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A seguito della nota di ieri l’altro dove riportavo i contenuti dell’incontro con Servizio di Bacino e Sindaci sul tema della  Manutenzione del Senio, incontro positivo, sono pervenuti, via mail, alcuni interessanti commenti e contributi che desideriamo fare conoscere. Eccoli.

Leonardo Altieri – Docente universitario di Sociologia

Grazie Domenico, quanto scrivi è certamente interessante. Mi soffermo solo su un punto:

  1. verranno tagliati vegetazione e alberi in alveo, nella riva dell’alveo e per un’ampiezza di circa tre metri e mezzo nella parte di golena confinante con la riva. Questo per rendere possibile il transito dei mezzi per le opere necessarie di manutenzione della riva stessa;

Sono molto scettico su questa affermazione, per testimonianza personale!!!

Io credo di essere uno degli ultimi ad avere ricordi dell’argine oggi percorribile (dal Boccaccio a strada Rossi) fin dagli anni ’50. Lo frequentavo fin da bambino per motivi familiari e lo frequento tutt’ora (ricordo dove erano le passerelle, ricordo il boschetto con un grande abete verso i Rossi, la grande quercia con una ceramica della Madonna fra i rami, il rivolo che arrivava giù dai monti Coralli, ecc).

Ho osservato di persona il taglio di vegetazione e alberi effettuato qualche anno fa. Tutto fu fatto con ogni evidenza senza un criterio, venivano abbattuti alberi di bellissimo aspetto (ho ancora un video che riprende uno di questi assurdi abbattimenti) anche lontani dall’alveo ed altri misteriosamente invece lasciati lì. C’è da essere maligni in proposito: venivano abbattuti quelli il cui legno era vendibile… Certamente non c’era alcun controllo sulla ditta che faceva i tagli!!!

E la giustificazione era proprio la stessa: “per rendere possibile il transito dei mezzi per le opere necessarie di manutenzione”.

Che fosse una balla è evidente: dopo solo un anno e mezzo, là dove erano stati fatti tagli selvaggi, erano cresciuti arbusti e rovi in un groviglio inestricabile dove nessun mezzo può passare. Basta andare a vedere di persona dal Boccaccio in là per rendersene conto.

In passato poi ci avevano sempre insegnato che alberi robusti vicino all’alveo servivano per frenare le acque. Ora la cosa è ribaltata?

Ci vogliono criteri precisi, seri e convincenti per fare abbattimenti e tagli. Non bisogna assolutamente lasciare mano libera alla ditta appaltatrice che farà i tagli, ma controllarla assiduamente. Fare tagli un anno e lasciare tutto in crescita selvaggia poi per vari anni successivi non ha proprio senso.

Dico tutto questo perché sono affettivamente legato al nostro fiume

 NdR – Grazie per il contributo. Il tema della manutenzione del Senio dal Ponte del Castello a Tebano incontra difficoltà particolari derivate dal fatto che non essendo stato risolto a suo tempo (quando fecero gli argini) il tema delle proprietà, ora ci si trova di fronte a pesanti conflitti di competenza. Nel corso dell’incontro si è parlato sul come dirimere la questione e accolta la nostra proposta di costituzione di un tavolo regionale.

Fiume Senio – Verso il passo di Lungaia – Problemi.

Gabriella Costa – Palazzuolo – Esponente del CAART (Associazioni animaliste e ambientaliste regione Toscana)

Gentile Domenico, sono molto interessata a questo argomento di come ci si approccia alla gestione delle rive dei fiumi , ora si parla del Senio, ma qui a Firenze dove risiedo in inverno, per l’Arno stessa situazione spinosa.

Eppure è doveroso conciliare la sicurezza dei cittadini contro piene e disagi causati anche dai cambiamenti climatici in atto, con la BIODIVERSITA’.

Purtroppo ora si tende a tagliare tutto, alberi, arbusti, ecc. in tutto l’alveo per permettere un deflusso veloce dell’acqua, con l’aiuto di mezzi meccanici molto invasivi per l’habitat dei corsi d’acqua.

Si assiste alla distruzione di ogni forma animale, anfibi, uccelli, pesci.

In Arno le rive sono ormai tristemente deserte.

Come Associazioni ambientaliste abbiamo avuto incontri col Consorzio , ma i risultati dal nostro punto di vista sono pressoché nulli. Poi a causa dei grossi mezzi meccanici l’intervento è radicale.

Comprendiamo la necessità di mantenere la sicurezza dei cittadini, ma gli sfalci devono essere fatti rispettando la nidificazione degli uccelli e cercando di preservare la ricchezza dei fiumi. Il Senio in particolare, avendo il proprio letto spesso lontano dalle case, avrà sicuramente una ricchezza di biodiversità notevole, ed è vostro dovere preservarla.

In Toscana assistiamo impotenti e dispiaciuti alla trasformazione dei corsi d’acqua in tristi canali di scorrimento.

Anche a Palazzuolo eseguono gli sfalci due volte all’anno eliminando dalle rive ogni forma di flora e fauna.

La prego, come Presidente dell’Associazione Amici del Senio, di vegliare affinché si rispetti davvero la biodiversità presente nei corsi d’acqua, in particolare nel Senio, perché è necessario capire che solo il rispetto per la natura può FORSE salvarci dalla catastrofe che ci attende. E se permette non ci fidiamo più delle promesse dei politici.

Occorre che le persone capiscano che non sempre pulito è bello, a volte la mancanza di vegetazione può provocare l’erosione delle rive e peggiorare una situazione che vorremmo invece migliorare.

Grazie dell’attenzione.

NdR – Dispiace per questo male comune. Concordo con quanto lei afferma. Per tutto. Il tema della biodiversità è fra quelli fondanti per la nostra Associazione. Anche noi registriamo purtroppo ritardi da parte del mondo della politica ad assumere la valenza del tema. Anche per il Senio il tema della sicurezza viene posto in antitesi a quello della biodiversità. Solo ultimamente abbiamo registrato da parte dell’Autorità di Bacino un cambio di rotta interessante. Dovremo però verificare i fatti.

Palazzuolo – Fiume Senio – Com’era prima del taglio degli alberi.

Benito Brandolini – Camminatore
Buongiorno  Domenico, dove si potrebbe fare il collegamento pista ciclabile del Senio  col Lamone ?
Fino a Cuffiano e percorribile in bici? Argine sinistro o argine destro? Lì in zona c’era anche la passerella dei tedeschi, anni fa era chiusa , causa di uno in bici scivolato nel fiume.
Saluti.

NdR – Collegamento Senio – Lamone. A valle c’è. Dalla foce del Reno alla foce del Lamone, quindi da Casal Borsetti a Marina Romea la ciclabile è attiva. A monte occorre studiarlo. Posso dire che fra Brisighella e Casola dovrebbe essere ancora attivo il percorso ciclabile e pedonale chiamato la Corolla delle ginestre. Lungo i due fiumi i percorsi vanno cercati e inseriti in un progetto che poi dovrà essere finanziato. Ora lungo il Senio sono transitabili solo tratti. Nella zona di Cuffiano la situazione purtroppo non è migliorata. 

Fiume Senio – Posto pesca prima di Riolo Terme.

Ieri mattina ha avuto luogo l’incontro con il Servizio di Bacino del Senio e Santerno e Sindaci di cui abbiamo dato notizia nei giorni scorsi  Manutenzione del Senio. Presenti i dirigenti e tecnici ingegneri Claudio Miccoli e Caterina Mancusi, i Sindaci interessati e il sottoscritto invitato in rappresentanza degli Amici del Senio. Mancavano i Carabinieri della forestale. L’incontro è stato positivo.

Ho potuto constatare un cambio di strategia – penso, non solo comunicativa – da parte dell’Agenzia regionale per la sicurezza. Claudio Miccoli, aprendo la riunione, ha detto di puntare per il futuro ad un maggiore dialogo sui vari temi compreso quello degli sfalci e della vegetazione. Pensava sicuramente ai Comuni e ai portatori di interessi legati al fiume e al fatto che un coinvolgimento costruttivo potrà qualificare e accelerare i vari interventi.

L’oggetto della riunione erano i lavori da farsi quest’estate nel tratto di Senio fra il Ponte del Castello e l’Autostrada, una zona questa esclusa da molti anni dalla manutenzione e che quindi crea loro preoccupazioni. Lo stanziamento disponibile è di 266.000 euro come base d’asta. La somma non eccessiva consente di dovere fare delle scelte. Sono queste:

  • si agirà solo nell’argine di sinistra;
  • sarà sfalciata l’erba (e la vegetazione) sopra l’argine e nella parte esterna ed interna dello stesso;
  • verranno tagliati vegetazione e alberi in alveo, nella riva dell’alveo e per un’ampiezza di circa tre metri e mezzo nella parte di golena confinante con la riva. Questo per rendere possibile il transito dei mezzi per le opere necessarie di manutenzione della riva stessa;
  • saranno creati stradelli di accesso dall’argine alla riva.

Il problema tecnico-idraulico che devono risolvere è quello di operare un rallentamento delle fiumane in quel tratto, per evitare pericoli nella “bassa” dove il fiume scorre pensile. Pare che nel tratto in discussione l’acqua abbia eroso il fondo e che per quella ragione prenda velocità. L’obbiettivo è quello di fare in modo che l’acqua conquisti le golene e venga così rallentata. In questo può contribuire la vegetazione arborea che quindi va coltivata con criterio.

Ho fatto presente che quel tratto di fiume è fra quelli più interessanti dal punto di vista della biodiversità; che è in atto la proposta di trasformare le due grandi golene in area naturalistica e che la tutela degli alberi e la riforestazione di parte del territorio della nostra Regione fa parte degli obbiettivi strategici della stessa per la lotta all’inquinamento atmosferico e il riscaldamento del clima. La risposta di Caterina Mancusi è stata di comprendere tutto questo e che queste problematiche saranno tenute in dovuto conto. A conferma ha avanzato l’ipotesi che quella possa diventare un’area di riqualificazione fluviale con un apposito progetto Win Win della Regione. Mi sono sembrate queste dichiarazioni molto positive e sincere.

A latere dell’argomento principale i Sindaci hanno chiesto conto di diversi problemi che così riassumo.

Senio a valle (dopo Cotignola, fino al Reno):

  • il processo di manutenzione negli ultimi anni è stato accelerato;
  • adesso hanno disponibili 600.000 euro per manutenzione ordinaria e straordinario del tratto Fusignano – Alfonsine;
  • la volontà è quella di mantenere gli argini a prato, al momento garantiranno lo sfalcio due volte all’anno della sommità degli argini e di una volta all’anno la riva interna, si vedrà cosa si può fare per la riva esterna;
  • si cercheranno di produrre effetti di rallentamento dell’acqua ed effettueranno la piantumazione di piante (essenze) particolari.

Debbo dire che quest’ultimo aspetto mi ha piacevolmente sorpreso. Il sindaco di Fusignano Nicola Pasi ha insistito sul tema dello sfalcio dell’erba anche in esterno argine, ha detto della soddisfazione dei cittadini a percorrere la cime degli argini. Tutti abbiamo convenuto che rasare regolarmente l’erba due volte all’anno produrrebbe un fiume, oltre che più sicuro, anche più bello.

Tratto Ponte del Castello – ponte di Tebano. L’assessore di Castel Bolognese Dumas Minzoni ha posto il tema dello sfalcio e manutenzione di questo tratto, essendo note le difficoltà. Difficoltà ribadite dai tecnici e derivate dal fatto che – come abbiamo detto più volte – quando per iniziativa dei privati sono stati eretti quegli argini non è stato affrontato e risolto il tema delle proprietà, tant’è che in molti punti i frontisti vantano il diritto di proprietà non solo degli argini e delle golene, ma anche del letto del fiume. Questa situazione crea ostacoli oggettivi di diversa natura al lavoro del Servizio di Bacino, su cui non mi dilungo. Alla fine si è detto di volere produrre una iniziativa volta ad investire la Regione per dirimere una situazione irta di contenziosi che non ha alcuna ragion d’essere. L’assessore Dumas Minzoni recupererà le informazioni catastali necessarie e precise, poi l’idea avanzata è stata quella di chiedere un tavolo regionale e di sottoporre la questione al vaglio di Agenzia per la sicurezza e Assessore regionale ambiente e difesa del teritorio Irene Priolo. A me pare essere questa la soluzione giusta.

Casse di espansione Cuffiano/Tebano. Claudio Miccoli ha confermato che entro marzo prossimo sarà concluso l’iter della progettazione definitiva e che quindi si potrà partire col bando. Avremo modo di riparlare di questo tema e dei tanti problemi derivati da inadempienze di vario tipo, particolarmente a carico delle ditte escavatrici. Sarà quello il momento in cui rilanceremo l’idea di un parco naturalistico che comprenda l’intera area delle casse, come per altro previsto dalla VIA.

Frana di Biancanigo. Ho registrato la preoccupazione derivata dal fatto che “potrebbe di nuovo essere in movimento”. Il guaio sembra che a suo tempo sia stato determinato da una coltivazione sbagliata del terreno da parte del privato. Ha fatto qualche lavoro di bonifica, ma pare non sia bastato. Occorre la massima vigilanza.

Questo è tutto (cliccate le foto).

 

 

 

 

 

Giorni fa ho percorso a piedi il tratto di argine del Senio dalla Chiusaccia a Cotignola. L’ho fatto per piacere e perchè alcuni Amici del Senio mi avevano scritto denunciando quello che a loro parere pareva essere una manutenzione sbagliata, particolarmente là dove ha fatto piazza pulita degli alberi, pensando, credo, di sostituirne la funzione con delle massicciate di sassi, come già avvenuto in altri tratti di fiume.

Siccome per natura non amo alimentare polemiche astratte, vi mostrerò le fotografie di quello che ho visto, quindi della situazione reale, alle quali aggiungerò qualche commento.

Se in qualche caso potrà aleggiare una punta di ironia ponetela in conto alla delusione derivata dal fatto che dopo quasi dieci anni di discussioni, iniziative e partecipazione dal basso volte alla valorizzazione del nostro fiume e di ciò che ad esso sta intorno, i risultati sono stati per ora insufficienti. Noi però continueremo, confidando che i ritardi siano recuperati e che le cose cambino.

Il cartello dei lavori

Sono partito dalla Chiusaccia e dal cartello dei lavori.

Non posso dimenticare che la funzionaria che firma questo appalto un anno fa mi ha intimato di smetterla di inviare segnalazione sulle tane di animali nel fiume. E dire che è dipendente della Regione, la stessa Regione che sostiene i Contratti di fiume, una possibile gestione futura degli stessi che veda la partecipazione dei privati e dell’Associazionismo. Una modalità che potrebbe proprio prevedere che un’associazione di volontariato come la nostra possa assumere funzioni a sostegno della vigilanza del corso d’acqua. Debbo dire onestamente che ho patito quel gesto come un’offesa e l’ho interpretata come un segno di disprezzo.

Naturalmente continueremo a segnalare le problematiche del fiume, interessando da ora in poi, oltre ai Sindaci, anche il Presidente della Regione e il nucleo ambiente dei Carabinieri.

Questa foto si riferisce al piccolo tratto di argine e di fiume compreso in Rete Natura 2000, un’area protetta voluta dal Comune di Cotignola e tutelata dall’Unione europea.

Il punto è che in quel tratto il fiume si restringe e quindi troppa vegetazione potrebbe ostacolare il defluire dell’acqua in casa di piena. Allora il compromesso realizzato fra comune e Regione è stato quello di mantenere una fila di alberi in modo da non vanificare completamente l’aspetto ambientale. Per come vediamo noi le cose questa scelta potrebbe orientare molti altri tratti di vegetazione riparia, invece… . Invece si preferisce spiantare ogni forma di vegetazione, contravvenendo anche le stesse linee di indirizzo della Regione, appaltando lavori effettuati poi con modalità che pensiamo tendano a minare la stabilità delle rive e degli argini, ma forse compiacendo alle imprese che procacciano il legname per le centrali elettriche a biomassa.

La golena dei Morti felici

Proseguendo verso Cotignola si incontra la Golena dei morti felici, interessata dalle periodiche istallazioni nel contesto delle iniziative dell’Arena delle balle di paglia.

In questa ansa del fiume possiamo già constatare come la piccola fiumana dei giorni precedenti abbia già cominciato ad erodere la riva rimasta senza la protezione delle alberature e dell’erba.

Vedrete che la soluzione sarà quella di fare una barriera di sassi (costi) e che probabilmente si rivelerà inefficace come già si è potuto vedere verso Rossetta e lungo il parco fluviale di Castel Bolognese.

L’Arena delle Balle di paglia

Poco dopo si nota come la legna che poi verrà triturata con enormi macchine e trasportata con grandi camion in un’area territoriale pregiata e fragile, sia stata accatastata nell’area dove ha luogo l’Arena delle Balle di paglia, un evento culturale di interesse nazionale che in tal modo non viene proprio valorizzato, anche se nulla di irreparabile.

L’Arena dei poeti

Questa è la Golena dei poeti dove con l’Arena si riesce a collegare il teatro di ricerca con la natura.

L’area è stata completamente spogliata della vegetazione nonostante che in quel punto il fiume sia largo e quindi avrebbe potuto sopportare la presenza di un poco di vegetazione, quella che costituiva la bella scena teatrale delle rappresentazioni.

Sommità dell’argine

Qui potete vedere come le possenti macchine che sradicano le piante segnino pesantemente la sommità degli argini, forse pensiamo noi minandone la stabilità. Così come avviene quando la vegetazione viene trinciata con l’effetto di scuotere le radici e quindi di indebolire la tenuta del suolo.

L’Asino serpente

Questo è l’Asino serpente che vigila sull’Arena delle balle, a quanto pare pure lui perplesso per ciò che vede intorno.

Senza parole

Il significato di avere lasciato un albero qua e la a centinaia di metri di distanza ci è sconosciuto.

E’ chiaro che si tratta di una scelta. Forse per mitigare il disagio di coloro che protestano per il deserto fatto. A me pare una presa in giro.

Il ponte della Chiusaccia

Questo è il ponte della Chiusaccia, si tratta di un manufatto solido e importante con una storia che racconteremo.

Desidero fare notare come ai suoi lati siano presenti due grandi golene che, a mio avviso, potrebbero essere coperte con alberi. Potrebbero ospitare due piccole zone boscose allocando centinaia di quei 4,5 milioni di piante che la Regione, lodevolmente, vuole piantare in 5 anni nel suo territorio per rispondere ai temi dell’inquinamento atmosferico e del riscaldamento del clima. Perche non pensarci?

La Chiusaccia

E infine la Chiusaccia.

Come Tebano, anche la Chiusaccia di Cotignola potrebbe ambire al titolo di ombelico del Senio, tante sono le cose interessanti attorno ad essa. Abbiamo la chiusa che originò il canale del molino di Cotignola, l’Arena della Balle, la zona ambientale di Rete Natura 200o con le buche della Fornace, la Madonnina del Senio effigiata in una edicola sul ponte. Abbiamo il locale storico. Non abbiamo più Panaza e la Gigina, ma potremmo pensare di proporre che diventasse il primo Rifugio di fiume d’Italia. Meta per i camminatori e i ciclisti della bramata ciclo via del Senio, trattoria di fiume e di campagna, ostello, luogo di incontro per avventurosi e sognatori.

Foto scattate il 13 dicembre 2020.

 

 

 

 

Ieri sera nel corso di una video conferenza promossa dal sindaco di Fusignano Nicola Pasi, alla quale hanno partecipato Claudio Miccoli responsabile del Servizio area Reno e Pò di Volano e Domenico Sportelli degli Amici del Senio, si è avuto l’opportunità di fare il punto sui temi della manutenzione e della Casse di espansione del fiume.

Nel corso del suo intervento Miccoli ha fatto presente:

  • Manutenzione. Quest’anno la Regione ha raddoppiato il finanziamento per la manutenzione ordinaria; ciò ha consentito di recuperare una situazione anomala di accrescimento della vegetazione dovuta a ragioni meteo-ambientali e di prevedere la possibilità di attuare nel prossimo futuro due tagli all’anno di sfalcio manutentivo;
  • è in corso la gara di appalto di 600.000 euro per la manutenzione straordinaria dell’argine destro del Senio – necessaria a seguito di ammaloramento della sassaia, per circa 10 chilometri nel tratto corrispondente al comune di Fusignano.
  •  Casse di espansione. E’ stato risolto finalmente il problema della proprietà. Quando i tecnici hanno potuto mettere piede nell’area oggetto in passato di escavazione di inerti, hanno costatato una situazione diversa rispetto agli impegni presi a suo tempo dalle ditte escavatrici e una conseguente dissonanza relativa ai progetti realizzati fino a quel punto. La vicenda è oggetto attualmente di contenzioso giudiziario con richiesta di danni a favore della Regione;
  • a questo si è aggiunto il fatto che a dicembre dello scorso anno, ARPAE ha consegnato la nuova relazione idrografica del Senio che ha messo in luce dati diversi, assai rilevanti nella loro portata, rispetto quella ultima di circa di venti anni fa. Tutto ciò ha richiesto ai tecnici di rivedere i calcoli idraulici e di rimettere mano alla progettazione esecutiva. Una delle conseguenze è stata  l’ampliamento della cassa di valle, con la prospettiva che così possa essere utilizzata anche con la funzione ambientale di garanzia del minimo deflusso vitale delle acque in estate a fronte di periodi siccitosi;
  • si pensa ragionevolmente che entro la fine di gennaio del prossimo anno il nuovo progetto esecutivo (cassa di valle e loro collegamento col fiume) possa essere definito e che nei mesi successivi possa partire la gara europea di appalto dei lavori.

Domenico Sportelli – presidente degli Amici del Senio – ha fatto presente:

  • l’esigenza di riprendere il confronto fra le amministrazioni comunali per la progettazione della ciclovia del Senio, obbiettivo ancora più sentito a seguito delle vicende legate al Covid che richiedono attenzione al distanziamento fra le persone;
  • l’opportunità di riprendere la proposta di una ampia zona naturalistica nelle golene dei meandri del Senio, fra le località Ponte del Castello e Felisio da potere utilizzare anche per il progetto di riforestazione che vede la Regione impegnata ad allocare in cinque anni 4,5 milioni di piante per contribuire al tema della lotta al riscaldamento globale.

Il sindaco di Fusignano Nicola Pasi, che ringraziamo per l’iniziativa promossa:

  • ha dato atto al Servizio di bacino del Reno dell’importante lavoro realizzato per la manutenzione del Senio;
  • ha auspicato la ripresa del confronto avviato sul tema della ciclovia nell’ambito del Senio;
  • si è impegnato a riconvocare la conferenza il prossimo 26 novembre (2021) per fare il punto a quella data.

Diamo volentieri atto a Nicola Pasi, sindaco di Fusignano di essere stato di parola quanto, il 26 novembre dello scorso anno, al termine di un incontro pubblico sul tema della sicurezza del Senio e anniversario di una storica rotta, a seguito degli impegni presi dalla Regione, disse: il 26 novembre del prossimo anno faremo il punto.

Ebbene, domani, giovedì 26 novembre 2020 – alle ore 20,30 – il Sindaco ha promosso una video conferenza  con la presenza di Claudio Miccoli, responsabile del Servizio Area Reno e Po di Volano e del presidente dell’associazione Amici del Senio Domenico Sportelli. I temi al centro della conferenza saranno la manutenzione del fiume e la questione delle casse di espansione. 

La conferenza è pubblica e potrà essere seguita in streaming collegandosi a questo link: https://stream.lifesizecloud.com/extension/6478768/98b58b0c-827c-4ee7-b84d-acea54ce06d8. Sarà sufficiente inserire il proprio nome per accedere poi alla stanza virtuale.

Avevamo desunto male, quella legna da sotto il ponte del Senio sopra Borgo Rivola dovrà essere tolta dalla multinazionale francese, proprietaria della cava e della via di accesso, compreso il ponte sul fiume. Quella strada e quel ponte non sono comunali. Il piccolo equivoco è stato causato dalla non comprensione su quale fosse il ponte di cui si parlava.

Forse sarà complicato fare capire ai francesi gli arzigogoli della nostra legislazione, ma dovranno farsene una ragione. E agire in fretta, perchè quella situazione è veramente pericolosa. Seguiremo la vicenda.

Ponte Castello - Passo Lungaia (16)Abbiamo appreso in questi giorni dalla stampa la notizia di investimenti messi in campo per la manutenzione del fiume Senio. Si tratta, se ho ben capito, di tratti nel percorso di pianura, verso la foce. A questi dovrebbero aggiungersi quelli stanziati per la zona della frana in quel di Castel Bolognese.

Gli Amici del Senio, visto lo stato in cui versa la manutenzione del fiume, sono contenti che questo doveroso intervento avvenga. Segnalano l’opportunità che la manutenzione del Senio esca dalla emergenzialità e diventi un elemento naturale e costante della programmazione. Chiedono che la manutenzione tenga conto della complessità del fiume e che siano rispettate le (cliccare per leggere il testo integrale) LINEE GUIDA REGIONALI PER LA RIQUALIFICAZIONE INTEGRATA DEI CORSI D’ACQUA NATURALI DELL’EMILIA ROMAGNA. Data la ponderosità, di seguito riportiamo integralmente alcune scelte che ci stanno a cuore, fra le tante espresse.

Chiediamo naturalmente che chi di dovere svolga gli opportuni controlli.

“Gli interventi in materia di difesa del suolo devono essere progettati e realizzati anche in funzione della salvaguardia e della promozione della qualità dell’ambiente. Quando
l’intervento prevede la costruzione di opere, è necessario adottare metodi di realizzazione tali da non compromettere in modo irreversibile le funzioni biologiche dell’ecosistema in cui vengono inserite e da arrecare il minimo danno possibile alle comunità vegetali ed animali presenti, rispettando contestualmente i valori
paesaggistici dell’ambiente fluviale, vallivo e litoraneo.
Nel momento della progettazione preliminare, devono essere esaminate diverse soluzioni, tenendo conto nella valutazione costi-benefici anche dei costi e dei benefici
di tipo ambientale, ed optando per la soluzione che realizza il miglior grado di integrazione tra i diversi obiettivi.
La progettazione degli interventi dovrà assumere quali aspetti vincolanti la conservazione delle caratteristiche di naturalità dell’alveo fluviale ed il rispetto delle
aree di naturale espansione e relative zone umide collegate.

Le associazioni vegetali ripariali, oltre a costituire un importante valore ecologico e fungere da agenti di una notevole attività di depurazione delle acque, possono essere
considerate come la più naturale delle difese idrauliche, efficaci per la limitazione dell’erosione e per il rallentamento della corrente nelle zone d’alveo non soggette ad
invaso permanente.
Risulta quindi evidente la necessità di mantenere, al di fuori dell’alveo normalmente attivo, la vegetazione esistente, limitando gli abbattimenti agli esemplari di alto fusto
morti, pericolanti, debolmente radicati, che potrebbero essere facilmente scalzati ed asportati in caso di piena. La necessità di abbattere le piante di maggior diametro
deve essere valutata nelle diverse zone d’intervento, in funzione delle sezioni idrauliche disponibili, sulla base di opportune verifiche documentate, che facciano
riferimento a precise condizioni di piena con prefissati tempi di ritorno.
Le devegetazioni spinte vanno assolutamente evitate, mentre deve essere avviata una manutenzione regolare, che preveda in generale un trattamento della vegetazione
presente, tale da renderla non pericolosa dal punto di vista della sicurezza idraulica; ciò si ottiene di norma con tagli selettivi e diradamenti mirati, mantenendo le
associazioni vegetali in condizioni “giovanili”, con massima tendenza alla flessibilità ed alla resistenza alle sollecitazioni della corrente, limitando in sintesi la crescita di
tronchi di diametro rilevante e favorendo invece le formazioni arbustive a macchia irregolare.”

Da Sette Sere

Da Settesere

Stamane Carlo Alberto Nenni ci presenta su Settesere una intervista a Ferdinando Petri, direttore del Servizio di Bacino del Reno, ossia il responsabile della manutenzione del Senio. Debbo dire che un poco lo invidio in quanto è da tempo che, come Amico del Senio, cerco di colloquiare con Petri e non ci sono ancora riuscito.

La prima impressione è che si tratti di un bell’articolo che si caratterizza per la sua chiarezza. Merito di Nenni e di Petri. Cliccatelo e formatevi un vostro giudizio. Personalmente capisco due cose concrete: 1) L’intervento di manutenzione nella zona di Castel Bolognese si farà con certezza e che i lavori inizieranno dopo il 30 giugno del prossimo anno – per le ragioni che vengono precisamente comunicate; la frana al momento non è pericolosa, ma viene monitorata con attenzione. 2) La questione delle Casse di espansione è completamente in alto mare.

Ce ne è abbastanza per dichiararci moderatamente soddisfatti, anche se solo -come Associazione – abbiamo contribuito per l’1% ad ottenere almeno questi elementi di chiarezza.

A ben leggere però c’è dell’altro. Petri, illustrando le caratteristiche dell’intervento, si mostra sensibile alle problematiche ambientali e paesaggistiche e se ne fa in qualche modo carico, certo, purchè non siano in contrasto con la sicurezza che il fiume deve garantire. Parla di taglio a raso degli alberi, solo di quelli caduti o pericolosi e comunque solo all’interno delle golene. Giudica utile la collaborazione delle Amministrazioni, dei cittadini e delle Associazioni di volontariato, riconoscendo al fiume la valenza di un sistema complesso. Se alle parole seguiranno i fatti, probabilmente vedremo un intervento più puntuale e riflettuto rispetto ad alcuni di quelli visti nel recente passato.

PS – A leggere la scansione dei tempi della burocrazia c’è di che preoccuparsi e da chiedersi se qualcosa non funzioni al meglio. Considerato che l’ultima piena è avvenuta nel febbraio 2015, constatiamo che per avviare un intervento minimo di messa in sicurezza, a fronte della pericolosità degli eventi che possono capitare,  occorrono 16 mesi. Se consideriamo che in nove mesi si crea un bambino o più semplicemente che in due mesi si possono leggere l’intera Bibbia o Guerra e pace, occorre considerare come gli uffici Pubblici, a partire da quelli coinvolti della Regione, servono di manutenzione.

 

 

Ponte Castello - Passo Lungaia (12)Riguardo il tema della manutenzione del fiume Senio, abbiamo registrato in questi giorni le prese di posizione del Vice sindaco di Castel Bolognese con delega all’ambiente e del Sindaco di Alfonsine, anch’esso con delega all’ambiente dell’Unione dei comuni della Bassa.

Luca Della Godenza – Castel Bolognese – con la sua intervista al Corriere conferma, di fatto, il cambio di rotta dell’Autorità di Bacino che ha derubricato l’intervento da somma urgenza a normale, decidendo così di procrastinare i lavori al prossimo anno. Poi ci informa che i tecnici considerano la frana di nessun pericolo, con un cambiamento di tono da parte loro anche su questo aspetto, almeno così ci è parso, avendo seguito la vicenda. Prendiamo atto di tutto questo, anche se ci saremmo aspettati da parte dell’Autorità di Bacino qualche spiegazione sul cambio di rotta.

Su un punto però insistiamo: siano almeno tolti subito dal letto del fiume – lungo tutto il percorso del Senio – gli alberi secchi caduti che ostruiscono il passaggio dell’acqua e che favoriscono il processo di erosione prima della golena, poi della riva, come si può ben vedere.

L’intervista evidenza poi due aspetti molto importanti e positivi: il fatto che si parli finalmente di taglio selezionato degli alberi (certamente nei tratti di fiume ove possibile) e che si mostri una chiara attenzione al tema delle casse di laminazione di Cuffiano. Tema sul quale si rimandano a breve incontri e comunicazioni.

Mauro Venturi – Alfonsine – richiama il tema della necessaria e urgente pulizia del fiume, quindi la richiesta di una manutenzione continua e costante nel corso degli anni. Ha perfettamente ragione. Da parte nostra aggiungiamo che la manutenzione deve essere ben relazionata con la naturale complessità del fiume e che il Governo (o la Regione) debbono mettere subito a disposizione le risorse economiche che servono. Passando pienamente dalle parole ai fatti.

Infine rileviamo con piacere l’importanza del fatto che un numero sempre maggiore di amministrazioni comunali dimostrino crescente attenzione ai temi che riguardano il nostro fiume. Questo ci lascia sperare che diverse questioni siano risolte e che il fiume possa tornare ad essere vissuto in termini positivi e utili dai cittadini.

La frana che sta scendendo verso il fiume

La frana che sta scendendo verso il fiume

Tempo fa segnalai al Servizio tecnico di Bacino le tane degli istrici sull’argine dal ponte verso la diga steccaia, a Tebano. Sono visibili ad occhio nudo, alle spalle dell’ex sterquilinio comunale.
La risposta dei tecnici è stata che “Su quel genere di tane, localizzate in quei punti non interveniamo”. Quindi, quelle tane non sono pericolose. Ringrazio della risposta che fa giustizia di un atteggiamento giustizialista che spesso molti hanno rispetto agli animali che frequentano il fiume. Ne ho parlato in Gli istrici del Senio. La verità – confermata di fatto dai tecnici che mi hanno risposto – è che nel fiume alcuni animali possono essere pericolosi per la sicurezza, solo in determinate condizioni. E non sempre.

Per quanto riguarda il preoccupante movimento franoso a ridosso del Senio, a Castel Bolognese, l’Amministrazione comunale, che da tempo ha allertato le autorità competenti, ha informato che dopo numerosi e costanti sopraluoghi il Servizio tecnico di Bacino ha detto che la frana è oggetto di costante monitoraggio da parte dei geologi del Servizio, che valuteranno gli eventuali provvedimenti da intraprendere. Quindi, si può ragionevolmente ritenere, dal momento che non si offre alcuna sicurezza, che tutt’ora si brancoli nel buio. Penso che i geologi decideranno quanto prima il da farsi, compreso l’attivazione degli strumenti che consentano di chiarire se ci sono responsabilità umane nell’attivazione della frana che pare essersi determinata in un ampio fronte della collina interessato da pesanti interventi delle ruspe.