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Ieri l’altro si è svolto, a Riolo Terme, il terzo incontro promosso dall’Unione dei comuni della Romagna faentina per discutere della ciclovia del Senio-Lamone. L’incontro è stato molto partecipato. Erano presenti i Sindaci, Amministratori, Dirigenti e Tecnici in rappresentanza delle due Unioni, dei comuni, dei Parchi dei Gessi e del Delta, dei due Gal (collina e pianura), del Consorzio di Bonifica.

L’introduzione ha delineato il quadro legislativo e programmatori riferito alla ciclabilità ed ha indicato metodi e contenuti del percorso che dovrà portare (confidiamo, in breve tempo) alla progettazione preliminare dell’opera. Ha poi delineato per grandi linee le coordinate del progetto che riassumo così: un percorso ad anello ci circa 170 chilometri che si snoda dalla collina, alla valle, al mare e torna in collina, che veda come ambito territoriale i percorsi dei fiumi Senio e Lamone e l’individuazione della modalità “ciclovia”, ritenuta non eccessivamente vincolante e meglio capace di aderire al criterio della “scoperta” del territorio.

Ricordo che il progetto di questo anello ciclabile incrocerebbe a nord la ciclovia del Vento (Torino – Venezia) e ad Est la Ravenna – Firenze. creando così un sistema sinergico di indubbia attrattiva a livello europeo.

Tutti gli interventi – ricordo che alla riunione erano presenti oltre al livello politico anche quelli tecnico ed amministrativo – con sfumature diverse circa i tempi di realizzazione, hanno convenuto sul valore del progetto.

Al termine è stata decisa la costituzione di un gruppo di coordinamento (comitato promotore) individuato nei rappresentanti delle due Unioni e dei due Parchi e di un gruppo tecnico che faccia riferimento al Consorzio di Bonifica. S i lavorerà poi la definizione di un protocollo di intesa in base al quale coinvolgere la Regione. Fin da subito potrà partire la fase di analisi cartografica del territorio.

Come Associazione che da anni sostiene la partecipazione all’idea di una ciclovia che valorizzi i nostri fiumi e quanto di bello sta loro attorno, sosteniamo questa importante iniziativa assunta dai comuni e lavoreremo perchè attorno ad essa si crei il necessario clima di unità e partecipazione.

Ricordiamo che già da anni diverse Amministrazioni si sono mosse a favore della ciclabilità, tanto che oggi possiamo dire che parte rilevante del percorso a cui si pensa è già realizzato. Ci riferiamo al tratto che corre lungo il Reno, dal punto in cui riceve il Senio, fin quasi alla sua foce di Casal Borsetti dove il percorso si incanala in una ciclabile il sede protetta che arriva fino al Lamone, dove si collega con il percorso naturalistico che lungo la riva sx dello stesso fiume giunge fino a Bagnacavallo.

Tratto fra Reno e Valle, verso Casal Borsetti.

A questi si aggiunge il tratto gìà funzionante da oltre 10 anni a Castel Bolognese, oggetto fra l’altro di un cospicuo investimento di Comune e Regione per svilupparlo fino a congiungersi con la Diga steccaia leonardesca e il Molino Scodellino e la realizzazione del Parco fluviale che il comune di Faenza sta realizzando sul Lamone.

Tratto a Castel Bolognese in argine sx Senio

Concludo dicendo che le prime idee del progetto saranno enunciate al Convegno che Amici del Senio e Polo Tecnologico di Tebano proporranno il prossimo 21 Marzo alla Fiera dell’Agricoltura di Faenza.