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Tutti affermano che una delle leve fondamentali da muovere per fare riprendere l’economia siano gli investimenti pubblici. Dobbiamo sperare che sia vero. Dalle nostre parti, da quelle della vallata del Senio, ci sono alcune opere, mature, che attendono da tempo di essere realizzate.

Due di queste sono munite da tempo di progettazione definitiva e di finanziamenti già destinati. Si tratta della circonvallazione – o variante – di Castel Bolognese e delle Casse di espansione del fiume Senio. Le altre due sono ben dentro alla volontà politica delle amministrazioni locali, regionale e nazionale, tanto da poterle ritenere oramai acquisite. Penso al casello autostradale della Valle del Senio e alla ciclovia del Senio/Lamone.

Al momento il punto sulle quattro opere a quanto risulta è questo.

Casse di espansione del Senio (Cuffiano – Faenza). I soldi ci sono da tempo. Il progetto esecutivo anche. Entro questa primavera partirà – secondo quanto affermato a suo tempo dalla Regione – il bando (europeo) per l’assegnazione dei lavori di collegamento delle due casse al fiume. Per evadere questa pratica occorrerà circa un annetto, tempo durante il quale la Regione è impegnata a realizzare la seconda cassa, quella sul territorio di Faenza i cui lavori sono partiti anni fa, poi interrotti per il fallimento della ditta escavatrice. La foto dimostra la situazione di oggi  (verrebbe quasi da dire lasciamo il mondo come sta).

Circonvallazione di Castel Bolognese. Dopo l’ultimo accordo del Comune con la componente agricola, ho capito sia definitivamente spianata la strada per la convocazione della Conferenza dei servizi, procedura utile e necessaria per comporre eventuali conflitti – se esistenti – e per accelerare l’acquisizione dei tanti pareri necessari. Dopo di che partirà il bando per l’assegnazione dei lavori. Nella foto una situazione di traffico normale.

Casello autostradale della valle del Senio. Se ne parla da tempo. Risulta sia nella programmazione della Regione e nelle ipotesi di lavoro dell’Ente gestore dell’Autostrada. Non so a che punto siamo, penso che la realizzazione di quest’opera sia molto sia legato alla vicenda delle concessioni degli appalti di gestione messi in discussione dopo Genova.

Ciclovia del Senio/Lamone. Da alcuni mesi i comuni interessati hanno avviato le procedure per la realizzazione di un progetto preliminare dell’opera che abbia le caratteristiche per potere accedere ai bandi di finanziamento europei e regionali. Accelerare questa fase vorrebbe significare avere carte in più da giocare. Ricordo che questa opera si inserisce a pennello in quelle che dovrebbero essere le linee di un nuovo sviluppo sostenibile e del dopo coronavirus. Nella foto un tratto della ciclabile sul Senio a Castel Bolognese, esempio di come vorremmo diventasse lungo tutto il fiume.

Progetto ciclabilità e Senio a Castel Bolognese. Non dimentico un investimento molto importante, già finanziato da Regione e Comune che dovrà essere realizzato entro l’estate corrente. Un progetto che si integra con la ciclovia del Senio e volto anch’esso allo sviluppo sostenibile e al dopo coronavirus.

Adesso l’auspicio è che alle parole seguano i fatti. L’economia deve riprendere, lo deve fare in sicurezza e guardando ad un futuro nuovo. Ad un futuro che rispetti il pianeta in cui viviamo. Senza pensare di sfruttarlo e abbruttirlo fuori di ogni misura.

 

 

Ieri l’altro abbiamo avuto il piacere di incontrare il dirigente della regione Emilia-Romagna, responsabile del Servizio Area Reno e Pò di Volano, l’ingegnere Claudio Miccoli.

L’incontro è stato proficuo. Non aveva e non poteva avere lo scopo di stipulare accordi, bensì quello di fare una disamina dei vari temi che la nostra Associazione tratta da sempre, e così è stato. Ecco quello che ci siamo detti.

Ciclabile del Senio. Nei limiti di quanto già esposto nell’incontro di Fusignano (dal percorso non deve derivare all’Autorità nessun obbligo e non deve rappresentare ostacolo di sorta per le loro azioni) si può fare. Una cosa è chiara: pensando di percorrere la cima degli argini non si può ragionare sul concetto di pista ciclabile per gli obblighi che la stessa definizione comporta (sede protetta, dimensioni prefissate, esclusivo uso da parte delle biciclette). Meglio parlare di percorso naturalistico ciclo pedonale. Circa il tratto non arginato, da Tebano a Palazzuolo, esistono maggiori difficoltà ma l’idea è che si possa fare. Occorre però partire da una disamina in sede tecnica con le carte topografiche che evidenziano le differenti situazioni. Esiste (parzialmente) una fascia demaniale.

Il tratto ciclo pedonale a Castel Bolognese

Casse di espansione. Abbiamo avuto la conferma che entro la primavera partirà il bando per l’opera e che verranno avviati i lavori – assunti in carico completamente dalla Regione – per la realizzazione dell’invaso. Nessun ostacolo a parlare di rinaturalizzazione dell’area, alla condizione del rispetto delle norme di sicurezza. Come sapete, nell’area sono presenti decine di querce secolari e una “passerella” che potrà essere mantenuta, se però sarà ricostruita (sicurezza). Disponibilità da parte dell’ingegnere Miccoli a presenziare ad iniziative circa il tema delle casse.

Nuovi abitanti del Senio, i Cavalieri d’Italia.

Nuovo tratto della ciclo pedonale di Castel Bolognese, finanziato dalla Regione. La progettazione definitiva dovrà stare all’interno dei ragionamenti sviluppati su “ciclabile del Senio”.

Abbiamo poi esaminato altre problematiche, traendo queste conclusioni.

Nel punto della riva del Senio dove nel 1944 cadde l’aereo alleato di Michel Phelps, è possibile mettere una stele e targa ed eventualmente piantare un albero.

L’Autorità del fiume collaborerà per giornate ecologiche promosse dagli Amici del Senio, si pensa in collaborazione con le ATC dei cacciatori (se saranno disponibili), per pulire taluni tratti di fiume come, ad esempio, sotto il bel ponte della ferrovia a Castel Bolognese.

Personale dell’Autorità sarà disponibile a partecipare ad iniziative promosse per meglio conoscere le problematiche del fiume (flora, fauna, pericoli, segnalazioni, ecc.).

Per meglio comprendere quanto sopra esposto vi invito a leggere In primavera il bando per le casse di espansione.

Dopo questo incontro, possiamo confermare che si può fare. Mi riferisco in particolare alla realizzazione del percorso naturalistico pedo ciclabile dalla collina al mare. Percorso che può essere visto in assonanza e integrazione con il fiume Lamone e anche, volendo, con il fiume Santerno.

Questa convinzione oramai ben consolidata, si basa sui seguenti elementi:

  • la programmazione territoriale di livello superiore (regionale) prevede che la fascia del Senio-Lamone sia sede di percorso ciclo pedonale;
  • i Sindaci e le Unioni comunali faentina e lughese, sostengono l’opera;
  • la Regione riconosce il suo valore – anche da punto di vista del turismo lento – e si è dichiarata disponibile a:
    • offrire una sede istituzionale di confronto;
    • indicare nel POR-FESR europeo la possibile fonte di finanziamento;
    • fare la sua parte nel cofinanziare il fondo europeo e nella fase di progettazione;
  • l’Autorità del fiume, fatte salve le condizioni sopra esposte, non pone ostacoli insormontabili;
  • i comuni di Castel Bolognese e Bagnacavallo (per quanto riguarda il Lamone), hanno già attrezzato da molti anni tratti di argini dei fiumi ai fini pedo ciclabili;
  • il processo di partecipazione messo in atto dagli Amici del Senio in questi anni, ha ampiamente dimostrato il consenso della popolazione e delle Associazioni, verso questa opera;
  • l’esperienza di Primola di Cotignola, con l’Arena delle balle di paglia, dimostra come il Senio, oltre ad avere la caratteristica di essere un fiume di storia, si presta a candidarsi come fiume di cultura, di paesaggio e di land art.

Adesso quello che serve è che la politica faccia la sua parte, portando il progetto dalle buone intenzioni ai fatti. Tutti sappiamo che occorre partire dall’individuazione di un Comune capofila e da una progettazione con i crismi per potere accedere ai bandi di finanziamento europei. Il percorso da parte di Comuni e Unioni è avviato, occorre spingere l’acceleratore.

 

 

 

 

 

Tebano - La presa del Canale dei Mulini

Tebano – La presa del Canale dei Mulini

Il ministro all’Ambiente Galletti, ha assicurato i finanziamenti per l’avvio, quest’anno, dei lavori di collegamento delle casse di espansione al fiume. Si tratta di una questione annosa, dalla quale però dipende una maggiore sicurezza per il Senio. Sapete che occorreranno tante risorse: si parte da 8,5 milioni di euro. Ciò che noi chiediamo è che con quei soldi si faccia anche il possibile per riparare i danni ambientali prodotti da quelle cave di inerti – poi diventate casse di espansione – come per altro ipotizzato nel progetto originario dell’opera.

La proposta che avanziamo è quella che l’area destinata ad ospitare le tre casse di espansione del Senio sia restituita ai cittadini – nei limiti delle tutele della sicurezza – come luogo salutistico e culturale.

Ne deriva la richiesta che il progetto di collegamento delle casse al fiume comprenda una adeguata opera di rinaturalizzazione dell’intera area. Luogo che potrà così diventare una importante zona umida e naturalistica, incastonata nell’incantevole paesaggio agricolo e collinare della valle che le contiene.

L’intera area potrà essere in tal modo fruita per ammirare e studiare la flora e la fauna, per attività sportive e di svago, o anche solo per essere contemplata, sviluppando l’idea del turismo lento e dei luoghi.

Pensiamo che il “progetto casse” debba essere visto come elemento di una rete che si collega al Parco regionale della Vena dei gessi e come punto di forza del collegamento fra il Parco suddetto e il Parco del Delta per mezzo di un percorso ciclo-pedonale realizzato sopra l’argine del fiume Senio. Per poi integrarsi con i progetti definiti per il fiume Lamone.

In definitiva, la zona delle casse potrebbe diventare un Sito ambientale di Interesse Comunitario che aggiunge valore ai percorsi ciclopedonali del Lamone e del Senio, nella prospettiva che si congiungano a monte lungo la catena della Vena dei gessi e che vedano come sbocchi naturali la valle del Delta e il mare.

Una siffatta “connessione slow” sarebbe sicuramente appetibile a livello europeo per tutti quei cittadini che fanno della natura e del paesaggio, della particolare vivibilità dei piccoli centri e dell’enogastronomia di qualità i riferimenti guida per le proprie vacanze.

A sostegno di questa impostazione abbiamo redatto un documento che abbiamo presentato in una Conferenza stampa tenuta l’1 marzo scorso a Faenza presso la sede del CEAS della Romagna faentina. Documento scritto con la collaborazione di un’Amica paesaggista: Valentina Giannerini.

Domani pubblicheremo integralmente il lavoro.

Cotignola - Senio in piena

Cotignola – Senio in piena

Abbiamo appena ricevuto un comunicato stampa dell’Unione dei comuni della Bassa Romagna che ci aggiorna circa il tema delle casse di espansione del Senio. Lo riportiamo integralmente. Informiamo che la nostra associazione, molto sensibile al tema trattato, domani sera esaminerà l’argomento nella riunione del proprio consiglio.

UNIONE: IN ARRIVO DAL GOVERNO 8,5 MILIONI DI EURO PER COMPLETARE LE CASSE DI ESPANSIONE DEL SENIO
La Regione sarà in grado di mettere a gara l’esecuzione delle opere appena arriveranno i fondi.

Martedì 3 novembre, nella giornata inaugurale della fiera Ecomondo di Rimini, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e il presidente della Regione Stefano Bonaccini hanno firmato l’accordo di programma che destina all’Emilia-Romagna oltre 100 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio.

La firma dell’Accordo conferma l’impegno del Governo a finanziare anche il completamento della case di laminazione del Senio, a salvaguardia del territorio della Bassa Romagna e della Romagna faentina; l’accordo di programma prevede infatti che dei 100 milioni di euro previsti, 8,5 siano destinati nel 2016 al completamento degli interventi sul fiume Senio.

Nei giorni scorsi, il sindaco di Castel Bolognese con delega all’Ambiente per l’Unione della Romagna faentina, Daniele Meluzzi, e il sindaco di Cotignola e presidente dell’Unione della Bassa Romagna, Luca Piovaccari, hanno incontrato a Castel Bolognese il responsabile del progetto sulle casse di laminazione del Senio, Claudio Miccoli, il responsabile del Servizio tecnico di bacino Reno della Regione Emilia-Romagna, Ferdinando Petri, e alcuni tecnici regionali per fare il punto sullo stato dell’arte del progetto.

La progettazione delle casse è a uno stadio molto avanzato e non appena il Governo destinerà i fondi, la Regione sarà in grado di mettere a gara l’esecuzione delle opere la cui durata prevista si aggirerà sui 18 mesi.

“La notizia della sottoscrizione dell’accordo tra il Ministero e la Regione conferma l’attenzione verso un tema così strategico per i nostri territori come è quello della sicurezza idrogeologica – ha sottolineato il presidente dell’Unione, Luca Piovaccari – . Adesso aspettiamo con fiducia che si completino in tempi rapidi gli atti necessari all’avvio di questa importante opera”.

Varie 200Perchè abbattere quel ponticello che attraversa il Senio nella zona delle casse di espansione, a Cuffiano? Quel ponte ha una storia secolare, poi serve. Se un domani l’area delle casse di espansione diverrà una zona umida, un’area attrezzata per il passeggio e le attività motorie, come è logico avvenga secondo la ragione del buon senso, quel ponticello servirà ai faentini, ai castellani, a quanti proverranno da est, per accedervi.

A dire la verità non ho prove che lo si voglia abbattere. Ma quando a dedurlo sono sindaci che parlano con l’Autorità del fiume, i dubbi si avvicinano alla realtà. Poi basta guardare come hanno ridotto quel ponte. L’hanno chiuso e senza un minimo di manutenzione delle parti in ferro, presto sarà un cumulo di ferri arrugginiti. Allora sarà facile dire: ma cosa volete fare, non vedete? E’ insicuro, sta crollando. Bisogna abbatterlo. Ecco come una scelta non decisa da chi di dovere – coloro che amministrano il territorio – potrà diventare un dato di fatto. Una logica conseguenza derivata dallo stato di necessità. Dalla forza maggiore.

A scanso di equivoci, per quel poco che rappresentiamo, come Amici del Senio chiediamo ai sindaci e all’Autorità del fiume che quel ponticello, intanto sia manutentato e conservato. Poi si vedrà. E non si dica che quel ponte è di nessuno.

Le persone più anziane ricordano in quel punto un ponticello in legno che collegava le rive dell’alveo (non c’erano allora argini) e a fianco di esso un guado per il passaggio dei carri. Alla fine degli anni cinquanta (’58-’59), probabilmente nel momento in cui si alzò l’argine verso Cuffiano, il ponticello di legno venne sostituito da quello sopraelevato che ora vediamo. Vi lavorò una ditta che allestì un cantiere vero e proprio. Pare che il ponte si trovi nell’esatto punto di confine fra i comuni di Faenza, Riolo Terme e Brisighella (sì, anche Brisighella per 300 metri il suo territorio confina con il Senio), dal che si può dedurre che negli archivi degli uffici tecnici di quei comuni si trovino gli atti.

 

Casse espansioneIeri in comune a Riolo Terme, abbiamo approfondito il tema delle casse di espansione del Senio con il sindaco della cittadina termale Alfonso Nicolardi e con Daniele Meluzzi, delegato all’Ambiente dell’Unione dei comuni del faentino e sindaco di Castel Bolognese.

L’incontro è stato cordiale, positivo e interlocutorio. Abbiamo chiesto (Domenico, Edo e Alberto) di conoscere il progetto riferito all’investimento di 8,5 milioni di euro per il collegamento dell’opera col fiume e sostenuto che quella cifra doveva consentire anche i lavori di risanamento ambientale dell’area e la sua fruibilità per attività sportive e di svago dei cittadini.

Nel corso dell’incontro abbiamo appurato che:

  • Il progetto definitivo dell’opera ancora non esiste (ci sta lavorando il Servizio di Bacino), mentre quello esecutivo sarà inserito nel bando di appalto dell’opera;
  • La pratica per l’ottenimento del finanziamento non è ancora perfezionata (manca la convenzione con il Ministero) e non è stabilito con certezza che i finanziamenti arrivino tutti;
  • E’ interesse della Amministrazioni comunali conoscere i termini della progettualità in una fase che consenta loro di esprimere doverose considerazioni;
  • Il tema del risanamento ambientale dell’area delle casse interessa e verrà posto in assonanza al tema della titolarità della manutenzione nel tempo di tale opera. Opera che potrebbe entrare ed arricchire il circuito dei percorsi legati al Parco della Vena del gesso.

Abbiamo ribadito la richiesta che il progetto dell’opera comprenda le azione per il risanamento ambientale dell’area. Ci siamo impegnati a fornire un contributo scritto sulle tematiche ambientali collegate all’idea guida del percorso ciclo pedonale del Senio dalla sorgente al mare. Abbiamo stabilito di rivederci non appena l’Autorità di Bacino avrà un progetto in stato avanzato.

Non ci nascondiamo però la preoccupazione che i tempi per realizzare l’opera siano ancora lunghi e che la sicurezza non potrebbe aspettare. Si faccia quindi il possibile affinchè i lavori inizino entro quest’anno.