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2015-07-15 10.51.25Da alcune settimane alla diga steccaia di Tebano non scende più un goccio d’acqua. Potenti motori azionano pompe che succhiano acqua per uso irriguo. Fra pochi giorni il fiume Senio sarà una cloaca mele odorante. Ricordiamo che la diga steccaia, costruita in base ad un modello leonardesco e manutentata nei secoli sempre con cura e con gli stessi materiali, comprende un originale e funzionante sistema di risalita dei pesci. Basterebbe questo per garantire che su quello storico manufatto scorresse sempre l’acqua.

Invece no. Ragioni non abbastanza spiegate e non si sa quanto lecite fanno si che il fiume venga depredato di quasi tutta la sua acqua e di fatto portato verso la morte biologica. Questo accade in anni in cui sta crescendo l’attenzione verso i nostri fiumi e si pensa di valorizzarli a beneficio del turismo lento, quindi dell’ambiente e dell’economia dei territori.

L’Associazione Amici del fiume Senio, nel segnalare questa situazione, ricorda che i fiumi e l’acqua sono beni comuni e che come tali vadano tutelati in modo adeguato. Chiediamo che un minimo vitale di acqua continui a scorrere nei fiumi, così come chiesto nella petizione per il Senio firmata al momento da oltre 600 cittadini e inviata alle Amministrazioni comunali. E’ anche necessario che chi di dovere ci dica se attualmente i prelievi d’acqua avvengono nel pieno rispetto delle regole e se chi deve controllare, lo sta facendo e con quali risultati. Non si può più aspettare.

L’Associazione pensa che alle esigenze irrigue della nostra campagna si debba fare fronte con le dovute opere capaci di trattenere l’acqua in inverno, per poi rilasciarla quando occorre nel corso dell’estate. Come, appunto, le casse di espansione la cui realizzazione andrebbe conclusa quanto prima. Accanto a questo, si pone il tema della compatibilità da realizzare fra la tipologia delle produzioni agricole e la reale disponibilità di acqua presente nel territorio.