Cappelletti alla robiola

Cappelletti alla robiola

Il denaro non è la preoccupazione maggiore per la nostra associazione. Abbiamo percorso migliaia di chilometri con le nostre auto, usato i nostri Pc e telefonini, consumato le cartucce delle nostre stampanti, offerto generi di conforto a diverse iniziative, messo a disposizione il nostro tempo libero senza che tutto ciò sia costato un euro alla nostra associazione.

Tuttavia qualche soldino serve. Abbiamo avuto l’aiuto materiale dei comuni per la stampa dei volantini per diverse iniziative patrocinate e per le sale dove abbiamo svolto iniziative. A Solarolo abbiamo la Cgil che ci offre la sala per le assemblee. Insomma, siamo ben voluti, ma qualche soldo serve ugualmente.

La gestione del sito, la tenuta del conto corrente postale, la composizione dei volantini, la stampa di quelli a colori, le piccole spese di segreteria, alcuni modesti rimborsi ad artisti e conferenzieri che invitiamo, sono voci che comportano spese alle quali non possiamo sottrarci.

Come entrate abbiamo 5 euro per ogni tessera (circa 100) e le piccole offerte volontarie che chiediamo a chi partecipa a nostre iniziative. Per muovere le quali però offriamo sempre in cambio qualcosa.

Per avere qualche risorsa in aggiunta, lo scorso anno abbiamo promosso, assieme ad un’altra associazione, una cena sociale. Il risultato è stato soddisfacente, grazie al lavoro volontario di decine di soci che hanno preparato tutti i piatti e servito la cena.

Per non lasciare dubbio alcuno è bene che si sappia che tutta questa girandola di soldi sostanzia un bilancio dell’Associazione che faticherà a giungere in entrate ed uscite alla cifra di 1.500 euro per un anno.

Torniamo alla cena sociale. Abbiamo deciso di ripeterla anche quest’anno. Sarà servita GIOVEDI’ 3 marzo, presso il circolo ARCI di Castel Bolognese che gentilmente ci ospita. Il menù lo metteremo domani. Vi dico solo, padroni di crederci o meno, che il suo valore commerciale va ben oltre a quello che sarà il contributo organizzativo che vi proporremo. Sarà un menù che odorerà delle erbe e dei fiori del nostro fiume e dei prodotti della nostra terra, ammanniti con la cultura della nostra tradizione contadina e romagnola. Senza svolazzi, badando alla sostanza e ai contenuti. Come piace a noi.

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