Acque e miracoli a Tebano, anteprima dell’Arena delle balle e fiore all’occhiello degli Amici del Senio, è stata un successo. Oltre alle attese. Grazie al pubblico che ha partecipato, ai volontari che hanno lavorato tanto per organizzare il tutto, in una condizione molto disagiata dovuta al grande caldo. Grazie alle amministrazioni comunali di Faenza e Castel Bolognese, alle aziende del Polo tecnologico, ad aziende e famiglie tebanesi che hanno collaborato in modo sostanziale.

L’Orchestrona fa ballare

E’ ANDATA BENE, GRAZIE AL PAESAGGIO

La buona riuscita la si deve al programma delle iniziative dove il territorio, il paesaggio, l’ambiente si sono intrecciati con la cultura, la solidarietà, il lavoro, la musica, il teatro.  Il tutto nel segno della semplicità, della leggerezza, del rispetto, lavorando con quello che la natura ci propone, senza deturpare o forzare nulla.

Girasoli a Tebano

LE CAMMINATE

Le camminate nella campagna per fare parlare il territorio che tanto ha da dire sono state ancora una volta la base della proposta culturale. Camminare alle cinque del mattino alla ricerca del suono delle campane tibetane capaci di lavare l’animo, portando allo stesso tempo un messaggio di speranza a ragazzi alla ricerca di se stessi ci ha detto che si può uscire dal conformismo e cercare nuove vie.

Ascolto delle campane tibetane

DIGA STECCAIA, MONUMENTO

Avere scelto di valorizzare la diga steccaia con un riuscito incontro fra cucina, teatro e musica d’autore ci ha detto ancora una volta come il nostro fiume, a partire dall’esperienza delle balle di Paglia di Cotignola, può crescere come museo di land art e teatro all’aperto in funzione tutto l’anno e per tutta la sua lunghezza, dalla collina alla valle, al mare.

Cena ed arte alla diga steccaia

CARLO CUPPINI E I BAMBINI

Apprezzata anche la scelta di avere pensato ai bambini e di avere dedicato a loro la cultura e l’affabulazione di Carlo Cuppini, uno scrittore moderno, ancora poco conosciuto dalle nostre parti, che sa coniugare il sapere ai problemi del nostro tempo, proponendosi all’avanguardia della ricerca di nuove vie per un futuro equo e solidale.

Carlo Cuppini

IL TREBBO E LE ASSENZE DA RECUPERARE

Poi la scelta del trebbo. Il tentativo di parlare con leggerezza dei temi seri del nostro fiume e degli obbiettivi degli Amici del Senio, coniugando parole e musica. Mario Baldini con la sua affabulazione e Caveja con la sua voce e chitarra hanno chiesto agli amministratori di rispondere alla richiesta di valorizzazione del Senio con la poesia, quindi con tensione alta e capacità intellettuale adeguata.  Sindaci e Assessori presenti hanno risposto dimostrandosi pronti verso un nuovo futuro. In questo caso penso che gli assenti abbiano avuto torto, che dovrebbero riconoscerlo e impegnarsi a recuperare la propria funzione verso i corpi intermedi della società di cui gli amici del Senio sono una componente locale, credo, di un certo e apprezzato rilievo.

Il trebbo

TIZIO BONONCINI E LA SUA ARTE E L’ORCHESTRONA CHE FA BALLARE

Infine gli eventi centrali delle serate. Da Tizio Bononcini recente vincitore di Musica nelle Aie a Castel Raniero, un giovane eclettico con certamente un bel futuro d’avanti, all’Orchestrona di musica popolare di Forlimpopoli. 25 musicisti di livello che sono riusciti a fare ballare i presenti sulla ghiaia del cortile dove suonavano, creando allegria e partecipazione.

Tizio Bononcini

COLORI E SOSTANZA

Un grande grazie va rivolto anche alle volontarie e volontari che hanno consentito alle persone presenti di rifocillarsi con buoni prodotti semplici e legati al territorio. Apprezzata anche la scelta della birra artigianale del Senio e delle etichette locali del nostro vino che il prossimo anno potremmo estendere a quelle di tutta la vallata.

I nostri crostini

SUPERARE LE RITROSIE

Ci siamo chiesti se lo spazio a disposizione per l’evento è sufficiente alla bisogna o se invece non sia il caso di ampliarlo, dando al pubblico più spazio in cui muoversi. Caso mai verso il fiume, come facemmo il primo anno. Molto dipende dai vicini di casa e dalla collaborazione che vorranno prestare. La comunità di Tebano, in parte così tanto collaborativa, nel suo insieme non dimostra ancora di sapere/volere accettare una proposta culturale che invece a nostro avviso dovrebbe vederla al centro. Vedremo se determinati preconcetti riusciranno ad essere vinti.

Gli spazi

E’ L’ORA DI CAMBIARE

Guardando avanti, pensando al successo di questa edizione, dobbiamo dire che è giunta l’ora di cambiare. I cambiamenti devono farsi quando le cose vanno bene. E’ giunta l’ora di produrre un salto generazionale nella direzione della baracca e in parti fondamentali della struttura stessa dell’evento. Che dovrebbe conquistare nuovi spazi. Sarebbe bello che su questo si aprisse una riflessione partecipata con nuovi attori come i mondi delle Arti e della Scuola. Mondi che hanno dimostrato di apprezzare la mano della partecipazione che gli abbiamo proposto.

Una delle caratteristiche di Acque e miracoli è quella di espandersi nel territorio circostante. Per conoscerlo, per farlo parlare. Pensiamo che anche questo sia cultura. Il territorio ci parla di ambiente, di paesaggio, di lavoro, di storia e di tanto altro. Conoscerlo vuole dire amarlo e proteggerlo.

Quest’anno le camminate saranno tre. Ricordo che saranno brevi, di pochi chilometri l’una. Il terreno però è ondulato e farà caldo. Pertanto occorrerà essere in buona salute, calzare scarpe antiscivolo e recare con se una modesta riserva di acqua da bere. Percorreremo carraie lungo campi lavorati e dovremo quindi avere assoluto rispetto per il lavoro dei contadini (che ringraziamo per la loro accoglienza).

Per tutte le camminate il ritrovo è alla ex pesa, piazzale sede Terre Naldi, di fronte alla chiesa di Tebano.

TEBANO – Il luogo di ritrovo delle camminate

PRIMA. Lunedì 4 (km 4 in tutto). Partiremo alle ore 18,30. Gigi ed Irma ci condurranno lungo una campagna dalle tante risorse e sorprese alla loro casa museo che vorremmo chiamare Novecento e che è alla ricerca di un futuro sostenibile, al laghetto, alla collezione dei quotidiani di quando Ercole Baldini correva ed era campione del mondo. Il loro mondo di Tebano. E’ gradita la prenotazione a Laura 366 9136784.

Raccolta storico didattica Novecento

SECONDA. Martedì 5 alle 5 del mattino (km 2). Andremo ad ascoltare gli effetti refrigeranti delle campane tibetane di Myriam Massicci, sotto la grande quercia del Loghetto. Ne abbiamo parlato più diffusamente qui Due appuntamenti particolari.

TERZA. Martedì 5 (km 4 in tutto). Partiremo alle ore 18,30. Ore 18,30 – Camminata (ar 4 km*) alla scoperta del castagneto di pianura. Alberto Montanari ci guiderà su da Cà Nova dove saluteremo il pino che ha visto e resistito alla guerra (quante storie potrebbe da raccontare). Passeremo dalla Fattoria didattica Bio Vernelli dove incontreremo una grande scultura da giardino di Angelo Biancini e vedremo cose di campagna interessanti. Sarà col gruppo la dott.ssa Alessandra Lombini – AgroEcologia Terra in Transizione Università di Bologna che ci dirà cose utili sull’ecologia di campagna.

Ieri sera all’incontro organizzativo a Tebano eravamo in tanti. Siamo contenti, ma c’è ancora bisogno e posto per chi vuole darci una mano.

Col programma realizzato assieme a Primola Cotignola siamo quasi a posto. Praticamente saremo le due tappe di collina del bellissimo programma dell’Arena delle Balle di Cotignola che partirà il 13 luglio con: … niente. Siamo alle rifiniture di Acque e miracoli a Tebano che quest’anno dedichiamo al viaggio nel Senio che torna a cantare.

In sintesi. Avremo tre Camminate nel territorio che parla. Una di queste all’alba per cogliere sotto la grande quercia, assieme al sole che nasce, l’influenza rilassante delle Campane Tibetane di Miryam Massicci.

Poi una cena alla diga steccaia (numero limitato) con l’arte teatrale di Lorenzo Bonazzi e l’arpa magica di Marta Celli per ricordare il centenario dei programmi di bonifica del Consorzio.

Carlo Cuppini, scrittore affabulatore, racconterà come a teatro il suo libro per ragazzi Il mistero delle meraviglie scomparse che parla dell’Arno che ruba i monumenti di Firenze, poi dell’acqua che sposta tutti i monumenti del mondo. Siamo sul solco della fantasia e della cultura di Gianni Rodari.

Avremo Tizio Bononcini, cantautore e musicista bolognese, che descriverà la contemporaneità mischiando, musica, canzoni, teatro e pop cabaret. La sera dopo avremo l’Orchestrona della Scuola popolare di musica di Forlimpopoli. Venticinque elementi che potranno fare ballare i presenti.

Poi avremo Radio tebano. Un trebbo, una conversazione a più voci per parlare del viaggio del Senio dalla sorgente al mare con i suoi problemi e le sue prospettive. Le voci del trebbo si mescoleranno con Fabrizio Caveja, cantautore selvatico romagnolo e Mario Baldini dell’Arena delle Balle di Cotignola.

Non abbiamo dimenticato le istallazioni (il viaggio …), le mostre, il gioco dei campanili del Senio, la cucina di strada romagnola, il buon vino (le etichette tebanesi) e la buona birra artigianale. Tutto il 4 e 5 luglio prossimi. Ce la faremo? Si, se ci darete una mano.

Percorrere a piedi o in bici i crinali di collina della valle del fiume Senio, dà vera soddisfazione. Le vallate da entrambi i lati, così come scolpite dal lavoro dei contadini, dal punto di vista paesaggistico sono veramente belle. Tanto da non invidiare nulla ad altre d’Italia assai maggiormente celebrate.

Sabato passato abbiamo percorso a piedi il tratto che va dalla chiesa di Santa Maria della Serra, a Castel Bolognese, fino al monte Ghebbio e la soddisfazione è stata tanta. Dalla siepe di marruca, alla quercia dei record; dalle ginestre in fiore alla bella vista della Vena dei Gessi e delle tre gobbe di monte Mauro; dai calanchi al verde e agli alberi di una campagna che pare cesellata dai pittori; dai laghetti che punteggiano il territorio al sogno di potere rivedere i vulcanetti della Serra che dicono siano tornati ad eruttare, abbiamo potuto cogliere il senso di liberazione di cui si ha bisogno.

Ringrazio Katty e il Circolo della Serra che al termine della camminata ci hanno ospitati per un gradito rinfresco sotto gli alberi del bel parco della chiesa.

La mattinata è poi proseguita nella bella biblioteca di Castel Bolognese dove Gabriella Costa, novella scrittrice della scuderia del Senio, ha presentato il suo nuovo libro Ci voleva il mare. Un libro dei sentimenti, che ci parla al femminile delle inquietudini del nostro tempo. Un racconto che attira il lettore e che fa riflettere sui tempi attuali.

Ed ora alcune foto che parlano più di tante parole.

Ps – Segnalo solo che, salendo al monte Ghebbio lungo la carraia percorsa dai bikers, qualcuno ha posto – deliberatamente – in mezzo al sentiero una fascina di legna con spini che potrebbe risultare assai pericolosa per coloro che dovessero scendere in bici. Penso si tratti di un gesto inspiegabile e inqualificabile e che sia opportuno rimuovere la “trappola” prima che qualcuno si faccia male.

 

 

Dal ponte di Fusignano a quello di San Potito, poi a quello sulla san Vitale. Andata sulla riva sx e ritorno su quella dx con sosta a San Potito nel bel parco intitolato a don Giacinto Marescotti. E’ stata questa la camminata da Ponte a Ponte promossa, dopo rinvio, domenica scorsa. Ha fatto molto caldo e il risultato è stato che avevamo più partecipanti seduti ad aspettarci all’ombra del bel parco, che quelli sotto al sole delle ore quindici pomeridiane. Come era logico aspettarsi.

ll fiume sarà più sicuro, speriamo si tuteli anche l’ecologia.

Dobbiamo ringraziare l’Autorità del fiume per la gentile collaborazione prestata e dire del bel lavoro che stanno facendo in quel tratto di fiume per metterlo in sicurezza. Stanno rimodellando le rive, abbassando le golene e rafforzando gli argini. Così il Senio, in quel tratto, ha ancora più l’aspetto del “fossatone”, ma sarà senz’altro più sicuro e questo è bene. Poi verrà certamente il tempo in cui si valuterà che il fiume è anche un corridoio ecologico ed allora si potrà trovare il giusto equilibrio fra sicurezza, ambiente e paesaggio.

Seduti all’ombra del parco a San Potito – grazie agli Amici dei San Potito per la bella collaborazione resa – è stata buona occasione per parlare di alcuni problemi del nostro fiume e questo ci ha fatto molto piacere. Fra altre cose si è parlato dei ponti sul Senio e di quanto molti di loro siano oggi inadeguati alla mole di traffico che sopportano. E forse anche poco sicuri.

I ponti sul Senio paiono poco sicuri.

Poco sicuri, la gran parte dei ponti sul Senio, lo sono certamente per i pedoni e i ciclisti. Io stesso mi sono trovato incastrato con la bici fra guard rail e balaustra del ponte – quello sulla san Vitale – e ricordo  quanto questo abbia tremato  al passaggio a forte velocità di un potente automezzo carico, nel momento in cui avevo sollevato la bici sopra la testa nel tentativo di passare.

Pensando a quella potente scossa e pensando che possa ripetersi centinaia di volte al giorno da decenni, viene da ritenere che quel ponte forse non è così sicuro. Riguardo i ponti sul Senio abbiamo quindi almeno due problemi. Molti di loro sono strutturalmente vecchi: sappiamo che si sta intervenendo, ma forse non con la celerità necessaria. In secondo luogo sono (quasi tutti) pericolosi per gli utenti deboli della strada. Compreso quello nuovo realizzato pochi anni fa a Felisio dove i progettisti non hanno adeguatamente pensato a bici e pedoni. Questo è veramente preoccupate e speriamo non si ripeta nel corso dei prossimi interventi.

Approfondiremo il tema dei ponti.

Al termine di quella che è parsa una piacevole assemblea all’aperto ci siamo proposti di approfondire la tematica dei ponti e di dare un nostro contributo alla discussione. Così come ci siamo promessi di continuare il lavoro di sensibilizzazione verso le amministrazioni comunali circa il tema di sempre maggiore interesse della ciclo via del Senio – Lamone.

Tornano alberi da frutto in campagna.

La camminata, come sempre quando ci si alza sopra il piano di campagna e l’argine del nostro fiume lo consente, ha mostrato un paesaggio che si rinverdisce di vegetazione. Se almeno da un decennio abbiamo visto nella campagna, particolarmente della Bassa, l’espianto di tutti gli alberi da frutto, adesso pare essere giunto il momento del reimpianto. A farla da padrone è la vite. E’ bello vedere centinaia e centinaia di ettari di terreno coperti dai filari delle viti. Certo non le storiche piantate, ma impianti bassi, uniformi pensati per la vendemmia a macchina e per un prodotto che è facile prevedere andrà a rinforzare la macchina del prosecco veneto.

L’altra cosa bella che si nota è il permanere, oltre ai classici “roccoli”, di alberature ad alto fusto, singole o aggregate in piccoli gruppi, sparsi un poco ovunque. Questo rende la possibilità di una “lettura” della campagna che fa piacere.

Percorso romantico a Fusignano.

Riguardo la valorizzazione di ciò che sta attorno al Senio abbiamo parlato della Promenade Severolì. ossia dell’idea di un notro asscoiato di percorso romantico dal centro di Fusignano, fin sull’argine del Senio. Torneremo presto sull’argomento.

Ed ora alcune foto.

 

 

Il fiume accoglie la scuola che esce nel territorio. Dopo le uscite sul Senio con i ragazzi delle Medie del 28 aprile e del 3 maggio, è stata la volta dei professori. Venerdì 13, a dispetto della cabala, è stata una bella giornata. Insegnanti, amministrativi e Ata, terminate le lezioni hanno pensato ad un momento di socializzazione esterna all’ambito scolastico e ci hanno chiesto di accompagnarli a Tebano, percorrendo l’argine del Senio. Come i loro ragazzi nelle settimane precedenti.

E’ stata una bella esperienza. Faceva caldo, ma come se nulla fosse, siamo giunti rapidamente a Tebano, accolti da Laura Montanari, coordinatrice del Polo tecnologico, che ci ha ospitati e da alcuni attivisti Amici del Senio che avevano ben pensato di cuocere salsiccia e piadine. A Tebano, gradita sorpresa, si è aggiunta al gruppo la Dirigente della scuola, Pamela Ausili.

A noi è parso significativo che questa iniziativa abbia avuto luogo e che vi abbiano partecipato tutte le componenti della Scuola. Ci è parso un buon passo nella direzione di quella comunità educante che potrebbe essere una utile prerogativa del futuro per la nostra scuola.

Ancora una prova di quanto sia importante il legame con il territorio. Abbiamo già detto di Tebano ombelico del Senio. E’ giunto il momento del salto di qualità. Si farà la nuova cantina-scuola, avanzano le idee per valorizzare il bello. Occorrono scelte e investimenti capaci di attrarre e consolidare i turisti esperienziali che a Tebano e lungo la valle del Senio possono trovare tante belle risposte alle loro aspettative.

Avanti allora con la ciclo via del Senio-Lamone, con la strada del foliage innervata lungo il percorso della 50 km di Romagna. Con il percorso delle 7 chiese a Castel Bolognese per valorizzare crinali e cantine e analoghi percorsi da inventare negli altri comuni del Senio, sostenuti dalla velo stazione di Castel Bolognese. Avanti con la land art e la cultura di fiume proposta dall’Arena delle Balle promossi da Primola Cotignola; avanti con Acque e Miracoli a Tebano e con le altre iniziative di fiume che stanno crescendo.

Avanti con la rinaturalizzazione dell’area delle casse di espansione di Cuffiano/Faenza, con il parco dei budelli del Senio fra Castello e Solarolo proposti anni fa dalla Provincia. Con l’idea della Promenade Severoli per in percorso romantico del Senio a Fusignano. Con la proposta di aggregare i tanti piccoli Musei attorno al Senio, fra cui la Raccolta storico didattica Novecento di Tebano e con tante altre idee che sono in campo e che attendono di essere colte e valutate.

Un territorio accogliente e bello, pensato e messo a sistema, potrà essere la base non solo di uno sviluppo eco sostenibile della nostra economia, ma anche l’arena della coltura di una comunità che crede nei propri giovani e che a loro si affida, pensando al domani.

Ed ora alcune foto di una scuola che esce dalle proprie mura e si salda con il territorio.

 

 

 

Questa volta vi proponiamo, da Castel Bolognese, un sabato mattina particolare, quello del 28 di maggio.

Cammineremo per vedere il Senio dall’alto, lungo uno dai più bei crinali della Romagna. Poi saremo alla presentazione di un libro di una nostra amica scopertasi scrittrice quasi per gioco. Infine andremo da Angela, al Caminetto d’Oro per assaggiare alcuni dei suoi buoni piatti romagnoli.

Partiremo alle ore 8,45 in punto dalla chiesa della Serra (via Serra, 3905 – parcheggio sul posto). Prima dei calanchi potremo vedere una piccola – assai rara – siepe di marruca che andrebbe conservata. Poi l’unico albero di Castel Bolognese – una quercia possente – in elenco della Regione per essere tutelata protetta.

Veduta dei calanchi della Serra

A seguire potremo immaginare la grande villa Romana che dominava la valle – oggi scomparsa e con reperti conservati a Imola – e subito dopo vedere l’avamposto dei calanchi che inesorabilmente avanzano. Poi lo spettacolo delle ginestre in fiore, due valli, la vena del Gesso, le casse di espansione viste dall’alto.

Faremo tutto in tempo per tornare a Castel Bolognese per le ore 11 e per recarci in Biblioteca Luigi dal Pane (via Rondanini, 17) ad ascoltare la nostra associata Gabriella Costa – di Palazzuolo sul Senio – che, scopertasi scrittrice quasi per gioco, ci ha preso gusto e questa volta ci racconta che CI VOLEVA IL MARE. Una bella storia sentimentale, dai tanti risvolti che, quasi come in un racconto giallo, porta in fretta verso la fine del racconto che non appare scontata.

Concluderemo la mattinata seduti ai tavolini del Caminetto d’Oro (via Emilia Interna, 58). Parliamo di una buona cucina di stampo romagnolo, che guarda al territorio. Il tutto condito dalla simpatica affabilità di Angela. Prezzo concordato 20 €.

Confidiamo di vedervi in tanti alle tre iniziative proposte. Ovviamente potrete scegliere di partecipare anche a solo ad una o a due. Quello che però vi chiediamo è di prenotarvi, indicando le iniziative a cui parteciperete. Così da poterci aiutare nella loro organizzazione.

INFO E PRENOTAZIONI – Domenico 340 0532380 o domenicosportelli@gmail.com

Per leggere il programma nel dettaglio cliccate sulla foto in evidenza nell’articolo.

La copertina del libro di Gabriella Costa

Sabato 7 maggio 2022, andremo da Ponte a Ponte, a piedi e in bici. Partiremo da Fusignano e da San Potito. Sarà l’occasione per strizzare l’occhio alla primavera camminando sull’argine del nostro fiume. Godendo così della vista che spazia lontano per ammirare il paesaggio frutto dell’incontro fra la natura e il lavoro dei nostri contadini.

Per questa iniziativa, patrocinata dalle Amministrazioni comunali di Fusignano e Lugo, abbiamo il piacere di collaborare con gli Amici di San Potito e con TangoBike.

Da Fusignano partiremo alle 14,30 da via Severoli, presso lo stradello di salita all’argine del Senio. Chi è a piedi – accompagna Domenico Sportelli – andrà fino al ponte di San Potito e ritorno (km 9). Mentre chi va in bici andrà fino al ponte della San Vitale e ritorno (Km 13). Ricordo a chi andrà in bici – accompagnatori Rita Ponseggi e Roberto Torricelli – che partiremo dalla riva sx. Al ponte di San Potito passeremo sulla riva dx per evitare di transitare sul ponte sulla San Vitale, troppo pericoloso per le bici (manca qualsiasi tipo di protezione per gli utenti deboli). Il ritorno, fino a San Potito, sarà fatto ai piedi dell’argine così da potere apprezzare la centuriazione romana.

Da San Potito partiremo a piedi alle ore 14,30 dall’area verde don Giacinto Marescotti – dietro la chiesa. Il percorso sarà di 4 chilometri.

Sosta per tutti: ore 15,30 a San Potito presso l’area verde. Sul luogo faremo un piccolo rinfresco. Parleremo della ciclo via (che tarda), avrete la possibilità di aderire agli Amici del Senio e di firmare la petizione per la valorizzazione e la sicurezza del nostro fiume. Chiederemo come al solito per le nostre iniziative anche un piccolo contributo volontario per concorrere alle spese dell’Associazione.

Precauzioni. Lo scopo dell’evento è di trascorrere alcune ore serenamente, godendo del piacere della vista stando dieci metri sopra al piano di campagna. Il percorso non presenta difficoltà, tuttavia occorre essere in buona salute. A chi va a piedi si consiglia di calzare scarpe antiscivolo; di portare con se una modesta riserva di acqua da bere. I minorenni dovranno essere accompagnati. A tutti è indicato di procedere in gruppo e di ascoltare gli accompagnatori.

Pe vedere il programma, cliccate la foto in testa all’articolo.

 

Sabato 23 aprile 2022, da Castel Bolognese e da Solarolo, cammineremo lungo l’argine del Senio dove ci incontreremo circa a metà strada. Partiremo a piedi dalla piazza di Castel Bolognese e dalla chiesa di Felisio.

Da Castello seguiremo, via Serraglio e via Zanelli da dove per la carraia dietro la chiesa della Pace, giungere sull’argine del Senio. Torneremo per via Rezza, via Casanola e via Canale con i suoi mulini – Scodellino e di Mezzo.

Da Solarolo partiremo dalla chiesa di Felisio e sarà tutto argine fin oltre il passo di Lungaia.

Entrambi i percorsi saranno di circa 10 km A/R.

Ci troveremo tutti nel punto in cui nell’inverno del ’44 cadde l’areo americano di Victor Phelps. Salvatosi col paracadute, fu imprigionato, condotto in un campo di concentramento in Germania da dove fu salvato a fine guerra dall’Armata Rossa.

Collocheremo in quel luogo una targa che ricordi quel fatto affinchè anche il territorio parli delle atrocità della guerra. Di ogni guerra, compresa quella assurda di questi giorni della Russia contro l’Ucraina. Daremo valore al ricordo celebrativo con la presenza della Banda di Castel Bolognese.

Ricordo che i parenti americani di Victor Phelps, che abbiamo cercato e trovato grazie al lavoro di Andrea Soglia, sono contenti e anche un poco stupiti di questo nostro lavoro che, pur piccolo, segna anch’esso una nota di riscatto verso le colpe del fascismo che trascinò l’Italia in quella assurda guerra.

Oltre ai ricordi che mai vorremo dimenticare, sarà l’occasione per strizzare l’occhio alla primavera che si mostrerà lungo il percorso con il suo variopinto manto floreale. Sarà una camminata per la salute e per un contatto con la natura in un tratto di fiume dove si presenta con uno splendore che vorremmo fosse ben tutelato e valorizzato.

Sarà infine l’occasione per sostenere la ciclo via del Senio, assieme al tema della sicurezza e di una manutenzione costante e corretta nel rispetto delle prerogative anche di tutela bio-ambientale di ogni fiume.

Sul luogo ci sarà il banchetto dell’Associazione. Offriremo una merenda e la possibilità di aderire per il 2022 agli Amici del Senio. Come al solito, chiederemo un contributo libero e volontario per contribuire alle spese sostenute.

La camminata, compresa nel calendario delle celebrazioni della Liberazione, è patrocinata dalle amministrazioni comunali di Castel Bolognese e di Solarolo che ringraziamo. Si avvale della collaborazione delle ANPI di Castello e di Solarolo e dell’Associazione Pietro Costa.

Vi aspettiamo in tanti.

Potete leggere il programma nella foto posta in evidenza in questo articolo (cliccatela per estenderla).

 

 

 

Sabato 26 febbraio – dalle ore 11 alle ore 11,15 – abbiamo promosso un flash mob a sostegno della realizzazione delle casse di espansione e della ciclo via del Senio. Ci troveremo contemporaneamente in piccoli gruppi di persone su molti ponti del Senio, in sicurezza e senza intralciare il traffico, con dei cartelli che diranno: Casse di espansione e ciclo via del Senio: se non ora quando?

L’interrogativo è rivolto alle Amministrazioni comunali della vallata e alla Regione che, per quanto di loro competenza, su ciascuno dei due argomenti hanno da tempo assunto impegni precisi. Siamo certi delle loro buone intenzioni, ma avvertiamo il pericolo che passi troppo tempo e che la disponibilità degli investimenti europei possa venire a meno.

Successivamente, entro il mese di marzo, promuoveremo una conferenza pubblica alla quale inviteremo tutti i soggetti interessati alla realizzazione delle due opere. Lo scopo del flash mob e della Conferenza è quello di sostenerle con forza, offrendo una sede di dibattito, assieme ad idee e proposte. Così come ci compete in quanto organismo di partecipazione e portatore di interessi.

Potete avere ulteriori informazioni circa lo spirito che ci anima, leggendo qui Casse e ciclo via. Dopo avere letto, se condividete i nostri obbiettivi, ci permettiamo di chiedervi di darci una mano: partecipate al flash mob. Segnalateci in vostro interesse scrivendo a: amicifiumesenio@gmail.com oppure tel a Domenico cell. 3400532380. In fondo si tratta dell’impegno di un quarto d’ora per opere che stanno a pieno titolo nel capitolo dei beni comuni.