Magazzeno di Alfonsine, botti del Senio, case dell’Agnese e del Diavolo
Quest’anno il FAI in occasione delle giornate d’Autunno ha accolto la nostra proposta di inserire un “luogo” del Senio, le case del Diavolo e dell’Agnese. Riportiamo di seguito un lavoro del nostro associato Luciano Cavassa che ne pone in risalto la storia, accomunata a quella del vasto territorio che le circonda.
I Luoghi del Senio, relazione e fotografie di Luciano Cavassa.
A circa 8 chilometri dal centro del Comune di Alfonsine, in direzione nord-est vicino alla foce del fiume Senio in Reno è ubicata la frazione denominata Magazzeno. In questa località, posti nei vertici di un ipotetico triangolo di territorio, esistono tre luoghi, entità di opere murarie che rivestono curiosità ed interesse storico e ambientale.
Nel primo vertice del “triangolo” posiziono il Magazzeno, L’origine del nome deriva da “Magazzeno dei frati” era il luogo, posto alla foce del fiume Senio nel Reno, a quei tempi era ancora il Po di Primaro, il ramo più a sud del Po, di proprietà dei frati Canonici di S. Maria in Porto (Ravenna) dove nel ‘600 avevano creato una darsena con un piccolo porto dotato dei magazzini per lo stoccaggio merci. Luogo divenuto importante, perché posto in posizione vantaggiosa e favoriva il commercio e trasporto delle merci, via fiume con l’Adriatico e Venezia, verso est e con Ferrara e Bologna dalla parte opposta. Inoltre nello stesso luogo nel 1784 fu terminato il collegamento del Canale Naviglio Zanelli col fiume Po e fu costruito un mulino che operò per oltre un secolo per gli abitanti di un vasto territorio. Risale allo stesso periodo la costruzione di una piccola chiesa oratorio dedicata alla “Immacolata Concezione”. L’attività del mulino cessò nella prima parte del 1900, quando il canale naviglio fu interrotto ed immesso nel nuovo Canale di Bonifica in destra Reno. La chiesetta e l’abitato del Magazzeno vennero distrutti durante la II guerra mondiale (nel sito originale esistono ancora alcuni residui marmorei dell’oratorio e le macine in pietra).
Nel secondo ipotetico vertice, posto a sud rispetto al primo, pongo le Botti del Senio (figura 1), una struttura che suscita in me una particolare emozione fin da bambino; cinque possenti gallerie parallele, realizzate per far passare il canale di bonifica sotto al fiume Senio. Sono nato nella zona e ho frequentato la prima parte delle elementari nell’edificio ancora esistente, ora abitazione privata, posto all’inizio del ponte su Via Destra Senio, a circa 100 metri dalle Botti del Senio. Mi impressionava guardare questa struttura in mattoni rossi, con le sembianze di una enorme bocca della verità romana da dove sgorga acqua è già un’immagine suggestiva ed il pensare che fossero riusciti a far passare un fiume sotto ad un altro. Quando poi si pensa che tutto il complesso ed il canale sono stati realizzati da centinaia di uomini armati del solo paletto, i quali con la sola forza di braccia e gambe spingevano carriole cariche di terra su per strettissime ripide rampe, eseguendo perfette strutture arginali, non serve l’immaginazione per affermare che il complesso rimane una testimonianza del lavoro ed ingegneria idraulica del passato, da ricordare. Le Botti del Senio al Magazzeno di Alfonsine sono state realizzate dal 1908, finite ed inaugurate nel 1912, le 2 epigrafi alla loro sommità lo ricordano (figure 2 e 3).
“Casa del Diavolo” e “Casa dell’ Agnese”, le pongo nel terzo vertice dell’ipotetico triangolo; sono ubicate in direzione est rispetto al Magazzeno ed alle “Botti del Senio”, da qui, considerando il ponte su Via Destra Senio, si raggiungono percorrendo circa 1 Km. lungo l’argine sinistro del Canale di Bonifica in destra Reno in direzione Cilla, e girando a sinistra sulla prima carraia che s’incontra, lunga circa 400 metri, si arriva di fronte a “Casa del Diavolo” (figura 4). Deve il suo nome al fabbricato rurale a cui fa capo, con un podere accorpato denominato “Mazzacervo”. La “Casa del Diavolo” si pensa fosse un’antica torre di guardia-magazzino e facesse parte dell’antico borgo del Magazzeno; alcune parti architettoniche lo fanno pensare, vedi la parete destra, rispetto a chi guarda, munita di rinforzi laterali inclinati “barbacani” (fig. 5). Il nome “Casa del Diavolo” probabilmente deriva dal fatto che nei secoli è sempre stata una zona di confine, isolata, probabile rifugio di malfattori, banditi, frequentata da gente pericolosa, da marinai, per il vicino porticciolo “Magazzeno dei frati”, poi la superstizione e l’autosuggestione aiutano a creare dicerie e credenze. Ancora oggi qualcuno giura di aver visto il diavolo. Una leggenda racconta di una incursione di Veneziani che in una notte di tempesta, risalirono il fiume, sbarcarono ed assalirono la torre, uccidendo tutti i soldati presenti. Da allora un bellissimo giovane, spirito di una delle guardie uccise, si aggirerebbe nel luogo. (Molte notizie sul territorio sono raccolte nel sito: www.alfonsinemonamour.it istituito dal compaesano Luciano Lucci).
A circa cento metri, in direzione fiume Reno, è ubicata la “Casa dell’Agnese” (fig. 6). E’ una tipica casa colonica di fine 1800, rimasta intatta nelle strutture principali; muri di mattoni e malta, solai in canna e tavelle. Intatta è la stalla in cui sono stati collocati molti vecchi arnesi, della cultura contadina; attrezzi utilizzati per l’attività domestica ed i lavori nei campi (fig. 7). Davanti alla casa, un ampio cortile circondato dal magazzino, dal vecchio stalletto col forno e da vari alberi d’alto fusto La casa dal 1975 ha assunto una certa notorietà, perché fu scelta dal regista Giuliano Montalto per realizzare alcune scene del film “L’Agnese va a morire” ispirato al libro di Renata Viganò. Qui in estate si realizzano suggestivi spettacoli teatrali. Entrambe le case, fino verso il 1970 erano abitate dalle famiglie contadine che coltivavano i campi dei due diversi poderi.
La “Casa del Diavolo” faceva parte di un lascito di Calderoni Maria Giovanna e donazione Calderoni Teresa all’Ospedale Civile di Alfonsine, una targa posta sulla casa lo ricorda (fig. 8) Successivamente le due proprietà, sono state acquistate dal dott.Nando Baioni e fino ad oggi gestite dalla moglie Anna Maria e dalla figlia Brunella che hanno ristrutturato la “Casa del Diavolo”. Eliminata la stalla e creata una sala con il forno da utilizzare come luogo di ricezione principalmente per scopi didattici indirizzati alle scuole. Nel piccolo edificio a sinistra per chi guarda, dove esiste ancora il forno originale, per cuocere il pane, sono stati collocati i servizi igienici. Mentre nel caseggiato di destra, in origine fienile e rimessa attrezzi (fig.9), sono stati creati alcuni ambienti di accoglienza; la sala la per convegni a piano terra; mentre nei locali del primo piano è stato allestito un piccolo museo per oggetti “kitsch”; della storia dell’arte banale.
I campi della proprietà continuano ad essere coltivati; mentre gli spazi attorno alle due case sono stati trasformato in un giardino corredato da centinaia di essenze erbacee, arbustive ed arboree, con la zona delle piante aromatiche e stupendi roseti attorno alla “Casa del Diavolo”. Un canneto ed alberi ad alto fusto attorno a “Casa dell’Agnese”. La creazione di uno stagno vasto circa due ettari (fig. 10), posto quasi di fronte alla “Casa del Diavolo ha creato un importante luogo di sosta per molti esemplari di uccelli stanziali e migratori, legati agli ambienti umidi d’acqua dolce tipico del nostro territorio. In particolare degli uccelli limicoli, data la poca profondità dell’acqua. Con la presenza anche di specie rare (fig. 11). Luogo ideale per gli appassionati di “birdwatchers “ quale sono anch’io e negli anni ho scattato varie foto documentative del sito. Negli ultimi anni è stato creato un secondo stagno parallelo al primo e confinante con la carraia di accesso.

Fig. 1- “Botti del Senio”, con Canale di Bonifica in destra Reno, al Magazzeno di Alfonsine (RA); opera realizza tra il 1908 e 1912. Foto L. Cavassa del 21/9/2020.

Fig. 2 -1ᶺ Epigrafe posta sopra alle “Botti del Senio” al Magazzeno di Alfonsine (RA). Foto L. Cavassa del 19/5/2026.

Fig. 3 -2ᶺ Epigrafe posta sopra alle botti del Senio al Magazzeno di Alfonsine (RA); dove si attesta la data di realizzo dell’opera tra il 1908 e1912. Foto L. Cavassa del 19/5/2026.

Fig. 4-Edificio principale della “Casa del Diavolo” ubicata al Magazzeno di Alfonsine (RA). Foto L. Cavassa del 08/6/2013.

Fig.5- Particolare dei “barbacani” posti sul lato est dell’edificio, che ne testimonierebbe l’origine di un’antica torre. Foto L. Cavassa del 19/5/2026.

Fig. 6- La “Casa dell’Agnese”; tipica casa colonica di fine ’800. Foto L. Cavassa del 15/6/2021.

Fig. 7 –“Casa dell’Agnese”; interno della stalla dove sono stati raccolti vari utensili del lavoro contadino. Foto L. Cavassa del 09/4/2013.

Fig.8 -Epigrafe su “Casa del Diavolo” che attesta essere una donazione fatta all’Ospedale Civile di Alfonsine. Sulla parete a destra si vede la sommità di un “barbacane”. Foto L. Cavassa del 08/6/13.

Fig.9.- Nella ristrutturazione del sito, il vecchio fienile è diventato un accogliente sala per espozizioni e conferenze a piano terra ed un museo per oggetti kitsch.al primo piano. Foto L. Cavassa del 19/5/2026.

Fig. 10 -Florida vegetazione palustre nello stagno di “Casa del Diavolo”. Foto L. Cavassa del 16/8/18.

Fig. 11 – Lo stagno di “Casa del Diavolo” accoglie varie specie di migratori; qui un gruppo di Combattente Philomachus pugnax e Volpoca Tadorna tadorna .-Foto L. Cavassa del 30/3/2023.






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