L’invito a mettere a dimora piante per aiutare a salvare il pianeta che abbiamo rivolto agli Amici del Senio ha dato buoni risultati. Le pianticelle, come sapete, sono gratuite per i cittadini perchè fanno parte di una lodevole iniziativa della Regione che col progetto Mettiamo radici per il futuro ha deciso di stanziare risorse per piantarne 4,5 milioni in cinque anni.

Le piante prenotate sono oltre 400, domattina le ritireremo da vivaista convenzionato e le distribuiremo. Andranno in prevalenza nella Bassa Romagna (Rossetta, Savarna) e qualche decina a Castel Bolognese e Faenza. C’è quindi ancora tanto spazio e per questo abbiamo deciso di tenere aperta l’iniziativa. L’invito che rivolgiamo a tutti è quello di continuare a segnalarci la volontà di allocare piante e a fine febbraio fare una nuova distribuzione.

L’iniziativa ci ha permesso di capire che gli spazi – e la volontà di mettere a dimora piante – sono tanti. Sono molte le persone disposte a decidere di “investire in biodiversità”, come mi ha detto un prof, appassionato anche di ornitologia che nel suo piccolo appezzamento di terreno ne metterà 120. Abbiamo avuto la riprova che sono molte le famiglie che hanno a disposizione sfridi di terra che non riescono a coltivare come normalmente d’uso. Ebbene, gran parte di questi possono diventare “campi di biodiversità” dove, fra altro, sarà possibile creare orti sinergici.

Onestamente però dobbiamo dire che le associazioni, come anche la nostra, possono dare uno stimolo, ma non potranno risolvere il problema della riforestazione di una parte, seppure minima, del territorio emiliano. Perchè ciò avvenga devono entrare in campo i Sindaci con le amministrazioni comunali che governano. Sono loro a conoscere il territorio nei minimi termini e quindi a potere decidere e progettare al livello dell’obbiettivo che si vuole realizzare.

Speriamo che vogliano collaborare con la Regione e dare quella mano che potrebbe rilevarsi decisiva. Al momento la mia impressione non è positiva. Spero di sbagliarmi. Sarebbe un peccato sprecare l’occasione che la nostra Regione ci offre.

 

Ieri sera nel corso di una video conferenza promossa dal sindaco di Fusignano Nicola Pasi, alla quale hanno partecipato Claudio Miccoli responsabile del Servizio area Reno e Pò di Volano e Domenico Sportelli degli Amici del Senio, si è avuto l’opportunità di fare il punto sui temi della manutenzione e della Casse di espansione del fiume.

Nel corso del suo intervento Miccoli ha fatto presente:

  • Manutenzione. Quest’anno la Regione ha raddoppiato il finanziamento per la manutenzione ordinaria; ciò ha consentito di recuperare una situazione anomala di accrescimento della vegetazione dovuta a ragioni meteo-ambientali e di prevedere la possibilità di attuare nel prossimo futuro due tagli all’anno di sfalcio manutentivo;
  • è in corso la gara di appalto di 600.000 euro per la manutenzione straordinaria dell’argine destro del Senio – necessaria a seguito di ammaloramento della sassaia, per circa 10 chilometri nel tratto corrispondente al comune di Fusignano.
  •  Casse di espansione. E’ stato risolto finalmente il problema della proprietà. Quando i tecnici hanno potuto mettere piede nell’area oggetto in passato di escavazione di inerti, hanno costatato una situazione diversa rispetto agli impegni presi a suo tempo dalle ditte escavatrici e una conseguente dissonanza relativa ai progetti realizzati fino a quel punto. La vicenda è oggetto attualmente di contenzioso giudiziario con richiesta di danni a favore della Regione;
  • a questo si è aggiunto il fatto che a dicembre dello scorso anno, ARPAE ha consegnato la nuova relazione idrografica del Senio che ha messo in luce dati diversi, assai rilevanti nella loro portata, rispetto quella ultima di circa di venti anni fa. Tutto ciò ha richiesto ai tecnici di rivedere i calcoli idraulici e di rimettere mano alla progettazione esecutiva. Una delle conseguenze è stata  l’ampliamento della cassa di valle, con la prospettiva che così possa essere utilizzata anche con la funzione ambientale di garanzia del minimo deflusso vitale delle acque in estate a fronte di periodi siccitosi;
  • si pensa ragionevolmente che entro la fine di gennaio del prossimo anno il nuovo progetto esecutivo (cassa di valle e loro collegamento col fiume) possa essere definito e che nei mesi successivi possa partire la gara europea di appalto dei lavori.

Domenico Sportelli – presidente degli Amici del Senio – ha fatto presente:

  • l’esigenza di riprendere il confronto fra le amministrazioni comunali per la progettazione della ciclovia del Senio, obbiettivo ancora più sentito a seguito delle vicende legate al Covid che richiedono attenzione al distanziamento fra le persone;
  • l’opportunità di riprendere la proposta di una ampia zona naturalistica nelle golene dei meandri del Senio, fra le località Ponte del Castello e Felisio da potere utilizzare anche per il progetto di riforestazione che vede la Regione impegnata ad allocare in cinque anni 4,5 milioni di piante per contribuire al tema della lotta al riscaldamento globale.

Il sindaco di Fusignano Nicola Pasi, che ringraziamo per l’iniziativa promossa:

  • ha dato atto al Servizio di bacino del Reno dell’importante lavoro realizzato per la manutenzione del Senio;
  • ha auspicato la ripresa del confronto avviato sul tema della ciclovia nell’ambito del Senio;
  • si è impegnato a riconvocare la conferenza il prossimo 26 novembre (2021) per fare il punto a quella data.

Diamo volentieri atto a Nicola Pasi, sindaco di Fusignano di essere stato di parola quanto, il 26 novembre dello scorso anno, al termine di un incontro pubblico sul tema della sicurezza del Senio e anniversario di una storica rotta, a seguito degli impegni presi dalla Regione, disse: il 26 novembre del prossimo anno faremo il punto.

Ebbene, domani, giovedì 26 novembre 2020 – alle ore 20,30 – il Sindaco ha promosso una video conferenza  con la presenza di Claudio Miccoli, responsabile del Servizio Area Reno e Po di Volano e del presidente dell’associazione Amici del Senio Domenico Sportelli. I temi al centro della conferenza saranno la manutenzione del fiume e la questione delle casse di espansione. 

La conferenza è pubblica e potrà essere seguita in streaming collegandosi a questo link: https://stream.lifesizecloud.com/extension/6478768/98b58b0c-827c-4ee7-b84d-acea54ce06d8. Sarà sufficiente inserire il proprio nome per accedere poi alla stanza virtuale.

Giorni fa abbiamo visitato per diporto l’area delle ben note casse di espansione del Senio a Tebano/Cuffiano. Ricordate? Opera definita di assoluta priorità per la sicurezza dei comuni di pianura ubicati lungo l’asta del Senio. Finanziata con 10,5 milioni di euro, con progettazione esecutiva completata e con bando europeo per l’affidamento dei lavori che avrebbe dovuto partire la passata primavera. A questo proposito vi invito a leggere la cronaca che scrivemmo lo scorso mese di novembre a seguito delle affermazioni pubbliche rese in un incontro a Fusignano In primavera il bando per le casse di espasione del Senio.

Nel bel giro a piedi abbiamo notato due aspetti:

  • il completo abbandono dei lavori, se non per una alta (e certamente costosa) rete posta a protezione della cassa già fatta e assolutamente insignificante per la sicurezza in quanto la si può violare con un temperino, cosa che in diversi punti alcuni avventori hanno già fatto;
  • la bellezza di una zona naturalistica oramai conquistata dall’acqua, dalle piante arbustive e dalla fauna. Un vero paradiso per gli uccelli, se non fosse che, essendo la zona totalmente abbandonata, è diventata, oltre che meta di amanti della natura, anche di chi la usa per attività sportive non sempre compatibili, come il cross con motori e, addirittura, auto.

Nel corso della camminata, resa gradevole dal clima mite e dai colori autunnali, abbiamo potuto constatare che le querce secolari che esistono in quella zona sono oramai inesorabilmente attaccate dall’edera, quindi soggette ad estinzione in pochi anni. Abbiamo poi notato lo stato di totale abbandono del molino – credo si chiami Fantaguzzi -, delle pertinenze annesse, compreso una grande casa colonica e il particolare silos – faentino – che andrebbe conservato a testimonianza di una storica architettura rurale delle nostre zone.

Il sentimento finale della scampagnata è stato di amarezza e di gioia. Gioia per la riprova del grande valore naturalistico e ambientale dell’intera area. Fra altro abbiamo visto ragazzini a scuola di equitazione sui cavalli di un Agriturismo della zona, altro esempio questo della potenzialità della zona. Amarezza per i ritardi della politica, l’incuria e forse la non consapevolezza dell’utilità complessiva di quell’opera che attende di essere completata da oltre vent’anni.

L’augurio e l’invito pressante che rivolgiamo a Regione e Sindaci del Senio è quello di riprendere la vicenda in mano  e di portare a compimento un’opera di grande valore per la sicurezza e l’economia della vallata. Oltre che per la qualità della vita dei cittadini.

Ricordando che casse di espansione e area naturalistica al servizio dei cittadini – così come prevede la VIA del progetto – sono le due facce della stessa medaglia che vanno considerate e portate a compimento assieme.

 

 

 

L’idea di invitare i cittadini a piantare alberi sta dando buoni frutti. Diverse persone hanno risposto, chiesto informazioni e segnalato prenotazioni. Stiamo scoprendo che molte famiglie dispongono di piccoli appezzamenti di terreno che sono disponibili a coltivare a biodiversità. Sorprendente e bello tutto questo.

S i pensava di fare una prima distribuzione di piante – quelle gratuite, della Regione – alla fine di questa settimana (sabato 21 novembre). Purtroppo le vicende legate al Covid ce lo impediscono, visto che è vietata la mobilità fra i comuni. La proposta che avanziamo allora è quella di continuare le prenotazioni. Appena potremo tornare a muoverci fra i comuni indicheremo una nuova data per il ritiro delle piante. Questo naturalmente vale anche per coloro che hanno già fatto l’ordinazione. Ricordo che le piante si possono allocare per tutto l’inverno.

Leggete anche

Avere le piante è facile

Piantiamo alberi

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Amici del Senio

e la nostra pagina facebook (mettendo “mi piace”)

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Stamane abbiamo contattato a Faenza il vivaio Fruttidoro di Samuele Dalmonte convenzionato con la Regione per la fornitura delle piantine per l’iniziativa “Corridoio verde d’Italia” cliccate e leggete.  Il piano, lo ricordiamo, è finanziato con 14,2 milioni di euro (132.000 per la provincia di Ravenna) e si prefigge di allocare 4,5 milioni di piante in 5 anni. La Regione fissa il prossimo 21 novembre – giornata nazionale della celebrazione degli alberi – la prima data per un forte lancio dell’iniziativa.

Detto che noi ci auguriamo che ogni comune faccia la propria parte, comprendendo appieno il valore dell’iniziativa in funzione del clima, stamane abbiamo cercato di capire come funziona e abbiamo avuto la prova che è tutto molto semplice. Ogni cittadino, Associazione, Ente locale può recarsi al vivaio e portarsi a casa le piantine, gratuitamente. Occorre solamente compilare un modulo nel quale si indichi dove queste verranno allocate.

Naturalmente non si tratta di alberi. Sono piccole piantine, dai 20 ai 50 centimetri di altezza, qualcuna di un metro cresciute in un piccolo vaso. Nella sostanza, potranno essere poste a dimora quasi tutte con una spallettata di vanga. Questo per dare l’idea del poco lavoro che ci sarà da fare, anche se occorrerà avere alcune attenzioni – fornite dalla Regione nel corso di una apposita trasmissione alla quale abbiamo partecipato – che specificheremo nei prossimi giorni.

Facendo seguito a quanto scritto agli Amici del Senio Il 21 e 22 novembre, piantiamo alberi la proposta che facciamo è questa:

  • avete visto dove potere allocare una, dieci, cento piante (alberi o arbusti)? Diteci quali piante volete (v. elenco), quante ve ne servono e dove le metterete (indirizzo). Provvederemo noi al loro ritiro in una unica soluzione e potrete venirle a ritirare a Tebano, sabato 21 novembre. Vi diremo l’ora ed esattamente dove. Per le vostre richieste potete scriverci a amicifiumesenio@gmail.com oppure telefonare a 3400532380 (Domenico) o a 3332011377 (Silvio) o a 3669136784 (Laura).

Qualora la vicenda Covid impedisca la mobilità, terremo in considerazione il vostro ordine e ritireremo le piante quando sarà possibile. Sarete informati.

Elenchiamo di seguito le piante o arbusti disponibili al vivaio Fruttidoro. Abbiamo linkato il nome comune in modo che cliccandoci sopra possiate avere tutte le info Wikipedia:

Acero campestre (in esaurimentoAcero campestre

Acero monspessulanum          Acero minore

Acero platanoide                       Acero riccio

Acero pseudoplatanus              Acero di monte

Alnus cordata                             Ontano napoletano

Alnus glutinosa                          Ontano nero

Berberis vulgaris                       Crespino comune

Castanea sativa (solo terreni collinari)  Castagno europeo

Carpinus betulus                       Carpino bianco

Celtis australis                           Bagolaro

Cornus mas                                 Corniolo

Corilus avellana                          Nocciolo

Euonimus europaeus                 Berretta del prete

Fraxinus angustifolia                 Frassino meridionale

Fraxinus excelsior                       Frassino maggiore

Fraxinus ornus                             Orniello

Iuglans regia                                 Noce da frutto

Ilex aquifolium                             Agrifoglio

Laburnum anagyroides (solo in aree cittadineMaggiociondolo

Malus silvestris                              Melo selvatico

Morus alba                                      Gelso bianco

Ostrya carpiniflolia                       Carpino nero

Platanus orientalis                        Platano orientale

Populus alba                                   Pioppo bianco

Populus nigra                                  Pioppo nero

Prunus avium                                  Ciliegio

Prunus cerasifera                           Ciliegio da fiore

Prunus spinosa                                Prugnolo selvatico

Quercus cerris                                 Cerro

Quercus ilex                                     Leccio

Quercus pubescens                         Roverella

Quercus petraea                              Rovere

Pyrus piraster                                  Pero selvatico

Rhamnus cathartica                       Spino cervino

Rhamnus frangula                          Frangola

Rosa canina (in esaurimento)      Rosa canina

Salix alba                                           Salice bianco

Salix purpurea                                  Salice rosso

Sorbus domestica                             Sorbo domestico

Sorbus torminalis                             Ciavardello

Tamarix gallica                                  Tamerice comune

Tilia cordata (in esaurimento)        Tiglio selvatico

Tilia plathiphyllos (in esaurimento)  Tiglio nostrano

Viburnum lantana                             Viburno

Viburnum opulus                               Viburno

Se volete andare direttamente voi a ritirare le piantine, l’indirizzo è questo: Fruttidoro di Samuele Dalmonte, via Firenze n. 405 – Faenza. Casomai fatevi precedere da una telefonata.

Ps – Abbiamo letto che la Regione indica di piantare alberi anche lungo i corsi dei fiumi. Giustamente diciamo noi, naturalmente ove compatibile con la sicurezza. Speriamo che di questo informi anche il Bacino del Reno che per suo conto si occupa della manutenzione di fiumi.

Riguardo le iniziative proposte sul tema degli alberi Il 21 e 22 novembre, piantiamo alberi, ho ricevuto questa bella lettera.

“Caro Domenico, buonasera!
Seguo ormai da tempo le attività dell’Associazione con grande piacere, spero per questo che vorrà apprezzare il mio contributo per raddrizzare un po’ il tiro della sua comunicazione sulla Festa degli Alberi prossima ventura.
Riconosco il suo invito ad usare la fantasia, uscire e darsi da fare come frutto di grande entusiasmo e passione, ma è un invito quanto meno incauto.
Affidare alla libera iniziativa di ciascuno la scelta del tipo di pianta e del luogo, potrebbe portare a problemi abbastanza seri: se non si ha competenza delle caratteristiche della pianta che si sceglie, delle sue interazioni con l’ambiente circostante e con il terreno su cui la si pianta, si rischia nella migliore delle ipotesi di condannare una pianta a morte, nella peggiore di andare a modificare un ecosistema.
Le faccio un esempio molto concreto: la robinia (da noi comunemente conosciuta come acacia) è una pianta alloctona, piantata ormai molto tempo fa senza tenere in considerazione il suo carattere infestante. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ha trovato condizioni favorevoli ed ha proliferato, soppiantando e a volte anche condannando altri tipi di piante locali.
Non mi intendo molto dell’aspetto burocratico, ma dubito infine che si possano liberamente piantare alberi su terreno pubblico, l’altro invito è appunto di informarsi con attenzione su questo aspetto.
Non sarebbe una cattiva idea se l’iniziativa bellissima che sta cercando di mettere in piedi non fosse lasciata all’improvvisazione del singolo, ma coordinata da qualcuno che sia esperto di botanica e possa guidarci ad evitare gli errori di cui le dicevo sopra.
Spero di esserLe stata utile per approfondire l’argomento, nel frattempo le auguro buona serata e ricambio l’augurio di buona salute.”
(lettera firmata)

Intanto, grazie. La lettera pone almeno tre problemi ai quali cerco di rispondere.
Quali alberi piantare? Domanda fondamentale. Ho chiesto lumi ad un esperto del Servizio Giardini del comune di Faenza – struttura all’avanguardia per la gestione del verde – che mi ha risposto. Queste le piante che ci suggerisce di allocare, come adatte al nostro territorio.
Acero campestre
Cerro
Leccio
Maggiociondolo
Pallon di maggio
Frassino angustifolia
Carpino nero
Crespino
Farnia
Frassino orniello
Gelso bianco
Ginestra di spagna
Melo selvatico
Nocciolo
Pero selvatico
Roverella


Per piantare alberi occorre il permesso. Certo. Occorre il permesso sia che si proponga di operare sul terreno pubblico che su quello privato. Le regole sono dettate dagli uffici urbanistici dei comuni e dal Codice Civile. Sono semplici e di facile accesso.

Occorre una guida. Siamo convinti che sia fondamentale la guida di un esperto di botanica che, a mio parere, dovrebbe essere messo a disposizione dall’Unione dei comuni. Una guida che ci insegni che l’albero è un corpo vivente che va allocato, fatto crescere e trattato nel modo dovuto.

Ricordo che la nostra Regione ha deciso di promuovere in cinque anni la messa a dimora di 4,5 milioni di piante. Una per ciascun abitante. Questo ad esempio vuole dire: 10.000 piante a Castel Bolognese (circa 2.000 all’anno); 120.000 piante a Faenza, ecc..
Per avere le piante, la Regione ha redatto una convenzione con 19 vivaisti, da Rimini a Piacenza (uno anche a Faenza – Dalmonte). La lista completa è nel sito della Regione.
A questi vivaisti Enti, Associazioni e cittadini possono rivolgersi per avere, gratuitamente, le piante da mettere a dimora.
Ultima considerazione. Il numero delle piante è talmente elevato che occorrerà pensare anche alla promozione di zone boscate, a forte intensità arborea. Per questo nella nostra zona può aiutarci il fiume Senio. Particolarmente nel tratto fra Ponte del Castello e Felisio, alla luce del progetto di un parco naturalistico di circa 30 ettari, idea promossa dall’Ente Parchi romagnoli. Torneremo presto sull’argomento.

Abbiamo aderito volentieri alla raccolta fondi promossa dall’Associazione Pesca Sportiva del Santerno per promuovere uno studio sulla qualità dell’acqua del loro fiume. L’abbiamo fatto perchè siamo convinti che il loro lavoro possa essere utile anche per il Senio e gli altri fiumi del territorio.

Per quanto riguarda la conoscenza della loro iniziativa vi invito a cliccare qui https://www.ideaginger.it/progetti/santerno-fidiamoci-delle-acque-nostrane.html

Potrete così coglierne il significato e rallegrarvene. Purtroppo la nostra esperienza di promozione del Senio non ci ha ancora fatto incontrare con le Associazioni che utilizzano il Senio, i suoi argini, i suoi sentieri per le loro attività. Quella di non riuscire a fare rete è sicuramente una delle ragioni per le quali siamo poco compresi da chi governa il territorio. Speriamo che in un futuro prossimo anche il fiume Senio possa godere dell’interesse che la sua storia merita.

Questo è il messaggio di ringraziamento che l’APS del Santerno ci ha inviato tramite la piattaforma di raccolta:

Ciao Amici del Senio,
con la tua donazione di 50.00 euro hai contribuito a sostenere il progetto SANTERNO: fidiamoci delle acque NOSTRANE di ASP Valsanterno su GINGER!

Concludiamo con l’invito a chi ci legge a seguire questa bella iniziativa e, casomai, a sostenerla anche con una piccola donazione che può liberamente fare attraverso Ginger, cliccando il link riportato sopra.

L’aggravarsi della vicenda Covid condiziona anche la nostra attività. Non può essere altrimenti. Permettetemi di rivolgere a tutti un augurio di buona salute e l’invito ad osservare con scrupolo le disposizioni che le autorità deputate promuovono. In un momento come questo i cittadini, come dice il nostro presidente Sergio Mattarella, devono unirsi e dimostrare compattezza.

Essere condizionati non ci preclude però la possibilità di fare qualcosa. Un esempio: ci siamo sempre dimostrati sensibili al tema degli alberi. Il prossimo sabato, 21 novembre, ricorre la loro Festa. Non dimentichiamo che la nostra Regione, per fronteggiare il tema del riscaldamento del pianeta terra, vorrebbe ne fossero piantati in poco tempo più di quattro milioni, uno per abitante. Possiamo noi Amici del Senio, fare qualcosa?

Penso di si, guidati dal buon senso e dalla determinazione di compiere azioni utili a tutti. L’invito allora che rivolgiamo ai nostri soci e simpatizzanti è quello di promuovere per quelle date piccole o grandi iniziative, da Palazzuolo ad Alfonsine, lungo l’asta del Senio. Fate qualcosa. Coinvolgete altre persone e proponetevi di piantare in quelle giornate qualche pianticella. Guardatevi attorno. Dove possono stare uno, dieci, cento alberi? Parlatene con le proprietà e agite.

Dove potere allocare piantine di alberi – o anche cespugli? Certo, non nel fiume per ovvie ragioni di sicurezza. Ce ne sono già tanti e va bene se si riesce a mantenerne una piccola parte dove non precludono la scorrevolezza dell’acqua. Si potrebbe però pensare ad uno o due pioppi cipressini a segnalare i ponti del Senio e anche i luoghi del Senio che ricordano la nostra storia (eventi linea gotica, ecc.).  Poi attorno al Senio. A ben guardare sono innumerevoli i piccoli spazi che potrebbero essere coperti da piante. Diamo sfogo alla nostra fantasia e agiamo.

Penso a Tebano, alle aree del Polo, della Chiesa, della presa del Canale dei molini, all’ex sterquilinio. Era una zona boscosa, Ora non più. Solo a guardare si notano luoghi dove potrebbero essere allocate piante in armonia con la bellezza del paesaggio. Penso alla Chiusaccia dove una particolare ansa del fiume, credo potrebbe contenere una piccola area boscata. Penso a Felisio dove una comunità già attiva e attenta al sociale, potrebbe individuare i piccoli spazi in cui mettere alberi. Penso a San Potito in assonanza a Felisio. E tanti altri luoghi che potrebbero essere individuati da voi, cari lettori.

Bene. Queste sono alcune nostre proposte per avviare una discussione e creare, se ne saremo capaci, un piccolo evento che abbia un significato e una sua utilità. Pensateci e agite. Se promuoverete qualche iniziativa, per piccola che sia datecene notizia e il giorno che pianterete la/le piante fate qualche foto e inviatecela a testimonianza del vostro impegno. Diamoci da fare, non sarà tempo perso.

 

 

Ben distanziati, con fatica dal punto di vista organizzativo, ma ce l’abbiamo fatta. Domenica scorsa (20 settembre) a Tebano abbiamo avuto l’acqua, ma anche il miracolo di avere potuto portato a termine la nostra iniziativa. Appunto, Acque e miracoli a Tebano.

Al posto della scuolina e della vecchia pesa, lo scenario è stato quello della Chiesa e delle sue pertinenze. Un luogo altrettanto bello, bene inserito nel paesaggio splendido di quello che amo definire l’ombelico del Senio.

Siamo partiti con la visita alla vecchia casa di Frazchì d’la cius, immergendoci in un capitolo che noi amici del Senio amiamo e che definiamo alla ricerca di una mappa delle storie e dei sentimenti. Ci siamo trovati di fronte alla storia della famiglia che ha governato per oltre due secoli la diga a stecchi del Senio, la presa del Canale dei Mulini e la regolamentazione dell’acqua. L’ultimo discendente che ha fatto quel lavoro, poi passato sotto l’egida del Consorzio di Bonifica, Frazchì, nell’avvicinarsi al suo tramonto stabilì un patto non scritto con il nipote col quale lo invitava a mantenere inalterato il paesaggio della sua vecchia casa contadina. Il nipote, Pierangelo Bassi, ha rispettato quel patto e oggi può mostrare con meritato orgoglio quel patrimonio di storia e di civiltà contadina. La visita è stata corroborata dalla gioia dei ragazzini, sempre lieti nel cogliere le occasioni di contatto con la natura. Ci ha guidati Mario Baldini di Primola, con la preziosa collaborazione di Gigi Franzoni e Valter Ferniani.

Dopo la visita alla “casa” le bizze del tempo. Con lo sguardo al cielo e l’ombrello a portata di mano, Bugnì ha messo in moto il suo forno e ha cominciato a sfornare ottime pizze napoletane. Un giro pizza sotto l’ombrello, un’esperienza nuova, insolita, trascorsa però in allegria probabilmente perché corroborata dal gradevole contesto ambientale che ci circondava.

Mentre le pizze “circolavano”, davanti alla Chiesa, sotto i pioppi cipressini, è partita l’esibizione di Chiara Pancaldi che con voce e chitarra ha sparso intorno note e canzoni colte. Contemporaneamente, accanto ad essa, si è esibita nel suo castello di tubi di acciaio la nostra amica acrobata e danzatrice aerea Giulia Rocchi. Il connubio fra la bella voce e la musica d’autore di Chiara con le armoniche evoluzioni di Giulia hanno creato uno spettacolo intenso, non banale, che avrebbe meritato di potere essere vissuto senza l’assillo della pioggia incombente.

E’ mancato il “Cinema sotto il pero”. Ci sarebbe piaciuto potete fare quell’esperienza nel giardino dei frutti dimenticati, a fianco della Chiesa. Ci riproveremo.

La conclusione che possiamo trarre da questa esperienza, diciamo così, vissuta pericolosamente per l’incertezza del “tempo”, è che Tebano appare sempre più ai nostri occhi come l’ombelico del Senio. Un luogo ricco di ambiente e di natura, armonioso dal punto di vista paesaggistico, intriso di storia con la sua diga steccaia leonardesca, proiettato nel futuro con il suo Polo tecnologico e l’Università, con il fascino del mistero e l’armonia della fede che irradia il suo Santuario.

Faenza ha appena eletto il nuovo Sindaco. Una persona attenta all’ambiente e alla cultura, che conosce Tebano e le sue potenzialità. Massimo Isola, che sicuramente comprende l’utilità della valorizzazione dei fiumi che solcano il suo territorio, nella sua presumibile veste di presidente dell’Unione dei comuni della Romagna faentina saprà sicuramente valorizzarle rilanciando l’idea della ciclo via del Senio e Lamone partita nei mesi scorsi.

Proprio perché questo 20 settembre a Tebano è stato bello, ma complicato, desidero ricordare e ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato.

Grazie a don Marco Bassi e alla Comunità parrocchiale di Tebano che ci hanno accolti nella casa di tutti rappresentata dal Santuario della Beata Vergine della Fognana e le sue pertinenze.

Grazie a Pierangelo Bassi e Valter Ferniani che ci hanno mostrato, dopo averla conservata con cura, la vecchia casa di Frazchì d’la cius. Assieme a Mario Baldini di Primola e a Gigi Franzoni che ci hanno guidati lungo la visita.

Grazie a Chiara Pancaldi e Giulia Rocchi che si sono esibite in una situazione ambientale non consona e a Lele Ghermandi che ha istallato luci e impianti.

Ci piace ricordare anche Gianluigi Baccarini, Piero Zanotti, Daniele Merenda i contadini tebanesi che ci hanno sostenuto tangibilmente con lavoro e offerta di prodotti di qualità.

Grazie a Bugnì e al suo staff per le pizze prodotte in una modalità così insolita, ma gradita.

Grazie alle donne degli Amici del Senio: Silvia, Monica, Rina, Tiziana, Irma, Marisa. E anche agli uomini: Silvio, Mario, Achille, Roberto, Stefano, Alberto.

Infine grazie all’Amministrazione comunale di Faenza ed al Polo Tecnologico che sempre ci aiutano e ci sostengono e a Laura Montanari alla cui particolare sensibilità e capacità si deve la valorizzazione di Tebano sul Senio.