad ora, siamo nel 2019, l’argomento non è ancora stato preso in considerazione come ipotesi unitaria del territorio, nonostante anche in Italia sia esponenziale l’incremento nell’uso della bicicletta per fini sportivi, riprendiamo gli argomenti di interesse turistico che potrebbero sostanziare l’ipotesi della ciclabile, o percorso naturalistico che dir si voglia .

La storia. La seconda guerra mondiale ferma per lungo tempo nel 1944 sulle rive del Senio, caratterizza il fiume come museo diffuso dei luoghi e delle vicende della Liena gotica dove i soldati di 36 nazioni si fronteggiarono. Un vero e proprio ecomuseo della memoria che sostiene e valorizza il museo della Battaglia del Senio di Alfonsine.

La cultura. Il Senio collega Casola e Sant’Alberto, i paesi di Olindo Guerrini e Alfredo Oriani, gli antesignani del cicloturismo nazionale. Lungo l’itinerario ciclabile che proponiamo potrebbe collocarsi un Museo della bicicletta e del cicloturismo e un Museo della bicicletta e lavoro, raccolta ed esposizione di bici da lavoro in una sede da definire lungo il percorso, con collegamento all’ecomuseo delle Erbe Palustri.

Il paesaggio. Il percorso si presenta come un ponte tra il parco della vena dei gessi e il parco del delta del Pò che, per mezzo di reti ciclabili locali, potrebbe collegarsi agli ecosistemi locali, come il Podere Pantaleone, i bacini e le cave di argilla, gli alberi monumentali e tanto altro.

L’enogastronomia. Sarebbe promossa la valorizzazione e la promozione dei prodotti del territorio per mezzo della creazione attorno al sistema ciclistico di una rete di aziende, prodotti, ospitalità e servizi adeguati.

Il benessere. Un unico circuito ciclopedonale di fruizione e collegamento, darebbe corpo ad un itinerario del benessere con la messa in rete delle tante strutture già esistenti (Terme, ecc.).

L’arte e il teatro. l’itinenario ciclabile ipotizzato potrebbe valorizzare i fiumi Senio e Lamone come teatri all’aperto e luoghi di lend art, come l’esperienza dell’arena delle balle di paglia di Cotignola  e Acque e Miracoli a Tebano dimostrano.

In questi giorni cresce l’attesa per le prossime elezioni per il rinnovo delle nostre amministrazioni comunali. Tutte le forze politiche sono in campo per conoscere le proposte delle persone chiamate al voto e delle varie associazioni che compongono la vita sociale e civile delle nostre città. Bene, la principale proposta degli Amici del Senio, il nostro contributo partecipativo, è rappresentato da questa proposta. Speriamo di essere ascoltati.

Martedì scorso, a Roma, il Ministero per l’Ambiente ha promosso un evento per parlare della partecipazione pubblica nella gestione dei fiumi. Nella sostanza, si è parlato dei contratti di fiume. Ringrazio la nostra Regione per averci invitato come Associazione a partecipare, in quanto portatori di interesse.

Avessimo avuto qualche giorno di tempo in più, si poteva anche andare, ma poi con quale presupposti? Sono stati presenti i comitati del Lamone e dei Fiumi Uniti, i quali possono vantare un percorso già definito per il Contratto di fiume. Un percorso sostenuto in prima persona dai comuni bagnati da quei fiumi. Noi del Senio, purtroppo non siamo ancora in quella condizione.

Allora la domanda è sempre la stessa: perchè i comuni bagnati dal Senio, a differenza dei Fiumi Uniti, del Lamone e anche del Santerno, non affrontano con coerenza il tema della valorizzazione e della gestione del loro fiume?

Il nostro lavoro partecipativo di cinque anni ha dimostrato che le potenzialità dei Senio sono almeno pari a quelle degli altri fiumi. Confidiamo che le nuove amministrazioni comunali vogliano affrontare questo tema ascrivibile al capitolo della tutela dei beni comuni e dell’economia sostenibile. Se ci saranno i presupposti lo vedremo già dai programmi elettorali in corso di elaborazione da parte delle varie forze politiche. Speriamo che tutto possa andare nella giusta direzione.