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Carlo Bonfiglioli, un nostro caro amico, un amico del Senio di Solarolo, ricorda il due agosto di 40 anni fa. Carlo quel giorno, alle 10,15 era nella stazione di Bologna, da dove partì qualche minuto dopo.

“Buon 2 Agosto…ogni anno il mio pensiero va alla stazione di Bologna, quando 40 anni fa partii alle 10.15 sul treno diretto ad Ancona, l’ultimo che partì prima dello scoppio della bomba. Ricordo che tutti gli orari dei treni erano saltati, c’era tanta gente in fila alla biglietteria, l’atrio pieno, moltissimi giovani seduti sugli zaini nel sottopasso, alcuni suonavano le chitarre ed io ci passai tre volte prima della partenza…non era giunta la mia ora!

Perché tutto questo? Perché le vittime, i lavoratori, le persone che andavano in vacanza o ritornavano a casa, col mezzo più popolare ed economico? Quale rabbia ed odio sociale nei loro confronti può aver pensato di colpire proprio loro, che ruolo politico potevano avere per sacrificarle ad un fine così disumano e spaventoso? Chi ha armato i portatori di morte, giovani vigliacchi dall’inconsulto odio verso il popolo, verso una città ben organizzata e gestita con tanti provvedimenti sociali nel panorama italiano?

Ha vinto la teoria del “meglio il peggio” per spaventare e ricreare sulla paura una società basata sul terrore, sul ritorno ad un regime reazionario che imponga con la violenza di pochi sui molti. È 40 anni che mi pongo, ma si pone la città intera e tutta l’Italia queste domande…ci sarà una risposta che possa onorare le vittime, i feriti e le loro famiglie?!”

Ndr. Le parole di Carlo così forti e scolpite nella memoria del tempo, ci chiamano a riflettere su uno degli episodi più gravi della storia della nostra Repubblica. Fu una strage “nera”, una strage dell’odio contro il Popolo che cercava nuovi orizzonti di pace, progresso e libertà. Di quella strage non tutto è ancora chiaro. Rimangono nella nebbia i mandanti, ma l’ultima coltre deve alzarsi. E solo allora quelle 85 vittime innocenti potranno avere pace.