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Con una lunga intervista di due pagine al tabloid della Bassa Romagna Gentes (n. 32 del 10 settembre), Claudio Miccoli torna da fresco pensionato sul tema della sicurezza dei fiumi. Egli è stato fino al primo aprile scorso il dirigente dell’Agenzia regionale Sicurezza del territorio e Protezione Civile con conseguenti competenze specifiche sul Bacino del Reno e sul Senio. Si tratta di una persona di grande esperienza con la quale alla fine, dopo anni di difficoltà, siamo riusciti a tessere un rapporto di confronto costruttivo. Fra le tante cose assai interessanti da leggere nella sua intervista, frutto della sua decennale esperienza sul campo, ne annotiamo due:

  • le casse di espansione del Senio entreranno in funzione nel 2025;
  • i percorsi ciclo pedonali sopra gli argini dei nostri fiumi si possono fare.

Casse di espansione. Secondo le mie indicazioni, dice Miccoli, il lavoro deve essere appaltato entro quest’anno (2021) e i lavori iniziarsi entro primavera-estate del prossimo anno (2022). Lavori che dureranno non meno di due anni e quindi possiamo parlare di inaugurazione nel 2025. Mentre è interessante la conferma che l’opera si farà, quello che ancora non è chiaro sono i tempi. E mi scuso se insisto.

Nel corso degli anni abbiamo capito che i lavori da fare – quindi gli appalti da accendere – sono due:

  • le arginature della seconda cassa – quelle non realizzate dalla ditta escavatrice e per quello denunciata dalla Regione – da realizzare a carico della Regione (Agenzia regionale Sicurezza del territorio e Protezione Civile);
  • le opere di adduzione delle casse al fiume – quelle finanziate per 8,5 milioni – senza le quali le casse non funzionano, per le quali occorre fare un bando europeo della presumibile durata di un anno – si è detto in passato – dopo di che ci saranno i tempi per l’affidamento dei lavori (credo).

Quando Miccoli afferma che i lavori debbono essere appaltati entro quest’anno (2021) penso si riferisca alle opere di adduzione, quelle che presuppongono un bando europeo della durata procedurale di un anno. Viene allora da pensare che il bando sia già stato emanato da tempo. Il fatto è che nell’apposito registro della Regione (pubblico) non troviamo traccia di questo bando.

Allora le domande che ci sentiamo di avanzare – lo proporremo anche a Gentes, qualora volesse continuare a seguire la questione – sono queste:

  • i lavori che deve fare la Regione – le arginature della seconda cassa – sono in corso di attuazione e quando termineranno?
  • quale è il crono programma per la realizzazione delle opere di adduzione (bando europeo – affidamento dei lavori – inizio e conclusione dei lavori.

Credo che la risposta a queste domande, dopo le affermazioni di Miccoli – che però nel frattempo è andato in pensione – debba essere fornita dall’Assessore regionale all’Ambiente e dal nuovo Dirigente dell’Agenzia (di cui purtroppo non conosciamo ancora nemmeno il nome).

Il percorso ciclo pedonale. Nella sua intervista Miccoli afferma che i percorsi pedonali sopra gli argini si possono fare. Vi invito a leggere con attenzione la precisa risposta di Miccoli alla domanda specifica (V foto a lato). Nella realtà questo è testimoniato dal fatto che il comune di Castel Bolognese nelle prossime settimane attiverà i lavori  per realizzarne sei chilometri nel suo territorio (fino alla diga steccaia di Tebano) finanziati al 50% dalla Regione.

Su questo punto purtroppo mi viene alla mente quando per diversi anni, alcuni sindaci della vallata, nel contrastare la nostra richiesta di ciclo via, ci hanno messo sul tavolo una lettera – della quale non conosciamo la genesi – della stessa Autorità del fiume che ne negava la possibilità.

Evidentemente esisteva un equivoco, un fraintendimento, oppure semplicemente il fatto che qualcuno ha cambiato opinione. Resta il fatto che se questo equivoco, chiamiamolo così, è potuto essere risolto grazie all’iniziativa degli Amici del Senio, forse a maggior ragione avrebbe potuto esserlo con l’intervento delle Amministrazioni comunali, guadagnando in tal modo qualche anno di tempo.

Continuando la nostra iniziativa per la sicurezza del Senio e le casse di espansione, chiederemo alla politica di avere risposte ai quesiti che abbiamo posto.

Per la ciclo via collina/mare organizzeremo presto un flash mob a sostegno del progetto che le Unioni si sono impegnate a realizzare.

 

 

Tebano days 045

Tebano days – Visita alle cantine

Ricordate Tebano days? Fu il volenteroso tentativo di mettere al centro dell’attenzione uno dei paesaggi più belli delle colline romagnole. L’iniziativa svolta a costi zero riusci abbastanza bene. I vari eventi toccarono alcune centinaia di persone, alcune famiglie tebanesi si sentirono interessate e coinvolte.

Nei giorni scorsi abbiamo invitato i cittadini di Tebano per esprimersi rispetto alla possibilità di ripetere l’esperienza e il risultato è stato la presenza di una sola famiglia. Quindi, un bel pollice verso quell’esperienza, che si sarebbe voluto rilanciare e consolidare. Non si farà.

Nulla di preoccupante, ma un certo rammarico resta. Ad onore del vero ricordavo i tebanesi maggiormente partecipi come, ad esempio, quando nei primi anni ottanta mi contattarono – allora ero segretario della Camera del Lavoro territoriale – per essere sostenuti nella loro richiesta di chiusura della discarica dei rifiuti da tempo operante nei loro campi. Li sostenemmo, fino a guidarli in Piazza del Popolo con i loro trattori in una domenica di marzo. Quella vertenza fu vinta.

Cito quell’episodio perchè in qualche modo si collega a Tebano days. Allora i tebanesi, con la loro lotta, volevano tutelare l’ambiente, le loro terre, il lavoro e il proprio futuro. In qualche modo, oggi hanno lo stesso problema al solo pensiero della devastazione da anni in atto nella loro valle per le cave in corso e quelle che potrebbero ancora nascere.

Con tebano days si pensò ad una proposta culturale volta a legare l’arte del lavoro dei contadini fatto di cantine, vivai, un maneggio, un museo e tanto altro, al paesaggio e porre entrambi in un rapporto con la storia del luogo e con quanto di interessante c’è da vedere e scoprire. Si pensi alla basilica della Fognana, alla diga steccaia leonardesca e alla presa del medievale canale dei Mulini, alla Pocca, al parco geologico (rimasto fino ad ora nella penna di chi lo ha progettato) e si pensi al valore ambientale che potrebbe acquisire una zona umida pensata attorno alle casse di laminazione collocate sul Senio, fiume di storia che attende di essere valorizzato.

Furono partner dell’iniziativa il Polo tecnologico di Tebano e la comunità parrocchiale. Non può sfuggire il significato che ebbe la presenza attiva del Polo, l’università del mondo agricolo dove ricerca, sperimentazione e formazione traggono e donano linfa vitale al territorio agricolo circostante.

Che dire. I contadini ci insegnano che i frutti si raccolgono quando sono maturi. Questo, evidentemente non lo era. Spero che quanto prima questo dialogo possa essere ripreso e che gli abitanti di quella porzione di valle del Senio battano un colpo. Ad esempio, potrebbero dire la loro sul tema delle casse e potrebbero pensare di sostenere la richiesta degli Amici del Senio di un proficuo risanamento ambientale dell’intera area interessata per farne una zona pubblica per l’attività fisica, l’osservazione e la cultura. Tutti potremmo trarne vantaggi.