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Nei giorno scorsi un articolo del Carlino (foto) ha fatto il punto sul tema del casse di espansione del Senio. Nel merito nulla di più e nulla di meno di quanto avevamo scritto dopo la video conferenza del 26 novembre Fiume Senio, a fine inverno il bando sulle casse … il giornalista però fa il punto sull’intera vicenda dal quale si evince l’eccessiva lunghezza dei tempi per i lavori, fatto questo che lascia ancora una volta sconcertati.

L’articolo però coglie un aspetto particolare della vicenda al quale comunemente non viene dato importanza. Con una bella foto il giornalista mette in risalto l’aspetto ambientale e naturalistico legato alle casse. Afferma che sono arrivati gli aironi, Ma non solo, per quanto ne sappiamo le specie ospiti, particolarmente volatili, sono davvero tante. Potrei dire il cavaliere d’Italia, i gruccioni, i cormorani e altre. Questo evento ci parla certo di mutamenti climatici in corso, ma anche di un ambiente che negli anni si è reso ricettivo, arricchendo così l’interesse per il territorio.

A suo tempo, quando fu presentato il primo progetto, la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) prescriveva che l’area delle casse avrebbe dovuto essere resa al pubblico come area di interesse naturalistico e ambientale. Non so quanto questa prescrizione sia cogente o se possa essere facilmente elusa e tenuta da parte. Approfondiremo questo aspetto. Intanto però intendiamo rilanciare il tema.

Partiamo da qui Restituiamo il paesaggio al paesaggio, dallo studio e dalle proposte, avanzate tramite la collaborazione di un architetto del paesaggio, che presentammo nel 2016. Vi invito a cliccare e a leggere quel lavoro. Valentina Giannerini propose una collocazione organica delle “casse” nel territorio, avanzò proposte metodologiche e di merito. In quel momento nessuno raccolse il nostro contributo. Non capimmo l’ostracismo di allora e questo ci dispiacque, particolarmente per il lavoro svolto gratuitamente da una specialista, da una giovane ragazza, potenziale risorsa del territorio.

Oggi i tempi sono mutati, non so se in meglio o in peggio, ma questo non importa. La cosa che appare certa è che la Regione ha deciso di completare le casse di espansione e di collegarle al fiume. Siamo nella fase ultima della progettazione tecnica dell’opera e sarebbe importante che questa si raccordasse organicamente con l’uso che si vuole fare delle casse. Conosciamo la loro funzione per la sicurezza della valle, la valenza ambientale che deriva dal fatto che possono conservare acqua da restituire al fiume come deflusso minimo vitale in estate. Vorremmo conoscere come vengono affrontate le proposte della VIA e come viene colto di conseguenza l’aspetto della restituzione dell’area all’utilizzo da parte dei cittadini.

Intervenendo nei social, alcuni cittadini hanno avanzato proposte ragionate e di merito. Chi ci segue ne sarà al corrente. Per ora accenni che vorremmo fossero ampliati da un dibattito maggiormente esteso. Nei prossimi giorni rilanceremo questa problematica, coinvolgeremo, Regione, Sindaci, Autorità del fiume, Associazioni, la comunicazione, i cittadini.

Cavaliere d’Italia con i suoi piccoli.